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  • Maratona STAR WARS COME LUCAS COMANDA

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    Abbiamo la sua benedizione


    Della saga ri-titolata “Star Wars” e del suo adattamento italiano ho parlato sin dagli inizi del blog, però in maniera frammentata ed erratica. Ho sempre pensato che sulle scelte di adattamento della vecchia saga non ci fosse molto da aggiungere oltre le parole di un tale Frati di un tale articolo su un tale sito web, considerazioni che condivido pienamente e che ho già sottoscritto più volte (il link ritrovatevelo da soli); dei tre prequel poi non ho mai neanche parlato perché non ho mai avuto voglia di rivederli, molto semplice. Invece al settimo episodio della saga ho dedicato un articolo completo (come faccio ormai da anni), idem per Rogue One, articoli che ovviamente mi sono costati l’accusa di ‘nostalgia’ (“critichi questo e non quelli vecchi perché sei vecchio” o giù di lì) ma se non ho mai affrontato in dettaglio l’adattamento dei tre capitoli originali è solo perché ho adottato lo stile dell’approfondimento da appena 3 anni, dei quasi 6 anni di vita del blog(!) ed avendo parlato di Guerre Stellari per sei anni in maniera sporadica perdonerete se non mi sono mai sentito in dovere di riassumere tutto. Ora però di acqua sotto i ponti ne è passata a sufficienza.
    Chi mi segue da tempo sa della mia passione per la preservazione storica dei film nella loro versione cinematografica italiana, attività che cominciò con la partecipazione della nostra squadra di Doppiaggi Italioti al progetto Star Wars Despecialized Edition di un tale Harmy. Ormai do per scontato che sappiate tutti chi sia costui dato che, grazie all’uscita di Episodio VII, alla rinnovata popolarità di questa saga e “grazie” anche alla pirateria, ora il suo nome e la sua opera sono note anche in Italia.
    star wars lucas cushing
    In pieno spirito autolesionista ho deciso di affrontare la visione dell’intera saga di Star Wars con il mio compagno di visioni, Petar, che avrete visto nei video pubblicati sul canale YouTube di Doppiaggi Italioti. Sarà anche un’occasione per riscoprirne adattamento e dialoghi.
    La questione più importante prima di affrontare una simile maratona è: quale versione vedere? Penso di aver già dato tanto spazio alle versioni originali che in ogni caso non sono disponibili in via ufficiale in formati moderni di alta definizione. Così ho deciso di affidarmi alla volontà di George Lucas, colui che ha diretto e supervisionato ciascuna revisione dei film, ogni volta alterandoli all’insegna dello slogan “I MIEI FILM COME LI HO SEMPRE IMMAGINATI!”, spacciandoci l’idea che egli abbia avuto una chiara visione di come sarebbero dovuti essere già dai primi ciak nel 1976. Che Fener urlasse “noooooo!” mentre getta l’imperatore già per la tromba delle scale come Villaggio faceva con la suora egli lo aveva già pensato a metà anni ’70, prevedendo che avrebbe poi riusato una clip audio dal finale di un futuro Episodio III, un “master plan” che nemmeno l’assassino della serie Saw si è mai sognato, solo che limiti tecnici, di budget o chissà cos’altro, gli impedirono di far registrare quella clip all’epoca. Per ragioni simili, durante le riprese nel deserto tunisino non c’era verso di trovare altri massi per nascondere meglio C1P8 e rendere così più credibile la sua mimetizzazione ma per fortuna la tecnologia moderna può riportare il film alle intenzioni originali!
    Voi starete pensando ai grandi cambiamenti come il fantasma di Anakin sul finale del Ritorno dello Jedi ma non dimentichiamoci che anche i piccoli dettagli fanno parte della visione di Lucas, come ribadito nelle più recenti interviste, nei documentari e nelle comunicazioni ufficiali della Lucasfilm. Non dimentichiamoci ad esempio che quando i caccia Ala-X discendono sulla Morte Nera nel film del 1977 è sempre stato nelle intenzioni di Lucas coprire la colonna sonora di Williams con il rombo dei motori, ma nel 1977 la tecnologia di missaggio audio non gli consentiva un tale livello di espressione artistica. Solo con il DVD del 2004 finalmente riuscimmo a godere del sonoro così come è stato sempre immaginato, dove la colonna sonora SCOMPARE! Un genio! (missaggio poi ritornato alla normalità con il Blu-Ray nonostante la santa voce dell’ufficio stampa della Lucasfilm aveva già assicurato i lamenteosi miscredenti che quella di coprire il rombo dei motori nel missaggio audio del DVD era stata una scelta intenzionale.)
    Dio Lucas, come capita in tutte le religioni, ci mette alla prova e noi non dobbiamo mai dubitare della sua parola, anche ora che è stato sostituito dalla dea Disney, che comunque rimane un falso idolo. Doppiomento non mente. L’importante è crederci. Potremmo mai dubitare del genio che ha messo gli alieni in Indiana Jones?
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    Le intenzioni originali


    Come ateo posso solo dire che le dichiarazioni di Lucas si sono ovviamente sempre scontrate con la realtà delle continue modifiche (anche sostanziali) e delle tante aggiunte che sono ad un passo dal superare le revisioni della Bibbia o dei vangeli messi insieme. Così ho deciso di calzare i panni del fedele ed abbracciare la Vera fede affidandomi ciecamente alle parole del nostro unico Dio con la barba e il doppio mento, colui che attraverso gli infallibili messaggeri dell’ufficio stampa della Lucasfilm ci ha sempre predicato di come l’ultima versione disponibile nei negozi – e solo per oggi in sconto a 19,99 – sia il Verbo! I suoi film esattamente come li aveva immaginati già nel 1971. Molti decenni prima della (s)vendita alla Disney.
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    Accettatelo!


    Parte così una maratona qui su Doppiaggi Italioti che chiamerò “Star Wars come Lucas comanda“, o “Star Wars secondo Lucas” se preferite, che comprenderà sia uno dei nostri commenti al film per la serie pubblicata su YouTube “i videocommentatori”, sia un articolo del blog che ne analizza l’adattamento così come faccio da qualche anno a questa parte. Non so dirvi l’ordine in cui usciranno queste pubblicazioni, né garantisco una qualche regolarità (saranno sicuramente inframezzati anche ad altri articoli) ma intanto eccovi il nostro commento di svago cinematografico.
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  • "Nome in codice? Rogue Uno" – L’adattamento italiano di Rogue One

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    La cosa più liberatoria dello sbattersene di come dagli anni 2000 espandano una trilogia iniziata alla fine degli anni ’70 e finita agli inizi degli anni ’80 è che si comincia anche a fregarsene della qualità dell’adattamento italiano e del doppiaggio. Ed eccoci qui a parlare dell’ennesimo “Star Wars” della Disney.
    C’è poco da girarci intorno, anche Rogue One prosegue lo stesso adattamento italiano che avevamo già trovato in Episodio VII… i nomi che compaiono nei titoli di coda sono infatti sempre quelli ma se avevo fatto un lungo articolo in merito a Star Wars 7 – Il Risveglio della Forza e al suo adattamento “da videogioco”, non credo che Rogue One meriti la stessa energia.

    Adattare senza adattare, a Disney Story

    I problemi sono sempre gli stessi: in una saga in cui si aggiungono sempre più episodi che vanno a disporsi prima e dopo gli eventi di quei tre film su cui si regge tutta questa baracca e in cui è palese lo sforzo da parte degli attuali possessori dei diritti nel cercare di realizzare nuovi film che si integrino senza soluzione di continuità con quelli girati quasi 40 anni fa, è curioso che la stessa attenzione non venga data anche ai dialoghi tradotti.

    Già con Episodio III ci fu un veto aziendale sull’opzione, per altro intelligente, suggerita dal direttore di doppiaggio (Francesco Vairano) di aggiungere una piccola battuta in cui si ordinava il cambio di matricola dei due famosi droidi, così da unificare anche nel doppiaggio italiano due trilogie già di per sé difficili da percepire come un tutt’uno. Ma evidentemente all’epoca i piani erano altri, la Lucasfilm nella prima metà degli anni 2000 già bramava di far ridoppiare la trilogia classica così da riprendere pienamente in mano le redini di un universo fatto soprattutto di nomi stampati su confezioni di giocattoli e prodotti videoludici da localizzare grazie all’ausilio rapidi e quindi economici sistemi automatizzati, croce e delizia dei traduttori professionisti.

    I marchi registrati hanno la precedenza sulla traduzione

    Quando i titoli dei film diventano marchi registrati e quando i nomi dei personaggi sono poco più che loghi intorno ai quali tradurre dialoghi in centinaia di altre lingue, così da semplificare la vita a chi si occupa di tradurre per i mercati esteri milioni di prodotti di consumo, è chiaro che si semplifica tanto la vita anche agli strateghi del marketing di un’azienda multimilionaria… ieri la Lucasfilm post-1997, oggi la Disney, la quale già da decenni ci propina nomi come Aladdin ed Hercules (e più recentemente Rapunzel) in quanto marchi registrati di un vasto franchising e non per via di qualche contorta aspirazione didattica mirata ad insegnare l’inglese all’estero, né tanto meno per uno zelante rispetto artistico verso la scelta dell’autore nella creazione dei suoi personaggi, come qualcuno ingenuamente potrebbe credere.

    Scena di Rogue One: A Star Wars Story, con Donnie Yen che impugna un bastone circondato da soldati imperiali. La vignetta fa dire a Donnie Yen: ora iniziano le mazzate. Il soldato risponde: posa il bastone, Evit. Sei vecchio.
    Se questo mese, come è capitato di fare a me, andaste al cinema in Spagna ad esempio, ci trovereste un film dallo spiccato senso artistico non appartenente al genere “di questo ne facciamo sequel fino al 2046”, come ad esempio Arrival di Villeneuve. Film simili vengono ancora distribuiti con titoli tradotti (La Llegada) mentre Star Wars sarà Star Wars ovunque, in Spagna come in Italia, come in Turchia… né più né meno come per i McDonald’s.
    Anche il nuovo McRogueOne arriva in Italia con gli ingredienti già assaggiati nel doppiaggio di Episodio VII diretto da Cosolo: “Veider” non ve lo toglie più nessuno e poco importa se quando li andrete a guardare in ordine “cronologico” (Ep.1⇒Ep.9) vi ritroverete il Fener di Episodio III seguito da “Veider” in Rogue One, poi si ritorna a Fener della trilogia classica (4⇒6) ed infine di nuovo “Veider” nella trilogia Disney (7⇒9, si presume che anche i futuri episodi 8 e 9 cadranno nella trappola dei nomi originali a tutti i costi).

    Ma se, come sembra, l’unica preoccupazione è quella di riportare i nomi alla sacralità dell’originale allora, forse, cara Disney, sarebbe il caso di ridoppiare proprio tutto, dal 1977 al 2005, e togliersi il pensiero. Pensate che ne sarei contrario? Io attendo quel giorno più di qualsiasi altro, sarà il giorno del vero trionfo! Così anche nei vecchi film, in cambio della correzione di un paio di errori storici (rimando a futura data l’analisi degli adattamenti della trilogia classica), potremo finalmente goderci le più deliziose perle del peggior inglesorum che va di moda in questi anni: via quindi i folgoratori, o fulminatori che dir si voglia, e ben vengano i blaster, perché la giustificazione degli sprovveduti è che così già viene riportato da tanti anni in dozzine di videogiochi derivativi e che ormai i fan “ci sono abituati”… un modo di pensare l’adattamento (e persino la propria lingua) che è proprio delle menti più piccole.

    Scena da Rogue One dove compare una giovane Mon Mothma, nascosto in secondo piano c'è un anziano con la barba che rappresenta Evit l'autore di questo articolo

    Evit è evidenziato da un cerchio rosso.

    Ben vengano (sono ironico) gli Star Destroyer al posto dei “caccia stellari”, abbreviativo di “cacciatorpediniere” ovviamente, altra definizione che sentiamo nella trilogia classica. In Rogue One si opta per menzionare il marchio registrato invece di proporre alcun adattamento, così dopo aver visto il film potrete ordinare a colpo sicuro i giocattoli su Amazon senza il rischio di confondere un caccia monoposto della ribellione con un caccia(torpediniere) stellare dell’impero. Un gran bel vantaggio.

