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  • [Post perduti] Liebster Award 2017 – Altre 11 domande all’autore di Doppiaggi Italioti

    liebster-award-2017Altro anno, altra fregatura altro riconoscimento! Il premio Liebster, un premio assegnato da blogger ad altri blogger per auto-promozione, anche quest’anno mi viene gentilmente (e virtualmente) consegnato dall’autore del blog umoristico dedicato al cinema La Bara Volante. Se nella passata edizione del 2016 i miei 389 iscritti superavano già quelli previsti dalla squalificante regola di “non più di 200” (regola recente che serve ad aiutare i blog emergenti), quest’anno i miei attuali 1104 mi tagliano fuori completamente (per consolarmi posso dire che avrei vinto anni fa quando in Germania nacque questo premio informale ed era limitato a meno di 2000 iscritti) quindi mi considero esentato dal seguirne le regole ma risponderò comunque alle domande inoltratemi da Cassidy di La Bara Volante, che ringrazio col gesto dell’ombrello.

    1. Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?

    Semplice. Mi piaceva l’idea di essere insultato da emeriti sconosciuti sull’annosa questione del doppiaggio in Italia. Missione compiuta.

    2. Se potessi tornare indietro nel tempo, cambieresti qualche fatto storico? Se sì, quale e in che modo lo cambieresti?

    Qualcuno lo ha già fatto mi sa, c’è Trump a capo degli Stati Uniti. Siamo già nel 2017 di una linea temporale alternativa. Comunque no, chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova. Richiedimelo nel “day after”.

    3. Hai qualche ricordo particolarmente emozionante legato ad una serata al cinema?

    Ho avuto il piacere di vedere la trilogia di Guerre Stellari al cinema ben due volte nella vita, prima nel 1997 con le “edizioni speciali” (all’epoca si chiamavano così) e poi l’esperienza definitiva nel 2013 quando andai alla proiezione della trilogia originale in pellicola storica 35mm (trovate un piccolo resoconto qui). Da amante di quei film, quella del 2013 fu un’esperienza particolarmente emozionante ma in generale ho memoria di quasi tutte le esperienze al cinema.

    4. Con quale criterio collezionate DVD/Blu-Ray?

    Vista la mia fissazione con la preservazione storica, acquisto DVD e Blu-Ray prediligendo almeno uno dei seguenti elementi:
    1) Blu Ray con doppiaggi originali qualora il film sia stato ridoppiato (di recente Il senso della vita dei Monty Python è uscito in Blu Ray con doppiaggio originale che temevamo essere scomparso e quindi l’ho comprato pur avendolo già in DVD, normalmente ne avrei fatto a meno).
    2) Edizioni home video che riportino la versione italiana del film, ovvero con i titoli tutti tradotti nella nostra lingua, cioè esattamente come arrivarono al cinema in Italia. Meglio se in alta definizione. The Hateful Eight e Machete sono due esempi di film usciti in Blu Ray con titoli italiani. Mai mi sarei sognato di comprarmi Machete ad esempio, ma come ci insegna il detto… tira più una versione cinematografica italiana che un carro di buoi. Era così, no?
    Con l’aiuto di coloro che seguono i nostri progetti di preservazione storica stiamo stilando una lista di tutti i film con i titoli italiani da versione cinematografica, in futuro la pubblicherò sul blog così che anche altri pazzi come me possano usufruirne.

    5. Un mega-produttore viene da voi e offre un budget spropositato per produrre una vostra sceneggiatura. Cosa raccontate?

    Un western ambientato nel sud Italia durante l’unificazione, un racconto scevro da revisionismi post-bellici e rivisitazioni neo-borboniche. Ci sarebbero carabinieri che da cavallo tagliano teste con la sciabola. I fatti storici in Italia sono più sensazionali dell’immaginazione hollywoodiana. Musica di Morricone ovviamente, almeno finché è vivo.

    6. Ti svegli e sei l’uomo più ricco del mondo. Come cambia la tua vita?

    Semplice. Compro la Disney e rilascio la trilogia di Guerre Stellari non alterata in Blu Ray UltraHD a 4k, in seamless branching così che ogni paese possa rivedere la propria “versione originale”. La possibilità di svegliarsi come “più ricco del mondo” è più plausibile di un rilascio ufficiale della suddetta versione.

    7. Cosa pensi dell’annosa questione “il blog è morto”, ucciso dai social network e da #laggente che non legge?

    Non sapevo fosse annosa. Quando aprii Doppiaggi italioti nel 2011 il blog come forma di espressione era già morto perché tutti erano corsi a scrivere i propri pensieri su Facebook. Adesso è rinato ma è anche più difficile da definire visto che quasi tutti quelli che una volta chiamavamo “siti web” sono adesso blog camuffati. Inoltre la rinascita del blog è dovuta anche ai social network stessi… gli acchiappaclick che spopolano su Facebook dove pensate che conducano se non a blog mascherati da siti web che qualcuno ha creato unicamente per guadagnarci con i banner pubblicitari? #Laggente legge ma legge principalmente cose riciclate da altri siti acchiappaclick americani quando non direttamente stronzate belle e buone (spesso anche infondate). A questo proposito consiglio la pagina Facebook Stop click-bait Italia che fa lo “spoiler” di tutte le notizie acchiappa-click che circolano così, da risparmiarvi di cliccarci sopra. Diciamo che il loro principio è buono ma è ironico che crescano poco dato che non sfornano acchiappaclick.

    8. Sei a casa, stai cenando e in TV inizia il solito film, quello che hai visto decine di volte e di cui conosci a memoria i dialoghi; ma niente, proprio non ce la fai a staccarti da lì e lo rivedi sino alla fine per l’ennesima volta. Che film è?

