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  • Category Archives: De Niro e Canalis a Sanremo
  • Sanremo follow-up – per non dimenticare

    Navigando sul web mi sono imbattuto per caso in queste due immagini che potrete ritrovare in vari altri blog. Non ho saputo resistere e le ho volute riportare anche qui pur non conoscendone gli autori. Ovviamente massimo rispetto a chi le ha ideate!


    Altre simili sono recuperabili a questo indirizzo web.
    Tanto per la cronaca, la “gentrification” è la trasformazione di un’area urbana da degradata e povera a zona d’élite o comunque appartenente a classi sociali più agiate. E’ un termine americano inventato negli anni ’60 che in Italia si può ritrovare raramente anche tradotto come “gentrificazione” (brutto termine a mio parere). Ci sono molti esempi di questo fenomeno anche in Italia: a Firenze, il quartiere di San Frediano descritto da Vasco Pratolini era uno dei quartieri più poveri, oggi giorno bisogna mettere da parte un bel po’ di soldi prima di potersi permettere un appartamento da quelle parti. Ma non ho mai sentito dire che San Frediano sia gentrificata, aborro la parola forzatamente tradotta, sicuramente ci sono altri modi per dire la stessa cosa senza inventarsi brutti neologismi.
    Onestamente, anche se ne avevo capito il significato dal contesto, il termine “gentrified” era per me nuovo ed evidentemente nemmeno la Canalis lo aveva mai sentito prima… con la differenza che io non ho la presunzione di fare l’interprete in un programma guardato da milioni di persone (in diretta). Non farò neanche come molti italioti che a posteriori fingono di aver conosciuto questa parola da sempre, quasi fosse parte del banale ABC dell’inglese. Resta tuttavia un errore imperdonabile (uno tra i tanti) che spero sia servito da lezione a chi di dovere per ricordare che l’interprete non è un lavoro che si può improvvisare.

  • DE NIRO A SANREMO – PART DEUX


    Dopo la disfatta della Canalis nel ruolo d’interprete per De Niro, non posso esimermi dal riportare anche l’intervista preliminare insieme a Monica Bellucci. Almeno in questo caso hanno avuto la saggia idea di assumere un interprete professionista. Sarà andata meglio direte voi? Mah insomma. Le domande erano sempre tra il banale e l’imbarazzante, con una Bellucci in perenne posa statuaria che non si degna d’aiutare De Niro, né di intervenire più di tanto nella conversazione quasi monologica di Morandi il quale pone domande ma spesso non si cura delle risposte.
    Morandi: grazie di aver accettato il nostro invito signor De Niro.
    De Niro annuisce come a dire “you’re welcome” (prego).
    Morandi: mi hanno detto che lei nelle interviste non è che risponde molto volentieri, è vero o non è vero?
    De Niro: well it depends!
    Dipende, che altro ti doveva rispondere, Gianni? Dai su, fai domande più stimolanti! E invece…
    Morandi: è contento d’esser qui?
    Ahia! Domanda sempre rischiosa da fare ad un ospite, specie ad uno straniero che non ha mai sentito parlare di Sanremo in vita sua, evento “mondialmente famoso in Italia” (parafrasando una battuta di Mel Brooks).
    De Niro: yeah I’m here… I’m happy to be here. I’m happy to be with Monica.
    della serie “ormai ci sono e me lo faccio piacere”, si salva all’ultimo ripiegando nel dire che è felice d’essere qui con Monica (frase più onesta), con Giovanni… with the movie family.
    Morandi: maaaa… io avrei ancora un po’ di domande per lei, forse… mi lasci fare una bella figura con la signora Monica (penso sia troppo tardi per fare bella figura)
    Seguono domande sul perchè abbia accettato di recitare nel film Manuale D’Amore 3 (cosa che ci chiedevamo un po’ tutti ma non del tutto inaudita dopo tanti filmetti di De Niro del “calibro” di Vi Presento i Nostri).
    Allora Morandi continua con domande maliziosamente allusive: c’è stata qualche scena difficile con lei (indicando la Bellucci)?
    e qui gesti significativi di Morandi.
