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  • TRAILER per il ritorno di Blade Runner al cinema – Uno sparo… nell'elio?

    blade runner space cinema
    In occasione del prossimo ritorno di Blade Runner al cinema (nella versione “Final Cut”), il 6 e il 7 del mese prossimo, la Warner ha caricato un trailer su YouTube.
    Qualche amico di questo blog dalle orecchie allenate ci ha invitato a guardarlo suggerendoci che forse ci fosse qualcosa di strano in questo trailer.
    Dopo attenta analisi, ho considerato alcuni fatti… ma per rendere più leggera la digestione della disquisizione che segue, suggerisco di immaginarla con la voce di Peppino Rinaldi che doppia Peter Sellers in “Uno Sparo Nel Buio”:

    “Fatti, Ercole. Fatti.”

    1. Questi ritorni al cinema avvengono in maniera quasi globale, quindi i trailer moderni sono sempre creati in massa, da montatori che lavorano per la casa di distribuzione (in questo caso la Warner).
    2. L’elemento video è sempre identico per tutti, cucito a tavolino, con le scritte che cambiano a seconda del paese. Fin qui niente di strano.
    3. L’elemento audio? Come accade spesso viene creata apposta una traccia musica/effetti e a questa vengono applicate le battute del film, in diverse lingue a seconda del paese di destinazione.
    4. Le battute ovviamente vanno montate nei punti giusti, in corrispondenza con quelle originali

    Ora, fatte queste considerazioni, ti aspetti che tutto fili liscio. Ecco invece cosa ho trovato quando sono andato ad ascoltare con attenzione il suddetto trailer:

    1. Le orecchie ci dicono, e i grafici d’onda sonora confermano, che il missaggio è stato eseguito in maniera SUINA! Ovvero pompando musica, voci e soprattutto SUPERMEGABASSI in stile dubstep. Ma su questo potremmo sorvolare perché tanto è un trailer, non riflette il missaggio del film.
    2. Cosa è successo alle voci? Anche chi non conosce il film, come il sottoscritto, noterà immediatamente che le voci degli attori sembrano passare attraverso una densa cortina di elio!

    Le voci sono accelerate!
    Come mai? Sappiamo che è soltanto un trailer e quindi non ci aspettiamo la stessa cura che si deve applicare al missaggio del film. Ma allo stesso tempo ci si chiede come, in che modo, si possa commettere un errore così balzano. Si potrebbe capire se avessero semplicemente preso la traccia audio del DVD ed usato quella, che essendo in formato PAL è già accelerata del 4% (per chi ne sa di musica, quasi tre quarti di tono più su).
    Ma la cosa è più strana, perché apparentemente (giudico soltanto dalla battuta finale del trailer, “io ne ho viste cose“) la traccia audio è stata accelerata del doppio! Come se avessero preso del materiale già in formato PAL e lo avessero accelerato nuovamente per PAL, ottenendo così un comico 8% rispetto alla pellicola originale. Quindi praticamente un tono e mezzo più alto del normale!
    Perché tutto questo?
    Siamo sempre sul piano delle supposizioni perché non sappiamo dove vengano eseguiti questi missaggi né chi li esegua. Immaginiamo comunque che siano cose fatte in fretta e furia e senza interesse, come d’altronde è inevitabile che sia, in ciò che è diventato ormai questo business devastante che è il “prodotto audiovisivo”. C’era probabilmente l’interesse a riallineare la battuta, perché era chiaro che non rientrava per intero nei pochi secondi prima del cartello finale del trailer (manca infatti una pausa tra “io ne ho” e “viste cose”, certamente tagliata proprio per quel motivo).
    In conclusione, visto che la “Final Cut” di Blade Runner è già uscita in Bluray, e nessuno si è lamentato perché gli attori avevano voci da scoiattolo, è facilmente intuibile che questo scempio lo troverete soltanto in questo indecente trailer montato alla buona, e che al cinema non ci saranno sorprese.
    Nel frattempo, prendiamo l’audio di questo trailer come uno dei tanti esempi di un semplice, ma importante concetto: l’espressione “professionista pagato” non significa quello che pensate!
    Forse non significa proprio un beneamato accidente.
     

