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  • ANNUNCIO: Preservazione di Matrix in italiano a partire da pellicola 35mm possibile!

    Questo è Matrix come non lo avete più visto dal 1999 (e forse come non lo avete mai visto)
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    Un nostro carissimo amico americano ci ha detto di possedere una copia italiana in 35mm del film Matrix, del 1999, che è in procinto di digitalizzare in HD.
    Come alcuni di voi sapranno, la nostra passione per il cinema ci porta anche a restaurare privatamente i film nelle loro versioni localizzate in italiano, ovvero come apparvero per la prima volta al cinema in Italia, quindi con tutti i titoli e le scritte tradotte, l’audio inalterato, etc… . Di solito ci basiamo su copie home video in nostro possesso, riportiamo i colori alla loro incarnazione originale, ne ricostruiamo i titoli e sfruttiamo l’audio non compresso quando possibile, a partire da varie fonti di qualità discreta, equiparabili a (e che talvolta superano) quelle dei Bluray in commercio.
    Nel caso di Matrix, ad esempio, è stato fatto uno scempio sui colori nelle versioni VHS/DVD e anche quelli del Bluray non rappresentano correttamente la versione originale del film (molti di voi ricorderanno ad esempio una predominante tinta verde nelle scene ambientate in Matrix e blu nelle scene del mondo reale, in realtà originariamente non era affatto così, la revisione dei colori nelle versioni home video è postuma e posticcia).

    Mettere le mani su una versione italiana in 35mm (quella proiettata al cinema, ben diversa da quella in home video) è un caso più unico che raro, solo che richiede fondi per farne una scansione e digitalizzazione in alta risoluzione (che comprende anche la traccia audio italiana DTS, inalterata e lossless).
    Chi ha visto il nostro Guerre Stellari “Despecializzato” (basato sul lavoro di Harmy e realizzato in collaborazione con lui) sa che queste opere sono unicamente finalizzate alla preservazione storica, dietro non si nasconde alcuno scopo di lucro, né fini commerciali di alcun genere. Difatti, fino ad ora non abbiamo mai chiesto soldi, sottolineo “mai”, destinando centinaia di ore del nostro tempo al restauro digitale di film per pura passione personale, perché ci preme che non vadano perduti nel tempo.
    In questo caso però il lavoro di preservazione non dipende da noi e la scansione in altissima definizione di metri e metri di pellicola ha i suoi costi, costi non indifferenti per un privato. Un contributo di qualsiasi entità, per quanto piccolo, anche simbolico, fa la differenza. La digitalizzazione verrà eseguita a prescindere, ma se vorrete dare una mano con una semplice donazione PayPal (oppure con bitcoin) a colui che paga per la scansione della pellicola, egli ne sarà molto grato. Per dettagli su come effettuare la donazione scrivetemi nei commenti o direttamente al mio indirizzo email doppiaggiitaliotiCHIOCCIOLAgmail.com.
    Vi lascio con alcune foto scattate a dei fotogrammi del film. Matrix in 35mm come non lo avete più visto dal 1999 al cinema! Io ho già donato perché non vedo l’ora di rivederlo nella sua prima versione autentica (ed italiana), spero che vorrete fare lo stesso.
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    Aggiornamento: un grazie ai due utenti che gentilmente si sono uniti a me nelle donazioni, il vostro contributo fa la differenza! Difatti mi comunica il possessore della pellicola che è quasi arrivato alla somma necessaria.
  • Romics 2014 e video intervista a Fabrizio Mazzotta

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    Romics 2014. Con la possibilità di intervistare il doppiatore Fabrizio Mazzotta, Evit si è fatto coraggio e si è gettato per voi in quella bolgia infernale chiamata “Romics di sabato” (il “Romics di domenica” è invece soprannominato “K-19“) con l’ottimismo di chi partecipa per la prima volta a questo evento… per uscirne poi sudato, esausto, onestamente un po’ atterrito e con lo spaesamento di chi partecipa per la prima volta a questo evento, ma ciononostante molto contento per l’esito di questo viaggio. Sono riuscito ad incontrare Fabrizio Mazzotta.