    Probabilmente Caccia a Ottobre Rosso. Non conosco i dialoghi a memoria (solo qualche frase) e non credo che lo metterei nella mia personale lista di 10 film più belli di sempre eppure mi cattura ogni volta. Ce ne saranno sicuramente altri che non mi vengono in mente al momento. Tanti altri.

    9. Qual è il film o la serie che durante l’infanzia o l’adolescenza adoravi e che adesso ripudi?

    La mia infanzia si è consumata tra anni ’80 e ’90 e quasi tutte le serie che passavano in TV all’epoca erano imbarazzanti, ma non ripudio niente. Le serie e i film che non mi piacevano a quei tempi continuano a non piacermi adesso (Power Rangers ad esempio non capisco come possa essere la passione di qualcuno, non l’ho capito all’epoca e non lo capirò certo adesso), per altre ho perso interesse crescendo. Di sicuro hanno avuto il loro perché in uno specifico periodo della mia vita.

    10. E – al contrario – qual è il film o la serie TV che alla prima visione non ti ha comunicato nulla, ma, magari a distanza di anni, è entrato/a di diritto nella rosa dei tuoi preferiti?

    Starship Troopers! Non è un film di cui puoi capire le intenzioni all’età di 12 anni, sebbene esso abbia proprio l’aspetto di un film per adolescenti. L’ironia e la genialità di Verhoeven sono solo alla portata di individui adulti e neanche tutti.

    11. Qual è la scena che – oh – ogni volta ti fa piagne a fontanelle?

    Se posso limitarmi al complesso di occhi lucidi e groppo in gola, ce ne sono più di quanti sia disposto ad ammettere. Ne cito qualcuno che mi viene in mente così al volo: la lettera di Nicola Sacco al figlio nel film Sacco e Vanzetti e le scene finali con la musica di Morricone-Baez; il finale di Schindler’s List quando Oskar Schindler si dispera per non aver salvato qualche vita in più. Per restare in tema, anche il finale di La vita è bella non mi lascia impassibile. Di recente Alla ricerca di Dory mi ha smosso. Sto invecchiando.


    Note a piè di pagina

    Questo post è stato ritrovato tra gli articoli mai pubblicati e non ricordo il perché. Ho deciso di renderlo disponibile sebbene ormai fuori tempo massimo.

  • Le magliette di Doppiaggi Italioti

    t-shirt con il logo del blog Doppiaggi Italioti

    t-shirt con il logo del blog Doppiaggi Italioti

    In un momento molto alla Balle Spaziali, una piccola comunicazione di servizio per annunciarvi l’arrivo delle t-shirt sfiziose di Doppiaggi Italioti! Mettiamo il nome su tutto (cit.). Non tarderanno ad arrivare anche: il libro da colorare, il cestino da pranzo, il lanciafiamme e la bambola, me.

    Alcuni di voi mi avevano chiesto da molto tempo qualcosa del genere e finalmente, dopo anni, mi sono deciso a far stampare alcune magliette con il logo del blog, in tiratura molto molto limitata.
    Fruit of the Loom nere, 100% cotone, taglie: M, L e XL.

    Disponibili ora! Sulla nostra pagina Patreon.

  • Maratona STAR WARS COME LUCAS COMANDA

    George Lucas patrono della maratona Star Wars come Lucas comanda

    Abbiamo la sua benedizione

    Della saga ri-titolata “Star Wars” e del suo adattamento italiano ho parlato sin dagli inizi del blog, però in maniera frammentata ed erratica. Ho sempre pensato che sulle scelte di adattamento della vecchia saga non ci fosse molto da aggiungere oltre le parole di un tale Lorenzo Frati di un tale articolo su un tale sito web, considerazioni che condivido pienamente e che ho già sottoscritto più volte (il link ritrovatevelo da soli); dei tre prequel poi non ho mai neanche parlato perché non ho mai avuto voglia di rivederli, molto semplice. Invece al settimo episodio della saga ho dedicato un articolo completo come faccio ormai da anni per qualsiasi film mi capiti di vedere e il cui adattamento è degno di nota, idem per Rogue One, due articoli che ovviamente mi sono costati l’accusa di ‘nostalgia’ (“critichi questo e non quelli vecchi perché sei vecchio” o giù di lì) ma se non ho mai affrontato in dettaglio l’adattamento dei tre capitoli originali è solo perché ho adottato lo stile dell’approfondimento da appena 3 anni, dei quasi 6 anni di vita del blog(!) ed avendo parlato di Guerre Stellari per sei anni in maniera sporadica perdonerete se non mi sono mai sentito in dovere di riassumere tutto. Ora però di acqua sotto i ponti ne è passata a sufficienza.

    La maratona Star Wars come Lucas comanda

    Chi mi segue da tempo sa della mia passione per la preservazione storica dei film nella loro versione cinematografica italiana, attività che cominciò con la partecipazione della nostra squadra di Doppiaggi italioti al progetto Star Wars Despecialized Edition di un tale Harmy. Ormai do per scontato che sappiate tutti chi sia costui dato che, grazie all’uscita di Episodio VII, alla rinnovata popolarità di questa saga e “grazie” anche alla pirateria, ora il suo nome e la sua opera sono note anche in Italia.

    Peter Cushing, George Lucas e Carrie Fisher sul set di Guerre Stellari 1977. Una vignetta fa dire a Lucas: ora faremo il calco dei vostri volti, ai visto mai che in futuro i computer...
    In pieno spirito autolesionista ho deciso di affrontare la visione dell’intera saga di Star Wars con il mio compagno di visioni, Petar, che avrete visto nei video pubblicati sul canale YouTube di Doppiaggi Italioti. Sarà anche un’occasione per riscoprirne adattamento e dialoghi del doppiaggio italiano.