    “Attento, salame! M’hai rotto la stecca, non ho più niente per indicare!”

  • Trailer di Mission Impossible 5: CGIL CISL e UIL in pericolo

    RENZI ALLA LEOPOLDA

    Renzi alla Leopolda


    Il 20 agosto 2015 uscirà in Italia il quinto capitolo di Mission Impossible, forse l’unica serie al mondo dove l’ultimo capitolo sembra migliore dei film precedenti. Difatti, dopo il primo film (decente parto degli anni ’90), il secondo episodio cambia stile e diventa un’oscenità unica sotto la direzione di John Woo (ancora rimpiango di averlo acquistato in DVD, mai più rivisto); il terzo era un vero e proprio aborto su pellicola, da chiedere il rimborso del biglietto anche se lo avevate scaricato pirata; il quarto non lo ricordo con disprezzo, anzi mi era sembrato niente male. Che il quinto segua l’andazzo e sia un film addirittura migliore?
    Sebbene non ricordi assolutamente niente dell’adattamento dei precedenti capitoli e, ovviamente, non sappia niente dell’adattamento di questo quinto, un’occhiata al trailer appena uscito mi ha strappato una bella risata.
    Eccovi le frasi più spassose dal nuovo trailer di “Mission Impossible 5“.

    -“l’AI-EM-EF è ben addestrata e motivata.”
    -“So che è sulla tracce del Sindacato. Come mai la CIA non ha mai avuto alcuna informazione sul Sindacato?”
    -“il Sindacato esiste”
    -“un anti AI-EM-EF
    -“Vuoi sgominare il Sindacato? È impossibile”

    C’è da sottolineare come spesso i trailer abbiano soltanto un doppiaggio provvisorio che non rispecchia sempre il prodotto finale, qualcuno ricorderà forse il trailer di Star Wars: Episodio 1 – La minaccia fantasma. Forse anche in questo caso il doppiaggio sarà più buono da Sergio. Si spera.
    Ciononostante viene da chiedersi… Ethan Hunt combatterà la CGIL quest’anno? Non c’era altro modo di tradurre “Syndacate”? Davvero nello stesso film dovremo sentirci sigle americane pronunciate in italiano (CIA) accostate ad altre pronunciate in inglese (I.M.F.)? Coerenza, questa sconosciuta. Ma che senso ha avere un’organizzazione che nella lingua italiana viene chiamata “Il Sindacato”? A meno che tale organizzazione non si camuffi come, appunto, un sindacato dei lavoratori e abbia un suo senso all’interno della trama, altrimenti non si capisce perché dovrebbero avere tale nome e avrebbe più senso lasciargli il nome in inglese a quel punto (“Syndacate”), rispetto al “Sindacato”.
    Non ho visto il trailer in inglese ma non ne ho bisogno! Posso scommetterci entrambe le palle e tutti i miei averi che in originale il nome di questa organizzazione è proprio Syndacate, se ho torto potete farvi avanti per reclamare tutto ciò che possiedo.
    Per la cronaca, con “syndacate” in America si intende un’associazione a delinquere (solitamente è un termine usato per riferirsi alla mafia), mentre il sindacato dei lavoratori nella lingua inglese si chiama “union”. Inutile che andate su un dizionario e venite a scrivermi nei commenti “ma Evit… gnegnegné, c’è scritto che syndacate si traduce anche come sindacato…”, perché il sindacato dei lavoratori in inglese è Union…
    …e basta!
    febbre da cavallo
    O faccio sgomberare il blog!
    Ci aggiorniamo ad agosto in merito.

