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Jurassic Park – Quando Steven dominava la Terra e noi il doppiaggio

t-rex nel finale di Jurassic Park

Il 17 settembre 1993 arrivava in Italia Jurassic Park di Steven Spielberg. Erano anni in cui Spielberg era ancora un Dio sceso in Terra per intrattenerci e Jurassic Park è un film che ho visto al cinema, che ho visto e rivisto in una sfuocata VHS pirata in attesa che uscisse quella ufficiale e, una volta uscita anche quella, mi sono visto e rivisto pure la VHS originale! Non che fossi in favore della pirateria, ero solo JP-dipendente e non potevo attendere un anno intero per l’uscita ufficiale. È da quelle ripetute visioni che i dialoghi italiani sono stati impressi a caldo nel mio cervello, probabilmente per sempre. Non solo le parole in sé, ma anche le inflessioni, le pause, etc… questo ancora prima di avere coscienza di cosa fosse il doppiaggio. Molti di voi avranno sicuramente familiarità con l’esperienza di guardarsi un film fino ad impararlo a memoria, un fenomeno reso possibile solo con la diffusione dell’home video che ha permesso a bambini drogati (come lo ero io di Jurassic Park) di “farsi” dei loro film preferiti a piacimento fino a saperli recitare a memoria.

A 8 anni ovviamente non potevo immaginare che un giorno avrei avuto un blog dove recensire gli adattamenti di film doppiati, all’epoca volevo solo diventare genetista e lavorare al Jurassic Park se ne avessero mai aperto uno. Palesemente la lezione del film di non ‘giocare a fare Dio’ non mi era arrivata neanche per sbaglio. E non ero uno di quei bambini che già prima di JP conoscevano i nomi dei dinosauri a memoria, non ho mai prestato molta attenzione alla paleontologia, ma la parte del DNA e delle “tecnologie fantascientifiche“… uau! Insomma ero un bambino strano persino tra gli appassionati del film. Solo dopo l’esame di biologia (e quello di genetica) all’università finalmente scoprii esattamente perché non si potevano riportare in vita i dinosauri. Non credete agli articoli acchiappaclick, non si potrà mai.

Passata la mia ‘fase Jurassic Park’ preadolescenziale, per molti anni mi sono concentrato su altri film, quindi sono state poche le occasioni di riscoprirlo. Oggi Jurassic Park non è un film che rivedrei ogni settimana come facevo all’epoca e le rare volte che mi capita di vederlo non sento la voglia di rivederlo subito il giorno dopo (quello accade solo con Caccia a Ottobre Rosso). Nelle poche volte che mi è capitato di riscoprirlo però, mi sono sempre ritrovato a pensare “questo sì che è un signor film!”, e di recente si è aggiunta un’ulteriore osservazione: “questo sì che è un signor doppiaggio!“.

Ma parlare di un doppiaggio e di un adattamento perfetti non è per niente facile. Che cosa dovrei fare, ripetere “quant’è bell’, quant’è bell’” fino a che non avrò raggiunto le 5000 parole?

A ben pensarci, questo è l’unico modo di farlo!

Quant’è bell’, quant’è bell’!

 

L’adattamento di Jurassic Park. Quant’è bell’! Quant’è bell’!

Senza ancora saperlo, il me bambino di allora ampliava la propria conoscenza dell’italiano grazie a questo e ad altri film del decennio anni ’80/’90, quando per fortuna mia e di tutti noi, ai dialoghi ci lavoravano ancora persone che l’italiano lo conoscevano molto bene e quindi un film della portata di Jurassic Park ha potuto godere anche di un adattamento competente di alto livello (di Alberto Piferi) e di doppiatori al loro apice.

Infatti quando nelle primissime battute del film senti Michele Gammino (sul guardiacaccia Robert Muldoon) che dice “squadra di alaggio, ai vostri posti” (pushing team, move in there in originale) sai già che questo copione italiano sarà roba di classe dall’inizio alla fine.

Alaggio: 2. Operazione per tirare a secco, con manovra manuale o meccanica con o senza appositi carrelli o slitte, un galleggiante di limitata grandezza, sulla spiaggia, ovvero su un piano predisposto (scalo di a.), leggermente inclinato e generalmente normale alla riva. (Treccani)

Qui non si tratta di un ambito marittimo, non è una barca che viene tirata in secco o rimorchiata da un argine, ma il processo che vediamo non è molto dissimile. Alaggio nel film viene infatti usato per descrivere l’operazione di spostamento della gabbia del velociraptor su di uno scalo in cemento dotato di binari e con l’ausilio di un carrello elevatore. Il sito tiguidoio.it descrive così il servizio di alaggio: “Il servizio di alaggio consente il sollevamento di barche a vela e a motore attraverso l’utilizzo di gru e di un apposito carrello idraulico motorizzato, per il trasporto nell’area di rimessaggio“.

scena di inizio di Jurassic Park, gabbia del raptor che viene caricata, nel doppiaggio italiano è chiamato alaggio

Una soluzione interessante per una frase molto breve e per evitare di cadere in guzzantiani “spingitori di velociraptor”. E questa è letteralmente una delle prime battute del film.

Allacciate le cinture dunque, si parla del fenomenale adattamento e doppiaggio di Jurassic Park. Ma vi assicuro che il giro del parco sarà relativamente breve perché il doppiaggio, così come il film stesso, rasenta la perfezione e posso sottolineare solo un numero finito di volte quanto sia fatto bene, dalla scelta degli interpreti, all’adattamento, alla ricerca del labiale.

Quindi più che riportare le battute più memorabili (che sarebbero praticamente tutte), mi concentrerò su quelle che in qualche modo deviano dall’originale (e del perché lo fanno) o semplicemente su quelle che offrono uno spunto per qualche approfondimento. Per una recensione vera e propria del film, con la trama e tutte quelle cose che io non tratto, vi consiglio sempre di dare un’occhiata all’articolo su La bara volante di Cassidy, che non lesina sulle citazioni memorabili come:

“Ma che ci tengono lì dentro, King Kong?”

“Senta, è previsto che si vedano dei dinosauri nel suo parco dei dinosauri?”
[sostituendo “dinosauri” con altre parole, questa ve la potete giocare in qualsiasi situazione]

“Dio ci scampi! Siamo nelle mani degli ingegneri.”
[la preferita di fisici e matematici]

“Guarda si muovono in branco, si muovono in branco”
[Questa battuta ha trovato nuova vita al tempo dei social]

Ma io aggiungo (così da toglierceli subito di torno) anche: Ah-ah-ah! Non hai detto la parola magica”, “ti metto sotto la macchina quando ritorno”, “Dodgson! Dodgson! È arrivato Dodgson! Non gliene frega niente a nessuno” [da qui la mia autoironica vignetta], “È buono! / Qui non si bada a spese.” [se non la usate in risposta a un “è buono” che vi viene detto state sprecando le occasioni migliori che la vita vi mette davanti], “C’è qualcuno che gira per il parco ad alzare le sottane delle dinosaure?”, “L’hai fatto. Brutto figlio di puttana!”, “Sei furba, eh?” [questa è più celebre nel mondo anglosassone: clever girl! In italiano non ha la stessa riconoscibilità], “Qui non si può mica andare a spasso”, Quelli sono degli anima…erotics? [“are these characters auto-erotica?“, comico in entrambe le lingue, l’avvocato voleva dire animatronics]. Sicuramente ne ho saltate molte altre. Come dicevo, i dialoghi di questo film sono memorabili in entrambe le lingue dall’inizio alla fine.

Molte di queste battute sono tranquillamente utilizzabili (e sono da me utilizzate) nella vita quotidiana. E se avete la mia età e non vi viene automaticamente in mente il suono della mucca mangiata dal raptor quando vedete delle fitte foglie tropicali non vi voglio conoscere. Punti aggiuntivi a chi la imita pure.

Ma passiamo alle osservazioni. Come dice la voce di Marco Mete nel film: Si parte, si parte!

Partenza del tour del Jurassic Park

“Si parte, si parte!”

 

“Life finds a way”

Life finds a way è sicuramente tra le espressioni più significative e memorabili dell’intero film. La sentiamo per ben due volte, prima da Ian Malcom quando lancia la sua profezia sull’uso che viene fatto della scienza al Jurassic Park, e poi da Alan Grant quando si trova a constatare che Malcom aveva pienamente ragione.

Life finds a way nel doppiaggio italiano di Jurassic Park

(dopp.) La vita vince sempre.
(orig.) Life finds a way.

 

Life found a way nella versione italiana dal doppiaggio di Jurassic Park

(dopp.) La vita alla fine ha trionfato.
(orig.) Life found a way.

Entrambe corrette per la situazione in cui si trovano.

L’espressione “Life finds a way” tornò a fare la sua comparsa nel trailer di Jurassic World – Il regno distrutto, (Jurassic World – The Fallen Kindgdom, 2018), sempre per bocca del personaggio di Ian Malcom che nella versione italiana recita “la vita trova una strada“, una traduzione letterale piuttosto bruttina, poco naturale, e che ha senso solo se la ritraducete mentalmente in inglese. Lasciamo che Google Maps trovi una strada, e lasciamo che la vita trionfi o vinca. Chi direbbe mai che la vita “trova una strada”? Semmai la vita avrebbe potuto trovare “la sua” strada, che comunque rimane un’espressione inusuale. Ma perché stare a cambiare ciò che Piferi aveva già reso in maniera così elegante e naturale in ben due varianti?

Alla fine, nel film Il regno distrutto, questa frase non è neanche comparsa, era stata inserita solo nel trailer per stimolare l’effetto nostalgia e farci credere che Malcom sarebbe tornato come personaggio attivo nel film (non è successo), ma sarà difficile innescare alcuna nostalgia quando si va a cambiare la formula originale.

Il nostro cordon bleu Alejandro e le Connection Machine

Scena dal film Jurassic Park dove si parla del Cordon Bleu Alejandro

Il nostro Cordon Bleu Alejandro…

Our gourmet chef, Alejandro” diventa nel film in italiano “il nostro cordon bleu, Alejandro“. Potrebbe sembrare una battuta di spirito ma non sta dicendo che ‘Alejandro’ è un tipo di cotoletta alla costaricana, cordon bleu è invece l’esatta traduzione di “gourmet chef”, come ci ricorda la Treccani:

cordon bleu 1. Titolo con cui si riconosce grande abilità, grande merito; nell’uso internazionale designa un cuoco o una cuoca particolarmente abili, o alcune qualità di champagne particolarmente pregiato. (Treccani)

È facile immaginare come oggi probabilmente sarebbe rimasto “gourmet chef” anche in italiano, soprattutto se lasciato in mano a certi direttori di doppiaggio che negli ultimi 15 anni si sono autoproclamati (=improvvisati) dialoghisti e hanno riempito i cinema di film con brutti calchi dall’inglese e anglicismi superflui. Magari avrebbero tenuto in inglese anche parole come “padlock”, oppure “dock”, che in questo film è “l’imbarcadero”.

imbarcadèro (o embarcadèro) s. m. [dallo spagn. embarcadero, attraverso il fr. embarcadère]. – La banchina o il pontile a cui accostano i bastimenti per imbarcare o sbarcare i passeggeri. (Treccani)

Non che con questo voglia dire che la versione italiana di Jurassic Park rifugga a tutti i costi dall’uso di parole inglesi, solo che sa dosarle bene e sa usarle quando necessario. Addirittura c’è una frase che ne aggiunge una non presente in originale:

Dennis Nedry nel film Jurassic Park

(dopp.) Conosce uno in grado di collegare Connection Machine e fare il debug a due milioni di linee per la miseria che mi dà?
(orig.) You know anybody who can network eight machines and de-bug two million lines of code on my salary?

Sembra un’aggiunta un po’ casuale e invece se andate a vedere la descrizione di “Connection Machine” scoprirete non solo che è il nome di una serie di supercomputer (quindi rimane invariato anche in italiano), ma sono proprio quei supercomputer che vediamo nella sala di controllo dove viene detta questa battuta (le lucine rosse alle spalle di Dennis Nedry nell’immagine sopra). In particolare al J.P. usavano il modello CM-5, scelto dagli scenografi per via del suo look “hi-tech” che ancora oggi funziona.

