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  • Nuovo doppiaggio Simpson (non) fa scandalo

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    Qualche tempo fa mi capitò di leggere su Google News di un presunto scandalo che per poco non fa saltare qualche capo di stato. Vatileaks? Wikileaks? Rubygate? No, sono soltanto cambiati alcuni doppiatori di lunga data nella nuova serie dei Simpson.

    Qualcuno di voi forse si aspettava un super articolo su questo blog dove mi aggiungevo al coro degli indignados, pieno di rabbia nerd… La verità è che mi importa poco, anzi niente. Le più recenti serie dei Simpson sono generalmente così scadenti che non mi curo di ciò che combinano con il loro doppiaggio e proseguo ad oltranza a rivedermi sempre i vecchi episodi trovandoli sempre divertenti, sono uno che ancora ride ripensando alla voce di Lenny che dice: “CONVENZIONE ODONTOIATRICA!

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    Ebbene, dopo aver letto questa notizia pompatissima, qualche settimana fa mi sono promesso di fare uno sforzo e di non spegnere la tv dopo le 14 per rendermi conto dell’entità del danno:

    La nuova voce di Bart, Gaia Bolognesi, è certamente la novità più lampante insieme a quella di nonno Simpson che adesso è di Mino Caprio (Peter Griffin). Richiederà ai fan molto tempo per ingoiare questi due (baga)rospi e abituarsi alle nuove voci!

    La perdita della Bosisio per Marge è stata forse la più lamentata ma non quella più evidente per me. Difatti, seppur non identica, resta pur sempre una buona sostituzione che ricorda abbastanza l’originale Bosisio di cui comunque si sente moltissimo la mancanza. La nuova Marge è di Sonia Scotti, nota come la voce di Whoopi Goldberg. Non certo l’ultima arrivata.

    Anche la voce della madre del preside Skinner mi sembra sia cambiata (niente più sacche larvali da recuperare nel cesso ahimè). Per il resto tutto identico a prima salvo che le trame si fanno sempre più scadenti, le risate strappate allo spettatore sono centellinate e Homer Simpson di Tonino Accolla ha una voce sempre più piatta e stanca come del resto è accaduto in un certo verso anche con l’originale Homer di Castellaneta che negli anni è cambiato molto.

    Insomma le lamentele sono giustificate… se siete tra i pochi che ancora si guardano le nuove serie dei Simpson! Proporrei un’idea quasi blasfema: date Homer Simpson ad Alberto Pagnotta e nonno Simpson ad un bravo imitatore di Milita.

  • Censure inutili nei Griffin

    Nell’episodio “Provaci ancora Brian (Play it again, Brian. Stagione 6, episodio 10) Chris finalmente ha una tardiva intuizione sul suo anziano vicino di casa:
    Sei un pazzoide?
    Doppiato: Sei un pazzoide per caso?
    In italiano non fa ridere. In inglese la battuta ruota intorno al fatto che Chris abbia sempre ignorato completamente le manìe del vecchio anche quando queste erano palesi a tutti… per poi arrivare alla conclusione “ma tu sei un pedofilo?”.
    Come abbracciare un peluche
    Sul finale dello stesso episodio Brian, il cane, chiede se Lois avesse mai pensato a come sarebbe stata la parte erotica di una relazione con lui, Lois risponde:
    Originale: well, a lot of times when Peter and I are having sex, I feel suffocated. But with you, I imagine it would be like doing it with a stuffed animal.
    (
    ovvero: beh tante volte quando io e Peter facciamo sesso mi sento soffocare. Con te immagino sarebbe come farlo con un peluche)
    Doppiato: tante volte quando Peter e io stiamo insieme mi sento un tantino soffocare, ma con te… beh immagino sarebbe un po’ come abbracciare un peluche.
    Un episodio adattato molto infelicemente dove vengono meno parecchie battute.
    _
    Nell’episodio “Top Model” (Model Misbehaviour. Stagione 4, episodio 10)
    Freakin' nazis!
    Originale: You guys are Nazis! You’re freaking Nazis!
    (ovvero: Siete dei nazisti! Siete dei dannati nazisti!)