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    Con una pistola puntata alla testa (fuori campo) Mazzotta sponsorizza Doppiaggi Italioti. 😉


    Già la mezz’ora di fila all’entrata mi aveva ricordato di quanto io sia completamente ignorante di serie “anime” giapponesi, essendo circondato da costumi a me così oscuri che quasi mi commuovo quando in fila accanto a me noto uno vestito da Seneca Crane di Hunger Games… e non è un buon segno. Il mio bagaglio culturale nel campo dell’animazione giapponese si ferma a Akira, Ghost in the Shell e ai cartoni della mia infanzia. Inoltre il mio abbigliamento casual, la fotocamera da hipster appesa al collo e lo zainetto minimal contribuiscono al mio estraniamento dall’universo che mi circonda (qualcuno mi scambierà anche per un organizzatore) fatto di regazzini vestiti nei modi più disparati… da che cartone verrà quel costume lì? Quel cavaliere è un generico crociato o sarà una replica fedele di qualche personaggio videoludico? Guarda, una bambina vestita da protagonista di Hunger Games, che carina… e ce n’è un’altra… e un’altra un po’ più in là… e un’altra ancora. Adesso ho capito chi, oltre a me, si è visto Hunger Games al cinema decretandone un successo che avevo ritenuto inaspettato nel 2012… i regazzini.
    Ritenendo i vestiti della folla intorno a me indegni delle mie foto, ho rivolto l’obiettivo su un cacciuttiello, anche lui lì in fila.
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    Ritraimi come una delle tue ragazze francesi

    Non essendo mai stato al Romics prima d’ora ed avendo solo visto il Lucca Comics, realizzato con bei gazebo nel centro storico della città, mi lascio sorprendere un po’ dallo stile “futuro distopico” della struttura fieristica romana… pilastri in cemento che sorreggono un lungo cavalcavia (penso “ma dove l’hanno messa questa fiera, sotto a un’autostrada?“), che si rivela essere semplicemente una passerella sopraelevata.
    Ai lati del cavalcavia pedonale si trovano dei capannoni tipo hangar aeroportuali (sicuramente riciclati, grazie a furbissimi appalti, dal vicino aeroporto) che fungono da “padiglioni” e tra un capannone e un altro oscuri anfratti diventano subito bivacchi per mangiatori-di-panini-fatti-dalla-mamma e per gli occasionali fumatori adolescenziali di spinelli, di quelli che fanno un tiro, la posizionano in verticale davanti agli occhi e ne osservano la cima fumante con sguardo sofico.
    Molto presto gli angoli al di sotto del cavalcavia si riempiono di cartacce e rifiuti vari ricordando uno scenario da Blade Runner, mancavano solo i neon e la pioggia… ed essendo questo un luogo anche per appassionati di film, direi la trasformazione degli ambienti esterni a “futuro decadente” abbia giovato all’evento.

    Un gruppo di regazzini accoglie i nuovi arrivati aggirandosi minacciosamente al di sotto del cavalcavia con maschere molto convincenti che replicano quelle viste nel film Anarchia – La notte del giudizio. “Maschere molto ben fatte ma siete cretini“, penso tra me e me, perché nessuno dovrebbe mai commemorare quell’orchite hollywoodiana chiamata “The Purge 2 – Anarchy“, una vera e propria purga di fascinema.

    Roberto Diso della Bonelli Editore

    Roberto Diso della Bonelli Editore

    Nei padiglioni alle 12:00 c’è tanta gente ma sono ancora visitabili, li percorro tutti, osservando i vari stand, scattando qualche rara foto. Una scelta saggia, quella di visitare tutti i padiglioni subito, dato che, solo un paio d’ore dopo, la folla sarebbe stata tale da impedire l’accesso a determinate aree.

    Stampante 3D all'opera

    Stampante 3D all’opera


    Fumettari che presentano il loro libro. Quello in maglietta rossa è "Sio" del canale YouTube "Scottecs"

    Fumettari che presentano il loro libro. Quello in maglietta rossa è “Sio” del canale YouTube “Scottecs”

    Comincio a vedere qualche costume decente, tratti da film un po’ più noti… l’illusione però si spezza quando si sentono delle elfe del Signore degli Anelli parlare romanesco e che, più che altro, mi ricordano dell’esistenza quel capolavoro blasfemo che è “Signore dei Piselli” dei Raminkia.
    Spero di incontrare almeno un Giudice Dredd per fargli ripetere qualcuna delle frasi pacchiane di quel film ed assicurarmi così una spassosa clip da mettere su YouTube ma niente da fare, solo assassini e altri personaggi di serie videoludiche abusatissime.

