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  • Frammenti di doppiaggio (10) – L'esperimento del dottor K.

    Del titolo di questo film già parlai in un vecchio e adorato episodio di TITOLI ITALIOTI, ciò che non vi avevo mostrato all’epoca era la scena da cui è tratta la vignetta d’apertura di quell’articolo. Una scena che, in inglese, è abbastanza agghiacciante ma che in italiano diventa (secondo me) divertentissima grazie all’alterazione lessicale di “aiuto” in “aiuro” (o qualcosa di simile) perché ovviamente le persone rimpicciolite a dimensione mosca hanno difficoltà nel pronunciare le T correttamente.
    thefly1958
    Pensate che questa fu la mia suoneria del cellulare diversi anni fa, finché amici e familiari seccati da questa vocina me la fecero cambiare forzatamente.
    La scena fu “parodiata” nei Simpson in un famoso episodio che vi mostro dopo averlo arrubbato da altri su YouTube.
    bart mosca
    Oggi giorno è un miracolo scoprire che chiunque lavorò all’adattamento di questo episodio si rese conto della citazione, queste attenzioni sono sempre più rare, anche nei Simpson.

  • Nuova voce per Homer Simpson

    La scelta di Mediaset
    I pochi che ancora guardano le nuove serie dei Simpson lo sapranno già, a chi ha abbandonato la serie tempo fa invece non gliene fregherà niente… La notizia è che dopo la morte di Tonino Accolla, Homer Simpson in italiano ha cambiato necessariamente doppiatore.
    I due finalisti sono stati Alberto Pagnotta e Massimo Lopez e il ruolo alla fine è andato Massimo Lopez.
    Dall’anonimo mondo di internet, anzi di Facebook, numerose sono state le lamentele per questa scelta, difatti Pagnotta è noto su YouTube proprio per la sua ineccepibile imitazione di Tonino Accolla nei suoi vari personaggi e per molti la scelta di Pagnotta era quasi ovvia e molto attesa. È dunque comprensibile la delusione di molti quando la Mediaset ha deciso di optare per un doppiatore e attore con molta più esperienza, Lopez.
    Sebbene questa scelta sia comprensibile da un punto di vista professionale, ho trovato abbastanza deludente il provino di Massimo Lopez che ricorda un po’ l’orso Yoghi e un po’ imita Accolla. Se volevano un imitatore di Accolla tanto valeva scegliere Pagnotta che comunque non imita e basta ma sa anche caratterizzare nuovi dialoghi, chi conosce Pagnotta questo già lo sa. Se si voleva invece una interpretazione del tutto nuova e diversa da quella di Accolla allora avrebbe avuto più senso optare per un doppiaggio che somigli più da vicino allo Homer originale. Questa via di mezzo secondo me non ha molto senso. Comunque abbiamo visto solo un provino, vedremo cosa tira fuori Lopez… Anzi no, forse non lo vedremo proprio perché ormai la serie è naufragata nell’insipido e ha perso TUTTO quello che la rendeva famosa e speciale, i pochi che ancora se la guardano forse si lamenteranno del nuovo doppiaggio ma non interesserà a nessuno.
    L’unica cosa di cui sono contento è che il mio amico Alberto abbia avuto una chance arrivando così vicino alla meta, sono sicuro che a lui abbia dato molta soddisfazione il solo fatto di essere arrivato in finale con un professionista come Lopez. È solo un peccato che non vengano date più possibilità ai giovani emergenti ma Alberto ne avrà certamente molte altre.
    Buona fortuna Albe’.

  • Nuovo doppiaggio Simpson (non) fa scandalo

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    Qualche tempo fa mi capitò di leggere su Google News di un presunto scandalo che per poco non fa saltare qualche capo di stato. Vatileaks? Wikileaks? Rubygate? No, sono soltanto cambiati alcuni doppiatori di lunga data nella nuova serie dei Simpson.

    Qualcuno di voi forse si aspettava un super articolo su questo blog dove mi aggiungevo al coro degli indignados, pieno di rabbia nerd… La verità è che mi importa poco, anzi niente. Le più recenti serie dei Simpson sono generalmente così scadenti che non mi curo di ciò che combinano con il loro doppiaggio e proseguo ad oltranza a rivedermi sempre i vecchi episodi trovandoli sempre divertenti, sono uno che ancora ride ripensando alla voce di Lenny che dice: “CONVENZIONE ODONTOIATRICA!

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    Ebbene, dopo aver letto questa notizia pompatissima, qualche settimana fa mi sono promesso di fare uno sforzo e di non spegnere la tv dopo le 14 per rendermi conto dell’entità del danno:

    La nuova voce di Bart, Gaia Bolognesi, è certamente la novità più lampante insieme a quella di nonno Simpson che adesso è di Mino Caprio (Peter Griffin). Richiederà ai fan molto tempo per ingoiare questi due (baga)rospi e abituarsi alle nuove voci!