    Doppiato: Siete un branco di terribili dittatori!
    Non capisco che tipo di censure operi la Mediaset, capisco che quelle sulla pedofilia siano storicamente proibite nel doppiaggio italiano in generale, ma cambiare “nazisti” in “terribili dittatori” lascia molteplici dubbi. Un adattamento italiano sarebbe certamente potuto essere “fascisti” al posto di “nazisti” ma da quando i fascisti sono anche in parlamento e possono fare quanta apologia gli pare a loro senza conseguenze giudiziarie ho paura che alla Mediaset non vogliano sbilanciarsi e offendere nessuno. La censura qui mi sembra più politica che altro, altrimenti non si comprende l’alterazione. Lo spettatore non può associare la parola “fascisti” a qualcosa di negativo? Perché uno dovrebbe chiamare gli infermieri dei “terribili dittatori”? La battuta ha senso? Nessuno direbbe mai una cosa simile e infatti non fa ridere in italiano.
    La censura relativa al sesso (e all’uso di droghe) nei Griffin è non solo ingiustificata, dato che la serie è rivolta ad un pubblico adulto, ma sciupa anche molti momenti comici che purtroppo non ritroverete doppiati correttamente nei DVD, quindi a causa di alcune scelte commerciali del momento (ovvero cercare di spacciare i Griffin come un’alternativa dei Simpson) si rovinano PER SEMPRE molte battute della serie. Complimentoni!
    Un conto è tagliare dei pezzi per poter trasmettere questo cartone di pomeriggio (questi pezzi potranno poi essere reperiti in DVD, quindi poco male)… un altro paio di maniche è invece l’applicare censure ai dialoghi che così ce li dovremo tenere per decenni a venire.
    Se vi ho incuriositi sull’argomento, potete trovare una lista (incompleta) di scene tagliate e battute censurate dai Griffin in questo sito.
    "Terribili dittatori" a Predappio

  • Boardwalk Empire manca di Luca Dal Fabbro


    Per chi sta seguendo in queste settimane la serie tv Boardwalk Empire su RAI4 forse si sarà accorto della voce “anomala” che doppia Steve Buscemi. E’ un vero peccato che non sia stato doppiato dall’usuale Luca Dal Fabbro che ha una voce molto vicina all’originale e riesce a caratterizzare Buscemi molto similmente. Forse avranno pensato che la voce di Dal Fabbro non si addicesse al personaggio del boss mafioso interpretato da Buscemi? Ma allora che dire della sua voce originale che alla fin fine è molto simile? In inglese Buscemi è forse doppiato da qualcun altro perché non possedeva una voce adatta al ruolo? No!
    Dato che solitamente sono gli americani stessi a fare i provini per il doppiaggio italiano e a selezionare le voci degli interpreti mi viene solo da chiedere… ma che gli passava per la testa? (what were they thinking????)
    Succede che alla fine mi guardo gli episodi di questa serie immaginandomi le battute di Buscemi con la voce di Dal Fabbro. Sugli altri attori non mi pronuncio anche perché sono poco noti al grande pubblico e non ne conosco le voci originali.
    Per quanto riguarda il titolo mi fa piacere che la serie abbia almeno un sottotitolo italiano (seppur approssimativo): Boardwalk Empire – L’impero del crimine. ‘Boardwalk Empire’ da solo non sarebbe stato significativo per lo spettatore italiano medio, quindi approvo.
    Eccetto la voce di Buscemi, un altro mio cruccio è che nella serie tradotta i personaggi si riferiscono al “boardwalk”, lasciato in inglese. Non hanno neanche tentato di tradurlo… che sfaticati. Il “boardwalk” è la passeggiata in riva al mare fatta in legno (sulla quale solitamente ci costruiscono dei luna park o comunque degli esercizi commerciali) dove “walk”, manco a dirlo, indica la passeggiata e “board” le tavole di legno di cui è fatta. Non mi aspettavo che venisse tradotto in maniera “diretta” ma neanche che lo lasciassero in inglese. Una cosa simile dubito che l’avremmo sentita in un doppiaggio d’epoca.

    AGGIORNAMENTO (6 giugno 2012)
    Luca Dal Fabbro in persona scrive per precisare che la scelta di cambiare la voce italiana di Buscemi non è originata dagli Stati Uniti ma è venuta da Sonia Scotti (voce ufficiale di Whoopy Goldberg, nota per innumerevoli altri ruoli ma anche direttrice di doppiaggio) che, rivela Dal Fabbro, non lo ha neanche contattato.