  • VHS INFERNO: Ritorno al Futuro – Parte II

    bttf2
    Dopo la rubrica “Disc Inferno” forse è il caso di conteplare anche una “VHS Inferno” visto che, con il mio collaboratore Leo, ci imbattiamo sempre più spesso in atroci edizioni VHS fatte a risparmio e con i piedi, dove scompaiono le localizzazioni (ovvero quelle scritte che al cinema apparivano in lingua italiana al posto di quelle in inglese), dove talvolta scompaiono i sottotitoli e dove tutto questo succede a Ritorno al Futuro – Parte II
    Spilucchiamolo in tutta la sua atrocità:
    Sono scomparsi tutti i titoli in lingua italiana che erano presenti nel “master” italiano di questa pellicola, quindi “Ritorno al futuro” diventa “Back to the future” ed tutto è sottotitolato elettronicamente.
    bttf2-incastrato
    La sottotitolazione, come avevamo già visto in passato, fa schifo! Con quel leader della banda che dice “ero incastrato” invece di “sono stato incastrato”.
    Inoltre potrete notare che mancano anche i due punti tra “banda” ed “Ero”, hanno lasciato lo spazio ma quando la fabbrica di videocassette attende per far partire la produzione alle 4 del mattino non c’è neanche un secondo da perdere!
    (nota: questa versione passa spesso anche su Italia 1)
    NcFly
    I sottotitoli cambiano di colore a seconda della scena e sono pieni di refusi. In questo caso abbiamo un “NcFly” al posto di McFly. Stavano dattilografando con i piedi per scommessa?
    bttf2-licenziato
    Oltre che atroci, i sottotitoli non si curano neanche della parte audio del film doppiato che in quella scena ripete: “lei è licenziato” (e non “sei licenziato“).
    bttf2-allaprossima
    Questi sottotitoli spostati troppo in basso e tagliati… ah, che fastidio!
    bttf2-fine
    Un po’ più vicino al bordo no? Ahhh, che fastidio!!! Poi il numero romano III si legge “parte terza” e non “parte 3“; O dite “Ritorno al futuro 3” oppure “Ritorno al futuro – parte III”, del resto nei titoli all’inizio del film era sottotitolato proprio come “Ritorno al futuro 2”, neanche un minimo di coerenza! Ma che, sul finale di un lavoro di sottotitolatura da 5 minuti ci hanno lavorato dieci persone diverse?
    Mi fanno notare, inoltre, che hanno scritto FUTORO al posto di FUTURO. Cani!!!
    L’assoluta inconsistenza dei colori e dei caratteri di stampa è ancora più fastidiosa della decentratura sui sottotitoli finali, ma non peggio degli errori di traduzione, qualcuno si era proprio “incastrato” in quelli.
    Se ci aggiungiamo poi errori di battitura completiamo il quadro di una caramellosa, merdosa, versione VHS dove quasi ogni singola scena sottotitolata è venuta male, credo che questo meriti un qualche tipo di premio.
    Buonianulla, fannulloni!
     
    Intanto alla Universal, negli USA, dove producono i sottotitoli per le versioni straniere…
    infinite monkey theorem simpsons

  • Full Metal Jacket… con quella frase alterata da spararsi in bocca!

    Due cose mi hanno scioccato questa estate: il mio primo taglio di capelli “estremo” e il venire a scoprire che Full Metal Jacket ha una frase alterata sul finale della versione DVD/Bluray.
    Mentre al taglio di capelli mi sono abituato da subito (pur essendo sempre stato un capellone quasi tutta la mia vita), all’alterazione di Full Metal Jacket non mi abituerò mai.

    Tutto è cominciato qualche giorno fa, quando mi chiama un mio affezionato lettore in questo blog (è la prima telefonata di un fan. Lo sportello al pubblico di Doppiaggi Italioti per disagi linguistici è di prossima apertura, non temete) e tra le tante cose viene fuori Full Metal Jacket. La discussione procede pressappoco così:

    Evit: “Anto’, fa caldo, …che mi racconti?”
    Antonio: “sai che nella versione DVD hanno cambiato una frase sul finale di Full Metal Jacket?
    Antonio: “…Evit? Mi senti?”
    Altra voce: “Pronto? Scusa, sono la ragazza di Evit, è svenuto, devo riattaccare per chiamare la guardia medica”.
    TU-TU-TU-TU-TU

    Sapevo già che la marcia di Topolino (che troviamo cantata in italiano nella versione cinematografica e in quella su VHS), dal 2001 in poi, è stata rimpiazzata con la traccia americana che canta “Mickey Mouse” grazie alla rimasterizzazione di merda che la Warner ci ha propinato con il primo DVD (e anche nel più recente Bluray), sapendo che comunque i suoi incassi li farà.
    Aò… e che fine hanno fatto le versioni localizzate europee? Sono state fanculate… ehm, cioè sono solo in mano ai fan che hanno avuto la lungimiranza di conservare il film in videocassetta.

