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  • La questione Laurel & Hardy

    All’appassionato non far sapere… quant’è buona l’opinione di Leo con le pere

    L’arrivo online (pochi giorni fa) del trailer del film di imminente uscita, Stan & Ollie di Jon S. Baird, non può che risvegliare curiosità legittime su come questo film verrà doppiato in italiano ed è quindi giunta l’ora di parlare di un argomento che mi sembra a questo punto inevitabile.

    Questo film biografico su Laurel & Hardy ha come protagonisti Steve Coogan e John C. Reilly, entrambi detentori di candidature all’Oscar, e verrà presentato in anteprima al BFI Film Festival questo 21 ottobre. Uscirà poi ufficialmente nei cinema britannici a partire dall’11 gennaio 2019. Al momento in cui si scrive questo articolo non si sa nulla di una eventuale uscita italiana, ma si ipotizza al più tardi una proiezione primaverile.

    Stanlio e Ollio nell’immaginario collettivo italiano

    La coppia comica per eccellenza ha una presenza ancora forte nell’immaginario collettivo nostrano e in gran parte è dovuta ai memorabili doppiaggi storici, interpretazioni fortemente caratterizzate da un accento inglese/americano. La storia di queste versioni è ampiamente documentata ed è possibile saggiare alcuni dei doppiaggi arrivati fino a noi grazie a questo filmato antologico sulla storia delle voci di Stanlio e Ollio, estratto da un documentario del 2002 curato da Benedetto “Enciclopedia” Gemma dell’Oasi 165 dei “Figli Del Deserto”, la società internazionale dedita all’apprezzamento di L&H.

    Gli accenti di Stanlio e Ollio nacquero quando, agli albori del sonoro, non era stato ancora inventato il doppiaggio. La nascente industria cinematografica era già attentissima ai mercati stranieri e, non volendo perdere vendite in quei paesi (finita l’era muta non bastava più cambiare le didascalie!), escogitò uno stratagemma: girare lo stesso film più volte in lingue diverse. A seconda dei casi potevano rimanere fissi i protagonisti e cambiare soltanto i comprimari, in altri frangenti si sceglieva di sostituire tutto il cast con attori che parlassero bene la lingua di destinazione, quello che è successo con Dracula del 1931, dove gli stessi set venivano usati di giorno per girare il film in inglese con Bela Lugosi e, nottetempo, la sua versione spagnola con Carlos Villarìas.

    Due scene a confronto di Dracula (1931) nella sua versione americana con Bela Lugosi e la versione in spagnolo

    Stesso film, stessi set, attori e lingue diverse

    Nel caso invece che gli interpreti americani rimanessero gli stessi, questi dovevano leggere da lavagne poste fuori campo sopra cui venivano scritte foneticamente le battute in lingua straniera. Ciò vuol dire che gli attori leggevano frasi scritte approssimativamente “come si dovevano leggere”, senza conoscere la lingua e quindi senza sapere veramente ciò che dicevano, scena per scena.
    Così fu infatti per Laurel & Hardy, che girarono tra il 1930 e il 1931 le versioni “fonetiche” di alcuni cortometraggi (nonché un lungometraggio) in spagnolo, tedesco, francese… e italiano.

    Ecco un esempio tratto dalla versione ri-girata in spagnolo (ed espansa) di Chickens Come Home (1931), intitolata Politiquerìas dove è possibile vedere Oliver Hardy che recita in spagnolo.

    Sono certo che anche quelli di voi non ferratissimi in spagnolo avranno notato il forte accento americano. Ebbene, immaginate dunque che qualcosa di molto simile fu ciò che si poteva sentire nei cinema del Bel Paese quando uscì da noi la versione ri-girata per il mercato italiano del loro primo lungometraggio, Pardon Us (1931), qui intitolata Muraglie.
    Sì, immaginate e basta! Ad oggi questa versione “alternativa” del film è considerata perduta. Stesso destino è presunto per Ladroni, versione italiana del corto Night Owls (1930).

    Il resto, per usare un cliché già vecchio ai tempi di Gutenberg, è storia. L’accento straniero fece ridere gli italiani che videro Muraglie, e qualche anno dopo arrivò il doppiaggio e con esso il film Fra’ Diavolo nel quale, per la prima volta i loro personaggi vengono chiamati “Stanlio” e “Ollio”, sensatamente direi, perché la storia era ambientata proprio in Italia. Da allora Laurel & Hardy vennero sempre doppiati con accento straniero e si chiamarono sempre Stanlio e Ollio, anche se l’ambientazione non era più italiana.

    Per approfondimenti sulla storia delle voci italiane, rimandiamo a questi due ottimi articoli: Introduzione alla storia delle voci di Stanlio e Ollio (di Andrea Ciaffaroni, 2012) e La vera storia delle voci italiane di Stan Laurel e Oliver Hardy (di Antonio Costa Barbè, 2000).

    La pratica del doppiaggio con accento straniero si è estesa perfino ai film in cui Oliver Hardy recitava senza Laurel e il personaggio non era per niente (nella versione originale del film in questione) quello di “Ollie”; non solo dando la voce e l’accento buffo di Sordi a un personaggio che non li richiedeva, ma arrivando anche a chiamarlo “Ollio” e a stravolgere completamente il copione, come nel caso del film Zenobia (1939) poi ri-titolato per il mercato italiano Ollio, sposo mattacchione (nel quale gli dà la voce Carlo Croccolo). Un vecchio caso di titolo italiota e sequel apocrifo!

    Locandina italiana del film Zenobia (1939), intitolato in italiano come Ollio sposo mattacchione

    In questo film Hardy interpreta il dottor Henry Tibbett, medico condotto in una commedia ambientata ai tempi della guerra civile americana. La distribuzione italiana ha pensato bene di chiamarlo Ollio Hardy, di affiancargli una moglie che parla come Stanlio e di inserire la foto dell’amico magro nell’album di famiglia. Ah, e non dimentichiamo gli schiavi neri ghe barlano gozì, badrone, che in un doppiaggio del dopoguerra erano ancora considerati cosa normale.

    Nel film Il ritorno del kentuckiano (1949) poi si è voluti affiancare “Ollio” addirittura a John Wayne, quando in realtà il personaggio interpretato da Oliver Hardy si chiamava semplicemente “Willie”. Ormai Oliver Hardy e il suo personaggio “Ollio” erano un’entità unica e inseparabile… in Italia.

    Il doppiaggio “buffo” per tradizione è continuato fino ai giorni nostri quando, in ultimo, Mediaset richiamò nel 2008 il duo Ariani e Garinei, che aveva già prestato le voci ai S&O negli anni ’80, per doppiare il film I maestri di ballo (1943), il cui doppiaggio storico è andato perduto.

    Qui vorrei tirare una riga immaginaria con la matita. Perché è arrivato il momento di parlare della eventuale uscita italiana di questo tanto atteso film biografico su Laurel & Hardy, un progetto dalla lunga gestazione che finalmente sta vedendo la luce. Inutile dire che tutti i fan e gli appassionati sono in attesa e fiduciosi, vista la risposa ampiamente positiva al trailer. Resta l’incognita italica dell’adattamento e del doppiaggio i quali, qualunque sarà la direzione intrapresa, si porteranno dietro non pochi problemi.

    Stan & Ollie (2018) coming soon poster

    Stanlio e Ollio nel film biografico del 2018

    Chi conosce le voci originali di Laurel e Hardy può constatare con piacere che Coogan e Reilly, a giudicare dal trailer, hanno fatto un eccellente lavoro di ricalco vocale.
    Il film, da quello che si sa già, parlerà del periodo finale della loro carriera di coppia e della loro relazione personale lontano dalle cineprese. Nell’ottobre del 1953 Stan Laurel e Oliver Hardy si imbarcano in quello che sarà il loro terzo e ultimo tour teatrale nel Regno Unito, terminato bruscamente a causa di un improvviso malore di Hardy nel maggio del 1954.

    Una pellicola biografica, dunque, che si suppone drammatizzerà, romanzerà e dipingerà, magari con qualche libertà artistica, la vicenda umana di due persone veramente vissute. Ci si aspetta momenti in cui si sorride, ma lungi dunque dal voler essere una commedia “slapstick”.

    Cosa aspettarci dalla versione italiana di questo film?

    Tutto ciò che si sa, per il momento, è che la distribuzione sarà di Lucky Red (secondo il sito Mymovies) quindi si deve presumere per forza di cose che il titolo “tradotto” che troviamo su IMDb (Stanlio e Ollio) sia venuto da loro ma altri dettagli su una versione italiana non sono pervenuti, tutti i siti di informazione hanno semplicemente riportato il trailer (al momento soltanto in inglese, senza sottotitoli) facendo poi un copia&incolla di notizie generali sul film e ripetendo ciò che già sappiamo.

    Non ci è dato di sapere a questo punto se il titolo italiano sia definitivo o provvisorio, messo lì intanto per battere un po’ il tamburo e svegliare chi potrebbe essere interessato all’uscita del film. Non ci è dato neanche di sapere, ancora, che linea prenderà l’adattamento dei dialoghi e il doppiaggio, e dunque se anche in questo film biografico faranno capolino i vecchi accenti “buffi”, anche solo per le scene in costume.

    Immagine dal film Stan and Ollie (2018), Stanlio e Ollio in posa

    Opinione di chi scrive è che sarebbero assolutamente fuori posto in un film come questo, rappresentano ormai un anacronismo, una tradizione della quale non tutti ricordano l’origine e che ormai si è ridotta a una catena di imitazioni dell’attore che lo ha preceduto, sempre più sbiadite. E, ad ogni modo, sarebbero un madornale errore di tono all’interno di quello che, a tutti gli effetti, vuole essere comunque un film “serio”. Allo stesso tempo c’è il problema della nostalgia che in Italia è legata indissolubilmente al doppiaggio con voci buffe.

    Chiunque concorderà con il fatto che non potranno farli parlare in modo macchiettistico anche nelle scene “fuori dal set”, ma c’è sempre la possibilità che li doppino con i familiari accenti inglesi nelle scene in cui Coogan & Reilly sono “nel personaggio”. Non è una prospettiva così lontana perché ancora oggi, come è stato rimarcato spesso su questo stesso blog, quando si vuol indicare un cambio di codice, la risposta più veloce e semplice per il doppiaggio italiano è usare un accento, che sia esso straniero o regionale. Vedasi per esempio il controverso caso de Il concerto di Radu Mihăileanu: un film che nasce bilingue, parlato sia in francese che in russo. La maggior parte degli interpreti parla appunto in russo, e i comprimari in francese. Allora per quale ragione si è dato l’italiano standard ai francesi, e l’italiano accentato in russo ai russi? Forse la spiegazione sta nel fatto che i russi in questo film rappresenterebbero “gli stranieri” in Francia e quindi il codice vorrebbe indicare “l’altro”, ma resta il fatto che il risultato sia grottesco perché questa operazione è stata fatta nel 2009 e non in piena guerra fredda con gli ufficiali sovietici che domandano a Totò se è veramente lui l’ammiraglio Canarinis.

    È forse giunta l’ora di scrollarci di dosso queste abitudini? Sarà ormai superato il trovare “buffo” l’accento straniero di una persona che si sforza di parlare nella nostra lingua?