    La perdita della Bosisio per Marge è stata forse la più lamentata ma non quella più evidente per me. Difatti, seppur non identica, resta pur sempre una buona sostituzione che ricorda abbastanza l’originale Bosisio di cui comunque si sente moltissimo la mancanza. La nuova Marge è di Sonia Scotti, nota come la voce di Whoopi Goldberg. Non certo l’ultima arrivata.

    Anche la voce della madre del preside Skinner mi sembra sia cambiata (niente più sacche larvali da recuperare nel cesso ahimè). Per il resto tutto identico a prima salvo che le trame si fanno sempre più scadenti, le risate strappate allo spettatore sono centellinate e Homer Simpson di Tonino Accolla ha una voce sempre più piatta e stanca come del resto è accaduto in un certo verso anche con l’originale Homer di Castellaneta che negli anni è cambiato molto.

    Insomma le lamentele sono giustificate… se siete tra i pochi che ancora si guardano le nuove serie dei Simpson! Proporrei un’idea quasi blasfema: date Homer Simpson ad Alberto Pagnotta e nonno Simpson ad un bravo imitatore di Milita.

  • Chicche quotidiane (20) – Inserire cervello, dare fuoco


    Oggi i Simpson mi hanno dato l’ennesima occasione di aggiungere una “chicca quotidiana” come già era avvenuto in passato per “il pisello di Marmaduke” e per “il miglior asbesto“. Spronato da Leo (che ringrazio per avermi fornito anche l’immagine) devo segnalare l’ennesimo adattamento errato che balza agli occhi.

    INSERT POOP.
    LIGHT BAG

    Ovvero “Inserire cacca. Dare fuoco alla busta“. I sottotitoli invece hanno descritto queste istruzioni come: INSERIRE PUPU’, SACCHETTO LEGGERO. Lo sanno solo i traduttori che senso possa avere una frase simile ma del resto, come già dissi una volta, non li invidio… chissà che turni assurdi che devono fare per riuscire a partorire simili “perle”.
    Sempre Leo mi faceva notare (a quel punto per me era già in corso l’abbiocco postprandiale) come durante il funerale al piccione i bambini cantassero le note de’ “il silenzio” pronunciandole “taps, taps, taps” (in inglese “Taps” è come chiamano “Il Silenzio“), un caso che ricorda da vicino il mio mumbo jumbo del film La Nona Porta. Per noi “taps” non vuol dire niente e potevano cantarla solo imitando la tromba con un bel “Pa, pà. Pa, pa-pà!” …etc. Potrebbe essere paragonabile al lasciare l’onomatopea del telefono come “ring ring” invece di adattarla come “drin drin”.
    Stagione 22 – Episodio NABF02 (Quanto è malridotto quell’uccellino alla finestra?)

  • Chicche quotidiane (16) – Il pisello di Marmaduke

    Nella puntata dei Simpson intitolata “Soldato D’Oh” (Stagione 18, episodio 5) Lenny vede Boe che scarabocchia sul Sudoku e gli chiede: “che fai Boe, disegni il pisello a Marmaduke?
    Marmaduke è il nome americano dell’alano delle vignette umoristiche noto in Italia come Sansone. Perché lasciarlo in inglese è un mistero. Mi domando in quanti l’abbiano capita.

    Nel 2010 ne hanno pure realizzato un film (Marmaduke) che manco a dirlo è stato intitolato Sansone in Italia (a naso direi che è stato una stronzata pazzesca, inoltre leggo che Pupo da la voce italiana a Sansone… ma questi sono dettagli).
    Ma a che velocità glieli fanno tradurre questi episodi dei Simpson per fare errori così banali? Me lo immagino il dialogo negli uffici Mediaset: “Signori, lo so che sono già le 18:30 e volete andare a casa ma per domani mattina alle 8 c’è da adattare la stagione 18 dei Simpson!

