TITOLI ITALIOTI: Un'occasione da Dio

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Terry Jones, ex-membro dei Monty Python, quest’anno porta al cinema un film con Simon Pegg chiamato Absolutely anything, in cui altri membri del gruppo comico britannico Monty Python, in veste di extraterrestri, conferiscono al protagonista il potere di fare qualsiasi cosa egli desideri. Nel trailer c’è anche un cane che siede a tavola e nella locandina porta gli occhiali in posa comica.
È l’occasione in Italia di spacciare questo titolo come un film appartenente alla serie iniziata con Una settimana da Dio (Bruce Almighty, 2003) e proseguita con Un’impresa da Dio (Evan Almighty, 2007) in cui Morgan Freeman, in veste di Dio, conferiva poteri e responsabilità divine a Jim Carrey e Steve Carell rispettivamente.
Così Absolutely anything viene distribuito da noi come Un’occasione da Dio… e sapete una cosa? Non ho verificato e potrei sbagliarmi ma voglio scommettere che questo film è distribuito in Italia dalla Eagle Pictures.
Perché, vi chiederete, mi passa per la testa questo pensiero bislacco e apparentemente casuale? Perché un uccellino mi disse una volta che l’individuo che nel 2004 si inventò il titolo di Se mi lasci ti cancello come versione italiana di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, adesso lavora alla Eagle Pictures.
Se fosse vero si parlerebbe comunque solo di prove indiziarie e niente più… andate voi a controllare nel trailer italiano, a me non interessa.
In ogni caso voglio ricordare che la filosofia del marketing è di vendere un prodotto a più persone possibili, con tutti gli artifici possibili. Un film, agli occhi dei distributori e dei produttori (ma anche dei registi, a meno che non si parli di gente tipo Jodorowsky), è un prodotto da vendere. Quindi, così come avviene in America, anche in Italia i titoli vengono scelti da chi li distribuisce perché il loro unico scopo è di attrarre più persone possibili al cinema, perché l’arte senza qualcuno che la paga rimane solo un hobby. Per questo esistono i “se mi lasci ti cancello” (in quanto all’epoca andavano di moda le commedie romantiche che erano immediatamente identificabili con quel genere di titolo) e per questo esistono le “occasioni da Dio”.
Così va il mondo. Vuol dire che la cosa debba piacerci? No. Lamentatevi quanto vi pare, ne avete facoltà.
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Se vi piacciono i “titoli italioti”, scopritene altri nella rubrica apposita.

18 Comments

  • Leo

    3 Settembre 2015 at 12:37

    La cosa più irritante, a giudicare solo dal trailer, è che vogliano maldestramente appiccicargli questo tema, nel trailer e sulla locandina ci sono riferimenti a dio che non hanno corrispettivo alcuno nel trailer e nella locandina originale. È come se sulla locandina di un film di Superman scrivessi Peter Pan… senza contare che anche il trailer mostra chiaramente gli alieni che danno i poteri a Simon Pegg… cosa c’entra dio in tutto questo???
    Quelli che l’andranno a vedere convinti che sia il terzo di quella “serie” (ci sono, ne ho visti un paio online) saranno profondamente delusi dall’assenza di Morgan Freeman.

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    • Evit

      3 Settembre 2015 at 12:40

      Sai, possono sempre giustificarsi dicendo che “da Dio” sia un modo di dire e una pura coincidenza che ricordi altri film. Capisci quanto sono fini quelli della distribuzione? Un titolo simile, tecnicamente, è in una botte di ferro.

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  • Cassidy

    3 Settembre 2015 at 12:45

    La traduzione italiana mi sembrava una cagata, e bravo, mi ha fatto proprio pensare ad “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” forse la più grande truffa mai messa in atto dalla distribuzione Italiana (o Italiota), metti un titolo da commedia e la facciona sorridente di Jim Carrey, per portare in sala quello che hanno apprezzato “Una settimana da Dio” altra bella traduzione di “Bruce Almighty” che mi ricordo bene, rimase nelle sale tipo…. 96 mesi quell’anno.
    In ogni caso il film è da vedere in lingua originale, altrimenti come faccio a sentire la reunion (anche se solo vocale) dei miei amati Python? Beccati questo distribuzione italiana 😉 Cheers!