    Il vangelo secondo Lucas

    La questione più importante prima di affrontare una simile maratona è: quale versione vedere? Penso di aver già dato tanto spazio alle versioni originali che, in ogni caso, non sono disponibili in via ufficiale in formati moderni di alta definizione. Così ho deciso di affidarmi alla volontà di George Lucas, colui che ha diretto e supervisionato ciascuna revisione dei film, ogni volta alterandoli all’insegna dello slogan “I MIEI FILM COME LI HO SEMPRE IMMAGINATI!”, spacciandoci l’idea che egli abbia avuto una chiara visione di come sarebbero dovuti essere già dai primi ciak nel 1976. Che Fener urlasse “noooooo!” mentre getta l’imperatore già per la tromba delle scale come Villaggio faceva con la suora egli lo aveva già pensato a metà anni ’70, prevedendo che avrebbe poi riusato una clip audio dal finale di un futuro Episodio III, un “master plan” che nemmeno l’assassino della serie Saw si è mai sognato… solo che limiti tecnici, di budget o chissà cos’altro, gli impedirono di far registrare quella clip all’epoca. Per ragioni simili, durante le riprese nel deserto tunisino non c’era verso di trovare altri massi per nascondere meglio C1P8 e rendere così più credibile la sua mimetizzazione ma per fortuna la tecnologia moderna può riportare il film alle intenzioni originali!

    Voi starete pensando ai grandi cambiamenti come il fantasma di Anakin sul finale del Ritorno dello Jedi ma non dimentichiamoci che anche i piccoli dettagli fanno parte della visione di Lucas, come ribadito nelle più recenti interviste, nei documentari e nelle comunicazioni ufficiali della Lucasfilm. Non dimentichiamoci ad esempio che quando i caccia Ala-X discendono sulla Morte Nera nel film del 1977 è sempre stato nelle intenzioni di Lucas coprire la colonna sonora di Williams con il rombo dei motori, ma nel 1977 la tecnologia di missaggio audio non gli consentiva un tale livello di espressione artistica. Solo con il DVD del 2004 finalmente riuscimmo a godere del sonoro così come è stato sempre immaginato, dove la colonna sonora SCOMPARE! Un genio! (Missaggio poi ritornato alla normalità con il Blu-Ray nonostante la Santa Voce dell’ufficio stampa della Lucasfilm aveva già assicurato i lamentosi miscredenti che quella di coprire il rombo dei motori nel missaggio audio del DVD era stata una scelta intenzionale.)

    Dio Lucas, come capita in tutte le religioni, ci mette alla prova e noi non dobbiamo mai dubitare della sua parola, anche ora che è stato sostituito dalla dea Disney, che comunque rimane un falso idolo. Doppio mento non mente. L’importante è crederci. Potremmo mai dubitare del genio che ha messo gli alieni in Indiana Jones?

    c1p8 o r2d2 nella versione blu ray di Guerre stellari 1977 che viene coperto da una roccia

    Le intenzioni originali

    Prendere in considerazione solo le versioni ufficiali

    Come ateo posso solo dire che le dichiarazioni di Lucas si sono ovviamente sempre scontrate con la realtà delle continue modifiche (anche sostanziali) e delle tante aggiunte che sono ad un passo dal superare le revisioni della Bibbia e di tutti i vangeli messi insieme. Così ho deciso di calzare i panni del fedele ed abbracciare la Vera fede affidandomi ciecamente alle parole del nostro unico Dio con la barba e il doppio mento, colui che attraverso gli infallibili messaggeri dell’ufficio stampa della Lucasfilm ci ha sempre predicato di come l’ultima versione disponibile nei negozi – e solo per oggi in sconto a 19,99 – sia il Verbo! I suoi film esattamente come li aveva immaginati già nel 1971. Molti decenni prima della (s)vendita alla Disney.

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    Greedo spara per primo. Accettatelo!

    Parte così una maratona qui su Doppiaggi Italioti che chiamerò “Star Wars come Lucas comanda“, o “Star Wars secondo Lucas” se preferite, che comprenderà sia uno dei nostri commenti al film per la serie pubblicata su YouTube “i videocommentatori“, sia un articolo del blog che ne analizza l’adattamento così come faccio da qualche anno a questa parte. Non so dirvi l’ordine in cui usciranno queste pubblicazioni, né garantisco una qualche regolarità (saranno sicuramente inframezzati anche ad altri articoli) ma intanto eccovi il nostro commento di svago cinematografico ad Episodio I.

  • Fi-Pi-Li horror festival 2017 – L’evento toscano che non dovreste perdervi

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    Alla sua sesta edizione, il festival cine-letterario “Fi-Pi-Li” ritorna ad occupare uno spazio di rilievo nel panorama dei corti, degli autori emergenti, delle proiezioni inedite e degli ospiti speciali legati al cinema.
    Non sono nuovo ad eventi internazionali organizzati dal basso, quelli nati per iniziativa di pochi privati i quali, con un dispendio di energia pari soltanto alla passione che li guida (e sempre con una bella dose di rischio economico), riescono a riproporre con costanza uno spazio culturale molto più significativo di dozzine di altri festival che invece nascono per volontà politica con finanziamenti a pioggia e comparsate di personaggi dell’amministrazione pubblica in cerca di visibilità o, ancora peggio, di fiere create dal nulla soltanto per sfruttare modelli commerciali che in altre città si sono dimostrati di grande successo finanziario. Eppure il Fi-Pi-Li horror festival mi ha lasciato profondamente stupito.
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    Il bello degli eventi nati dal basso è che riescono a mantenersi a misura d’uomo, il contatto tra visitatori, artisti e organizzatori avviene in maniera semplice, organica, senza forzature.
    Ad esempio, entri al nuovo teatro delle commedie di Livorno di domenica mattina e ti ritrovi subito davanti un’artista che con il suo lavoro ha influito in maniera incalcolabile sulla distribuzione cinematografica italiana. Magari non lo hai mai sentito nominare perché non sei un esperto di artisti della cartellonistica italiana ma basta fare quattro passi alla sua destra, dove gli organizzatori del Fi-Pi-Li festival hanno allestito una piccola mostra con alcuni dei poster cinematografici dell’artista, e sai già che lì seduto a quel modesto tavolino c’è il tuo nuovo eroe che fino ad un minuto prima non sapevi di dover ringraziare.