  • Chicche quotidiane (12) – Voci nei Griffin


    Delle tante cose di cui potrei lamentarmi riguardo al doppiaggio dei Griffin (Family Guy) oggi ne scelgo una. Possibile che quando doppiano alcuni personaggi televisivi noti anche in Italia non si sforzino di imitare almeno la voce del personaggio? L’altro giorno ho visto l’episodio intitolato “Laggiù nel profondo sud” in cui compariva Alf (come se stesso) in un programma televisivo in cui dichiarava di aver fatto uso di stupefacenti durante l’intera terza serie di ALF. La recitazione e la voce in italiano erano completamente… normali. Ma come? Ve la siete dimenticata la voce di Alf? Qui non stiamo parlando di sconosciute star americane o di programmi televisivi mai approdati nei nostri lidi… ALF è stato un protagonista indiscusso degli anni ’90 in Italia. Nell’intera europa ha fatto persino più successo che in America dove era considerato comunque uno show minore, seppur molto noto. In Italia il personaggio era anche più divertente e memorabile grazie a Gigi Angelillo (già alla celebrità per la sua voce di Paperone de’ Paperoni)… se Angelillo non era disponibile potevate almeno imitarlo almeno un po’? Invece no, una normalissima voce. Se non avete voglia di lavorare allora ditecelo!
    Sentite l’imitazione “al volo” che mi ha inviato Leo (secondo spezzone) comparata con il doppiaggio italiano originale (primo spezzone):

    Questo tanto per confermare che avendo i giusti doppiatori si può realizzare un’imitazione molto buona senza neanche perdere troppo tempo (Leo ha improvvisato)

  • Alina Moradei veste in giallo

    Alina Moradei dà la voce al personaggio di Jessica Fletcher nella serie “La Signora in Giallo” ed ogni volta che sentite la sua voce provenire dal televisore immediatamente pensate che sia l’ennesima puntata a base di uxoricidio, oppure di omicidio fatto passare per suicidio, per poi magari scoprire che è tutt’altra cosa, un film o un’altra serie tv. La sua lista di doppiaggi è difatti innumerevole (anche se di solito usata solo per un certo tipo di personaggi).
    Oramai la voce della Moradei è automaticamente associata alla più grande ficcanaso della storia della televisione, un tempo tanto amata dagli italiani durante l’ora di pranzo e oggi giorno, a buon ragione, beatamente ignorata (è dal ’96 che è in replica!).
    Proprio per questa univoca associazione, è più difficile per noi riconoscerci in quei film in cui Angela Lansbury non parla con la voce della Moradei! Che questo sia un bene o un male lo lascio decidere a voi.
    Diciamocelo, la Signora in Giallo non sarebbe la Signora in Giallo senza quella voce da simpatica iettatrice! Già ve la sentite nelle orecchie appena vedete il volto della Lansbury.

    Alina Moradei

    POST SCRIPTUM
    So che qualcuno dirà nei commenti “…a proposito, il titolo originale era Murder, she wrote… etc etc”. Sappiate che già ne accennai qui… e il titolo significa semplicemente “‘Omicidio!‘, scrisse”, titolo ispirato al film della serie di Miss Marple: Murder, she said‘ (“Omicidio!” esclamò) che in Italia è noto come Assassinio sul treno dato che il film inizia proprio con un omicidio su un treno di cui Miss Marple è testimone. Un film molto carino, bianco e nero e molto british. Ve lo consiglio per un sabato pomeriggio di pioggia.

     

  • Adattamenti stregati, anzi incantati… anzi proprio tonti!


    Ecco un post dedicato interamente a Streghe! Per quei pochi fan ancora latitanti.
    Ma si che ve la ricordate non fate finta di no; sapete… le tre sorelle con il libro degli incantesimi, gli infiniti demoni senza scopo nella vita e angeli che mettono incinta esseri umani? Proprio quella serie lì! Quella replicata fino alla nausea dalla RAI che la usa come tappabuchi pomeridiano, al pari di Buffy, Angel e tutta quella robetta là.
    Pensate forse che in inglese si chiami Witches? Se lo pensate vi sbagliate, il titolo originale è “Charmed“. Indubbiamente il titolo “Streghe” va dritto al punto!
    Titolo a parte, non avendolo mai visto in inglese e a stento qualche episodio in italiano mi sono dovuto informare e a quanto pare, dato il vasto pubblico di minori che seguiva la serie, i dialoghi vennero molto spesso alleggeriti nella versione italiota eliminando qualsiasi traccia di parolacce o battute troppo “adulte”.
    Godetevi la lista di differenze nel doppiaggio italiano da questo sito Il doppiaggio italiano di “Streghe”, errori e differenze
    Riporto soltanto quella a mio parere migliore e più esemplare (dal primo episodio della serie):
    PIPER: I asked if Prue would have sex other than herself this year.
    (ovvero “ho chiesto se quest’anno Prue farà sesso con qualcun altro oltre che con se stessa)
    PHOEBE: That’s disgusting. Please say yes!
    L’adattamento italiano vira su altri contenuti:
    PIPER: Volevo sapere se quest’anno Prue è andata a letto con qualcuno.
    PHOEBE: Sei curiosa, eh? Per favore, dì di sì!
    Evidentemente la masturbazione femminile è un argomento da non trattare in “Streghe“…
    In effetti in America la masturbazione femminile è molto meno tabù che in Italia, tuttavia ci sta che essendo il primo episodio, gli autori stessi mirassero ad un pubblico più adulto e non si aspettavano troppi marmocchi incollati alla tv… e invece!
    Se siete proprio degli appassionati, sul sito che vi ho indicato c’è una minuziosa lista di tutti gli errori di traduzione dell’intera serie (è una lista bella lunga). Alcuni sono un po’ pedanti ma mi rendo conto che l’obiettivo era soltanto quello di fare una raccolta completa. Del resto, chi sono io per criticare la pedanteria altrui???