    No, veramente no, risponde De Niro.
    Dopo qualche ulteriore quesito, Morandi, con un misto di goliardia e patriottismo, si butta…
    Morandi: le italiane vorrebbero sapere che cos’è che la affascina particolarmente nelle donne.
    Mi domando chi abbia eletto Morandi a portavoce delle “italiane”, c’è forse un “comitato nazionale di donne italiane” che disquisisce sui gusti degli attori famosi? Sarà che sono stato educato all’insegna del femminismo ma trovo questa domanda offensiva e stupida (solo per il fatto che abbia premesso che “le italiane vorrebbero sapere…”). Ma del resto, basse trivialità hanno sempre caratterizzato il Festival di Sanremo; tra quelli più recenti ci tengo a ricordare le finali del 2010 con Emanuele Filiberto, lo spogliarello di Dita Von Teese (per mariti arrapati), la Clerici che intervistava l’attrice Michelle Rodriguez credendola la protagonista (!) di Avatar e, da non dimenticare, la versione “avatarizzata” della Clerici su maxischermo, credo uno dei momenti più imbarazzanti della storia di Sanremo, con tanto di lettino solare che fungeva da macchinario fantascientifico. La faccia della Rodriguez in quella scena, proprio come la MasterCard, non ha prezzo!
    Ritornando al quesito di Morandi (scusate la digressione) su che cosa lo affascini particolarmente delle donne, De Niro pensa un po’ come giocarsi la domanda e poi se la cava con poco, rivelando di non apprezzare donne troppo magre.
    Morandi: è stato difficile baciare la signora Monica? Non credo che sia stato difficile, GNAHAH!
    De Niro fa un gesto significativo. Non si degna di rispondere a simili non-domande.
    Morandi persiste con la malizia: ho visto che fa una specie di spogliarello. SPO-GLIA-RELLO, streaptease.
    Non è scandendo bene le parole che farai capire l’italiano ad uno straniero.
    De Niro: è andata bene (della serie… che te devo di’?)
    Morandi: regge ancora bene fisicamente lei eh?
    Morandi: senta lei è stato anche un grande regista oltre che un grande attore, ha lavorato con i più grandi registi del mondo… potrebbe dire come ha fatto a fare questo spogliarello? Io potrei farlo questo spogliarello?
    Idiozia della domanda a parte, De Niro, che a quel punto sembrava quasi aprirsi ad una risposta che non fosse monosillabica, manco ha il tempo di aprire bocca (riesce solo a dire la battuta: “it’s very simple, take your clothes off”) che i due cacti Luca e Paolo, presunti comici, entrano disturbando l’intervista per fare della bassa ironia e ignorando totalmente l’ospite straniero lì presente, manco fosse un cane. Per un po’ De Niro cerca di continuare il discorso, poi si abbandona al fatto che nessuno lo stia ad ascoltare, la Bellucci scappa dalle scene e così termina la prima parte di questa deprimente intervista (seguìta da quella con la Canalis).
    Mi domando come mai non abbiano invitato anche Al Pacino così dilapidando completamente i soldi appena incassati con il canone RAI. Ogni anno sembra che sia quasi necessario fare una grandissima figura di merda con un qualche attore famoso. Secondo me il compenso degli ospiti è proporzionato alle cazzate che si dovranno sorbire per un quarto d’ora. Mi domando chi “disturberanno” il prossimo anno.
     

  • SAINT REMUS – Quelle interviste italiote (Canalis – Morandi – De Niro)


    Dopo aver saputo che De Niro è stato ospite a Sanremo con ben due interviste ed essendo un appassionato di cinema mi sono andato a vedere quel momento sul sito Rai. Sempre che quella robaccia a cui ho assistito si possa definire “intervista”.
    Una delle più imbarazzanti mai sentite. Che spreco. A parte le domande sceme, mal poste e mal preparate, l’elemento più scioccante è stata la presenza della Canalis nell’improvvisato ruolo di interprete. Sciagurato chi ha pensato di farglielo fare.