    Se la piccola mostra di locandine ti ha incuriosito, cerchi su internet altri lavori dello stesso artista per avere il quadro completo della sua carriera e l’ultrasettantenne lì seduto ascende automaticamente a livello divinità… ed è lì a due passi da te. Ti avvicini, lo scopri persona modesta e affabile, gli fai tante domande, ti togli tante curiosità. È proprio questo il bello dei festival a misura d’uomo, come semplice visitatore puoi fare esperienze inimmaginabili che in eventi più grandi, più sponsorizzati, più blasonati, più tutto, potresti solo sognare… oppure che puoi mettere in atto grazie ad un comodissimo “pass VIP” che ti costringe ad imbarazzanti e fugaci interazioni forzate per la modica cifra di 40 euro+prevendita.
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    Al Fi-Pi-Li l’interazione con gli artisti è alla portata di tutti, si possono fare incontri straordinari e se come me possedete una certa curiosità per le testimonianze dirette, magari potreste togliervi anche qualche dubbio storico: i soggetti delle locandine che venivano disegnate in quegli anni (spesso sconnesse dal film stesso) seguivano indicazioni precise del distributore italiano oppure erano a libera interpretazione? Chi decideva che La Casa (Evil Dead) fosse ben rappresentato da una riproposizione della casa di Psycho con tanto di madre di Norman alla finestra? Se siete curiosi di conoscere la risposta che mi è stata data, i suoi disegni erano tutti di libera interpretazione basata unicamente sul titolo e su una vaga descrizione della trama, a volte neanche quello. Ciò non gli impediva di creare opere che sarebbero diventate incontestabilmente iconografiche e non di rado superiori alla locandine estere.
    Sono stato anche felice di sapere che la moda attuale di pubblicare copertine Blu-Ray in stile “old-new”, retro-nostalgico, sta cominciando a riportare il lavoro nelle mani dei veri artisti della cartellonistica come Sciotti, a scapito di insipidi (e spesso maldestri) collage in Photoshop che dall’avvento del formato DVD ci fanno rimpiangere le vecchie VHS!

    Enzo Sciotti era lì con i suoi poster in vendita a prezzi auto-concorrenziali (inferiori a quelli presenti sul suo stesso sito) ma l’acquisto non era necessario, potevi anche solo fermarti a chiacchierare con lui e farti una foto insieme. Inimmaginabile un incontro simile ad un festival con tappeti rossi o alle fiere i cui nomi terminano in “-omics”.
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    Allo stesso tempo Sergio Stivaletti, creatore di effetti speciali per Argento, Bava, Salvatores e molti altri, conduceva un suo corso (“workshop”) di trucco (“make-up”) e per un conflitto di orari non mi è riuscito di incontrarlo, peccato perché volevo raccontargli di come la scena della rimozione degli occhi cibernetici in Nirvana di Salvatores aveva fatto scappare via due anziani dalla sala, nel lontano 1997.

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    Nirvana (1997)

    Dire che all’epoca quella scena fece schifo anche a me penso sia un buon complimento da fare ad un creatore di effetti speciali.

    Nel primo pomeriggio sono riuscito a guardare alcuni corti internazionali dalla Scozia, dalla Spagna e dalla Francia, quello scozzese sottotitolato in francese, quello spagnolo sottotitolato in inglese, quello francese in swahili. Scherzo ovviamente, almeno quello francese era sottotitolato in italiano. Il mio coinvolgimento da spettatore però è terminato lì per via di altre attività in programma nelle quali ero coinvolto in prima persona. La giornata di domenica 23 infatti era dedicata al regista John Carpenter ed ha portato una serie di sorprese inedite.

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    Frusciante che parla di Carpenter. Sulla sinistra io che rido alla sua descrizione di E.T.

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    Ad un’introduzione di Federico Frusciante dedicata a Carpenter è seguita la mia presentazione di due audiovisivi a sorpresa:

    1. il prologo apocrifo a Per un pugno di dollari, andato in onda solo una volta per la televisione americana nel 1977 e chiara fonte di ispirazione per il film 1997: Fuga da New York. Per la prima volta viene proiettato in Italia, a questo festival, con sottotitoli da me curati.
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    2. A questa curiosità è seguita la versione italiana restaurata di 1997: Fuga da New York che dopo 36 anni torna ad essere proiettata così come appariva nei nostri cinema nel 1981, con titoli di inizio fedeli alla pellicola italiana, audio stereofonico originale e, per la prima volta nella storia del film, con oltre 220 fotogrammi ripuliti individualmente. Un lavoro di preservazione storica cinematografica che mi ha tenuto impegnato per svariati mesi e che supera in qualità qualsiasi versione attualmente esistente.

    Vi ricordo il mio articolo sull’adattamento e il doppiaggio di Fuga da New York reperibile qui.
    La giornata dedicata a Carpenter è arrivata a conclusione grazie al creatore del blog John Carpenter Italia, presente anche su Facebook con la pagina Il Seme della Follia, il quale ha portato al festival un’altra proiezione inedita, Captain Voyeur, il primo corto del regista statunitense, girato nel 1969 quando era ancora studente dell’università di cinema in California e ritrovato da un archivista solo nel 2011, per caso. Il corto di 8 minuti presenta elementi che poi ritroveremo nei film di Carpenter, in particolare Halloween, ed è stato considerato di importanza storica dal National Film Preservation Foundation.

    Il giorno successivo mi sarei perso Maurizio Nichetti (spero che qualcuno abbia registrato il suo intervento intitolato “da Roger Rabbit a Volere volare“) e Ruggero Deodato, ma il festival è così ricco in tutti i suoi quattro giorni che risulta difficile riuscire a godere a pieno di tutte le cose che riesce ad offrire.
    Il mio profondo ringraziamento agli organizzatori Alessio Porquier e Ciro Di Dato sia per l’ottima organizzazione dell’evento sia per l’invito e lo spazio che hanno messo a mia disposizione.