    La cosa più sconvolgente, ancora più della marcia di Topolino in inglese, è l’alterazione di una singola battuta:

    Clicca per vedere il video

    Clicca per vedere il video

    Vi riporto ciò che si trova anche scritto su Archiviokubrick.it (un sito veramente fenomenale, tra l’altro)

    Nella scena in cui Joker uccide il cecchino, la battuta italiana della VHS “fottuta dedizione al dovere, la dedizione dei duri” è stata cambiata nel DVD con “adesso sei un duro Joker, adesso sei veramente un duro” che traduce più letteralmente la battuta inglese “hardcore man, fucking hardcore“. Maldesi non ha riconosciuto come sua questa battuta, di cui resta sconosciuta la paternità.

    Di madre ignota piuttosto, altro che di sconosciuta paternità! Questa bastardata sembra fatta apposta per farmi scoppiare la vena sulla fronte.

    Allora, da dove iniziare? Iniziamo dall’inizio. Chi si è permesso di alterare i dialoghi originali di Riccardo Aragno e l’opera di direzione del doppiaggio di Mario Maldesi? Quelli di Archivio Kubrick sono stati anche troppo magnanimi quando hanno scritto:

    traduce più letteralmente la battuta inglese “hardcore man, fucking hardcore”

    Ma non traduce alla lettera manco il cazzo!
    Adesso sei un duro Joker, adesso sei veramente un duro” è completamente inventata e sbagliata. Va ben oltre lo sbagliato! Va ad inserire una spiegazione per idioti laddove questa non esisteva! Vi ricordate infatti quando, durante l’addestramento, Joker narra che l’esercito voleva dei duri?

    Il corpo dei Marines non vuole dei robot. Il corpo dei marines vuole dei killer. Il corpo dei marines mira a creare uomini indistruttibili… uomini senza paura.

    Joker, chiaramente non è un duro. Si fa assegnare alla sezione giornalistica dell’esercito, non è abbastanza stupido da fiondarsi in prima linea e non è stato disumanizzato dall’addestramento del Sergente Hartman come molti altri, porta una spilla della pace e stuzzica i suoi superiori (che superiori gli sono solo di grado, non certo di intelletto), per l’intero film mantiene pressoché inalterata la sua “innocenza”, non avendo mai ammazzato nessuno (a distanza ravvicinata). Sul finale, la situazione lo obbliga ad uccidere un cecchino vietcong, una ragazzina già ferita e agonizzante a terra che implora di essere fatta fuori.
    È chiaro che l’uccisione del cecchino decreta il suo passaggio a “vero soldato”, a “duro”, come aveva detto poco prima l’amico Rafterman.

    Kubrick dopo questa uccisione gli fa dire nella sua testa “hardcore, man. Fucking hardcore” che per farvi capire veramente il significato potrei tradurre liberamente come “fantastico! Fantastico, cazzo!” (o “intenso! Intenso, cazzo!”).
    Che Aragno si fosse preso le sue libertà stilistiche nel trasformarlo in “fottuta dedizione al dovere, la dedizione dei duri” lo ammetto… e lo apprezzo persino. La frase italiana suggerisce il passaggio a “duro” di Joker, sì, ma non così palesemente (anzi, non a martellate in testa) come nella frase “adesso sei un duro“.
    Difatti, ciò che Kubrick non ha fatto è imboccare lo spettatore poppante con una frase superflua che spieghi chiaramente a tutti ciò che tutti avevano comunque già capito: “adesso sei un duro, Joker“. Kubrick non sarebbe mai stato così diretto e ridondante. Questo film non è Prometheus!

    E poi ancora… chi è stato a ridoppiare quel pezzo? Non sono neanche sicuro che si tratti dello stesso doppiatore! Chi cazzo è stato?

    fatina buona

    La nuova frase, ricorda quasi la narrazione aggiunta su Blade Runner, no, ancora meglio, un episodio della serie The Wonder Years (“Blue Jeans” in italiano) dove il protagonista, da adulto, narra (con la voce di Mino Caprio, l’attuale Peter Griffin) le sue vicissitudini adolescenziali e dove in ogni episodio c’era una lezione di vita! Perché quella nuova battuta non l’avete fatta ridoppiare a Mino Caprio già che c’eravate? Bastardi!