    Inizia la Canalis, senza infamia e senza lode, traducendo alcune cose dette da Morandi, tutto da copione, quindi preparato in precedenza.
    Morandi dice che i genitori di De Niro andarono in America e il loro nome fu alterato in quello che oggi conosciamo, “De Niro” appunto. L’attore risponde in italiano dicendo di credere che sia successo proprio questo (nota: i nomi stranieri venivano spesso alterati al momento della registrazione, spesso a causa dell’analfabetismo dei migranti che non sapevano scrivere il proprio nome né tantomeno pronunciarlo in un italiano chiaro).
    La Canalis si sorprende nell’udire De Niro rispondere in italiano ma si sente in dovere comunque di tradurre per lui la domanda che Morandi gli ha appena posto e a cui De Niro ha già risposto (altrimenti che la pagano a fare?), anche sbagliando adaptation con adaption (lo so, sono pignolo, ma che figura con De Niro! Considerato che lei si vanta di andare e venire dagli Stati Uniti e di incontrare personaggi famosi continuamente!)
    Poi la Canalis continua con delle domande “sue” esprimendosi con lisca in bocca e leggendo dal copione:
    Canalis: dze amazins dzing iz that you are not just Italian, you care a lot about… of your Italian origins. Even if you are even French, Irish, Dutch, German.
    De Niro: Yes… true.
    Canalis: Uai?
    De Niro: Why do I… (?)
    Morandi: Why you prefer Italian?
    subito arriva in aiuto Morandi, togliendo dai pasticci la Canalis e il suo “Uai?”. Rileggendo la frase della Canalis si capisce perchè De Niro non avesse compreso che si trattasse di una domanda, manca l’intera costruzione grammaticale della forma interrogativa, il più classico degli errori.
    Già a questo punto dovrebbe partire l’allarme AWKWARD MOMENT! Il momento IMBARAZZANTE. Ma che intervista è, mi chiedo mentre ascolto, sentendomi imbarazzato per il povero De Niro. Non tanto per lo stentato inglese ma per questa intervista completamente campata in aria, con domande tra l’imbarazzante e l’imbarazzato e dove gli intervistatori parlano sopra all’intervistato al punto da non notare quando De Niro dice che è in parte italiano ma anche in parte albanese, un particolare che per esempio io ignoravo così come molti altri spettatori ne sono certo. Per i molti spettatori che non capiscono l’inglese, mi dispiace ma la Canalis non lo ha tradotto per voi, persa nel ritardo delle sue interpretazioni.
    Per continuare la scena pietosa Morandi insiste con altre domande al limite della banalità:
    Morandi: io invece vorrei sapere qualcosa dell’America. Come è stata la sua infanzia a Little Italy… you live in… when you were…was baby…
    La Canalis cerca di salvare Morandi (uno zoppo che sorregge lo storpio).
    Canalis: au… au was your childhhhood in Little Italy? We’re very curious, you know.
    La risposta di De Niro viene tradotta dalla Canalis, ma De Niro corregge questa traduzione sui generis con l’effetto di aumentare l’imbarazzo generale quando le va a chiedere come si traduce “gentrified” in italiano. La Canalis come una scema guarda Morandi e gli scandisce meglio la parola, Morandi ovviamente le dice “sei tu che sei americana, eh”, “hai ragione, m’ha spiazzato” risponde la Canalis seguita da un applauso di incoraggiamento del pubblico. Cara Canalis e cari direttori RAI, è per questo che di solito vengono assunti interpreti professionisti quando si fanno interviste del genere e non una soubrette fidanzata con attore americano che già parla un italiano zoppicante.
    L’intervista imbarazzante prosegue con Morandi che chiede se sia vero che De Niro da piccolo era chiamato Bobby Milk. De Niro, monosillabico, conferma. But uai? Perchè beveva molto latte, spiega De Niro. Morandi allora replica, anche io da piccolo bevevo molto latte, anzi cantavo una canzone proprio sulla mamma, sul latte… (cazzo ne sa De Niro e soprattuto che gli frega di te che cantavi della mamma e del latte?). De Niro annuisce non capendo e sicuramente sperando che le domande stupide finiscano presto.
