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  • [VIDEO] Non comprate quel biglietto #19: "Alien: Covenant"

    Per coloro che seguono le nostre discussioni di svago cinematografico, è arrivato il nuovo episodio della rubrica non comprate quel biglietto, oggi dedicata ad Alien: Covenant.
    copertina
    Dell’adattamento e del doppiaggio italiano di Covenant invece ho già parlato nel mio ultimo articolo Alien Covenant e gli idiotismi della traduzione italiana moderna.
    Altri articoli e recensioni “aliene”:
    Alien (1979) – L’alieno è siliconato (articolo sull’adattamento italiano di Alien)
    Aliens – scontro finale (1986) (articolo sull’adattamento italiano di Aliens)
    Videocommento a PROMETHEUS  (dalla nostra serie  “i videocommentatori”)
    Alien Covenant – La recensione nuclearizzata (recesione del film sul blog Il ZinefiloViaggi nel cinema di serie Z)
    e per chi sa leggere l’inglese, questa splendida e comica disamina del film dal blog Cinewipe che vi consiglio caldamente:
    Alien: Covenant review – An ungodly hybrid

  • "Alien: Covenant" e gli idiotismi della traduzione italiana moderna

    alien-covenant1

    Cari lettori…

    Quando un nuovo film di Alien girato da Ridley Scott si rivela essere la più grande stronzata da quando l’uomo inventò l’alieno[*], puoi solo sperare che il doppiaggio italiano lo deturpi in maniera ridicola, così da farsi due risate almeno su questo blog. Invece no, il disappunto con Alien: Covenant è totalizzante: la versione italiana non fa schifo. Hanno fatto un buon lavoro.
    .
    C’è soltanto un piccolo particolare…
    Colombo
    .
    È vero, di inglesismi stupidi o inutili non ce ne sono in Alien: Covenant, ad esempio non si parla mai di “airlock” bensì ritornano le vecchie care (e familiari) “camere stagne” e vi assicuro che di questi tempi il non sentire certe parole in un doppiaggio italiano è un autentico sollievo. Da qualche anno infatti sembra che la parola airlock abbia cominciato a farsi strada nel doppiaggese (quell’italiano che sentiamo solo nei film doppiati ma che nessun concittadino userebbe mai nella vita reale) senza però un valido motivo. Se i blaster dell’adattamento italiano dei nuovi Star Wars possono rifarsi ad un linguaggio presente tra i videogiocatori e che quindi qualcuno troverà familiare (e di quanto sia triste e culturalmente abietto ne ho già parlato fin troppo in passato), non si può certo dire che “airlock” sia tra le parole straniere attualmente in uso nella cultura popolare del momento. Eppure, con le giustificazioni più varie, airlock si sta insinuando sempre più spesso (e più insidiosamente) nel cinema doppiato senza alcuno sforzo per renderlo comprensibile a tutti (Interstellar e The Martian rei convinti e, più di recente, anche Life non è stato da meno nonostante il resto del film fosse adattato perfettamente).

    Già nel 2014 introducevo Interstellar con questa vignetta che mi pare adatta all’occasione:
    alien-vignetta

    aliens-vignetta

    …come non disse mai nessuno nella saga di Alien.


    Il mio commento sotto quelle vignette continua ad essere valido: la saga di Alien, Covenant incluso, rimane priva di “airlock” per il momento… per fortuna! La parola “airlock” non porta con sé nessun concetto ignoto o inesprimibile in lingua italiana e se l’equivalente italiano risultasse troppo lungo per il labiale di certe scene vuol dire che bisogna fare qualche salto mortale in più. Se sono riusciti ad infilarci un equivalente nostrano per 70 anni, non vedo come improvvisamente possa diventare un problema insormontabile del doppiaggio italiano, tanto da dover lasciare la parola in inglese. Ma va be’, “airlock” non c’era nei dialoghi doppiati di Covenant. [*Piccolo applauso*]

