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  • TITOLI ITALIOTI: Un'occasione da Dio

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    Terry Jones, ex-membro dei Monty Python, quest’anno porta al cinema un film con Simon Pegg chiamato Absolutely anything, in cui altri membri del gruppo comico britannico Monty Python, in veste di extraterrestri, conferiscono al protagonista il potere di fare qualsiasi cosa egli desideri. Nel trailer c’è anche un cane che siede a tavola e nella locandina porta gli occhiali in posa comica.
    È l’occasione in Italia di spacciare questo titolo come un film appartenente alla serie iniziata con Una settimana da Dio (Bruce Almighty, 2003) e proseguita con Un’impresa da Dio (Evan Almighty, 2007) in cui Morgan Freeman, in veste di Dio, conferiva poteri e responsabilità divine a Jim Carrey e Steve Carell rispettivamente.
    Così Absolutely anything viene distribuito da noi come Un’occasione da Dio… e sapete una cosa? Non ho verificato e potrei sbagliarmi ma voglio scommettere che questo film è distribuito in Italia dalla Eagle Pictures.
    Perché, vi chiederete, mi passa per la testa questo pensiero bislacco e apparentemente casuale? Perché un uccellino mi disse una volta che l’individuo che nel 2004 si inventò il titolo di Se mi lasci ti cancello come versione italiana di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, adesso lavora alla Eagle Pictures.
    Se fosse vero si parlerebbe comunque solo di prove indiziarie e niente più… andate voi a controllare nel trailer italiano, a me non interessa.
    In ogni caso voglio ricordare che la filosofia del marketing è di vendere un prodotto a più persone possibili, con tutti gli artifici possibili. Un film, agli occhi dei distributori e dei produttori (ma anche dei registi, a meno che non si parli di gente tipo Jodorowsky), è un prodotto da vendere. Quindi, così come avviene in America, anche in Italia i titoli vengono scelti da chi li distribuisce perché il loro unico scopo è di attrarre più persone possibili al cinema, perché l’arte senza qualcuno che la paga rimane solo un hobby. Per questo esistono i “se mi lasci ti cancello” (in quanto all’epoca andavano di moda le commedie romantiche che erano immediatamente identificabili con quel genere di titolo) e per questo esistono le “occasioni da Dio”.
    Così va il mondo. Vuol dire che la cosa debba piacerci? No. Lamentatevi quanto vi pare, ne avete facoltà.
    __________
    Se vi piacciono i “titoli italioti”, scopritene altri nella rubrica apposita.

  • TITOLI ITALIOTI: Suxbad – Tre menti sopra il pelo

    Scena dal film Superbad, un poliziotto dice: guarda il titolo italiano, guarda
    Mentre il film ha le carte in regola per diventare, in futuro, un cult del genere “adolescenti in crescita” e “riti di passaggio”, il titolo italiano vorrei invece che venisse ripensato profondamente per una futura riedizione.
    Il titolo originale è “SUPERBAD“, inteso come “super badass”, qualcosa che in Italia, volendo necessariamente lasciare un titolo in lingua inglese, avremmo potuto trasformare in “super cool” così da aiutare la comprensione (scelta tra l’altro adottata da tantissimi altri paesi)… invece non è stato questo il caso.
    Per spiegare il titolo originale posso dirvi semplicemente che sono i protagonisti del film a considerarsi “super cool”… è ironico perché ovviamente sono tutto l’opposto ma alla fine del film riusciranno nei loro intenti, guadagnandosi tale titolo.
    In italiano invece si chiama…

    Locandina di Superbad, 3 menti spora il pelo. Il titolo italiano è scritto Suxbad

    Il titolo italiano: da Superbad a SuXbad

    Per dimostrarvi che io non sono poi tanto sveglio, vi rivelo di non aver capito inizialmente perché in italiano si chiamasse SUXBAD. Pensavo al “SUX” equivalente di “sucks”, ovvero “fa schifo” in inglese, ma non capivo come potesse esistere un titolo simile in Italia, difatti in pochissimi lo avrebbero capito. L’illuminazione è venuta leggendo un articolo di Cineblog, Cineblog protesta: giù le mani da Superbad!!!, dove hanno scritto:

    in italiano vogliono trasformare Superbad in Suxbad (facendosi così contagiare dalla mania della scrittura da sms: x’ (perché), ke, ka22o, kikka, makkina e kuello ke v piace d +…) così qualcuno che non conosce questa malattia dell’adolescenza andrà alla cassa del cinema chiedendo “due biglietti per su-ICS-bad”

    Difatti io ho presentato questo film ad un mio amico chiamandolo “SA-CS-BAD”, non “SUPER BAD”. Evidentemente non sono stato abbastanza sveglio da capire che era scritto in “adolescenziesco”.