    Invece no.
    Canalis: you received the Italian tzitizenship in thuthausend six (2006) and you recently said that one day you would like to move hhhere. Is it true?
    De Niro: Well I might, you never know… you never know.
    Canalis: You didn’t zay dat?
    De Niro: uh?
    Canalis: You didn’t zay dat? Dat one day you woul like to move
    (a quanto pare no, non ricorda di aver mai dichiarato una cosa simile, l’imbarazzo aumenta sia tra gli intervistatori che l’intervistato)
    Morandi non comprendendo bene la risposta data da De Niro chiede chiarimenti.
    Morandi: ma ha detto che vorrebbe anche VOTARE in Italia? (non l’aveva detto. Ma insomma Morandi, che vai a capire? Quando si dice “taci che fai più bella figura”)
    Seguono altri piccoli scambi di frasi insignificanti e imbarazzanti, poi…
    Canalis: adesso mi piacerebbe fare una domanda sui suoi film e sulla sua carriera. (sentiamo le grandi domande!)
    Morandi preoccupato aggiunge: falla tu la domanda (già temeva di doverla fare lui, povero Gianni)
    Canalis: if you could shoot just only one off your movie and putit in a time capsul and to be able to see it in a hhhundred years, which one would you choose?
    La risposta di De Niro era Raging Bull (in Italia intitolato Toro Scatenato). Morandi giustamente chiede alla Canalis: “qual’era il titolo in italiano di questo?”. Canalis con la mano fa il gesto di “aspetta che non me lo ricordo” e dopo aver cercato di evitare la domanda dice: “Eraaaa… … Toro Scatenato. Toro Scatenato”. Sembrava una studentessa a cui non sovviene una data durante l’interrogazione di storia.
    Morandi: a me piace moltissimo “Taxi Driver”, come si dice?
    Canalis: “Taxi Driver
    ma non come traduce il titolo, cretina! Morandi voleva che gli traducessi “a me piace moltissimo”.
    Morandi: e “C’Era Una Volta in America”, il nostro grande Sergio Leone. (applauso)
    De Niro: “Taxi Driver” and what was the other?
    Morandi alla Canalis: Diglielo, “Taxi Driver” e “C’era Una Volta in America”.
    Canalis: “C’era Una Volta in America”. Sergio Leone movie.
    De Niro: “Once Upon a Time”… Sergio Leone. (OK, l’ha capito da solo, meno male altrimenti facevamo notte)
    Parlando del nuovo film “Manuale d’Amore 3”…
    Canalis: so you had to speak Italian. Hhhau hhhard it was? (intendi “How hard was it?”, pronuncia a parte la forma interrogativa richiede l’inversione di verbo e soggetto, è l’abc della grammatica inglese)
    All’ultimo poi si rovina con un dialogo al limite del comprensibile:
    Allora, saying goodbye (risate isteriche) and leaving the stages saying to repeat this after you, to repeat that scene of the movie where you say “ti amo” to Monica Bellucci… I don’t wanna die
    Morandi: facci vede’, it’s easy!
    Insomma abbiamo capito, è Clooney che sta imparando l’italiano ma non il contrario.
    Parafrasando una celebre citazione da I Soliti Ignoti: “Fare l’interprete è un mestiere impegnativo, ci vuole gente seria, mica come lei! Lei, al massimo…può andare a lavorare!
    L’inglese di Morandi era sicuramente più raffazzonato ma sincero e assolutamente perdonabile, però, caro Morandi, saprai pur cantare e presentare ma le interviste non le sai fare; che razza di domande si erano preparati? Morandi e Canalis insieme sono riusciti a rovinare l’occasione di un’intervista con De Niro, al quale, si sa, non piace molto essere intervistato (e dopo questa scena pietosa si capisce anche il perchè!).
    Da vedersi è piuttosto l’intervista di Fabio Fazio a De Niro nel programma Che Tempo Che Fa del 21/02/2011, cioè pochi giorni dopo questo indegno spettacolo.