    Idiotismi alieni

    La versione italiana di Covenant, per quanto nel suo complesso ottima (quindi valutate la mia critica con il dovuto peso) purtroppo non è esente da strascichi di esigenze aziendali moderne, quelle che impongono un’inventiva pari a zero da parte dei dialoghisti e, per l’amor di Dio, di non azzardarsi mai ad adattare niente. Il testo originale è sacro e inviolabile, anche a costo di tradurlo alla lettera e quindi, paradossalmente, anche a costo di renderlo meno comprensibile in italiano.
    E qui voglio puntare il dito su eventuali figure estere che supervisionano i doppiaggi italiani perché quando sentiamo questa frase della buonanotte “non farti mordere dai ragni“, il bilingue che è in me si domanda se possano realmente aver avuto il coraggio di tradurre alla lettera il detto “don’t let the bed bugs bite” (letteralmente: non farti mordere dalle cimici dei letti) che nel mondo anglosassone è una frase rituale della buonanotte, in rima (la frase intera è: Goodnight/Sleep tight, don’t let the bed bugs bite) e che in Italia ha equivalenza solo con “buonanotte e sogni d’oro”, cioè la nostra tipica frase da coperte rimboccate. Diversa concettualmente? Certo che sì, origina da una cultura diversa dalla nostra! Non possiamo certo aspettarci di poter ricavare l’italiano ritraducendo alla lettera una lingua estera. Poco importa che abbiano cambiato il parassita di riferimento (ragni invece di cimici. Quali ragni? Quelli rossi domestici con cui abbiamo più familiarità qui in Italia?), la frase è comunque tradotta alla lettera ed è insensata. Punto.
    Con questo esempio appare molto evidente il limite della traduzione letterale, tanto amata dai supervisori americani al doppiaggio e da alcuni ignoranti che popolano il web. In inglese si tratta di una frase di rito che come tale viene percepita dal pubblico anglosassone, il personaggio di Michael Fassbender la usa per dare la buonanotte e non sta realmente consigliando alla protagonista di non farsi mordere dalle cimici del letto durante il sonno, né tanto meno da ragni. Le espressioni idiomatiche di solito funzionano proprio così.

    idiomatismo definizione

    Ve la stampate sul muro, per favore?


    Trasporre questa frase in maniera letterale vuol dire ribaltare la percezione della stessa. Per il pubblico italiano infatti non può che risultare come uno stravagante consiglio che sbuca letteralmente dal nulla (non farti mordere dai ragni? Che c’entrano i ragni? QUALI RAGNI?), di certo non è una frase che può essere percepita dal pubblico italiano come una tipica buonanotte.
    Già ce lo vedo il supervisore americano che inorridisce quando scopre che le “cimici del letto” possano diventare “sogni d’oro” in italiano. Giammai! Ed ecco dunque che traducendo alla lettera in modo da rispettare la (sacra) fonte si è stravolto lo scopo della frase originale, ottenendo l’effetto opposto.

    Se qualcuno venisse dirmi che in inglese l’androide-Fassbender stava facendo un velato riferimento ai mostri che si attaccano alla faccia per impiantare embrioni alieni (noti tra i fan come “facehuggers“) si aspetti un mio ceffone, virtuale.
    Una traduzione più accettabile di “goodnight, don’t let the bed bugs bite” sarebbe potuta essere “dormi bene e non fare brutti sogni” (altra frase plausibile nel contesto), non certo “non farti mordere dai ragni”, a meno che non si voglia alienare il pubblico italiano. ALIEN-are, capito? ALIEN-… capito? [*Flauto a coulisse*]

    alien-covenant2__________________________

    Mater è morta, stronzo.

    L’aderire a tutti i costi alle fonti non di rado manda a puttane la continuità con altri film della stessa saga. Lo abbiamo visto con tutti i nuovi Guerre Stellari e lo troviamo anche qui, sebbene limitato ad una singola scelta: il computer di bordo adesso si chiama Mother (come in inglese) e non più Mater come accadeva nella versione doppiata di Alien.

    mater

    eh già.


    Poco male se la discontinuità nell’adattamento si limitasse ad un singolo caso ma forse si sono dimenticati che in Alien – La clonazione (Alien: resurrection, 1997) il computer di bordo, Father, era stato adattato in Pater (“Pater è morto, stronzo” cit.), una scelta di Tonino Accolla che era rispettosa dell’adattamento del primo film e dei fan, dava coerenza al tutto. Ah, la coerenza… [*Silenzio*].
    A proposito di coerenza, una brevissima nota sul titolo dato da Scott a questo seguito di Prometheus. Per chi non avesse visto il film, il titolo rimane in inglese perché “Covenant” è il nome della nave presente nel film, esattamente come accadeva in Prometheus, solo che lì non veniva preceduto dal marchio registrato “Alien”. Speriamo che alla fine della nuova trilogia quel rincoglionito di Scott non andrà a ri-titolare tutti i film così da avere “Alien: Prometheus”, “Alien: Covenant”, “Alien: Nostromo”, “Alien: Sulaco”, etc… fine della parentesi sul titolo (che niente ha a che vedere con l’adattamento italiano).
    Per farla breve, Mother e la buonanotte aracnoidea mi puzzano di imposizione dall’alto ma posso soltanto tirare ad indovinare.