    È esemplare come su Wikipedia Italia qualcuno ci renda partecipi della sua ignoranza quando scrive impunemente:

    Star Destroyer: nel doppiaggio italiano chiamato “Caccia Stellare” o “Torpediniera Stellare”, sebbene la traduzione letterale sia “Distruttore Stellare”.

    Star Destroyer descritto su Wikipedia come Distruttore stellare

    ad imperitura memoria

    Come se “distruttore stellare” fosse la traduzione corretta, alla lettera! Alla lettera un bel cavolo, “destroyer” in inglese è una classe di navi che in italiano si traduce proprio, manco a dirlo, come cacciatorpediniere. E qui riciclo una mia vecchia battuta, consentitemelo… quella del volete raccontarla proprio a De Leonardis (dialoghista della vecchia trilogia) che prima di diventare adattatore aveva studiato all’Accademia Navale per seguire le orme del padre ammiraglio? Se vi sembra che dire “cacciatorpediniere” sia un italiano un po’ da pezzenti e che non c’entri molto con l’avventura spaziale di Guerre Stellari o che travisi il significato originale, consiglio a voi e ai più ferventi curatori di pagine di Star Wars su Wikipedia di non frenare la vostra voglia di approfondire la conoscenza della lingua inglese (se di voglia ne avete) fermandovi alla superficialità del “so l’inglese perché gioco ai videogiochi e guardo film sottotitolati da quando avevo tot anni” perché potreste scoprire di credere di sapere bene una seconda lingua ma di dare molto per scontato, è così che si giunge alla mentalità di subalternità culturale di chi pensa che in inglese è tutto più “cool” e alle figure di merda su Wikipedia.

    A chi vende McRogueOne andrà certamente bene che Star Destroyer rimanga invariato anche in italiano, serve così una doppia funzione: facilita operazioni di marketing su scala globale e in più, per le piccole menti italiche che pensano di sapere la lingua inglese, suona come un DISTRUTTORE DI STELLE, vuoi mettere? Molto più imponente! Molto più cool.

    Gag di Guzzanti nei panni della presentatrice Fulvia che dice: distruttori di stelle, su rieducational channel.

    Adattare senza coerenza, a Disney Story

    Inutile dunque aspettarsi che l’adattamento di Rogue One nella nostra lingua da subumani possa proporre una traduzione per quella corvetta “hammerhead”, qualsiasi traduzione risulterebbe troppo… “pizza e mandolino”, secondo alcuni. Anzi, a ben pensarci, perché nel doppiaggio si parla di “corvetta”? Non dovrebbe essere anche quella all’inglese, “corvette”? Se il cacciatorpediniere rimane “destroyer” non si capisce perché altre classi di navi si debbano tradurre, ma del resto parliamo di adattamenti Disney-Cosolo e abbiamo già visto che non brillano per coerenza interna. Forse della corvetta non ci sono dei giocattoli in vendita quindi non c’era bisogno di lasciarla in inglese? Oppure si è voluto tradurla perché corvette ricordava troppo un’automobile? Eppure non dovrebbe essere un problema quando poi si fa credere che un destroyer possa essere un DISTRUTTORE.

    Ma è rincuorante sapere che nell’adattamento per il cinema si continua a preferire una coerenza con i videogiochi e le serie animate, piuttosto che con gli altri titoli con cui questi film dovrebbero integrarsi.

    CGI Tarkin is not amused, meme. Rogue One

    Questa battuta ve la traducete da soli.

     

    Le tanto lamentate voci nel doppiaggio di Rogue One

    Parlando solo brevemente del doppiaggio e della scelta delle voci, è curioso leggere una marea di critiche sulle interpretazioni o sulla scelta dei doppiatori, scatenatasi da subito su internet prima ancora di vedere l’originale e quindi non basate su un confronto ma su una sensazione. Per carità, le scelte bislacche ci sono sempre state da quando esiste il doppiaggio e non nego a priori che le lamentele possano essere in parte fondate, ma qui voglio porre una domanda provocatoria: non sarà che la recitazione del doppiatore, se fatta troppo a fotocopia di quella originale, possa essere la causa principale delle sempre più numerose lamentele mosse da subito, all’uscita dalla sala cinematografica, contro il doppiaggio e la scelta dei doppiatori?

    Forse sapete già che, per varie concause (più o meno comprensibili), il doppiaggio italiano moderno tende ad essere una fotocopia (in quanto a espressività e spesso modo di recitare) delle interpretazioni originali (per lo meno di quelle americane). Se questo a molti potrà sembrare un vantaggio incredibile, in realtà porta con sé un grosso problema: l’espressività di altri popoli non è sempre equiparabile alla nostra.
    “Voci assurde… voci tremende…”, esclamazioni elargite un po’ gratuitamente (spesso seguite da un “devo ancora rivederlo in inglese ma…”) che sottolineano come certi modi di recitare di attori di altre culture non siano sempre immediatamente “trasferibili” al modo di recitare italiano, e così a molti spettatori italiani, giustamente, risultano istantaneamente… strani.

    Dunque, siete proprio sicuri che ciò che a pelle vi dà fastidio siano davvero le interpretazioni dei doppiatori quando vi lamentate delle… voci? Io non ne sarei così sicuro. Un doppiatore che fa voci “strane”, oggi, di solito lo fa perché deve imitare ciò che ha sentito nel film in lingua originale, non c’è né tempo né l’intenzione di fare in altro modo e di reinterpretare più di tanto. Se proprio volete lamentarvi subito di qualcosa quando uscite dal cinema allora consiglio piuttosto di lanciarvi contro la pratica di proporre la fotocopia di recitazioni estere che non sempre viene accettata dalle nostre orecchie perché proviene da una cultura che, globalizzazione e tutto, non ci appartiene.

    Whitaker in Rogue One, la vignetta legge: il cattivo con la voce grassa. Un omaggio a CarlettoFX dei Gem Boy che parlava del cattivo con la voce grossa

    Planet-killer non si traduce come Pianeta killer… e altri ridicoli errori nell’adattamento di Rogue One

    Nome in codice? Rogue Uno (cit.)

    Piccole note positive (ogni tanto arrivano anche quelle), ho sentito nominare una “camera di equilibrio” e, visto l’andazzo, temevo quasi potessero mantenere il termine “airlock”, come successe con Interstellar (uno dei suoi pochi errori). Ma airlock in questo caso non è un marchio registrato e non aveva esigenze di labiale quindi abbiamo avuto il lusso di sentirlo nominare nella nostra lingua. Wow, mi state proprio viziando!

    Le note positive sono poche in realtà, inutile sottolineare i tanti calchi dall’inglese come il “serve una mappa – vuoi che non ne troviamo una per terra? (???), l’espressione sarcastica really? che diventa “davvero?” (quando uno “scherziamo?” sarebbe subito più comprensibile), oppure ancora il “fatelo!” (do it!) del crudele ufficiale imperiale che ordina l’esecuzione sommaria della madre della protagonista (non è spoiler se accade nei primi 90 secondi di film). Dico che è inutile sottolinearli perché cose simili ormai sono all’ordine del giorno, non una peculiarità di questo film in particolare (sebbene qui abbondino più del solito), ma questi due o tre valgono da esempio per tanti altri.

    There is no try, just do it. Meme del video motivazionale di Shia La Beouf che compare a Luke Skywalker come fantasma mentre Luke cerca di sollevare l'X-Wing dalla palude
    Nel film si sentono anche delle frasi familiari come “iniziare ignizione preliminare” e “iniziamo la corsa d’attacco“, frasi prese pari pari dal doppiaggio dell’originale Guerre Stellari del 1977, un simile rispetto delle fonti è quasi comico all’interno di un adattamento come quello di Rogue One (e di Episodio 7 prima di esso) dove vengono meno forse i riferimenti più importanti alla trilogia storica, come il nome di Fener, ma anche i blaster, etc… tutto tranne la Morte Nera però. La Morte Nera, per qualche non ben precisato motivo, può rimanere Morte Nera e non torna ad essere Death Star™, né viene ritradotta più “fedelmente” in Stella della Morte come magari qualche estremista potrebbe esigere. Io propongo Mortestella™, non credo che sfigurerebbe vicino ad altre scelte di adattamento del calibro di “a planet killer” che in Rogue One viene tradotto alla lettera come “un pianeta killer” (e qui forse la parola “distruttore” sarebbe tornata utile per davvero). Non mi resta che da chiedere… a quando “cold” tradotto come “caldo”?

    Certo è facile dire a posteriori che il “pianeta killer” si riferisce alla Morte Nera in quanto piccolo “pianeta” che “uccide”, ma l’originale “planet killer” è un “distruttore di pianeti”, letteralmente un ammazzapianeti e non un “pianeta che ammazza”, tutt’altra cosa. Giusto giusto quelle regole DI BASE dell’inglese che imparano i bambini già dalle elementari insomma, mica chiediamo tanto.

    Scena in Rogue One della Morte Nera che spara il suo raggio della morte sul pianeta Jedha

    Ammazzapianeti-pianetammazza is the new “allacciascarpa-scarpallaccia”

    Ironia a parte, voglio sottolineare che anche “pianeta killer” è comunque funzionale alla trama, è un’alterazione accettabilissima e sicuramente un’ottima scelta sia per il labiale che per i tempi della battuta. Se esagero il tutto è solo per sottolineare quanto sia assurda l’idea stessa di un esasperato rispetto delle fonti a scapito della continuità con un precedente film (quello del 1977) che cronologicamente si pone CINQUE MINUTI DOPO gli eventi di questo Rogue One… quando poi senza criterio si può decidere di ignorare il “sacro testo originale” dicendo ad esempio “un pianeta killer” oppure preservando il nome “Morte Nera” mentre tutti gli altri nomi sono già stati riformati.

    Inoltre è detestabile la svolta anglofona che ha preso l’adattamento della serie da quando è in mano a Cosolo/Disney, un adattamento che non fa alcuno sforzo di amalgamarsi con i doppiaggi precedenti se non in un paio di “copia e incolla” d’ufficio mentre calca la mano con anglicismi superflui e fuori luogo che già ci era toccato sopportare nel genere western con Django Unchained e che in generale dimostrano un’incapacità di discernere tra forestierismi utili o insostituibili e quelli invece superflui o addirittura dannosi nel contesto dell’opera che si traduce/adatta.
    Comunque, da colui che in un western ha il coraggio di proporre “wanted, dead or alive” tradotto alla lettera come “wanted, morto o vivo”,  non risulta difficile pensare che possa aver realmente considerato “un pianeta killer” come la giusta traduzione di “a planet killer”, ma chi può dirlo. Del resto, ho già fornito io stesso un’ottima scusa per salvare la dignità di quella scelta… una critica più magnanima di questa non credo ci possa essere, sarà il periodo di Natale che mi addolcisce.

    Chiudo con una frase di questo Rogue One che trovo molto ironica nel contesto di questo adattamento scriteriato e allo stesso tempo molto significativa:

    “La chiamiamo La Morte Nera, non c’è nome migliore”

    Obama mic-drop meme

    BUON 2017

  • Post Scriptum su Star Wars: quando le mie battute più stupide diventano triste realtà

    potrebbe piovere

    Mi fanno notare come nel 2014 feci una stupida battuta che due giorni fa si è tristemente trasformata in realtà con l’uscita italiana di Star Wars VII – Il Risveglio della Forza (di cui ho ampiamente discusso in questo precedente articolo).
    Nel maggio 2014, all’interno dell’articolo sull’adattamento di Batman (1989) scrissi queste profetiche parole:

    _________________________________________

       Nel 1984 il direttore di doppiaggio Mario Maldesi perse il suo collaboratore di lunga data, Roberto De Leonardis, il quale, per decenni, aveva adattato i dialoghi dall’inglese all’italiano, regalandoci lavori di classe così ben fatti da risultare difficile anche soltanto indovinare le battute originali in inglese. Sì perché, come mi è capitato di spiegare di recente, quando, nel sentire le frasi di un film doppiato, risulta facile immaginarsi la battuta originale in inglese allora potete stare sicuri che chi si è occupato dell’adattamento si è limitato a tradurre i dialoghi piuttosto che ad adattarliper il pubblico italiano.
    Difatti, sfido chiunque non abbia mai visto Guerre Stellari (1977) in lingua originale ad ascoltare questa frase doppiata:

    È la spada laser di tuo padre. Questa è l’arma dei cavalieri Jedi. Non è goffa o erratica come un fulminatore.