    Stan & Ollie, poster del film su Stanlio e Ollio, in uscita nel 2018

    L’opinione fuori dal coro

    Chi scrive ha imparato la lingua inglese grazie, in primo luogo, proprio a Stan & Ollie, avendo avuto la curiosità, più di dieci anni addietro, di andarmi a cercare i loro film in lingua originale. Imparando l’inglese ho imparato ad amare questa coppia comica che, come tanti della mia generazione, avevo comunque conosciuto in televisione, in film doppiati in italiano e spesso attraverso copie super tagliuzzate, sbiadite, col contrasto a mille o magari colorate male al computer; e voglio che sia chiaro, apprezzo i doppiaggi italiani dei loro film… ne apprezzo molti ma non tutti (quelli anni ’80 in particolare sono di un trash puro quindi chi ama Stanlio e Ollio in italiano dovrebbe sempre specificare esattamente quali film include nella sua lista di adattamenti da difendere). Conoscendoli più approfonditamente in lingua originale però ho compreso che effettivamente non avrebbero bisogno di questi accenti per essere divertenti, erano due “clown” che facevano uso (venendo dal cinema muto) principalmente del linguaggio fisico.

    A proposito dei doppiaggi anni ’80 di Stanlio e Ollio, se il nostro amato Evit scoprisse la qualità degli adattamenti anni ’80 firmati da un tale Guido Leoni, fautore di molti infausti adattamenti televisivi “italioti” (La tata è uno dei suoi, ma anche Pappa e ciccia), potrebbe dare un nuovo nome al suo dolore.

    Il fatto che le loro voci originali abbiano funzionato è stata la loro salvezza a cavallo tra il 1928 e il 1930 perché tanti loro colleghi non riuscirono a fare il salto al sonoro. In lingua originale ci hanno dato tantissime battute memorabili, ma resta il fatto che Stan & Ollie possono essere visti anche senza il sonoro e fanno cascare lo stesso giù il teatro dalle risate!

    Provate però a proporre a un fan italiano di Stanlio e Ollio di sentirli doppiati “normali”. Vi dirà che nessuno li vuole così o al peggio vi chiamerà “stupìdi”.
    E posso anche capirlo, so benissimo di essere un fan atipico, una voce fuori dal coro tra gli appassionati del duo comico, in minoranza, specie perché realizzare nuovi (ulteriori) doppiaggi delle vecchie comiche con il pretesto di doppiarli “normali” sarebbe sempre una operazione bislacca vista l’età di questi film. D’accordo, lasciamo in pace i doppiaggi storici (e magari impegniamoci a preservarli e restaurarli ove ancora possibile) ma, per quanto riguarda il nuovo film, direi che quella dell’accento “buffo” è una tradizione che possiamo lasciarci alle spalle, e salutare con un bell’arrivedorci!

    John C. Riley nei panni di Oliver Hardi che saluta con un arrivedorci. Photo by Joan Wakeham/REX/Shutterstock (8595101y) John C Reilly 'Stan and Ollie' on set filming, Bristol, UK - 10 Apr 2017

  • GUIDA COMPLETA (o quasi) alle censure e agli errori di traduzione nel doppiaggio de “I Griffin”

    Un nostro lettore affezionato mi manda un elenco dettagliato di tutti gli errori di traduzione (e talvolta censure) nel doppiaggio per la televisione della serie Family Guy (“I Griffin” in Italia)… una lista che io non avrei mai avuto il coraggio di fare ma, visto che qualcuno è stato così impavido, ve la propongo con eventuali annotazioni o rimandi a miei articoli passati che si concentravano su specifici casi. Dato che si promette di essere una lista “completa”, siete invitati ad aggiungere eventuali segnalazioni. NOTA: Molte di queste segnalazioni si riferiscono alla versione censurata che passa in TV e potrebbero non essere censurate nel doppiaggio “completo” disponibile in DVD.

    Evit


    Premessa

    Non sono uno di quelle persone che storcono il naso se gli parlano di doppiaggio, o che si vantano di guardare solo film in lingua originale. La maggior parte della roba che ho visto l’ho vista doppiata in italiano e spesso – se mi è capitato di fare un confronto – ho scoperto che la versione italiana mi piaceva più dell’originale. A volte, però, capita che il doppiaggio o l’adattamento di un film o di una serie TV sia fatto così male da impedirmi di godermi lo spettacolo. È il caso de “I Griffin”, che preferisco di gran lunga vedere in inglese coi sottotitoli piuttosto che tradotti in italiano. Principalmente è un problema di tempi comici. In italiano “I Griffin” hanno un ritmo molto più lento rispetto all’originale, che è goliardico e scanzonato. E così alcune battute che magari non sono di per sé molto divertenti ma riescono a strappare una risata se recitate nel modo giusto, in italiano invece sono più spesso squallide.
    Qualcuno dirà che la necessità di doppiare vagonate di puntate in poco tempo rende difficile fare un lavoro troppo minuzioso. E sia, ammettiamo che sia vero: i doppiatori sono scusati. Quelli che non possiamo scusare sono i traduttori. L’adattamento de “I Griffin” è zeppo di errori e di sviste. E in questo caso non solo il poco tempo non è più una scusa valida ma fa male al cuore notare che su internet ci sono dei ragazzi che sottotitolano le puntate della serie e fanno un lavoro di gran lunga migliore (e in tempi rapidissimi) rispetto a dei professionisti che per scrivere certe cose vengono anche pagati.
    Ultimamente, preso da un’inspiegabile voglia di TV-spazzatura, mi sono messo a guardare tutti gli episodi de “I Griffin” (o quasi, ho saltato quelli più pallosi), e ho deciso di vederli in italiano per fare una lista di tutte le gag tradotte malamente nell’adattamento nostrano. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, non sempre si tratta di censure; la maggior parte delle volte si tratta di errori, di sviste e soprattutto di battute tradotte in maniera superficiale. Anche la censura di rado si esplicita sopprimendo la battuta indesiderata; il più delle volte la battuta viene solo edulcorata quanto basta per renderla più accettabile e farne perdere l’effetto comico. Quella che segue non è una lista completa e mi scuso per le dimenticanze (qualsiasi segnalazione è bene accetta). Il più delle volte non ho avuto modo di paragonare la versione italiana a quella originale e così mi sono affidato alla memoria, ripensando agli episodi che avevo visto in inglese qualche anno fa. Inoltre questa lista riguarda solo la parte dell’adattamento, ragion per cui non si farà menzione di scene tagliate. Infine, c’è da notare che alcuni degli errori da me segnalati sono stati corretti nell’edizione in DVD.

     F. V.

    LA LISTA

    Logo_griffin

    1×07 “Brian, ritratto di un cane”

    • Quando un poliziotto incontra Brian per strada gli chiede di fargli vedere la sua patente, nonostante il cane stia circolando a piedi. Questo perché in America non esiste un corrispettivo della nostra carta di identità e quando bisogna identificare qualcuno in situazioni del genere si ricorre a documenti come la patente. Per una traduzione più vicina al senso originario della battuta sarebbe stato consigliabile optare per un più generico “documento”.

    2×04 “Lando il mito”

    • Prima di cominciare a fare sesso con Peter, Lois gli dice “Quando sei lì lì, dì banana.”. Nella versione originale gli dice “La parola di sicurezza è banana.”.

    Nota di Evit: la parola di sicurezza (safeword) è una parola designata nelle pratiche sadomaso per far capire al partner che ci si sta facendo male per davvero. Non parlo per esperienza personale. safeword

    • La scritta sul muro “Thompson Twins rule” è stata tradotta con “La regola dei Thompson Twins” (invece che “i Thompson Twins sono forti/tosti!”) – Segnalato da Andrea.

    2×12 “Quindici minuti di vergogna”

    • La scena in cui Peter prende la comunione è stata completamente alterata. Nella versione originale Peter chiede al prete “Questo è davvero il sangue di Cristo?” e poi esclama “Ragazzi, quel tipo doveva essere sbronzo ventiquattr’ore su ventiquattro!”, mentre nella versione italiana chiede “Ma usate sempre questo vino?” e poi commenta “Avrete bisogno di una licenza per superalcolici!”.

    3×12 “Laggiù nel profondo Sud”

    • In una scena compare Alf ma, mentre nella versione originale si sono sforzati di imitare il timbro molto cartoonesco della sua voce, in quella italiana gli hanno dato una voce normalissima.

    ALF-E_True_Hollywood_Story

    Nota di Evit: Avevo parlato di tale scena in questo articolo e il nostro Leo aveva anche pubblicato il video della stessa scena ridoppiando l’audio di Alf per fare vedere come avrebbe dovuto essere e come invece non è stato. Vedere per credere.

    3×19 “Superincollati”

    • Nella scena in cui Peter è al ristorante con Jennifer Love Hewitt vengono citati diversi film dell’attrice, usando titoli in italiano che però non sono i titoli delle versioni italiane dei film in questione: “So che hai fatto l’estate scorsa” (“I know what you did last summer”, uscito in Italia col titolo “So cosa hai fatto”), “Cuori spezzati” (“Heartbrakers”, uscito in Italia con il titolo originale e il sottotitolo “Vizio di famiglia”) e “Party alle cinque” (“Party of five”, serie andata in onda in Italia col titolo “Cinque in famiglia”, traduzione peraltro più corretta). Inoltre viene citato il film “Shortcut to Happiness” (mai uscito in Italia) chiamandolo con il nome del racconto da cui è tratto, ovvero “Il Diavolo e Daniel Webster”.

    4×10 “Top model”

    • In una clip si vede il Cookie Monster (italianizzato come Cookie Mostro) alle prese coi robusti infermieri di una clinica di disintossicazione. Nella versione italiana il mostro urla “siete un branco di terribili dittatori!” mentre in quella originale “siete dei dannati nazisti!”. (nota di Evit: il link riporta ad un mio vecchio articolo in merito)
    • Peter non parla col suocero di “quella volta che ha provato la tequila” bensì di “quella volta che ha provato l’ecstasy”.

    Freakin' nazis!  

    5×06 “Drizza le orecchie”

    • Nella fretta di tagliare una gag sugli asiatici gli adattatori hanno tagliato anche una battuta (fondamentale per la comprensione della trama) in cui Peter dichiara di volersi dare all’astinenza sessuale.

    5×07 “Tra finzione e realtà”

    • In una scena Stewie vede Quagmire che si comporta da villano con una ragazza la quale, ciononostante, sembra pendere dalle sue labbra ed esclama “Ma allora alle donne piace essere trattate da schifo?”. Al che Brian risponde “Beh, non credo che si debba essere così categorici a riguardo…” (“Well, I don’t know if you want to be that black-and-white about it…”), ma Stewie non gli dà retta ed urla “È così, giusto? Alle donne piace essere trattate da schifo!”. In italiano Brian dice “Beh, non è una regola ma a volte funziona.”. In pratica nella versione originale gli sta dando torto, mentre in italiano sembra che gli stia dando ragione.

    5×08 “Al limite della legalità

    • Il Cool Whip è una crema simile alla panna montata, protagonista di una gag ricorrente ne “I Griffin” basata sul fatto che Stewie, per via del suo accento inglese, ne pronuncia il nome in modo strambo. Mentre in altri episodi il termine “cool whip” diventa (giustamente) “un po’ di panna”, in questo episodio in particolare rimane il nome originale.
    • La gag precedente viene ripresa in due occasioni: quando Meg dice a Brian “We’re gonna be here for a while.” (“Staremo qui per un po’.”) e alla fine dell’episodio, quando due ragazze chiedono a Quagmire “Do you have the whip?” (“Hai la frusta?”) ma in entrambi i casi il collegamento tra le gag è incomprensibile. Addirittura nella seconda occasione la frase viene pronunciata senza alcun difetto di pronuncia, quindi non c’è alcuna gag.

    coolwhip

    5×11 “A.A.A. Abbronzatissimo”

    • “L’albero generoso” è la traduzione letterale del libro “The giving tree”, uscito in Italia col titolo “L’albero”.