  • Non tutti sanno che…


    Forse non tutti si sono accorti che… quel nome Liù Bosisio nei titoli di coda italiani dei Simpson è proprio lei, l’attrice che interpretò la prima (e unica) Pina in Fantozzi e nel Secondo Tragico Fantozzi. Lo so, era anche in Superfantozzi ma, lo ammetto sfacciatamente, non l’ho mai visto per intero e poco mi interessa. Gli unici film della serie che contano sono i primi due.
    Non solo Bosisio dà la voce a Marge Simpson (in maniera anche più espressiva dell’originale), alle sue sorelle gemelle e alla madre mi pare, ma è anche persona poliedrica: prima attrice di teatro, poi una parentesi di cinema (per altro con alcuni dei “maestri”) e ancora doppiatrice, scrittrice, artista… insomma quel personaggio in Fantozzi è solo la punta di un iceberg che certamente lei non sopporterà più di sentirselo nominare e non la biasimo. Per altro l’abbandono prima che la serie di Villaggio diventasse ridicola e dozzinale la rende ai miei occhi ancora più ammirevole.
    E’ grazie a persone così capaci che in Italia possiamo avere doppiaggi di classe che non hanno niente da invidiare alle voci originali. In questo caso mi permetto di dire, persino più brava di Julie Kavner, ecco, l’ho detto! Non riesco ad immaginare i mal di gola che si possano prendere a doppiare Marge Simpson.
    Una piccola curiosità riguardo al Superfantozzi che mi vanto di non aver mai visto per intero: nella prima parte del film ci sono delle scene ambientate nella preistoria, ebbene in una di queste potrete sentire un verso gutturale della Bosisio che è identico al “mmh!” delle sorelle di Marge. Eccetto che per questo raro spezzone è difficile altrimenti immaginare che la stessa attrice famosa per le prime pellicole di Paolo Villaggio sia la stessa che da la voce ad alcuni personaggi dei Simpson.
    Questo era un mio piccolissimo apprezzamento per Liù Bosisio. Per il resto vi consiglio di dare un’occhiata al suo sito web molto simpatico con tanto di menù “vocali” (non so come altro descriverli).
    Un mio affezionato saluto a lei. Spero che non se la prenda se ho usato una foto tratta da Fantozzi (1975).

  • Chicche quotidiane (1) – L'asbesto nei Simpson

    Ho pensato che fosse giunta l’ora di aprire una nuova rubrica, quella delle chicche quotidiane. Brevissimi post in cui evidenzio “difetti” di doppiaggio o di traduzione limitati però ad una o poche battute e che per tanto non si “meritano” una esauriente trattazione come di solito faccio. In questo modo posso levarmi tanti sassolini dalla scarpa senza farmi attendere troppo.
    Per la prima “entry” abbiamo una simpsonata:

    Nell’episodio quotidiano dei Simpson oggi si è sentito “best asbestos” tradotto come “il miglior asbesto“. Una traduzione formalmente corretta ma questo pericolosissimo prodotto è meglio noto in Italia col suo nome comune… la battuta avrebbe difatti avuto l’impatto dovuto se fosse stata tradotta come “il miglior amianto“.
    Stagione 21 – Episodio MABF08 (American History X-cellente)

  • Quei "deliziosi" GNOCCHI DI LICHENE!

    Marshmallow abbrustoliti sul fuoco del campeggio, chiamati gnocchi di lichene nel film Ghostbusters
    Per decenni ci siamo chiesti “ma che diavolo sono questi cavolo di Marshmallow di cui parlano in ogni film americano?”. Appena capito che si tratta di quei tubetti (apparentemente fatti di zucchero) bianchi e rosa, morbidi, che al supermercato nessuno compra… era doveroso sollevare un sopracciglio di disappunto.

    In Italia sono importati da decenni ma ben pochi italiani se li sono mai filati più di tanto. Decisamente le caramelle meno interessanti dal carretto dei dolciumi dei luna park. Negli Stati Uniti hanno invece la stessa fama che avevano in Italia gli ovetti Kinder (i Kinder Sorpresa, a proposito li fanno ancora?).

    La prima volta che sentii parlare di questi Marshmallow è stato nel film degli Ghostbusters –Acchiappafantasmi (1985) dove un malaugurato pensiero di Dan Aykroyd fa si che un malefico Dio ittita si presenti nella forma ormai facente parte della cultura popolare, quella dell’uomo della pubblicità dei Marshmallow, lo Stay Puft marshmallow-man.

    Stay Puft Marshmallow Man, l'uomo della pubblicità degli gnocchi di lichene. Scena dal film Ghostbusters - Acchiappafantasmi
    Storicamente in Italia vengono prima conosciuti con i fumetti di Snoopy e Charlie Brown in cui si parla dei Marshmallow arrostiti sul fuoco da campeggio (uno stereotipo proprio dei Marshmallow) e alla loro prima apparizione (dal 1963) vennero tradotti con un nome di fantasia: toffolette. Nome carino, fantasioso ma anche piuttosto misterioso. I lettori italiani di Peanuts si saranno spesso chiesti che diavolo fossero queste toffolette e dove acquistarle. (Tra i traduttori di Peanuts figura anche Umberto Eco, che sia stata una sua idea?)

    Snoopy che abbrustolisce i Marshmallow anche noti come Toffolette
    Vent’anni dopo, la generazione successiva a quella dei primi lettori di Peanuts avrebbe ritrovato i dolci Marshmallow nel film Ghostbusters ma con un’altra traduzione. Nella versione doppiata in italiano, Dan Aykroyd descrive i Marshmallow come “gnocchi di lichene“. In realtà i licheni non c’entrano proprio niente, al massimo avrebbe dovuto dire gnocchi di malva. Difatti l’altea comune, della famiglia delle Malvaceae, era usata originariamente per produrre questi dolciumi. Il loro nome deriva proprio dal nome comune che ha questa pianta (Marshmallow appunto), un accostamento di “marsh” (=palude, l’ambiente in cui cresce questa pianta) e “mallow” (=malva).