    …ed indovinare quale fosse la battuta originale! Quali parole tradurranno “goffa”, “erratica” o persino “spada laser”? Laser sword? Erratic?
    La frase originale era:

    Your father’s lightsaber. This is the weapon of a Jedi Knight. Not as clumsy or random as a blaster.

    e se dovessimo immaginarla tradotta oggi, nel 2014, allo stesso modo in cui doppiano cose brutte come Captain America 2, avreste certamente udito cose tipo:

    È la lightsaber di tuo padre. Questa è l’arma di un cavaliere Jedi. Non è brutta o imprecisa come un blaster.”

     
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  • Tutte le curiosità sul doppiaggio della vecchia saga di Guerre Stellari


    Siete tra quelli che si lamentano che in italiano Darth Vader è stato cambiato in Dart Fener? Allora distogliete subitaneamente il vostro sguardo da questo articolo! Il cambiamento di Darth Vader in Dart Fener non è un errore di traduzione, si tratta invece di “adattamento coi fiocchi”. Ma in questo articolo non vi parlerò del lavoro di adattamento di Guerre Stellari che, salvo pochissime eccezioni, trovo ottimo, come del resto ho già espresso in passato.
    Voglio invece condividere con voi una serie di curiosità, generalmente poco note, riguardo al doppiaggio e all’adattamento della saga di Guerre Stellari che, insieme a molte altre curiosità generali, ritroverete nel disco bonus del progetto di preservazione della trilogia originale attualmente in lavorazione. Godetevi dunque queste chicche in anteprima.

    GUERRE STELLARI (1977)

    Lo scrittore nell’ombra

    La “novellizzazione” del film (ovvero l’adattamento del film nella forma di romanzo), pubblicata in Italia nel 1978 da Oscar Mondadori, fu scritta da Alan Dean Foster nonostante la firma sulla copertina sia del megalomane George Lucas.
    L’adattamento italiano del romanzo differisce per molti versi da quello del film: vengono mantenuti per esempio i nomi originali dei personaggi mentre altri tipi di nomi (navi, civiltà etc…) hanno traduzioni alternative come ad esempio “sand people” che nel film veniva tradotto come “sabbipodi” e nel libro come “insabbiati” oppure traduzioni superflue come la nave di Ian Solo che nel libro si chiama “Falcone Millennario” (doppia elle, doppia enne). Non sto scherzando, ho il libro alla mano! Ma di questo avevo già parlato in dettaglio in questo precedente articolo.

    Guerre Stellari

    Le dita che compaiono nella foto sono proprio le mie, come mio è il libro.


    Un modesto inizio

    1976

    Salve, sono la star di un nuovo film dove interpreto un contadino


     
    Convention 1976

    La scritta “FILMS SUPER 8” e il cartello NO SMOKING ci ricordano che siamo negli anni ’70


    Al Comic-con di San Diego nel 1976 uno sconosciuto Mark Hamill ed un modesto tavolino con volantini e qualche spilla pubblicizzavano un film in arrivo l’anno seguente, un film chiamato “Star Wars“. Il logo che appariva sulle spille era ancora provvisorio ed in uno stile anni ’30, come il Flash Gordon a cui si ispirava, così come provvisrio era il poster in vendita al banco. Il poster era opera dall’artista Howard Chaykin.
    Anche in Italia abbiamo avuto delle locandine preliminari con il titolo provvisorio di “Guerre delle stelle” (un po’ come il titolo che ha poi assunto in Francia). Ne avevo una rara foto, purtroppo perduta nei meandri dei miei hard disk, quindi lascio quest’ultima informazione come leggenda non verificata.


    Che lo sforzo sia con voi

    Spaceballs
    Esistono tanti ridoppiaggi comici di questo film. Tra i più famosi in Italia (e forse l’unico ben riuscito) c’è Star Whores di CarlettoFX, fondatore della band GemBoy, e i piccoli spezzoni comici dei Nido del Cuculo. Tra le parodie cinematografiche ricordiamo inoltre il film di Mel Brooks “Balle spaziali” (Spaceballs, 1987) nel quale “la Forza” viene ribattezzata “lo Sforzo”, adattando splendidamente l’originale “the Schwartz”.


    Un gruppo di doppiaggio di tutto rispetto

    Tu ridoppi me? TU… RIDOPPI… ME?


    L’adattamento italiano è stato curato da Roberto De Leonardis, mentre il doppiaggio è stato diretto da Mario Maldesi. Le scene aggiunte per l’edizione speciale del 1997, invece, sono state doppiate sotto la direzione di Tonino Accolla.
    Nelle scene aggiunte del ’97 Stefano Satta Flores (deceduto nel 1985) è stato sostituito da Angelo Maggi per Ian Solo mentre Francesco Prando ha sostituito Claudio Capone su Luke Skywalker nonostante Capone fosse ancora vivo e attivo nel 1997.
    Tutte le scene sottotitolate (quelle di Jabba nel primo e terzo film e quelle del cacciatore di taglie Greedo) sono state ritradotte da capo e non riportano le stesse frasi della prima versione uscita al cinema. È facile notare infatti come le risposte di Ian Solo non corrispondano bene alle frasi sottotitolate del cacciatore di taglie e la traduzione per Jabba nel Ritorno dello Jedi è molto più banale, mancando di parole come immaginoso.


    Pronto, ma chi parla?

    Caramellina? Qui “chiodo arrugginito”…

    Nel film sono presenti alcuni errori di doppiaggio, durante l’attacco alla Morte Nera, il personaggio di Davish Krail (Oro Cinque, dei Caccia Ala-Y) è stato scambiato per Garven Dreis (il Capo Rosso dei Caccia Ala-X) e quindi doppiato da Vittorio Congia. Ad un certo punto Krail si rivolge a Dreis affermando di essere “Capo Rosso” e chiamando l’altro “Oro 9”. Quest’ultimo si ritrova ad avere così un altro doppiatore, dopodiché, quando il personaggio di Krail viene tolto di scena, Garven Dreis ritorna a parlare con la voce di Congia (e riafferma a sua volta di essere “Capo Rosso”). Altro errore è stato quello di affidare a due doppiatori diversi il doppiaggio di Jon Vander, il Capo Oro dei Caccia Ala-Y: il primo doppiatore non è noto, mentre il secondo è Sergio Di Giulio, che doppia solo le ultime tre battute del personaggio.

    (Dal sito Antonio Genna)

    Questi errori sono giustificabili dal fatto che, in inglese, alle comunicazioni radio tra i vari caccia è stato aggiunto un disturbo audio tanto caro a Lucas (e molto utilizzato anche nel suo L’Uomo che Fuggì dal Futuro). L’effetto fu ottenuto registrando le conversazioni attraverso radio a onde corte, questo disturbo intenzionale purtroppo non rende sempre ben riconoscibile la voce dei vari interlocutori.
    Nel doppiaggio italiano manca questo effetto sonoro (sostituito probabilmente da una generica “mano sulla bocca”) che quasi sicuramente è all’origine della confusione nel doppiaggio di alcuni attori.


    Sottotitoli problematici

    Sottotitoli originali

    “Miodddddio, negli anni ’70 non sapevano come tradurre l’inglese!!1!! Devo correre a lamentarmene su Bloopers.it”

    Un altro dettaglio che potrebbe essere scambiato per un errore di traduzione compare nella pellicola italiana del 1977 dove Greedo parla di “ogni Bounty Killer della galassia”. Bounty Killer non significa altro che cacciatore di taglie, esiste nel dizionario italiano ed appartiene al lessico cinematografico (e dei fumetti) del genere western. Dato che Guerre Stellari è stato più volte definito come “un western nello spazio” si può intuire il perché di questa scelta. In inglese i sottotitoli leggevano “every bounty hunter in the galaxy“. Strano ma vero, nell’Italia degli anni ’70 dove in pochi conoscevano l’inglese un “bounty hunter” era noto proprio come “Bounty Killer”, come dimostrato per esempio dal titolo di un libro “Se sei vivo, spara! Storie di pistoleri, banditi e bounty killers nel western all’italiana (1942-1998) di Gianfranco Casadio (Angelo Longo Editore, 2008) o da questo cartone animato, oppure ancora da questa copertina di Zagor n°325.
    Questo a dimostrazione che anche ciò che potrebbe sembrare un umano errore dell’inarrivabile Roberto De Leonardis poi alla fine non si rivela mai tale (aspettate solo di leggere l’ultima curiosità in questo articolo e capirete a cosa alludo). Insomma, un altro presunto errore sfatato ancor prima che potesse emergere su siti come Bloopers.it (in pochi hanno visto o ricordano la pellicola originale).
    La traduzione dei sottotitoli fu alterata in tutte le successive riedizioni di Guerre Stellari tranne che nella videocassetta del 1995 dove i sottotitoli non compaiono affatto! Nell’edizione speciale del 1997 invece la nuova traduzione dei sottotitoli non combacia perfettamente con le risposte di Ian Solo.

    [Nota: l’immagine usata sopra proviene dal nostro progetto di preservazione della versione cinematografica di Guerre Stellari in HD, bella vero?]


    Guerre stellari l’audiolibro

    Guerre stellari. La storia, le musiche e le foto originali del film. L’audiolibro in formato 45 giri abbinato ad un book illustrato (Buena Vista, 1980)
    © Foto Cristina Caudano

    Nel gennaio 1980 la Disney (Buena Vista) produsse un audiolibro in formato 45 giri sulla scia del successo della trilogia. Il disco era abbinato ad un libretto con 24 pagine illustrate e riguardanti la trama del film. Il doppiaggio italiano fu affidato però ad una diversa società di doppiaggio, la DEFIS, e da qui i dialoghi furono completamente riadattati (ma non i nomi dei personaggi) e il cast vocale cambiato: Claudio Sorrentino su Luke Skywalker, Mario Bardella su Lord Fener, Laura Gianoli sulla principessa Leila, Dario Penne su Ian Solo (che curiosamente aveva già doppiato Lando Calrissian nel film L’Impero Colpisce Ancora) e infine Antonio Colonnello come voce narrante.


    Guerre stellari: lo show televisivo

    SWHS (2)
    Nel 1978 fu prodotto uno show per la televisione intitolato The Star Wars Holiday Special.
    Questo spettacolino, trasmesso negli Stati Uniti per la prima e unica volta il 17 novembre 1978 dall’emittente statunitense CBS, non è mai stato distribuito in nessun formato e le uniche copie disponibili sono quelle registrate da quell’unica messa in onda. Inutile dire che una cosa così rara non è mai neanche arrivata in Italia.
    La storia principale del film vede come protagonista Ciubecca e Ian Solo in visita su Kashyyyk, pianeta natale di Ciubecca, per celebrare il “Life Day” ovvero “la giornata della vita”, una sorta di “Natale spaziale”. Lo show introduce per la prima volta tre membri della famiglia di Ciubecca (suo padre Attichitcuk, la moglie Mallatobuck o Malla e il figlio Lumpawarrump o Lumpy) e contiene inoltre diversi elementi televisivi, inclusi siparietti comici, canzoni, balli coreografati e uno spezzone animato nel quale viene introdotto per la prima volta il famoso personaggio di Boba Fett.

     Boba Fett Boba Fett

    Uno spettacolo insomma che potrebbe ricordare lo special di natale che giravano nel film S.O.S. Fantasmi con Bill Murray.
    Lucas ha finito con l’odiare questo prodotto televisivo, tanto che è possibile vederlo solo attraverso copie amatoriali registrate all’epoca ed ha affermato che, se solo potesse, distruggerebbe tutte quelle che sono ancora in circolazione.
    Uno sketch comico realizzato per il blog Redlettermedia.com mostra George Lucas (interpretato da Rich Evans) che ad una convention del 2011 acquista tutte le copie dell’Holiday Special per poi distruggerle sistematicamente.

    L’IMPERO COLPISCE ANCORA

    Il piano B di Lucas

    La Gemma di Kaiburr
    Oltre a scrivere la “novellizzazione” di Guerre Stellari, Alan Dean Foster fu allo stesso tempo incaricato di scrivere un secondo romanzo da sfruttare per un eventuale seguito a basso costo di Guerre Stellari, nel caso quest’ultimo fosse andato male al botteghino; tuttavia, alla pubblicazione del libro nel 1978, il successo mondiale del film era già evidente e così la trama del libro fu abbandonata in favore del seguito non a basso costo che piaceva a Lucas.
    La trama del libro si concentra principalmente su Luke e Leila alla ricerca di un cristallo che incrementa i poteri della Forza. Ian Solo e Ciubecca sono soltanto nominati ma non compaiono nella storia, difatti i due pirati spaziali erano originariamente solo personaggi secondari. Le ambientazioni contemplate nella storia erano molto limitate per poter mantenere il budget ai minimi termini e avrebbero previsto il riutilizzo di materiale avanzato dal primo film. Alcuni elementi della storia inoltre si rifanno a concetti di Lucas in seguito abbandonati (come i cristalli che amplificano la Forza) ma ripresi successivamente nel cosiddetto “universo espanso” che comprende i videogiochi, fumetti e romanzi derivativi.


