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  • Titoli solo apparentemente italioti

    Leggo spesso di gente che si lamenta di “titoli italioti” senza tuttavia conoscere l’inglese:
    Il titolo che mi viene subito in mente è Death becomes her, tradotto in Italia come La morte ti fa bella, un titolo soltanto apparentemente italiota. Difatti il verbo “to become” al transitivo è usato per dire “ti dona”, “ti sta bene” o “ti si addice”. Vi faccio un esempio: “quell’abito le dona” = “that dress becomes her”. Geniale tra l’altro la trovata di tradurre il “to become” come “ti fa bella” (invece che “ti dona”) visto che nel film la bellezza eterna era l’ossessione delle protagoniste.
    Quindi basta elencare La morte ti fa bella come esempio di titolo italiota perché l’unica cosa di cui è esempio è quello di una scarsa conoscenza dell’inglese. Eppure compare spesso in liste improvvisate di titoli di cui gli italiani si lamentano pensando che sia uno dei tanti pessimi esempi.
    Questo film è anche un ottimo esempio da usare contro gli accaniti sostenitori dell’idea che i titoli dovrebbero lasciarli interamente in lingua originale, infatti dimostra perfettamente come moltissimi italiani avrebbero subito pensato a traduzioni errate come “la morte diventa lei“(?) o peggio.
    Del resto non sempre l’inglese è facile come appare a molti. Mi riferisco specialmente ai giornalisti che si improvvisano traduttori, come quelli che per primi tradussero sciaguratamente “wild parties” (dai file Wikileaks su Berlusconi) come “festini selvaggi”.
    Ma si sono mai fermati a riflettere sul fatto che la definizione di “wild parties” origina dall’impossibilità degli americani di tradurre con una sola parola il termine italiano di “festini”? Non avrebbero potuto usare semplicemente “party” al posto di festini, da qui la necessità di essere più specifici. Essendo però alcuni giornalisti italiani dei mentecatti con Google alla mano (e molti altri dei semplici pappagalli), sono finiti tutti per diffondere l’idea che gli americani definissero le feste del Berlusca dei “festini selvaggi” (o “party selvaggi”), una definizione che non ha alcun senso (è come dire “un’orgia orgiastica”, non ha senso), come del resto non avevano alcun senso tante altre definizioni wikileaksiane che vennero tradotte dai nostri giornalisti in maniera molto maccheronica. Sembra quasi il gioco del telefono senza fili, siamo partiti da festini->wild parties->party selvaggi->festini selvaggi(?). Non sorprende affatto la dichiarazione di Berlusconi che disse “Non so neanche che cosa siano i festini selvaggi“. Effettivamente non lo sa nessuno! I giornalisti che vivono nel loro mondo dell’inglese improvvisato hanno invece pensato che con quella frase Berlusconi stesse negando l’esistenza di festini, era probabilmente il “selvaggi” che l’aveva confuso… non lo sapremo mai.
    E poi giù a ruota altri politici che usavano questa definizione di “party selvaggi”… Rosy Bindi espresse “vergogna per quei party selvaggi” che violavano la Costituzione. Indubbiamente sono stati una vergogna ma c’è stata anche la violazione della lingua italiana e lo stupro del buon senso nel parlare, c’è stato un abuso dell’innocente Google Translator e una sevizia dell’inglese, ci hanno svergognato l’italiano! Qualcuno pensi ai bambini che imparano l’anglo-càfone dalla TV! Qualcuno pensi ai bambini!!! (cit.)
    Scusatemi per la digressione.
    Cambiando genere di titoli apparentemente italioti…
    Altri titoli che sembrerebbero (!) tipicamente italioti, ovvero inventati di sana pianta dai distributori italiani e che non hanno niente a che vedere con il film, alle volte si scoprono invece avere una ragion d’essere… ovvero quando assumono il titolo che il film avrebbe dovuto avere in origine:
    58 Minuti per morire è il titolo con cui uscì “Die hard 2 – Die harder” in Italia. La domanda lecita è perchè 58 minuti? Il film è tratto dal romanzo “58 Minutes” di Walter Wager, ovvero il tempo a disposizione dell’eroe prima che dei terroristi facciano cadere l’aereo su cui si trova la moglie. Curioso notare come in Canada sia conosciuto come “58 minutes pour vivre” (invece che “per morire” come il titolo italiano)… in Canada guardano al bicchiere mezzo pieno evidentemente.
    Rimane inventato di sana pianta il primo film della serie, Trappola di cristallo (Die Hard), nome di pura invenzione che ricorda (volutamente) Inferno di cristallo, film a cui Die Hard rende del resto molti omaggi.
    Trovate maggiori informazioni riguardo la serie Die Hard in questo vecchio post.
    Concludo con un film più recente: Mia moglie per finta (titolo originale Just Go With It) che ha tale titolo in quanto originariamente avrebbe dovuto chiamarsi “Pretend Wife“. Se n’è crucciato qualcuno in questo articolo nei cui commenti troverete accorate lamentele. Ve ne cito un paio che mi hanno divertito:

    Ma questi titoli sono una vergogna, sono ridicoli, bastaaaaaaaaaaa!! […] L’autore ha scelto un titolo perchè bisogna cambiarlo?? allora perchè non cambiano anche il senso del film o doppiano diversamente il finale cambiandone il senso già che ci sono?” (NdA: purtroppo a volte succede anche questo!).

    Un altro commento dice:

    Traducendolo in questa frase assurda e ridicola, “Mia moglie per finta”, che non ha nessuno spessore, si banalizza il film“.

