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  • Cosa? L'adattamento e il doppiaggio di "La Cosa" (1982)

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    C’è poco da dire su La Cosa di John Carpenter, è il film horror/thriller/fantascienza definitivo che, come tanti altri film di culto di quel periodo, all’uscita non ebbe il successo sperato ma si rifece ampiamente in home video entrando giustamente nella storia della cinematografia mondiale. Secondo gli autori, il motivo del suo insuccesso al botteghino fu attribuibile alla concomitante uscita di quel mese: E.T. – L’extraterrestre. A mio modesto parere la vera ragione è che la gente non si merita njente!

    L’edizione italiana a cura della C.D.C. rispecchia la qualità di doppiaggio di quegli anni, regalandoci una versione del film che, dal punto di vista della recitazione, è equivalente all’originale e ben adattata, con dialoghi che non sono mai una semplice traslitterazione delle frasi originali, bensì risultano lievemente alterati pur preservandone fedelmente le intenzioni (nella maggior parte dei casi almeno). In breve, ci potete trovare tutto ciò che rientra nella definizione di (buon) “adattamento”, motivo per cui ero in dubbio se scrivere o meno un articolo in merito, ma ho pensato che fosse una buona scusa per rivedermi il film per la trecentesima volta, quindi…

    The-Thing-1982

    Non ho più la VHS per farvi dono del titolo in italiano all’inizio del film (se mai c’è stato… io lo ricordo)

    Allora vediamo di tirare fuori qualcosa degno di nota. Questo è il mio compitino a casa sull’adattamento di La Cosa, iniziamo con i pregi, ovvero i doppiatori.

    the-thing-fermi

    I PREGI DEGNI DI NOTA

    The Thing - sei un lurido baro

    Sei un lurido baro.

    Michele Gammino sul protagonista Kurt Russell ha un’infallibile voce da eroe e per fortuna non ricorda altre sue più celebri interpretazioni (Harrison Ford ad esempio), il segno di una grande professionalità ed esperienza, ma questo non ci sorprende visto che parliamo di Michele Gammino… negli anni ’80.
    Questa fu la prima e ultima volta in cui Gammino doppiò Kurt Russell. In questo film lo trovo adeguato soprattutto per la voce “stanca” che dà a Russell, il cui personaggio (MacReady), durante lo svolgimento della trama, non dorme per più di due giorni.

    NOTA PER I DOPPIATOMANI: Il doppiatore più frequente su Kurt Russell (almeno dagli anni ’90 in poi) è stato Francesco Pannofino, ma era Carlo Valli a doppiarlo in altri due film di Carpenter: 1997: Fuga da New York e Grosso Guaio a Chinatown. Prima degli anni ’90 Russell non ha mai avuto un doppiatore che si potesse definire “fisso”.

    Il resto del cast di doppiatori è altrettanto memorabile come spesso accadeva in quel periodo della storia del doppiaggio:
    Renato Mori, la storica voce di Morgan Freeman ma anche di John Rhys-Davies, ovvero il Sallah di Indiana Jones e il nano Gimli del Signore degli Anelli o ancora, Robert Shaw, il Quint di Lo Squalo… tanti ne ha fattiMauro Gravina che forse ricorderete come Dan Aykroyd in Una Poltrona Per Due; Sergio Rossi, la voce italiana più celebre del fu-Leslie Nielsen e anche dello Sean Connery più identico all’originale mai sentito (in The Rock! Cliccare per credere).

    [Nota: chi ancora possiede La Cosa in VHS lo imploro di scrivermelo nei commenti, sono curioso di sapere chi ne ha diretto il doppiaggio, la traduzione, e soprattutto non vedo la scritta iniziale in italiano da una quindicina d’anni!]

    In questo film sentiamo anche la voce inconfondibile di Tonino Accolla (Homer Simpson, Eddie Murphy) che fa un ottimo lavoro sul personaggio di Windows sebbene debba lamentarmi di una scena (che non posso farvi vedere per non incappare in copyright su youtube) in cui -SPOILER!- la cosa gli morde la testa avvolgendola completamente e, mentre la tiene stretta tra le fauci, comincia a sbattere il corpo del povero Windows su e giù a ripetizione. In questa particolare scena penso che l’urlo di Accolla fosse troppo sguaiato e a bocca aperta per essere l’urlo uno che ha l’intera testa chiusa nella bocca di un mostro. Un piccolo momento che tira lo spettatore fuori dall’esperienza del film, seppur momentaneamente. Anche in lingua inglese l’urlo straziante della vittima si sente chiaramente, ma non raggiunge mai i livelli da “Eddie Murphy terrorizzato sulle montagne russe”.