    Vignetta di Carlo Verdone che chiede in che senso pensando al titolo di Superbad

    “Tre menti sopra il pelo”, un sottotitolo scelto dal pubblico

    Mentre quelli di Cineblog si sono fatti venire una crisi spastica per via del sottotitolo di ispirazione moccescatre menti sopra il pelo“, un sottotitolo scelto, sembra, attraverso ad un un concorso indetto sul sito di MTV (un minuto di silenzio per la stupidità di tale iniziativa), io invece mi sono sconvolto maggiormente per il titolo italiano “Suxbad” che ha causato un’estasi mistica nella quale l’arcangelo Gabriele annunciava la mia prossima maternità. Ma come si può scrivere il titolo di un film con il linguaggio abbreviato degli SMS? CANAGLIE!!! (cit.)

    Una scelta lessicale che, neanche cinque anni più tardi, si sarebbe rivelata molto datata visto che la maggior parte degli adolescenti avrebbe poi adottato contratti mensili inclusivi di SMS gratuiti quasi illimitati, un cambiamento con ripercussioni anche culturali dato che ha reso ormai inutile l’utilizzo di abbreviazioni esagerate come “xké” e “cmq”, che avevano senso soltanto quando ogni messaggio costava soldoni ed aveva un limite di 160 caratteri, spazi inclusi. Questo film è del 2007 o del 1997?

    Suxbad, i tre attori del film con espressioni allibite

    Tre espressioni rappresentative del sentimento che si prova dopo aver capito che SUXBAD si legge “suPERbad”

    Quando finalmente capii il “mio” errore, un po’ mi sentii stupido per averlo chiamato sà-cs-bad per giorni (pur non comprendendone la scelta dei titolatori, ma questo rientra nella ordinaria amministrazione dato che si tratta spesso di scelte dubbie ed incomprensibili, della serie “chissà che cosa stavano pensando in quel momento”), ma più che sentirmi stupido io, provai vergogna per la persona che se n’è venuta fuori con tale idea. L’anonimato nel settore pubblicitario talvolta è, come capite da questo caso, addirittura necessario.

    Be’ pensate che comunque poteva andare anche peggio. Come, vi chiederete voi? La prima scelta per il titolo fu: “Superbad – Maiali dietro ai banchi“. Va bene, questo sottotitolo è atroce, ma almeno il titolo non era scritto come SuXbad! Maledetti maiali della distribuzione!

    Scena dal film Suxbad (Superbad) con ragazzo che spara mentre urla vi odio distributori italiani

    Lasciare il titolo originale? Non aiuta

    Cineblog continua dicendo

    Ma tornando a noi: abbiamo lasciato perdere l’orribile traduzione di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” diventato “Se mi lasci ti cancello” sperando fosse uno sporadico caso di malattia mentale e distorsione della realtà, ma ora basta. Veramente basta.
    Cineblog protesta a viva voce. Non occorreva affatto mettere un sottotitolo. Superbad bastava.

    In realtà il titolo originale non bastava affatto, perché “Superbad” e basta, a qualsiasi italiano, non dice e non può dire assolutamente niente (“supercattivo” alla peggio, che non è l’intenzione del titolo originale). Lo avessero cambiato in “Super cool” allora anche io avrei sostenuto che un sottotitolo era superfluo, ma non con “Superbad”.

    A posteriori sono tutti bravi a sparare a zero dicendo “perché questi sottotitoli? Lasciate il titolo originale e basta” ma la verità è che senza sottotitoli molti film non susciterebbero neanche l’attenzione minima richiesta, perché agli italiani piace avere un indizio sulla trama del film (o perlomeno sul genere di film) già dal titolo. Una commedia demenziale non me la chiami “Meet the Spartans” (ti presento gli spartani) in Italia! In Italia la presenti come “3ciento – Chi l’ha duro… la vince” e, nel bene o nel male, ancora oggi, nel nostro paese, tale film rimane memorabile anche grazie al titolo.