Questa informazione l’ho trovata su Internet in pochi minuti ovviamente, ma che ne sapevano nel 1993? È probabile che l’informazione sia arrivata al dialoghista Piferi grazie a delle annotazioni che alcune produzioni forniscono insieme al copione, o tramite la collaboratrice di Spielberg che ha seguito da vicino l’intero lavoro di doppiaggio (come si capisce da questa intervista), oppure che Piferi stesso fosse appassionato di informatica o forse sarà bastato anche solo dare un’occhiata ai titoli di coda.

Connection machine dai titoli di coda di Jurassic Park

Nel 1993 i CM-5 erano i supercomputer più potenti al mondo. Ma del resto lo sappiamo che al Jurassic Park non si bada a spese, e il livello di attenzione nel copione italiano non è stato certo da meno. Altro che “la vita trova una strada”.

Quant’è bell’, quant’è bell’!

A proposito di informatica, programmatori e hacker…

Samuel Jackson in Jurassic Park che si arrabbia al computer

(dopp.) Piantala! Maledizione. Che stronzi questi programmatori.
(orig.) Please! God damn it. I hate this hacker crap.

Qui la scelta italiana supera il copione originale che invece usava un po’ impropriamente la parola “hacker“. Chiaramente era percepita dagli sceneggiatori come sinonimo di “qualcuno che incasina i computer”. Solo che Dennis Nedry non aveva hackerato un bel niente, il programma era suo e aveva inserito dei sistemi di protezione che ai troppi tentativi di accesso innescavano la sua faccia ridente che fa “ah, ah, ah! Non hai detto la parola magica“. Si può parlare di “hacking” in caso di auto-sabotaggio? È opinabile.

Oggigiorno quel “I hate this hacker crap” dei dialoghi originali (alla lettera potrebbe essere: ‘le odio queste stronzate da hacker’) fa ancora ridere perché Samuel Jackson dice la sua frase proprio ‘alla Samuel Jackson’, ma come battuta è invecchiata maluccio, sembra proprio da sceneggiatura degli anni ’90. Al contrario, la frase italiana “che stronzi questi programmatori” rimane ancora valida e non rischia di farci impelagare in diatribe sulla definizione di ‘hacker’, che comunemente è percepita in modo negativo ma dovrebbe avere una connotazione neutra. Su questo argomento rimando all’articolo della linguista Licia Corbolante Tanti hacker: buoni, cattivi, etici, “maliziosi”).

Nedry era un programmatore stronzo, non ci sono dubbi. Da questo punto di vista i dialoghi di Jurassic Park sono invecchiati meglio in italiano.

Quant’è bell’, quant’è bell’!

La parola hacker non è stata però “censurata” dai dialoghi italiani, più tardi infatti abbiamo Lex che dichiara di essere un hacker. In questo caso la ragazza è o si crede una hacker e quindi non solo viene mantenuta la parola anche in italiano (qui ha senso tenerla) ma in qualche modo viene anche spiegata a chi avrebbe potuto non conoscerla (“non sono una secchiona, sono un’esperta in computer”). C’era tempo e modo di farla capire a chiunque, quel tanto che basta per comprendere il perché alla fine la ragazzina riesce a riattivare il parco con un computer che certamente non era usuale nelle case di comuni mortali (un Silicon Graphics da $86.000, l’equivalente di $160.000 oggi, con sistema operativo IRIX, specifico di quelle macchine e basato su UNIX, con interfaccia 3D per esplorare le cartelle).

Nel doppiaggio:
– Starà chiusa dalla mattina alla sera a giocare con il computer.
Io sono un hacker.
– E io che ho detto? Sei una secchiona.
– Non sono una secchiona, sono un’esperta in computer.

In originale:
– She’ll sit in her room and never come out and play on her computer.
I’m a hacker!
– That’s what I said! You’re a nerd.
– I am not a computer nerd! I prefer to be called a hacker!

Tre anni dopo sarebbe arrivato in Italia Hackers, con Angelina Jolie, piano piano la parola hacker si diffondeva fino ad arrivare sulla bocca di tutti, anche se spesso interpretata male (al negativo). Attenti che gli informatici si arrabbiano! Con “programmatori stronzi” invece non si offende nessuno.

grafico di incidenza della parola hacker nella lingua italiana

incidenza della parola “hacker” nella lingua italiana dal 1980 al 2019

Ah, se volete giocare anche voi a fare gli hacker, sappiate che esiste un sito che replica il sistema del Jurassic Park. Si chiama Jurassic Systems, da “giocare” direttamente su browser. E così anche voi potrete definirvi ‘hacker’, secondo il linguaggio del cinema anni ’90. Un suggerimento: date subito il comando “music on”. Non si hackera senza la musica giusta.

Giornate a prezzi popolari

Scena delle giornate a prezzi popolari dal doppiaggio italiano di Jurassic Park

– Possiamo prevedere delle giornate a prezzi… popolari.
– Well, we’ll have a coupon day… or something.

Un’altra perfetta frase adattata che rende esattamente il senso di ciò che voleva esprimere l’avvocato Donald Gennaro in lingua originale. Per chi non lo ricordasse o non avesse visto il film, in questa scena l’avvocato immaginava che avrebbero potuto sparare qualsiasi cifra come prezzo di ingresso al parco (“possiamo far pagare quello che vogliamo, 2000 dollari, 10.000 dollari al giorno, e la gente li pagherà“), ma il creatore John Hammond gli ricorda che “il parco non è stato creato solo per i super ricchi” e che “tutte le persone di questo mondo hanno il diritto di godersi questi animali”. A questo l’avvocato risponde (in inglese) che potranno esserci dei coupon day, ovvero delle “giornate a sconto” (accessibili tramite coupon).

E avrebbe potuto certamente dire “giornate a sconto” anche in italiano al posto di “giornate a prezzi popolari“, ma riflettiamo sul diverso impatto di queste frasi. Il personaggio dell’avvocato in questa scena deve passare da pezzo di merda, sta immaginando già di poter speculare al massimo sul Jurassic Park ma quando gli viene detto che il parco dovrebbe essere accessibile a tutti e non solo ai super ricchi, Gennaro è disposto a scendere a un compromesso: concedere il parco per pochi giorni anche ai non ricchi, cioè avere delle giornate “per i poveracci” essenzialmente. Questo in inglese è reso con quel “coupon day”, che automaticamente fa pensare alle classi sociali meno abbienti che fanno la spesa ritagliando coupon dalle riviste da parrucchiere, un’attività che non si immagina possano fare i super ricchi [e invece una ricerca del 2011 ha dimostrato che i ricchi sono quelli che li usano di più, così sfatando un vecchio mito]. Quindi se avesse detto “giornate a sconto” non sarebbe arrivato l’insulto insito in quelle parole e il distacco elitario che si voleva ottenere. Del resto a una generica giornata scontata possono accedervi anche i super ricchi, e non sarebbe stato come sentir parlare di “giornate per poveracci”, che poi è ciò che sottintende Gennaro con il suo coupon day.
Per questo le “giornate a prezzi popolari” sono la perfetta sintesi del concetto espresso in inglese con “coupon day”.

Quant’è bell’, quant’è bell’!

Di’-di-no sauro

di-di-no-sauro

(dopp.) Sa come si chiama un dinosauro disobbediente? Di’-di-no-sauro
(orig.) What do you call a blind dinosaur? Do-you-think-he-saurus.

(dopp.) E un dinosauro obbediente? Di’-di-sì-sauro.
(orig.) What do you call a blind dinosaur’s dog? A Do-you-think-he-saurus Rex.

Se vi piacciono le freddure, sarete tra quelli che ridono a queste due battute. Per limiti miei, non ho mai sopportato queste sequenze con i ragazzini ma non nego che nella versione italiana siano state adottate delle buone soluzioni per il gioco di parole “do-you-think-he-saurus” che gioca sul suono di “saurus” avvicinandosi a “do you think he saw us?” (pensi che ci abbia visto?), usata come nome del dinosauro cieco. Oppure per il nome del suo cane, che aggiunge solo il suffisso tassonomico ‘Rex’ ( tipico nome da cane).

Inoltre, in entrambe le lingue il meccanismo della battuta è simile, cioè si basa sul cambiamento di una piccola porzione della frase (in inglese aggiunge ‘Rex‘ alla precedente, in italiano cambia un no con un ) ma, come si dice… quando la spieghi non fa più ridere! Ciò che voglio dire è che sono diverse nel contenuto, ma equivalenti nell’effetto. Frasi sceme per allentare la tensione e concludere una scena.

I pirati dei Caraibi prima di Johnny Depp

Scena di Jurassic park in cui Malcom parla del villaggio dei caraibi nel doppiaggio italiano

– Quando aprirono Disneyland nel 1956 non funzionava niente.
– Sì, però, se il villaggio dei Caraibi va in tilt, i pirati mica si mangiano i turisti.

– If the Pirates of the Caribbean breaks down, the pirates don’t eat the tourists.

I pirati dei Caraibi, prima di diventare dal 2003 una fortunata serie cinematografica con Johnny Depp vestito da Johnny Depp, era la più famosa attrazione di Disneyland popolata di pirati animaerotics animatronic e anche ispirazione per il videogioco Monkey Island. L’attrazione era tanto famosa in America quanto sconosciuta in Italia. Chiaramente la battuta non poteva rimanere tale e quale. Ottima dunque l’idea di far riferimento al “villaggio dei Caraibi” di Disneyland. Anche questa battuta dunque è invecchiata più che bene visto che modernamente in Italia la prima cosa che ci viene in mente sentendo parlare di “pirati dei Caraibi” non è certo l’attrazione di un parco giochi negli Stati Uniti ma i film con Johnny Depp.

La sentiamo quasi identica anche nel trailer italiano (“Ma se c’è un guasto al villaggio dei Caraibi, i pirati mica si mangiano i turisti“) che, come tutti i trailer, è stato adattato e doppiato separatamente, prima ancora di aver visto il film, di conseguenza ha battute un po’ diverse da quelle che ritroviamo nel film, e anche una “distribuzione” diversa (così si chiama l’assegnazione dei doppiatori ai personaggi). Nel trailer Michele Gammino è la voce del dottor Grant invece che del guardiacaccia Muldoon, Marco Mete è su Ian Malcom invece che sull’avvocato Gennaro e John Hammond ha la voce di Sergio Graziani e non di Cesare Barbetti.
Il trailer che segue viene da YouTube, qualcuno deve aver preso l’audio del vero trailer italiano registrato dalla TV e lo ha montato sul video del trailer americano.

Se qualcuno ha il trailer di qualità audio migliore lo tiri fuori che questo fa schifo.

Pochissime scelte infelici

Ci sono giusto un paio di frasi sulle quali ho qualcosa da ridire, ma noterete che sono osservazioni su dettagli così minori che in nessun modo vanificano o intaccano i miei precedenti complimenti a quello che, ci tengo a precisare, ritengo uno tra i migliori adattamenti di quegli anni.

Tecnologie fantascientifiche

zanzara nell'ambra di Jurassic Park

Una frase che non mi è mai andata a genio è la seguente: “servendosi di tecnologie fantascientifiche gli scienziati hanno estratto il sangue conservato nelle zanzare“, al posto di “using sophisticated techniques” del copione originale. In italiano sembra che il documentario di Mr. DNA stia prendendo per il culo i propri spettatori. È vero che in inglese si rimanda genericamente a tecniche sofisticate, ma nel momento in cui il film cerca di creare un mondo “credibile” o “plausibile” (già di per sé la sfida più grande per qualsiasi film), non può andare a sottolineare che ciò che stiamo vedendo sia fantascienza. Per dirla meglio, un film di fantascienza non dovrebbe letteralmente dirti che quello che stai vedendo “è roba da fantascienza”, non so se mi spiego.
Capisco le intenzioni, era un filmato destinato ai bambini che si approcciava a loro con simpatia, ma un “servendosi di sofisticate tecnologie” sarebbe bastato.

Computers e files

Usare parole inglesi al plurale (es. “Super computers” con la s finale come dice Mr. DNA nel film) andava tanto di moda già negli anni ’80 e ce lo ritroviamo anche qui nei primi anni ’90, limitatamente a quelle poche parole di informatica che compaiono nel film. Anche la ragazzina Lex parlerà di “files di tutto il parco“. Per quanto abituale in quei decenni, era un errore all’epoca e lo è anche adesso. Per fortuna è uno di quegli “abusi” andato poi a svanire col tempo. Infatti, per quanto oggi piaccia lasciare parole in inglese a caso, è molto raro che qualcuno dica “computers”. L’abitudine non è morta definitivamente (in TV si sente parlare di “rumors” ad esempio e sono sempre i giornalisti i principali diffusori di ignoranza), ma il plurale con “s” sembra almeno non inquinare più i film doppiati.

sistema unix in Jurassic Park

“Questo è un sistema Unix, io lo conosco. Ci sono i files di tutto il parco.”