    Trofei della giornata

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    Foto con l’amministratore di “Il seme della follia”

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    Federico Frusciante sempre emozionato dal farsi le foto con me

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    A memoria della mia partecipazione

  • Fi-Pi-Li horror festival – 22-25 aprile 2017

    FIPILI2017
    A Livorno dal 22 al 25 aprile si terrà la 6ª edizione del Fi-Pi-Li horror festival, evento cine-letterario dell’horror e del fantastico al quale sono stato invitato. Sarò presente tra gli ospiti della giornata di domenica 23 aprile durante la quale Il Seme della Follia – il fan club dedicato all’opera del maestro dell’orrore John Carpenter – insieme allo staff del FIPILI Horror Festival, organizzerà il primo raduno nazionale dei suoi fan italiani.
    Durante la giornata verrà proiettato il primo cortometraggio di Carpenter – Captain Voyeur, girato nel 1969 e ritrovato negli archivi dell’Università di Cinema di Los Angeles solo nel 2011 – e ci sarà anche un’altra proiezione a sorpresa.
    Se volete venire a salutarci saremo lì anche per i corti in concorso.
    Tra gli ospiti della giornata, speciale rilevanza avrà l’ultimo dei videotecari, Federico Frusciante, noto su YouTube per le sue recensioni di critica cinematografica e per le approfondite monografie sui registi (qui una delle mie preferite su George Romero).

    Frusciante489 Un Frusciante visibilmente emozionato dal farsi la foto con me.

    Alcuni orari di domenica 23 aprile ai quali sarò certamente presente:
    11.00 – 1° raduno nazionale dei fan di Carpenter, ritrovo e presentazione degli eventi.
    17:45 – Conversazione/analisi su Fuga da New York con Evit.
    19:30 – “L’angolo del Frusciante” su John Carpenter con proiezione del cortometraggio Captain Voyeur.
    Troverete il programma intero qui.
    Nella stessa giornata sarà presente anche il creatore di effetti speciali Sergio Stivaletti che gli amanti di un certo genere di film magari potrebbero non riconoscere per nome ma sicuramente per i titoli: Demoni, Vendetta dal futuro, Dellamore Dellamorte, Nirvana… fino a Dracula 3D (!), la lista è veramente senza fine, a tratti epica.
    Non posso parlarvi di altri ospiti speciali presenti al festival perché non sono stati ancora resi ufficialmente noti quindi rimando solo alla sezione “news” del loro sito www.fipilihorrorfestival.it.
    Vista la giornata carpenteriana del 23 aprile, voglio ricordarvi anche i miei articoli di approfondimento sull’adattamento e doppiaggio di due suoi film:

    1997: Fuga da New York – Jena, non Snake. Psicologia di un nome

    Cosa? L’adattamento e il doppiaggio di “La Cosa” (1982)

  • Speciale SCATOLA DELLA VIDEOTORTURA (+aggiornamenti blog)

    La nostra serie di svago cinematografico che pubblichiamo su YouTube ritorna con un secondo episodio speciale in cui l’estrazione casuale da una scatola misteriosa determinerà la visione del prossimo film brutto. La chiamiamo: la scatola della videotortura.
    copertina
    Il film da noi visto è stato anche trattato nel blog Il Zinefilo dove l’autore, Lucius Etruscus, spiega anche un paio di curiosità sul doppiaggio.
    Approfitto di questa notifica per qualche breve aggiornamento riguardante l’attività sul blog. Ebbene sto lavorando su ben due articoli di film degli anni ’80, intanto l’opera di restauro e preservazione di Fuga da New York con titoli in italiano (qui accennata) dopo tanti mesi di lavoro da miniatore giunge finalmente al termine, una copia Blu-Ray sarà disponibile per i soli possessori di copia originale. Probabilmente ne riparlerò a breve più nello specifico.
    Per chi segue la nostra serie di intrattenimento su YouTube, buona visione.

  • Blog tour: 30 anni dall'uscita italiana di Aliens

    L’apprezzamento dei miei due articoli, uno sull’adattamento di Alien (1979) e un altro su Aliens (1986), da parte dei fan della serie mi ha trascinato nella celebrazione congiunta con altri blogger per il trentennale (proprio oggi) dell’uscita italiana di Aliens di James Cameron. Prima di fare il tour di raccomandazioni, una breve nota.
    bishopIl mondo si divide in due categorie, quelli che amano di più Alien di Ridley Scott e quelli che amano di più Aliens di James Cameron; io sto tra i primi ma mentirei se non vi dicessi di aver destinato centinaia di ore anche a ripetute visioni di Aliens.
    Per me Aliens però è il genere di film da amare in segreto, senza dichiararlo in pubblico, per paura di trovare altri fan… perché il fan di Aliens, diciamocelo, è di solito un po’ squilibrato, tipicamente possiede una cornucopia di statuine dei personaggi del film, orride mani stupratrici sugli scaffali, spesso anche in forma di peluche, DVD della saga contenuti in aberranti cofanetti raccogli-polvere a forma di alieno, magliette nere con ristampe di Giger con cui si presenta la domenica a pranzo dai nonni e non si fa mancare neanche il pupazzetto con la testa a molla sul cruscotto dell’automobile. I più hipster collezionano anche le action figures dei primi anni ’90, quelle della Kenner che dovevano uscire insieme al cartone animato poi cancellato ma che ci ha portato personaggi assurdi come Bishop che praticamente è un Terminator con il mitragliatore da Predator.
    I peggiori poi si vestono da alieno o da marines.
    Infine ci sono quelli come me che segretamente sognano tutto ciò e snobbano i precedenti ma si fanno tutte le foto possibili e immaginabili quando vedono uno in costume oppure i gadget del film.