    Mi domando chi si sia arrogato il diritto non solo di cambiare una battuta doppiata, ma bensì di alterare profondamente il senso della frase, aggiungendoci pensieri faciloni ad interpretazione rapida, per aiutare un pubblico ritenuto altrimenti troppo stupido per capire il significato della scena per conto proprio. Non siamo tutti idioti come quelli che lavorano alle riedizioni di questi film! I film li capiamo già bene da soli, grazie.

    the-wonder-years

  • Project X – Una festa che spacca


    Con sorpresa dei miei amici di lunga data, i quali mi vedono come una sorta di cinefilo un po’ snob, non mi vergogno ad ammettere che “Project X – Una festa che spacca” (2012) sia nella lista dei miei preferiti tra i film usciti negli ultimi due anni.
    La premessa era una roba trita e ritrita, per niente promettente (commedia dove uno studente non molto popolare organizza una festa in casa ma gli sfugge di controllo con conseguenze nefaste), poi ci si mette anche il trailer, così pazzesco da essere quasi da ignorare, e persino l’anno, il 2012 in generale, era poco promettente… Eppure, saranno state forse le mie basse aspettative, chissà, fatto sta che mi sono inventato varie scuse per rivederlo diverse volte in questi due anni.
    Non ho niente da dire riguardo la versione doppiata in italiano, anzi, congratulazioni a chi ha adattato i testi in italiano per non essere scaduto in dialoghi finti-giovanili che mascherano una traduzione di scarsa qualità, come era accaduto per Fright night – il vampiro della porta accanto dove i protagonisti parlavano una lingua inventata da qualche supervisore americano.
    [Paradossalmente sia Fright Night che Project X hanno avuto la stessa persona, Carlo Cosolo, all’adattamento dialoghi. Suppongo che Project X, a differenza di Fright Night, non abbia richiesto la presenza di un “supervisor” che abbaiasse nelle orecchie del direttore di doppiaggio frasi come: “niente interpretazioni! Traducete tutto alla lettera! Tutto alla lettera! Capisc?“]
    Non ho da dire niente neanche riguardo al titolo in inglese perché il motivo di quel “Project X” viene spiegato nella prima scena del film [“…e questo è Project X, yo!“] e mi piace anche il necessario sottotitolo italiano.
    Se non mi lamento del doppiaggio di questo film e nemmeno del titolo, allora di che cosa potrò mai lamentarmi, direte voi? Di una singola, dannatissima, scena sul finale o, più precisamente, delle scritte che appaiono in essa.
    Vediamo la scena in questione nella versione originale:

    Dice approssimativamente questo:

    I genitori di J.B. hanno convinto il tribunale che il ragazzo è “diversamente abile” e quindi dell’impossibilità di poterlo chiamare a giudizio.
    Le accuse sono state ritirate ma è stato costretto a prendere il pulmino per disabili per il resto del liceo.

    Prestate attenzione al segmento sottolineato e vediamo come è stato tradotto nei sottotitoli del DVD:

    The short bus” diventa “il bus più piccolo“. Perché dovrebbero fargli prendere il bus più piccolo? Che cos’è il “bus più piccolo“? Cerchiamo velocemente la definizione di “short bus“:

    short bus
    1. noun. (derogetory) school bus shorter in length than a conventional school bus commonly used to transport students with physical or mental handicaps.

    (dispregiativo) pulmino scolastico, di lunghezza inferiore rispetto al normale, usato comunemente per il trasporto di studenti con disabilità fisiche o mentali.