    Tutto qui? Solo due errori, Evit? Be’, che io ricordi, sì. Se vogliamo proprio andare a scavare, potrei anche aggiungere che la pronuncia del cognome di Robinson Crusoe (“un Crusoe, per intenderci” cit.) è la prima volta che la sento dire all’inglese (Crùso… /’kruzo/) e, per carità, è tecnicamente corretta ma certamente non la più familiare per il pubblico italiano. Crusoe è sempre stato pronunciato in moltissimi modi, da Crusò a Crusoè con più varianti della ricetta per la pastiera napoletana. Teoricamente parlando potremmo sostenere che, essendo britannici sia l’autore sia il personaggio, la cosa più corretta da fare sarebbe quella di pronunciarlo all’inglese (Crùso) e se tale romanzo fosse stato scritto l’anno scorso vi darei pienamente ragione. Ma con personaggi entrati nella cultura italiana da qualche secolo è un po’ più difficile fregarsene, perché dovremmo anche ignorare lo storico adattamento italiano che da 217 anni (prima edizione italiana è del 1800) lo vede nominato come Robinson Crusoè (pronuncia: /robinˈsɔŋ kruzoˈɛ*/), come ci ricorda anche la voce del dizionario di ortografia e di pronunzia della Rai. Chi siamo noi per ignorare oltre 200 anni di pronuncia italianizzata? È dunque un errore? Non esattamente ma quando sento “un crùso, per intenderci“, da italiano con 217 anni di Crusò/Crusoè alle spalle, diciamo che rimango spiazzato per un ventiquattresimo di secondo.
    Mi piace immaginare il robot David (che si era studiato tutte le lingue del mondo) come una sorta di talebano della letteratura con momentanei slanci di estro filologico che solo in pochi possono apprezzare.
    (Come suggeritomi dal lettore “Napoleone Wilson”, a voler essere estremamente pignoli, in Italia in genere se si vuole fare un paragone con il personaggio di Defoe si usa direttamente il nome proprio Robinson. Sarebbe stato più chiaro e immediato che dire “un crùso”.)

    Nazi vs grammar nazi


    Solo due-tre errori allora? Per coloro che valutano la qualità di un adattamento soltanto come una somma algebrica, sì, solo due-tre errori in tutto, per il resto si trattava di un adattamento quasi invisibile, ovvero il massimo complimento che si possa fare ad un adattamento. Io però spero di fornirvi altri metri di giudizio e spunti di riflessione in merito ad elementi sui quali molti sorvolano pericolosamente. Vedere una traduzione letterale di “don’t let the bed bugs bite” nel 2017 fa più male al cuore di un silicon che nel 1979 viene tradotto ingenuamente come silicone invece che come silicio (vedi Alien (1979) – L’alieno è siliconato), ma sono certo che non rifletta il livello di bravura o le mancanze del dialoghista di turno, piuttosto un modo di fare comune da parte dei committenti che mettono bocca in quella che alla fine continua ad essere una vera e propria arte, la traduzione.
    L’ossessione della fedeltà al testo originale da parte dei supervisor talvolta è così estrema e dettata da tale ignoranza che porta ad insensate traslitterazioni di frasi idiomatiche. Nel mondo della traduzione non c’è niente di più grave.
    Se passasse l’idea che dopotutto non si tratta poi di chissà quale reato linguistico, magari presto o tardi cominceremo anche a tagliare gli angoli per risparmiare, a perdere la nave, a sedere sullo steccato, a prendere le cose con un pizzico di sale e ad attraversare i ponti. Perché questa è la strada intrapresa dal doppiaggio italiano: traduzioni dirette e termini inutilmente lasciati in inglese perché tanto… che fa?
    Se poi si dovesse trattare davvero di un errore umano commesso dal traduttore o dal dialoghista mi sentirei molto più sollevato.
    Alien-Covenant3

    Disse Ridley Scott in livornese parlando della saga.


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    Se volete una recensione del film e non solo del suo adattamento, vi rimando all’autorevole articolo del blogger Lucius Etruscus. Non dimenticate anche la nostra discussione pre-film
    copertina2017_3
    …e il nostro episodio della serie “non comprate quel biglietto
    copertina

  • Videocommento a PROMETHEUS (3^ Parte)

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    Ecco gli ultimi 10 minuti del “videocommento” Prometheus, per la serie “i videocommentatori”  che io e il mio compagno di visioni brutte, Petar, pubblichiamo su YouTube per puro svago e che esula dalla critica a adattamenti e doppiaggi svolta su questo blog. Fate click sull’immagine per vedere l’episodio.
    Non perdetevi la tradizionale clip dopo i titoli di coda che trovate anche separatamente facendo click sulla seguente immagine:
    balle-prometheus-2jpg

  • Videocommento a PROMETHEUS

    In occasione delle feste abbiamo recuperato il film brutto più natalizio che ci è venuto in mente: Prometheus di Ridley Scott! (nel film compare un albero di Natale a giustificare questa scelta).
    Questo è l’ennesimo video della serie “i videocommentatori” che pubblichiamo su YouTube, un’attività a tempo perso che esula dagli scopi di questo blog di critica all’adattamento e al doppiaggio italiano.
    Click sull’immagine sotto per vedere l’episodio.
    Buone feste a tutti!
     
