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  • [Aggiornamento] Sequel apocrifi di LA CASA: Quella villa in fondo al parco

    Locandina del film Quella villa in fondo al parco, nella quale compare la casa di Psycho
    È vero, non c’entra propriamente con la falsa serie de’ La casa, “inventata” dai distributori italioti, ma ci tengo a far notare come il riciclo della casa di Psycho andava molto di moda negli anni ’80. Dopo averlo usato per “La casa” e poi per “La casa al n°13 in Horror Street“, ricopiando senza pudore l’idea della casa sulla collinetta, anche un film pseudo-horror italiano “Quella villa in fondo al parco” utilizza la stessa identica casa simil-vittoriana come è possibile vedere nella locandina qui sopra.

    La cosa che mi lascia sempre esterrefatto è che questi film non hanno MAI una casa che si avvicina a quella di Psycho, neanche lontanamente; addirittura nel film “La casa” si tratta soltanto di un cadente capanno nei boschi.

  • TITOLI ITALIOTI (15^ PUNTATA) – Sequel fasulli Parte IV

    Quarta parte di “Quei sequel fasulli“, della rubrica “Titoli italioti” dedicata ai titoli più assurdi della distribuzione cinematografica italiana, in un breve post di aggiornamento.

    Sequel fasulli parte IV

    Se vi siete scioccati nel sapere che in Italia esistono film intitolati BALLE SPAZIALI 2 e IL TEMPO DELLE MELE 3 o, ancora peggio, ALIEN 2 – SULLA TERRA… considerate anche il seguente titolo che purtroppo mi era sfuggito l’ultima volta nel genere commedia.

    L’aereo più pazzo del mondo 3 (1986)

    Il titolo originale sarebbe “Stewardess School” e ovviamente non ha niente a che fare con la serie dell’aereo più pazzo del mondo. Si tratta invece di una commediola da due soldi in cui le protagoniste cercano di superare il corso per diventare hostess.
    Con uno sfavillante voto di 3.2/10 su imdb.com questo filmetto continua la mia trafila di SEQUEL FASULLI altresì detti sequel apocrifi.

    Locandina di Stewardess School, in Italia intitolato L'aereo più pazzo del mondo 3


    AGGIORNAMENTO SULLA SERIE LA CASA

    La casa al n°13 in Horror Street

    ne approfitto anche per aggiungere un ennesimo titolo alla serie della Casa: LA CASA AL NUMERO 13 IN HORROR STREET. Questo suggeritomi da Christian in un commento ad un mio precedente articolo. Mi sembra giusto dargli degna visibilita visto che si è impegnato anche a trovare la locandina.

    Christian nei commenti ci aveva scritto:

    C’è anche “La casa al numero 13” (titolo originale: Dream Demon, 1988), che ovviamente in locandina ha il solito disegno della casa e anche la scritta con il font simile.

    La casa al numero 13 in Horror Street, locandina italiana
    Da notare la confusione tra 17 e 13 come numeri sfortunati. In Italia a quanto pare il 17 è quello sfortunato mentre nel mondo anglosassone lo è il 13 (numero invece fortunato in Italia). Riguardo alle ragioni storiche e culturali dei due numeri nella numerologia ammetto la mia vasta ignoranza. Forse perché il 13 del totocalcio è tutt’altro che sfortunato, mentre in America un gran numero di persone soffrono di triscaidecafobia? In italia invece soffriamo di eptacaidecafobia, questo però non ha portato alla rititolazione di Friday the 13th in Venerdi 17. Lontani ormai i tempi di Era di venerdì 17 (1956).

    È curioso invece come in questa locandina di La casa al numero 13 in Horror Street abbiano tenuto entrambi i numeri:

    VENERDÌ 17: APPUNTAMENTO IN HORROR STREET AL NUMERO 13… L’ORRORE CONTINUA.

    Quel “l’orrore continua” sta sicuramente a confermare l’intenzione di volerlo far passare come l’ennesimo sequel di La casa.

  • TITOLI ITALIOTI (13^ PUNTATA) – La Casa (sequel fasulli II)

    Quello dei sequel apocrifi è un fenomeno che ha certamente in Italia i più notevoli picchi creativi. La maggior parte riguarda film del genere horror ma non soltanto. La lista è discretamente lunga quindi la dividerò in alcuni articoli e il primo (se ignoriamo il precedente “special” su Amici Miei 4 ) non poteva che esser dedicato a “La casa”, serie che ha una moltitudine di seguiti apocrifi.