    Il cacciatore senza nome


    Ci avete mai fatto caso? Nel L’Impero Colpisce Ancora nessuno chiama mai il cacciatore di taglie Boba Fett per nome. Si fa riferimento a lui soltanto come “cacciatore di taglie”. Inoltre in molte scene in italiano sembra avere una voce quasi robotica, caratteristica mai presente in inglese. Una caratteristica che nella nostra lingua aumentava inutilmente il mistero sull’identità di questo personaggio… dovevamo forse credere che fosse un robot?


    Tanti interpreti… un solo personaggio

    IMG_0615
    La voce dell’imperatore appartiene all’attore teatrale Clive Revill; il volto, invece, pur coperto da una maschera, è di Elaine Baker, la moglie di un truccatore (come a dire “prendete la prima persona qualsiasi che si trova in sala”).
    Successivamente, nel Ritorno dello Jedi, l’attore scozzese Ian McDiarmid fornì sia la voce (in italiano doppiato da Alvise Battain) che il volto dell’imperatore e ritornò al suo ruolo anche per i “prequel”.
    In italiano la voce dell’ologramma dell’imperatore ne’ L’Impero colpisce ancora si suppone appartenere al doppiatore Roberto Villa e successivamente sostituita, nella versione “ritoccata” del 2004, da Carlo Reali che intanto aveva dato la propria voce a Ian McDiarmid nei primi due prequel.
    Dico “si suppone” perché il nome del doppiatore dell’ologramma dell’imperatore non compare da nessuna parte, ho dunque chiesto ad orecchie esperte. Un ringraziamento per aver riconosciuto Roberto Villa va a “Swann” del blog dvdessential.it. Non troverete questa informazione altrove! È un’esclusiva di doppiaggiitailoti, se la riportate altrove aggiungeteci alle citazioni.

    Riassumendo cronologicamente, nel ruolo dell’imperatore abbiamo:
    Impero Colpisce Ancora (1980)
    Clive Revill (voce)… Roberto Villa (voce italiana)
    Il Ritorno dello Jedi (1983)
    Ian McDiarmid (attore e voce)… Alvise Battain (voce italiana)
    Episodio I (1999)
    Ian McDiarmid (come senat. Palpatine)… Carlo Reali (voce italiana)
    Ian McDiarmid (come Darth Sidious)… Gianni Bonagura (voce italiana)
    [in Italia ci piace dare da mangiare a più persone]
    Episodio II (2002)
    Ian McDiarmid… Carlo Reali (voce italiana sia di Palpatine che di Darth Sidious)
    Impero Colpisce Ancora (scena alternativa dal 2004, in DVD e Bluray)
    Clive Revill (voce)… Claudio Reali (voce italiana)
    Episodio III (2005)
    Ian McDiarmid… Francesco Vairano (voce italiana)


    IL RITORNO DELLO JEDI

    Grammatica Jedi

    Solo per questo episodio è stato cambiato, per questioni di sonorità, l’utilizzo dell’articolo con cui ci si riferisce ai Cavalieri Jedi. Ad esempio “un Jedi” è diventato “uno Jedi”, e anche il titolo del film è passato dall’essere “Il ritorno del Jedi” a “Il ritorno dello Jedi”.

    (Da Antonio Genna)


    Ai bambini piaceranno…

    Non si sa cosa sia peggio… la capigliatura anni ’80 su un infante oppure gli occhi sgranati del pupazzo


    Il successo di Il Ritorno dello Jedi e dei personaggi introdotti nel film, gli Ewok, tra gli spettatori più piccoli ha dato vita a due opere televisive derivative (spin-off) di scarso successo:
    LavventuradegliEwoks

    Ogni allusione al poster del cartone del Signore degli Anelli è puramente casuale


    L’Avventura degli Ewoks (The Ewoks Adventure, USA, 1984)
    e
    Il Ritorno degli Ewoks (Ewoks: The Battle for Endor, USA, 1985)
    Entrambi sono ambientati sulla luna boscosa di Endor, dove si era svolto in larga parte il terzo film della trilogia originale, e sono collocati cronologicamente tra L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi. Esiste anche una serie a cartoni animati chiamata semplicemente “Ewoks” trasmessa da Rete 4 nel 1987 e pubblicata anche in VHS.


    Un adattamento di classe

    …e, di punto in bianco, Lando Calrissian disse: “sparate a punto in bianco!”


    Durante l’attacco alla Morte Nera Lando Calrissian ordina di sparare sulle astronavi imperiali “a punto in bianco“:

    Sì ho detto più vicino! Accorciate le distanze e sparate sulle torpediniere stellari a punto in bianco.
    (Originale: Yes! I said closer! Move as close as you can and engage those Star Destroyers at point-blank range.)

    Questa battuta è spesso considerata un esempio di cattiva traduzione poiché confusa con il gergale “di punto in bianco” che invece significa “all’improvviso” e non “a distanza ravvicinata”.
    A punto in bianco”, nel gergo militare della balistica, significa proprio a distanza così ravvicinata da non essere necessario prendere la mira, ovvero a bruciapelo. (Fonte Treccani)

    Galeoni che sparano a punto in bianco


    Proprio quando pensavate di aver trovato un errore grave di traduzione ecco che De Leonardis e Maldesi vi cagano in testa… e mi riferisco a colui o coloro che hanno segnalato questo presunto errore sul sito Bloopers.it e ai cani che hanno riportato questa informazione senza le verifiche del caso. Volete raccontarla proprio a De Leonardis che prima di diventare adattatore aveva studiato all’Accademia Navale per seguire le orme del padre ammiraglio? C’è da sparargli a punto in bianco a questi qui!

    roberto de leonardis

  • Trailer dell'edizione despecializzata di Guerre Stellari (1977)

    Ci siamo, la promessa versione di Guerre Stellari nella sua versione originale, in italiano e in alta definizione (720p) è finalmente arrivata e per l’occasione, il suo curatore, Leo, vi offre una vera chicca: si è difatti prodigato per recuperare il trailer originale del 1977 in italiano e lo ha restaurato e proposto in alta definizione.
    Trailer di Guerre Stellari
    Cliccate sull’immagine o seguite questo link.
    NOTE:
    Da notare che mancano un paio di secondi di audio all’inizio, questi cimeli da archeologia del cinema purtroppo sono difficili da recuperare
    .
    Per chi non lo sapesse, questo trailer fu realizzato all’epoca in fretta e furia quando il film non era ancora ultimato, difatti manca della celebre colonna sonora e molti degli effetti speciali non erano ancora pronti (notare le spade laser per esempio).

  • Doppiaggi Italioti presenta l'originale "Guerre Stellari"

    Vi lascio con un articolo scritto dal mio collaboratore e amico Leo, curatore della preservazione italiana di Guerre Stellari che vi spiegherà come è riuscito a proporre Guerre Stellari nella sua versione italiana originale di prossima uscita.

    Evit

     
    Leo
    Lo stato delle cose – tante versioni e nessuna decente
    Difficile aver vissuto senza aver mai sentito parlare almeno una volta, anche di sfuggita, di “Guerre Stellari”.
    L’impero multimediale e multimilionario che oggi conosciamo è nato grazie ad un film… che oggi non esiste più. Un’affermazione stramba, esagerata si potrebbe dire? Mica tanto, considerando quello che il film originale del 1977, campione d’incassi e vincitore di sei Premi Oscar, e suoi seguiti “L’Impero Colpisce Ancora” e “Il Ritorno Dello Jedi”, hanno subìto nel corso degli anni. Più grave di qualunque cosa è la mancanza di una versione Home Video degna di tale nome.
    “Ma come…”, direte voi, “…e il magnifico set Bluray uscito neanche un paio d’anni fa?”
    “Bah! Bubbole!” vi risponde Ebenezer Scrooge

    Ma andiamo per ordine.
    1977. Esce il film originale, “Guerre Stellari”.
    1980. Il seguito irrompe sugli schermi, ed è intitolato “V Episodio – L’ Impero Colpisce Ancora”.
    1981. I due film ritornano nelle sale cinematografiche insieme, e questa volta il primo vede l’aggiunta di “IV Episodio – Una Nuova Speranza” al proprio titolo.
    1983. E’ la volta del terzo e ultimo film della trilogia, intitolato “Il Ritorno Dello Jedi”.
    Indubbiamente i tre film cambiano per sempre la cultura e la faccia del cinema, aprendo un vortice di mercanzia tra giocattoli, libri e videogame che frutta tante cucuzze alla Lucasfilm e alla 20th Century Fox. La Trilogia di Guerre Stellari comincia da subito ad arrivare ai fan prima come scene selezionate su pellicola Super 8 mm, e dal 1982 in poi appaiono le prime versioni Home Video sui supporti VHS e Laserdisc. Inizialmente si tratta solo di trasferimenti Pan & Scan, a partire dal 1989 escono le versioni in Letterbox. La trilogia esce più e più volte in vhs, 1986, 1991, 1992, un film alla volta, a due a due, in cofanetti di tre…

    In particolare il 1995 vede la volta del famoso cofanetto “Rimasterizzato THX”, che vanta di portare i film nella qualità migliore mai vista.
    1997, i tre film tornano di nuovo al cinema! Ma non sono gli stessi… Qualcosa è cambiato. Sono le “Edizioni Speciali”. Per la loro prima incarnazione (sì, prima!) la Lucasfilm tornò ai negativi originali, li ripulì, e aggiunse scene ed effetti speciali nuovi realizzati con la computer-grafica.

    scena in stile “comiche” aggiunta nel 1997


    il culo del “Ronto” che passa in primo piano coprendo la scena


    La canzone pop aggiunta nel 1997 fornisce un curioso stacco di stile nel palazzo di torture di Jabba.


    L’Edizione Speciale arrivò in videocassetta quello stesso anno. “Ah, una versione alternativa dei film, interessante”, pensarono i fan. “Beh, abbiamo ancora le vecchie vhs.”
    Siamo alla fine degli anni 90. Il formato DVD entra nel mercato. La Lucasfilm aspetta fino al 2004 per rilasciare un cofanetto della Trilogia e…. sorpresa sorpresa! E’ l’Edizione Speciale, nella sua seconda incarnazione, con nuovi cambiamenti e “migliorie”. Questo generò proteste da parte dei fan, con George Lucas che insisteva che ormai le versioni definitive erano le Edizioni Speciali e di lasciar perdere quei “film completati a metà”. Due anni dopo, però, sembrò cedere. Nel 2006 la Lucasfilm rilascia un nuovo cofanetto in edizione limitata, con le stesse versioni dell’Edizione Speciale 2004, e come “Contenuti Bonus” i film originali.
    La qualità di queste “Versioni Originali”? L’immagine sottostante rappresenta quello che probabilmente la Lucasfilm ha voluto dire ai propri fan:

    Da dove cominciare? I tre film sono presentati in formato Letterbox, chi ha qualche nozione di rapporti d’aspetto e di come vengono presentati i film in Home Video ha capito già di cosa parlo. Ma ecco un esempio visivo.
    Questa è l’immagine intera:

    Il rapporto d’aspetto è 2.35 : 1, è un formato Widescreen, altrimenti detto Schermo Panoramico. Fino all’introduzione degli schermi 16:9, lo standard per i nostri televisori era 4:3. Ciò voleva dire che un’immagine panoramica doveva essere presentata in Pan & Scan, ovvero “zoomando” e “carrellando” quando necessario su porzioni dell’immagine

    oppure con il Letterbox, che consisteva semplicemente nel presentare l’immagine intera, adattandone la larghezza allo schermo, e quindi lasciando degli spazi vuoti sopra e sotto (le “barre nere” che a sentire i non addetti ai lavori “tagliavano l’immagine”)

    Fino a formati video come il Vhs e il Laserdisc questo voleva dire che le “barre nere” facevano parte del segnale video, per apparire correttamente sui nostri schermi, e quindi utilizzavano preziose linee di risoluzione. Con l’arrivo del DVD, non è stato più necessario, perché esso ha introdotto nella tecnologia Home Video la possibilità di codificare il video sul disco in modo anamorfico, in maniera analoga a quanto succede su pellicola:

    L’immagine è conservata sul disco “compressa”, e durante la lettura il lettore DVD la “riallarga” per ridarle le giuste proporzioni. Questo non è avvenuto con i DVD del 2006 di Guerre Stellari, in un’epoca in cui l’anamorfico era ormai diventato standard. Ecco come appare invece l’immagine su uno schermo moderno:

    Ed ecco che la Galassia è diventata ancora più lontana.
    Perché? Perché questi DVD utilizzano dei telecinema realizzati nel 1993 per le edizioni Laserdisc. E l’età di questi transfer purtroppo si vede. Erano gli anni in cui nascevano le tecnologie di riduzione elettronica del rumore video, ed essendo ancora un po’ aggressive e rozze, i risultati lasciavano decisamente a desiderare


    Non esistono più release ufficiali della Trilogia di Guerre Stellari nella sua versione originale, rileggete attentamente questa frase: non esistono più release ufficiali della Trilogia di Guerre Stellari nella sua versione originale! L’edizione in Bluray del 2011 è la terza (ed ultima?) Edizione Speciale, non porta più questo epiteto poiché queste sono diventate ormai le versioni ufficiali dei film. I cambiamenti adesso sfociano dal non necessario al demente.