  • Quegli epici doppiaggi anni ’70 – ’80! Samurai Itto Ogami


    Di recente mi sono appassionato ad una serie giapponese degli anni ’70 molto difficile da reperire chiamata “SAMURAI” (originariamente “Kozure ôkami)  che ha per protagonista un ronin, ovvero un samurai senza padrone, e suo figlio di tre anni. Molte altre informazioni possono essere reperite online.

    Veniamo al tema del mio blog. Se mi sento di parlare di questa serie è per elogiarne il doppiaggio.
    Non mi posso esprimere sulla qualità della traduzione perché non conosco il giapponese quindi non sono in condizione di comparare l’originale alla versione italiana ma quello su cui posso esprimermi è la qualità dei doppiatori. Per essere una serie piuttosto sconosciuta in Italia (inizialmente passava solo su canali regionali come Italia 7 in tarda serata) ha avuto il privilegio di essere doppiata dal fior fiore dei doppiatori nostrani di quel periodo. La voce del protagonista Itto Ogami è data da Pino Colizzi, pluripremiato e apprezzato professionista, ma anche personaggi secondari hanno ricevuto il dono di voci memorabili. Il doppiaggio era a cura della “CD COOPERATIVA DOPPIATORI” (come indicato alla fine di ogni episodio) e mi ha dato l’impressione che ospitasse a turno, in ciascun episodio, doppiatori talentuosi; questo tanto per avvalorare ancor di più la mia personalissima sensazione che negli anni ‘70 e ’80 non c’era un doppiatore che non fosse bravo, a differenza d’oggi, ma non vorrei cadere in discorsi in stile “il pane di una volta era più buono” (anche perché qui in toscana non abbiamo memoria di tempi in cui il pane era più buono dato che è sempre stato insipido).

    La voce narrante (a volte in apertura e chiusura degli episodi, altre volte assente) non è costante ed ha almeno due diversi doppiatori, in alcuni casi è affidata a Michele Gammino (già doppiatore di Harrison Ford) la scelta ideale per una voce narrante. Altri doppiatori identificati in episodi vari sono Ferruccio Amendola (personaggio secondario in almeno un episodio), in molti episodi compaiono le voci di Claudio Capone (voce di Luke in Guerre Stellari), Sandro Iovino (voce di Mr. Burns nei Simpson), Renato Mori (doppiatore di Morgan Freeman), Giorgio Lopez (doppiatore di Danny De Vito). Insomma voci ben note al pubblico italiano ed eccezionalmente bravi (ma questo è inutile ribadirlo). Purtroppo non sono riuscito a trovare una lista completa dei professionisti che hanno offerto le loro voci, ogni episodio finiva semplicemente con la scritta “CD COOPERATIVA DOPPIAGGI” senza ulteriori dettagli ma posso assicurarvi che sono tutte voci piuttosto familiari, se ne riconoscerò altre le annoterò qui.

    In Italia “SAMURAI” non è disponibile né in DVD né in VHS e sarò per sempre grato a quel grand’uomo che registrò gli episodi dai passaggi televisivi e solo grazie ad essi sono riuscito a godermi questa bellissima serie così ben doppiata. Molte sequenze sono visibili su youtube.