    Insomma lo “short bus” è un “pulmino per disabili”.
    Se me lo traducete come “il bus più piccolo” allora non avete capito un cazzo. Signori che lavorate ai sottotitoli… neanche io sapevo cos’era uno “short bus” perché non ho mai vissuto negli Stati Uniti, ma mi ci sono voluti 30 secondi per trovarlo su Google, 30… secondi!
    Questi potenti mezzi moderni esistono, usateli quando avete dubbi! Non mi traducete “short bus” come “il bus più piccolo”! Più piccolo di cosa, del vostro cervello? Ammettetelo, avete messo i sottotitoli americani in Google Translate e vi è sfuggito di correggere questo “short bus”, ammettetelo!
    [amici lettori, roteate gli occhi per me, per favore, perché i miei già rischiano di uscire dalle orbite].
    In un recente passaggio televisivo, ho notato che (caso raro) la Mediaset possiede una copia localizzata in italiano, ovvero con i titoli su schermo scritti in lingua italiana. Vediamo come hanno tradotto la stessa frase:

    “…ma lui è costretto a guidare il pulmino per il resto dell’anno scolastico…”

    Ah davvero? Fanno guidare il pulmino della scuola al ragazzo per ordine del tribunale? L’avete riletta questa frase prima di stamparla sul master italiano del film?
    Siete dei PAZZI! Perché mi volete fare impazzire? Capite adesso perché il mio avatar è Schwarzenegger che urla sul suolo di Marte? Per cose così!
    project x 3

  • Chicche quotidiane (21) – Sergio Jacquier e le foche

     
    Avevo recentemente parlato di Sergio Jacquier in occasione del mio articolo su Batman (1989), ciò che non mi era riuscito inserire era questo simpatico testo, preso da un libro chiamato “Manuale di traduzioni dall’inglese“, che ho trovato per caso durante una ricerca google e riguardante Jaquier. Ve lo ripropongo qui come “chicca quotidiana”.
    Manuale di traduzione dall'inglese

  • Lei… quella lì, la tizia che doppia Scarlett Johansson!

    Her
    Siamo all’alba di una nuova uscita cinematografica, “Lei” (Her, 2013) di Spike Jonze. All’alba per modo di dire perché in America era già uscito a novembre 2013 e non mi sorprenderebbe sapere che negli Stati Uniti sia già disponibile in Bluray. La chiave del successo di questo film: pagare Scarlett Johansson per qualche ora in uno studio di registrazione e far diventare la sua sola voce co-protagonista. Risultato: un’intelligenza artificiale di cui ci si potrebbe innamorare soltanto attraverso le parole… dolce, fragile e molto umana.
    Il film arriva in Italia con il solito ritardo di 4-5 mesi (ma se non altro con un titolo tradotto) e ancora prima di uscire fa scandalo…
    articolo su Lei1

    POLEMICA SUL DOPPIAGGIO: l’attrice Michaela Ramazzotti doppia Scarlett Johansson, ma la versione italiana del film di Jonze non funziona

    Intitola così “il Venerdì” senza neanche aver ancora visto il film in italiano. Lo sanno che Johansson è “stonata” anche in inglese? L’hanno sentita la voce originale oppure si basano solo su delle ricerchine nei gruppi Facebook? L’album di Scarlet Johansson “Anywhere I lay my head” ha ricevuto recensioni contrastanti e sullo scarso andante… ma questa è un’altra storia.
    Lo ammetto! Anche io, appena sentito che la voce di Scarlett Johansson è stata doppiata da Michaela Ramazzotti, ho subito pensato: chi diavolo è Michaela Ramazzotti nel mondo del doppiaggio? Può eguagliare la bravura della Johansson? Ebbene dopo aver visto il solo trailer (e sottolineo il solo trailer) un po’ mi sono pentito di tale pensiero. Almeno da ciò che si può udire nell’anteprima, l’interpretazione della Ramazzotti parrebbe essere quasi una FOTOCOPIA della voce di Scarlett Johansson! Per quello che mi riguarda potrebbe essere tranquillamente la Johansson che ha imparato l’italiano e doppia se stessa. Un discorso simile in realtà vale anche per chi doppia Joaquin Phoenix. Tutti gli attori sono stati ben caratterizzati a livello vocale… sempre per quanto mi è dato di sentire nel trailer italiano e avendo già visto il film in inglese, mesi or sono.
    Micaela Ramazzotti e Scarlett Johansson in due foto a confronto, entrambi voci doppiatrici nel film Lei di Spike Jonze
    Dato che il mio giudizio si basa unicamente sul trailer per ora, staremo a vedere se la qualità è mantenuta anche durante tutto il resto del film. Vero è però che io almeno ho giudicato sulla base di un trailer, molte riviste (online e cartacee) invece già si erano scagliate sulla scelta della Ramazzotti ancor prima di averla sentita, per partito preso, e forse a seguito di opinioni scovate su alcuni forum e gruppi Facebook dove diversi internauti, che hanno visto ed apprezzato il film in lingua originale (pur non capendola se non con l’ausilio di sottotitoli), non hanno potuto sopportare l’idea di altre interpretazioni vocali che non fossero quella originale!
    C’è invece anche chi ha visto il trailer e ha avuto un’opinione diversa dalla mia:

    La moglie di Virzì, stando a quanto si sente dal primo trailer pubblicato dalla BIM in anteprima su La Repubblica, non è in grado di reggere il peso di un’interpretazione così alta, come quella della Johansson, che pur non comparendo nemmeno per un istante in video, è ben più presente di molte altre attrici in altri film. Ma aspettiamo di vedere il film completo, in sala, per dare giudizi.

    A ciascuno la sua opinione, l’importante è che sia sempre basata sull’ascolto e non sulle voci di corridoio.
    La Ramazzotti mesì fa aveva già messo le mani avanti per evitare una crocifissione in sala mensa dicendo:

    È la mia prima volta al doppiaggio di un film così importante. La difficoltà principale è stata quella di doppiare solo una voce, perché Scarlett nel film non appare mai. Parla e basta. Una vera sfida, insomma. Io ce l’ho messa tutta.

    Sempre giudicando solo dal trailer (il che vuol dire tutto e niente) il risultato sembra ottimo per questa doppiatrice che potrebbe essere considerata quasi al pari di una “guest star” dei Simpson. Rimando ad una visione completa del film per poter giudicare, che è più di quanto hanno fatto molti a priori.
    Le doppiatrici che in passato hanno dato la voce alla Johansson sono state intervistate da Rai3 in merito alla scelta di Michaela Ramazzotti:
    Ilaria Stagni ha detto: “buon per lei“.
    Domitilla D’Amico considera la Ramazzotti “un talent” (e non è un complimento).
    Andando poi a cercarsi su internet l’opinione di chi ascolta i film doppiati senza pregiudizi sembra che il doppiaggio sia risultato decente, l’adattamento eccellente, che la Ramazzotti si sia rivelata non male e che sia riuscita a provocare le stesse emozioni che provocava la voce di Scarlett Johansson nello spettatore, persino nelle sue piccole imperfezioni comunque presenti anche nel personaggio in inglese.

    Non mi resta che RI-vedere Lei, questa volta in italiano, e giudicare per conto mio… quando uscirà il home video però. Esecuzione rimandata.

  • L'invasione delle salsicce volanti (Due Nel Mirino)

    Eccovi una piccola chicca post-natalizia: nel film “Due nel mirino” (Bird on a wire, 1990) con Mel Gibson e Goldie Hawn, i due protagonisti sono braccati continuamente e in un punto del film Goldie Hawn nota in lontananza un elicottero.

    Le battute proferite sono le seguenti:

    Goldie Hawn: Ti ricordi quando ho visto le salsicce volanti?
    Mel Gibson: si, avevamo fumato parecchio quel giorno, roba di classe.
    Goldie Hawn: strano, anche adesso ne vedo una.

    Salsicce volanti? Ma che si erano fumati i doppiatori? Controllo il copione originale scoprendo ciò che già sospettavo, in originale si parlava di “dischi volanti” (flying saucers)

    Goldie Hawn: Remember the time I saw that flying saucer?
    Mel Gibson: We were smoking some pretty heavy stuff back then.
    Goldie Hawn: I think I see another one.

    Chiamo il mio collaboratore Leo, pronto per farmi due risate ma Leo cade dalla sedia e rimane incredulo e con il culo per terra; con voce tombale proclama: quei cretini hanno capito “flying sausagesinvece di “flying saucers“.

    Salsicce volanti non identificate

    Se non mi credete (perché io non ci crederei!), ho caricato la clip video su Youtube. Se non me la rimuovono potrete sentire con le vostre orecchie.