    Sequel fasulli parte II: LA CASA e i suoi non-zeguiti

    Locandina italiana del film La Casa di Sam Raimi, in cui figura la casa di Psycho
    Della locandina italiana (e del titolo) del primo film già parlai in questo precedente articolo. Vediamo adesso i suoi illeciti sequel.
    Dopo che uscì “La casa 2” (The Evil Dead 2) nel 1987, i produttori italiani non ebbero alcun ritegno nello sfruttare la fama dei film di Raimi per profitto, così si sentirono in diritto di continuare la serie con i seguenti titoli (che niente hanno a che vedere con i film di Raimi):

    La Casa 3 – Ghosthouse (1988)

    Film italiano fatto per gli italiani, il primo a godere di fama riflessa dai due precedenti film di Raimi. All’estero è conosciuto come “Ghosthouse”. La vera “Casa 3” sarebbe invece “L’Armata delle tenebre” di Raimi, titolo originale Army of Darkness, realizzata solo nel 1992.

    La casa 3 di Umberto Lenzi, locandina italiana del film
    La Casa 4 – Witchcraft (1988)

    Sempre del 1988, in questo film italiota recitano David Hasselhoff (che molti ricorderanno per Baywatch o Supercar) e Linda Blair (la bambina indemoniata di L’esorcista). All’estero ha svariati nomi.

    La casa 4, locandina italiana del film
    La Casa 5 (1990)

    L’ultima delle produzioni italiote e, credo, la peggiore. Le successive (e ultime?) due Case (6 e 7) sono invece film horror americani il cui titolo è stato cambiato nel mercato italiano per includere le parole “La casa” così da spremere la serie ancora un po’, riciclando così prodotti esteri quando ormai gli italiani erano già passati a sfruttare altri filoni.

    La casa 5 di Clyde Anderson, locandina italiana del film

    La Casa 6 (1987, distribuito in Italia dopo La Casa 5)

    Meglio conosciuto come La casa di Helen, la Casa 6 (o Casa di Helen) è in realtà il titolo che venne dato in Italia al film “House II“. Vi domanderete a questo punto come si chiamava il primo “House” in Italia? Si chiamava “Chi è sepolto in quella casa?“. Confusi? Vi capisco. Per maggior chiarezza leggete questo mio precedente articoletto dove viene menzionata anche la serie House.

    La locandina italiana del resto non faceva mistero delle sue origini, eppure la C a forma di falce continuava ad essere riciclata senza vergogna.

    La Casa 6 o La casa di Helen, locandina italiana del film
    La Casa 7 (noto anche come “La casa III” tanto per far confusione) – 1989 distribuito in Italia nel ’94

    Titolo originale: “The Horror Show”. L’ennesimo film horror americano fatto passare come un seguito della serie “La casa”. La cosa curiosa è che fuori dagli Stati Uniti questo film è conosciuto come “House III”, ovvero è stato distribuito come un sequel (anche qui “apocrifo”) della serie “House” quindi non siamo i soli ad abbinare filmacci da poco a serie più note pur di far soldi!
    Quindi per riassumere la faccenda, in America questo film fu prodotto e distribuito come “The Horror Show”. Per venderlo meglio all’estero fu rititolato “House III” e poi in Italia, per venderlo ancora meglio, venne spacciato come appartenente alla serie “La casa”, facendone così il suo 7° (e ultimo?) capitolo.

    Credo tra l’altro che il “III” di questa Casa venga da un’errata traduzione di “House III” per la vendita sul mercato italiano e che purtroppo è rimasta sulle copertine.

    La Casa III di David Blythe con Lance Henriksen, locandina italiana

     

    Case bonus

    Locandina del film Quella villa in fondo al parco, nella quale compare la casa di PsychoÈ vero, non c’entra propriamente con la falsa serie de’ La casa, “inventata” dai distributori italioti, ma ci tengo a far notare come il riciclo della casa di Psycho andava molto di moda negli anni ’80 diventando per la casa dell’orrore per antonomasia. Tanto che l’idea della casa sulla collinetta veniva riproposta senza pudore anche in film pseudo-horror italiani come Quella villa in fondo al parco (1988) utilizza la stessa identica casa simil-vittoriana (il suo stile è noto come “gotico californiano”).

    Fil rouge di tutti questi film è che non hanno mai una casa che si avvicina a quella di Psycho, neanche lontanamente;

    Quando non copiano direttamente la casa gotica di Psycho, ne prendevano almeno l’idea, quella di una grande casa sulla collina ma anche solo la lettera iniziale “C” a forma di falce, come accadeva per La casa al n°13 in Horror Street.

     


    Fin ?