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    • Evit

      3 Settembre 2015 at 21:27

      Io non credo che lo vedrò affatto ahah, mi sembra un po’ una robetta. Comunque ho dato poi un’occhiata al trailer (ovviamente della Eagle Picutres, come sospettavo) e in italiano si fa riferimento al titolo italiano così come in inglese faceva riferimento al titolo originale “absolutely anything”, quindi c’è una specie di giustificazione interna per tale titolo.
      Comunque, a giudicare dal trailer consiglierei una visione in inglese, i Monthy Python già nel trailer sono dieci spanne sopra la loro versione doppiata.

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  • Stefania

    3 Settembre 2015 at 13:25

    E comunque anche nella locandina italiana nominano Dio, se poi sono gli extraterrestri, che c’entra lui?
    Per la serie: continuiamo a prendere in giro gli italiani… in nome del dio denaro (e qui ci sta minuscolo!!)… non dico altro!
    Approfitto di questo commento per salutarti visto che è da un po’ che non mi faccio sentire e ti auguro buona giornata.

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  • Riccardo

    4 Settembre 2015 at 12:15

    Tra l’altro si perde completamente il sapore MontyPythoniano (ma pure DouglasAdamsiano :D) del titolo, vabbe’…
    Comunque è vero, dal trailer il film non pare un granché, anche se Simon Pegg si candida come valido Arthur Dent in un’ipotetica nuova versione della Guida Galattica. Il film del 2005 con Martin Freeman non l’ho mai digerito.

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  • Francesco

    5 Settembre 2015 at 06:09

    Quando ho visto il trailer in tv ho subito pensato: “Cacchio, qui ci vuole un bel post di Evit! “. Non deludi mai le aspettative. Che Dio Morgan Freeman maledica i distributori italioti!

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    • Evit

      5 Settembre 2015 at 09:17

      Devo ringraziare il mio collaboratore Leo che me lo ha fatto notare perché avevo sentito parlare di questo titolo ma senza interessarmene più di tanto, così inizialmente pensai: “ah, c’è un nuovo film di quella serie con Morgan Freeman che fa Dio”. :/

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  • Daniele F

    12 Settembre 2015 at 11:08

    Mi viene in mente “My Science Project” distribuito in Italia col titolo “Ritorno alla Quarta Dimensione” nel 1985, non penso ci sia bisogno di sottolineare a quale titolo volevano agganciarsi i distributori…
    Però vabbé, dici, ritorno alla quarta dimensione era un filmetto divertente e nulla di più, sicuramente l’avrei guardato comunque nei suoi millemila passaggi televisivi anche ignorandone il titolo originale e nessuno s’è mai sognato di piccarsi per quel titolo.
    Però quel “se mi lasci ti cancello” nel 2004 me li fece girare a elicottero perché all’epoca l’informazione cinematografica sul web era sicuramente meno approfondita di ora ed io fui uno di quelli che ignorarono il film proprio per quel titoletto da commedia romantica, mentre col senno del poi, proprio in quel periodo, l’avrei gustato al cinema davvero volentieri.

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    • Evit

      12 Settembre 2015 at 11:26

      Credo che “Ritorno alla quarta dimensione” sia molto più evocativo per gli italiani di quanto lo sia mai stato “My science project” per il pubblico americano (nonostante faccia ovviamente leva su un titolo molto popolare quell’anno).
      Anche io ignorai il film di Carrey per via del suo titolo ma, per quelli che sono i miei gusti, non lo avrei visto neanche se avessi saputo ciò che era in realtà. Ciononostante, sicuramente il pubblico si merita titoli che rispecchino il contenuto del film, anche quando questi vengono alterati per scopi pubblicitari.

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  • Roberto

    14 Settembre 2015 at 16:51

    Il film non l’ho visto, ma il titolo originale immagino sia un gioco di parola con l’espressione absolutely nothing (in questo ricorda un po’ Definitely maybe degli Oasis). Se la seconda la si traduce in genere come il nulla assoluto allora il titolo del film sarebbe una roba tipo Il qualcosa assoluto, anche se non sarebbe proprio “invitante” come titolo.

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    • Evit

      14 Settembre 2015 at 17:12

      Nessuno sostiene che i titoli vadano tradotti alla lettera, ci mancherebbe, ma neanche che siano truffaldini.
      Il titolo comunque viene da una semplice frase del film (che senti anche nel trailer originale) in cui degli alieni danno all’umano il potere di fare “qualsiasi cosa” (absolutely anything). Non è niente di cervellotico.

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