    Se deve fidà! Sta bbacchetta maggica è 'a meglio le dico

    Se deve fida’! Stabbacchetta maggica è ‘a meglio le dico

    Vado verso i banchetti dedicati alle serie cinematografiche con cui ho più familiarità… Ghostbusters, Guerre Stellari, Batman e altri… tanti sono gli zombi ma non è chiaro a quale film/serie appartengano, il mercato ne è ormai saturo, sono generici zombi. Carina l’area arredata in stile apocalisse zombi dell’associazione “Doom Valley”… Ah, vi avevo detto che c’erano anche degli ZOMBI!?

    Doom Valley

    Associazione “Doom Valley”… bella foto “dinamica”

    Allo stand di Ghostbusters Italia noto con rammarico che solo il giorno prima era passato Massimo Foschi (voce celebre di Dart Fener), un’occasione mancata! Anche il mio amico doppiatore Edoardo Stoppacciaro doveva essere a quello stand nei giorni della fiera ma alla fine non è potuto venire.
    Grazie ad un aggancio avrei dovuto incontrare persino Marco Mete ma, poveraccio, esausto dalla direzione del doppiaggio di Interstellar (che doveva finire a velocità interstellar) non ha avuto la forza di venire e si è dato per malato.
    Visto che sono allo stand di Ghostbusters, mi improvviso cavia umana e cerco di indovinare la carta astraendomi il più possibile…

    ... un po' di linee ondulate?

    … un po’ di linee ondulate?

    Incrocio poi qualche Indiana Jones, un anziano Obi Wan, qualche Lara Croft, altre protagoniste di Hunger Games e noto, quasi per caso, l’auto “KITT” della serie Supercar parcheggiata in un angolino un po’ anonimo. Rifuggo infine verso l’esterno per una boccata d’aria e per azzannare uno dei miei panini portati da casa perché sono taccagno e non voglio spendere nemmeno un centesimo da quei cravattari dei venditori di cibarie alla fiera.

    Obi Wan per hobby

    Obi Wan per hobby

    KITT

    KITT

    Ogni tanto si sentono grandi schiamazzi di folle urlanti, alcuni gruppi di regazzini scattano come dei centometristi verso direzioni ignote, un commerciante vicino a me esclama “sarà er solito iutuber“. Scopro solo sulla via di casa che in quel giorno c’era anche il caro Alberto Pagnotta ma, anche a volerlo, credo non sarei mai riuscito ad incontrarlo senza l’ausilio di una mietitrebbiatrice per farmi strada tra i suoi fan adolescenti. Per fortuna ci eravamo già incontrati a Empoli qualche mese fa, in un ambito molto più rilassato e non ebefrenico.

    Cantori di Westeros

    (questa foto non mi appartiene)

    Rientrando noto lo stand de’ Il Trono di Spade e mi piacerebbe farmi una foto sull’omonimo trono (come avevo già fatto a Empoli) ma si è formata una calca oscena e, accanto a me, un romano di quarant’anni (se non più) si emoziona come un bambinone esclamando caciaronamente e con un tatto da zappatore: “Aò guarda! Ce sta pure er nanetto!“.

    Uno dei padiglioni

    Uno dei padiglioni

    La folla aumenta gradualmente e comincia a diventare arduo muoversi all’interno dei padiglioni; in uno di questi sento il tanfo di qualche fetentissimo cibo asiatico di produzione industriale che vendono sempre in queste occasioni (approfittando delle nippo-voglie adolescenziali) e non mi sorprende scoprire che in quello stesso giorno sono stati ricoverati 28 ragazzi per intossicazione alimentare… A’ rega’, er giapponese se magna nei ristoranti, non da quei paninari che vi vendono robaccia avanzata dal Lucca Comics dell’anno scorso!
    Mia madre il giorno dopo sente la notizia al telegiornale e per un secondo si preoccupa ma poi si ricorda che suo figlio in queste occasioni è super taccagno e che non avrà speso un centesimo alla fiera oltre al biglietto di ingresso.
    Aveva ragione.

    folla

    masse isteriche

    Verso le 16 la folla cresce a dismisura e presto diventa spaventosa come quella di M – Il Mostro di Düsseldorf; la rete telefonica mobile, già da metà giornata messa a dura prova, collassa definitivamente dando agli adolescenti un assaggio dei primi anni ’90. Pochi fortunati utenti Vodafone godono (addirittura) di una minima copertura internet e diventano subito prede di amici disperati. Perdere di vista l’amico con cui si è venuti al Romics vuol dire tornare a casa da soli. “Vado un momento a cercare Tizio” diventano le ultime parole sentite da molti.
    In questa confusione totale temo che non riuscirò ad incontrare Mazzotta con il quale mi ero dato un generico appuntamento e l’ultimo messaggio ricevuto prima del collasso della rete mobile era stato “sono ancora a casa, tra poco parto“.
    Per puro caso lo trovo più tardi mentre ero alla ricerca di un’altra persona. Ci salutiamo con affetto nonostante non ci fossimo mai visti o incontrati prima e, con la scusa dell’intervista, Mazzotta e io ci dileguiamo trovando una miracolosa stanza-rifugio vuota e meno rumorosa… e a questo punto mi improvviso intervistatore.