  • TITOLI ITALIOTI (11^ puntata): “Se mi lasci ti cancello” e altri titoli alterati

    locandina del film Se mi lasci ti cancello, esempio di traduzione di titoli

    …e se mi cambi il titolo non lo guardo

    Rieccoci con l’ennesima puntata di TITOLI ITALIOTI. Rimanete in attesa dei prossimi episodi perché ce ne saranno delle belle, ma intanto godetevi questi:

    Cry Wolf Nickname: Enigmista

    Ad un anno dal successo di “Saw – L’Enigmista” perché non attirare l’attenzione su un titolo che non c’entra niente pur di trascinare gente al cinema? È ovvio che non ha niente a che vedere con l’infinita saga dell’Enigmista di SAW (che ha smesso di essere interessante dopo Saw II).
    A proposito, vediamo un attimo i titoli italiani di questa serie…

    Saw ⇒ Saw – L’Enigmista (ok non c’è male)
    Saw II Saw II – La soluzione dell’enigma (ah, ma allora è l’ultimo!)
    Saw III Saw III – L’enigma senza fine (qui percepisco dell’ironia)
    Saw IV Saw IV

    dal 4° in poi non si sono più compromessi con i sottotitoli che già stavano diventando auto-ironici.

    Bruce Almighty Una settimana da Dio

    “Bruce Onnipotente” era forse troppo blasfemo (alterazione di “God Almighty!“, espressione da noi conosciuta come “Dio onnipotente!“. Il suo seguito è “Evan Almighty” (con Steve Carell), conosciuto come “Un’impresa da Dio“. Devo ammettere però che i titoli italiani non stonano troppo e almeno sono compatibili con la trama, con quel “da Dio” hanno trovato una formula ripetibile in un gran numero di possibili titoli, quindi molto versatile così come l’almighty originale.

    Evvabbè citiamo pure questo

    Eternal Sunshine of the Spotless Mind Se mi lasci ti cancello

    Contenti? Finalmente ne parlo! Mi è stato più volte segnalato ma ho sempre evitato di citarlo perché ormai è diventato l’emblema dei titoli alterati in italiano, suppongo di non poterlo evitare per sempre.
    “Eternal Sunshine” è un film del genere drammatico-romantico (con un pizzico di fantascienza) ma il titolo italiano (e forse la presenza di Jim Carrey) suggeriscono all’ignaro pubblico un film totalmente diverso, quello della commedia romantica all’americana un po’ scema, difatti alla sua uscita non me lo sono cagato di striscio considerandolo alla stregua di “Se scappi ti sposo“, sono certo che altri avranno pensato la stessa cosa.

    Sono andato in maniera bovina (ovvero sciattamente) su Wikipedia per trovare altre informazioni (non avendo mai visto il film e non sapendo assolutamente niente a riguardo) e copio spudoratamente la spiegazione del titolo la cui origine è da ricercare in un opera di Alexander Pope in cui sono presenti questi versi (citati anche nel film):

    How happy is the blameless vestal’s lot!
    The world forgetting, by the world forgot.
    Eternal sunshine of the spotless mind!
    Each pray’r accepted, and each wish resign’d.

    Nel film in italiano gli stessi versi recitano:

    Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale!
    Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
    Infinita letizia della mente candida!
    Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

    Quindi dovevamo forse aspettarci che il film si chiamasse “INFINITA LETIZIA DELLA MENTE CANDIDA“? Mah, lasciate che ne dubiti. Sono sicuro però che si poteva trovare un compromesso evitando il ridicolo! Fatto sta che nei trailer italiani viene chiamato ETERNAL SUNSHINE (of the spotless mind), con enfasi sulle prime due parole, quindi posso supporre che il “se mi lasci ti cancello” sia stata una furberia dell’ultimo momento prima della distribuzione cinematografica, magari a fronte di una campagna pubblicitaria che non aveva riscontrato molta attenzione con il titolo in inglese (è solo una supposizione ovviamente). Il DVD mostra i due titoli con quello originale in risalto e il “se mi lasci ti cancello” in stile sottotitolo, una tardiva mossa dei distributori per cercare di ovviare al misfatto. Meglio tardi che mai.

    Above The Law Nico

    Un altro film in cui il nome del personaggio principale (Steven Seagal) prende il posto del titolo (come avvenne per Danko). Guarda caso i due film, Nico e Danko sono entrambi del 1988, sarà stato l’anno in cui andava di moda intitolare il film con il nome del protagonista.

    Altri titoli memorabili della serie di Steven Seagal sono i due Under Siege (= sotto assedio) in italiano conosciuti come “Trappola in alto mare” e “Trappola sulle Montagne Rocciose“, On Deadly Ground invece diventò “Sfida tra i ghiacci” e “The Glimmer Man” è conosciuto dalle nostre parti come “Delitti Inquietanti“. Dopo gli anni ’90 i film di Seagal sono andati peggiorando gravemente, al punto di diventare inguardabili porcherie girate in Romania dove non si esibisce neanche più in alcuna mossa di aikido (per la quale l’attore era famoso negli anni ’90) e dove i traduttori hanno gettato completamente la spugna lasciandogli quei banali titoli originali senza neanche l’ombra di un sottotitolo in italiano, consci del totale disinteresse del grande pubblico (Belly of the Beast, Out of Reach, Into the Sun, Submerged, Today You Die, Urban Justice, Mercenary for Justice… etc, etc).
    Unica nota positiva, il suo ruolo come cattivo finale (armato di katana) nel recente film “Machete” (2010).