  • TITOLI ITALIOTI (6^ puntata) – Serie TV

    La rubrica “titoli italioti” si arricchisce di una nuova puntata dedicata alle serie televisive, il panorama dei prodotti televisivi non manca di titoli italiani modificati, inventati, alterati, a volte scemi. Gli italiani le hanno conosciute con un certo nome e spesso ignorano il titolo originale. Ecco una lista di alcune di queste:

    The Bold and the Beautiful ⇒ Beautiful

    Ebbene la soap opera più nota in Italia, Beautiful, ha un titolo leggermente diverso in inglese. Non ho idea di chi sia lo sfacciato e chi il bello, ma posso supporre che questi siano titoli onorari alla stregua di “Cesare” o di “Khan” e che vadano ora ad uno e ora ad un’altro personaggio. Ormai il titolo italiano è così celebre e noto alle orecchie che se dovessi scegliere non potrei che preferirlo, tanto comunque la serie resta una cagata pazzesca.
    Scherzi a parte il titolo originale può essere tradotto come “I belli (beautiful) e gli audaci (bold)”.

    Gilmore Girls ⇒ Una mamma per amica

    Un titolo un po’ sciocco ma che gioca sempre sulla stessa cosa, ovvero una ex ragazza-madre e il suo rapporto di amicizia/intesa con la figlia teenager. Le ragazze Gilmore diventano quindi “una mamma per amica”, titolo sciocco dunque ma equivalente.

    Ne esistono moltissimi altri di titoli di serie TV completamente alterati in italiano, specialmente le serie degli anni ’80-’90 quando ancora non era di moda lasciare i titoli originali, così abbiamo “Family Matters che diventa “Otto sotto un tetto” (certi che i protagonisti non sarebbero aumentati o diminuiti nel tempo?), “Knight Rider” in Italia è “Supercar” (indubbiamente un auto molto speciale), “Dr. Quinn Medicine Woman” diventa molto genericamente “La signora del West” (nessun accenno al fatto che sia una dottoressa ma indubbiamente capiamo che si svolga nel “West”, perché non chiamarla “La dottoressa del West”?). “Murder, she wrote” è la famosa “Signora in Giallo”, titolo che ormai definisce per estensione anche l’attrice Angela Lansbury, il titolo originale si traduce come “Omicidio, scrisse”, come il passaggio di un giallo, chiaramente di difficile resa in italiano. “The Crosby Show” sono “I Robinson”. “Roseanne” diventò “Pappa e Ciccia” (da notare che in italiano Roseanne si chiama Annarosa e parla napoletano, una scelta presente soltanto nel doppiaggio e non presente in originale), “The Wonder Years” inspiegabilmente si chiama “Blue Jeans”, da non confondersi con “Genitori in Blue Jeans” che originariamente si chiamava invece “Growing Pains”… i blue jeans andavano proprio di moda nei primi anni ’90!
    Home Improvement” è in italiano “Quell’uragano di papà” (il titolo originale si notava comunque nella sigla) e “Fame” diventò ottimisticamente “Saranno famosi” (anche se nessuno di loro lo diventò per davvero nella vita reale, il titolo italiano gli avrà portato scalogna).

    Altre serie, piuttosto sconosciute al giorno d’oggi, ebbero addirittura il “privilegio” di ricevere più di un titolo, ovvero di essere trasmesse in Italia prima con un titolo e poi successivamente con un altro totalmente differente. Tra le tante, la più famosa è certamente “Diff’rent Strokes” (dal modo di dire “different strokes for different folks” che io mi azzarderei traducendo come “ognuno ha i suoi gusti”, sicuramente ci saranno detti italiani simili) che è andato in onda prima con il titolo di “Harlem contro Manhattan”, poi “Il mio amico Arnold” e infine ridotto semplicemente ad “Arnold” che con il tempo divenne l’evidente e solo protagonista della serie. Triplo nome dunque per Different Strokes.

    La tendenza ultimamente è invece quella di lasciare i titoli originali, a volte una scelta saggia (quando associata ad un sottotitolo esplicativo per i non anglofoni, per esempio “Cold Case – Delitti irrisolti” e “CSI – Scena del crimine”) altre volte un po’ meno, ad esempio faceva troppa fatica tradurre titoli come “The Big Bang Theory” o “The Prisoner”, remake della serie “Il prigioniero” degli anni ‘60? Purtroppo è difficile avere una via di mezzo e rabbrividisco pensando a come 30 anni fa avrebbero tradotto titoli come “Medium” (“Premonizioni” o “La donna che vede il futuro”), X-Files (“Gli Archivi del mistero” o “Gli investigatori del mistero”?) o The Mentalist (di cui è difficile anche immaginare una traduzione stile anni ’80).