    Perché è importante preservare l’originale
    Il cinema oggi è diventato business, ma per sua natura è arte, e l’arte va preservata, quando ritenuta “culturalmente, storicamente o esteticamente importante”. Queste parole sono in virgolette perché sono le stesse usate dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti nel 1989 quando introdusse “Guerre Stellari” nel proprio archivio, solo sulla carta però, perché Lucas non gli mandò mai una copia del film fino a molti anni più tardi quando gli donò una versione riveduta e corretta che la biblioteca del Congresso ovviamente rifiutò perché non rappresentativa del film che avevano deciso di preservare. Agli Oscar del 1978 il film ricevette 11 nomine, e di queste ne vinse 6. Due di questi Premi Oscar, il premio per il miglior montaggio, e il premio per i migliori effetti visivi, sono completamente nullificati dall’esistenza delle sole Edizioni Speciali in Home Video. Che siano inferiori o no poco importa, la loro esistenza sarebbe tollerabile, se fossero accompagnate dalle versioni originali. Dove sono i film che vinsero quei Premi Oscar? Pensate alle ore che i talentuosi ragazzi dell’allora nascente Industrial Light & Magic passarono sopra dipinti, miniature e modellini. Dov’è il risultato di quella mole incredibile di lavoro, dove sono quegli effetti speciali che sorpresero gli spettatori e rivoluzionarono l’industria?
    In mano ai fan.
    Quando qualcosa non esiste ufficialmente, se c’è interesse, troverà il modo di venire alla luce. Serve solo una comunità di appassionati. E la comunità di puristi di Guerre Stellari è quella con la passione ed il know-how necessario per far sì che qualcosa di magico avvenga. Nel corso degli anni, anche prima dell’uscita dei DVD del 2006, la comunità di Originaltrilogy.com si è impegnata a produrre preservazioni di qualunque versione riuscivano a reperire, ottenendo i migliori risultati prima dai Laser-disc e poi dai DVD. Ma niente che potesse tentare di rivaleggiare la qualità video delle edizioni speciali, che sebbene fallaci, avevano dalla loro parte il fatto di essere state comunque ricavate da delle scansioni in alta definizione (2K) dei negativi originali.
    Entra in scena Harmy, un fan dalla Repubblica Ceca, che armato di tanta pazienza, occhio fino e bravura è riuscito a “de-specializzare”, prima parzialmente e poi completamente, i tre film della Trilogia.
    Per dare un’idea del processo utilizzato pensiamo a un famoso dipinto, prendiamo in esempio l’ “Urlo” di Munch:

    Immaginiamo per pura ipotesi che l’artista impazzisca, 20 anni dopo si convince che il suo dipinto avrebbe un aspetto migliore con un simpatico copricapo alla tirolese e torna a spennellarlo:

    Chi volesse ripristinare il dipinto alla sua gloria originale avrebbe bisogno di un riferimento, magari una foto, per re-inserire la parte che è stata compromessa.

    Adesso immaginate lo stesso principio, più o meno, ma applicato a lungometraggi interi, in alta definizione, fotogramma per fotogramma.

    edizione DVD


    edizione “despecializzata”


    Il nostro amico ceco ha utilizzato come base le versioni Bluray, e per eliminare le aggiunte delle Edizioni Speciali si è servito di “toppe digitali” create per mezzo dei DVD del 2006, versioni Laserdisc e quant’altro. Altrettanta attenzione è stata data all’audio, pochi sanno che i film (perlomeno le versioni in lingua inglese) ebbero diversi missaggi audio, ognuno con qualche differenza, e ognuno è stato preservato dai capaci membri di Originaltrilogy.com.
    Ma un momento: i tre film furono distribuiti in Italia con una precisa localizzazione visiva, oltre che di doppiaggio. Il logo iniziale diceva proprio “Guerre Stellari”, il testo scorrevole era in italiano, avevamo i sottotitoli per le lingue aliene, la Industrial Light & Magic aveva fatto le cose per bene all’epoca! Ebbene, chi vi scrive si è occupato di curare, insieme ad altri bravi amici e collaboratori, la versione italiana del primo film (gli altri due verranno, si spera, quanto prima).
    Ci siamo procurati riferimenti visivi per i loghi iniziali, il testo scorrevole, i sottotitoli alieni e perfino i titoli di coda! Abbiamo cercato di ricostruire il più fedelmente possibile quella che era l’edizione italiana di “Guerre Stellari”, come apparve per la prima volta nei cinema italiani nel lontano Settembre 1977. Per pignoleria e autenticità storica sono stati conservati perfino gli errori di battitura nei titoli di coda!
    In questo bisogna ringraziare chi ci ha procurato una copia in vhs del 1991 e i bravi ragazzi dell’associazione EmpiRa che hanno proiettato la pellicola originale lo scorso 4 Maggio.
     
    Tenete d’occhio questo spazio, a breve vi porteremo in una galassia lontana lontana…

  • May the Fourth – Maratona Guerre Stellari originali

    Quatto maggio 2013, mi trovo in fila insieme ad altre 200 persone davanti ad un piccolo cinema nella provincia di Ravenna. Lontano dal caos della grande città e soddisfatto dopo un viaggetto in autostrada senza traffico seguito da una sosta nelle campagne emiliane per cambiarmi d’abito e rinfrescarmi un po’.
    Ci attende subito un tocco di classe, sopra l’ingresso del cinema, a caratteri mobili su sfondo bianco, come si usava decenni fa, è riportato il programma della giornata: GUERRE STELLARI, L’IMPERO COLPISCE ANCORA, IL RITORNO DELLO JEDI.
    Sembra di essere tornati indietro nel tempo.
    Cinema le dune

    Foto dal blog Lega Nerd

    Non sapevo cosa aspettarmi venendo qui ma avrei presto scoperto che da quel momento in poi sarebbe stato tutto in salita.
    Nell’atrio le locandine originali esposte, una riproduzione del robot protocollare D3BO e l’astrodroide C1P8 ci danno il benvenuto. Lungo le pareti della sala troviamo vari costumi e repliche allestite con maestria. Che organizzazione! Mi ricorda le migliori convention estere, qui siamo ben lontani dai tristi eventi italioti a cui sono abituato.
    lobby sala sala
    Dopo introduzioni e spiegazioni varie da parte del team di EmpiRa (la maggior parte di queste incentrate sulle rocambolesche avventure che hanno affrontato per riuscire a farci vedere il film nonostante il giorno prima mancasse il secondo tempo di Guerre Stellari!) viene dato il via alla proiezione. Chi tra i fan si è sciaguratamente abituato alle versioni continuamente rivedute e corrette di questi film già si emoziona a vedere la scritta, semplice e in verde, della Lucasfilm… e poi BOOM! Il logo di Guerre Stellari (non di “Star Wars”) appare sullo schermo facendo partire la più sincera ed emozionata delle ovazioni tra i presenti in sala mentre la fanfara di John Williams induce la pelle d’oca. La colonna sonora ci accompagna nel primo incredibile scontro tra ribelli e soldati imperiali. Musica ed esplosioni si fondono in una sinfonia familiare e nostalgica ma allo stesso tempo esaltante… Non esiste alcun film che mi emozioni allo stesso modo nei primi 4 minuti. Mi torna in mente di essere un fan di guerre stellari, una sensazione che non avevo più provato…
    L'Impero Colpisce Ancora
    BOOM!
    È un Guerre stellari splendidamente imperfetto, un Guerre stellari in versione “grindhouse”: tanti graffi e qualche frame mancante. Particolari che sono una gustosa aggiunta all’esperienza, ci ricordano che siamo in presenza di un pezzo di storia del cinema e tutto ciò rende l’evento ancora più significativo e, sin dal 1977, inedito. Il Ritorno dello Jedi è forse la pellicola nelle migliori condizioni, in alcune scene c’è da meravigliarsi del fatto che abbia 30 anni. Nell’Impero Colpisce Ancora i neri sono diventati marroni ma per il resto una qualità visiva con i controcazzi! Con quei colori sul marrone, il film si è avvicinato più che mai ai serial cinematografici americani del bianco e nero che hanno ispirato la saga di Guerre Stellari.
    Il pubblico è tanto eccezionale quanto i film stessi. Gli esulti, le risate e gli applausi scaturiscono sempre nei momenti giusti e in dosi adeguate. Non potevo aspettarmi dei migliori “compagni”, anche se non conoscevo nessuno personalmente.
    I film procedono più velocemente di quanto ricordassi e la serata finisce con un quiz, ho modo di conoscere Marco Puglia di EmpiRa con cui ero in contatto nei giorni precedenti e con Amedeo Tecchio, proprietario delle pellicole e di molti costumi presenti all’evento. Lascio il cinema alle 1.30 del mattino, stanchissimo e contentissimo allo stesso tempo.
    proiettore
    pellicole
    Primo tempo de' L'Impero Colpisce Ancora
    È stato un vero tuffo nel passato ma anche di più: vedere i film originali così come erano stati presentati all’epoca, oggi, nel 2013… la rarità dell’occasione è difficile da spiegare a chi non conosce la storia delle riedizioni di guerre stellari che dal 1981 in poi hanno subito continue modifiche e alterazioni fino al ridicolo, oltre all’impossibilità di recuperare le versioni originali in formati moderni e/o di qualità decente.

    Il valore aggiunto per me è stata la possibilità di registrare clip video di cose che nessuno ha più visto dal 1977 portando un contributo al progetto di preservazione della trilogia originale in HD iniziato sul forum Original Trilogy e curato nella sua versione italiana dal mio amico e collaboratore Leonardo. Ci mancavano difatti elementi chiave come i sottotitoli, assenti nelle prime VHS e alterati nelle riedizioni più recenti, sia nell’aspetto che nella traduzione e che nessuno aveva più visto dal 1977. Adesso potremo riprodurre la pellicola originale fin nei minimi dettagli, usando ad esempio un font identico a quello della pellicola cinematografica, errori inclusi! Perché quando si parla di preservazione, qui a Doppiaggi Italioti, non si scherza.
    Eccovi un assaggio della versione HD con sottotitoli datati 1977 e a presto.

    Greedo in HD

  • Non avete mai sentito parlare del Falcone Millenario? Shame on you!



    Quando ho letto questa frase sulla versione romanzata di Guerre Stellari ho avuto la stessa reazione di Obi Wan Kenobi. Ma cominciamo dal principio…

    “NOVELIZATION”… MA CHE E’?

    Sapete quei mercatini che si trovano nelle città balneari italiane del centro italia dove accanto al banco ricolmo di attrezzature militari dall’ex-unione sovietica (in realtà robaccia prodotta in Cina) c’è sempre, ma dico sempre, almeno un banchino che vende libri usati a 1-3 euro? Quei banchini sono la cosa che più adoro dell’andare in vacanza. In uno di questi, anni fa, acquistai in un sol colpo la versione romanzata di Guerre Stellari e di Alien (entrambi scritti da Alan Dean Foster) spendendo 2 euro in totale. In inglese si chiamano “novelization“, in italiano “trasposizione letteraria” e sono forse più celebri all’estero che in Italia. In pratica sono romanzi che si basano sulla sceneggiatura dell’omonimo film e che escono in concomitanza con quest’ultimo (o persino prima!). Adesso non se ne producono più di questi libri (nessuno legge più) ma negli anni ’70-’80 andavano molto di moda.