    Ebbene questa è l’intervista in esclusiva per Doppiaggi Italioti, seguìta dal suo saluto per tutti voi, lettori carissimi. Vi ricordo che entrambi i video sono disponibili in HD, nonostante la penosa conversione di YouTube.

    intervista mazzotta

    “Clicca” sull’immagine

    Ringrazio ancora Fabrizio per la sua gentilezza e cordialità e vi lascio con il suo personale saluto a tutti voi, lettori di questo blog. Tutte le altre foto che ho scattato all’evento le troverete sulla pagina Facebook di Doppiaggi Italioti.

    mazzotta saluto

    “Clicca” sull’immagine

  • Vignette inedite #2

    Secondo appuntamento con le vignette inutilizzate. Sono vignette realizzate per alcune mie recensioni ma che alla fine decisi di non utilizzare, di solito perché non le reputo abbastanza attinenti (o divertenti), ma dato che sono già pronte è un peccato lasciarle così, ad occupare kilobyte di hard disk inutilmente… e dunque le condivido con voi.
    Non perdetevi anche il precedente “Vignette inedite #1“.

    _______________

    Dalla recensione sull’adattamento italiano di RoboCop furono escluse le seguenti due:
    scatta la viulenza

    La recensione di Captain America – The Winter Soldier ha visto l’esclusione di questa vignetta:
    Captain-America-2
    Altre vignette mancate nei successivi articoli su Captain America 2 sono state:
    captain-america-winter-soldier-nick-fury
    Captain America is magic
    Nella recensione intitolata Oblivion – L’oblio dell’italiano mi lamentavo di alcuni problemi dell’adattamento del film, dove lo spettatore era costretto a sentire (in italiano) termini come “flight recorder“, “beacon” e altre belle fetenzìe. Una vignetta poi non pubblicata (per scarsa attinenza all’argomento) fu questa:

    Nota: il personaggio della Rusakova era effettivamente russo.
    Nella recensione intitolata “Hai mai sentito parlare di Evil Keneweil?” compare una foto con il maggiordomo Nick Nack, del film “L’Uomo dalla pistola d’oro“, il quale nella vignetta esclamava “a’ burino, se chiama Ivo Carneval” ma la prima versione della stessa presentava una diversa battuta…

    …che pone comunque l’attenzione sul problema della pronuncia di un nome, quello del motociclista stunt-man Evel Knievel, spesso storpiato oppure sostituito completamente con altro nome, come ho evidenziato nella recensione su Benvenuti a Zombieland.
    Sarà la posa di quell’attore, un po’ alla Mario Brega, che ho trovato irresistibile per fargli dire una qualche volgarità da burino.

  • Reportage dalla Prima Edizione del Premio Tonino Accolla

    Come in un trafiletto ottocentesco, riportiamo…
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    11 Luglio, sfidando il caldo umido siciliano, il nostro Leo si è recato all’Antico Mercato di Ortigia, a Siracusa, per partecipare ad una importante serata (lo stesso giorno, molto più a nord, il vostro affezionatissimo festeggiava il suo compleanno, ma questa è un’altra storia).
    L’evento siracusano, organizzato da A.R.C.A., era una raccolta di fondi per la ricerca sul canco pancreatico.
    Da qui all’eternità“, questo il nome della serata culturale che ha ospitato la prima edizione del Premio Tonino Accolla, premio dedicato all’attore, doppiatore e regista scomparso un anno fa.
    L’antiquata videocamera del nostro inviato ha catturato una interessante serata culturale fatta di voci, ballo e musica.
    Alberto Pagnotta, giovane attore e doppiatore ha omaggiato la memoria di Tonino Accolla esibendosi in un doppiaggio in diretta del film “Una Settimana Da Dio” e in una cover Disney/Pixar della canzone “Let It Go” (dal recente film Frozen).
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    Le ballerine della scuola “Prince Du Ballet” si sono esibite in un interessante tributo tersicoreo sulle note delle colonne sonore di film alle quali Tonino Accolla ha prestato la voce. Al pianoforte, il Maestro Antonio Canino.
    La cantante americana Tess Amodeo Vickery ha allietato il pubblico con le sonorità swing della sua voce, accompagnata da un trio di portentosi musicisti jazz.
    La serata si è conclusa con la premiazione dell’attrice Galatea Ranzi, alla presenza dell’organizzazione, del padre di Tonino Accolla, e della pittrice Irene Lopez DeCastro.