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    Tali individui, i più malati, sono gli stessi che poi acquistano costosi orologi vintage della Seiko e ancor più rare scarpe della Reebok di serie limitatissime… ma mi dicono che dovrei parlare di altri blogger e dei loro articoli a tema Aliens quindi iniziamo questo blog tour innanzitutto con una bella auto-celebrazione, ovvero con i miei scritti riguardanti questo film:

    • Il mio articolo sull’adattamento italiano di Aliens (1986), corredato dei tipici fumetti…

    Ease down!

    • …e l’episodio della serie “critica alla critica”, datato ma sempre valido, con la più celebre fonte di recensioni vaticane (“Segnalazioni cinematografiche”) in cui l’autore descrisse Aliens di James Cameron come mortalmente noioso e ripetitivo.

    aliens
    Si passa dunque ad altri blog con Italian Pulp Movie Posters – Locandine italiani d’annata dove il blogger Lucius Etruscus ci porta una storica rassegna di ritagli di giornale dell’epoca. Eccone un esempio dal titolo in puro stile cronaca locale:
    aliens-1986-07-20
    Non sarei io se non vi facessi notare la stupidità del titolo di questo pezzo, per come è scritto potrebbe far intendere che una donna, particolarmente avversa al film Aliens, si sia armata e abbia fatto il diavolo a quattro per protestare contro il film. Avrà sparato ad un’anteprima?
    Sempre Lucius nel suo Il Zinefilo ci porta una reclame del film registrata nel 1992, oltre ai suoi ricordi personali.
    Ci spostiamo dunque ad un altro blog che mi suggeriscono, il Cumbrugliume, dove, con l’articolo ri-escono dalle fottute pareti!, l’autore invita alla riscoperta di questo grande classico.
    Non manca in questo tour un articolo del critico cinematografico più tronfio del web, il Gerliotti, su Il Gerliotti – Il cinema ripensabile [link qui].
    E come ciliegina sulla torta vi consiglio l’approfondimento di Cassidy sul suo blog La Bara Volante, che ormai è patria delle migliori retrospettive sui film di tre decadi fa.
     
     

  • Aggiornamenti di agosto e contenuti tappabuchi

    Lettori affezionati e lettori occasionali, non voglio dire che vado in ferie perché non è proprio vero, ma per il seguito dell’intervista con Carlo Marini e altri articoli sugli adattamenti italiani dovrete attendere forse settembre (forse!), ma i contenuti tappabuchi non mancheranno neanche questa estate, iniziando dall’ultimo episodio su YouTube dedicato a Ghostbusters (2016), che potrete vedere facendo un semplice click sull’immagine di sotto.
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    Per i curiosi del doppiaggio, ad un certo punto parlo anche della battuta del fantasma formaggino.
    Non mi sono fatto mancare neanche un finto trailer del film, da me montato sullo stile Vacanze di Natale, tanto il materiale di base era già quello: GHOST BUSTERS ’16 di Neri Parenti.
    copertina_stinger_Ghostbusters
    Inoltre potreste esservi persi passati episodi della serie “i videocommentatori” come ad esempio l’episodio su World War Z, che non avevo pubblicato qui…
    CopertinaWWZ
    …oppure l’odiatissimo episodio su Lo Chiamavano Jeeg Robot
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    E se volete riscoprire vecchi articoli vi ricordo che c’è un pratico indice dei film da me trattati (in generale gli articoli dal 2012-13 in poi sono quelli più rappresentativi e dettagliati).
    Con questo, vi auguro buone ferie, a chi ne farà.

  • Liebster Blog Award 2016 per Doppiaggi Italioti

    LiebsterAward_logo
    Mi comunicano che quest’anno sono stato nominato per il Liebster Award, un premio dedicato ai blogger e rilasciato arbitrariamente da altri blogger. Cassidy, autore del blog La Bara Volante, mi ha generosamente trascinato in questo giro di vicendevoli strette di mano (per non dire di peggio) portandomi a collezionare il primo premio on-line mai ricevuto da questo blog. In 5 anni non mi si è cagato nessuno insomma, tranne voi lettori ovviamente… che in realtà bastate e avanzate come “riconoscimento”, ma torniamo a noi. Il suddetto premio Liuuubensteiner (mi pare si dica così, con voce fantozziana) viene dato da blogger ad altri blogger purché questi non siano già stranoti. Quest’anno infatti la regola limita i premi ai blog fino ad un massimo di 200 iscritti, quindi con i miei 389 iscritti è già evidente che questa coccarda sia frutto di qualche imbroglio, raccomandazioni e minacce. Sebbene io sia teoricamente incandidabile, in pieno stile italico ho deciso di pigliarmelo lo stesso, tie’!
    [Per chi conosce l’inglese, questa clip dalla serie Father Ted si addice alla situazione.]
    Ma la mia incontenibile gioia per aver ricevuto qualcosa è stata subito smorzata dallo scoprire che suddetto premio include anche un set interminabile di regoline che quasi quasi lasciavo perdere tutto ma visto che di recente non ho curato moltissimo il blog perché troppo occupato in attività dietro le quinte, come il recupero di film rari da pellicola 35mm e il restauro digitale di altri, ho deciso di accettare il premio e scrivere questo post obbligatorio che qualifica per l’affissione della coccarda che adesso trovate nel menù laterale.
    Le regole del Liebster Award 2016 sono semplici ma tanto tanto scassacazzi… eccovele (ai partecipanti nominati, vi prego di riverificarle su altri siti, non fidatevi di me e delle mie reinterpretazioni):

    1) Ringraziare il blog che ti ha assegnato il premio.
    2) Scrivere qualche riga (150-300 parole) sul blog che preferite (non il vostro) spiegando perché vi piace.
    3) Rispondere alle 11 domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato (qui è facile perché chi mi ha nominato era così sfaticato da non propormi alcuna domanda).
    4) Scrivere, a piacere, 11 cose di te.
    5) Premiare a tua volta 5-11 blog con meno di 200 follower.
    6) Formulare le 11 domande per i blogger nominati.
    7) Informare i blogger del premio assegnato.