    poster489

  • Prometheus – il dopo sbornia


    Innanzitutto una domanda: avete già letto la mia recensione del film che pubblicai a giugno? No? Ciò che dissi in quella sede è ancora valido, c’è solo da aggiungere qualcosina in più, alcune considerazioni che emergono dopo una seconda e terza visione e che riguardano la trama. Se non avete ancora letto quella recensione correte a farlo adesso perché qualcuno l’ha addirittura definita…

    😉
    Invece il domandone dell’anno che in molti mi pongono è: allora, com’era Prometheus?
    Di solito non rispondo, rido beffardo e cambio argomento. Vedrete che anche in questa sede non risponderò personalmente. E’ come se qualcuno mi chiedesse “perché non credi in Dio?”… io penso “da dove incominciare?”.
    Dire che è un brutto film sarebbe una menzogna. Dire che è un film bellissimo sarebbe anche questa una menzogna. La verità sta nel mezzo, è bello e brutto allo stesso tempo (in merito a questo tema non perdetevi questa perla: PROMETHEUS Vs IL CONTE DI MONTECRISTO sul blog Nerds’ Revenge). Il brutto non è così brutto da sciupare completamente il bello e il bello non è così bello da nascondere efficacemente il brutto. Si apprezzano determinate cose, si soffre per altre.
    Il problema è la trama ovviamente (vi avevo detto nella mia famosa recensione che la trama sarebbe tornata a tormentarmi… e infatti). Parlerei per ore lamentandomi della trama quindi con un’astuta mossa padronale evito di perdere tempo e vi lascio con l’email che il mio amico Fibrizio mi inviò dopo aver visto il film e nella quale espresse molto bene (o almeno in maniera più sintetica di quanto farei io) lo stato delle cose:

    Alla fine ieri sera sono andato a vedere Prometheus alla modica cifra di 6,20€ e non era nemmeno in 3D (ed era mercoledì! alla faccia dello sconto).
    Alcune cose mi sono piaciute molto e visivamente era molto bello. Vedendolo certe critiche alla fine le ho trovate un po’ forzate, tipo il finto-vecchio-Weyland che non era piaciuto ai più, mentre non ci stava così male, anzi! Chissà che cure ossessive si era fatto per arrivare ad avere quell’aspetto orrendo (tant’è che sembrava tanto un Berlusconi del futuro, pieno di soldi e senza voglia di andarsene). Alla fine persino il geologo-abbestia poteva passare, si vede che nel futuro la geologia è roba per figli-di-papà strafatti che sono interessati solo ai soldi (o all’oro magari).
    Purtroppo però la trama faceva acqua da tutte le parti e il fatto che ci fosse un tema a cui indottrinarci la rendeva insopportabile (e varrebbe per qualsiasi tema, anche se non fosse stato religioso), acuendo così il senso critico.
    In tutto e per tutto mi ricordava Contact: tutte le domande che ti sorgono sono sarcastiche e poche sono di autentica curiosità, e poi c’era questo mal riuscito tema della fede, reiterato fino al ridicolo.
    Un vero peccato, perché altre idee erano stupende (ma è anche vero che discendono direttamente da Alien, per cui nulla di nuovo all’orizzonte): tipo le astronavi aliene, le loro tute e la tecnologia aliena (il flauto per manovrare la nave era fascinoso a dir poco), e perfino il Voldemort-culturista dell’inizio era bellino (si erano sacrificati per diffondere la vita, e poi in stile Ra [cit. Stargate] hanno deciso di distruggerla? Insomma qui il tema sarebbe ricchissimo di domande, peccato che nel film nessuno se ne preoccupi).
    Infine la conclusione m’era parsa un po’ tirata via, tanto che lascia proprio l’amaro in bocca.
    Per fortuna è costato “solo” 6,20€…

    =================================

    Rimane comunque un film che si lascia guardare (me lo sono pur visto tre volte e lo rivedrò certamente in futuro), esteticamente affascinante e indubbiamente un nuovo punto di riferimento per il cinema di fantascienza sotto molti punti di vista. Insomma non è Battleship! Tantissime idee erano buone, molte altre seppur interessanti sono state sprecate purtroppo. Se solo avesse avuto dei migliori sceneggiatori sarebbe stato una nuova pietra miliare di Ridley Scott, invece rimane soltanto l’impressione di un’occasione mancata per un film che poteva essere un vero capolavoro.
    Un’ultima considerazione scritta qualche settimana addietro e che non c’entra niente… mentre qui Prometheus è al cinema, nel Regno Unito esce il Blu-ray con una cofanata di scene aggiuntive (inclusi una versione alternativa dell’inizio ed un finale esteso)… bello no? E pensare che io ancora non l’ho visto in italiano.