    Dovremmo forse chiamare i Marshmallow “dolcetti di malva palustre”? No, per carità! Prima di tutto perché non se li comprerebbe nessuno e poi perché “Marshmallow” ormai è praticamente un marchio registrato ed ogni volta che i doppiatori cercano di tradurre la parola si hanno sempre risultati disastrosi. Tra l’altro i Marshmallow sono secoli che non li fanno più con l’estratto di malva palustre. Come ogni alimento moderno che si rispetti adesso sono prodotti in maniera industriale, non contengono alcuna sostanza benefica e fanno felicissimi i dentisti. (sarei più curioso di provare invece quelli fatti con estratto di malva che indubbiamente avranno avuto anche degli effetti benefici sulla salute (vedasi le proprietà terapeutiche dell’altea comune).

    Ritornando brevemente agli gnocchi di lichene dei Ghostbusters, bisogna specificare che, al contrario della malva, il lichene non è neanche una pianta. Mi domando sinceramente come gli sia venuto di descriverli come “gnocchi di lichene”. Che abbiano creduto davvero che si trattasse di questo? Era pur sempre il 1984 e non c’era certo Wikipedia a portata di mano, qualche scusante quindi gliela darei ai traduttori.
    La frase originale era:

    We used to roast StayPuft marshmallows by the fire at Camp Waconda

    Tuttavia sarebbe risultata poco comprensibile al pubblico italiano (una frase densa di riferimenti alla nostalgia americana legata ai campeggi estivi, dove una delle abitudini più comuni era quella di abbrustolire i Marshmallow sul fuoco) quindi i doppiatori optarono per la seguente frase:

    non c’è niente di più soffice e dolce di quei candidi gnocchi di lichene.

    La frase italiana mantiene un tono nostalgico anche se sembra più una stravagante passione privata del personaggio di Dan Aykroyd verso questo prodotto immaginario piuttosto che un qualcosa con cui tutti gli spettatori dovrebbero avere familiarità. Difficile immaginare come altro avrebbero potuto tradurla negli anni ’80.

    Una volta li ho comprati per curiosità e li ho messi nel latte come vidi fare nei Simpson (a ripensarci… che idea stupida!), alla fine mi sono ritrovato con una cosa che era praticamente latte e pezzi di gomma perché non sapevo che il latte andava prima riscaldato, nei Simpson non lo specificavano. Credo sia stata la peggiore colazione di sempre. Non ho provato ad abbrustolirli sul fuoco ma direi che mangiarmi caramellacce gommose bruciacchiate non è il mio sogno nel cassetto. In campeggio al massimo abbrustolirei delle salsicce, altro che dolciumi da fiera di paese.

  • Quei nomi italioti…

    Non è infrequente che nella traduzione dall’inglese all’italiano il nome di alcuni personaggi possa essere alterato. La ragione è da ricercare prevalentemente in quella cultura italiana un po’ nazionalistica, retaggio di inizi novecento e protrattasi fino alla fine degli anni ’70 e primi anni ’80, in cui non era insolito adattare non solo il linguaggio ma anche il nome dei personaggi in modo da renderli più pronunciabili e/o memorabili ad un pubblico quasi completamente a digiuno di inglese.
    Seppur questa abitudine stia andando a scomparire (talvolta per andare all’esatto opposto con un uso del’inglese a sproposito e in maniera eccessiva), resiste tenacemente in molte serie televisive e nei cartoni giapponesi, anche se per motivi diversi. Qui vediamo difatti la creatività adattata al lucro. Spesso per vendere meglio una serie televisiva in italia se ne cambiano trama, personaggi, religione, riferimenti e quant’altro (si! Sto parlando del caso “La Tata” su cui un giorno ritornerò).
    Fin ora ho parlato di questo argomento soltanto “en passant” ma ecco un post ad hoc. Riporto alcuni esempi di cambiamento di nome che ho in mente:
    I Simpson
    Moe diventa Boe costringendo continuamente a sostituire l’insegna del suo bar nella versione italiana.
    Nomi alterati che invece non mi disturbano sono:
    il commissario Winchester (in inglese Wiggum, originato dal cognome della madre di Matt Groening)
    la Prof.ssa Kaprapall (geniale alterazione dell’originale Krabappel che in realtà non fa riferimento né a capre né a “palle”, quindi decisamente più divertente in italiano. Carino l’accostamento di “capra” e “palla” usato per un’insegnante. Un nome direi quasi dickensiano)
    Spada, Secco Jones e Patata (originariamente Dolph, Jimbo Jones e Kearny. In italiano al posto dei nomi gli sono stati dati dei soprannomi che si adattano bene ai personaggi, Patata ha la testa rasata, Secco è allampanato e Spada, immagino perchè ha l’aspetto di un fighetto)
    Otto Disc (in originale “Otto Mann“. Ha un suo senso che si chiami Otto Disc quindi il suo nome in italiano non mi dispiace)
    A meno che non mi sia dimenticato qualcuno non dovrebbero esserci altri nomi alterati. Quindi il danno si limita solo a Boe tutto sommato.
    Per altro vedi mio precedente post Simpson Pro e Contro
     