    5×14 “Pranzo a rotelle”

    • Brian spiega a Peter che il suo pigiama di flanella ha creato una carica elettrica quando ha strascicato i piedi sul tappeto. In realtà con l’originale “carpet”, in questo caso, si intende “moquette” (per il resto dell’episodio il termine viene tradotto correttamente).

    5×18 “Ti presento i miei”

    • Il titolo originale del’episodio (“Meet the Quagmires”) è stato scambiato per una parodia del film “Meet the Parents”, uscito in Italia con il titolo “Ti presento i miei”. Il titolo italiano di quel film, però, non ha nulla a che vedere con la trama dell’episodio in questione, che parla di un futuro alternativo in cui Lois mette su famiglia con Quagmire. Infatti la formula “Meet the [+ nome di una famiglia]” è spesso usata nei titoli delle sit-com americane incentrate sulle vicende di un gruppo familiare (“Meet the Browns”, “Meet the Adebanjos”…). Una traduzione più appropriata poteva essere “I Quagmires”, titolo che avrebbe fatto il verso a “I Griffin”.
    • Quando Lois e Quagmire ballano abbracciati Lois esclama “Qualcosa mi ha punto!” e Quagmire, nella versione originale, le risponde “It’s just my wang.” (“È solo il mio pisello.”, “It’s just my penis.” nella versione originale non censurata). Nella versione italiana il termine “wang” non è stato tradotto. E così, quando Lois dice “Qualcosa mi ha punto!” Quagmire risponde “È solo il mio wang.”.
    • Non tutti gli errori vengono per nuocere. Quando Peter e Brian sono nel condotto di aerazione, Peter esclama “Ora so cosa prova un surgelato avvolto nella carta stagnola.” e poi spiega “È una battuta di ‘Die Hard’.”. La traduzione della battuta in questione, che in inglese è “I know what a TV dinner feels like.” è correttissima: i “TV dinner” sono infatti le vaschette di cibo precotto che gli americani mangiano davanti alla TV dopo averlo riscaldato in microonde. In queste vaschette il cibo è molto compattato, quindi “un surgelato avvolto nella carta stagnola” per la versione italiana va benissimo. Nell’edizione italiana di “Die Hard”, però, quella frase era stata tradotta con un insensato “Mi ricorda tanto le cene davanti alla TV.” (nota di Evit: vedi mio recente articolo su Die Hard). Errore a fin di bene o botta di culo?

    justmywang

    6×03 “Che ci crediate o no, Joe è al settimo cielo”

    • Durante la prima riunione nel loro club per solo uomini Joe non urla “Voglio parlare delle donne!”, bensì “Voglio parlare di vagine!”.
    • A un certo punto c’è una gag basata sul fatto che il dottor Hartmann e Carter Pewterschmidt, nella versione originale, hanno lo stesso doppiatore (che peraltro li doppia in maniera molto simile). Il italiano il senso di questa gag si perde.

    6×06 “Padre di famiglia”

    • Il titolo originale dell’episodio è “Padre de familia”, titolo della versione latinoamericana de “I Griffin” (traduzione più fedele dell’originale “Family Guy” rispetto alla nostra che invece fa il verso a “I Simpson”), e difatti parla di Peter che scopre di essere un immigrato clandestino nato in Messico. Una traduzione sensata sarebbe stata “Los Griffin” o qualcosa del genere. CURIOSITÀ: in Messico hanno risolto il problema intitolando l’episodio “Peter, el illegal”, ovvero “Peter, l’immigrato clandestino”, mentre in Spagna hanno tenuto il titolo “Padre de familia”).
    • Quando saluta il suo amico messicano Peter esclama “Non ti dimenticherò mai, Gerardo!” e nella scena immediatamente successiva si contraddice dicendo a Lois “Credo proprio che Rinaldo mi mancherà.”. Nella versione italiana Peter non si contraddice ma chiama il suo amico “Gerardo” entrambe le volte, quindi la gag si perde.

    6×07 “La figlia di Peter”

    • La scena in cui Lois consiglia a Meg di abortire è stata in parte edulcorata ed in parte censurata. Tanto per cominciare il riferimento all’aborto è stato reso molto meno esplicito (quando Lois le dice che “ci sono altre opzioni oltre al matrimonio” Meg risponde “Mamma, non ho intenzione di abortire.” mentre nella versione italiana dice “Mamma, te l’ho già detto: non se ne parla proprio!”). Inoltre nella versione originale Lois consiglia a Meg di “bere e fumare parecchio” (in modo da provocare l’aborto spontaneo), suggerendole inoltre di “non smettere (di bere e fumare) a metà della gravidanza, o potrebbe ritrovarsi con un figlio come Chris.”; in italiano si limita a consigliarle di “correre e fare ginnastica.”.
    • Una delle bambole che compra Peter per la torta nuziale di Meg (gli sposi erano finiti) è quella usata in tribunale per far dire ai bambini “dove sono stati toccati dai loro molestatori”. In italiano questa espressione è stata tradotta con un fumoso “mostrare dove hanno subito ingiustizie”.

    familyguyabortion

    6×09 “Furto di identità”

    • In una scena compare Foghorn Leghorn (il gallo dei Looney Toons) ma, mentre nella versione originale si sono sforzati di imitare il timbro molto cartonesco della sua voce, in quella italiana gli hanno dato una voce normalissima.
    • L’espressione “avere le palle” è stata tradotta con un più soft “avere coraggio”.
    • L’espressione “figlio di puttana” è stata tradotta con un più soft “lurido verme”.
    • James Woods e Kate Moss (che per qualche inspiegabile motivo nella versione per la TV diventa Heather Graham) non hanno “un amico in comune” ma “lo stesso spacciatore di coca”.
    • Johnny (uno dei due artisti d’avanspettacolo morti in una puntata precedente) non finisce all’inferno perché “gli piacciono i tipi strani”, come dicono nel doppiaggio italiano, ma perché “gli piacciono i ragazzini”.

    6×10 “Provaci ancora Brian”

    • Lois dice a Brian che vorrebbe passare la serata guardando qualche brutto film e quando lui le propone “Vanilla Sky” lei gli risponde “Ho detto un brutto film, non un aborto.”. In italiano Lois propone un “film d’amore” e poi definisce “Vanilla Sky” un “film d’orrore”.
    • Verso la fine della puntata Chris chiede al suo vicino di casa “Sei un pazzoide per caso?”. Nella versione originale gli chiede “Sei un pedofilo?”. (Nota di Evitaltro momento già visto in un articolo di Doppiaggi Italioti)
    • Parlando con Brian, Lois gli dice che “immagina che fare sesso con lui sarebbe come farlo con un peluche” mentre nella versione italiana questa espressione è stata tradotta con “abbracciare un peluche”.  (Nota di Evit: un altro caso visto nel medesimo articolo di Doppiaggi Italioti)

    Sei un pazzoide?

    6×11 “La vita precedente di Brian”

    • Brian ricorda di non essere stato un fidanzato modello con la sua ex fidanzata perché, quando lei gli ha rivelato di essere stata picchiata da suo padre, lui le ha chiesto “Non hai segni, vero?”. Nella versione originale la ragazza era stata molestata sessualmente e la domanda di Brian era stata un ben più indelicato “Allora… fai tutto, giusto?”.
    • Nelle buste che cadono a Brian e Dylan non c’è del “tabacco” come esclamano i personaggi nella versione italiana ma (ovviamente) della marijuana.

    7×04 “Aiuto! Ho dimenticato Stewie!”

    • Quando Stewie trova le riviste erotiche di Chris non dice “Finalmente vedrò come è fatta una donna.” ma “Finalmente vedrò come è fatta una vagina.”. Stewie poi se ne spaventa enormemente.
    • Quagmire non dice che guardare le istruzioni del telecomando per i canali satellitari gli provoca “un’emozione” ma “un’erezione”.
    • Il monologo di Peter alla stazione è una citazione (qui peraltro riportata erroneamente) del film “Un biglietto per due”, il che spiega l’esclamazione di Chris “Ah! Riferimenti cinematografici!”, che in italiano diventa “E adesso titoli di coda!”.
    • Alla fine dell’episodio Stewie vede tornare a casa la sua famiglia ed esclama: “Mamma! Papà! Chris! Mostro! Brian!”. Nella versione originale dice “Mamma! Papà! Chris! Cane! Brian!”.

    familyguyhustler

    7×06 “Ritorno sui banchi”

    • Peter dice che la direttiva primaria del robot che ha costruito è “non fare del male ad anima viva” e poi, quando il robot lo aggredisce, urla “Oh, cacchio! Attacca gli esseri umani!”. La battuta arriverebbe prima se Peter usasse la stessa espressione in entrambi i casi (nell’originale usa l’espressione “to harm people”).
    • Quando Peter prende in giro un bambino dicendo che “suoi genitori l’hanno chiamato Gaymard” i suoi due compagni di classe non commentano “Non credevo che si potesse prendere in giro qualcuno perché è diverso!” ma “Non credevo che si potesse prendere in giro qualcuno perché è omosessuale!”. In seguito uno di loro (sempre riferendosi ai pessimi esempi di Peter, che ha appena picchiato un bambino) dice “Un giorno userò nella vita quello che ho imparato qui.” ma nella versione originale dice “Un giorno userò su mia moglie quello che ho imparato qui.”.
    • Quagmire non propone a una donna incontrata a scuola di “farlo strano” bensì di “fare sesso non protetto”.
    • Alla fine della gara di spelling Peter dovrebbe fare lo spelling della parola “lesbiche” ma nella versione italiana la parola assegnatagli è “anziane”. È vero che in una scena del genere, per problemi di labiale, può succedere di dover stravolgere il testo ma in questo caso è evidente che si sia voluta evitare la parola “lesbiche” (anche perché “lesbiche” ha lo stesso numero di lettere sia in italiano che in inglese, mentre “anziane” ne ha una di meno).

     7×07 “I soliti idioti”

    • La scena in cui Brian prende in giro Stewie chiedendogli del suo videoclip con voce via via più acuta riprende una gag ricorrente della serie, in cui Stewie prende in giro Brian nello stesso modo a proposito del romanzo che sta scrivendo. E infatti nella versione originale Stewie lo interrompe dicendo “Quello funziona solo quando lo faccio io.”. In italiano la gag non è stata tradotta e Stewie dice semplicemente “Sto cercando di finire il mio video.”.

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    7×10 “Lois giornalista d’assalto”

    • Durante il suo provino per la Fox, Lois dice “Anche se questo povero reduce iracheno ha perso la sua mano, non ha perso la capacità di sentire.”. A parte il fatto che l’originale “Iraqi veteran” vuol dire “reduce della guerra in Iraq” e non “reduce iracheno”, una traduzione più corretta di “ability to feel” sarebbe stata “capacità di provare sentimenti”.

     7×12 “Uno scrittore in erba”

    • Quando uno dei poliziotti dice “Sono un padre di famiglia!” Peter si esalta, apparentemente senza ragione. La gag (intraducibile in italiano) si ricollega a una gag precedente in cui Peter afferma di entusiasmarsi quando sente dire il titolo di un film all’interno del film stesso. In inglese, infatti, il poliziotto dice “I’m a family guy.” (“sono un padre di famiglia”).
    • Quando viene legalizzata la marijuana Lois dice che “Peter è così fatto che non riesce neppure a far partire una clip”. Nella versione italiana la gag è stata eliminata e Lois dice semplicemente che “Peter è così fatto che non riesce neppure a mettere insieme due parole”.