    Vi lascio con del materiale video gentilmente girato e montato dal mio inviato per gli interessati che non hanno potuto partecipare all’evento. Neanche io, per motivi geografici e per via della ricorrenza della mia nascita, ho potuto recarmi in loco, quindi anche da parte mia un grandissimo ringraziamento a Leo!

    Evit

    REPORTAGE DI LEO DELL’EVENTO PER DOPPIAGGI ITALIOTI
    (con Alberto Pagnotta)

    ESIBIZIONE DI ALBERTO PAGNOTTA

    LE PREMIAZIONI

    ALTRI MOMENTI SALIENTI

     

  • Tutti gli sketch di "me lo compro io per un dollaro!" (da RoboCop)

    Nel precedente articolo sull’adattamento italiano di RoboCop ho parlato tanto dello sketch “I’d buy  that for a dollar” dimenticandomi tuttavia di pubblicare una clip italiana dello stesso. Sono “défaillances” che capitano dopo aver lavorato troppo a lungo allo stesso articolo! Per farmi perdonare, non ho inserito solo la scena più famosa ma vi delizierò con una vera e propria raccolta di tutti gli “I’d buy  that for a dollar” in italiano.
    Data la facile reperibilità della versione in inglese (basta cercare su YouTube), non ho realizzato un vero e proprio video-confronto tra la versione originale e quella italiana, ma ho lasciato comunque i sottotitoli in inglese.
    Cliccate sull’immagine per vedere il video:
    uuuuuh... queste me le comprerei IO per un dollaro!
    Sembra che la voce di Bixby Snyder sia di Romano Ghini” (grazie Luke)

  • Ludicomix di Empoli (13-04-2014)

    LUDICOMIX

    Qualcuno si aspettava una sorta di reportage dell’evento Ludicomix ma ahimé non leggerete ciò che avevo intenzione di pubblicare. Prima di tutto perché ieri mattina ho preso a caso dal cassetto le uniche batterie ricaricabili non funzionanti che possiedo, le avrei dovute utilizzare per macchina fotografica…  e difatti hanno fatto cilecca dopo due scatti, così sono stato costretto ad usare solamente il cellulare, adeguandomi così alla moda dell’anno, l’autoscatto (selfie). In secondo luogo perché avevo già scritto questo articolo nel sacro tempio della musa ispiratrice (il cesso) quando, di punto in bianco, il block notes sul mio blasonato cellulare è andato in crash e ho perso tutto ciò che avevo scritto, quindi adesso vi beccate questa versione svogliata dello stesso testo.

    Ebbene, molto carina questa fiera del fumetto di Empoli, erano anni che non andavo ad un evento simile in Italia, un po’ per l’età del sottoscritto, un po’ per le molteplici delusioni del Lucca Comics (anni e anni fa); complice del successo è stata la possibilità di incontrare alcuni “amici su internet” di lunga data e che fino a ieri non avevo mai visto di persona… tra questi Alberto Pagnotta (“quello che fa le voci”) a cui ho strappato una dedica (ovviamente sotto la minaccia di abbandonarlo, al ritorno, in un area di sosta sulla FI-PI-LI).

    Alberto Pagnotta saluta

    Cliccami!


    All’evento erano invitati vari personaggi italiani più o meno conosciuti su YouTube tra cui il sopracitato Pagnotta (doppiatore e celebre imitatore), Victorlaszlo88 (recensore cinematografico “del tubo”), i Fancazzisti Anonimi (vi lascio immaginare cosa facciano su YouTube) insieme a Riccardo Accattatis, i quali hanno approfittato dell’evento per presentare il loro “independent web project“. Insieme a loro sono venuti anche altri membri della “ca$ta” come Fraffrog ed il gigante buono RobForchetta (che nella mia testa è la versione italiana di Tom Savini).
    Ho azzardato una ripresa in stile “campo di prigionia” che ritrae alcune porzioni dell’evento, l’audio pessimo è colpa di alcuni microfoni…

    In diretta dal CIE di Empoli


    Cos’altro c’è da dire? Gli spazi espositivi, benché ridotti rispetto a fiere più celebri, sono stati gestiti bene con grande varietà di prodotti al contrario del Luccacomics che finisce per essere una serie infinita di tavoli che vendono la stessa roba a prezzi smodati.