    “NOVELIZATION”… MA A CHE PRO?

    Se pensate che leggersi un libro basato su un film sia inutile (avete già visto il film no? Perché rileggersi la stessa storia?) sappiate di essere in grave errore. Il bello di queste trasposizioni letterarie è che di solito venivano scritte mentre il film era ancora in lavorazione, quindi si basano quasi interamente sulla sceneggiatura piuttosto che sul prodotto “visivo” finale. Il vantaggio di ciò è che questi libri contengono quasi sempre scene tagliate o battute leggermente alterate… altrimenti come credete fosse possibile che negli anni prima di Internet i fan di Guerre Stellari potessero sapere di scene tagliate che Lucas ha tirato fuori solo adesso, nel 2012? La risposta è: proprio grazie alle trasposizioni letterarie.
    L’unica pecca relativa alle “novelization” è che non tutti sono capaci di scrivere una buona trasposizione, fin ora ho letto soltanto le opere di Alan Dean Foster (che è uno scrittore molto capace) ma ce ne sono altri a dir poco dozzinali; ad esempio mi capitò di sfogliare l’adattamento letterario de’ I Predatori dell’Arca Perduta che ho chiuso con rabbia dopo le prime due righe, questo perché lo scrittore, invece di farne una “trasposizione letteraria”, aveva optato per una “trasposizione grafica” dove venivano descritti come prima cosa i vestiti del protagonista, il cappello in particolare. Foster è invece un genio, uno che riesce a scrivervi di Alien senza mai descrivere l’alieno e, nonostante ciò, mantenere viva l’attenzione fino all’ultima riga (difatti lo scriveva mentre il film era ancora in lavorazione e l’alieno non era visibile a nessuno eccetto che a Ridley Scott e l’artista Giger, la sceneggiatura inoltre non lo descriveva). Non solo questo, ma Foster ha l’ardire di infilare nel romanzo anche questioni e riflessioni non trattate nel film e che rendono il libro stesso appunto un “libro” e non una cronaca delle scene del film. Questo è il genio, scrivere la storia di un film senza cadere nell’errore di descriverlo in maniera visiva. Il libro è un mezzo che non deve essere visivo, per quello basta il film.

    PERLE RARE


    Ebbene qualche tempo fa mi sono finalmente letto Guerre Stellari, pubblicato nel 1977 da Oscar Mondadori. Pensavate di consocere Guerre Stellari e invece ecco che Foster vi catapulta in una versione letteraria inaspettatamente gradevole e non priva di sorprese, anzi densa di elementi e dettagli nuovi anche per i conoscitori del film di lunga data come me.
    Ah, so che state pensando “ma lì c’è scritto che l’ha scritto George Lucas! Non Alan Dean Foster“, ebbene Lucas da megalomane che è sempre stato ha voluto il suo nome anche sul libro perché, dice, “è un’idea sua“, anche se la penna non lo è. Ditemi voi. Invece chissà perché nella versione romanzata di THX 1138 (anche questa ben scritta, opera di Ben Bova e ben tradotta in italiano per Urania) e degli stessi seguiti di Guerre Stellari il suo nome non appare.
    Comunque, ritornando all’adattamento letterario di Guerre Stellari, la curiosità maggiore è stata la sua traduzione italiana evidentemente realizzata prima del doppiaggio italiano, indipendentemente (o almeno in parte). L’adattamento ne è risultato infatti diverso seppur in maniera “curiosa”…

    TANTO TEMPO FA, IN UN’ITALIA LONTANA LONTANA…

    I nomi sono rimasti identici a quelli originali, quindi abbiamo Han Solo e non Ian Solo, Darth Vader e non Darth Fener, R2-D2 al posto di C1-P8 etc. Questo non scioccherebbe minimamente se poi non leggessimo altri nomi tradotti in italiano come ad esempio il “Falcone Millenario” (Millennium Falcon, rimasto invariato nel doppiaggio dato che è il nome di una nave). Altre cose hanno invece trovato un adattamento parallelo: “sand people” per esempio è stato tradotto come “insabbiati” al contrario dei “sabbipodi” del doppiaggio (devo ammettere che è carino anche quello di “insabbiati”).
    Poi arriviamo alla nota dolente, arriviamo fino alle radici stesse del mio blog…
    Quando ho iniziato a leggere il libro e ho visto che i nomi erano riportati all’inglese mi sono detto: “ah, una traduzione indipendente… beh, almeno per la versione letteraria AVRANNO azzeccato correttamente questa guerra dei cloni! Devono averlo fatto!”…

    PORCA PUTTANA!


    Sorpresa sorpresa… non ci azzeccarono! Anche qui c’è un grave errore, “Clone Wars” è stato infatti tradotto come: le guerre di Clone.
    Cioè possiamo presumere che ci sia un pianeta o un sistema nella galassia che si chiama Clone e sul quale si sono combattute tante guerre intergalattiche, un po’ come secoli fa quando paesi in guerra si davano appuntamento su determinati campi di battaglia per decidere il possesso di altre regioni (diverse e lontane da quelle in cui si combatteva). Oppure potremmo pensare che ci fosse un tizio di nome Clone, signore della guerra, che ha dato battaglia a mezza galassia?
    Lasciatemi esclamare un liberatorio: MA CHE CAZZO!!!
    “Clone wars” tradotto come “guerre di Clone”? Ma se fosse stato veramente “guerre di Clone” in inglese avrebbe letto “the Wars of Clone”. La Guerra delle due Rose si chiama di fatti The Wars of the Roses, non “the Rose Wars”. Clone wars, cazzo, è così difficile comprenderlo correttamente? La guerra… dei cloni. E’ così difficile??? LO E’ DAVVERO PER UN TRADUTTORE PROFESSIONISTA???
    Similmente noterete in un immagine successiva come anche “Jedi knight” sia stato tradotto come “cavaliere di Jedi”, anche qui si potrebbe obiettare che “Templar knights” si traduca come “cavalieri templari” e non “cavalieri di Templar”, e i “Teutonic knights” non sono “i cavalieri di Teutone”. Per il resto, il libro è tradotto molto bene.

    OBI WAN NON MENTE

    Cambiando argomento, ho altre curiosità per gli interessati… eccovi l’ennesima conferma che l’idea di Darth Vader come padre di Luke Skywalker arrivò soltanto nella scrittura del secondo film (L’Impero Colpisce Ancora) e non faceva già parte di una pianificatissima trama dove tutto era già stato deciso quasi scena per scena dai tempi del college come ci vorrebbe farci credere Lucas a posteriori nelle sue architettatissime interviste:

    Obi Wan non vuole mentire a Luke e gli dice che il padre di Luke fu fu tradito e assassinato da Darth Vader. Vienicelo a ridire dopo aver visto L’Impero Colpisce Ancora.

    NUOVE TRADUZIONI NUOVI ORRORI

    In occasione dell’imminente minaccia fantasma, nel 1999 vengono ripubblicate in un unico volume le tre trasposizioni della vecchia trilogia con notevoli alterazioni della trama e dei dialoghi in modo da far combaciare meglio le battute con il copione del film, eliminado cose scomode come Obi Wan che sostiene di dire la verità riguardo al padre di Luke e cose del genere. I nomi vengono riportati alla loro versione italiana. Addio ai dialoghi ben scritti di Alan Dean Foster e benvenuti nuovi dialoghi sciattamente ricopiati pari pari dal film e dove Obi Wan fa persino riferimento ad un mynock, quelle creature che rosicchiano il Millennium Falcon nell’impero colpisce ancora. Non ci credete? Mi avete letto fino ad ora e ancora non mi credete? Io parlo sempre “fonti alla mano”. Ecco qui:

    La versione italiana ha un diverso traduttore rispetto ai precedenti e ovviamente una nuova traduzione dove Clone Wars diventa (finalmente) Guerre dei Cloni… peccato che “Episodio II: L’Attacco dei Cloni” parlerà invece di una “Guerra dei Cloni” al singolare (come è giusto che sia). Quindi a tutti gli effetti non c’è NESSUNA traduzione italiana in cui “Guerra dei Cloni” venga tradotta correttamente: il film si parla di Guerre dei Quoti, nella trasposizione letteraria del 1977 di Guerre di Clone, nella riedizione del 1999 di Guerre dei Cloni.

    Se vi siete interessati alla versione romanzata di Guerre Stellari recuperatevi la versione Mondadori del 1977 (non costano molto su ebay), è una buona lettura estiva. Evitate ovviamente la riedizione moderna che proprio come i film ha subito numerosi ritocchi che l’hanno rovinata. Obi Wan che parla di Mynock… quella non gliela perdono! Viva gli insabbiati, abbasso le Guerre di Clone.
    Vi lascio con la copertina del mio PRIMO articolo su questo blog:

  • Intervista sulla versione italiana di "Star Wars: revisited"