    Saga di Alien
    Il nome del personaggio interpretato da Sigourney Weaver, “Ripley” viene pronunciato “RàIPLEI” nel primo Alien, per poi riprendre la sua forma consueta di “RìPLI”. Questi eccessi di pronunce inglesi sono sempre molto balzani e fastidiosi, come quelli che pronunciano “Predator” come predèitor. Le inconsistenze nella pronuncia dei nomi tra il primo e il secondo film non si limitano a questo, difatti in Aliens – Scontro finale quando Ripley parla del defunto Kane in italiano il nome è pronunciato Krane (letto “crein” invece che “chein”), se non lo ripetesse due volte di fila lo si noterebbe a stento!
    Visto che siamo in tema fantascienza, ritorno brevemente sulla pronuncia di “predator”: è su youtube che ho sentito alcuni italioti pronunciare “Predator” come predèitor. ERRORE!!! In originale lo si pronuncia esattamente come è scritto. Altrimenti perchè non pronunciare Alien come alàien? Scusate se mi ci impunto ma mi fanno innervosire quelli che fanno recensioni in italiano facendo finta d’essere colti ed esperti nell’uso dell’inglese riempiendoci di inutili parole anglosassoni per darsi un qualche spessore e poi cascano come pere cotte su cose così banali. Basta guardarsi un trailer di uno dei tanti film di Predator per accertarsi della pronuncia se proprio ci tenete tanto. Forse dire semplicemente “predator” sembrava troppo “italiano”!
    Saga di Harry Potter
    Se l’alterazione di certi nomi e cognomi può far sollevare un sopracciglio di disappunto a coloro che hanno letto i libri di questa saga in inglese, è chiaro che queste sono proprio da ricondurre al pubblico di destinazione di questi libri (vi ricordo che erano nati come libri per bambini) e in realtà nell’argomento dell’italianizzazione di alcuni di questi nomi non mi ci immischio nemmeno. Tra scelte azzeccate e altre molto meno, questo è il link Traduzione_in_italiano_di_Harry_Potter su Wikipedia, fonte dello scibile umano (ma anche no!) dove potrete trovare la lista “nomi originali vs. nomi italiani” insieme ad altre infelici scelte di traduzione. Inoltre non trascurate la voce “Harry Potter” sulla nonciclopedia che, oltre a dare un’immaginaria traduzione del nome di Harry Potter (Arrigo Giacomo detto er Pentolaio, nome d’arte di Enrico Vasaio per gli amici Harry James Potter), indirettamente dà un’idea di quanto siamo stati fortunati che i personaggi principali non abbiano ricevuto la stessa italianizzazione dei cognomi toccata invece a tutti gli altri personaggi. Una possibilità tutt’altro che remota!
    Ghostbusters 2
    Nel film “Ghostbusters” il personaggio di Bill Murrey, Venkman, viene pronunciato “Venkman” nel primo film e “Vinkman” nel secondo. In inglese “Venkman” si pronuncia così come si scrive.
    Quella di Ghostbusters II non è l’unica peculiarità di pronuncia. Nello stesso film il nome della nave Titanic invece che “taitanic” (all’inglese) oppure “titànic” (all’italiana) viene detto con la C finale pronunciata come in Greenwich o John Malkovich. Diventa così “tìtani-č” con l’accento sulla prima i ad aggravare il tutto (tra le varie pronuncie possibili, sicuramente la più balzana!). Considerato il significato originale di “TITANICA” la pronuncia all’italiana dello sfortunato transatlantico non può che finire con una C pronunciata come come in “picnic”. Trovo che dire “titanič” sia un errore bello e buono anche se magari qualcuno potrebbe dirmi che sono un po’ fissato.
    La Famiglia Addams
    Il personaggio più amato di sempre è certamente “Mano” che in inglese non si chiama “Hand” ma “Thing“. Il che ha creato qualche conflitto con un altro personaggio, il Cugino Coso (o Cugino It, originariamente Cousin Itt). Onestamente trovo più divertente e appropriato il nome di “Mano” rispetto a “Cosa”. Nel film “Il Silenzio dei Prosciutti” il piede che esce dalla scatola (a imitazione di Mano degli Addams) viene chiamato in inglese “Smelly Thing” e in italiano “Piede puzzolente“, mantenendo la battuta in riferimento agli Addams in entrambe le lingue. A proposito c’è da dire che il Silenzio dei Prosciutti ha pressappoco le stesse battute sia in inglese che in italiano e lo so che lo odiano tutti quel film ma come parodia di Psycho secondo me è la migliore (scena migliore da Psycho: l’omicidio dell’investigatore privato che cade dalle scale per un infinità di tempo. Se non capite la parodia vedetevi di nuovo Psycho nella scena del detective assassinato)