    Con questa specie di introduzione tra il complimento e la lamentela, come solo io sono solito fare, passiamo agli errori.

    LE ALTERAZIONI DEGNE DI NOTA

    Il dottor Bottai

    Iniziamo con le cose più banali: il dottor Copper che diventa dottor Cooper (letto “cuper”) in italiano. Perché? Boh. Sembrerebbe una di quelle scelte fatta perché “suona meglio”, come l’ispettore Callaghan al posto dell’originale Callahan. Non ci sconvolge l’esistenza di tale alterazione, né sorprende più di tanto vista l’epoca.
    Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

    Blair, il razzo umano

    The Thing - Blair

    Quando questi tre trovano il corpo bruciato di un tale Fuchs, Windows raccoglie un razzo segnalatore trovato a terra (anche noto come “bengala” in italiano) ed esclama “Flare! Maybe he tried to burn it“, ovvero “Un razzo! Forse (Fuchs) ha tentato di bruciare la cosa“. L’assenza di un chiaro soggetto in questa frase e la somiglianza di pronuncia tra Blair e flare sono quasi certamente alla base dell’errore (umano) in fase di traduzione, dove la frase si è trasformata in:

    Blair! Forse voleva bruciare la cosa.

    Quindi “flare” (razzo segnalatore, pronunciato “fler”) è stato scambiato per il nome del dottore, “Blair” (pronunciato “bler”), che in quel momento era rinchiuso in un capanno esterno e al quale avevano appena fatto visita. Questa frase un po’ stramba implica che Blair possa essere la cosa, che si sia liberato e che abbia aggredito Fuchs il quale, nel tentativo di uccidere la cosa, sia finito per bruciarsi da solo.
    Questa alterazione cambia veramente il significato della frase? Non molto. Da entrambe risulta che Fuchs abbia provato a bruciare la cosa finendo bruciato a sua volta, solo che nella frase italiana Blair viene accusato di essere la cosa (il che ci può anche stare visto il clima di sfiducia che già si respirava tra i membri del gruppo) ma ovviamente deriva solo da uno sciocco errore, quindi lo spettatore italiano potrebbe domandarsi come gli sia venuto in mente a Windows di chiamare in causa Blair di punto in bianco.
    Poco male, l’errore viene arginato dalla frase successiva di MacReady (Kurt Russell) che propone una teoria più valida, così scartando quella di Windows completamente: Forse si è dato fuoco da solo prima che la cosa lo raggiungesse.
    Quindi che sia stato accusato Blair o meno di essere la cosa non ha conseguenze logiche nella trama per fortuna, dato che si trattava di una teoria buttata lì e subito scartata.
    Salvati in calcio d’angolo.

    TheThingTorcia

    Dialogo poco chiaro in italiano

    Dicevo all’inizio dell’articolo che quasi tutti i dialoghi sono ben adattati, ovvero non ripropongono banali translitterazioni delle frasi originali bensì una loro versione spesso alterata affinché possano funzionare anche in lingua italiana, pur mantenendone il significato originale.
    Se ho specificato quasi è solo per via di alcuni momenti dove questo lecito lavoro di adattamento non ha portato ad una migliore comprensione in italiano, bensì confonde un pochino lo spettatore. Apprezzo la creatività fin quando questa serve lo scopo di farci capire i dialoghi; quando questi però non sono chiari, vuol dire che in quel momento l’adattamento ha fallito nei suoi intenti.
    Prendiamo questo discorso ad esempio [NOTA: per ogni battuta, la prima frase che riporto sarà quella del doppiaggio, la seconda frase (in inglese) sarà quella originale e tra parentesi trovate la mia traduzione della frase inglese laddove le due precedenti differiscano troppo]:

    No, non possiamo far niente.
    Nothing we can do about that.

    Ah, sì certo. Io faccio un giro.
    Yes, there is. I wanna go up.
    (e invece sì, io ci vado)

    Con questo tempo? – Bennings?
    In this weather? – Bennings?

    Il vento potrebbe diventare un po’ ballerino
    Winds are gonna let up a tad next couple of hours
    (Il vento diminuirà un pochino nelle prossime due ore)

    Ballerino?
    A tad?
    (Un pochino?)