Come scrive Licia Corbolante sul suo blog Terminologia Etc.

I forestierismi non adattati entrati nel lessico italiano, al plurale rimangono invariati: si dice le omelettei croissant, i leitmotiv, i sudoku, i manga, i golpe, gli sport, i quiz, i rider. Eppure molte persone sono convinte che per indicare il plurale degli anglicismi sia preferibile aggiungere una finale. Quasi sempre è un’imprecisione dovuta non solo al desiderio di dimostrare di avere familiarità con l’inglese ma anche ad alcuni equivoci sui meccanismi di formazione del plurale. […] La s aggiunta agli anglicismi per dimostrare che si conosce l’inglese rischia di diventare un segno dell’ignoranza della grammatica italiana. […] Per non sbagliare ed evitare figuracce basta quindi trattare tutti i forestierismi, qualunque sia la lingua di origine, come nomi invariabili.

L’articolo per intero lo trovate qui: Anglicismi: al plurale senza la s finale!.

Come ho già detto qui e in passato, il plurale con la “s” era molto comune nei doppiaggi anni ’80 e ’90, all’epoca andava di moda parlare così a quanto pare, ed è tra le poche cose invecchiate male nei dialoghi di quei due decenni (notate che ho usato decenni e non ho detto decadi che invece vuol dire dieci giorni).

Errori che non sono errori: “Etciù! Dio ti benedica.”

Timmy che dice Dio ti benedica nel doppiaggio italiano di Jurassic Park

Quando il brachiosauro starnutisce su Lex riempiendola di muco giurassico, il fratellino Timmy dice al dinosauro “Dio ti benedica“, come traduzione di “God bless you“, che normalmente tradurremmo invece come “salute!” in risposta a uno starnuto. Questo è il modo corretto di tradurre “God bless you” nel caso di starnuti.

Non penso però che la decisione di tenere una traduzione letterale (Dio ti benedica) sia dovuta al non sapere che in inglese si risponda “God bless you” a uno starnuto, piuttosto è probabile che il movimento della bocca di Timmy potrebbe non avrebbe permesso un cortissimo “salute!”. Con “Dio ti benedica” sembra che Timmy, da vero fratello, gioisca del fatto che quello starnuto abbia creato disagio alla sorella, facendole essenzialmente un dispetto. E non è questo, dopotutto, il motivo per cui lo vediamo ridere dopo aver detto “salute” al dinosauro? Alla fin fine, quello che potrebbe sembrare una svista, porta allo stesso risultato.
Non si tratta di un errore banale ma di una scelta precisa che non cambia la psicologia del personaggio anche se apparentemente sembra una traduzione letterale. Sapete, quella cosa che una volta si chiamava ADATTAMENTO?

Scozzesi, inglesi sudafricani, neozelandesi… c’è qualche americano nel suo parco degli americani?

Questo film è senza dubbio godibile in entrambe le lingue in maniera equivalente. L’unica battuta che mi manca davvero della versione in inglese è l’espressione “bloody move!” che il guardaparco Muldoon, terrorizzato, usa per intimare a Malcom di spostarsi dalla leva del cambio (lasci libero il cambio!). L’accento inglese del Sud Africa lo rende ancora più spiritoso.

Una piccola parentesi su una parola apparentemente semplice come “bloody”. Bloody, dal 1750 al 1920, era diventata la peggior parolaccia che si potesse dire in Inghilterra (e fino al 1960 il suo uso era ancora molto controverso). Come tutte le parole tabù, era usatissima ed era così tipica dell’epoca vittoriana che ancora oggi viene usata abitualmente in molte delle ex-colonie britanniche del Commonwealth, in quelle stesse situazioni in cui magari un americano avrebbe detto invece “fucking”. In India addirittura hanno adottato “bloody” come parolaccia a sé stante (praticamente come noi potremmo dire “fanculo!”), invece che come aggettivo. Questo video di due indiani che si ripetono “Bloody! / You bloody!” ne testimonia l’uso bizzarro specifico della regione indiana. A parte questa deviazione inusuale, la formula è sempre quella del “bloody qualcosa” che in tempi moderni è più un modo per non dire qualcosa di peggio, così come noi diciamo cacchio.

Ma se il guardiacaccia Muldoon fosse stato americano e non sudafricano avrebbe sicuramente detto “fucking move!”.

Scena del cambio in Jurassic Park

– Lasci libero il cambio!
– Get off the stick! Bloody move!

In Italia, in una situazione simile [quella tipica di un T-Rex che insegue la tua Jeep e sta per mangiarti perché un passeggero terrorizzato si è spostato sulla leva del cambio mettendo in folle. A chi non è successo almeno una volta?], al posto di “bloody move!” forse avremmo detto “si tolga, cazzo!“. Questa (o un’espressione equivalente) chiaramente non c’era tempo di infilarla nei dialoghi italiani vista la brevità della frase originale, e l’avrebbe resa più volgare del necessario visto che oggi “bloody” nel Commonwealth è da 100 anni che non scandalizza più nessuno a sentirlo, e in America non è mai neanche diventata una parolaccia, è solo una cosa che gli americani sentono nei film dove ci sono persone inglesi (es. in Titanic).
In italiano “lasci libero il cambio!” non è tra le frasi più memorabili del film ma, come succede in qualsiasi doppiaggio, avremo sempre frasi che rimangono più impresse in una lingua piuttosto che nell’altra. Al netto di tutto, il film in italiano forse ha più frasi memorabili dell’originale. Questa nello specifico rimane più memorabile nella sua forma originaria “Bloody move!”.

Parlando d’accenti, il personaggio del vecchio John Hammond è scozzese, nel film in lingua originale parla con un marcato accento scozzese nelle prime scene per poi ripiegare su un “inglese aristocratico”, da riccone. Ma quando ricorda la sua prima attrazione (un circo delle pulci) e dice che questa aveva un piccolo trapezio, usa l’espressione “a wee trapeze“. ‘Wee‘ è una parola usatissima in Scozia al posto di “little” per identificare qualcosa di piccolo e carino, Hammond la usa mentre ricorda le sue origini e quindi la sua mente ritorna ad espressioni familiari del posto in cui è nato, la Scozia appunto. L’attore Richard Attenborough se lo era studiato bene il personaggio, non c’è che dire. Sono piccole curiosità che necessariamente sfuggono ad una visione solo in italiano ma a cui ora potrete fare caso se vi trovaste a guardarlo in lingua originale.

John Hammond in Jurassic Park

Ho visto le pulci, mammina, tu le vedi le pulci?

Al neozelandese Sam Neill, criticato in passato per un poco convincente accento americano, venne concesso da Spielberg di recitare con il suo accento nativo, salvo poi ritrattare e chiedergli di fare una via di mezzo tra l’americano e il neozelandese. Questo lo ha raccontato Sam Neill stesso in un recente documentario su Netflix (“I film della nostra infanzia“, stagione 2, ep. 3, 2021). Nel film in lingua originale potreste sentire alcune frasi dette all’americana e altre alla neozelandese, sempre che le sappiate distinguere. Io personalmente non ho esperienza con australiani e neozelandesi quindi non ci avevo mai fatto caso.

Altre curiosità sull’adattamento di Jurassic Park

L’importanza di chiamarsi Wu

Samuel Jackson che parla di lisina nel film Jurassic Park

(orig.) Wu inserted a gene that creates a faulty enzyme in protein metabolism.
(dopp.) Abbiamo creato un gene che altera il metabolismo proteinico

Questa battuta è di Samuel Jackson quando spiega la storia della lisina. Nella versione italiana si perde il rimando al dottor Henry Wu, il genetista che avevamo visto solo all’inizio film durante la schiusa dell’uovo di raptor. L’omissione del riferimento a Wu è stata fatta chiaramente per i tempi della battuta e non sarebbe neanche degna di nota se non fosse per il fatto che adesso il dottor Wu è tornato con la nuova trilogia di Jurassic World, ottenendo un ruolo sempre più rilevante, ma già da questa frase del primo film si capisce (in inglese e se non avete letto il romanzo) che il dottor Wu non era soltanto uno dei tanti genetisti al servizio di Hammond bensì il responsabile dell’intero progetto di creazione dei dinosauri. Colui che “gioca a fare Dio”. Ed ha ancora più senso che in futuro torni come “cattivo” della serie.

dr henry wu in Jurassic Park e Jurassic World

In tutti i film in cui compare (Jurassic Park, Jurassic World, Jurassic World – Il regno distrutto), il personaggio del Dr. Wu è stato doppiato da Loris Loddi. Tanto di cappello a Sandro Acerbo, direttore di doppiaggio dei nuovi film, che deve aver deciso di chiamarlo a reinterpretare lo stesso ruolo, dando così una continuità sui personaggi minori.

“La voce che state ascoltando è di Richard Kiley”, ma chi è Richard Kiley?

Kiley era un attore diventato negli anni ’90 narratore di documentari della National Geographic. Un nostro equivalente italiano di quegli anni sarebbe stato Claudio Capone che era la voce narrante nei documentari di Superquark. Ma Capone sembra non aver mai lavorato per la società che invece ha doppiato Jurassic Park, quindi forse era esclusiva di altre società di doppiaggio (?). Sarebbe curioso sapere se lo avessero considerato al tempo.

Nel film Richard Kiley è doppiato da Saverio Indrio, una scelta che si sarebbe rivelata azzeccata molti anni dopo (1998), quando Indrio diventò il narratore della serie documentaristica Il magico mondo degli animali, della Disney.

Lo potete sentire in questo video:

Non vi aspettate che da un momento all’altro dica che il dilofosauro sputa il suo veleno alle sue prede causando cecità seguita da paralisi? Io sì.

Curiosamente, al giorno d’oggi la voce narrante per eccellenza nei documentari naturalistici in lingua inglese è David Attenborough, fratello di quel Richard Attenborough che nel film interpreta il creatore del parco John Hammond. Ma nel 1993 David Attenborough non era ancora un nome così noto agli americani. Inoltre la scelta di Kiley viene direttamente dal romanzo di Crichton (scritto negli anni ’80), che per fortuna loro era ancora valida all’inizio degli anni ’90.

Per i trekkies tra di voi, Richard Kiley è comparso anche in Star Trek Deep Space Nine (doppiato da Luigi Montini). Wikipedia riporta queste sue altre voci italiane Giuseppe Rinaldi (in Luci sull’asfalto), Pino Locchi (in Mano pericolosa), Cesare Barbetti (in Il piccolo principe), Renato Mori (in Amore senza fine), Massimo Rinaldi (in Un anno nella vita), Sergio Tedesco (in Phenomenon).

Richard Kiley in Star Trek Deep Space Nine

“paralisi seguita da cecità”

 

Scheda di doppiaggio di Jurassic Park

Direttore di doppiaggio: Manlio De Angelis

Dialoghista: Alberto Piferi

Società di doppiaggio: C.D.C.

Il cast di doppiatori

Stefano De Sando: Dr. Alan Grant (Sam Neill)
Isabella Pasanisi: Dr. Sattler (Laura Dern)
Roberto Chevalier: Dr. Ian Malcom (Jeff Goldblum)
Cesare Barbetti: John Hammond (Richard Attenborough)
Michele Gammino: guardiacaccia Robert Muldoon (Bob Peck)
George Castiglia: Tim (Joseph Mazzello)
Valeria De Flaviis: Lex (Ariana Richards)
Claudio Fattoretto: Ray Arnold (Samuel L. Jackson)
Vittorio Stagni: Dennis Nedry (Wayne Knight)
Marco Mete: Avv. Donald Gennaro (Martin Ferrero)
Loris Loddi: Dr. Henry Wu (B.D. Wong)
Maurizio Reti: Dr. Harding (Gerald R. Molen)
Eugenio Marinelli: Juanito Rostagno (Miguel Sandoval)
Simone Mori: Dodgson (Cameron Thor)
Paolo Vivio: bambino del Montana (Whit Hertford)
Dario Penne: Mr. DNA (Greg Burson)
[fonte Antoniogenna.net]

Saverio Indrio: voce della guida interattiva (Richard Kiley) [da Wikipedia]

Alessandro Rossi: capo manovre [non ha nome, è il tizio con la pettorina arancione nella scena di apertura ed è la prima persona che parla in Jurassic Park]

 

Questa lista di nomi non penso riesca da sola a far capire quanto sia azzeccata la scelta degli interpreti in questo doppiaggio, ogni personaggio è caratterizzato alla perfezione, ogni voce è giusta sul personaggio, nessuno è fuori posto. Di solito mi limito all’analisi dell’adattamento e non parlo mai delle voci, perché non è materia mia e perché, personalmente e salvo rarissimi casi, trovo che quasi tutti i doppiatori che ritroviamo al cinema e in TV siano bravi attori e quando diretti bene diano davvero il massimo. Forse negli anni ’90 questo doppiaggio neanche spiccava tra i tanti altri suoi contemporanei, altrettanto ottimi, ma a vederlo oggi e mettendolo a confronto con la recitazione moderna dei film americani e di conseguenza dei doppiaggi italiani, è ancora più sorprendente.