    Tavolata steampunk


    Dopo aver assistito alla presentazione di questo “progetto web indipendente” da parte di Pagnotta and friends, questi ultimi sono usciti fuori in giardino per interloquire con i fan e con i curiosi come me.
    In seguito, con Piero Castiglia (fondatore di Ghostbusters Italia), abbiamo parlato di doppiaggi e doppiatori mentre giravamo per i banchi e le ore sono volate. Mi ha fatto anche provare lo zaino protonico così coronando un sogno di oltre 25 anni fa. Ragazzi però, quanto pesa!
    Venkman

    Venkman tiene Egon “in pugno”.


    Un venditore poi ci ha fatto segno di dare un’occhiata ai giocattoli della serie a cartoni The Real Ghostbusters, in particolare un Egon ed un cesso fantasma di cui avevo perso memoria. Se non li avevamo comprati negli anni ’80 figuriamoci se li compriamo adesso, ottimo tentativo però. Tra i giocattoli più assurdi ho trovato anche qualche oscena bambola di Promesseus, chiaramente indirizzata ad un pubblico di cine-nerd ultraventenni eterni-bambini… perché altrimenti mi domando quale mercato possano mai avere.
    Prometheus doll
    Trilobite???

    Trilobite???


    C’erano persino delle “action figures” più espressive degli attori originali…
    Rocky IV

    Bamboline con la zeppola in bocca


    Alla fiera si aggirava anche il gruppo “cosplay” di Game of Thrones (tutti vestiti però) con tanto di trono di spade sul quale farsi la foto…
    Carenza di felino carpatico

    Carenza felina carpatica


    Girando insieme ad un acchiappafantasmi non sono mancate occasioni per esercitarsi in citazioni come quando un anziano (in realtà uno con maschera da vecchio in stile Jackass) ha domandato se egli fosse meccanico e a cui ho risposto io: “no, disinfestatore. Hanno visto uno scarafaggio al 13simo“; se qualcuno poi strillava “e chi chiamerai?” la risposta inevitabile era più che mai italiota: TRI-MAN!
    Ecco altre foto, fornite gentilmente da Piero vista la mia disavventura con la macchina fotografica.

     
    Poi boh! Che altro vi devo dire? La prossima volta venite che magari mi trovate ad un banchino tutto mio, possibilmente con Leo 😉

  • "Traduttori senza gloria" sbarca in Francia


    Per chi sa leggere il francese o si accontenta di Google translator, vi rimando ad un articolo molto interessante di una blogger francese che tempo fa mi contattò chiedendomi informazioni e quant’altro in merito al mio visitatissimo “pezzo” su Bastardi Senza Gloria, incentrato sulla “scena degli italiani”.
    In tale articolo, pubblicato sul blog dell’associazione francese di traduttori di audiovisivi (ATAA), troverete una dettagliatissima ricerca sulle differenze di traduzione di questo film nelle varie lingue in cui è stato doppiato e riporta ciò di cui hanno parlato in una conferenza (a quanto pare si fanno anche conferenze su tali argomenti).
    Qui potete leggerlo per intero: http://ataa.fr/images/Inglourious%20Basterds%20-%20article%20complet.pdf
    Titolo dell’articolo: “À la recherche de la cohérence perdue: étude comparative de quatre doublages d’Inglourious Basterds (Quentin Tarantino, 2009)” della traduttrice Anne-Lise Weidmann.
    Credo che il titolo si spieghi già da solo. Insomma se siete interessati dateci un’occhiata. Io sono citato in fondo 😉
    Ve l’ho già detto che è in francese vero?

  • Concorso Electric Boogaloo chiude il 1° settembre


    Vorrei ricordare a tutti che è ancora aperto il concorso “Electric Boogaloo dove invito i lettori a scrivere nei commenti un titolo ironico per il sequel di un film a vostra scelta (tutti i dettagli in merito li potete trovare nel link)
    Il 1° settembre sceglieremo il più divertente tra quelli pubblicati. Di questo ne verrà realizzata una locandina fittizia (come faccio per la rubrica Locandine all’Amatriciana, tanto per intenderci) con il nome dell’ideatore sul poster ovviamente.