    Sì, insomma, potrebbe cambiare direzione. È meglio levarsi il pensiero comunque.
    Can’t condone much myself, but it is a short haul
    (Non consiglierei di andarci, ma (del resto) il tragitto è breve)

    Non si può mai sapere
    An hour there, an hour back
    (Un’ora ad andare, una a tornare)

    Come appare evidente, la versione italiana ha tradotto molto più liberamente, cosa che è sempre apprezzabile tranne quando avviene a scapito della comprensione. Difatti trovo che le battute italiane in questa scena siano un po’ troppo criptiche rispetto alle originali e di non immediata comprensione. Il dottore che esordisce con un io faccio un giro, come se stesse per portare il cane a pisciare, mentre l’implicazione è che voglia andare in elicottero al campo norvegese (I wanna go up). Credo che il mio “io ci vado” (o “ci vado io”) sia già più comprensibile di un “io faccio un giro” ed è tanto breve quanto “I wanna go up”.
    Non mi disturba quella del vento ballerino, sebbene sia esattamente l’opposto di quello che dicono in inglese (ovvero che il vento sarebbe migliorato un po’), ma mi perdo quando il meteorologo usa la frase è meglio levarsi il pensiero comunque, non si può mai sapere in sostituzione dell’originale (“il tragitto è breve, un’ora ad andare e una a tornare”). Non si può “mai sapere” cosa? Lo so che si ricollega ad una frase molto antecedente sulla possibile sorte degli scienziati al campo norvegese, ma insomma, il significato è intuibile ma non affatto immediato, specialmente ad una prima visione.

    TheThingDog

    Parliamo comunque di un film dove vengono usati vocaboli come abbacinamento (magistrale traduzione di whiteout), quindi simili dettagli non intaccano di certo il mio godimento nel vedermi il film in italiano, ma sono degni di nota.

    Anche la matematica va “adattata”, eh!

    The Thing 27 ore

    Blair legge: “L’intera popolazione mondiale verrà contagiata a cominciare da 27 ore da dopo il primo contatto.”

    Ma quali 27 ore? L’ultima frase su schermo sarebbe dovuta essere: a cominciare da 27 MILA ore. In inglese, infatti, la virgola identifica le migliaia mentre il punto identifica i decimali! L’esatto opposto che in Italia, dove 1.000 è mille (in realtà il punto dovrebbe andare in alto ma spesso viene usato il normale punto per praticità) e dove 1,000 equivale a uno virgola zero zero zero. Sono convenzioni abbastanza basilari che ciascun traduttore dovrebbe avere sempre ben presenti. Un altro sospetto che sarebbe dovuto venire al traduttore si doveva basare sul fatto che nessuno conta le ore considerando uno scarto millesimale, dovremmo sospettare che il computer potesse fare delle statistiche con una sensibilità dello +/-0,001 ore (ovvero +/-3,6 secondi)? …E che per puro caso il tempo stimato in ore equivalesse ad una cifra intera?
    Nel film in inglese, la cosa avrebbe infettato l’intera popolazione mondiale in 27 mila ore, ovvero poco più di 3 anni. Una stima ben più realistica rispetto ad UN GIORNO E TRE ORE che è alquanto improbabile! Se avete visto il film saprete che in un giorno la cosa infetta sì e no 3 persone, al massimo!

    I resti spermatici del dottor Blair?

    The thing - resti spermatici

    C’è ancora un’attività in questi resti spermatici.

    Ora, forse sono io ad essere malizioso ma in quella frase sento proprio le parole “resti spermatici”. Non è chiaro di quali resti spermatici parli. Ditemi che ho sentito male io. In inglese parla di resti bruciati, letteralmente.

    Lo stesso Blair, dopo, dirà questa serie di frasi

    The Thing - quella cosa vuole diventare come noi

    Quella cosa vuole diventare come noi.


    The Thing - Le sue cellule si diffondono

    Le sue cellule si diffondono…


    The Thing - potrebbero imitare qualunque essere sulla faccia della terra

    …potrebbero imitare qualunque essere sulla faccia della terra.


    The Thing - io non voglio farmi trasformare in chissà che

    Io non voglio farmi trasformare in chissà che!