  • Prometheus adesso esce a settembre… credo

    Buone notizie ciurmaglia, la Fox sembra che abbia dato ascolto alla furia omicida di molti internauti italiani e Promesseus torna ad essere in programmazione per settembre, in particolare il 14 settembre.
    Tutto sommato credo che me lo andrò a rivedere. Per gli impazienti, voglio ricordare che c’è già una mia recensione del film, nella quale ho cercato di evitare gli spoiler. E’ vero che ci saranno dettagli che potranno sembrare spoiler (la morte di due stupidi personaggi, un complesso alieno) ma vi assicuro che non sono spoiler, non rivelano la trama, né colpi di scena inattesi, e comunque niente che non abbiate già visto nel trailer.
    Torno per l’ennesima volta a ri-alterare la locandina usata originariamente in un vecchio articolo così da ricordarvi l’ebefrenìa della Fox e delle loro decisioni ingiustificate e ingiustificabili:

  • Prometheus – La recensione italiota


    Un’imprevista partenza per il Regno Unito. Prenoto i biglietti all’ultimo secondo, la mattina dopo mi trovo già sull’aereo Ryanair, assonnato. C’era qualcosa che dovevo assolutamente fare approfittando di questo viaggio, penso, ma non mi viene in mente niente, troppo sonno. Il volo ritarda 30 minuti perché in Italia gli aeroporti internazionali sono alla mercè delle esercitazioni militari, ma non fa niente, già dormivo mentre la gente sbraitava “è mezz’ora che aspettiamo! Almeno fateci sapere cosa succede!“. Mi sveglio in volo 45 minuti dopo e come in una scena da Mamma Ho Perso L’Aereo urlo una sola parola: PROMETHEUS!!!
    L’inattesa sosta nel Regno Unito si è rivelata, da questo punto di vista, incredibilmente vantaggiosa. Vedere Promesseus senza dover aspettare fino al 19 Ottobre. La fortuna è a quanto pare dalla mia parte, infatti proprio il giorno dopo dal mio arrivo, Promesseus viene proiettato anche in 2D nei cinema della città dove mi trovo. Fin’ora era soltanto in 3D. Dato che aborro il 3D, attendo un interminabile giorno prima di potermi godere il film al cinema e ieri finalmente eccomi seduto lì nella poltrona. Mando un messaggio al mio amico Fibrottolo per dirgli che sta per iniziare il film e farlo schiattare di invidia. Lui dal caldo-umido a 32° del suo ufficio mi manda una maledizione egizia e mi augura una buona visione.
    Il film inizia e finisce senza che mi domandi mai “ma che ore sono?“, non c’è tempo di farsi simili domande mentre fantascienza pura ti viene vomitata in faccia da Ridley Scott. Esco dalla sala soddisfattissimo, già ero al corrente del “finale aperto” e delle polemiche sulle domande senza una risposta… dopo aver visto l’intera serie di Lost questo era davvero niente a confronto.
    Promesseus si confronta male con Alien: Alien è un horror puro con ambientazione fantascientifica. Questo è invece un film di fantascienza pura con alcune, poche, note di horror. Un’ottima scelta secondo me. Pura fantascienza come lo era quella di Mass Effect nel campo videoludico. Il sottoscritto ha apprezzato enormemente.
    Cercherò dunque di parlare di Promesseus senza dare spoiler, quei poverini che se lo vedranno solo ad ottobre hanno già tanto di cui soffrire (per gli spoiler potete leggervi la recensione dei 400 Calci).