    Un’altra osservazione è quella che, secondo alcuni, in Italia questo film sia sottovalutato per via del titolo. In realtà sarebbe stato sottovalutato anche lasciando soltanto “Superbad”.

    Io voglio come titolo “Super cool – Tre menti sopra il pelo“, opinione personale.

    Tre attori di Suxbad (Superbad) nella scena della patente falsa
    Per concludere, il sottotitolo non mi dispiace, secondo me si abbina bene al tema e allo spirito del film, e poi, comunque, rimane soltanto un sottotitolo e i sottotitoli non li ricorda quasi mai nessuno dopo averli letti la prima volta.
    Il problema vero è quello del linguaggio da SMS che trasforma il titolo Superbad in SuXbad, che io leggevo SaCSbad perché boh, starò invecchiando e perdendo la mia elasticità mentale. In ogni caso trovo inaccettabile che, in un titolo, “per” possa essere trasformato in “x”, a maggior ragione in questi anni dove, comunque, in molti stanno perdendo l’abitudine ad abbreviare eccessivamente. Solo pochi fanatici continuano imperterriti a scrivere xké pur avendo 1000 SMS gratuiti al mese e uno smartphone con tastiera qwerty.

    Ci si augura sempre di non rivedere mai più alterazioni simili da parte dei distributori italiani ma, purtroppo, so che questo non sarà certo l’ultimo caso, né il più eclatante, quindi non posso che concludere parafrasando una battuta del film Ghostbusters

    Walter peck da Ghostbusters che dice: se lo fanno un'altra volta potete sparargli

  • Direct to schifio – L’uscita italiana di The Raid – Redenzione

    Scena da film The Raid, un personaggio chiede: ho fatto qualcosa di sbagliato, ufficiale? L'altro risponde: sì, hai detto ufficiale, imbecille. Dai dialoghi italiani del film doppiato
    In una piccola casa di distribuzione cinematografica in Italia:

    – Regaz, ci hanno appena assegnato un film indonesiano da doppiare e distribuire!
    – Ma noi l’indonesiano non lo sappiamo!
    – E chissene! Prendiamo il DVD americano sottotitolato in inglese e traduciamo tutto dall’inglese.
    – Ma noi non sappiamo nemmeno l’inglese.
    Annamo bene, proprio bene!

    Dopo l’inatteso successo americano di Serbuan maut (2011), un film d’azione indonesiano del genere “mazzate-e-pistole” il cui titolo dovrebbe stare a significare “irruzione mortale” (anche se distribuito negli Stati Uniti come “The Raid – Redemption“), e sopratutto dopo tantissime sfavillanti recensioni di chi già se lo è visto piratato e sottotitolato, era solo questione di tempo prima che arrivasse anche in Italia “direct-to-video” e doppiato.
    Già, il doppiaggio… questo terno al lotto.

    Locandina del film The raid - redenzione con il protagonista di spalle che guarda un grattacielo davanti a lui. La vignetta legge: dieci piani di morbidezza

    Il doppiaggio italiano di The Raid – redenzione

    Mi chiederete a che titolo adesso io venga a parlarvi del doppiaggio di un film indonesiano visto che, come potrete forse immaginarvi, io l’indonesiano non lo conosco. Come potrò dare un giudizio su quanto bene possa essere stato adattato il dialogo indonesiano originale? Semplicissimo! Non importa conoscere l’indonesiano per capire che questo “adattamento” italiano è stato eseguito a partire dai dialoghi in inglese del doppiaggio americano, passati poi attraverso Google Translator e infine rigirati talis qualis ai doppiatori italiani. Insomma si vola alto con questo doppiaggio, altissimo!

    Scena d'azione dal film The Raid dove una persona viene scaraventata via tenendola per un piede ma il fotogramma dà l'illusione che stia volando. La vignetta legge tienimi: non lasciarmi volare via!
    Sono fortemente ignorante di film marziali quindi non so esattamente cosa ci sia di così epico in questo film (arrivo a vederlo dopo un anno di recensioni che lo descrivono come la seconda venuta di Cristo, se Cristo prendesse la gente a mazzate), forse il fatto che sia tecnicamente ben realizzato nonostante evidenti limiti economici (sicuramente vero), forse perché le mazzate sono incredibilmente realistiche e costanti, e forse l’elogio tessuto dal blog i400calci, che, si sa, questi film li mangiano a colazione, avrà attirato l’attenzione giusta sul film giusto… ad ogni modo The Raid – Redemption (titolo americano) arriva con li dovuto ritardo anche in Italia, tradotto come The Raid – Redenzione. Parliamone…

