Critica alla critica – 27° episodio – Mamba

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Ex-docente, blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film. Ora dialoghista per studi di doppiaggio.

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  • vipera intrigante

    15 Dicembre 2011 alle 13:59

    adoro questo film,troppo geniale.La situazione è talmente assurda che a un certo punto è la stessa tipa che fa il punto della situazione per i telespettatori increduli: la porta è bloccata,il telefono è isolato e il lucernario è troppo in alto.Ad ogni modo favolosa la scena in cui la tipa riesce con un sacchetto a cospargere di farina tutto il pavimento della cucina……. probabilmente il suo secondo hobby era fare pasticcini in quantità industriali.

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  • vipera intrigante

    15 Dicembre 2011 alle 16:24

    la cosa divertente è che proprio ieri, avendo scelto come tema “animali vs uomini”, ero nel dubbio se guardare lo squalo 2 o mamba……e poi la scelta era ricaduta su mamba. Evidentemente ieri questo film era proprio “nell’aria”…….

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  • Rado il Figo

    20 Dicembre 2011 alle 15:11

    Uh Madonna! Vidi Mamba in tv ai tempi del militare, e ricordo che pure il recensore de il Giornale (guarda caso, anch’esso di chiare matrice destraiola: un caso?) lo dipingeva come un capolavoro, anche se onestamente sottolineava una gravissima pecca della trama: possibile che in tutta la casa non vi sia una sola finestra raggiungibile da un essere umano? E senza contare che la protagonista riconosce il mamba come tale dopo averlo intravisto ripreso in un fotogramma (e pure in movimento)

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  • Evit

    20 Dicembre 2011 alle 15:31

    Ciao Rado, ahah già mi sorprende che qualcuno lo conosca. Non so se dipende dall’orientamento politico (il Giornale è di destra ma “segnalazioni” è cattolico) ma in generale queste recensioni lodevoli verso il “cinema sconosciuto e scadente” evidenziano soltanto quanto le loro critiche siano fini a se stesse e personalissime. L’elogio del prodotto di nicchia (anche se scadente) e la lamentela a priori verso film più noti (anche se validi) è putroppo una triste caratteristica di molti critici cinematografici.
    Divertente la futile pecca evidenziata dal recensore de il Giornale quando l’intero film si arrampica sugli specchi.

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