    UN FILM MOLTO CRITICATO

    Molti si aspettavano un Alien e ho letto molte critiche riguardo Promesseus prima ancora di vedermelo (evitando gli spoiler accuratamente). Sapevo già cosa aspettarmi più o meno. Tutte le critiche che ho letto sono ahimé fondate anche se questo non toglie dalla bellezza del film:
    , tantissime domande sono lasciate al promesso sequel (e speriamo se ne occupi Scott, altrimenti siamo del gatto)
    , non si capiscono bene le motivazioni di alcuni personaggi
    , i mostri sono troppi e dalle troppe incomprensibili evoluzioni
    , alcuni personaggi sono male ideati e un po’ ridicoli
    Più in dettaglio: abbiamo un geologo che ha l’aspetto di uno “squatter”, testa rasata su un lato con decorazioni alla Blade, temperamento costantemente incazzato, faccia da ceffo che non vorresti incontrare di notte per strada. Gli mancava solo una bottiglia di birra in mano (con dito indice al posto del tappo) e un cane con collare borchiato al guinzaglio. Pensi subito che si tratti di bassa manovalanza, magari un mercenario che segue la spedizione “solo per soldi” (sue testuali parole), invece si scopre a metà film che questo personaggio dovrebbe essere un geologo. Un geologo???
    Il geologo-punk esordisce dicendo ad uno sfigato con gli occhiali (il figlio di Timohty Spall che si presenta come biologo) che non si trova lì per fare amicizia ma unicamente per i soldi. Dopo si unisce alla squadra esplorativa con aria sempre incazzata, vorrebbe persino portarsi dietro un lanciafiamme ma la protagonista, senza alcuna autorità di comando, gli ordina di non portarlo e lui non lo porta. Sicuri che questo non doveva essere un soldato nel copione originale? Forse nel futuro geologia si studia solo nelle accademie militari o negli istituti di recupero per tossico-dipendenti? Mah, boh!
    La squadra trova un complesso alieno formidabile contenente anche tanti cadaveri alieni di 2000 anni fa (ma preservati benissimo), persino un ignorante ne sarebbe almeno incuriosito… ma non il rabbioso geologo-punk, no, lui si incazza perché lui studia rocce e non ci sono rocce da studiare, se ne vuole tornare sulla nave perché evidentemente si sta annoiando a morte all’interno di un complesso alieno inaudito, anzi, in-visto.
    Vi ricordate in Lost i personaggi che non sembravano interessati assolutamente ai misteri dell’isola?
    Ragazzi c’è un complesso sotterraneo su quest’isola dove non ci aspettavamo di trovare altro che palme!
    – Si? E chissenefrega, io sono un uomo di scienza e la curiosità non fa parte della mia professione
    .
    Invece io sono un uomo di fede, quindi sono curioso e indagatore per definizione!
    I personaggi creati dallo stesso autore di Lost si sentono subito e puzzano di merda. I soliti scienziati privi di curiosità verso l’ignoto (Jack il dottore in Lost aveva questa funzione) contro gli uomini di fede che invece sono curiosi e indagatori, vogliono scoprire tutto lo scopribile (Locke in Lost aveva questa funzione)… roba da ignoranti, da farci rimpiangere i personaggi di Emmerich.
    La cosa ancor più incredibile è che il biologo in cerca di amicizia LO SEGUE!!!! Fate un respiro forte e riflettete… il biologo (respiro)… dopo aver visto cadaveri alieni che non analizza nemmeno -questo è compito per un’archeologa piena di fede cristiana- (respiro)… decide di tornarsene sull’astronave insieme al geologo-punk. Il biologo (respiro)… non sembra avere alcun interesse professionale… (respiro) verso i corpi alieni… nessuno! NESSUNO!!! (iperventilazione)
    A questo punto già sai che due personaggi creati così male non possono che essere carne da macello come nei più classici “slasher movies” alla Venerdì 13. Difatti molto presto accade che mentre gli altri tornano di fretta alla nave per una sopraggiunta tempesta, i due si trovano bloccati nel pauroso complesso alieno (vi ricorda Stargate? A me si). Incappano ben presto in un alieno gigeriano uscito da una melma nera (alla X-Files) e la morte non tarda ad arrivare, specie perché il biologo vuole far amicizia con l’essere da lui definito “simil-rettile”, questo tanto per ricordarci che lui è un biologo della domenica. Entrambi muoiono in maniera atroce e gigeriana (=cose infilate in bocca) anche se senza farci troppa impressione. Liberatici di questi due pseudo-personaggi, il film può tornare finalmente su standard un po’ più alti.

    Poi c’erano due co-piloti che vediamo praticamente solo alla fine e il cui sacrificio lascia un po’ perplessi visto che li abbiamo notati solo a 3 minuti dai titoli di coda.
    Parlando di personaggi ridicoli, concludo con Guy Pearce invecchiato cosmeticamente che mi ha subito ricordato Biff Tannen in Ritorno al Futuro Parte II.
    E’ evidente che lo rivedremo in qualche flashback nei prossimi capitoli della pre-saga, altrimenti non avrebbe senso la sua presenza.

    LE MIE CRITICHE

    Troppi personaggi. All’inizio del film la nave Prometheus viene descritta come vascello da esplorazione con 17 membri di equipaggio. WOW ho pensato, come faremo a ricordarceli tutti? Speravo in una provvidenziale morte della metà di loro nei primi 10 minuti del film (alla Alien3), invece no, fino alla fine vediamo personaggi secondari apparire su schermo e viene da pensare “chi era quello?” e di conseguenza “perché dovremmo interessarci al loro destino?” (la stessa domanda che mi ponevo ogni cinque secondi ne’ La Cosa). Dimenticatevi i memorabili personaggi della saga di Alien, qui non mi ricordo nemmeno il nome della protagonista, figuriamoci!
    Ok alcuni personaggi ERANO memorabili: il capitano di colore, Charlize Theron (ormai diventata una MIMF), la protagonista archeologa e il suo collega/amante, l’ambiguo androide David  e… basta! Su 17 solo 5 erano memorabili. Ovviamente c’è anche il geologo-punk e il biologo della domenica, che erano memorabili ma non per motivi buoni.