    Iniziamo dal titolo

    In primis mi prendete un titolo americano di un film indonesiano, che è un po’ come prendere il film Eternal Sunshine of the Spotless Mind, tradurlo in Se mi lasci ti cancello e ridistribuirlo altrove come If you leave me I’ll erase you. E va be’, sorvoliamo!
    In secundis se state a tradurlo non fatelo a metà, chiamatelo “Il raid – redenzione” con l’articolo determinativo in italiano e completate l’opera, del resto “raid” è una parola presente anche nel nostro dizionario. Invece no, fanno le cose a metà: The Raid – Redenzione. A questo punto è quasi meglio il titolo originale in stile Steven Seagal, “irruzione mortale”.

    I maledettissimi dialoghi italiani

    Ci sono alcuni pervertiti come me che, quando guardano qualche film doppiato, si divertono ad indovinare quale fosse la battuta originale. Quando questo gioco funziona troppo bene allora vuol dire che all’adattamento abbiamo nientepopodimenoche il Sig. Google Translator.

    Facciamo un gioco semplicissimo… io vi faccio un paio di esempi di cosa ho sentito nel doppiaggio di questo film, poi vi chiedo secondo voi quale potrebbe essere la presunta battuta originale ed infine “come invece avrebbero dovuto tradurla” (queste ultime due scelte saranno scritte di colore bianco su sfondo bianco quindi per scoprirle dovrete evidenziare il testo).
    Se non vi va di giocare, allora evidenziate da subito ciò che segue (così da scoprire anche le parole “nascoste”) e potete considerarlo come un mio normale articolo.

    Indovina la frase originale

    Esempio n°1

    Cosa ho sentito nel doppiaggio?
    Ho fatto qualcosa di sbagliato, ufficiale?

    Quale era (quasi sicuramente) la battuta originale?
    Have I done something wrong, officer?

    Come avrebbero dovuto tradurla?
    Ho fatto qualcosa di sbagliato, agente?

    Questa è quasi la prova provata che Google Translator è stato invero utilizzato. Oppure che alle traduzioni ci mettono i cuggini raccomandati, come del resto mi raccontava Luca Dal Fabbro.

    Esempio n°2

    Cosa ho sentito nel doppiaggio?
    – Tony, Ang, andate con lui.
    – Sto bene da solo.
    – Con lui… arrivano.
    [Ma Tony e Ang erano già lì accanto, chi è che “arriva”??? Questa battuta non ha senso]

    Quale era (quasi sicuramente) la battuta originale?
    – Tony, Ang, go with him.
    – I’m fine alone
    – Go with him… they’re coming (with you).

    Come avrebbero dovuto tradurla?
    – Tony, Ang, andate con lui.
    – Sto bene da solo.
    – Con lui…
    vengono con te.

    Questi erano tra gli esempi più lampanti. Nel doppiaggio di The Raid – Redenzione ce ne sono tanti altri, seppur molto minori, sparsi per tutto il film; inoltre molte delle frasi di questo film risultano meglio comprensibili se si vanno a leggere i sottotitoli italiani (che traducono più fedelmente quelli inglesi di quanto faccia il doppiaggio) perché con tutte le libertà che si sono presi nel doppiaggio italiano viene meno persino la comprensione di determinate battute, vi rendete conto? Non che ci sia una trama complicata da capire ma se in quel poco che parlano andate pure a confondere le idee allora diventa tutto inutile.

    Alcuni esempi:

    Doppiaggio: Di nuovo. Chi ha ordinato questo schifo?
    Sottotitoli: Lo chiedo per l’ultima volta, chi ha ordinato il raid?

    Doppiaggio: Un’altra volta. Non sono ancora morto.
    Sottotitoli:
    Un’altra volta forse. Prima mi gioco le mie chance qui.

    Doppiaggio: Bastardo!
    Sottotitoli: Accomodati!