    Quindi per cominciare devo ringraziare il mio amico di tastiera Cassidy, il cui vero nome è assolutamente sconosciuto ma trattasi dell’autore del blog di cinema La Bara Volante, che avrò certamente citato alcune volte ma probabilmente mai abbastanza, dato che è il blog che seguo più spesso e sempre con piacere (tranne i tuoi articoli sul basket, Cassidy, quelli avrebbero anche scassato eh!). Ci accomunano molti gusti cinematografici e ci fa sempre piacere spammarci pubblicizzarci a vicenda nei commenti. Grazie ancora per questo premio, Cassidy, ti meno quando passo da Torino.
    2) Scrivere qualche riga (150-300 parole) sul blog che preferite (non il vostro) spiegando perché vi piace.
    150 parole minimo… uccidetemi subito! Va be’, iniziamo.
    Scegliere un blog preferito quest’anno non è cosa facile perché i pochi che riesco a seguire li considero tutti come “preferiti”, quindi farò una mossa forse poco ortodossa, ma più logica, andando a consigliare, tra i tanti, il meno conosciuto (gli altri li troverete elencati comunque alla risposta numero cinque). Il mio suggerimento per il 2016 è Il Gerliotti – Il cinema ripensabile (la mazzetta la incasso dopo, Gerliotti). Grafica pulita e recensioni cinematografiche adornate dalla sola locandina, il Gerliotti punta più sulla sostanza che sulla forma, proponendosi come l’alternativa on-line e gratuita ai vecchi “dizionari del cinema” che forse i trentenni di oggi ancora ricorderanno e gelosamente conserveranno, tenendoli a portata di mano nonostante odino TUTTE le opinioni in essi contenute; l’autore propone anche un voto finale da 1 a 10 come alla scuola dell’obbligo, inclusi i mezzi voti. Scorrendolo noterete una quasi assoluta assenza di recensioni “acchiappa-click” ed una sovrabbondanza di articoli su film di nicchia che conosce solo lui, insomma un sito di critica cinematografica serio. Inoltre, come tutti i critici del mondo, anche il Gerliotti, proteggendosi dietro lo scudo dei grandi classici del bianco e nero che sostiene di adorare, dice un po’ il cazzo che gli pare. Ciononostante, i giudizi sembrano essere sempre “onesti”, brevi quanto basta e ben esposti, mai adorni di vocaboli cliché tipici del critico italico professionista come “giocattolone”, “fumettone” e “chiassoso”. Questi per fortuna mancano nel Gerliotti. Si vocifera anche che collabori come ghost writer per altri critici professionisti ma ciò che fondamentalmente contraddistingue questo critico da molti altri è che il Gerliotti è conscio dei propri limiti umani (cosa rara nel settore) e ritiene comunque che qualsiasi critica sia “ripensabile”, quindi magari tra 10 anni si rivede Natale a Miami e, siccome nel frattempo si sarà certamente rincoglionito, la potrebbe trovare una commedia sottile ed innovativa. Il suo regista preferito: Lubitsch(!), esclamato ovviamente alla Paolo Villaggio. Quindi se volete rompergli i coglioni andate a dirgli che i remake dei film di Lubitsch sono meglio degli originali! Apprezzerà.
    Concludo rivolgendomi direttamente al Gerliotti e alle sue basette: mo son cazzi tuoi!
    3) Scrivere, a piacere, 11 cose di te.
    Che palle… vado a caso:
    1 – Indosso scarpe taglia 45 e mezzo, nonostante sia alto “solo” 1,78m.
    2 – Non so niente di calcio, non mi interessa il calcio, non parlo di calcio, non voglio sentir parlare di calcio, non mi piace il calcio.
    3 – Corro veloce. Vi pare niente? Una volta fui convocato ad un qualche campionato studentesco dove tutti gli altri concorrenti superavano i due metri di altezza con falcate mostruose e, ovviamente, arrivai clamorosamente ultimo nello scatto (o forse penultimo, non ricordo)… ma il solo fatto di essermi classificato tra dei mostri qualcosa lascia intendere.
    4 – A disegnare me la cavo piuttosto bene, a 10 anni guadagnai 25.000 lire vendendo fotocopie dei miei fumetti ai compagni di classe, avevo anche escogitato una raccolta punti per incentivare le vendite delle mie serie che andavano meno. Li posseggo ancora tutti.
    5 – Ho suonato il pianoforte. Niente di che eh, ma il “Chiaro di Luna” della sonata per pianoforte n°14 di Beethoven sono arrivato a farlo… e qualche anno fa ho anche sperimentato brevemente anche la tromba, perché sì.
    6 – Per essere uno che non ha alcuna aspirazione da attore (o comunque non brama apparire “davanti” la telecamera) ho già partecipato a diverse produzioni: dai video sul mio canale YouTube ad un film di Ron Howard.
    7 – Il mio scrittore preferito probabilmente è Dino Buzzati, scoperto autonomamente soltanto dopo le superiori, non ricordo neanche come.
    8 – Preferisco le raccolte di storie brevi ai romanzi e adoro i film antologici (a episodi).
    9 – Secondo un analisi del DNA fatta tramite 23andme.com sono per lo 0,03% giapponese e, in generale, sono italiano soltanto all’83% ma non so di alcun legame storico tra il Giappone e la mia famiglia, quello rimane un mistero… sarà un errore!
    10 – Mai toccato una sigaretta in vita mia.
    11 – Le mie sane (e direi rigide) abitudini alimentari derivano quasi unicamente dalla mia profonda svogliataggine, infatti prediligo cibi sani e una dieta consigliata dai medici così da potermi mantenere normopeso senza necessità di andare in palestra. In questo modo mi basta camminare regolarmente per tenermi almeno in forma. Non è la filosofia di vita più svogliata che abbiate mai sentito? Mi rappresenta benissimo.
    4) Premiare a tua volta 5-11 blog con meno di 200 follower.
    Ovviamente mi limiterò al minimo sindacale perché sono sfaticato, come vi ho appena accennato, quindi ecco i 5 blog che nomino per il premio Liuuuuubenstainer!