    Evidentemente il film era già banale in partenza visto che gli americani stessi stavano per optare per una cosa simile, salvo poi cambiare idea all’ultimo momento.
    Insomma basterebbe una preliminare occhiata su imdb.com prima di gettarsi nel ridicolo di commenti simili. Il titolo originale era “Mia moglie per finta” (Pretend wife)… che poi gli americani l’abbiano cambiato all’ultimo non vuol dire che sia colpa della distribuzione italiana che vuole inventarsi titoli scemi a tutti i costi. Almeno non in questo caso!
    Il messaggio che ho voluto trasmettere con questo articolo mi sembra piuttosto ovvio ma lo lascio interpretare a voi, cari affezionati lettori. Per chi si è sentito chiamare in causa non temete, le vostre colpe sono già perdonate… è il perseverare che è diabolico. “La morte ti fa bella” è una splendida traduzione, non vi fate infinocchiare da chi improvvisa liste senza conoscere l’inglese.

  • TITOLI ITALIOTI (4^ PUNTATA) – La serie di Die Hard


    Serie rese confuse dalla titolazione italiana
    La serie di Die Hard:
    Die Hard –> Trappola di Cristallo
    Die Hard 2 –> 58 Minuti per Morire
    Die Hard With A Vengeance –> Die Hard – Duri a Morire
    Live Free or Die Hard –> Die Hard – Vivere o Morire
    Perché si siano decisi a chiamarlo “duri a morire” solo al terzo capitolo è un mistero. Il titolo del quarto film poi sembra quello di un videogioco, starebbe bene per la serie GTA (GTA: Vivere o Morire). Certo quando chiamarono il primo film “Trappola di Cristallo” non avevano idea che la serie sarebbe proseguita così a lungo.
    Il titolo “Trappola di Cristallo” è probabilmente un omaggio ad un altro film, “Inferno di Cristallo“, al quale il regista di “Trappola di Cristallo” regala voluti omaggi.
    58 Minuti per Morire” poi deriva in realtà dal titolo che il film avrebbe dovuto avere in principio (Die Hard – 58 Minutes) poichè quello era il titolo del romanzo a cui si ispira il film (58 Minutes di Walter Wager, ovvero il tempo che il protagonista ha a disposizione prima che i terroristi facciano precipitare un aereo). Anche in molti altri paesi è conosciuto come 58 minuti per morire.
    Per l’edizione DVD i primi due titoli vennero alterati in “Die Hard – Trappola di Cristallo” e “Die Hard 2 – 58 Minuti Per Morire, tuttavia il terzo rimane inalterato “Die Hard – Duri a Morire” (la cui scelta del titolo non mi ha mai entusiasmato molto in quanto suona un po’ ridondante), questo grazie a Cecchigori e quei suoi cessi di DVD/Blu-Ray con copertine e menù interattivi dall’aspetto amatoriale… spero che “CG” tolga presto le grinfie da questo 3° film così che potremo finalmente avere un cofanetto decente, inclusivo di tutti e quattro i film invece di esser costretti ad acquistare un cofanetto contenente Die Hard 1+2+4 e il dvd o blu ray di Die Hard 3 separatamente (con copertina vergognosamente scarsa che a Napoli, per una copia pirata, saprebbero farla meglio).
    Piccola nota finale: anche il primo Die Hard era tratto da un libro, “Nothing Lasts Forever” di Roderick Thorpe (in seguito rinominato “Die Hard”) che, come fan di Die Hard, ho trovato molto divertente da leggere. Esiste anche in italiano, pubblicato da Giallo Mondadori con il titolo di “Nulla è eterno, Joe”.

  • Die Hard 2… 6489^ puntata


    58 MINUTI PER MORIRE (1990)
    Se c’è un film che io non sopporto di vedere in italiano, questo è “58 Minuti per Morire” (Die Hard 2).
    Perchè? Perchè al fantastico personaggio di John McClane hanno appioppato, in questo secondo film, la voce di Eric Forrester da Beautiful! (Oreste Rizzini, anche doppiatore ufficiale di Michael Douglas). Un autentico e imperdonabile delitto.
    Bruce Willis con la voce alla Michael Douglas (manco lo sforzo di cambiarla un po’), rovina completamente il personaggio di McClane riducendo ogni sua frase epica ad una battutaccia. E’ come se avessero fatto un Die Hard con protagonista Bill Murray o Michael Douglas… una fetenzia! Semplicemente non è Die Hard.
    Certe voci sono troppo riconoscibili per essere usate così casualmente, non ci sono cavoli.
    A dirla tutta, anche il 3° e 4° film della serie Die Hard hanno ancora un altro doppiatore (Claudio Sorrentino) che però è divertente e sa sempre dare un tono molto ironico; diciamo che è molto in linea con il personaggio nel terzo film (nel quarto suonava troppo come John Travolta, altro attore doppiato da Sorrentino).
    Il premio però va a Roberto Pedicini, doppiatore di Bruce per il primo Die Hard. La sua voce era la più fedele al personaggio dell’eroe per caso trovatosi nel posto sbagliato al momento sbagliato e rendeva ancor più divertenti frasi come “oh maledetto porco. Ti ammazzo! Poi ti cucino… e poi ti mangio”.
    Concludo dicendo: Die Hard 2 guardatevelo in lingua originale se possibile altrimenti vi sembrerà una puntata di Beautiful dove si spara e ci sono un po’ di esplosioni.
    VOTO DOPPIAGGIO “58 MINUTI PER MORIRE”:
    1 (per la voce del protagonista)