    Psycho (1960)
    La celebre vittima uccisa nella vasca da bagno si chiama Marion e la pronuncia in inglese è Màrion anche se in italiano il nome è pronunciato Mariòn. Immagino che la paura dei traduttori fosse quella che all’orecchio degli spettatori italioti quel Màrion potesse suonare troppo come Mario (tipico nome da idraulico coi baffi), il che sarebbe risultato alquanto spiacevole. Col senno di poi, quel Mariòn suona un po’ sciocco.
    Serie Arma Letale
    Nella serie Arma Letale il nome del personaggio di Danny Glover, il sergente Murtaugh, viene pronunciato “martaf” nel primo film e “martag” nei seguenti tre. Il problema è che in inglese la pronuncia, come spesso accade, risulta molto ambigua in quanto viene pronunciato come “marta’ ” (con finale tronco). Che non si siano accordati sulla pronuncia italiana tra il primo e i seguenti film è tuttavia fastidioso.
    Ritorno al Futuro
    In Ritorno al Futuro, come già mi pare di aver detto (e come è ormai stranoto a TUTTI), Marty McFly assume l’alias di “Levi Strauss” anche se in originale era Calvin Klein (marca evidentemente non nota in Italia all’epoca). Lo aggiungo in questa lista perchè a tutti gli effetti “Levi Strauss” è in qualche modo un personaggio del film.
    C’è un mio breve post su Ritorno al Futuro in questo stesso blog (seguite questo link).
    Serie dell’ispettore Callaghan
    nella quale, come ho già detto qui, il cognome del protagonista è stato alterato da Callahan in Callaghan per favorirne la pronuncia italiana.
    Vecchia saga di Guerre Stellari
    Vi stavate chiedendo perchè non la nominavo eh? Beh credo che tutto quello che ci sia da dire sulle alterazioni dei nomi di questa saga sia già stato ampiamente trattato qui, nel sito di guerrestellari.net (leggete questo link una volta per tutte!). Anche io accennai qualcosa a riguardo nel mio primo post su questo blog. Per concludere e farla breve, concordo praticamente in pieno con le osservazioni di Lorenzo Frati.
    A tutti gli italioti adolescenti che vengono a conoscenza di Guerre Stellari guardandosi prima gli episodi I, II e III e che corrono sui forum per postare che “Ian Solo” in realtà era originariamente “Han Solo” (!!!!!!!!!!) come se questo fosse il crimine peggiore mai commesso nella storia dei doppiaggi in italiano io dico leggetevi quell’articolo di Lorenzo Frati, poi chiedete a papà di farvi vedere i vecchi Guerre Stellari (in inglese o in italiano, come preferite) e infine buttate i nuovi episodi che non sono buoni manco come sottobicchieri.
    Via Col Vento
    Non posso non citare il caso “Via Col Vento” che uscì in Italia con molti doppiaggi (forse un giorno gli dedicherò un articolo apposta) ma che certamente il primo rimase tra i più memorabili con nomi italianizzati alla maniera fascista (ma pratica nota da molto prima di Mussolini) come già lo furono personaggi del calibro di Giulio Verne (Jules Verne), Carlo Linneo (Carl von Linné) e Tommaso Moro (Thomas Moore). E’ mio dovere far notare che è proprio questa “filosofia” che diede il via al doppiaggio, pratica inventata in Italia.
    Ad ogni modo in Via Col Vento abbiamo “Charles Hamilton” che diventa “Carlo Hamilton“, “Frank Kennedy” diventò “Franco Kennedy” e “Lydia Wilkes” che fu chiamta “India” (alé! Viva la fantasia). Ultimo ma certamente non meno importante, Scarlett O’Hara che diventò immancabilmente e memorabilmente “Rossella O’Hara“!
    Successivi ridoppiaggi riportarono ad una traduzione più fedele e soprattutto con i nomi originali (!)… tutti eccetto quello di Rossella, ormai diventata troppo famosa con quel nome… e francamente ce ne infischiamo purché non si sentano cose come Franco Kennedy e Carlo Hamilton altrimenti voglio anche il presidente degli Stati Uniti Giovanni Fitzgerald Kennedy, la moglie Giacomina Kennedy e la presunta amante Marilina Monroe!