    7×13 “Oggi spopolo, domani chissà”

    • C’è una gag ricorrente che riguarda un ragazzo che continua a sfottere tutti accusandoli di essere omosessuali ed è palese che lo sta facendo per mascherare la propria omosessualità repressa, tanto è vero che alla fine grida ai suoi amici “Io sono gay, va bene?”. In italiano le battute di questo personaggio sono state spesso alleggerite o addirittura completamente trasformate al punto da annullare l’effetto comico. In una scena un amico di questo ragazzo dovrebbe dire “Andiamo a circondare i nerd, li chiamiamo gay e li costringiamo a farci vedere il pene.” e lui dovrebbe commentare “Non sarebbe gay da parte loro?” ma nella versione italiana il suo amico dice “Circondiamo i secchioni, li chiamiamo zecche e li costringiamo a scucire un quarto di dollaro.” e il suo commento è “Non è che qualcuno ha davvero le zecche?”. In un’altra scena invece di dire “Stavo costringendo un nerd ad amoreggiare con me.” dice “C’era uno che stava facendo il cascamorto con me.”. Anche la scena dell’outing è stata resa con un alquanto edulcorato “Io sono gaio, d’accordo?”.
    • Nella scena in cui Babbo Natale viene fermato per guida in stato d’ebbrezza questi non chiede al poliziotto “Sei ubriaco?” ma “Sei ebreo?”.
    • Peter non si riferisce alla figlioletta di Joe chiamandola “Quella vegetariana di Susie Swanson” ma “Quella lesbica di Susie Swanson” (e il seguito della battuta, tradotta correttamente in italiano, lo conferma: Peter dice di aver capito che Susie è “vegetariana” dal fatto che “porta i capelli corti, ha le gambe tozze ed è indifferente alle sue avances”).
    • In una scena Lois, stanca di sostenere Meg durante le sue crisi di pianto, la lascia in compagnia di “un libro di Sylvia Plath e una boccetta di Ambien” (sonnifero noto anche come Zolpidem, spesso adoperato dai suicidi). In italiano “Ambien” è stato tradotto con “camomilla”.
    • “Io sono quella che ti ha dato la popolarità!” esclama Connie D’Amico in una scena e Chris le risponde “No, è stato pestare quel tontolone che mi ha dato la popolarità.”. Nella versione originale Chris dice “È stato pestare quel ragazzino ebreo che mi ha dato la popolarità.”.
    • Meg afferma di aver tentato di tagliarsi le vene dopo che Connie aveva fatto un calco del suo sedere e l’aveva mostrato a tutti mentre nell’originale si trattava di un calco della sua vagina.
    • Neil chiede a Meg – in cambio di un favore – il permesso di “pensare a lei mentre si fa il bagno”. Questa scena è stata lasciata inalterata ma la scena successiva, in cui Meg chiede la stessa cosa a Connie D’Amico, è stata tradotta con “Posso sperare che saremo amiche un giorno?”.

    familyguydrunksanta

    7×17 “Brian innamorato”

    • Lauren Conrad dice a Brian “Il tuo problema non è il fatto che io sia intelligente, ma il fatto che lo sia più di te.”. Nella versione originale dice l’esatto contrario! La frase giusta è: “Il problema non è essere più intelligenti di te, il problema è che sei ancora innamorato di Jillian.”.

    8×07 “Amico nero cercasi”

    • Quando Jerome, l’amico nero di Peter, gli rivela: “spesso e volentieri mi sono sbattuto in cucina vostra figlia Meg.” in realtà sta riproponendo una versione edulcorata dell’originale “I had myself lots of nasty ass sex with Meg” (ovvero “sesso anale spinto con Meg”). – aggiunto da Evit.

    8×08 “Il senso del cane”

    • Lois prende in giro Brian chiedendogli “su quale canale andrà in onda la cerimonia” di assegnazione del premio che gli hanno conferito e Brian le risponde “Oh, ti hanno dato un premio per come hai lavato bene i piatti ieri sera?”. A questo punto Stewie rincara la dose dicendo a Lois “Ah! Non vali niente!”, ma nella versione italiana dice “Ah! Non la daranno in televisione!”.
    • “Ehi, Brian! Annusami il dito!” dice un membro del gruppo che premia Brian, e lui risponde “Lo sento già da qui” (I already can). In italiano dice “Ho già fatto pipì.”.
    • “Happy sun” (titolo di uno dei disegni di Stewie) è stato tradotto “Figlio felice”.
    • Quando Joe spiega a Brian che uccidere un cane non è un reato Peter, per prenderlo in giro, gli punta una pistola alla tempia e dice “Potrei farlo adesso e a nessuno importerebbe. Potrei farti saltare il cervello e farebbero una parata in mio onore!”, per poi aggiungere “Sto scherzando. Non importerebbe a nessuno.”. In italiano al posto di dire “farebbero una parata in mio onore” Peter dice “sarebbe tutto come prima” (e quindi non ha senso che subito dopo dica “sto scherzando, a nessuno importerebbe”).

    8×09 “Il pezzo grosso”

    • Nella gag originale Mano Ti-da-una-mano dice che suo fratello “Probabilmente non arriverà neanche alla fine della cena.”, mentre in italiano dice che “Tra cinque minuti si sarà già scordato tutto.”.
    • Parlando con il suo doppione-hippie allo specchio, Quagmire lo chiama “brutta controfigura” (?) mentre nell’originale “bum”, che può essere tradotto come “scroccone” o “vagabondo”. Una traduzione come “lurido hippie” non avrebbe avuto più senso?

    8×10 “Blackout temporaneo”

    • Peter spiega che il pollo gigante gli ha fatto tornare la memoria colpendolo in testa più volte (nella scenetta in questione un colpo in testa gli fa tornare la memoria ed il successivo glie la fa perdere di nuovo) ed aggiunge che “è stata una fortuna che avesse con sé un numero pari di oggetti”. Nella versione originale dice “un numero dispari” (probabilmente si tratta di una svista del doppiatore).

    8×10 “M come Malvagia Meg”

    • Meg dice che vuole andare in Cina e poi aggiunge “Anche lì fanno le corse della NASCAR.”, infelice traduzione dell’originale “Ho sentito che anche lì fanno le corse della NASCAR, adesso.”. Può sembrare una differenza da poco ma in italiano non si capisce proprio il nesso (già di per sé molto debole) tra la prima frase e la seconda.

    8×21 “Affettuosamente al bivio”

    • Quando Peter ringrazia Dio perché è convinto che farà una cosa a tre con Lois e una sua amica, sentiamo un jingle: “God: he knows what turn you on!” (“Dio: sa cosa ti eccita!”), che in italiano è stato tradotto: “Dio: sa cosa ti va!”. Potrebbe tuttavia trattarsi non di censura ma di un problema di metrica.
    • La citaziona a “I predatori dell’arca perduta” è sbagliata. Quando il dottor Hartman dice a Lois che la procedura di inserimento dell’embrione verrà eseguita da alcuni Hovitos armati di cerbottana, Lois protesta: “Non voglio che mi sparino delle cose nella vagina!” e il dottore risponde: “Potrebbe dirglielo lei… se sapesse parlare Hovitos”, che traduce correttamente la frase dell’arcinemico di Indiana Jones, Bolloq: “You could warn them… if only you spoke Hovitos!”. Quando venne adattato in italiano quel grande film, però, si optò per un più generico: “Lei potrebbe avvisarli… se sapesse parlare la loro lingua”.

    8×12 “Medium Extra Large”

    • La citazione di H. D. Thoreau è riportata in modo molto libero.
    • In una clip il signor Spock urla ai suoi compagni “Live long and suck it!”, espressione che fa il verso al saluto vulcaniano “Live long and prosper”, tradotto in italiano come “Lunga vita e prosperità”. La traduzione corretta, quindi, sarebbe dovuta essere “Lunga vita e ciucciatemelo”, non il “Vivete a lungo e ciucciatemelo” che sentiamo nella versione italiana.
    • Alla fine dell’episodio viene citato il famoso sketch dell’asiatico di nome “Who” di Gianni e Pinotto ma, dal momento che il nome dell’uomo non viene tradotto la gag non ha nessun senso (gli adattatori devono essersene accorti perché in un episodio della decima stagione viene citato lo stesso sketch, e in quel caso il nome “Who” viene tradotto “Chi”).

    livelongandsuckit 

    8×12 “Come Tootsie”

    • Nella clip in cui Gesù gioca a palla prigioniera il termine “jocks” è stato tradotto in maniera un po’ infelice come “campioni”. In realtà, considerato il senso della gag (che ironizza sul passo del Vangelo “beati i mansueti perché erediteranno la Terra”), avrebbe avuto più senso tradurlo come “bulli” o – meglio ancora – come “forti”.
    • Nella stessa gag quando i mansueti dicono a Gesù “Avevi detto che avremmo ereditato la Terra la sua risposta non è “Sì! Dopo che vi avremmo annientati!” ma “Sì! Dopo che l’avremo usata noi!”.
    • Nella versione originale Meg non si limita a dire che fa dei “giochetti erotici” col suo ragazzo ma accenna in modo preoccupante a degli “utensili elettrici”.

     9×02 “Brian repubblicano”

    • Quando Lois parla della visita di Rush Limbaugh a bassa voce per non farsi sentire da Brian, questi, dal piano di sopra, grida “Ho un udito molto sviluppato!” La battuta si basa ovviamente sul fatto che Brian è un cane e nella versione italiana se ne perde il senso, perché Brian dice semplicemente “Ho sentito!”.
    • Rush Limbaugh non dice a Brian che metterà “una salsiccia” tra le pagine del suo libro bensì “una fetta di mortadella” (“bologna sausage” nell’originale, difatti quella che si vede qualche scena dopo è chiaramente una fetta di mortadella e non una salsiccia). La battuta si basa sul fatto che un sistema per far prendere una medicina a un cane è avvolgerla in una fetta di mortadella.

    9×03 “Bentornato Carter”

    • Nella scena del pub, quando Carter ordina da bere a un nero di passaggio poi non dice “Sta già servendo a un altro tavolo?” ma “Appartiene già a qualcuno?”.

    9×04 “Halloween a Spooner Street”

    • Quando parla delle sue origini asiatiche Quagmire non dice “Ero un bel bambino e ora sono un adulto frivolo.” ma “Ero un bambino vispo, ora sono un adulto infelice.”.
    • Alla fine della puntata Brian nomina una serie di dolciumi storpiandone i nomi (per motivi di copyright). Peccato che l’unico dolciume della lista noto anche in Italia siano gli M&M’s, quindi la battuta è pressoché incomprensibile. Forse sarebbe stato meglio sostituire i dolci con qualcosa di conosciuto anche da noi.

    9×07 “In viaggio per il Polo Nord”

    • Il padre di Seth McFarlene, voce narrante dell’episodio, non chiede ai telespettatori se vogliono “comprare delle pentole” ma se vogliono “comprare dell’erba”.

    MacFarlaneDad

    9×10 “Quagmire e Meg”

    • “Prima regola del club di combattimento ebreo: se qualcuno dice ‘Ahi!’ ci si ferma.”. Dato che la citazione è chiaramente diretta al film Fight Club, la battuta sarebbe dovuta essere: “prima regola del Fight Club ebreo…”, se devi citare, è bene citare fino in fondo.

