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  • 30 anni di Cobra (1986): Videocommento al film + BLOG TOUR

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    Copertina del “blog tour” su Cobra


    Scommetto che non sapevate che oggi è l’anniversario dei 30 anni dall’uscita italiana di Cobra con Sylvester Stallone, eh? Magari non avete mai neanche sentito parlare di Cobra, eh? È semplicemente il vostro nuovo classico di Natale. Per puro caso avevo già preparato un episodio della nostra serie “i videocommentatori” dove siamo andati alla riscoperta di quest’altra opera della Cannon Films di Golan e Globus.
    Ecco la mia trama breve:

    L’agente di polizia Natale Giuseppe Maria Cobretti deve difendere una modella qualsiasi da una gang di operai metalmeccanici squilibrati che l’hanno presa di mira. La salverà tra frasi noiosamente epiche e sequenze musicali scartate da Rocky IV.

     

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    Click sull’immagine per andare al video


    Cobra è uno di quei film dagli aneddoti e dai dietro le quinte che sono molto più interessanti del film stesso, quindi per questo blog tour vi consiglio un paio di letture, in primis l’articolo “Cobra: trent’anni di cura”  (sul blog Il Zinefilo) che ha preparato il blogger Lucius Etruscus, divulgatore di questo sconosciuto anniversario, e anche Cassidy dal blog La Bara Volante commemora le trenta candeline del film con una sua recensione completa intitolata Cobra (1986): Qui gli anni ’80 si fermano e comincio io. Si unisce al “blog tour” persino Il Cumbrugliume con una retrospettiva sul film: Un caso di cretinismo premeditato? Trenta anni di Cobra!
    Per gli appassionati di questo film (lo so, siete in pochi, stoici!), sappiate che in questo mondo anche nell’alta definizione del Cobra esiste anche in Blu Ray (in realtà esiste solo in Blu-Ray visto che il DVD italiano è ormai fuori catalogo da tempo) che vale anche soltanto per quella copertina ed è inclusivo di un commento audio del regista George P. Cosmatos (regista fantoccio, perché è chiaro che alla regia c’era principalmente Stallone); sarei proprio curioso di sentire quale spiegazione abbia offerto al mondo per giustificare l’esistenza di questo film. Mi è parso di leggere che derivi da ciò che Stallone voleva fare con Beverly Hills Cop, film per il quale era originariamente in gara  come protagonista finché non lo cacciarono fuori quando gli prese la fissa di voler rimuovere qualsiasi elemento di commedia. E da lì… Cobra.

  • Gigi Proietti è il nostro (primo) Rocky

    Scena da Rocky (1976) con vignetta comica aggiunta che legge: di boxéeri come te non ce ne sono più, Rocky

    Chi era il primo doppiatore di Rocky 1?

    Non tutti sanno che la voce italiana del primo Rocky Balboa apparteneva non a Ferruccio Amendola bensì a Gigi Proietti il quale, in un’intervista (nella trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio), rivelò di aver tentato di imitare la parlata un po’ biascicata di Sylvester Stallone senza tuttavia riuscirci bene.
    Personalmente non concordo con Proietti, io i film di Rocky li ho visti tutti prima in inglese e quando li vidi per la prima volta in italiano non notai clamorose differenze come spesso accade. Anzi, i doppiaggi dei Rocky dal 1° al 4° sono favolosi (il 5° per me non esiste come film). Nel primo film la voce di Alfredo Censi su Mickey, il vecchio allenatore iracondo, è praticamente identica a quella originale di Burgess Meredith che lo interpretava, un ruolo non facile da doppiare e che deve aver portato senza dubbi anche qualche mal di gola.

    Doppiaggio (e adattamento) d’altri tempi

    La cura con cui i vari Rocky sono stati doppiati è tale che per notare il cambiamento dei doppiatori nei vari capitoli della saga è arduo a meno che non si guardino i film immediatamente uno dopo l’altro, infatti gran parte degli spettatori non nota né tanto meno sospetta che tra il primo e i successivi film sia cambiato l’interprete italiano che da la voce a Stallone, a dimostrazione che una volta i doppiaggi si facevano con una certa cura nella scelta degli interpreti e nella direzione delle interpretazioni.
    Bisogna anche ricordare che negli anni ’70 e ’80 la scelta lessicale nelle traduzioni rifletteva una cultura della lingua italiana ormai andata totalmente perduta. Questo film non è da meno, con scelte lessicali che sono lo specchio di un’epoca dove al posto degli inglesismi era più facile trovare dei francesismi, come boxeur (“Dove sono andati a finire i veri boxeur, i professionisti?”) che ad un orecchio moderno potrebbe suonare come “boxèri”.
    Anche “Adrian” è stata memorabilmente italianizzata come Adriana, molti italiani avrebbero probabilmente associato il nome “Adrian” più ad un uomo che ad una donna. Variazioni che oggi non sarebbero più accettate ma all’epoca avevano un loro perché.
    Parafrasando: dove sono andati a finire i veri traducteurs di una volta, i professionisti?