  • Sacco e Vanzetti in Bluray tornano ad essere censurati

    20130730-160629.jpg
    Sacco e Vanzetti” di Montaldo è uno di quei film che mi guardo una volta ogni morte di Papa per emozionarmi un po’, la lacrimuccia cade sempre in seguito alla recitazione di Cucciolla e alle note di Ennio Morricone che ben descrivono il dramma dell’ingiustizia.
    Da anni avevo sentito parlare di una versione televisiva della RAI, disponibile anche in VHS (e rediviva su RaiMovie), che censurava la battuta finale “viva l’anarchia” pronunciata da Gian Maria Volonté prima di essere messo sulla sedia elettrica. Inoltre sono sempre stato curioso di reperire la versione internazionale doppiata in inglese che ahimé era rimasta per anni assolutamente introvabile… queste due curiosità mi hanno portato a reperire il bluray dopo aver letto che, meraviglia delle meraviglie, conteneva anche la traccia audio in inglese.
    Ebbene questa nuova versione in alta definizione mi è caduta subito proprio lì dove non doveva, non poteva, cadere:
    1) la battuta finale “viva l’anarchia” in inglese è “I am innocent“.
    2) la battuta finale “viva l’anarchia” è omessa nella versione italiana.
    Ma come, per fare il bluray mi siete andati a recuperare la versione censurata, quando la precedente versione in DVD aveva recuperato questa parte mancante? Per altro Gian Maria Volonté apre visibilmente la bocca là dove viene a mancare l’audio e vi assicuro che in alta definizione lo si nota bene. Adesso dobbiamo attendere un’edizione speciale per riavere la versione non censurata del film? Stiamo scherzando?
    Per chi non conoscesse il film (o non conoscesse me), lo so che potrebbe sembrare cosa da poco ma odio le censure e la battuta cade proprio in un momento chiave della storia, oltretutto ribadisco che le labbra si muovono… visibilmente ma silenziosamente.
    Sul sito “avmagazine” leggo nella recensione del bluray:
    Ripristinata l’intera colonna sonora, compresa la sommessa battuta finale di Volontè “viva l’anarchia”, censurata per il passaggio televisivo.
    Il che denota che neanche controllano i Bluray che recensiscono ma riciclano soltanto informazioni di seconda mano, come i critici cinematografici che scrivono di film senza ancora averli visti (ne ho conosciuti personalmente!). Che tristezza.
    In un forum hanno persino cercato di capire il perché sia stato rilasciato questo disco con la traccia audio censurata. Ne riporto un interessante scambio di email con la casa produttrice:
    Da: Robbby
    Inviato: martedì 9 ottobre 2012 11.13
    A: RHV
    Oggetto: Sacco e Vanzetti Blu ray
    Salve,
    con mio sommo disappunto ho verificato che avete utilizzato per il Bluray del film in oggetto la versione con la battuta finale censurata dalla Rai, sinceramente non mi spiego la vostra scelta e penso sia una grave svista, se quella versione era la migliore qualitativamente potevate inserire la battuta prendendola da una qualsiasi altra fonte. Dalla RHV mi aspetto un altro tipo di attenzione, soprattutto per prodotti come questo che dovrebbero essere definitivi
    grazie, a presto
    Roberto

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    Da: i@ripleysfilm.it]
    Inviato: martedì 9 ottobre 2012 12:51
    A: robbu
    Oggetto: R: Sacco e Vanzetti Blu ray
    Gentile Roberto,
    in realtà non è stata una nostra scelta. La nostra intenzione infatti era di pubblicare la versione del film con la battuta “incriminata”.
    Purtroppo si è verificato un disguido e il laboratorio in fase di authoring ha utilizzato la colonna audio priva della battuta.
    Stiamo valutando la situazione per capire come procedere. Sarà nostra premura ricontattarla non appena avremo stabilito il da farsi.

    Cordiali saluti,
    S.
    Mi domando quale “da farsi” sia mai possibile, dovremmo forse credere che sostituiranno a tutti il disco bluray? Più probabilmente sono una di quelle frasi di circostanza che nascondono il vero messaggio: “abbiamo fatto la cazzata, scusate, mo’ ve lo tenete così”