Vittorio Stagni su Dennis Nedry personalmente è il mio preferito. Potreste ricordare la sua voce su Lord Casco di Balle spaziali, Mama Fratelli nei Goonies (sì, era di un uomo), il papero in Howard e il destino del mondo, il capo delle faine in Chi ha incastrato Roger Rabbit, e questi solo per nominarne alcuni. Aveva già doppiato lo stesso attore Wayne Knight in JFK – Un caso ancora aperto (1991) e qui in Jurassic Park, è quasi inutile sottolinearlo, riesce a caratterizzarlo alla perfezione. Degna di nota è la scena in cui balbetta mal celando ansia e colpevolezza prima di mettere in moto il suo piano di fuga. È facile dare per scontata una buona recitazione e anche una buona “distribuzione” delle voci quando queste sono così perfette, perché tendono a non farsi notare (questo è il loro scopo del resto), lo spettatore pensa al personaggio e non a chi lo “reinterpreta”. In quanto a interpretazione, i film di quegli anni ci hanno abituato bene. E Jurassic Park del 1993 è tra quelli che ci hanno abituato troppo bene.

Mistero. Chi è la voce del tizio al molo che aiuta Nedry?

Scena della diretta video con il cospiratore al molo, dal film Jurassic Park

“Non te lo posso promettere”

La scheda del cast di doppiaggio presente sul sito Antonio Genna per questo film è bella corposa, mancano giusto un paio di voci minori. Una di queste compare in quella della “diretta video” di Nedry (lo so, palesemente un video riprodotto con Quicktime, la sappiamo tutti questa) con il tizio al molo che nel cast è chiamato “The Mate” ed è interpretato (lo scopro solo mentre scrivo questo articolo) dal famoso direttore della fotografia Dean Cundey!
Una voce italiana molto familiare, di sicuro qualcuno della “scuderia” C.D.C., eppure non mi viene in mente chi potrebbe essere. Se avete idea, fatemelo sapere nei commenti.

L’utente ‘Catoblepa’ nei commenti suggerisce che possa essere nuovamente la voce di Simone Mori (che già dà la voce a Dodgson) e in tanti altri concordano con questa scelta. ‘Giacomo’ suggerisce che potrebbe essere invece una ripetizione di Loris Loddi.

Un’altra voce ancora non identificata è quella di Billy, il “volontario” (così lo definisce IMDb) dello scavo in Montana che si occupa dell’analisi sonar dei resti del raptor. Questo è lo stesso personaggio (scopro anche questo solo adesso) che in Jurassic Park III è stato poi interpretato dall’attore Alessandro Nivola, il “ladro di uova” per chi ricorda il film.

‘Antonio L.’ nei commenti suggerisce che la voce di Billy possa essere di Lucio Saccone mentre ‘Giacomo’ punta su Massimiliano Virgilii. Il mio collaboratore Finarolli (il mio “orecchio ufficiale” per queste cose) concorda al 100% su Virgilii.

Poi nell’inquadratura successiva ci sarebbe un “brusio”, molto familiare ma purtroppo molto breve, di qualcuno fuori campo che dice “quel ragazzino è incredibile“. Potrebbe essere nuovamente Massimiliano Virgilii?

Se riconoscete questi doppiatori fatevi vivi nei commenti, cercheremo di confermare la loro identità, se possibile.

Un articolo lungo 65 milioni di anni, lo so.

Da che doveva essere un rapido giro del parco ho finito per approfondire fin troppo come faccio sempre, ma siamo arrivati alla fine della gita. Tremo al pensiero di come potrebbe essere adattato oggi un film del genere, specialmente in mano a certi personaggi già noti alle cronache di Doppiaggi italioti. Avremmo forse sentito frasi come “non capisco questa mentalità luddista” al posto di “mentalità retrograda”, perché oh, in originale dice così! E il parco sarebbe stato “riportato on-line” invece che “riavviato”? Di certo “gourmet chef” sarebbe rimasto “gourmet chef” e la vita avrebbe sicuramente trovato “una strada”, perché “più fedele”… qualunque cosa significhi fedele.
Se non altro tutti i seguiti di questo film, che io ricordi, sono rimasti in buone mani. I trailer non fanno testo.

Tornando a colui che scrive questo articolo, me, me stesso medesimo, sebbene alla fine non sia mai diventato genetista (ci sono andato abbastanza vicino), è curioso che la vita poi mi abbia portato a diventare dialoghista invece, e proprio per la stessa società che si occupò del doppiaggio di Jurassic Park nel 1993, a contatto con alcuni dei professionisti che avevo tanto ammirato in questo film, quando ancora non sapevo neanche chi fossero o cosa fosse il doppiaggio, l’adattamento etc…; sono agli inizi ma l’ascesa è stata rapida (sono stato messo a lavorare quasi subito con nomi famosi, cosa che ancora stento a credere) e se quello che faccio viene apprezzato dai miei superiori è solo perché mi appoggio sulle spalle di giganti (anche questa è una semi-citazione del film), ovvero dei dialoghisti degli anni ’80 e ’90 che ho tanto studiato senza neanche rendermene conto. Oggi che rivedo Jurassic Park con occhi diversi, queste frasi di Malcom assumono per me un altro significato, molto personale: “voi avete letto quello che altri hanno fatto e di lì siete partiti. […] Siete saliti sulle spalle di altri“.
E che spalle, direi!

Anche se non siete (o non siete stati) malati di Jurassic Park come me, penso che sia evidente che l’intero lavoro di localizzazione di questo film sia da capolavoro, da manuale direi anzi. Insomma, tornando all’argomento di questo articolo e concludendo, dopo attenta considerazione ho deciso di avallare l’adattamento di Jurassic Park.

Tararà-ra-ra, tararà-ra-ra, tararaaà ra ra raaaaaaa!

Finale di Jurassic Park

Mille ritocchi inutili in digitale e quella maledetta ragnatela alla fine del film sta sempre lì!

Docente e blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film.

73 Commenti

  • Paolo "Pisolo" Ciaravino

    21 Agosto 2021 alle 20:23

    L’ho rivisto proprio di recente e, da profano, mi è capitato di notare l’eccellenza dell’adattamento o, per meglio dire, di non notarla, perché, come giustamente scrivi, quando non ti accorgi del doppiaggio vuol dire che è fatto bene.
    Articolo ottimo come sempre e sono contento di sapere che una persona competente come te abbia preso questa strada (stavolta non si poteva usare vinto/trionfato anche se immagino che il tuo stato d’animo sia quello 😃) e spero riuscirai ad essere all’altezza.
    Non sono del tutto d’accordo sulla critica a “tecnologie fantascientifiche”; secondo me ci può stare, dato il contesto del filmato animato. Secondo me voleva essere una scelta per dare una sfumatura simpatica e confidenziale verso il pubblico del parco. Ma capisco benissimo il tuo punto e probabilmente la tua soluzione era migliore.
    Ultima nota su “decade”: la Treccani dà come significato anche “Spazio di dieci anni, decennio”.

    Rispondi
    • Luke

      21 Agosto 2021 alle 21:35

      Ottimo articolo!

      “La vita troverà il modo”. La frase è stata riadattata in questo modo da Francesco Vairano per il secondo film, “Il mondo perduto”. Spero di poter leggere un articolo anche su questo primo sequel!

      Rispondi
      • Evit

        21 Agosto 2021 alle 23:24

        Ciao Luke, grazie mille. Anche troverà un modo suona “naturale”, qualsiasi cosa tranne “trova una strada” ahah. Il mondo perduto, lo ammetto subito qui davanti a tutti, mi sta molto sul cazzo come film, lo detestai anche al cinema nel 1997 e all’epoca bramavo tanto di vederlo! Una recensione di quello non è nei miei programmi ma chissà. Non ricordo niente di strano nel suo adattamento e i doppiatori erano ottimi (sempre a memoria da qualche passaggio televisivo), poi Vairano è un grande ai dialoghi, mi sorprenderei di trovarci qualcosa di strano. Ma se vuoi leggere una recensione sul film tipo quelle che ho fatto per i film di Seagal nei mesi passati può essere che un giorno ti possa accontentare ahah.
        Non ironicamente mi piace molto Jurassic Park III che all’epoca, memore della delusione del 2, ignorai volutamente quando arrivò al cinema, ma ho riscoperto in home video con piacere.

      • Luke

        22 Agosto 2021 alle 12:24

        Ahahah! Sì, sarebbe molto divertente! In effetti “Il mondo perduto” non è molto riuscito. Per quel che riguarda i dialoghi, neanch’io ricordo niente di strano. La cosa che rimane più impressa è il cambio di voce di Malcolm, da Roberto Chevalier a Sandro Acerbo.

      • Evit

        22 Agosto 2021 alle 12:51

        Non credo che all’epoca notai mai il cambio di voce. Anche Il mondo perduto ha dei dialoghi molto memorabili, purtroppo è un film scemo che la butta in caciara sul finale, col T-Rex in città perché a Spielberg era venuto in mente che voleva “rifare” King Kong . Per me si vede che è un film che ha dovuto fare per contratto. Dopo Jurassic Park e Schindler’s List, Spielberg non è stato più lo stesso.

    • Evit

      22 Agosto 2021 alle 01:42

      Grazie per i complimenti Pisolo, è da più di un anno che mi hanno “trascinato” in questo mondo e mi dicono che lavoro molto bene. Che dire, un altro po’ e magari ci credo pure io. Vediamo se un giorno farò un articolo su me stesso ahah

      Indubbiamente “tecnologie fantascientifiche” puntava sulla simpatia del filmato destinato ai bambini, come dici giustamente tu, ed è stata quella la molla che ha spinto verso quella scelta, lo capisco. Personalmente la ritengo una strizzatina d’occhio troppo forte. Come tutte le cose in questo mestiere, un po’ è traduzione, un po’ è gusto personale. Non dico che sia assolutamente sbagliato ma personalmente io non avrei “spinto” così tanto visto che in inglese non lo faceva. Sarebbe altrettanto evidente al pubblico inglese se in originale avesse parlato di tecnologie “straight out of science fiction!”. Per me “tecnologie fantascientifiche” è la stessa cosa. Però, se questa è l’unica osservazione che posso fare a Jurassic Park direi che siamo comunque sulla perfezione totale.

      Su “decade” io ho deciso di non usarlo più per indicare un arco di 10 anni non solo perché arriva come quarta definizione sulla Treccani (e molti dizionari neanche lo hanno mai adottato), ma anche perché sembra un calco dall’inglese e rischia potenzialmente di generare confusione.

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  • Riccardo

    21 Agosto 2021 alle 21:07

    Da programmatore trentennale, la battuta “che stronzi questi programmatori” mi ha sempre fatto molto ridere, ma da matematico mai quanto “Dio ci scampi! Siamo nelle mani degli ingegneri.” 😀
    Anche “giornate a prezzi popolari” lo trovo perfetto perché rende anche l’idea del cambio di atteggiamento di Gennaro, dal dubbio composto all’entusiasmo infantile, dopo aver visto i dinosauri vivi (“ci facciamo una fortuna con questo posto!”).
    Concordo con Paolo riguardo il “fantascientifico” pronunciato da Mr. Dna, in fondo tutto quel monologo è scherzoso, sopra le righe e sembra rivolgersi a un pubblico di bambini, ci può stare. Non avrei visto male neanche cose del tipo “tecnologie avanzatissime”, “all’avanguardia” e accrescitivi vari.