    1. Del Gerliotti ne avete già sentito parlare. Qua sta!
    2. Anche di La Bara Volante di Cassidy si è già parlato in abbondanza. Qui il link
    3. Poi abbiamo Terminologia etc. il blog di Licia Corbolante, un vero e proprio punto di riferimento sull’uso errato di termini anglosassoni infilati sempre più spesso e con sempre maggiore ignoranza nella lingua italiana. Anche lei sa essere spiritosa, insomma ci siamo trovati subito e mi sono innamorato di ciò che scrive, un vero e proprio servizio alla comunità… anche perché quando devo rispondere ai commenti ignoranti adesso mi basta cercare sul suo blog il vocabolo o la traduzione incriminata e so già che ci troverò un articolo di approfondimento, breve, simpatico e soprattutto autorevole. Se usate Twitter vi consiglio di seguirla anche da lì.
    4. Numero 3: Laputa – Geografia insolita di Silvio Dell’Acqua (no, non è un blog di geografia. Cioè… anche, ma non solo), che già aveva inserito il mio blog tra i suoi collegamenti consigliati, ovvero tra i “collegamenti a siti o blog affidabili, che come noi trattano con cura argomenti riguardanti la storia, la geografia, la cultura, approfondiscono o danno rilievo ad aspetti molto specifici, più insoliti e meno noti”. Qui finalmente gli ricambio il favore parlando del suo interessante sito/blog. Egli stesso, tramite Laputa, dovrebbe istituire un annuale Premio Laputa (con tanto di coccarda virtuale) da consegnare a blog e siti che rientrano nella descrizione sopra riportata.
    5. Ultimo, ma non per importanza (anzi, un po’ me lo sono tenuto come perla finale), il blog MalastranaVHS, dedicato alle recensioni di film sconosciuti, rari, assurdi e dimenticati, rigorosamente da nastro VHS… e ogni tanto anche qualcosa di più recente grazie a saltuari collaboratori esterni. L’autore, il professionista Andrea Lanza, è così bravo a scrivere di film brutti che vi farà venire la voglia di ricercare e vedere persino quelli più osceni da lui recensiti, anche se sapete che ve ne pentirete. Indimenticabili persino le recensioni dei film pornografici anni ’80-’90, elevati dal Lanza ad intrattenimento letterario (come è possibile infatti trattenere una risata quando scopri che l’ultima recensione pubblicata tratta di un film chiamato “l’assicuratrice di cazzi“?). Quando ha un po’ di tempo (raramente) il Lanza latita per casa, pesca un film a caso dalla sua vasta collezione domestica di nastri VHS e sforna una nuova recensione per il giubilo di tutti gli amanti dei filmacci, del resto è più divertente leggerne ciò che ne dice il Lanza che vederli in prima persona. L’unico problema è che tra l’una e l’altra recensione possono passare svariati mesi, ma almeno non vi intasa la posta di articoli che non avrete tempo di leggere!

    Fine della lista. Se mi sono dimenticato qualcuno è probabilmente per via del limite di quest’anno a 200 seguaci o magari perché ho la testa altrove e mi sono tornati in mente solo quelli che ho letto più di recente, niente di personale.
    5) Formulare le 11 domande per i blogger nominati a cui loro dovranno rispondere nel proprio articolo sul Liebster Award ricevuto.
    1) Da quanto tempo hai aperto il blog?
    2) Cosa ti ispira di più a scrivere un articolo?
    3) L’argomento trattato nel tuo blog è in qualche modo legato al tuo lavoro o ai tuoi studi?
    4) Cosa ti ha spinto ad aprire il tuo blog?
    5) Scrivi su altri blog?
    6) Se avessi più tempo libero a disposizione apriresti altri blog? E se sì, su quali argomenti?
    7) Cosa ne pensano i tuoi familiari della tua attività di blogger o dei contenuti del tuo blog?
    8) Come hai scelto il titolo del tuo blog?
    9) Che libro stai leggendo al momento?
    10) Hai dei progetti futuri in mente per il tuo blog?
    11) Credi che avrebbe senso un evento dedicato ai blog di piccole e medie “dimensioni”?

  • #AlienDay 26/4 (o 4/26?)


    Il reparto vendite della 20th Century Fox ha decretato che oggi è la giornata mondiale della saga di Alien, o #AlienDay (se vi chiedete “ma perché oggi?” ve lo spiego nei commenti dato che si tratta di una cosa così scema da non necessitare di ulteriore spazio o approfondimenti. Suggerimento: riguarda la data di oggi scritta all’americana), e per festeggiarla ci anticipano che nel prossimo Alien 5 il regista Blomkamp (Chappie, Elysium) stuprerà anche il personaggio di Newt (because fuck Alien3!).
    Per festeggiare insieme a Doppiaggi Italioti vi invito a scoprire (o riscoprire) i miei articoli sugli adattamenti italiani di Alien (-> Alien (1979) – L’alieno è siliconato) e di Aliens (-> Aliens – scontro finale (1986)) e per l’occasione vi ricordo che spariamo scemenze anche su Twitter (@doppita) e, controvoglia, persino su Facebook.
    Quindi buona giornata mondiale di Alien che serve ad alimentare la campagna pubblicitaria delle prossime porcate, ehm, capolavori indiscussi di Scott e Blomkamp.