    Di recente ho scoperto con immenso piacere l’esistenza di una versione italiana dell’edizione “revisited” di Guerre Stellari (chi non sa cosa sia a breve lo scoprirà). Prontamente mi sono messo in contatto con il curatore di questo progetto (che si fa chiamare Luke) proponendogli un’intervista che vi riporto senza ulteriori indugi.
    Evit: Intanto spieghiamo ai profani che cosa sia questa cosiddetta Adywan’s Star Wars revisited.
    Luke: Certamente. Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza (Revisited Edition) è il progetto di un fan chiamato Adrian “Adywan” Sayce: scontento di come sono state realizzate le Edizioni Speciali della Trilogia Classica, Sayce ha iniziato a mettere mano al primo film nel 2004. In un primo momento la sua intenzione era di correggere i colori e qualche effetto speciale, ma durante la procedura si è accorto di poter lavorare a tantissime altre cose e poterle rendere migliori.
    Adywan ha lavorato a Una nuova speranza per due anni prima di lanciare il film sul web. In questa versione sono presenti nuove scene, nuovi effetti sonori e visivi, nuove musiche, e più di 250 piccoli ritocchi. Il risultato è un’opera assai superiore alle precedenti edizioni ufficiali.
    (i più curiosi troveranno una lista completa di tutte le alterazioni qui)
    Mi racconti come ti è venuto in mente di realizzare un’edizione italiana di questa versione riveduta e corretta di Guerre Stellari, come si è sviluppato l’intero progetto e chi ne è stato protagonista? Quali sono stati i problemi più grandi?
    Eh, c’è molto da raccontare. Mi capitava di frequente di incappare nei video di questo Adywan su Youtube. Adocchiavo le icone, ma non volevo assolutamente vedere i filmati per intero, perché consideravo i film originali intoccabili. Insomma, che razza di perfezionamenti potevano esserci? In seguito riuscii ad incuriosirmi di più e vidi il primissimo trailer de L’Impero colpisce ancora: Revisited, a cui Adywan sta tuttora lavorando. Durante il filmato vi era un elenco di tutte le modifiche che aveva apportato, anche su dettagli che non avrei mai notato. Era incredibile! Solo vedere la nuova versione dell’Imperatore, con l’aspetto più simile a quello visto ne Il ritorno dello Jedi, mi fece subito cambiare idea sull’intero progetto.
    E così passai alla visione di Star Wars: Revisited ed è stato come vedere il film per la prima volta: era ciò che l’Edizione Speciale avrebbe dovuto essere, e tutto grazie ad una persona che non aveva di certo gli stessi mezzi di George Lucas.
    Sentivo, però, la mancava di una cosa sola: le indimenticabili voci italiane. Dato che in passato avevo già rimaneggiato e doppiato diversi film in maniera amatoriale, decisi di occuparmi della versione italiana. In un primo momento pensavo semplicemente di inserire l’audio del DVD, facendo un taglia e cuci qua e la con la nuova colonna di Adywan, ma ben presto scoprii che la cosa non era affatto semplice: l’audio ufficiale italiano, anche se in 5.1, non era nelle migliori condizioni. C’erano molti fruscii, “inceppamenti” nei dialoghi (in una battuta di Tarkin, per l’esattezza) e parti in cui la musica “soffocava” il parlato (principalmente nell’ultima parte della Battaglia di Yavin). In breve, non si trattava del migliore dei missaggi (missaggio che è rimasto anche per i Blu-Ray) e il tutto andava ripulito e aggiustato. Per farlo ho usufruito anche della traccia in 2.0, presente nel DVD della versione inalterata, uguale a quella uscita nel ’77.
    Successivamente decisi di porre rimedio anche ai vari errori di doppiaggio (il più famoso è ovviamente “Guerra dei Quoti”) e chiamai alcuni miei amici che, proprio come me, hanno avuto esperienze recitative e di doppiaggio vero e proprio. Il tutto è stato inciso e mixato in casa, con l’aiuto di un mio amico fonico.
    Come mai la segretezza sul nome degli interpreti? Non preferireste essere noti per questo lavoro o c’è il timore che i fan ne facciano una questione personale?
    Quasi tutte le persone coinvolte hanno preferito mantenere l’anonimato per questioni personali, e così, nei titoli di coda, ho inserito solo i nomi di chi ha lavorato alle edizioni ufficiali (Mario Maldesi, Tonino Accolla e tutto il cast). Posso solo dire che la voce di Luke Skywalker è la mia.
    Il vostro lavoro è stato apprezzato dai fan italiani di Guerre Stellari? Come l’hanno presa? (mi riferisco solo ai fan di lunga data, non a coloro che hanno conosciuto Guerre Stellari con la nuova trilogia)
    Molti sono rimasti stupefatti dal lavoro e ho ricevuto dei bellissimi complimenti, mentre altri sono stati più critici, soprattutto per i cambi di voce (in particolare per la scena dell’ologramma della Principessa Leila).
    Mi rendo conto che la scena della Principessa Leila purtroppo rimane l’unica un po’ troppo evidente, non tanto per l’interpretazione quanto perché sul finale ritorna bruscamente sulla traccia originale per l’ultima frase “aiutami Obi Wan Kenobi… etc”. Probabilmente doppiando anche quell’ultima frase svanirebbero molte critiche. Come fan io ho apprezzato enormemente il vostro impegno, ve lo dico onestamente, alcune transizioni come l’eliminazione di (stella)pilota sono veramente impressionanti. Del resto avevo già avuto modo di apprezzare la versione di Adywan in inglese, quindi ritrovarmela poi anche in italiano e per giunta “rivisitata” anche nel reparto audio è stata una bellissima sorpresa… benché, come ti immaginerai, io rimanga comunque legato alla versione del ’77, quella per puristi pubblicata in DVD con traccia 2.0 in seguito a petizione dei fan.
    Credo sia giusto soffermarmi un attimo sul perché non ho fatto doppiare anche l’ultima frase della Principessa. Naturalmente, il motivo del ridoppiaggio era dovuto all’inserimento del termine “Cloni” e introdurre solo quello nel parlato di Ottavia Piccolo, ma la cosa è risultata impossibile. Da lì la decisione di far ridoppiare l’intero discorso. C’era solo un problema: il famoso “aiutami Obi-Wan Kenobi” si era già sentito un po’ di volte nella scena in cui C1 mostra per la prima volta l’ologramma a Luke. Era una parte che non avevo proprio intenzione di ridoppiare, uno perché in quel punto avevo appena corretto un errore, vale a dire la prima battuta della Piccolo che fa “Aiutami Obi-Wan Kenobi. Sei la mia sola speranza” al posto di “Sei la mia unica speranza” come le successive. Due, perché nell’originale Adywan aveva aggiunto diversi “Help me Obi-Wan…” che mancavano per tutta la scena (in quella ufficiale Leila lo ripete solo 6 volte, in quella di Adywan 16) e volevo che ci fossero quelle della Piccolo per l’italiano. Alla fine sono arrivato al compromesso di ridoppiare il discorso, lasciando inalterata solo la parte finale. Ho pensato anche che con il cambio di inquadratura (il finale si sente con Luke in primo piano), la cosa poteva essere tollerabile.
    Questa considerazione finale ha un suo senso.

    Andiamo più nei dettagli su alcuni particolari specifici di questa versione italiana… Han Solo che propone un prezzo di 35.000 non è stato alterato, presumo quindi che anche voi come me concordiate con la maggior parte del lavoro di adattamento dell’originale che a suo tempo avrà trovato difficile mettere la parola DIECIMILA in bocca a Mark Hamill quando il suo labiale scandisce chiaramente TEN-THOUSANDS. La mia osservazione è corretta? Cosa ne pensate dell’adattamento originale in generale?
    Sì, è corretta. L’aumento di tariffa di Ian è un dettaglio che non mi infastidisce affatto. Il cambiamento era dovuto al labiale di Luke e credo che Maldesi abbia agito bene. E poi, involontariamente, la cosa si ricollega a Il ritorno dello Jedi, quando Leila, fingendosi un cacciatore di taglie, pretende da Jabba the Hutt un compenso di 50 mila per la cattura di Chewbecca, e il gangster gliene offre 35. Le somme sono le stesse dell’originale.
    Comunque penso che l’adattamento italiano sia un’opera d’arte, ed è stata una fortuna che ad occuparsene siano stati Mario Maldesi e Roberto De Leonardis. I dialoghi, in alcune parti, superano quelli originali di Lucas e i nomi scelti per i personaggi acquistano una sonorità più naturale. Certo qualche errore c’è stato, come la scelta insensata di cambiare “Cloni” con “Quoti”, ma bisogna capire che a quei tempi nessuno si sarebbe mai immaginato quanto sarebbe stata importante quella parola nel futuro. E poi c’è anche lo “stella pilota” di Obi-Wan, che nella mia versione è stato corretto.
    A parte questo, credo che ci troviamo davanti ad un adattamento che ha contribuito a farci appassionare ancora di più a questa pellicola.
    Concordo pienamente. Pensa che a me lo “stellapilota” non mi ha mai neanche disturbato (ma è un bene che l’abbiate corretto).
    Nella vostra versione Han Solo non dice più “Viaggiare nell’iperspazio non è come spargere fertilizzanti da un aeroplano”. Quella frase un po’ fuori contesto adesso è diventata: “Senti io comando la nave e basta. Io voglio togliermi di qui capito?”. La cosa splendida è che si tratta dello stesso doppiatore di Han Solo. Ti piacerebbe approfondire su questa frase?
    Sì, per l’esattezza è diventata “Senti io voglio togliermi da qui, capito? Io comando la nave e basta!”. E’ una modifica che ho inserito all’ultimo momento. Inizialmente era rimasta quella del “fertilizzante”, da una parte perché sinceramente non c’avevo pensato, dall’altra perché non sapevo a chi farla ridoppiare.
    Poi mi è venuto in mente di sostituirla con una battuta di Stefano Satta Flores presa da Alien di Ridley Scott, dove doppia il Cap. Dallas (Tom Skerritt). Insomma c’era un’astronave, lo spazio, qualche frase appropriata forse si riusciva a trovare, no? Così rividi il film  e arrivai alla scena in cui Dallas e Ripley hanno un battibecco sulla decisione di ripartire subito dal pianeta su cui sono atterrati. Lì Dallas pronuncia le due frasi scelte, ed erano perfette per Ian Solo. Bastava solamente invertire l’ordine e ripulirle un po’. Quindi adesso Ian si ritrova a dare un ennesimo rimprovero a Luke, piuttosto che una spiegazione.
    Devo dire che c’è stato solo un utente di youtube che ha indovinato subito la provenienza della due battute, mi pare che altri non se ne siano accorti.
    Il primo Alien non gode di troppi fan in Italia. Te lo dice uno che nell’armadio ha una giacca “Nostromo“. 😉 Anch’io non sono riuscito ad identificare subito l’origine nonostante avessi riconosciuto lo stesso doppiatore, a mia discolpa posso solo dire che Alien è uno di quei film che non vedo in italiano da una decina d’anni.
    Per quanto riguarda i due robot (R2D2 e C3PO in inglese, C1P8 e D3BO in italiano), ho notato che avete preferito lasciare i nomi storici del doppiaggio italiano evitando di riportarli all’originale. E’ stata una scelta voluta o dettata dalla necessità?
    Come ho accennato prima, ho sempre preferito tutti i nomi dell’edizione italiana e mi sarebbe piaciuto risentire quelli dei droidi anche nella Trilogia dei Prequel (come anche Rodolfo Traversa su D-3BO del resto). Comunque sia, riportare i nomi originali avrebbe significato dover ridoppiare l’intero film. Basti pensare alla scena del compattatore, dove Luke urla a squarciagola il nome di “3BO”, o lo stesso D-3BO che ripete il nome di C1 innumerevoli volte. Era assolutamente fuori discussione. I nomi, e il doppiaggio in generale, dovevano restare quelli di sempre.
    Quindi una scelta pratica ma anche voluta. Direi un’ottima scelta!
    Le correzioni che avete apportato mi sembrano piccole ma molto significative. Ho avuto l’impressione che non abbiate voluto strafare ma semplicemente “aggiustare” le cose più gravi (specie quella dei “Quoti”). Ho avuto la sensazione giusta?
    Sì, è esatto ma l’idea di “aggiustare” le cose gravi non è arrivata subito. Come ho detto prima, ci troviamo davanti ad una grande opera d’arte, un ottimo lavoro di direzione e di recitazione, nonostante le diverse pecche. Non avrei mai pensato di metterci mano. Lo scopo iniziale era quello di inserire la traccia così com’era, riadattandola per le sequenze rimontate o aggiunte.
    Mentre rielaboravo l’audio in 5.1 (diviso in parti), mi sono accorto che nella traccia delle voci vi erano rimasti dei rimasugli di musiche, forse perché era stata presa e rimaneggiata interamente da quella in 2.0. Questa cosa non ha dato problemi fino alla scena in cui Luke è in casa di Obi-Wan. L’intera parte è stata rimontata in modo da seguire ciò che c’era scritto nella sceneggiatura originale e non si apre più con la battuta di Luke “No, mio padre non ha fatto la guerra. Era ufficiale di rotta su un’astronave da carico”, ma con l’ologramma di C1-P8. Ora la frase viene pronunciata a metà scena, dove non c’è musica, e purtroppo nel parlato di Claudio Capone ne era rimasta in sottofondo. Per quanto ci abbia provato non sono riuscito ad eliminarla, dovendo così rinunciare ad inserirla. Da lì in poi, dato che era ormai inevitabile il ridoppiaggio, decisi di correggere la maggior parte degli errori.
    Comunque, in generale i motivi del ridoppiaggio parziale, una volta deciso di farlo, sono stati i seguenti:
    1. Non avere musica in sottofondo per la battuta “No mio padre non ha fatto la guerra. Era ufficiale di rotta su un’astronave da carico”.
    2. Sostituire Guerra dei Quoti con “Guerra dei Cloni”.
    3. Correggere gli errori di doppiaggio della Squadra Oro e dare una voce “fissa” a tutti i personaggi: nella versione italiana originale, uno chiamava l’altro Oro cinque (mentre invece è Capo Oro), e ad un certo punto c’è uno scambio di voci (prima un personaggio ha una voce, mentre dopo ha quella di Sergio Di Giulio).
    4. Fare in modo che Luke avesse due voci invece di tre: dopo aver ridoppiato le poche battute scelte, il personaggio si è ritrovato con tre voci diverse, cioè quella di Claudio Capone, quella di Francesco Prando e… la mia.
    Erano decisamente troppe e si sarebbe creata molta confusione. Da qui la decisione di togliere la voce di Prando (quella nella scena dell’incontro fra Luke e Biggs) e sostituirla con la mia.
    Vi è passato già per la testa di ridoppiare una delle ultime scene di Episodio III per la quale fu progettato che Obi Wan ordinasse il cambio di matricola ai robot giustificando così il divario di nomi tra nuova e vecchia trilogia? O ve lo sto suggerendo io adesso?
    No, non mi è mai venuto in mente di rimettere mano alle versioni ufficiali. Nel caso dovessi occuparmi di questo tipo di modifiche, lo farò solo con le versioni di Adywan, che credo saranno pronte dopo il 2015. E poi mi pare di ricordare che sia Bail Organa, il padre adottivo di Leila, a chiedere la cancellazione della memoria di D-3BO (e non di C1-P8), quindi dovrà essere lui ad ordinare il cambio di matricola.
    Si, come vedi non sono espertissimo dei nuovi episodi che, manco a dirlo, mi sono piaciuti poco. Non sarebbe una brutta idea quella di pubblicare su Youtube soltanto quella scena, ridoppiata ad hoc, magari a completamento della vecchia trilogia… una sorta di “bonus” per i fan italiani.
    E’ un’idea molto carina e simpatica… credo proprio che la realizzerò. Devo solo trovare qualcuno adatto per Bail Organa.
    Posso sempre aiutarti nella ricerca, del resto per il progetto Monty Python abbiamo già trovato alcuni fantastici interpreti.
    Sarei felice di valutare le tue proposte.
    Anche nella nuova trilogia non mancano certo gli strafalcioni. Pensate che un giorno andrete ad “aggiustare” anche la nuova trilogia? Magari basandovi su montaggi di altri fan? (ho visto una versione degli episodi I e II dove sono state tagliate alcune scene superflue, reinserite scene eliminate e rimontate intere sequenze in maniera alternativa in modo da migliorare il film… il lavoro di miglioramento era davvero notevole).
    Ho sentito parlare di quelle versioni, ma non le ho viste. Come ho detto prima, se dovrò “aggiustare” la Trilogia dei Prequel lo farò solo con le edizioni di Adywan.
    Nel caso dovessi occuparmene, una delle cose che aggiusterò sicuramente sarà il nome di Palpatine ne La minaccia fantasma, che viene pronunciato “Palpatàin” al posto della corretta pronuncia originale “Pàlpatin”.
    Presumo che vi prodigherete a produrre una versione italiana anche de L’Impero Colpisce Ancora (NdR: di cui c’è già un vostro trailer su Youtube) e Il Ritorno dello Jedi sempre basate sulle revisioni di Adywan. Avete già in mente qualche frase che non vedete l’ora di “aggiustare”? A me ne vengono in mente già due o tre, ce la dai qualche anticipazione?
    L’intenzione è quella ma dipende tutto da Adywan. Circa un anno fa, nella sua pagina ufficiale di Facebook, Ady chiese ai fan di altri paesi se fossero disposti a mandargli le tracce audio de L’Impero colpisce ancora in altre lingue, in modo da inserirle in alternativa a quella inglese. Io risposi subito e iniziai a lavorare immediatamente all’eliminazione o alla correzione di alcune battute e dialoghi, come ad esempio il famigerato “Avvertite l’incrociatore stellare…” pronunciato da Dart Fener su Bespin e doppiato da Rodolfo Bianchi (che ritornerà ad essere l’originale “Preparate la mia navetta” di Massimo Foschi) e il nuovo dialogo fra Palpatine e Fener, che già in parte si può vedere nel trailer. Una volta mandato il tutto, Adywan mi ringraziò e mi disse che avrebbe inserito il mio nome fra i titoli di coda. Però è da circa un anno che non ci sentiamo. E’ talmente preso dal terminare il film che non so se avrà il tempo di occuparsi della traccia italiana.
    Proverò a risentirlo in questi giorni. E poi va anche detto che L’Impero sarà presentato in Blu-Ray, quindi dovrò aggiornarmi con l’alta definizione per lavorarci.
    Cosa ne pensi di Lucas e del suo “vizietto” di alterare continuamente i suoi stessi film?
    Penso che ormai abbia superato il limite. Mi riferisco soprattutto alle ultime assurde modifiche per i Blu-Ray della Trilogia Classica, tipo l’inserimento di rocce nella scena in cui C1-P8 si nasconde dai Sabbipodi nell’Episodio IV (che nelle inquadrature successive spariscono magicamente), il continuo cambio del grido di Obi-Wan per metterli in fuga, oppure far urlare a Dart Fener “No!! Noooo!!!” nel finale de Il ritorno dello Jedi. Che motivo c’è? Posso capire gli aggiornamenti per i DVD del 2004, tipo il perfezionamento del Jabba digitale di Episodio IV (scena superflua che è stata eliminata da Adywan), ma questi che ho citato sono davvero senza senso.
    Se proprio erano necessarie delle modifiche, dovevano essere fatte con maggiore cura e attenzione, proprio come ha dimostrato Adywan.
    Se i miei lettori volessero informarsi di più riguardo a questo tuo progetto a quale pagina web potrei indirizzarli?
    Al mio canale youtube dove, per il momento, è presente l’intero film (diviso in nove parti), e poi trailer, extra e qualche anticipazione de L’Impero colpisce ancora: Revisited. Sarò lieto di rispondere per qualsiasi domanda o chiarimento.
    Ti invito ovviamente anche a tenerci aggiornati tramite questo blog.