    Riguardo i ricordi del film, in quell’ormai lontano giorno del ’93 in cui rimasi a bocca aperta davanti al T-Rex scatenato sotto la pioggia, capii subito che per la seconda volta in vita mia stavo assistendo a un’improvvisa rivoluzione nel campo degli effetti visivi, una specie di salto quantistico che da un momento all’altro avrebbe cambiato per sempre il modo di fare cinema, segnando l’ingresso a piedi pari nell’era digitale.
    La prima volta era stata nel ’77, con un certo Guerre Stellari.

    Rispondi
    • Evit

      22 Agosto 2021 alle 01:49

      Ciao Riccardo, ahah sapevo che gli informatici matematici avrebbero apprezzato doppiamente!!!
      Sul “fantascientifico” ci sta quello che avete detto tu e Paolo, quello sicuramente è il motivo che ha portato a quella scelta e lo capisco, solo che personalmente non avrei tirato così tanto “la corda”. Opinione personale. Ti rimando però alla risposta che ho dato a Paolo (che era pensata per rispondere anche a te) così da non ridire le stesse cose con parole diverse.

      Hai assistito davvero a due momenti storici per gli effetti speciali nel cinema, il primo per motivi anagrafici me lo sono perso. Ma entrambi erano tra le mie VHS abusate.

      Rispondi
      • Riccardo

        22 Agosto 2021 alle 11:16

        Devo anche dire che c’è forse una cosa che ci accomuna riguardo questo film, perché se ho ben capito JP è stato la molla che ti ha portato verso gli studi di biologia e genetica. Nel mio caso invece mi spinse ad approfondire la teoria del caos, tanto da farne l’argomento della mia tesi sperimentale di laurea, un paio di anni dopo.
        In quegli anni poi la computer grafica era in pieno sviluppo, e quindi si cominciavano a vedere le prime, spettacolari rappresentazioni dei frattali, che sono oggetti strettamente imparentati con la teoria dei del caos (i famosi “attrattori strani” che Malcolm cita per fare la battuta da provolone alla Sattler, sull’elicottero).
        Su un altro piano, l’evoluzione della CGI mi portò prima a occuparmi dello sviluppo di videogiochi, e in seguito – e per molti anni – proprio di effetti digitali per produzioni per tv e cinema (di cui ero già un appassionato “fracico”).
        Questi caspita di film che ci cambiano la vita! 😀

      • Evit

        22 Agosto 2021 alle 11:28

        “Caosologo, caosologo.”

        Ma dai, fichissimo! È l’unica parte del film, quella sul caos di Malcom, di cui non ho mai capito molto, quindi sarei certamente stato tra quelli che giocano a fare Dio senza ascoltare i “rimasticamenti alla moda” dei matematici. Comunque mi rifiuto di pensare che lei non abbia familiarità con il concetto di attrazione (va bene ora la smetto). Da questo breve commento sembra che Jurassic Park abbia aiutato anche te a trovare “la tua strada”. Voglio sapere di più di questa esperienza con i videogiochi, e con gli effetti digitali!

      • Riccardo

        22 Agosto 2021 alle 12:06

        E considera che sono pure alto 1.95 come Malcolm/Goldblum! 😀 😀

        Nel film la parte del caos – soprattutto col senno di poi – è parecchio tirata via e superficiale, mentre ricordo che nel romanzo era più approfondita, ma questo è del tutto naturale in una riduzione cinematografica. Nel film si puntava di più alla simpatia e al carisma del personaggio che a disquisizioni rigorose su spazio delle fasi ed equazioni non lineari che avrebbero fatto scappare la gente dalla sala tipo mandria di Gallimimus. In compenso adesso so esattamente cos’è l’effetto farfalla, e il concetto non mi passa più volando sopra la testa (sono andato troppo veloce?).

        Riguardo le mi esperienze lavorative, alla fine ho solo assecondato le passioni che avevo fin da quando era un ragazzino che girava piccoli film di fantascienza in Super8, mettendole assieme alla mia preparazione più “accademica”. Ho lavorato nel campo dei videogiochi soprattutto negli anni a cavallo del 2000, ma anche ora mi occupo perlopiù di applicazioni di realtà virtuale. Nel campo dei VFX digitali ho partecipato a tante produzioni televisive, spot commerciali (ricordi la famosa particella di sodio blu di Acqua Lete?), videoclip (i primi in CGI di Tiromancino, quelli dei Planet Funk,…) e film per tv e cinema. Qui ce n’è uno visibile gratuitamente, un horror a basso (bassissimo!) costo girato nella mia città e distribuito da Rai, che avuto un bel successo in tutto il mondo. In questo sono accreditato come “TD Dynamics” e mi sono occupato di… incidenti stradali, nugoli di zanzare assassine e piogge di denti! 😀

        https://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-36b801aa-c878-45b0-bd7b-6f0fd1a2a969-cinema.html

        Se hai voglia di buttargli un occhio, credo serva la registrazione (gratuita) al sito Rai.

        Piuttosto poi, dicci qualcosa in più sull’attività di adattatore che stai portando avanti (a proposito, complimentoni!).
        Tra l’altro anche il quel campo ho una piccola esperienza lavorativa di anni fa, su serie tv per National Geographic e History Channel, quindi non in doppiaggio ma in voice over.

      • Evit

        22 Agosto 2021 alle 12:35

        “Fisici e matematici fanno i migliori informatici”
        Anche io ricordo che il romanzo era decisamente più chiaro e approfondito su quell’argomento, Malcom era “quasi” il protagonista del libro o comunque gli veniva dato molto spazio. Mi hai ricordato che ho dimenticato di sottolineare come quello del “volare sopra la testa” sia un’espressione americana (nel film mostrata a gesti) che in Italia non è un granché comprensibile ma del resto non tutto può esserlo quando vediamo film che vengono da altre culture. È un po’ come il bussare sul legno di Mamma ho riperso l’aereo. Ce lo dobbiamo tenere necessariamente così.
        Chissà che la tua esperienza nei videogiochi non sia di interesse per l’autore di The Genesis Temple che esplora la storia dei videogiochi e del “game design”, spesso di aziende italiane. Di recente è stato ospitato qui per l’articolo sulla storia del doppiaggio nei videogiochi.

        Ho dato un’occhiata rapida a Fairytale, che doppiatori! Roba seria.

        In futuro magari racconterò della mia esperienza da dialoghista, magari con una intervista insieme al mio “talent scout”, per ora c’è ancora poco da dire e molto da fare. Anche se il percorso è iniziato più di un anno fa, per il momento mi sento ancora un “ospite” del settore, che entra in punta di piedi con umiltà e con la modestia che mi contraddistinguono, e che forse non traspare dal blog. Ho iniziato con documentari naturalistici e scientifici come sorta di “test” delle mie capacità e dopo poco mi sono ritrovato su serie TV. Penso non ci sia un lavoro che io abbia mai fatto con così tanto piacere e naturalezza come questo.
        Insomma hanno trovato il modo migliore per farmi stare zitto: assumendomi! Ahahah

  • Federico

    21 Agosto 2021 alle 21:32

    L’ho perso all’epoca (avevo “già” 22 anni e forse non mi interessò più di tanto) ma stasera mi ha tanto preso la tua disanima e affezione che hai per quel film che quasi quasi, prima o poi, me lo guarderò (però dalla vhs pirata che menzionavi!). Interessanti tutte le scelte di adattamento che hai, come sempre, spiegato al meglio, rendendole comprensibli anche a chi, come me, è digiuno di doppiaggi e di inglese ma è sempre curioso di apprendere. Una cosa, però, non l’hai spiegata: perchè non potrò mai avere un cucciolo di dinosauro tutto per me? 😄 Chiudo augurandoti ogni bene per il lavoro intrapreso. Sono certo che lo farai nel migliore dei modi, vuoi per le spalle su cui ti sei formato, vuoi certamente per le tue capacità (e se qualcuno mi legge no… Evit non mi ha pagato 😄).

    Rispondi
    • Evit

      22 Agosto 2021 alle 02:27

      La VHS pirata non ce l’ho più da quando poi comprai quella originale (che anche non ho più). All’epoca non immaginavamo che le versioni cinematografiche italiane sarebbero scomparse entro pochi anni all’arrivo del DVD e non ci badavo più di tanto. Comunque il Laserdisc italiano di sicuro ha le scritte italiane, quindi probabilmente anche la VHS originale.
      Mi fa sempre piacere sapere di arrivare anche a chi l’inglese non lo conosce oppure non lo conosce abbastanza. Del resto sono articoli sempre scritti nell’ottica di essere accessibili a tutti, quindi ti ringrazio per averlo scritto. Per me è molto importante.

      Non mi chiedete di genetica che poi inizio e non la finisco più. In breve, il DNA come tutte le molecole organiche dopo la morte dell’organismo si degrada, il più vecchio che hanno trovato penso risalga a un milione di anni fa (dai mammuth), figuriamoci 65 milioni! E quello che si trova, si trova in piccoli frammenti che servono a poco. Sarebbe come tentare di ricostruire un romanzo mai letto prima partendo da singole lettere separate sparse a caso. Il puzzle più difficile al mondo! Hai voglia a riempire le interruzioni con il DNA dei ranocchi! (questa la capirai quando vedi il film). Questo è ovviamente UNO dei tanti motivi che rende la clonazione dei dinosauri impossibile. Ci sono stati esperimenti più interessanti però, con l’embrione di gallina che è il parente più prossimo del T-Rex. Le fasi embrionali seguono tutto il percorso evolutivo di un animale e intervenendo nei primi stadi dell’embrione di gallina, quelli più “antichi” per così dire, è stato possibile ricreare il muso “da dinosauro”, quello che avevano prima che due suoi ossicini si evolvessero col tempo fino a formare il becco. Non penso che siano andati oltre, anche perché richiede di intervenire miratamente su alcuni geni e non so quanto sia fattibile la “de-evoluzione” completa della gallina fino ad ottenere embrione di T-Rex, molto probabilmente anche quella è impossibile. Però abbiamo anche scoperto che tutti i dinosauri avevano un piumaggio. Quindi il T-Rex era un enorme gallinone feroce, il che vuol dire che Chicken Park di Jerry Calà è più scientificamente accurato di Jurassic Park. Chi se lo immaginava! 😉
      Come vedi mi si da il là e non la smetto più…

      Comunque l’assegno arriva lunedì prossimo, sono stato troppo occupato questa settimana

      Rispondi
      • Federico

        22 Agosto 2021 alle 16:15

        Pensa te. Ho cinque “evoluzioni” di Tirannus Rex nel giardino di mio padre e non ne ero a conoscenza. E pure ne mangio le uova! Vedi… lo sapevo che dovevo chiederti spiegazioni ulteriori su quel particolare. D’ora in poi guarderò quelle galline con un certo timore 😄. Ah… per l’assegno fa con comodo. Ma va bene anche il contante. In tagli piccoli…

  • Catoblepa

    21 Agosto 2021 alle 22:40

    Il tizio all’imbarcadero mi pare Simone Mori… e siccome l’ho pensato prima di scorrere l’elenco doppiatori e di scoprire che Simone Mori era davvero nel cast e doppiava Dodgson, direi che la mia ipotesi è parecchio plausibile! ^_^ Dopotutto, se fossi stato il direttore del doppiaggio, avrei potuto supporre che l’uomo al molo fosse lo stesso con cui Nedry stava complottando, e non il misterioso “The Mate” (o me ne sarei fregato di distinguerli, come in tanti casi di doppiatori usati per più personaggi minori all’interno dello stesso film).

    Rispondi
  • Catoblepa

    21 Agosto 2021 alle 23:02

    Per “Billy il volontario”, ipotizzo – ma con molta meno sicurezza – un Vittorio De Angelis? Doppia Emilio Estevez nel primo Mission Impossible di Brian De Palma… il timbro è simile, ma non identico. Continuerò a scervellarmi.

    Rispondi
      • Catoblepa

        22 Agosto 2021 alle 00:36

        Con tutti questi “mmmmhh” ti ho immaginato doppiato da Dan Peterson, pace all’anima sua 😀 Direi che c’è un 80/90% di possibilità per Simone Mori, sento proprio la sua intonazione, la sua tipica musicalità (come su quel “non te lo posso promettere”). Nell’animazione l’ho molto apprezzato per Hermes Conrad in Futurama e Vash the Stampede in Trigun.