    9×17 “Affari esteri”

    • In una scena l’uomo che ha sedotto Bonnie le dice “Se io fossi stato una moffetta e tu una gattina che si aggira sempre in posti dove c’è della vernice fresca, e se una striscia di vernice fosse caduta lungo la tua schiena, avrei pensato che anche tu fossi una moffetta, ti avrei inseguito dappertutto e avrei cercato di rapirti. E sarebbe stato legale, perché siamo in Francia.”. La battuta si ispira al personaggio di Pepé la puzzola (“moffetta” è effettivamente una traduzione più corretta ma dal momento che il personaggio in italiano si chiama “la puzzola” avrebbe avuto più senso tradurlo come “puzzola”) e, nell’originale, il seduttore non dice affatto “avrei cercato di rapirti” bensì “avrei cercato di violentarti”. Non so se l’errore sia dovuto a censura o al falso amico “rape” (“violentare”, che qualcuno potrebbe tradurre erroneamente “rapire”). In entrambi i casi la battuta va a farsi benedire.
    • Nella stessa scena il seduttore dice “In Francia abbiamo un sacco di violenza. Mimo contro mimo.”. Infelice traduzione dell’originale “Abbiamo un sacco di violenza tra mimi.”.

    10×07 “Il ragazzo Amish”

    • Il nome italiano di Cobra Commander – citato in una scena – è Cobra Commander, non “Comandante Cobra”. Per una volta che sarebbe bastato lasciare il nome originale.
    • Meg non dice al ragazzo amish che “la musica che ascolta è quasi tutta così [come quella di Avril Lavigne]” ma che “ascolta la maggior parte della musica solo perché le dicono di farlo”.
    • In Italia ci saranno sì e no tre persone che sanno cosa sia un Hacky Sacks, ragion per cui avrebbe avuto più senso rendere questo termine in maniera diversa.

     10×08 “La grande avventura”

    • Alla fine dell’episodio Joe elenca diversi prodotti da fast food alterandone il nome per “motivi di copyright” (McDaniels, McFingers, Diet Conks…) e alla fine cita anche le patatine fritte, al che Quagmire, stizzito, urla “E dai! Almeno ‘patatine fritte’ si può dire!”. In italiano la stizza di Quagmire è fuori luogo, perché Joe chiama le patatine fritte con il loro nome, mentre in inglese le chiama “fresh fries” (in luogo di “french fries”).

     10×21 “Tea Peter Party”

    • Durante il suo comizio, Carter dice che il governo vuole dire ai cittadini quanti bambini possono avere (“how many children you can have”) e questo causa l’indignazione di Herbert (il pedofilo). In italiano “children” è stato tradotto come “figli” (invece di “bambini”) e il gioco di parole (“avere dei bambini” = “fare sesso con dei bambini”) si perde.

    11×02 “La famiglia Nielsen”

    • Quando suggerisce ai creativi della TV idee per dei programmi di successo, Peter dice loro di “cercare delle donne che litigano” e poi, ripensandoci, aggiunge “anzi cercate solo delle donne, finiranno per litigare”. Nella versione italiana chiede di cercare “delle donne che lottano”, il che non ha alcun senso.

     11×06 Crisi di mezza età

    • Quanta gente in Italia conosce la catena di ristoranti “Pinkberry”? Non sarebbe stato meglio far dire all’uomo della security “mi piacciono i dessert”?

    FamilyFuyPinkberry 

    11×09 “Avventure nello spazio”

    • Peter cita una serie TV chiamata “Reazioni collaterali”, in originale era “Breaking Bad”. -aggiunto da Fabio.

    Nota di Evit: sebbene, in Italia, la serie “Breaking bad” sia effettivamente intitolata “Breaking Bad – Reazioni collaterali”, far riferimento a questa serie solamente tramite il suo sottotitolo elimina l’immediatezza del dialogo originale. Che il committente Mediaset non volesse far pubblicità ad un prodotto (Breaking Bad) distribuito dalla Rai?

    11×15 “L’amico islamico”

    • Peter descrive orgogliosamente l’America come un paese libero dove “ognuno può scrivere la parola ‘their’ come preferisce”, ma in italiano il senso della battuta si perde, dal momento che viene tradotta alla lettera (“un paese dove ognuno può scrivere la parola ‘loro’ come preferisce”). Sarebbe stato meglio far dire a Peter una forma grammaticale più frequente tra gli errori in lingua italiana.

     12×01 “Chi cerca trova”

    • In una scena Peter, che soffre di alito cattivo, fa la “respirazione bocca a naso” a Meg. In italiano, però, questo termine è stato tradotto come “respirazione bocca a bocca” e la gag va a farsi benedire.

    12×02 “Mini Peter”

    • “Sorry!” è un gioco molto simile a quello che in italiano si chiama “Non t’arrabbiare!”. Nella scena in cui viene citato sarebbe stato meglio chiamarlo così per far capire a cosa ci si riferisce.

     12×03 “Un Quagmire per Quagmire”

    • Peter non dice a Quagmire che se comprerà un computer ultimo modello “sarà il primo del quartiere ad avere una modello T” ma che “sarà COME il tizio che ha avuto per primo una modello T nel proprio quartiere”. (Nota di Evit: riferito alla Ford T, la prima auto dai prezzi “abbordabili”)
    • Il termine “latine” sta per “latinoamericane”, e quindi avrebbe dovuto essere tradotto con “ispaniche”.

    12×09 “I problemi di Peter”

    • Durante la gag del bowling Peter non dice che nel bowling “non c’è fumo” ma che non si può fumare.
    • In una scena compare Droopy ma, mentre nella versione originale si sono sforzati di imitare il timbro molto cartonesco della sua voce, in quella italiana gli hanno dato ancora una volta una voce normalissima.

    FamilyGuyDroopy

    12×10 “Un lavoro da Grimm”

    • Peter non definisce la terza storia che legge a Stewie “‘Cenerentola’, di cui nessuno si ricorda” ma “‘Cenerentola’, di cui nessuno ricorda l’autore”.
    • Quando Stewie in versione sorellastra cattiva si rivolge a Lois in versione Cenerentola per chiederle se ha già finito di pulire, quest’ultima commenta “Non ci sono molti personaggi qui con cui dividere il lavoro.”. Questa battuta non ha nessun senso, mentre nell’originale Lois/Cenerentola dice “Non abbiamo molti personaggi femminili con cui lavorare.”, ovviamente riferendosi al fatto che una delle sorellastre è interpretata da Stewie.
    • Quando Cenerentola si prende il merito per l’abito che le hanno cucito, uno dei topolini non commenta “Mi preoccupa la sceneggiatura che le abbiamo dato.” ma “Sono preoccupato riguardo alla sceneggiatura che le abbiamo dato.”.

    12×13 “Il patto con Dio”

    • Una volta in Paradiso Joe non scopre che “i disabili sono discriminati anche lì” ma che “i disabili restano disabili anche lì”, e Dio gli dice che “resterà così per sempre”.
    • Dopo aver dato una mazzata al ginocchio di Cleveland per far ridere Belichick, Peter dice “E ora aspettiamo.”. Questo perché nell’originale, prima di picchiarlo, non diceva “ecco un’altra commistione tra comico e tragico” ma “un’altra formula per creare l’effetto comico è ‘tragedia più tempo’.”.

    12×14 “Il ricco ereditiero”

    • La parola “text” (ovvero SMS, o messaggino), per qualche oscura ragione, è stata lasciata in inglese.

     12×15 “Battute di seconda mano”

    • “Ma quale dipendenza?” dice Peter parlando del suo tabagismo “Mi faccio ogni due ore o giù di lì. Non sballo mai completamente.”. E Lois risponde: “È questo il significato di ‘dipendenza’.”. Beh, NON è questo il significato di “dipendenza”. Il significato di “dipendenza” è farsi ogni due ore o giù di lì ALTRIMENTI si sballa completamente, proprio come viene detto nella versione originale.
    • Quando Stewie dice a Chris che non potrà tenerlo chiuso nello zaino per sempre e Chris gli risponde “Perché no? Dimmi il nome di una sola persona che ti ama.”, originariamente Stewie non commenta “Wow! Questa risposta non ha assolutamente alcun senso!” bensì “Questa è una reazione sproporzionata!”. La risposta aveva senso, ma era un tantino esagerata.

    12×16 “Herpes, l’amore dolente”

    • Brian non dice “Non trovi anche tu che una cosa peggiore dell’herpes [complemento di paragone] è lo stigma?” ma “Non trovi anche tu che LA cosa peggiore dell’herpes [complemento di argomento] è lo stigma?”.

    (Nota di Evit: se avessero usato il congiuntivo sarebbe stato anche meglio: “non trovi anche tu che la cosa peggiore dell’herpes SIA lo stigma?“).

    • Durante la rissa alla fine della puntata, un cartello con su scritto “Pawtucket Patriot Beer” viene definito “simbolo patriottico di Pawtucket”. Che abbiano tentato di fare una battuta differente?

    12×17 “L’uomo più interessante del mondo”

    • Il titolo “An inconvenient tooth” viene tradotto come “Il dente scomodo”, viene così meno il riferimento al celebre documentario “Una scomoda verità” e si perde l’effetto parodia.

    FamilyGuyInconvenient

    12×19 “Meg puzza”

    • Quando Brian fa crollare la casa Peter dice a Lois che l’assicurazione non copre gli “acts of dog”, gioco di parole tra “acts of God” (forza maggiore/disastri naturali) e “atto di cane”. Il gioco di parole non è immediatamente traducibile in italiano, si è optato per una traduzione alla lettera (“l’assicurazione non copre gli atti dei cani”).

    (Nota di Evit: in questo caso non è stato possibile l’abusabile “gattastrofe”.)
     


    La fine?

  • TRAILER per il ritorno di Blade Runner al cinema – Uno sparo… nell'elio?

    blade runner space cinema
    In occasione del prossimo ritorno di Blade Runner al cinema (nella versione “Final Cut”), il 6 e il 7 del mese prossimo, la Warner ha caricato un trailer su YouTube.
    Qualche amico di questo blog dalle orecchie allenate ci ha invitato a guardarlo suggerendoci che forse ci fosse qualcosa di strano in questo trailer.
    Dopo attenta analisi, ho considerato alcuni fatti… ma per rendere più leggera la digestione della disquisizione che segue, suggerisco di immaginarla con la voce di Peppino Rinaldi che doppia Peter Sellers in “Uno Sparo Nel Buio”:

    “Fatti, Ercole. Fatti.”

    1. Questi ritorni al cinema avvengono in maniera quasi globale, quindi i trailer moderni sono sempre creati in massa, da montatori che lavorano per la casa di distribuzione (in questo caso la Warner).
    2. L’elemento video è sempre identico per tutti, cucito a tavolino, con le scritte che cambiano a seconda del paese. Fin qui niente di strano.
    3. L’elemento audio? Come accade spesso viene creata apposta una traccia musica/effetti e a questa vengono applicate le battute del film, in diverse lingue a seconda del paese di destinazione.
    4. Le battute ovviamente vanno montate nei punti giusti, in corrispondenza con quelle originali

    Ora, fatte queste considerazioni, ti aspetti che tutto fili liscio. Ecco invece cosa ho trovato quando sono andato ad ascoltare con attenzione il suddetto trailer:

    1. Le orecchie ci dicono, e i grafici d’onda sonora confermano, che il missaggio è stato eseguito in maniera SUINA! Ovvero pompando musica, voci e soprattutto SUPERMEGABASSI in stile dubstep. Ma su questo potremmo sorvolare perché tanto è un trailer, non riflette il missaggio del film.
    2. Cosa è successo alle voci? Anche chi non conosce il film, come il sottoscritto, noterà immediatamente che le voci degli attori sembrano passare attraverso una densa cortina di elio!