    L’accento di una donna. Ok questo non lo sentirete nel film doppiato per fortuna (+1 punto al doppiaggio dei film) ma un personaggio aveva un accento della periferia di Glasgow inutilmente marcato (non un accetto genericamente scozzese). L’effetto era orrendo persino, anzi, soprattutto per la mia ragazza scozzese ed impoveriva il film. Vi immaginate un ipotetico film di fantascienza italiano a budget altissimo e attori di un certo calibro dove il medico di bordo parla con accento sardo? Non sarebbe fuori luogo? Non farebbe incazzare persino i sardi? E se parlasse come Di Pietro? O come il santone che porta la parola di Quelo?

    Prevedibilità. Grazie anche al dannatissimo trailer, denso di scene prese dall’ultima mezz’ora del film, la trama è stata almeno per me piuttosto prevedibile più che si andava avanti col film. Nessun colpo di scena lascia veramente esterrefatti.

    Alcuni aspetti scientifici. Cercherò di non tediarvi con le mie obiezioni di natura scientifica, vi dico solo che abbiamo una macchina-bara per la chirurgia alla quale voi dite cosa vi volete fare, entrate nella bara e la macchina esegue l’operazione con minimo uso di anestesia (quella ve la fate voi come optional, non è fornita nel pacchetto). La macchina era sperimentale e non ancora progettata per le donne, nonostante ciò la protagonista riesce a farsi fare un cesareo, dicendo al computer di “aprire e togliere il corpo estraneo in area addominale”… semplice no? NO! L’allegro chirurgo spruzza una minima dose di disinfettante, taglia la pancia, cala un gancio all’interno e fa la sua pesca miracolosa… fosse stato un uomo (come la macchina supponeva) si sarebbe dovuto almeno sollevare il grande omento, spostare un po’ di intestino tenue, estrarre il corpo. Qui siamo invece in presenza di un’operazione immaginata da chi di chirugia non sa niente: un taglio, e la mano meccanica estrae il tutto… come tirare fuori un oggetto da un sacco e ricucire il sacco. Ci sarebbe da obiettare che una macchina solo programmata per il genere maschile potrebbe potenzialmente identificare l’intero utero come corpo estraneo. Perché infatti avrebbe dovuto tagliare la sua parete ed estrarre qualcosa dal suo interno se non sa nemmeno che cosa sia l’utero? Le macchine non improvvisano di certo. Invece no, tira fuori il feto alieno e la protagonista strappa il cordone ombelicale, non lo spezza, lo tira proprio via “a strappo”… incurante dei gravi rischi di una simile procedura. Si sono dimenticati anche della placenta, credo le sia rimasta dentro… forse se l’è ritrovata dopo nelle mutande e non ce l’hanno mostrato, chi sa? La mano maschile in questa sceneggiatura è qui palese.
    Una graffettatura esterna poi ha risolto tutto il resto (ma si, lasciamolo aperto questo utero, oppure ricuciamolo insieme alla pelle).

    “Favoloso” poi l’aspetto del DNA, roba che nemmeno in Resident Evil. Ci sono anche baggianate come la datazione al carbonio-14, un DNA immutabile nei secoli come vorrebbero i creazionisti… ma per fortuna sono tutti elementi molto rapidi, un brivido momentaneo che magari tornerà a tormentarmi più che ci penso, per ora non ci penso.

    LE MIE CONTRO-CRITICHE

    Il film è indubbiamente un’esperienza cinematografica incredibile, il giorno dopo ancora ci pensi e cerchi di capire il significato di molte sequenze. Mai viene da pensare “guarda tutta quella CGI”, MAI! Siamo nel 2012 e riscopriamo che i film possono essere girati ancora in luoghi reali. Tutte realistico, credibile e affascinante… eccetto i mostri, sì, quelli non mi hanno stupito molto. Ci sono molte domande insolute che ovviamente attendono uno (o forse due) sequel e speriamo vivamente che non si tratti di un finale alla Lost che lascia tutti delusi e incazzati. Nel frattempo ci godiamo l’atmosfera, attendiamo curiosi gli sviluppi, facciamo qualche supposizione.
    E’ stato detto che il film ruba idee da molte altre pellicole, questo era vero anche per il primo Alien che era stato fatto in questo modo volutamente. La cosa mi ha disturbato poco.
    I fan accaniti di Alien si sono lamentati di quanto poco “Alien” ci fosse in questo film, solo pochi accenni. Ma da Sir Ridley Scott cosa vi aspettavate, una cosa ritrita come Alien3?

    Ah ve l’ho detto che Ridley se ne fotte dei vari Alien Vs. Predator e invece omaggia Aliens di Cameron? Grande Scott!