    La serie Children of the Corn

    ispirata ad un racconto di Stephen King. Leggendo i titoli italioti di questi film si comprende anche perché in Italia ignoriamo del tutto che questa sia una vera e propria serie:

    * Disciples of the Crow (1983) Corto di 30 minuti, a quanto ne so inedito in Italia.
    * Children of the Corn (1984) Grano rosso sangue
    * Children of the Corn II: The Final Sacrifice (1993) Grano rosso sangue II: sacrificio finale
    * Children of the Corn III: Urban Harvest (1995) (inedito?)
    * Children of the Corn IV: The Gathering (1996) Inferno a Grand Island
    * Children of the Corn V: Fields of Terror (1998) Gli adoratori del male (che ebbi la sfortuna di vedere al cinema nel 2000! Un horror che strappa più sbadigli che spaventi e che anzi fa ridere per quanto sia sciocco con un nemico soprannaturale dal nome quasi austinpowersiano: “Colui-Che-Cammina-Dietro-Ai-Filari”, dieci minuti solo per invocarlo! E giù, sbadigli a raffica).
    * Children of the Corn 666: Isaac’s Return (1999) Children of the Corn 666 – Il ritorno di Isaac
    * Children of the Corn VII: Resurrection (2001) Children of the Corn: Revelation
    * Children of the Corn (2009) Campi insanguinati

    House ⇒ Chi è sepolto in quella casa?

    Immagino l’imbarazzo di coloro che si occupano d’inventarsi titoli italioti quando nel 1986 uscì questo film chiamato “House“. In qualunque altra occasione lo avrebbero immediatamente chiamato “La Casa” ma, aspettate un momento(!), quel titolo lo avevano già usato precedentemente per un altro film chiamato invece “The Evil Dead“, che fregatura! Come chiamarlo allora? Si è optato per qualcosa di completamente diverso, meno semplice ma altrettanto carino: “Chi è sepolto in quella casa?“. Chissà che casino se poi ne fanno un seguito…

    House 2 ⇒ La casa di Helen

    Chiedere continuità nella titolazione italiana evidentemente è chiedere troppo. Anche conosciuto come “La Casa 6“. In questo caso se la sono cavata poiché la trama di “House II” non ha niente a che vedere con “House“. A breve pubblicherò uno special sulla serie “La Casa” che merita un articolo tutto a sé.

  • SPECIALE TITOLI ITALIOTI – La casa di “La casa”

    Più che il titolo questo film ha una locandina veramente italiota! The Evil Dead (1981) di Sam Raimi arriva in Italia nel 1984, con il titolo La casa, distribuito dalla Film 2 come uno dei tanti “filmetti” che all’epoca venivano elevati da una locandina fenomenale che tipicamente non c’entrava niente con la trama.
    Anche se nel caso di Sam Raimi poi il film si è rivelato essere un cult apripista con un numero spropositato di sequel apocrifi, la locandina italiana (italiota dovrei dire) non ha niente a che vedere con il film in questione.

    Questo è il luogo dove si svolge il film, essenzialmente una baracca nei boschi.

    La casa nei boschi del film La casa di Sam Raimi
    Questa invece la copertina italiana.

    Locandina italiana di La Casa di Sam Raimi che mostra la casa di Psycho
    Notate qualcosa di familiare nella casa ritratta nella (bellissima) locandina italiana? Se non ve ne siete mai accorti, questa è palesemente la casa di Psycho, assolutamente identica dal primo all’ultimo dettaglio, dal lucernario rotondo sul tetto al numero di colonne del portico. C’è persino un’attenzione particolare sulla finestra dalla quale si affacciava la madre di Norman Bates.

    la casa di Psycho sul set a Hollywood
    Ignoro totalmente il perché di questo poster, ma sembra proprio che, ancora una volta, i distributori italiani abbiano giocato sporco cercando di attirare più pubblico possibile grazie ad una locandina che suggerisce un film totalmente differente. Locandine e titoli fuorvianti sono state la base del marketing nella distribuzione cinematografica italiana almeno fino agli anni ’90.

    Difficile anche dire che la locandina italian sia semplicemente “ispirata” alla casa di Psyco visto che ne è l’esatta copia e mi domando se all’epoca non abbia suscitato qualche perplessità tra i cinefili. È la madre di Norman Bates quella che vedo alla finestra?

    Certo, molto più bella di una baracca sgangherata.

    Per quanto riguarda i sequel fasulli di La casa, li trovate raccolti tutti in questo articolo. La casa di Psycho e quella C stilizzata in quel modo per somigliare ad una falce torneranno spesso!