    Le voci sono accelerate!
    Come mai? Sappiamo che è soltanto un trailer e quindi non ci aspettiamo la stessa cura che si deve applicare al missaggio del film. Ma allo stesso tempo ci si chiede come, in che modo, si possa commettere un errore così balzano. Si potrebbe capire se avessero semplicemente preso la traccia audio del DVD ed usato quella, che essendo in formato PAL è già accelerata del 4% (per chi ne sa di musica, quasi tre quarti di tono più su).
    Ma la cosa è più strana, perché apparentemente (giudico soltanto dalla battuta finale del trailer, “io ne ho viste cose“) la traccia audio è stata accelerata del doppio! Come se avessero preso del materiale già in formato PAL e lo avessero accelerato nuovamente per PAL, ottenendo così un comico 8% rispetto alla pellicola originale. Quindi praticamente un tono e mezzo più alto del normale!
    Perché tutto questo?
    Siamo sempre sul piano delle supposizioni perché non sappiamo dove vengano eseguiti questi missaggi né chi li esegua. Immaginiamo comunque che siano cose fatte in fretta e furia e senza interesse, come d’altronde è inevitabile che sia, in ciò che è diventato ormai questo business devastante che è il “prodotto audiovisivo”. C’era probabilmente l’interesse a riallineare la battuta, perché era chiaro che non rientrava per intero nei pochi secondi prima del cartello finale del trailer (manca infatti una pausa tra “io ne ho” e “viste cose”, certamente tagliata proprio per quel motivo).
    In conclusione, visto che la “Final Cut” di Blade Runner è già uscita in Bluray, e nessuno si è lamentato perché gli attori avevano voci da scoiattolo, è facilmente intuibile che questo scempio lo troverete soltanto in questo indecente trailer montato alla buona, e che al cinema non ci saranno sorprese.
    Nel frattempo, prendiamo l’audio di questo trailer come uno dei tanti esempi di un semplice, ma importante concetto: l’espressione “professionista pagato” non significa quello che pensate!
    Forse non significa proprio un beneamato accidente.
     

    “Attento, salame! M’hai rotto la stecca, non ho più niente per indicare!”

  • AVGN The Movie – La recensione italiana che non vi scriverà nessun altro

    Uscendo fuori dai canoni di questo blog, vi propongo una mia recensione del film Angry Video Game Nerd: The Movie, scritta “a caldo” il 4 settembre 2014 e mai pubblicata fino ad ora per motivi non ben precisati. Lo rilascio adesso che non frega più a nessuno, così da tener fede al motto di questo sito: “un blog per pochi“.
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    Uno degli youtuber più celebri al mondo è James Rolfe. Con il suo personaggio, l’Angry Video Game Nerd (o “AVGN”, un “nerd” che recensisce i peggiori videogame del passato) cambiò nel giro di pochi anni l’idea stessa di YouTube. Se adesso vedete tanti regazzini recensire videogiochi è colpa sua grazie a lui. Per brevità, mi riferirò al suo persoanggio chiamandolo “il Nerd”, come si usa fare tra i suoi fan.
    La recente uscita del film “AVGN: The Movie” ha attirato molta attenzione da parte di persone che come me lo seguono dagli inizi (2006-7). Si tratta di un vero e proprio lungometraggio, realizzato grazie alle donazioni dei fan e tanti anni di lavoro, che porta in scena il suo personaggio facendolo uscire dal familiare scantinato dove solitamente recensisce giochi merdosi del passato.
    Personalmente mi aspettavo il peggio del peggio, del resto tanti anni e tanta attesa non potevano che produrre anche tante aspettative e così ho voluto evitare la trappola del fan e per tanto tempo ho persino ignorato anche la sola esistenza di questo film di prossima uscita, evitando accuratamente tutte le interviste in merito, le reazioni e le recensioni, finché finalmente non si è reso disponibile come download digitale.
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    Quali aspettative?
    Siamo difronte ad un film indipendente derivativo di una popolare serie nata su YouTube e parzialmente finanziato dai fan… sappiamo dunque che non ci sarà Spielberg dietro la macchina da presa. Eppure, con tutte le mani avanti che potevo metterci lo considero comunque come un bel flop. 10+ per l’impegno, 4- per il risultato finale, ad essere generosi.
    Il primo problema è che il film ha una durata di quasi due ore (due ore!), a metà subentra già la noia e il terzo atto è completamente confusionario, a tratti insensato. Ma non mi riferisco alla presenza di mostri e di alieni, parlo della sceneggiatura e del montaggio.
    Come fan della serie e con tutte le mani avanti che si possono mettere, non andrò certamente a lamentarmi degli effetti speciali, dei modellini, delle ambientazioni e cose del genere (come hanno fatto molti sprovveduti sul web), anzi, quelli sono elementi persino deliziosi se consideriamo che si tratta di un prodotto “fatto in casa”… ma sulla sceneggiatura e sui personaggi, come spettatore, non posso transigere.
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    L’ispirazione, come dichiarato dall’autore e protagonista James Rolfe, è stata in parte il film “Fusi di Testa”, un lungometraggio creato da Mike Myers (futuro Austin Powers) a partire da una serie di brevi sketch comici. “Fusi di testa” (Wayne’s World, 1992) negli Stati Uniti fu un successone e ne fecero anche un seguito a sua volta niente male. Ciò che lo fece diventare un successo fu una buona sceneggiatura, una trama.
    La sceneggiatura è proprio ciò che non funziona in questo film di James Rolfe! Il ritmo è irregolare, gran parte delle battute e delle gag semplicemente non funzionano, si ha l’impressione che James si sia lanciato in un’impresa più grande di lui, gettandoci dentro tutte le idee che aveva in mente nel caso che in futuro potesse non riuscire a sfruttarle in altri suoi film, tutto ciò a svantaggio del film in questione però! Non c’era bisogno di andare a scomodare universi paralleli, mostri-divinità giganti, improbabili voli in jet; sarebbe bastata una storia più semplice, un’avventura on-the-road, anche con qualche eccesso (perché è comunque un film dell’Angry Video Game Nerd, quello che cacava diarrea in testa a Bugs Bunny) ma senza arrivare ad apici troppo alti per un film indipendente e in ogni caso non in tale abbondanza a detrimento di tutto il resto.

    Un momento celebre della serie

    I momenti dell’eccesso presenti nella serie


    Se nei suoi episodi su YouTube abbiamo una “trama” incentrata sulla recensione di un videogioco, con sporadici effetti speciali ad esasperare solamente il finale (cartucce Nintendo gettate per terra che esplodono e cose del genere), tutte scene che comunque si suppone avvengano soltanto nell’immaginazione del “Nerd”, nel film in questione sembra che la bilancia sia inclinata dall’altra parte, verso un eccesso di effetti speciali che mostrano situazioni esagerate (e che avvengono nel mondo reale, non nella sua immaginazione) a discapito di scene più “normali”, di dialoghi, di una qualsiasi costruzione dei personaggi… per Dio, sul finale due compagni di avventure si baciano pur non avendo mai avuto alcuna interazione durante tutto il film!
    Va bene, andiamo nei dettagli su cosa non funziona… Ci saranno spoiler, tanti!
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    Un noioso compagno di avventure
    Nel film, il nerd ha un compagno di avventure, un ragazzo di colore che dimostra 16 anni (nonostante all’anagrafe ne abbia 24), che parla con la zeppola in bocca, che non azzecca mai una battuta divertente e che in generale non è stato scritto come si deve (non è colpa dall’attore). Il fatto che sia di colore, inoltre, mi sembra più una strategia studiata a tavolino per non dare ai fan afroamericani la sensazione di un film fatto da “bianchi” per altri “bianchi” (questa è una preoccupazione piuttosto comune negli Stati Uniti ma molte volte scade in forzature). Credo che avrebbe aiutato se il personaggio fosse stato almeno più estroverso, esagerato, fuori luogo e più spesso inappropriato, ciò che in inglese si dice “over-the-top”. Invece è un personaggio noioso, ingenuo, lamentoso e privo di qualsivoglia “alchimia” con il personaggio principale, il “Nerd”. Persino un personaggio stereotipato sarebbe stato migliore a questo punto.
    L’idea che il “Nerd” abbia un compagno è del tutto nuova (nella serie le recensioni sono sempre solitarie e il suo amico Mike Matei compare soltanto quando Rolfe non interpreta il “nerd”, oppure compare come personaggio in costume) e se viene aggiunto un nuovo personaggio da affiancare al celebre “Nerd” questo deve funzionare. Questo compagno semplicemente non funziona.
    Quando dicevo che “non è stato scritto come si deve”, infatti, mi riferisco a cose tipo:

    •  all’inizio del film mostra interesse verso le ragazze, imbarazzando persino il “Nerd” con l’emulazione di un atto sessuale al tavolino di un bar (e questa sarà la prima e ultima volta che questo personaggio vi farà ridere). Il “Nerd” allora gli impartisce la regola d’oro “nerds before birds” (“i nerd prima delle ragazze” a voi il divertimento di trovare una traduzione in rima) e da quel momento il personaggio non parlerà più di ragazze né mostrerà alcun interesse verso di esse, vanificando ciò che sembrava un buon inizio per delineare la personalità del compagno di avventure.
    • Durante l’intero film c’è una gag ricorrente della madre super protettiva che lo chiama in continuazione, tale gag si risolve in niente, una telefonata finale in cui lui risponde “sono stato su una astronave aliena e ho salvato l’universo” e la madre: “ok!”. [trombone triste]
    • Tutte le sue battute sono da trombone triste ed è un peccato che un personaggio così importante sia stato scritto così superficialmente. Volevo farmelo piacere ma non c’è stato proprio verso.