    La preoccupazione del dottore è più umanitaria in lingua originale, dato che dice chiaramente che se una sola cellula di quella cosa riuscisse a scappare dal campo base, quell’essere potrebbe imitare qualsiasi cosa sulla faccia della Terra e sarebbe inarrestabile. In Italiano invece il dottore è palesemente alterato al pensiero di essere trasformato egli stesso nella cosa ed il suo non voglio essere trasformato in chissà che! direi che non ha molto senso nel contesto di ciò che Blair ha visto fino a quel momento (sebbene sia interpretato in maniera magistrale dal doppiatore Renato Mori che gli aggiunge una vena anche un po’ comica a mio parere). Difatti, in quel momento di pazzia, Blair sembra ancora più fuori di testa in italiano di quanto non lo sia già in inglese… oppure Blair aveva semplicemente già visto il finale del film senza dircelo e parlava con cognizione di causa.

    TheThing_reazione2

    Evit quando sente errori di traduzione

    La scena forse più involontariamente comica in italiano è quella del divanetto (anche qui, ALLARME SPOILER!), quando Palmer si rivela essere la cosa e si libera dal divanetto dove era legato insieme agli altri, deformandosi mostruosamente. In inglese, i protagonisti legati accanto a lui si dimenano urlando frasi incomprensibili e ogni tanto si sente un “get me outta here!”, giustamente tradotto come “liberaci, Mac!” (e alternato a degli altrettanto ottimi “ma che cazzo fai, Mac? Liberaci!”).
    In italiano la scena del divanetto è diventata inavvertitamente comica dal momento in cui si è deciso di rendere più chiare e ben udibili le lamentele, ricorrendo al più classico dei classici del doppiaggio italiano: inventarsi dialoghi di sottofondo altrimenti inesistenti!
    Il risultato è questo: mentre in originale gli attori non dicono quasi niente di intelligibile oltre al sopramenzionato “get me outta here!”, in italiano i doppiatori si lanciano in una serie di commenti pleonastici, quasi in stile tutto il calcio minuto per minuto, dando a MacReady i più inutili suggerimenti che, tra l’altro, MacReady già era in procinto di mettere in atto e c’è in realtà così poco tempo tra il suggerimento e l’esecuzione che non può non venire il dubbio di stare ascoltando frasi inventate quasi sul momento e infilate malamente, ove possibile:

    NON TI FERMARE! FINISCILO! FINISCILO! (mentre MacReady già si sta occupando di bruciare il mostro)
    SPINGILO FUORI! (mentre il mostro già si avviava da solo all’uscita, per sfuggire al lanciafiamme)
    FALLO SALTARE MAC, FALLO SALTARE! – DISTRUGGILO! – TIRAGLI UNA BOMBA! TIRAGLI UNA BOMBA! (e MacReady tira della dinamite al mostro)

    (Se fosse stata una recensione video gli avrei messo subito la clip di Anna Longhi che esclama “seh, mettece pure ‘na bbomba”)

    Nessuna di queste frasi è udibile in inglese! L’idea di far saltare il mostro con la dinamite è di MacReady stesso, non gli è stata suggerita, ma la più clamorosa rimane tuttavia quella di MacReady che non spinge fuori il mostro sotto suggerimento altrui, bensì era il mostro stesso ad essere già in procinto di uscire dall’edificio per mettersi in salvo.

    LE BATTUTE PIÙ MEMORABILI IN ORIGINALE

    TheThingShot

    Nauls, vuoi abbassare quel fracasso? Sto cercando di dormire, ho avuto una giornataccia.
    Nauls, will you turn that crap down? I’m trying to get some sleep, I was shot today.

    Mi ha sempre fatto sorridere la giustificazione originale di Bennings usata per la richiesta di abbassare il volume della musica (“oggi mi hanno sparato“); in italiano è altrettanto divertente (sulla carta) dato che chi ha ricevuto una pallottola sicuramente non avrà passato una bella giornata, ma a quel punto del film, onestamente, allo spettatore difficilmente potrà tornare subito alla mente il fatto che chi sta parlando abbia ricevuto una pallottola, anche perché fa riferimento ad una giornata dove gran parte di loro avevano apparentemente rischiato di venir sparati, quindi lo spettatore difficilmente farà il collegamento ad una prima visione. In inglese la battuta era molto più diretta: oggi mi hanno sparato!
    L’unica giustificazione che voglio dare alla frase italiana è che il labiale di quella battuta è perfetto! Quindi non sono mai alterazioni totalmente ingiustificate.

    Dopo la frase su come i compagni avessero organizzato un bel linciaggio per MacReady, quest’ultimo dice…

    The Thing - Per principio

    Vi dovrei togliere tutti di mezzo, figli di puttana.
    I might just have to put an end to you on general principles, Nauls
    (Dovrei farti fuori anche solo per principio, Nauls)

    Ho sempre trovato divertente quel on general principles (per principio!). Inutile sottolineare come in originale si riferisse solo a Nauls e non a tutto il gruppo ma la battuta funziona lo stesso, era evidente che fossero tutti responsabili del tentato linciaggio, non soltanto Nauls che li aveva istigati per primo. Da quel punto di vista, la frase, trovo che funzioni meglio in italiano.