  • Simpson PRO e CONTRO


    Ecco i miei pro e contro del doppiaggio italiano dei Simpson. Ho cercato di fare una lista più bilanciata possibile, per motivi diversi è una serie apprezzabile sia in inglese che in italiano. Se avete altri pro e contro scriveteli nei commenti, mi fa piacere conoscere i vostri.

    I “pro” del doppiaggio italiano dei Simpson

    La bravura dei doppiatori

    I doppiatori sono indubbiamente bravissimi, Lisa Ward e Tonino Accolla punte di diamante. Sandro Iovino che interpreta Mr. Burns è tuttavia il mio preferito e quando guardo episodi dei Simpson in inglese sento sempre la nostalgia della sua voce (assai più malvagia e spassosa dell’originale. In inglese ha più una voce da viscido che da perfido). La qualità delle voci è pari o talvolta superiore dunque non ci possiamo certo lamentare sotto questo punto di vista.
    Non di rado poi alcune frasi vengono rese più divertenti e memorabili in italiano. Il mio primo esempio è quello della voce di Lenny che ripete nella testa di Homer “convenzione odontoiatrica“. Secondo esempio: la canzone “spider pork” del film dei Simpson fa ridere, la canzone originale “spider pig” semplicemente non fa ridere e me lo conferma anche la mia amata fidanzata (che, chi ha seguito il mio blog fin ora già lo sa, è una cittadina britannica, scozzese per la precisione):

    ORIGINALE: Spider-pig, Spider-pig. Does whatever Spider-pig does. Can he swing from a web? No, he can’t, he’s a pig. Look out, here’s a Spider-pig.

    letteralmente traducibile come: Spider-pig, spider-pig. Fa qualunque cosa Spider-pig faccia. Può dondolarsi dalla ragnatela? No, non può perché è un maiale. Stai attento, arriva Spider-pig.

    ITALIANO: Spider-pork, spider-pork. Il soffitto tu mi sporc’. Tu mi balli sulla test’. E mi macchi tutto il rest’. Tu qua, ti amo Spider-pork.


    Non è strano che in italiano sia poi diventato un tormentone. Tra le due versioni quella originale in inglese lascia indifferenti, quella italiana fa almeno sorridere, è in rima e fa anche riferimento alla scena in corso, ovvero al maiale che sta macchiando il soffitto [il film rimane tuttavia mediocre sia in inglese che in italiano].
    Grattachecca e Fighetto sono un’altra memorabile alterazione che ha reso divertente il nome di Itchy & Scratchy (per un solo episodio tradotti più fedelmente come Grattino e Pruritino perché coerenza nell’adattamento non è sempre stato una presenza costante nel doppiaggio di una serie così duratura come quella dei Simpson).

    Uso dei dialetti

    Di solito è una cosa che fa rabbrividire (vedi il doppiaggio di Monty Python) ma posso comprenderne la necessità. Nei Simpson viene fatto largo uso di varie inflessioni dell’inglese ma, mentre esiste un corrispettivo in italiano dell’accento inglese, di quello indiano, e anche del modo di parlare dei bifolchi (“rednecks”), restano intraducibili gli accenti scozzesi e irlandesi per i quali non abbiamo corrispettivi nella nostra lingua. Il giardinere scozzese Willy (“Willie” in inglese) diventa quindi sardo seppur i traduttori stessi rimarranno sempre in dubbio sulla sua origine, talvolta vien detto che sia scozzese, talvolta sardo, talvolta un sardo-scozzese (?). Che si decidano una buona volta!
    La scelta del sardo non è del tutto ingiustificata. L’accento sardo è il più vicino per suono a quello scozzese e in Sardegna come in Scozia ampi territori sono dedicati alla pastorizia, inoltre l’eya è equiparable all’aye scozzese, entrambi significano “si”… quindi un legame lo si può trovare e vi assicuro che non è campato in aria come sembra (ascoltate l’accento scozzese per rendervi conto).
    Gli irlandesi invece sono spesso tradotti con una parlata simil-abruzzese (leprechaun compreso), qui la scelta credo sia stata un po’ casuale come del resto quella del collega di Homer, Carl, che (per non si sa quale motivo) parla con accento veneto. Non ha certo molto senso ma insomma, si può sopportare essendo limitata a pochi personaggi.

    Poca censura

    Se confrontato con “Family Guy” (in italiano “I Griffin”) possiamo considerarci molto fortunati nel poterci vedere i Simpson praticamente senza censura, cosa che invece accade in molti altri paesi. Anzi c’è da dire che nelle ultime stagioni sembra che abbiano permesso ai doppiatori di dirne di tutti i colori, ormai le parolacce non sono più un tabù (finalmente) e anche le prime non scherzavano, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 c’è stato un periodo dove far dire parolacce in prodotti per bambini “faceva ridere” ed era consentito (Mamma ho riperso l’aereo sia da esempio).