    Sbagliare anche i personaggi più semplici
    Nella trama, il “Nerd” viene convinto/forzato a partire alla ricerca di una fantomatica discarica nel deserto dove si vocifera siano stati seppelliti centinaia di migliaia di cartucce dell’invenduto E.T. della Atari, un gioco notoriamente fallimentare. A tirare i fili di questa operazione è il presidente di una società di videogiochi che ha in mente di sfruttare la fama del “Nerd” e della sua impresa epica per aiutare le vendite di un nuovo gioco: “E.T. 2”. Al fine di assicurarsi che il piano funzioni viene inviata una dipendente della ditta, travestita da nerd, la quale fornisce il furgone e tutto il necessario per intraprendere un viaggio verso il Nuovo Mexico alla ricerca di questa fantomatica discarica piena di cartucce di E.T..
    L’arco narrativo, o evoluzione, del personaggio della “nerd femmina infiltrata” è tra i più intuitivi che esistano, eppure è quello riuscito peggio di tutti. Lei dovrebbe essere la cattiva “infiltrata” che durante l’avventura si innamora del protagonista e si unisce alla causa “buoni”. Non è chiaro durante l’intero film quando e soprattutto cosa le faccia cambiare idea e decidere di aiutare i protagonisti invece che sfruttarli, non c’è alcuna scena “formativa”. Inoltre sul finale ci scappa anche il bacio di cui vi avevo anticipato prima, tra lei e l’aiutante del Nerd, senza che questi due abbiano mai avuto una vera interazione durante tutto il film. Al contrario, l’evoluzione della trama ci aveva fatto credere che, se fosse potuta sbocciare una situazione romantica, questa sarebbe avvenuta tra lei ed il protagonista con il quale avevano legato sfidandosi ad un vecchio videogioco. La relazione tra il compagno del “Nerd” e l’infiltrata redenta non è impostata in nessun punto del film e per questo il bacio finale è assolutamente fuori luogo, inatteso ed esageratamente cliché.
    Funzionava sulla carta… non ha funzionato su schermo
    Non tutte le idee che sulla carta funzionano, risultano poi funzionare anche su schermo. In fase di montaggio si deve saper decidere cosa tagliare, cosa tenere, anche a costo di tagliare una scena che è stata molto costosa e faticosa da realizzare, a vantaggio del prodotto finale. Nei film amatoriali si tende a tenere tutto il materiale girato perché ci si affeziona al proprio lavoro, per questo ci si dovrebbe sempre affidare a professionisti non coinvolti.
    L’esempio di ciò sta nell’evoluzione della sottotrama in cui la ragazza viene rapita, i protagonisti se ne fregano perché impegnati in altri compiti (e perché comunque non la conoscono affatto) e lei rimane, per quello che sembra la durata di un’intera giornata, legata e sorvegliata, senza alcuna ragione, in cima alla torre Eiffel di Las Vegas… tutto ciò perché “sulla carta” la trama avrebbe fatto riunire tutti i personaggi e tutte le loro sottotrame proprio lì.
    Non sto neanche ad andare nei dettagli del combattimento tra lei ed un’altra donna, la cui coreografia lascia proprio il tempo che trova e se ne trova di molto migliori in qualsiasi episodio della serie AVGN girato nello scantinato di James Rolfe. Il problema è che non ha neanche senso che le due combattano, tutto sembra forzato, solo perché sulla carta probabilmente era sembrata una buona trovata.
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    Il personaggio del Nerd
    Se molti fan si sono lamentati di come le capacità recitative di James Rolfe siano state forse seppellite dallo stress di produrre un lungometraggio, dovendosi occupare anche di tutte le magagne ad esso legate, io mi lamento di ben altro, ovvero del fatto che il Nerd stesso sembra una comparsa nel suo stesso film, non il protagonista centrale! Spesso trattato marginalmente, soffocato da una miriade di personaggi inutili.
    Inoltre, come molti altri fan della serie YouTube, anche io avevo determinate aspettative riguardo ai vari aspetti della vita quotidiana di questo personaggio immaginario (nella serie lo vediamo soltanto nel suo scantinato); mi aspettavo ad esempio che il Nerd lavorasse in un negozio dove si vendono vecchi videogiochi, console e computer… non in una scintillante filiale della catena GameStop! Lui è un “nerd” per la miseria, che diavolo ci fa in un posto simile? È come averlo messo a lavorare al McDonald. Il “Nerd” (per ammissione dello stesso Rolfe) vive in un mondo tutto suo in cui ignora addirittura l’esistenza di videogiochi moderni, come fa questo ad aver senso in una trama nella quale lui lavora in un negozio dove si vendono soltanto videogiochi moderni? Sono i paradossi di sceneggiature rivedute e corrette continuativamente per oltre 6 anni.
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    Conclusione (le cose buone)
    Le cose buone, per le quali comunque non vale la pena spendere soldi per vedersi questo lungometraggio, sono le musiche, spesso reminiscenti degli anni ’80 e veramente azzeccate; l’alieno, il quale, pur essendo un pupazzo pressoché inanimato, ha se non altro il carisma della voce (in originale lo doppia un dei “voice actors” delle Tartarughe Ninja) e il suo aspetto, reminiscente di Slimer di Ghostbusters, non può non strappare un sorriso di simpatia. Infine, la porzione “normale” del film, prima dell’escalation fantascientifica-fantastica, è decisamente l’unica frazione del film decente che fornisce un’idea di ciò che sarebbe potuto essere un buon film del Nerd ma che, ahimè, non è stato.
    Se non altro James si sarà tolto qualche soddisfazione, e per questo siamo tutti contenti per lui.

  • VHS INFERNO: Ritorno al Futuro – Parte II

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    Dopo la rubrica “Disc Inferno” forse è il caso di conteplare anche una “VHS Inferno” visto che, con il mio collaboratore Leo, ci imbattiamo sempre più spesso in atroci edizioni VHS fatte a risparmio e con i piedi, dove scompaiono le localizzazioni (ovvero quelle scritte che al cinema apparivano in lingua italiana al posto di quelle in inglese), dove talvolta scompaiono i sottotitoli e dove tutto questo succede a Ritorno al Futuro – Parte II
    Spilucchiamolo in tutta la sua atrocità:
    Sono scomparsi tutti i titoli in lingua italiana che erano presenti nel “master” italiano di questa pellicola, quindi “Ritorno al futuro” diventa “Back to the future” ed tutto è sottotitolato elettronicamente.
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    La sottotitolazione, come avevamo già visto in passato, fa schifo! Con quel leader della banda che dice “ero incastrato” invece di “sono stato incastrato”.
    Inoltre potrete notare che mancano anche i due punti tra “banda” ed “Ero”, hanno lasciato lo spazio ma quando la fabbrica di videocassette attende per far partire la produzione alle 4 del mattino non c’è neanche un secondo da perdere!
    (nota: questa versione passa spesso anche su Italia 1)
    NcFly
    I sottotitoli cambiano di colore a seconda della scena e sono pieni di refusi. In questo caso abbiamo un “NcFly” al posto di McFly. Stavano dattilografando con i piedi per scommessa?
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    Oltre che atroci, i sottotitoli non si curano neanche della parte audio del film doppiato che in quella scena ripete: “lei è licenziato” (e non “sei licenziato“).
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    Questi sottotitoli spostati troppo in basso e tagliati… ah, che fastidio!
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    Un po’ più vicino al bordo no? Ahhh, che fastidio!!! Poi il numero romano III si legge “parte terza” e non “parte 3“; O dite “Ritorno al futuro 3” oppure “Ritorno al futuro – parte III”, del resto nei titoli all’inizio del film era sottotitolato proprio come “Ritorno al futuro 2”, neanche un minimo di coerenza! Ma che, sul finale di un lavoro di sottotitolatura da 5 minuti ci hanno lavorato dieci persone diverse?
    Mi fanno notare, inoltre, che hanno scritto FUTORO al posto di FUTURO. Cani!!!
    L’assoluta inconsistenza dei colori e dei caratteri di stampa è ancora più fastidiosa della decentratura sui sottotitoli finali, ma non peggio degli errori di traduzione, qualcuno si era proprio “incastrato” in quelli.
    Se ci aggiungiamo poi errori di battitura completiamo il quadro di una caramellosa, merdosa, versione VHS dove quasi ogni singola scena sottotitolata è venuta male, credo che questo meriti un qualche tipo di premio.
    Buonianulla, fannulloni!
     
    Intanto alla Universal, negli USA, dove producono i sottotitoli per le versioni straniere…
    infinite monkey theorem simpsons

  • Giornalismo informaticcio – L'inglese farlocco e le brutte traduzioni dei giornalisti italiani

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    CLASSIFICATO


    Tante delle recenti piaghe della lingua italiana sono sbocciate dal giornalismo informatico, un’area dove spesso vengono pubblicate informazioni scopiazzate da articoli esteri tradotti alla meno peggio. Giornalisti professionali e amatoriali già da oltre 5 anni ci ammorbano con parolacce tipo “più PERFORMANTE“, un abominio nato in ambiente milanese che vorrebbe significare “che da una maggiore performance” ed usato al posto di “prestante”, “con migliori prestazioni” o “prestazionale”.
    Ci sono anche buone notizie: per fortuna è andata a scomparire la parola RUMORI come traduzione di “RUMORS” ma, ahinoi, adesso molti giornalisti utilizzano direttamente la parola “rumors” come se appartenesse al vocabolario italiano (esempio a caso qui).
    Rimane in voga la detestabile ACCAVENTIQUATTRO (H24) al posto del vecchio caro “24 ore su 24” (o “giorno e notte”), perché H-24 fa più figo, vuoi mettere? Inutile dire che se la sono inventata i politici italiani pochi anni fa e non deriva dall’inglese nonostante quella ridicola acca voglia farvelo credere.
    Un applausone questa settimana va invece a colui che in data 12 settembre 2014 ha avuto l’ardire di usare la parola “CLASSIFICATO” come traduzione di “CLASSIFIED” (=segreto/riservato/confidenziale):

    Le udienze del FISC non sono pubbliche e i documenti sono di norma classificati. La documentazione delle vicende legate a Yahoo per il 2007-2008 è rimasta classificata fino al 2013, motivo per il quale Yahoo ha deciso di condividerla con il pubblico.

    Mi domando quale documento in particolare sia arrivato primo in classifica. C’è stata una premiazione in un ufficio governativo? Hanno stappato lo spumante per l’occasione? Esiste una medaglia di bronzo per le scartoffie che si classificano terze?
    Questa per me vince il “Premio Catarella per la peggior conoscenza dell’italiano nel giornalismo sul web” o in alternativa il “Premio Festini Selvaggi per il peggiore abuso di Google Translate in un articolo sul web“, scegliete voi. In ogni caso date una medaglia a quell’articolo!

    Pulitzer

  • Come si dice "gentrified" in politica?


    Un esilarante intervento di Renzi in “lingua inglese” ha cominciato a circolare in rete, mostrandoci i momenti migliori. Vi riporto la trascrizione delle sue parole come le percepirebbe un madrelingua:

    My mother who cry in s… in the TV when… sheesh…. she feeling with d-d-d-d… she falt d-d-d-the Bèrlin walls destroyed by the people.
    Because the idea without marketing the commercial feeli-mmm-stractuar d-d-d-the result are not good. But four country this is alls the rappresentation of possibility.
    He was a walken, so he invented d-d-d-the telephone to speaking about… in the theatre. A genius!
    He wasn’t Abel to use the copyright, lessens… -come si dice “brevetto”? License!- …license in 80…(?)
    Adesso, come spesso accade in questi momenti, tocca al polit-now is the time to eat to the lunch, and th-for Italian politician is absolutely crucial today. Now is the TIME of lunch!

    *applauso dei presenti*

    E ora, come in una rassegna cinematografica alla Fantozzi, elogiamo i pezzi migliori immaginandoci tali elogi nelle voci di Filini e Calboni:

    La madre che piange nella televisione!
    Abele senza il brevetto!
    I quattro paesi!
    L’ora di mangiare il pranzo!
    La povera madre che piange nella televisione!
    Shish!
    “Un genio!”
    L’occhio della madre, ma soprattutto Abele senza brevetto!!!
    Non si potrebbe rivedere un’altra volta?

    Renzi2
    PS: “brevetto” si dice “patent”.

  • Io? …(non) doppio! [Lo spettacolo tutto particolare di Paolo Ruffini]

    Ruffini non doppia
    Sarò io ad essere un po’ naïf e talvolta impulsivo ma quando compro i biglietti per uno spettacolo chiamato “Io? Doppio!” di Paolo Ruffini (per altro già stranoto su YouTube per spezzoni di film ridoppiati comicamente in dialetto livornese) potrò verosimilmente aspettarmi che ci sia in questo spettacolo un qualche doppiaggio?