    The Thing - fucking kidding me

    Porca puttana, ma come è possibile?

    “You gotta be fucking kidding”, letteralmente “mi prendi per il culo”, ma in realtà difficilmente troverete una traduzione migliore di quella presente nella versione doppiata. Come bilingue devo ammettere che non c’è espressione idiomatica equivalente in lingua italiana che riporti in un solo colpo l’intero significato e la comicità implicita nella battuta in inglese. Difatti la traduzione che ne fecero nel 1982 è tecnicamente perfetta in questo senso: con la prima parte (porca puttana) viene espressa la sorpresa con l’ausilio di una parolaccia (in parallelo al “fucking” della battuta originale), con la seconda parte (ma come è possibile?) viene espressa l’incredulità di chi parla. Manca solo il fattore comico insito nella frase originale, per questo è nella lista delle battute più memorabili in inglese, non per altro. In italiano di meglio non si poteva ottenere.

    LA BOMBA FINALE

    TheThingUFO

    Chi mi conosce lo sa che tengo sempre la parte migliore per ultima! Ebbene, quando MacReady chiede a Norris, il geologo, da quanto tempo fosse sepolta l’astronave ritrovata nei ghiacci dell’Antartide, Norris gli risponde:

    Well, the backscatter effect‘s been bringin’ things up from way down around here for a long time.

    Che tradurrò per il momento, in maniera piuttosto diretta, in questo modo: “Beh, per moltissimo tempo l’effetto di backscattering ha spinto verso la superficie cose sepolte molto in profondità”.

    TheThingBackScatter

    Con effetto “backscatter Nauls si riferiva al termine abbastanza generico che descrive in fisica il comportamento delle onde (siano esse sonore, della luce, etc) quando queste vengono riflesse o deviate. L’effetto di “backscattering” osservato nell’ottica per la luce si osserva anche in geologia per le onde sismiche, e sono proprio le onde sismiche a cui si riferisce Nauls quando sostiene che l’effetto di backscatter avrebbe spinto verso la superficie cose sepolte da tanto tempo nelle profondità del ghiaccio antartico.
    Complice probabilmente la mancanza di internet e di Wikipedia nel 1982, nel doppiaggio italiano ci ritroviamo con questa curiosa (quanto incomprensibile) traduzione:

    Beh, l’effetto di qualche esplosione atomica può aver spinto verso la superficie cose che erano sepolte lì da lunghissimo tempo.

    Considerato che il film è ambientato in Antartide e che tale continente non ha mai visto esplosioni atomiche, mi domando come delle esplosioni atomiche possano aver riportato verso la superficie cose sepolte nel ghiaccio da migliaia di anni. Infatti non c’è neanche da domandarselo: erano gli anni ’80, mettevi una bomba atomica in un qualsiasi discorso e lo spettatore italiano avrebbe comunque annuito mentalmente.

    L’ideale sarebbe stata una battuta così tradotta (ve la propongo in stile “traduzione anni ’80”):

    Beh, l’effetto di scosse telluriche può aver spinto verso la superficie cose che erano sepolte lì da lunghissimo tempo.

    Adesso la frase è chiara anche in italiano, no?

    Evit quando trova errori di traduzione

    Evit quando trova errori di traduzione

    ___________________

    Conclusione

    Concludo dicendo che un film del genere sarebbe difficile da doppiare oggi con lo stile di doppiaggio che va di moda adesso, ovvero dove gran parte delle voci si assomigliano e risultano quasi indistinguibili le une dalle altre: un po’ per la quantità di neo-doppiatori ben impostati ma dalle voci anonime, un po’ anche per colpa della scarsità di tempo destinato al doppiaggio che impedisce al direttore di familiarizzare con i personaggi del film.
    Molte scene chiave di questo film hanno personaggi imbacuccati nei giacconi da clima polare e, nonostante ciò, non si ha mai un dubbio su chi stia proferendo parola, perché ogni personaggio è caratterizzato in maniera molto diversa e tutti sono facilmente distinguibili l’uno dall’altro.
    L’esempio di quello che verrebbe fuori oggi giorno su un film simile ce l’abbiamo e si chiama La Cosa ma è del 2011, un film dove vi sfido a riconoscere quale personaggio stia parlando se non gli vedete muovere la bocca in primo piano.