        Anch’io sono molto scettico su Vittorio De Angelis, anche se continua a saltarmi fuori nelle mie indagini mentali… “somiglia anche un po’ al bulletto che corteggia la ragazzina nei Goonies… guardiamo un po’ chi era… ecco, aridaje, Vittorio De Angelis. -_- “

      • Evit

        22 Agosto 2021 alle 01:51

        Pensavo più a Bart Simpson che guarda il muffin prima di spiaccicarlo sulla parete. Non so se hai presente. Su Mori devo investigare. Sulla talpa al molo mi dice Finarolli che lo ha appena sentito nel film Virus letale (Outbreak) che è un altro CDC. Purtroppo nell’ennesimo ruolo non documentato. Lo riporto qui perché appena scoperto il nome aggiungeremo un nuovo tassello alla documentazione di due film in un colpo solo.

      • Evit

        22 Agosto 2021 alle 12:47

        Dice Francesco Finarolli che è l’uomo che interroga tutto il personale alla dogana per capire se la scimmia fosse stata portata via illegalmente. Quello che interroga la guardia notturna corrotta che aveva fatto a metà con il ragazzo che aveva rapito la scimmietta. Si sente più di una volta ma non dice molto

      • Evit

        22 Agosto 2021 alle 13:05

        Aggiungo che Lucio Saccone era il padre Andrew Hagen in Il padrino parte III (CDC, 1991), non avendo mai visto il terzo capitolo e non possedendolo non saprei verificare. Ma posso dire che è lo stesso IDENTICO cast di doppiaggio di Jurassic Park. Quindi MOLTO PROBABILE!

      • Catoblepa

        22 Agosto 2021 alle 21:11

        Ho sentito adesso la clip di Massimiliano Virgilii… per quanto mi riguarda, e per quel che vale, concordo al 100% con Giacomo. Se non è lui è il suo fratello gemello.

  • Cassidy

    22 Agosto 2021 alle 00:58

    Giunto alla fine di questo post, non solo mi toccherà rivedere la mia classifica dei miei pezzi preferiti letti su questo blog, ma mi sento un po’ come Sam Neill davanti ai brachiosauri. Solo applausi, bravissimo! Cheers

    Rispondi
    • Evit

      22 Agosto 2021 alle 02:34

      Grazie carissimo, anche il tuo articolo non scherza! Per fortuna che ci sei tu a scriverli così io posso dedicarmi solo all’aspetto linguistico e delego tutto il resto a te! ;D
      Questi di apprezzamento sono gli articoli più complessi da scrivere ma sicuramente danno tanta soddisfazione. Ne ho altri di miei “classidy” apprezzatissimi e piano piano arriverò a parlare anche di quelli di sicuro.
      Grazie ancora

      Rispondi
  • Stefano

    22 Agosto 2021 alle 02:18

    Un film con numerose frasi “mitiche”, da usare anche a sproposito, ma anche no.
    Ricordo invece una mia mancata comprensione che rese una scena ancora “più mitica”:
    《 Gozer, GOZER, è arrivato Gozer!
    Non gliene frega niente a nessuno》
    Che con gli acchiappafantasmi avrebbe fatto il paio.
    Ma che diceva davvero? Mai capito. Compensai evidentemente con una parola simile che conoscevo bene. Il viaggiatore è giunto!

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    • Evit

      22 Agosto 2021 alle 02:39

      Ammetto che a quella di Gozer mista a Jurassic Park mi è uscita fuori una risata strozzata. Arriverò anche a Ghostbusters, infatti è uno di quegli articoli di apprezzamento a cui voglio lavorare ma attendo sempre la giusta ispirazione (e il tempo perché davvero prendono più tempo del dovuto questi. È più facile e veloce recensire quelli sbagliati). Penso che quel film abbia tante frasi che dovrò chiarificare ;D
      Comunque diceva Gozer il gozeriano, Gozer il distruggitore, Volguus, Zildrohar, il viaggiatore è giunto, scegliete e perite. Questa frase dici? Sono i vari nomi con cui era conosciuto Gozer.

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  • Paolo "Pisolo" Ciaravino

    22 Agosto 2021 alle 03:02

    Anche io non uso decade per dieci anni ma quando posso fare una inutile puntualizzazione da precisino rompiscatole non mi tiro mai indietro 😃.
    Sul fantascientifiche in realtà condivido il tuo gusto; col senno di poi, dopo la lettura dell’articolo, mi sono reso conto che anche a me è sempre suonato imperfetto per i motivi di cui scrivi, ma non ci avevo mai ragionato su. Il mio commento, come hai capito, era più volto a cercare di comprendere le possibili ragioni della scelta di Piferi.
    I complimenti sono assolutamente dovuti per quanto mi riguarda e per quel che valgono, dato che non sono del settore né ho conoscenze sufficienti dell’inglese e del tipo di lavoro che comporta il doppiaggio.
    Nel mio piccolo però mi son trovato a tradurre amatorialmente, per me e la mia ragazza, dei sottotitoli di film che non trovavo in ITA (non certo lavori di fino ma molto meglio di alcune robe agghiaccianti che ho trovato in rete 😃). Ho poi ritrovato nel tuo blog una impostazione che da ignorante ho subito condiviso, molte osservazioni che avevo fatto anche io e molte altre a cui non avevo pensato e che mi sono state utili per altre traduzioni (sì, ho un sacco di tempo da perdere 😃).
    Chiudo approfittando dell’occasione per ringraziarvi anche per i video del canale sul tubo. Non solo perché nell’ultimo mese ho riguardato quasi tutto ammazzandomi dalle risate, ma anche perché in un momento po’ di merda qualche anno fa sono stati veramente terapeutici 😃.

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  • Andrea87

    22 Agosto 2021 alle 10:26

    Grande post, su di un film che però mi ha sempre lasciato freddino… forse sono stato l’unico bambino a cui i dinosauri non hanno mai fatto né caldo, né freddo! Un film che sembra roba recente ma che se ti dicessi che l’ho visto all’oratorio in 3^ visione?

    Purtroppo per le voci non posso aiutarti, però posso confermarti che Capone è sempre stato socio CVD. In un ruolo simile, comunque, in “Alla ricerca di Dory”, alla Disney scelsero Licia Colò (accreditandola anche nei dialoghi).

    Ad ogni modo ormai ho quasi smesso di vedere film nuovi e mi sono tuffato in un mausoleo di prodotti “vecchi”, prodotti in cui si usava vestigia di un passato dimenticato come IL PASSATO REMOTO, o termini tipo ACCOMODARE (invece di aggiustare) o ancora COMPERARE/ANDARE A FARE COMPERE (invece di comprare/fare shopping).

    E su “decade” la penso come te! Non sai l’odio che ho provato quando 3 anni fa comprai il primo numero della “Don Rosa Library” e nella descrizione in quarta di copertina i curatori annunciavano “l’opera omnia dell’autore americano più influente delle ultime due decadi”!
    La cosa che odio è che quando ho fatto notare la cosa, la gggente ha detto “no, vabbè, lo riporta anche la Treccani, E’ GIUSTO!” eccerto! se cominciate ad utilizzare il termine a cazzo come calco dell’inglese, evvivaddio che poi i dizionari cominciano ad elencare anche quel significato!

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    • Evit

      22 Agosto 2021 alle 11:47

      Succede come con i giornalisti. Sono loro che letteralmente inventano certe parole o ne fanno un uso errato, ne abusano per anni in TV finché non diventano familiari a tutti, e poi hanno la faccia tosta di arrivare a fare servizi dove si domandano: com’è che la gente commette certi errori e parla così? MA IO VI UCCIDO!

      Anche se potrebbe sembrare il contrario, non sono contro l’uso delle parole inglesi “a tutto tondo” ma certamente apprezzo un buon copione con soluzioni eleganti. Dipende sempre anche dal materiale che abbiamo davanti, una serie TV moderna destinata ai ragazzi userà soluzioni diverse da un film che si vedono le nonne ad esempio, e un film ambientato in era moderna avrà soluzione diverse da un film ambientato in decenni passati o addirittura in secoli passati. Eppure c’è chi invece applica lo stesso metro su tutto (gli improvvisati di cui accennavo nell’articolo) e ci fa ritrovare “un team” detto nel 1800. Brrrr.

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      • Paolo "Pisolo" Ciaravino

        22 Agosto 2021 alle 13:14

        Ma veramente team? Te lo sei inventato a mo’ di esempio o qualcuno l’ha davvero usato? Se ne hai già scritto, purtroppo o per fortuna non ricordo.
        Di recente ho visto Luca della Pixar (niente di che a mio modestissimo parere), in cui il trio di protagonisti si fa chiamare “Gli Sfigati”. A occhio negli anni ’50, epoca in cui è ambientato il cartone, è un termine fuori luogo. Ho fatto una ricerchina ma molto superficiale che sembra confermare l’impressione. D’altronde non mi stupisco, perché in diversi prodotti disney recenti (marvel) ho trovato delle robe tremende (dèviano invece di devìano, per dirne una).

        Circa decade (e poi la smetto con questo off-topic 😃) con il il significato di dieci anni, potrebbe ben essere un errore poi accettato dal dizionario, come ipotizza Andrea87, ma in quel caso non sarebbe segnalato in qualche modo, tipo con la dicitura “meno corretto” come in altre voci? D’altronde il primo significato è “complesso di dieci cose”, quindi perché non di dieci anni? Forse in quel caso si dovrebbe specificare “decade di anni”(?)Vabbè, questioni accademiche, tanto siamo tutti d’accordo a riferirlo ai giorni 😃

  • Vasquez

    22 Agosto 2021 alle 11:11

    Quant’è bell’ quant’è bell’ quest’articolo! Appena ho finito di leggerlo ho ricominciato da capo, come facevo con la vhs del film.
    Nonostante nel 1993 fossi già maggiorenne anch’io sono stata malata di Jurassik Park, perché era (è) un film bellissimo, con battute mitiche, scene mitiche, rock star, arti mozzati e dinosauri!
    Ho provato a riconoscere le voci non identificate, e mentre nella prima sembra proprio anche a me di riconoscere Simone Mori (ci sento proprio Ross di “Friends”) la seconda non riesco a inquadrarla. E anzi volevo chiedere se per qualche motivo la seconda clip abbia l’audio rallentato, perché sia la voce di De Sando che della Pasanini mi sembrano più “scure” di come le sento nella videocassetta, e quindi mi si falsa pure la voce di Billy il volontario (o perlomeno l’impressione è quella).
    Sì ho la videocassetta con la registrazione del film della prima visione tv su Canale 5, in quel del 1996 (per info citofonare Zinefilo 😉) ma la qualità è pessima a causa del segnale, i titoli di testa sono in inglese e la rete tagliò tutti i titoli di coda, tranne “Regia di Steven Spielberg” e “Tratto dal romanzo di Michael Crichton”, romanzo che tra l’altro ho consumato insieme al suo seguito.
    Gli auguri e i complimenti a colui che ha scritto l’articolo per essere entrato professionalmente nel mondo del doppiaggio li avevo già fatti, ma li rinnovo decisamente ricordandogli che questi doppiaggi moderni pieni di traduzioni letterali, soluzioni poco naturali e anglicismi superflui quando addirittura non comprensibili sono nati non per conoscenze dirette, quindi senza assumerne la responsabilità. Sono saliti sulle spalle di altri per ottenere il risultato il più rapidamente possibile e appena ottenuto questo risultato lo hanno brevettato, impacchettato, ficcato in una scatoletta di plastica e adesso ce lo vendono, vogliono vendercelo.
    Anche se in tanti non capiscono questa mentalità retrograda, io continuo a preferire doppiaggi in italiano vecchio stile.

    Rispondi
    • Evit

      22 Agosto 2021 alle 11:21

      Ciao Vasquez e grazie per i complimenti. Quindi anche alcuni adulti si sono “flashati” con questo film! Pensavo fosse solo dovuto alla mia giovane età. Se l’audio nel mio video ti sembra rallentato è perché lo è! Ti anticipo però che è la velocità “giusta”. Le VHS e i DVD in Europa vanno a 25 fotogrammi al secondo, sono accelerate rispetto alla pellicola e quindi con un suono un po’ più acuto rispetto all’audio cinematografico che va a 24 fotogrammi al secondo. I Blu-Ray invece (da cui vengono queste clip) hanno la stessa velocità della pellicola cinematografica. Quindi se come me hai imparato a memoria il film in VHS, lo hai imparato alla velocità sbagliata. Ma non ti preoccupare, tutti in Europa siamo sulla stessa barca PAL.