    Le aspettative
    Da quello che avevo visto per tanti anni su YouTube mi sono immaginato uno spettacolo in cui Ruffini, insieme ad un’altra spalla comica, avrebbe intrattenuto il pubblico del teatro Verdi della mia città proiettando spezzoni di film vari per poi ridoppiarli in diretta con le stranote interpretazioni comiche dialettali. Sapevo che durante lo spettacolo Ruffini chiama anche gente sul palco per prenderli un po’ in giro ma pensavo si trattasse di una porzione minima dello show.
    La dura realtà
    Per farla molto breve, in uno spettacolo di due ore ci saranno stati al massimo 5 minuti (non esagero) di clip video doppiate e il 90% di esse erano le stesse identiche che trovate (gratis) su YouTube; non erano neanche reinterpretati in diretta, no no erano letteralmente gli stessi video che trovate su YouTube proiettati su telo bianco… Allora per cosa pagate 25-45 euro a biglietto? Ma è semplice! Per un intrattenimento da villaggio vacanze e, nel caso di alcuni “fortunati” spettatori chiamati sul palco, per diventare vittime di sfottò atroci. Nel caso di coppie sposate potreste anche rischiare un divorzio al gioco del confronto delle risposte, come probabilmente è accaduto ad un marito che alla domanda “dove l’avete fatto la prima volta” ha risposto con la descrizione della prima volta insieme ad un’altra e la moglie (curiosamente rassomigliante alla seconda Pina di Fantozzi) non l’ha presa molto  bene. Una scena un po’ pietosa permettetemi di dirlo.
    Inoltre ciascun “gioco” era spezzato da innumerevoli stacchi musicali tanto per allungare il brodo altrimenti il tutto sarebbe durato 30 minuti scarsi.
    Evidentemente però ero l’unico ad aspettarsi qualcosa di molto diverso. Il resto del pubblico, che spaziava dall’adolescente all’ottuagenario e molti dei quali venivano anche da località remote per potersi “godere” l’annuale appuntamento “comico”, erano lì che se la ridevano delle miserie altrui. “Il disgraziometro” di Paolo Villaggio era molto più umano. Ruffini infatti chiama sul palco facili vittime come adolescenti di sesso maschile ai quali ricorderà continuamente quanto siano dei verginelli senza alcuna speranza (ma va? Chiami sul palco dei dodicenni, che sorpresa!), donne di mezza età molto in carne definite poi “belle cavalle” (anzi “havalle”) e altri poveri disgraziati selezionati in un pubblico di benevoli carnefici, di solito in base alla loro bruttezza o goffaggine oppure semplicemente per la loro veneranda età nel caso del gioco delle coppie. A detta di Ruffini, ciò che propone nel suo spettacolo sono dei giochi che non gli permettono di fare in televisione… ma secondo me a programmi del calibro di Ciao Darwin sono ben disposti ad acquistare il tuo format.
    Scusa Paolo Ruffini se nel tuo “Io? Doppio” ho scioccamente creduto che avresti doppiato qualcosa dal vivo! Come già detto, e forse la cosa per me più grave è che neanche quei risicatissimi 5 minuti di spezzoni, per altro già stranoti, erano doppiati in diretta… Erano difatti proprio gli stessi filmati di YouTube riproiettati al pubblico pagante. Non riesco proprio a capacitarmene.
    Deludente è dir poco per questo spettacolino triste dal titolo ingannevole. La parola “truffa” si avvicina di più ad una definizione esatta. Si chiamasse “il Paolo Ruffini Show” lo capirei, ma con il titolo “io? doppio!” e poi non doppia un cazzo… ditemi voi se non è pubblicità ingannevole.
    Mai più
  • Censure inutili nei Griffin

    Nell’episodio “Provaci ancora Brian (Play it again, Brian. Stagione 6, episodio 10) Chris finalmente ha una tardiva intuizione sul suo anziano vicino di casa:
    Sei un pazzoide?
    Doppiato: Sei un pazzoide per caso?
    In italiano non fa ridere. In inglese la battuta ruota intorno al fatto che Chris abbia sempre ignorato completamente le manìe del vecchio anche quando queste erano palesi a tutti… per poi arrivare alla conclusione “ma tu sei un pedofilo?”.
    Come abbracciare un peluche
    Sul finale dello stesso episodio Brian, il cane, chiede se Lois avesse mai pensato a come sarebbe stata la parte erotica di una relazione con lui, Lois risponde:
    Originale: well, a lot of times when Peter and I are having sex, I feel suffocated. But with you, I imagine it would be like doing it with a stuffed animal.
    (
    ovvero: beh tante volte quando io e Peter facciamo sesso mi sento soffocare. Con te immagino sarebbe come farlo con un peluche)
    Doppiato: tante volte quando Peter e io stiamo insieme mi sento un tantino soffocare, ma con te… beh immagino sarebbe un po’ come abbracciare un peluche.
    Un episodio adattato molto infelicemente dove vengono meno parecchie battute.
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    Nell’episodio “Top Model” (Model Misbehaviour. Stagione 4, episodio 10)
    Freakin' nazis!
    Originale: You guys are Nazis! You’re freaking Nazis!
    (ovvero: Siete dei nazisti! Siete dei dannati nazisti!)

    Doppiato: Siete un branco di terribili dittatori!
    Non capisco che tipo di censure operi la Mediaset, capisco che quelle sulla pedofilia siano storicamente proibite nel doppiaggio italiano in generale, ma cambiare “nazisti” in “terribili dittatori” lascia molteplici dubbi. Un adattamento italiano sarebbe certamente potuto essere “fascisti” al posto di “nazisti” ma da quando i fascisti sono anche in parlamento e possono fare quanta apologia gli pare a loro senza conseguenze giudiziarie ho paura che alla Mediaset non vogliano sbilanciarsi e offendere nessuno. La censura qui mi sembra più politica che altro, altrimenti non si comprende l’alterazione. Lo spettatore non può associare la parola “fascisti” a qualcosa di negativo? Perché uno dovrebbe chiamare gli infermieri dei “terribili dittatori”? La battuta ha senso? Nessuno direbbe mai una cosa simile e infatti non fa ridere in italiano.
    La censura relativa al sesso (e all’uso di droghe) nei Griffin è non solo ingiustificata, dato che la serie è rivolta ad un pubblico adulto, ma sciupa anche molti momenti comici che purtroppo non ritroverete doppiati correttamente nei DVD, quindi a causa di alcune scelte commerciali del momento (ovvero cercare di spacciare i Griffin come un’alternativa dei Simpson) si rovinano PER SEMPRE molte battute della serie. Complimentoni!
    Un conto è tagliare dei pezzi per poter trasmettere questo cartone di pomeriggio (questi pezzi potranno poi essere reperiti in DVD, quindi poco male)… un altro paio di maniche è invece l’applicare censure ai dialoghi che così ce li dovremo tenere per decenni a venire.
    Se vi ho incuriositi sull’argomento, potete trovare una lista (incompleta) di scene tagliate e battute censurate dai Griffin in questo sito.
    "Terribili dittatori" a Predappio

  • TITOLI ITALIOTI (29^ PUNTATA) – La trilogia della porta… senza porte


    Di recente il canale televisivo IRIS ha trasmesso il film “Il Treno” (1989). Un film dal sapore europeo (difatti una co-produzione Italia-Jugoslavia-USA) e così strampalato che me lo sono visto fino in fondo (andando poi a letto dopo le 2 di notte) soltanto per la curiosità di vedere come poteva mai andare a finire. Un gruppo di giovini in visita nei balcani si ritrovano bloccati all’interno di un inarrestabile treno a vapore posseduto. E’ il diavolo che ci ha messo la coda e vuole possedere la solita vergine per generare l’anticristo… per fare ciò intraprende il piano diabolico più complicato del mondo, ovvero la trasporta coattamente via treno fino ad un cimitero in una palude dove una setta satanica è pronta ad eseguire il rituale ad hoc.
    Se la trama di primo acchito può sembrare interessante non vi illudete, il film è una palla tremenda ed è montato in modo artisticheggiante in cui il 60% delle riprese mostrano il treno a vapore in viaggio sui binari e, nel mezzo di tutto ciò, vengono gettate lì lì un paio di scene “gore” proprie dell’horror all’italiana e probabilmente le uniche che il budget risicato potesse permettere (giusto per garantirgli lo status di “film horror”), il resto dei soldi saranno stati spesi per l’affitto del treno a vapore e per l’acquisto di qualche modellino. Gli attori secondo me erano stagisti non retribuiti, molte comparse invece erano contadini raccattati dalle campagne serbe circostanti.
    Durante il film vi erano anche delle scene in serbo che non sono state sottotitolate per la trasmissione televisiva (proprio come successe per Quel Maledetto Treno Blindato) ma il senso si capiva lo stesso: due o tre persone in una sala di controllo con decine di monitor senza segnale video rappresentavano “il governo” che cerca di fermare il treno a tutti i costi. Prima ordinano di togliere i binari per farlo deragliare ma il treno posseduto se ne fotte di simili trucchi e procede nella sua corsa non curante. Allora dalla sala comando viene ordinato di far intervenire l’esercito che si presenta con due camion merci e un’autocisterna (evidentemente il budget non ha consentito l’affitto di camion che rassomigliassero quelli dell’esercito, manco una mimetica, niente) e la loro unica idea geniale è quella di piazzare i suddetti camion sul tracciato del treno… si sorprenderanno nel vederli esplodere senza tuttavia aver fermato il treno. Chissà che cosa si aspettavano. L’autista certo sembrava sorpreso nel realizzare all’ultimo momento che il suo gesto avrebbe avuto delle conseguenze.
    In fine c’è il sacrificio di un civile, la salvezza viene dalla classe operaia come nei più bei film socialisti: un vecchio macchinista è vittima un faccia a faccia [CORREZIONE: a quanto pare non è andata proprio così, la prima visione era molto distratta] tra la sua locomotiva diesel e lo sferragliante malefico treno a vapore così mettendo fine (mi pare) alla corsa ferroviaria più improbabile del mondo. Non poteva scendere e lasciare che la sua locomotiva procedesse da sola? No, nei paesi socialisti tutti devono rendersi utili!
    Da quel momento la trama compie un salto pindarico che ci porta in un cimitero pieno di cliché, nebbia e streghe slave. Il diavolo avrà quello che desidera?
    Detto questo, credo che me lo rivedrò appena possibile perché mi voglio proprio male.
    Se mi sono messo a raccontare tutto ciò è solo per condividere con voi alcune impressioni su tale oscuro film e anche per parlare del titolo. Difatti dato che il titolo mi sembrava troppo strano per essere vero sono andato a farmi la mia ricerchina e ho scoperto che il suo titolo originale è in realtà “Beyond the Door III” e che “Il Treno” è il titolo che invece passa in TV. Mi domando quindi a quale porta si riferisca visto che nel film c’è solo un treno come protagonista indiscusso, quindi mi cerco gli altri titoli della serie scoprendo che:
    Beyond the Door –> Chi Sei? (anche noto come “La cosa è tra noi“)
    Beyond the Door II –> Schock (ma con un titolo provvisorio di “Al 33 di Via Orologio fa sempre freddo“)
    Beyond the Door III –> Il Treno
    Tenete conto che si tratta di tutti film praticamente italiani con cast e fondi internazionali, quindi in realtà reputo i titoli italiani come “veri titoli” e i loro corrispettivi in inglese come “titoli anglioti” (al posto del solito “italioti”).
    E’ ovvio che si tratta di uno dei tantissimi casi in cui a film horror diversi viene affibbiato un nome comune facendo finta che si tratti di una serie. In questo caso i titoli italiani sono molto più sensati del loro corrispettivo internazionale. Ancora più sensati sono quelli del Regno Unito dove “Il Treno” è intitolato più appropriatamente “Death Train” e “Chi sei?” come “The Devil Within Her”.
    Non perdetevi le recensioni dei lettori pubblicate sul sito del Davinotti… alcune sono delle perle.