    Vecchia pubblicità di uno spray per insetti di nome Raid

    Guardatevelo in originale, cioè in indonesiano

    Al momento non mi è dato sapere di chi sia doppiaggio di The Raid – redenzione, a naso direi che possa trattarsi di un doppiaggio torinese, un po’ per via degli interpreti da videogioco doppiato e un po’ per gli strafalcioni nei dialoghi. Di certo è molto lontano dalla qualità dei film solitamente doppiati per uscite cinematografiche, non si capisce perché l’home video debba essere afflitto da simili prodotti anche se ce lo possiamo facilmente immaginare: costerà meno.
    Proprio per questo ve ne consiglio una visione in lingua originale con i sottotitoli italiani che traducono quelli inglesi. Almeno non vi confonderete con frasi che semplicemente non funzionano o che non hanno molto senso e non vi faranno capire molto. Il doppiaggio americano poi evitatelo come la peste, non sembra neanche che le voci escano dalle bocche degli attori. Un piccolo promemoria su quanto siano inesperti gli americani nel campo del doppiaggio.

    In conclusione vi lascio con una vignetta dal blog Pensieri cannibali.

    Scena dal film The Raid, due indonesiani con facce urlanti mentre si picchiano

    “Ahia!”
    “Ahia, tu!”
    (eletto all’unanimità come miglior dialogo del film)

  • TITOLI ITALIOTI… (11^ puntata)

    …e se mi cambi il titolo non lo guardo

    Rieccoci con l’ennesima puntata di TITOLI ITALIOTI. Rimanete in attesa dei prossimi episodi perché ce ne saranno delle belle, ma intanto godetevi questi:
    Cry Wolf –> Nickname: Enigmista
    Ad un anno dal successo di “Saw – L’Enigmista” perché non attirare l’attenzione su un titolo che non c’entra niente pur di trascinare gente al cinema? È ovvio che non ha niente a che vedere con l’infinita saga dell’Enigmista di SAW (che ha smesso di essere interessante dopo Saw II).
    A proposito, vediamola questa serie…
    Saw –> Saw – L’Enigmista (ok non c’è male)
    Saw II –> Saw II – La Soluzione dell’Enigma (ah allora è l’ultimo! Ah no…)
    Saw III –> Saw III – L’Enigma Senza Fine (qui percepisco dell’ironia)
    Saw IV –> Saw IV
    dal 4° in poi non si sono più compromessi con i sottotitoli che già stavano diventando auto-ironici.
    Bruce Almighty –> Una Settimana da Dio
    “Bruce Onnipotente” era forse troppo blasfemo (alterazione di “God Almighty!“, espressione da noi conosciuta come “Dio onnipotente!“. Il suo seguito è “Evan Almighty” (con Steve Carell), conosciuto come “Un’Impresa da Dio“. Devo ammettere però che i titoli italiani non stonano troppo e almeno sono compatibili con la trama. Concordo dunque con questo cambiamento.
    Evvabbè citiamo pure questo
    Eternal Sunshine of the Spotless Mind –> Se mi lasci ti cancello
    Contenti? Finalmente ne parlo! Mi è stato più volte segnalato ma ho sempre evitato di citarlo perchè ormai è diventato l’emblema dei titoli alterati in italiano, suppongo di non poterlo evitare per sempre.
    “Eternal Sunshine” è un film del genere drammatico-romantico (con un pizzico di fantascienza) ma il titolo italiano (e forse la presenza di Jim Carrey) suggeriscono all’ignaro pubblico un film totalmente diverso, quello della commedia romantica all’americana un po’ scema (difatti non me lo sono mai cagato di striscio confondendolo con “Se Scappi Ti Sposo“).
    Sono andato in maniera bovina (ovvero sciattamente) su wikipedia per trovare altre informazioni (non avendo mai visto il film e non sapendo assolutamente niente a riguardo) e copio spudoratamente la spiegazione del titolo la cui origine è da ricercare in un opera di Alexander Pope in cui sono presenti questi versi (citati anche nel film):
    How happy is the blameless vestal’s lot!
    The world forgetting, by the world forgot.
    Eternal sunshine of the spotless mind!
    Each pray’r accepted, and each wish resign’d.