      Con Simone Mori mi avete quasi convinto ahah, ora lo aggiungo in nota. Che ironia se fosse la voce di Ross di Friends… UN PALEONTOLOGO in Jurassic Park 😉

      Rispondi
      • Vasquez

        22 Agosto 2021 alle 11:49

        Non ci avevo pensato, alla professione di Ross! Fiiigo! 😁
        Jurassic Park secondo me non è un film per bambini. O meglio: non è un film solo per bambini anche se può sembrare così. Poi va be’, a me piaceva Crichton anche in tempi non sospetti, quando dalle mie parti (e prima di questo film) non era affatto facile recuperare i suoi libri.
        Sapevo la storia dell’audio diverso tra tv e cinema qui in Europa. Ci rimasi malissimo con le voci Mulder e Scully quando passò in tv “The X-Files: Il film”: sembrava che i doppiatori avessero respirato elio, oltre al fatto che ho letto i tuoi articoli al riguardo, anche un guest-post mi pare, su “28 giorni dopo”.
        Ma quindi io adesso come faccio? Qual è la vera voce di De Sando? E della Pasanini? Aiutooo 😛

      • Evit

        22 Agosto 2021 alle 12:08

        Ahahah, la vera voce è quella che trovi in blu ray, lo so, è un riabituarsi! Il che vuol dire che Alessandro Rossi è ancora più profondo di quanto non siamo già abituati a sentire. Nell’articolo su ‘Il ritorno dei morti viventi’ spiego l’argomento approfittando di un errore commesso che ha portato il suono di quel film ad essere ancora più profondo.

      • GIACOMO

        22 Agosto 2021 alle 14:17

        In realtà l’uomo del molo sembra una ripetizione di Loris Loddi. Si sente soprattutto nella frase “se il comandante dice di salpare, dobbiamo salpare”, dove ha una leggera inflessione alla Kevin Bacon in Tremors.
        Billy invece ha la voce di Massimiliano Virgilii, che doppiava Cuba Gooding Jr. in “Codice d’onore”.

      • Evit

        22 Agosto 2021 alle 14:21

        Personalmente concordo con te, sembra proprio Loddi in Tremors. Ma sono in minoranza. L’altro dovrò controllare, non conosco il film

      • Evit

        22 Agosto 2021 alle 14:34

        Il mio orecchio Finarolli conferma Massimiliano Virgilii ma rimangono dubbi sull’uomo al molo che continua a sembrare Simone Mori a tutti. Comunque aggiungo questi contributi all’articolo.

      • Gabriele Segapeli

        22 Agosto 2021 alle 15:15

        Boh, forse sono io ma quello al molo mi ricorda Sergio di Stefano, quello che doppiava Sam Neill in caccia a Ottobre Rosso… Poi non so.

        Per il resto grande articolo Enrico. Non ho ancora visto il film né letto il romanzo però: corro ad espiare facendomi divorare da un dinosauro.

      • Evit

        22 Agosto 2021 alle 15:43

        È passato in TV qualche settimana fa, è quella visione che mi ha ispirato a scrivere del film. Se ti capita, dagli una guardata. Per me è un film perfetto, con dialoghi che servono tutti ad uno scopo preciso, e non sono buttati lì a caso come riempitivo come siamo abituati con i blockbuster attuali. Nessuno ferma il film e si siede in un salottino per dire cose superflue. Se non fosse per la piega che hanno preso ora i film di intrattenimento, queste sono cose non sarebbero neanche da elogiare perché una volta erano semplicemente parte di quello che chiamavamo “film”.

  • stefano

    22 Agosto 2021 alle 15:51

    Mi riferivo a Dogson, non avevo mai capito mai il nome del tipo. Mentre sapevo a menadito gli epiteti di Gozer. Vorrei fare un piccolo montaggio con l’annuncio di gozer e l’altro che gli risponde “non gliene frega niente a nessuno”. XD

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  • morto vivente

    22 Agosto 2021 alle 17:09

    Purtroppo il film non è invecchiato bene, perché tutti i dinosauri vengono raffigurati senza le piume. Scherzi a parte, credo che sia uno dei rari casi in cui sia possibile scomodare il termine “capolavoro” senza cadere nella retorica. Soprattutto se lo si confronta con i suoi numerosi sequel.
    E mi unisco al coro di meritati complimenti ad Evit per questa recensione degna del film.

    Rispondi
    • Evit

      22 Agosto 2021 alle 17:11

      Grazie morto vivente. Continuo a dire che Chicken Park di Jerry Calà sia più scientificamente accurato. ;D
      A loro discolpa, la conferma definitiva che praticamente TUTTI i dinosauri avessero piume è leggermente successiva al film (metà anni ’90). Inoltre ricordiamo che i dinosauri al Jurassic Park, come scopriamo poi nel film, sono degli OGM, modificati a piacimento dei creatori, e nel mondo del film possiamo imputare la mancanza di piume ad una scelta voluta di Wu e Hammond per rendere i dinosauri più vicini a quelli che si aspetta il pubblico. È ancora un parco delle pulci, dopotutto. Parlerei di Jurassic Park per ore ahah

      Rispondi
    • Stefano

      23 Agosto 2021 alle 05:51

      Sulla questione decade ero totalmente all’oscuro e apprendo adesso del vero significato. D’altra parte deca dì è plausibile che indichi 10 dì. Eppure lo avevo sempre sentito in luogo di decennio, così mi sono incuriosito. La treccani lo riporta con quest’ultimo significato come non comune e la crusca spiega che questo nuovo uso che sembra plausibilmente un calco dall’inglese è in realtà italianissimo: “il lettore ne avrà la prova consultando nel sito dell’Accademia della Crusca il GDLI, che attesta l’uso di decade nel significato di decennio in Luigi Lanzi (1732-1810), in Giosue Carducci (1835-1907) e in Emilio Cecchi (1884-1966).”
      Decisamente curioso. Posso solo immaginare che decade sia stata usata come una quantità con fattore 10 in senso figurato, come in matematica e quindi solo per estensione al posto di decennio. Insomma un giallo alla Agatha Christie. Credo dunque che farò come il benzinaio del film “il bisbetico domato”: per oggi ne ho abbattanza chiuddo tutto. Gnè.

      Rispondi
  • morto vivente

    22 Agosto 2021 alle 17:11

    Purtroppo il film non è invecchiato bene, perché tutti i dinosauri vengono raffigurati senza le piume. Scherzi a parte, credo che sia uno dei rari casi in cui sia possibile scomodare il termine “capolavoro” senza cadere nella retorica. Soprattutto se lo si confronta con i suoi numerosi sequel.
    E mi unisco al coro di meritati complimenti ad Evit per questa recensione degna del film.

    Rispondi
  • SAM

    24 Agosto 2021 alle 13:51

    Piume, non piume… ora a parte che nessuno ha mai visto un dinosauro e quindi nessuno sa che aspetto aveva ( ogni tot anni tirano fuori nuove teorie su questo e quello) , parliamo di un film per bambini , dove questi ultimi si attaccano a un cavo dell’ alta tensione e il massimo di danno che ricevono è una capigliatura tipo Fracchia dopo che si è fatto un giro in auto con Francesco Salvi .
    Capisco l’effetto nostalgia per molti qui dentro che lo avevano visto bambini,ma io ero già adolescente e quindi lo vidi per quello che era : un dignitoso film avventuroso per famiglie buono per vendere merchandising a tutto spiano, il cui successo clamoroso era dovuto agli allora avanguardistici effetti speciali che ad altro.
    Amen.

    Rispondi
    • Alex64

      24 Agosto 2021 alle 18:42

      Allora, parto col dire, che non è assolutamente vero che i Dinosauri fossero tutti, o quasi tutti, piumati. È una sorta di miscredenza collettiva (e correttiva) figlia della voglia di questi tempi – evidentemente poveri di contenuti – di imporsi come migliori, moralmente e materialmente, rispetto a decadi passate, che ci han fatto vedere di più e meglio. Di sicuro c’è che almeno il T-Rex – e basta sfogliare la rivista del National Geographic oppure andare sul sito dello Smithsonian – era ricoperto di scaglie: niente piumazzi, come molti altri sauri coevi. Ci sono le impronte fossili della pelle a dimostrarlo e la ricerca è del 2017. Chi volesse approfondire, basta cercare su google “why rex skin was not covered in feathers”. Che poi, nel periodo tardo, qualche sauro abbia sviluppato delle proto-piume, si sa da 50 anni. Di sicuro il buon Prof. Grant, col suo: “non mi sorprende che abbiano imparato a volare”, era molto più accurato scientificamente dei codazzi di bloggari che partono a scrivere articoli dopo aver visto in internet qualche render piumato. La ricerca dietro è ancora lunga. Senza voler dare per certo o dimostrato ancora nulla. Per quanto riguarda la scarica elettrica a 10.000 volt, Timmy non tocca con i piedi per terra nel momento in cui riceve la scarica. Può sembrare strano, o pericoloso da provare, ma anche arrampicandosi su un palo dell’alta tensione, se la corrente ti percorre senza attraversarti, causa danni assai inferiori, rispetto a quanti ne potrebbe causare, se il corpo della persona fungesse da “messa a terra”. La ricostruzione dell’incidente è assolutamente accurata. Infatti, un T-Rex avrebbe urtato i cavi con entrambe le zampe a terra, o almeno una sola, accusando la scarica in pieno. Per quanto riguarda, poi, la dicitura “film avventuroso per bambini”, direi che volendo ridurre JP a questo, allora si tratta di una categoria che va bene per tutti i film usciti negli ultimi 40 anni, TUTTI; non la ritengo quindi una deminutio.

      Rispondi
  • Riccardo

    24 Agosto 2021 alle 19:06

    In ogni caso, se avete visto il teaserino di Jurassic World: Dominion diffuso un paio di mesi fa, nel film ci sarà un prologo ambientato nella preistoria in cui appare un T-Rex leggermente piumato (e non solo il T-Rex), e a quanto pare il film giustificherà l’assenza di piumaggio nei dinosauri della saga proprio con la motivazione che citava Evit, cioè il fatto che siano degli OGM in cui il piumaggio è stato volutamente eliminato.

    Il teaser è questo: https://www.youtube.com/watch?v=h-l6pyOyx8Q&ab_channel=IGN

    A circa 9 secondi si vede il T-Rex piumato che si scapoccia con un Gigantosauro.

    Rispondi
    • Evit

      24 Agosto 2021 alle 20:16

      Non avevo visto il teaserino. Come uno scemo mi emoziono sempre ad ogni nuovo Jurassic World annunciato. A mio rischio e pericolo ovviamente 😄 il primo l’ho detestato e il secondo che hanno odiato tutti mi ha intrattenuto

      Rispondi
  • morto vivente

    24 Agosto 2021 alle 20:12

    Non immaginavo che una mia semplice battuta scatenasse un dibattito paleontologico/epistemologico. Fra l’altro l’osservazione sulla mancanza di dinosauri piumati non è farina del mio sacco, ma era stata fatta da alcuni esperti all’uscita di Jurassic World, nel 2015, quando le scoperte di nuovi fossili ne avevano accertato l’esistenza. La risposta dei produttori del film fu la giustificazione già riportata da Evit più il desiderio di non discostarsi troppo dall’immagine dei dinosauri stabilita nei film originali. Le inaccuratezze scientifiche del film sono diverse, ma trattandosi di un prodotto di intrattenimento e non di un documentario per me non hanno mai avuta nessuna importanza. Infine un’ultima osservazione sulle presunte piume dei tirannosauri, anche se immagino che sia un argomento davvero off-topic rispetto ai temi trattati dal blog che ci ospita. E’ vero che nel 2017 è stato un pubblicato un articolo da Phil R. Bell ed altri, “Tyrannosauroid integument reveals conflicting patterns of gigantism and feather evolution”, in cui in pratica si afferma che le specie più evolute e quindi più grandi di tirannosauridi quali il rex avevano perso il piumiaggio presente nelle specie più piccole e primitive, ma è anche vero che alcuni paleontologi, ad esempio Thomas Holtz e Steve Brusatte, non concordano completamente con le conclusioni dell’articolo. E le loro obiezioni, che vi risparmio per non trasformare questo commento in una puntata di SuperQuark, non mi sembrano del tutto campate in aria.

    Rispondi
      • Alex64

        24 Agosto 2021 alle 21:43

        E, altrettanto caro, morto vivente, non stavo rispondendo a te, ma fa sempre piacere beccarsi una svalanga di nomi e cognomi appena presi freschi freschi da internet che confermano quanto detto da me un attimo prima. Ti rispondo con un doveroso, a buon rendere!