    Incredibile come Ridley sia capace di realizzare un film allo stesso tempo prevedibile, con alcuni personaggi stupidi eppure di puro intrattenimento e bello a vedersi!

    IL DOPPIAGGIO ITALIOTA

    Ovviamente ancora non so niente del doppiaggio italiano, vi posso dire che gli alieni precedentemente noti col nomignolo di “Space Jokeys” (ovvero “Piloti dello spazio”, secondo la vecchia accezione del termine “jockey”)  vengono chiamati “engineers” (ingegneri), l’astronave è la Prometheus (che venga tradotta? Speriamo di no, non avrebbe senso)… c’è anche una lettura dell’atmosfera del pianeta contenente “azoto”, avranno il coraggio di tradurre nitrogen come nitrogeno così come fecero per il primo Alien?
    Sono tutti quesiti che verranno risolti solo il 19 Ottobre, data della disgraziata uscita italiana di questo film. Ne riparleremo poi.

  • Locandine all’Amatriciana (5) – Prometheus

    Questa è una puntata di “locandine all’Amatriciana” un po’ particolare, dove non mi lamento tanto del titolo lasciato in inglese (a quanto mi è parso di capire è il nome della nave con cui viaggiano per cui ci sarebbe poco da tradurre) quanto dello slittamento distributivo che porterà questo film nelle sale italiane solo il 19 ottobre. Per questo il titolo è cambiato in…

    … PROMESSESUS, ovvero il film che ci promettono ma che non arriva mai.
    ___________________
    Slogan all’Amatricana: IN ITALY NO ONE WILL SEE YOU SCREAM.

  • Prometheus… se prima non c'era fretta, figuriamoci adesso

    Pronti a farvi cascare le braccia??? Eccovi serviti:

    A quanto pare è slittata ulteriormente l’uscita italiana di Prometheus, adesso al 19 Ottobre secondo il profilo Facebook della 20th Century Fox e riportato anche qui. Fra un po’ diverrà il film di Natale mentre nel resto del mondo se lo godranno già in Bluray e ci avranno già detto di tutto sulla trama del film prima ancora che a noi italiotti venga concesso il privilegio esclusivo di poter vedere questo film al cinema. A quanto pare la distribuzione italiana è come la provvidenza manzoniana, insondabile.
    Come al solito nessuna giustificazione ufficiale ci viene data, si può solo presumere che ci sia qualche cine-cocomero di Neri Parenti o di Vanzina in uscita proprio a settembre e che sia meglio non ostacolarlo, non sia mai far fallire i film… “italiani”.
    Già potrete immaginarvi le versioni piratate da Bluray con dei bei sottotitoli in italiano e tanto di chissenefrega morale. Personalmente progettavo di andare a giugno nel Regno Unito per vedermelo ma temo che impegni universitari me lo proibiranno, con un po’ di fortuna ci andrò a luglio, sempre che nel mentre non lo tolgano dalle sale; in quel caso potrò soltanto attendere ottobre dedicandomi nel frattempo allo studio della magia nera e dei sortilegi così da poter inviare una macumba contro i responsabili di questi slittamenti italioti… neanche enormi corni di corallo napoletani potranno salvarli dalle mie maledizioni.
    Cari distributori, pensate davvero che avrete lo stesso afflusso al cinema dopo che la maggior parte dei vostri possibili clienti si saranno già scaricati questo film in HD con tanto di bei sottotitoli in italiano certamente sfornati ad hoc dai fan? Perché è questo che accadrà, non abbiate dubbi in merito. Solo alcuni appassionati sfegatati se lo andranno a rivedere… a meno che non ci sia un fenomeno tipo Titanic, ma quelli càpitano una volta ogni morte di Papa e mi permetto di mantenere qualche riserva su questa opera scritta da uno degli autori di Lost e diretta dall’altalenante Ridley Scott, enough said.

    CURIOSITA’ IN ESCLUSIVA
    Mi hanno comunicato di un trailer di Prometheus al momento nelle sale italiane [visto nelle sale UCI Cinemas, prima del film Hunger Games] in cui il titolo è stato cambiato in PROMETEO! Questa incredibile notizia non trova nessuna conferma su internet e quindi, se vera, sono il primo a comunicarvela. Verificherò appena possibile ovviamente.
    ALTRI FILM RIMANDATI
    Piccolo aggiornamento anche per La Cosa, ora rimandato al 27 luglio. Comunque non vi perdete niente, è ‘na ciofeca. Un film uscito a Ottobre 2011 nel mondo, programmato per dicembre 2011 in Italia, poi slittato a maggio 2012 e adesso a luglio. Praticamente esce con un anno di ritardo… sempre che a luglio non slitti nuovamente di altri quattro mesi.