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  • Critica alla critica – 49° episodio – Arancia Meccanica

    Già parlai (elogiando) Arancia Meccanica e il suo doppiaggio, adesso tocca redarguire un po’ quelli di Cinematografo.it con le loro trame piene di errori… è il momento dell’appuntamento settimanale con Critica alla Critica (o CaC per gli amici). Come sempre fate click sull’immagine per leggervi l’episodio d’oggi:

  • Chicche quotidiane (4) – Il più bel complimento al doppiaggio italiano

    Lettera di Stanley Kubrick a Riccardo Aragno.

    Dear Riccardo, The story about the Clockwork Orange dubbing is a complete nonsense. I have always used the Italian dub as an example of how good a dubbing can be. My best to you and Mario. Stanley“.
    Caro Riccardo, la storia riguardante il doppiaggio di Arancia Meccanica non ha senso. Ho sempre menzionato il doppiaggio italiano come esempio di quanto può essere ben fatto un doppiaggio. I miei migliori saluti a te e a Mario. Stanley” (lettera autografa del 10 aprile 1996, pubblicata su Ciak, Luglio 1999).
    Consiglio vivamente a tutti gli interessati di visitare quel favoloso sito che è Archivio Kubrick dove troverete di tutto e di più. Splendida è la loro raccolta di corrispondenza privata e testimonianze, con tanto di storia di Maldesi e Aragno, i due grandi che si celavano dietro i doppiaggi dei film di Kubrick.

  • La Gang dell'Arancia Meccanica

    Una curiosità che mi sono dimenticato di aggiungere in coda al precedente articolo su Arancia Meccanica è l’esistenza di un film chiamato “Çirkin dünya” (tradotto con google translation “The Ugly World“). E’ un film turco del 1974 distribuito in Italia con un titolo quanto mai fuorviante “La Gang dell’Arancia Meccanica“; fossi stato nei panni di Kubrick mi sarei fatto in quattro per assicurare alla giustizia i colpevoli di questo titolo.
    La trama potrebbe ricordare alla lontana qualche scena da Arancia Meccanica, ma molto molto alla lontana! Praticamente non c’entra niente e anzi ricorda più film del tipo Non Violentate Jennifer e L’Ultima Casa a Sinistra.
    In inglese è conosciuto appunto con il titolo di “Ugly World” o “Last House in Instanbul”. Letteralmente “ugly world” è il mondo brutto, da intendersi come marcio, lercio, brutale, cattivo, pieno di brutta gente, insomma ci siamo capiti.
    Questa la trama presa da Cinematografo.it
    Un chirurgo di Istambul si vede piombare, nella villa in cui vive con la moglie Selma e il figlioletto Murad, tre delinquenti sfuggiti alla polizia dopo una notte di delitti commessi per divertimento. Fallito un tentativo di liberarsi di loro – che si sono installati da padroni nell’abitazione – con una fuga notturna, il giorno dopo il medico si reca con lo Scorpione, capo del criminale terzetto, a ritirare in banca i soldi che i banditi pretendono per andarsene. In loro assenza, i complidi dello Scorpione violentano Selma e uccidono Murad. La donna impazzisce e il marito, lanciatosi contro i malviventi, viene ammazzato. I tre finiscono egualmente in galere, per uscirne qualche anno dopo: ritrovato il senno in seguito a uno shock, Selma li affronta, pistola in pugno: giustizia è fatta.

    Persino i caratteri del titolo cercano di illudere lo spettatore italiota suggerendone un qualche legame con il capolavoro di Kubrick.

  • Arancia Meccanica – fior fiore del doppiaggio


    Non credo esista opera scritta in inglese di più difficile traduzione di Arancia Meccanica. Il solo fatto che la fruibilità del film (e del libro) sia eguale in italiano come in inglese è a dimostrazione delle elevatissime potenzialità presenti nel nostro paese. Posso in tutta franchezza dichiarare che Arancia Meccanica è un vero rappresentante dell’eccellenza italiana nell’adattamento dei dialoghi, nella recitazione e nella traduzione. Già il libro offrì una sfida probabilmente unica nel suo genere, tradurre uno slang futuristico comprensibile solo per associazione di idee e immagini mentali. L’adattamento italiano di concetti reconditi e di un dialogo intriso di neologismi frammisti a vocaboli dal russo e dal dialetto londinese “cockney” è semplicemente un’impresa senza pari; un tale sforzo lo si poteva soltanto sperare dai professionisti degli anni ’60 e ’70. Un esempio che voglio riportare è l’espressione “real horrorshow” tradotto come “molto karascov”. Entrambi le frasi (nella cultura inglese e italiana rispettivamente) portano alla mente lo stesso concetto, “qualcosa di molto piacevole” (se avessero lasciato horrorshow anche in italiano si avrebbe avuto l’effetto opposto, l’idea di qualcosa di negativo).
    Il “dolce su e giù” invece che “the old in-out in-out” (riferito al rapporto sessuale e inteso come “the good old in-out”, cioè il buon vecchio su e giù) è un altro piccolissimo esempio. “Dentro e fuori” non sarebbe stato altrettanto efficace in italiano.
    Pochi in realtà sono gli adattamenti dello slang, la maggior parte dei termini (specie quelli russi) sono manetenuti tali e quali.
    Tutto questo lo dobbiamo al grande Riccardo Aragno (1915-2003), curatore di tutti gli adattamenti italiani dei film di Kubrick, e agli attori di teatro, diretti da Mario Maldesi, che prestarono la loro voce per il doppiaggio del film.

    Quando voglio guardare Arancia Meccanica sono sempre indeciso se metterlo in inglese o in italiano. La scelta è a suo modo equivalente e alcune frasi sono addirittura più memorabili in italiano, cito ad esempio soltanto “SON BUONI ALMENO???” che chi ha visto il film ricorderà sicuramente (vedi immagine sopra) e in generale tutti i dialoghi del personaggio dello scrittore, doppiato da Silvio Spaccesi (già doppiatore di Yoda, del cieco in Frankenstein Junior, ma per me ancor più memorabile nel ruolo del mago imbroglione in Pacco, Doppio Pacco e Contropaccotto).
    Un peccato però che i graffiti sui muri non abbiano (almeno in DVD) la traduzione sottotitolata: uno in particolare mi ha fatto sempre ridere: quello che recita “IF IT MOVES KISS IT” riferendosi al pene disegnato (ironia anglosassone da graffiti, ma forse anche tradotta non farebbe ridere gli italiani).

    Dopo tanto elogi, non sarei me stesso se non avessi qualcosa da far notare. Una sciocchezza in realtà ma che mi fa sempre sorridere. Nel finale, quando la personalità politica viene a trovare il protagonista all’ospedale chiede all’agente di guardia di uscire un momento.
    Just wait outside for a moment officer
    Per favore vuole aspettare fuori brigadiere?
    La cosa che mi fa ridere è l’uso della parola “brigadiere” invece di “agente”; una carica tipicamente italiana e che suona assai poco britannica. Forse nel 1971 il ruolo del piantone in ospedale era riservato esclusivamente ai brigadieri? Non saprei proprio! La scelta non è neanche giustificata dal labiale in quanto i personaggi sono ben lontani dalla telecamera. Rimarrà per me l’unica frase dell’intero film con traduzione dubbia e italiota.

    VOTO DOPPIAGGIO: 10 !