    Perdoniamogli dunque quel backscatter effect che diventa l’effetto di qualche esplosione atomica e quel flare scambiato per Blair. I dialoghi, se alterati, sono quasi sempre in favore di una maggiore naturalezza, un concetto che oggi giorno è difficile anche far capire a chi non ha orecchie per intendere.

    Adesso andatevi a rivedere La Cosa e, se non l’avete mai visto, recuperatelo. È un film perfetto.

    TheThingFinale

  • Cosa? La merda rosa (aggiornamento su La Cosa)

    Forse vi ricordete che mi ero lamentato dell’incredibile rimando di cinque mesi sull’uscita italiana del film La Cosa (The Thing, 2011) che in Italia dovrebbe uscire il 4 maggio. Come appassionato del film di Carpenter (La Cosa del 1982), di cui questo film è un prequel, non vedevo l’ora di andarmelo a vedere ma ahimé queste scelte commerciali italiane hanno fatto sì che uscisse prima in DVD all’estero piuttosto che in Italia al cinema. Potendomi guardare il film in lingua me ne sono fregato di attendere la versione italiana e mi sono “goduto” questa “cosa”.

    Ebbene, adesso capisco perché lo vogliano spacciare come un’uscita estiva. Il film è alla stregua di Jason X, o Freddy vs. Jason, un horror per teenager dai gusti cinematografici ancora in maturazione. Una regia da telenovelas che fa rimpiangere i veri registi (tutti i dialoghi erano accompagnati dalla poco fantasiosa soluzione della doppia telecamera statica fissata su ciascun volto alternatamente, l’ABC della regia), i dialoghi completamente da cestinare (se non erano tipo “stai bene? Si sto bene, tu tutto bene? Si, tutto bene” allora erano del tipo “cazzo! Oh mio Dio!“), i personaggi uno più dimenticabile dell’altro (tra l’altro si assomigliavano pure ed erano vestiti in maniera identica, non è mai chiaro chi mancasse all’appello o chi fosse appena morto), l’assenza di un protagonista carismatico o di qualsiasi cosa che rassomigliasse vagamente ad un protagonista, una marea di cliché (incluso il mostro onnipotente che si riduce a far volare in aria la protagonista invece di ucciderla subito così da darle tempo e modo di scappare, una soluzione utilizzata anche da Voldemort nell’ultimo Harry Potter), forzature della trama che poi non combaciano con il film del 1982… tutto concorre al tracollo di un film che avevo SPERATO fosse almeno decente!

    E’ evidente che il regista e lo sceneggiatore di questo film non hanno la minima idea sul perché la La Cosa del 1982 sia un bel film e perché invece la loro è una bidonata di mediocrità cinematografica.

    Se siete in cerca di un horror estivo, alla stregua degli slasher-movie come Halloween 20 Anni Dopo e Jason X, questo film non deluderà. Coloro a cui piace il buon cinema possono tranquillamente evitarsi questo polpettone immaturo.

  • Cosa? La Cosa… italianamente rimandata


    La settimana scorsa sono stato a Dublino e ho visto la pubblicità del film The Thing (La Cosa), prequel dell’omonimo film del 1982 di John Carpenter. Essendo un discreto fan de’ La Cosa non stavo più nella pelle quando lessi che sarebbe uscito il 2 dicembre.
    Il film in questione era già stato presentato in molti paesi a partire da ottobre ma l’Italia era rimasta relegata al 2 dicembre insieme ad altri (tra cui il Regno Unito).
    Visto il poster italiano mi preparavo domani ad andare al cinema a spendere il solito piccolo patrimonio di ~16.000 Lire (~8 Euro) e invece scopro che l’uscita è stata rimandata di… 5 giorni? 5 settimane? Ma no… 5 MESI!
    Sul sito ufficiale si legge difatti 4 MAGGIO 2012. Un film che si svolge in Antartide presentato alle porte dell’estate invece che in inverno… mah!
    Non ci è dato sapere il motivo di tale scelta, scelta per altro dell’ultimo momento visto che i poster ancora riportano il 2 dicembre.
    Allora dico… mi andrò a vedere Tin-tin! Ne parlano tutti così bene! Scopro che nella mia città non c’è. Me lo sono perso oppure ancora non è uscito? Non ci capisco più niente.
    Alla fine questa tanto attesa “Cosa” si rivelerà una boiata pazzesca, ci scommetto!