  • SAM

    24 Agosto 2021 alle 20:52

    Bè, che si tratti di un film per bambini ( vabbè, diciamo ragazzi, và) è palese : non c’è sangue, e le morti non sono mai splatter oppure sono sono o fuori campo per evitare di avere un VM 14 .
    Non parliamo del filmato a cartoni che spiega come hanno clonato i sauri ( e che stona di brutto col resto del film ).
    Spielberg .
    Non sono sicuro che se mi becco una scarica di alto voltaggio che dovrebbe stordire un Tirannosauro , il massimo che otterrei sarebbe una capigliatura da punk , come dice Alex 64, nè intendo scoprirlo.
    Poi chiaro, Spielberg è un grande regista e sa come girare scene di azione e tenere incollato lo spettatore allo schermo ( o almeno, ci riusciva un tempo).
    Però il film non è granchè diciamocelo : siamo a un livello di E.T. con la differenza che quest’ ultimo aveva sequenze visionarie da storia del cinema che mascheravano la trama idiota del film .

    Rispondi
  • Alex64

    24 Agosto 2021 alle 21:35

    caro SAM.
    Sarebbe per bambini/ragazzi per la presenza del cartone di Mr. DNA (classico espediente narrativo per spiegare con semplicità a tutti, adulti compresi, tematiche complicate) e/o per la mancanza di scene splatter? Curioso, perchè negli anni ’80 gli splatter erano considerati per regazzini.
    Ad ogni modo. Tornando all’incidente di Tim e alla capigliatura Punk. Forse non mi sono spiegato bene prima. Se il tuo corpo ha anche una sola unghia che tocca terra, la tensione attraversa il tuo corpo che funge da messa a terra. E ti frigge. Se tu non tocchi terra, o sei isolato da terra, come accade stando seduto in macchina durante una tempesta di fulmini – la macchina con le 4 gomme a terra si comporta come una c.d. gabbia di Faraday – non ti succede nulla o ti succede relativamente poco. È lo stesso principio del parafulmine, o del terzo polo della tua presa elettrica: il classico cavo giallo e verde. Eventuali sbalzi di tensione, sovraccarichi, corto-circuiti, vengono scaricati a TERRA. Questo perchè la TERRA è un grande accumulatore. Ma se non tocchi TERRA, la tensione ti percorre ma non ti attraversa. Tim era aggrappato ai cavi per aria, la rete era sospesa in aria isolata da terra. Non capisco come tu possa avere dubbi. Se vuoi saperne di più, cerca su google “perchè gli uccelli sui cavi elettrici non muoiono”? Siamo proprio all’ABC della “scossa”.

    Rispondi
  • SAM

    24 Agosto 2021 alle 22:24

    @Alex64
    Evidentemente, sono io a non essermi spiegato bene .
    JP non è bambinesco SOLO per la scena di Mr. DNA ( che cmq, non avrei mai visto in un film di Kubrick, o di Carpenter) , ma per un insieme di cose che fanno capire come il film sia per ragazzini: pure il dr. Grant che odia i bambini ma poi si affeziona a i nipotini di Hammond fa tanto, troppo film DIsney.

    Sulla questione dell’ alta tensione, continui a non convincermi ,sopratutto se pensiamo che il bambino aveva le mani su un cavo e i piedi appoggiati su un altro, che fa lo stesso effetto della messa a terra …..

    Cmq , tu hai le tue idee , io le mie e mi pare inutile continuare.

    Rispondi
    • Alex64

      25 Agosto 2021 alle 07:04

      Caro SAM.
      Vedo che hai letto gli articoli sugli uccelli poggiati sui cavi elettrici. Ottimo, facciamo progressi. Avrai anche letto che se uno tocca 2 cavi diversi, deve esserci una differenza di potenziale per far sì che la corrente ti attraversi. Cosa che, su una rete, non per uso domestico, con su scritto bello enorme, anche per sensazionalismo cinematografico, “attenzione, 10.000 volt”, non c’era. Il “potenziale” era evidentemente 10.000 volt su tutto il reticolato. Per far sì che la corrente ti attraversasse in tutta la sua carica distruttiva era necessario toccare terra. Come avrebbe fatto, appunto, un T-Rex, evidentemente più grande e più alto di Tim. Del resto, uno potrebbe anche dire che Tim toccava l’altro cavo con delle scarpe di gomma, ma non ce n’è assolutamente bisogno, basta la mancanza di una differenza di potenziale. Ma tu non sei convinto, eh vabbeh, io decido di stare col resto del mondo che conosce l’ABC della “scossa”. Ma passiamo alla tematica dei bambini. Pensa, ieri dopo averti letto, sono andato a vedere la mia collezione di VHS; un Alien, un Atto di Forza, un Quinto Elemento, etc. Tutti “film per tutti” senza bollino VM14. Un Atto di Forza con la pistola che ti estraeva il tracker dal cervello passando per il naso; Watto che veniva schioppettato ancora caldo caldo appena uscito dal petto del ribelle; le facce deformate dalla mancanza di ossigeno e pressione; la capoccia della vecchia che esplode (2 settimane, eh? 2 settimane!) la mitica terza tetta che qualsiasi regazzino nato negli anni 70/80 ricorda perfettamente… ebbene, film per tutti, quindi film da bambini secondo il tuo metro di giudizio censura-centrico.

      Rispondi
      • SAM

        25 Agosto 2021 alle 11:38

        Non ho visto il video degli uccelli, per carità, e la discussione somiglia troppo a quella dell’ Uomo Fumetto dei Simpson quando va a rompere le balle agli attori del cinema elencando inesattezze scientifiche.
        Ma Timmy che si becca la scossa e si fa un volo di 10 metri per l’impatto senza farsi un graffio lo hai visto ?
        Io si.
        Facciamo così_ andiamo insieme dove c’è qualche cavo ad alta tensione, da tipo 100.000 volt e tu ti appendi ad esso.
        Se non muori o riporti danni permanenti più o meno gravi, hai ragione tu.
        Riguardo alle vhs vedo che te ne intendi come delle scosse .
        Quelle che citi, sono le vhs italiane.
        In USA quei film sono tutti vietati ai minori e pure censurati in tv ( censurano pure Tom e Jerry, figurati te ), ed è alla censura americana che mi riferisco, dove se ti giochi il PG 13 , perdi milioni di milioni di potenziali incassi.

  • Alex64

    25 Agosto 2021 alle 08:41

    Vorrei anche esprimermi sul perchè, JP non possa essere in alcun modo considerato – solo od esclusivamente – un “film avventuroso per bambini” (o ragazzi, vabbeh; cit.); e ciò, anche al lordo della capigliatura punk di Tim post-incidente. Per via della tematica dell’illusione del controllo. Dell’illusione di Dio. Del giocare a fare Dio con le formiche (playing God with ants, direbbero quelli bravi). Se uno va oltre il filmato di Mr. DNA (che trovo comunque un’opera d’arte nel grande libro degli espedienti narrativi che servono per dare allo spettatore la giusta chiave di lettura senza farlo sentire un ignorante! Un altro espediente, è sempre stato quello di far passare uno dei protagonisti del film come lo scemo del villaggio che pone domande ovvie; quest’altro tipo di espediente, l’ho sempre detestato). Oltre il filmato di Mr. DNA, dicevamo, c’è il circo delle pulci. “È ancora un circo delle pulci, non lo ha capito?”, dice la Prof.ssa Sattler, quando Hammond si fa scappare la frase: “Dennis Nedry è stato un mio errore, ma dalla prossima volta…”. Quale “prossima volta”?. Dalle migliori intenzioni nascono i peggio errori. I più grandi disastri nascono con le migliori intenzioni. Hammond voleva creare un parco per famiglie, che rendesse felici le persone. Lo dice anche a quella sanguisuga d’Avvocato. E invece finisce col creare, inconsapevolmente, la solita torre di Babele fatta di povertà umane, di egoismi, di frustrazioni, di egocentrismi e arrivismi tipici di qualsiasi ambiente lavorativo medio/grande, con la sola differenza che se giochi a fare Dio con le formiche, le formiche non ti divorano vivo. Con la sola differenza, aggiungo, che l’illusione del controllo fa più danni, più è grande l’illusione. E in JP era enorme. Ora, questa chiave di lettura, la coglie un bambino? Un bambino vede i pupazzoni e gioisce: avrebbero potuto mettere delle galline giganti, senza affrontare la similitudine con gli uccelli (nel modo, assolutamente più accurato della media dei film dell’epoca e attuali, con cui l’hanno voluto fare) se lo scopo era quello di creare un film avventuroso per bambini. Il “dobbiamo bruciare tutti i manuali sui sauri a sangue freddo, questi sono sauri a sangue caldo”; il “guarda, si muovono in branchi, si muovono in branchi”; e ancora, “corrono ciondolando la testa”; “il suo nome significa, uccello rapace”; etc. Infine, la mancanza di scene splatter per evitare il visto censura VM14 in un periodo in cui Alien era “film per tutti” non lo ritengo sintomatico della volontà di creare, solo od esclusivamente, un film avventuroso per bambini. La voce che state ascoltando è di Richard Kaylee, qui non si bada a spese.

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  • spoRv

    25 Agosto 2021 alle 08:53

    Enri’, mi diventi dialoghista e non dici niente?!? 😉 COMPLIMENTI!

    Dècade: come sinonimo di decennio non decàde – anzi, ha lustro doppio! Parlo io che utilizzo genetliaco da sempre e mi viene la pelle d’oca a sentire “realizzare” e “resilienza” che riempono le bocche di saccenti giornalisti o presunti tali…

    Jurassic Park: grande film, il secondo laserdisc mai comperato (prima di altri tremila ed oltre), dopo il primo disco “Il Tagliaerbe” che però era usato… ed anche se non mi ha cambiato la vita come ad alcuni di voi, mi ha portato sulla strada del restauro digitale grazie alla sua “colorimetria” (parola messa volutamente tra parentesi perché usata in maniera errata, secondo me) e qualità della traccia audio su laserdisc, diversi (migliori) dal DVD.

    E quante battute abbiamo recitato, tratte da questo film, negli anni seguenti… bei tempi!

    Attendo fiducioso la recensione di Ghostbusters (meno fiducioso quella de “Il Mondo Perduto”)

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    • Evit

      25 Agosto 2021 alle 09:04

      Non ho detto niente a nessuno veramente 😄 è tutto relativamente nuovo e sono agli inizi, ma grazie per i complimenti. 😁
      Ghostbusters è tra i “prossimi” previsti ma è come costruire un transatlantico… non so quanto ci vorrà. Quelli di elogio sono certamente gli articoli più complessi e lunghi da scrivere, ma è previsto.

      Il laserdisc di JP tra l’altro è (parzialmente) da copia italiana del film!

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  • morto vivente

    25 Agosto 2021 alle 12:46

    La scena di Timmy sulla recinzione (fra l’altro ho letto il libro ma non ricordo se è presente anche lì) mi sembra realistica quanto una gag di Harold Lloyd.
    Se le maglie della recinzione hanno tutte la stessa tensione, il bambino può restare aggrappato quanto vuole e non gli succede niente. Se le maglie della recinzione si alternano fra “sotto tensione” e “a massa”, il bambino è vittima di folgorazione ed ustioni.
    Di norma le recinzioni per animali presentano la prima situazione, ma stiamo parlando di recinzioni per dinosauri quindi ogni ipotesi è aleatoria.
    Volendo sospendere l’incredulità, potremmo anche ipotizzare che il bambino salta dalla recizione proprio nello stesso istante in cui essa viene riattivata e quindi rimane folgorato per un tempo così breve da non causare danni gravi. Ma probabilmente con questa giustificazione ci stiamo anche noi avvalendo di “tecnologie fantascientifiche”…

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    • Alex64

      28 Agosto 2021 alle 13:57

      @morto vivente.
      Hanno tutte la stessa tensione, perchè se noti, i cavi grossi orizzontali hanno una sotto-trama di cavi più piccoli che vanno a formare un reticolato – e che, di fatto, creano un contatto tra i cavi grossi trasversali, che vanno a formare un’unica maglia – che Grant tenta pure di allargare, per passare, con scarso successo. Tanto che poi si determinerà per l’arrampicata. In questi casi, la massa è data semplicemente dal toccare terra dell’animale di turno. Eventuali danni, o “schicchere”, di molto inferiori alla tensione totale, possono esser causate al malcapitato dall’umidità dell’aria o da rivoli d’acqua.

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