    Ti ringrazio molto. Lo farò sicuramente.

    Quando uscirà il DVD di questa vostra edizione italiana?
    Presto. E’ praticamente finito, manca solo qualche piccolo dettaglio. Si tratterà di un DVD diverso da quello di Adywan, non avrà gli stessi menù e sarà molto più semplice. Ultimamente gli impegni quotidiani non mi hanno consentito di lavorarci assiduamente e di poterlo terminare.
    Tra l’altro non so neanche da dove lo si potrà scaricare (in teoria, dovrà essere fatto solo da chi possiede il DVD originale ufficiale)… vedremo.
    Conosco la situazione, in quanto ho collaborato al progetto di preservazione di THX-1138 (L’Uomo che fuggì dal futuro) e nonostante il disco in italiano sia già stato ultimato c’è ancora l’incognita della distribuzione che, non mi stancherò mai di dire, richiede il possesso di una copia originale del film (in DVD ma nel caso di THX anche solo in VHS visto che la versione italiana “preservata” è proprio quella su videocassetta).
    Infine… cosa ne pensi di questo mio piccolo blog?
    Notevole. Veramente notevole!” (cit.)
    Fino ad ora conoscevo solo il forum e il sito dei doppiatori del grande Antonio Genna, e non potevo immaginare l’esistenza di un altro sito, dove si analizzano così nel dettaglio gli adattamenti dei film stranieri, i motivi per i cambiamenti dei titoli e il cambio dei nomi dei personaggi… è davvero brillante. Un gioiellino da tenere sempre d’occhio.
    Sono lusingato, grazie mille, per tutto. Alla prossima e tienici informati

  • Disc Inferno: Il Ritorno dello Jedi (DVD 2004)

    RUBRICA "DISC INFERNO"
    Ebbene siamo finalmente arrivati all’ultimo film, Il Ritorno dello Jedi. Vediamo senza troppe chiacchiere la sua allucinante lista dei capitoli

    Come sempre perdonate la totale assenza di maiuscole nella seconda e terza colonna. In neretto sono evidenziati i capitoli con errori.
    ORIGINALE Vs. PRIMA VERSIONE ITALIANA Vs. ERRATA CORRIGE

    (clicca per ingrandire)

    clicca per ingrandire
    Ancora una volta si osservano errori dovuti alla fretta, i traduttori evidentemente non hanno avuto modo di rivedersi il film, soltanto così si spiegano cose come:
    cap. 7 – il prezzo per Chewbacca invece che la taglia per Chewbecca (sono fissati nel mettere il nome originale tra parentesi e poi si dimenticano che nella versione tradotta Chewbacca dovrebbe essere Chewbecca e l’errore permane anche nell’errata corrige).
    cap. 8 – il blocco di carbonite invece che il blocco di grafite.
    cap. 11 – chiatta a vela al posto di galeone a vela.
    cap. 12 – The Sarlac Pit che rimane “il sarlacc pit” salvo poi essere corretto tardivamente.
    cap. 15 – il capitolo a certain point of view che diventa un punto di vista (“un certo” è superfluo) e poi corretto come citazione dal film “da un certo punto di vista” (anche se originariamente il titolo di questo capitolo non era strettamente una citazione).
    cap. 19 – Flying casual tradotto come volare con nonchalance e poi ricorretto in volando disinvolti, frase più attinente al film.
    cap. 21 – Speederbike chase dovrebbe essere l’inseguimento in motosprinter (o motospeeder? Adesso non ricordo), invece viene tradotto come l’inseguimento delle speederbike.
    cap. 35 – Fully operational diventa completamente operativi dimenticandosi che si riferiva alla Morte Nera, difatti la correzione successiva è completamente operativa.
    cap. 37 – The dark side beckons tradotto in prima istanza come il lato oscuro ti chiama (“ti” chi? Chiama me spettatore?), corretto dopo come il lato oscuro chiama (titolo che comunque mi fa un po’ ridere).
    cap. 40 – Taking the bunker io lo avrei tradotto come “la presa del bunker” invece di quel pedissequo “prendere il bunker” ma vabbè, non lamentiamoci di tutto!
    cap. 41 – Parlando di pignoleria, la furia del jedi… non dovrebbe essere la furia dello jedi? Del resto è anche nel titolo, il ritorno DELLO jedi, e nei dialoghi del film si fa riferimento proprio a “uno jedi” non “un jedi” (“Sono uno Jedi, come mio padre prima di me). Si, direi proprio che questo sia un altro errore bello e buono.
    cap. 42 – The shield is down, diventa lo scudo non funziona. E’ vero che non funzionava ma la traduzione contestualizzata dovrebbe essere lo scudo non è operativo o qualcosa di simile. E’ stato invece corretto con una citazione dal film “scudo disattivato!”.
    cap. 48 – Ritornando ad essere un po’ pignoli, funeral pyre è stato tradotto come rogo funebre che per carità va benissimo ma in italiano esiste il termine pira funebre… non si abbia paura ad usare l’italiano!
    Imprescrutabili le motivazioni di altri titoli come:
    cap. 14 – Yoda’s Twilight, tradotto come yoda l’ultimo momento di luce e poi successivamente come yoda, l’ultimo momento di luce (come se una virgola sistemasse tutto), non dovrebbe essere gli ultimi momenti di Yoda?
    cap. 17 – Lending the Falcon che diventa abbiamo il Falcon (?) e poi successivamente tradotto con una citazione “prendi il Falcon” (qualcuno a questo punto si era andato a rivedere il film per davvero perchè c’è un eccesso di citazioni nell’errata corrige)
    cap. 29 – Rebel recon, tradotto come Recon il ribelle (uuh, dev’essere un vero incorreggibile questo Recon, chiunque esso sia!)… una traduzione migliore arriva solo successivamente come l’adunata della flotta ribelle.
    cap. 43 – Force lightning, come cazzo sia diventato la forza di luce non me lo saprό mai spiegare. Nell’errata corrige è stato poi tradotto come i fulmini dell’imperatore (traduzione non eccellente ma almeno contestualizzata).
    E poi ovviamente i soliti errori dozzinali come:
    cap. 2 – il capitolo return of the jedi tradotto come ritorno dello jedi senza articolo determinativo davanti (è dopotutto il titolo del film, per Diana!).
    cap. 20 – Arrival on Endor diventa arrivo a Endor, dimenticandosi sia nella prima traduzione che nella sua errata corrige l’articolo determinativo che dovrebbe precedere il titolo e farlo sembrare un po’ meno come una sciatta traduzione scolastica, come invece è. Peraltro il capitolo 4 “arrival at Jabba’s palace” era stato tradotto bene come “l’arrivo al palazzo di Jabba” con tanto di dovuto articolo determinativo.
    cap. 22 – Leila incontra Wichet invece che Wicket (poi corretto successivamente).
    cap. 24 – An Ewok trap che diventa Ewok in trappola (ragazzi questo è inglese di base), successivamente corretto come la trappola degli Ewok.
    cap. 25 – The golden god tradotto come il dio oro (ignorando che la parola golden è proprio “d’oro” o “dorato”, non “oro”), corretto poi nell’errata corrige.
    cap. 31 – Back door tradotto come porta posteriore (al massimo dovrebbe essere “porta sul retro” se proprio volete tradurre pedantemente) corretto successivamente come l’ingresso segreto.
    cap. 46 – Anaking unmasked che diventa anakin smasherato, corretto dopo aggiungendo una necessaria “c” (ma nessuno li rilegge prima di mandarli in stampa? Ci vorranno 2 minuti soltanto! Il tempo è denaro lo so)
    Infine il capitolo 49 celebration che tramuta in festeggiamento e infine in celebrazione. Ma in italiano non suona meglio al plurale, siano essi festeggiamenti o celebrazioni?
    Insomma la solita tragedia con almeno il 46% di frasi sbagliate, in percentuale molto più grave dei precedenti che invece “vantavano” un 36% di titoli errati per il primo Guerre Stellari e un altrettanto scandaloso 24% nell’Impero Colpisce Ancora.