    I “contro” del doppiaggio italiano dei Simpson

    Le guest-star italiane

    Ovvero cosiddette celebrità italiane che si improvvisano doppiatori per uno o più episodi. Di solito non sono attori professionisti ma celebrità da rotocalco, comici e politici italioti. Le voci stridono a confronto di quelle dei professionisti; sembrano doppiaggi fatti in casa da caricare su youtube per essere offesi in pubblica piazza! Uno scempio criticato anche su Facebook dal gruppo chiamato “Al rogo le “guest star” nel doppiaggio italiano dei Simpson!” dai quali gentilmente prendo la cosiddetta “black list” degli ospiti indesiderati:
    VALERIA MARINI, GIANFRANCO D’ANGELO, SANDRA MONDAINI, GIORGIO GORI, PAOLO LIGUORI, PAOLO BONOLIS, VITTORIO SGARBI, VERONICA PIVETTI, PAOLA BARALE, LUCIANA LITTIZZETTO, SERENA DANDINI, IGNAZIO LA RUSSA, CORRADO GUZZANTI, MICHELE FORESTA, LEO GULLOTTA, GIORGIA, ALESSANDRA MUSSOLINI, MIKE BONGIORNO, GENNARO GATTUSO, FRANCESCO TOTTI, ILARY BLASI, MARIA GRAZIA CUCINOTTA, JOVANOTTI, LUCA LAURENTI, EMILIO FEDE, MARCO MATERAZZI, AMBRA ANGIOLINI.
    Non tutti ma molti di questi hanno davvero rovinato interi episodi. E “chissene” se lo hanno fatto per beneficenza! Mi rovinate ab eternum interi episodi di una serie TV… per beneficenza?
    In America i Simpson hanno numerose guest star che prestano la loro voce. Se funziona da loro non significa che possa funzionare anche qui da noi. Sentire Totti e la Blasi nei Simpson è una cosa atroce che ci auguriamo non capiti più nella storia dei cartoni animati e del doppiaggio in generale. A ciascuno il suo mestiere, grazie.

    Alcune scelte di traduzione

    Il nome di “Moe” che diventa “Boe” e costringe continuamente a “rititolare” l’insegna del suo bar. Moe non è un nome così difficile! Il mio collaboratore Leo suggeriva che forse è dovuto alla vicinanza con il “mo’ ” dialettale ma entrambi concordiamo sull’inutilità di tale cambiamento. Una piccola curiosità: in un episodio Boe in italiano diceva di aver ereditato il suo bar da un certo Moe e di avergli lasciato il nome. Che ci sia stato dunque un tentativo di riparare al “danno” dovuto al cambio immotivato di nome? Anche se così fosse dovrebbero allora eliminare tutte le sovrapposizioni (per altro orrende) del nome del bar “Moe”. Più probabile che si tratti di una delle altre mille inconsistenze dell’adattamento italiano.

    Riferimenti mancati o alterati

    Ahimè non di rado si perdono riferimenti culturali e di conseguenza alcune battute risultano incomprensibili. Purtroppo non c’è molto che si possa fare a riguardo. Altre volte battute tradotte correttamente non suonano affatto divertenti in italiano mentre lo sono in inglese. A questo si aggiunge il dramma degli “adattamenti culturali” in cui un riferimento culturale viene cambiato da quello americano a quello italiano. Tanto per fare un esempio, in un episodio Bart criticava il festival di San Remo (in italiano) mentre in inglese il riferimento era agli Emmy Awards (evidentemente non conosciuti in Italia all’epoca in cui fu tradotto l’episodio).
    Un altro esempio: dubito che i più abbiano capito perché Homer nel film dei Simpson sbatteva tra una roccia e un edificio chiamato “A hard place”.
    L’espressione “caught between a rock and a hard place” è l’equivalente italiano di “trovarsi tra incudine e martello”, in seguito Homer comincia a dondolare tra una “fork” (forchetta) e un “hard place”.

    Anche conoscendo la frase originale, questa scena non era certo l’apice della comicità (anzi l’intero film aveva pochi momenti veramente divertenti) e mi rimane incomprensibile perché il pubblico italiano in sala si sganasciasse dalle risate. Forse basta che Homer si faccia male per cominciare a reggersi la pancia. Le cose che suscitano ilarità tra gran parte del pubblico italiano sono sempre le più sciocche… la maggior parte degli spettatori non ride mai alle battute argute né alle citazioni cinematografiche ma solo a cose triviali come rutti e flatulenze e mi domando che cosa se li guardino a fare i Simpson… vabbè, sto divagando.

    Cambio dei doppiatori

    Alcuni personaggi secondari non hanno purtroppo doppiatori fissi ma anche personaggi più noti, nel corso degli anni hanno cambiato voce almeno un paio di volte (Moe, Barney, Flanders ed il direttore Skinner tra i primi che mi vengono in mente). Una cosa abbastanza fastidiosa specie quando la differenza appare veramente lampante come nelle prime serie.

    In conclusione…

    questi erano i miei pro e contro. Al contrario dei Griffin che guardo solo in inglese, i Simpson mi piacciono sia in originale che doppiati. Quando li guardo in lingua originale mi manca la voce di Mr. Burns ma capisco tutte le battute e i riferimenti, quando li guardo doppiati spesso vorrei non dovermi sentire cose come i riferimenti a “San Remo”. È un difficile equilibrio.