    Nel film in italiano gli stessi versi recitano:
    Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale!
    Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
    Infinita letizia della mente candida!
    Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

    Quindi dovevamo forse aspettarci che il film si chiamasse “INFINITA LETIZIA DELLA MENTE CANDIDA“? Mah, lasciate che ne dubiti. Sono sicuro però che si poteva trovare un compromesso evitando il ridicolo! Fatto sta che nei trailer italiani viene chiamato ETERNAL SUNSHINE (of the spotless mind), con enfasi sulle prime due parole, quindi posso supporre che il “se mi lasci ti cancello” sia stata una furberia dell’ultimo momento prima della distribuzione cinematografica, magari a fronte di una campagna pubblicitaria che non aveva riscontrato molta attenzione con il titolo in inglese (è solo una mia supposizione). Il DVD mostra i due titoli con quello originale in risalto e il “se mi lasci ti cancello” in stile sottotitolo, una tardiva mossa dei distributori per cercare di ovviare al misfatto. Meglio tardi che mai.
    Above The Law –> Nico
    Un altro film in cui il nome del personaggio principale (Steven Seagal) prende il posto del titolo (come avvenne per Danko). Guarda caso i due film, Nico e Danko sono entrambi del 1988, sarà stato l’anno in cui andava di moda intitolare il film con il nome del protagonista.
    Altri titoli memorabili della serie di Steven Seagal sono i due Under Siege (= sotto assedio) in italiano conosciuti come “Trappola in Alto Mare” e “Trappola sulle Montagne Rocciose“, On Deadly Ground invece diventò “Sfida tra i Ghiacci” e “The Glimmer Man” è conosciuto come “Delitti Inquietanti“. Dopo gli anni ’90 i film di Seagal sono andati peggiorando gravemente, al punto di diventare inguardabili porcherie girate in Romania dove non si esibisce neanche più in alcuna mossa di Aikido (per la quale l’attore era famoso negli anni ’90) e dove i traduttori hanno gettato completamente la spugna lasciandogli quei banali titoli originali senza neanche l’ombra di un sottotitolo in italiano, consci del totale disinteresse del grande pubblico (Belly of the Beast, Out of Reach, Into the Sun, Submerged, Today You Die, Urban Justice, Mercenary for Justice… etc, etc).
    Unica nota positiva, il suo ruolo come cattivo finale (armato di katana) nel recente film “Machete” (2010).
    La serie Children of the Corn ispirata ad un racconto di Stephen King. Leggendo i titoli italioti di questi film si comprende anche perché in Italia ignoriamo del tutto che questa sia una vera e propria serie:
    * Disciples of the Crow (1983) –> (inedito?)
    * Children of the Corn (1984) –> Grano rosso sangue
    * Children of the Corn II: The Final Sacrifice (1993) –> Grano rosso sangue II: sacrificio finale
    * Children of the Corn III: Urban Harvest (1995) –> (inedito?)
    * Children of the Corn IV: The Gathering (1996) –> Inferno a Grand Island
    * Children of the Corn V: Fields of Terror (1998) –> Gli adoratori del male (che ebbi la sfortuna di vedere al cinema! Un horror che strappa più sbadigli che spaventi e che anzi fa ridere per quanto sia sciocco con un nemico soprannaturale dal nome quasi austinpowersiano: “Colui-Che-Cammina-Dietro-Ai-Filari”, dieci minuti solo per invocarlo! E giù, sbadigli a raffica).
    * Children of the Corn 666: Isaac’s Return (1999) –> Children of the corn 666 – Il ritorno di Isaac
    * Children of the Corn VII: Resurrection (2001) –> Children of the Corn: Revelation
    * Children of the Corn (2009) –> Children of the Corn
    House –> Chi è sepolto in quella casa?
    Immagino l’imbarazzo di coloro che si occupano d’inventarsi titoli italioti quando nel 1986 uscì questo film chiamato “House“. In qualunque altra occasione lo avrebbero immediatamente chiamato “La Casa” ma, aspettate un momento(!), quel titolo lo avevano già usato precedentemente per un altro film chiamato invece “The Evil Dead“… bontà divina!!!
    Come chiamarlo allora? La scelta è ovvia: “Chi è sepolto in quella casa?“.
    Un po’ come il film “The Witches” (tratto dall’omonimo romanzo di Roald Dahl conosciuto in italia come “Le Streghe”) che fu intitolato “Chi ha paura delle streghe?“.
    House 2 –> La Casa di Helen
    Anche conosciuto come “La Casa 6“. In questo caso se la sono cavata poiché la trama di “House II” non ha niente a che vedere con “House“. A breve pubblicherò uno special sulla serie “La Casa” che merita un articolo tutto a sé.