• Home
  • Tag Archives:  RoboCop
  • Frammenti di doppiaggio (13) – Robocop (1987)

    Chi mi segue da almeno qualche mese sa già qual è la mia scena preferita del film RoboCop doppiato in italiano. È una scena che avevo già condiviso facendo un confronto con la ben più piatta versione originale… una scena da Oscar del doppiaggio per via del labiale impeccabile e per la spassosità della battuta che la mette molte spanne sopra l’originale:

    Clicca per vedere il video

    Clicca per vedere il video


    Dietro il microfono c’era Luciano De Ambrosis, classe 1938. Ringraziamo De Ambrosis per questo momento indimenticabile. 😉

    SCENA BONUS

    Gianni Marzocchi che si incazza…
    boddicker
     

  • RoboCop 3 (1993) – La legge di Murphy


    Ebbene, siamo arrivati al terzo articolo sull’adattamento italiano della serie di RoboCop. Sappiamo tutti cosa succede nei terzi capitoli delle saghe famose: o finisci nel Far West, o rasato a zero su un pianeta-prigione, oppure gli orsetti del cuore ti aiutano a sconfiggere il malvagio impero galattico… in questo film voli con un jet pack per difendere una dozzina di cittadini da alcuni punk, l’unica cosa di questo film che poi credo sia rimasta impressa a tutti.
    La Legge di Murphy applicata alla cinematografia:

    Se un terzo seguito potrebbe fare schifo, sicuramente farà schifo.

    Peter Weller

    vi cago in testa gente
    Il terzo infausto episodio di RoboCop non è poi così male come dicono tutti in realtà. Ha molti problemi come film a sé (c’è una bambina hacker di 8 anni; il capo della OCP è adesso un buffone vittima delle circostanze; c’è una bambina hacker di 8 anni; RoboCop non uccide più nessuno, anzi nessuno uccide più nessuno, quasi, e infine c’è una bambina hacker di 8 anni! Lo avevo già detto?) e sembra più l’episodio pilota di una serie tv o un film girato per la televisione (infatti dubitavo che in Italia fosse uscito al cinema, ma mi è stato confermato che, sì, uscì anche al cinema – un momento di silenzio per chi pagò qualche migliaio di lire per vederlo) ma tutto ciò mi tocca poco (se non consideriamo la bambina hacker di 8 anni). Il problema maggiore lo trovo invece nella sua versione italiana che è del tutto incurante dei precedenti adattamenti!
    Robocop 3 Kids Are Awful
    Se i precedenti film mi avevano sorpreso e divertito in italiano con l’adattamento di Pino Locchi, dove erano state migliorate persino alcune scene (vedi precedenti articoli su Robocop 1 e Robocop 2), il doppiaggio di questo terzo film (a cura di Manlio De Angelis, sempre per la C.D.C.) fa incazzare già dal minuto uno quando sentiamo parlare di una ditta chiamata fantozzianamente La Superprodotti, nonostante sia palesemente accompagnata dal simbolo, ormai familiare, della OCP.
    Al quindicesimo minuto avevo già abbozzato quasi tutto l’articolo sulle note del mio cellulare.
    Sarò il più possibile telegrafico perché questo film non merita approfondimenti eccessivi. Ecco una lista di cose OK e di cose “non OK”.

    Le note positive

    Iniziamo elencando ciò che è “OK” in questo film.

    • Nonostante la sostituzione dell’attore principale, la voce italiana rimane la stessa (Alessandro Rossi), facilitando lo spettatore ad abituarsi al nuovo aspetto di RoboCop, non proprio uguale ai precedenti film.new robocop
      Questo è decisamente un vantaggio dell’avere i film doppiati. Il nostro RoboCop suona più familiare a noi di quanto potrà mai suonare alle orecchie degli americani. Difatti il problema della voce è nella lista degli 8 errori di RoboCop 3 da non ripetere in futuro (la numero 5 è appunto “get the voice right!“, ovvero “dategli la voce giusta!“).
    •  L’ED-209 riprogrammato che dice:mangiate piombo scemi
      Eat lead, suckers!
      Mangiate un po’ di piombo, scemi!
      .
      Potrebbe trattarsi forse un simpatico omaggio al doppiaggio del primo RoboCop dove “creep” era tradotto in “scemo“? Ahimè no, è una semplice coincidenza, come dimostrato da una successiva battuta dove “creep” viene appunto tradotto in “verme”. Comunque il robot che chiama le sue vittime scemi ha lo stesso valore comico di “suckers“.
      “Scemo” non lo si usa più a sufficienza nei dialoghi doppiati perché non esiste una corrispondenza diretta in inglese e dato che la maggior parte dei doppiaggi moderni sono fatti su traslitterazioni alla lettera, difficilmente lo ritroverete.
    • Un lessico non comune in molte parti d’Italia, ma correttissimo, fa la sua comparsa quando il generale dice:

      Find a manhole!
      Trovate un chiusino!
      .
      Nel 2014, considerando la qualità media delle traduzioni recenti, questa è da applauso e lacrime agli occhi. Il chiusino mi ha commosso.

    _______________________

    Non “OK”

    • La OCP viene chiamata Superprodotti Corporation (o “la Superprodotti” in breve) durante tutta la durata del film, peccato che il simbolo stranoto della OCP compaia stampigliato, tipo, …OVUNQUE!!!
      ocp1
      ocp3
      ocp6
      ocp2
      ocp5
      OCP
      Per non parlare poi del gigantesco logo aziendale su parete dove, sotto alla sigla, appare anche il nome scritto per intero (Omni Consumer Products) in caratteri tridimensionali.ocp4
      Bravi. Buona idea quella di cambiare il nome della società. Nessuno ci farà mai caso.
    • Dopo che la polizia ha investito la macchina di un fighetto e Lewis chiede se sta bene, il tizio si lamenta per la distruzione della sua auto sportiva “d’epoca”:
      incidente 1
      In inglese:
      OK? What are you, a comedian? I traded in a brand new SUX for this classic. Now look at it! It’s garbage.
      In italiano:
      Bene? Che cos’è una battuta? Che cazzo di domande, l’avevo appena comprata e adesso guardala! È un rottame.
      .
      Insomma, addio riferimenti alla celebre SUX.
    • RoboCop si lancia nella sua battuta preferita:robocop punks
      Nice try, creeps.
      Bel tentativo, vermi.
      .
      Come era avvenuto in RoboCop 2, si perdono i riferimenti al primo film dove l’adattamento aveva alterato comicamente creep in scemo. La battuta originale che ricorre in tutti e tre i film, ovvero chiamare i criminali “creeps“, in italiano è ricorrente solo negli ultimi due film (dove viene tradotta con “vermi”).
    • Nello scambio di battute tra il sergente del distretto di polizia e l’avvocato di un nero vestito da donna con in mano un lecca lecca gigante:
      pastore tedesco 1

      In inglese:
      Avvocato:  This is entrapment! My client was visiting close friends in that motel.
      Sergente: Hey, buddy. Your client’s friends were a non-union video crew and a German shepherd. Avvocato: That’s prejudicial.
      In italiano:
      Avvocato: Questa è prevaricazione. Il mio cliente era andato a trovare degli amici in quel motel.
      Sergente: Ehi avvocato, gli amici del tuo caro cliente erano delle comparse non iscritte al sindacato e un predicatore tedesco.
      Avvocato: Questo è razzismo.

      pastore tedesco 2
      Ma avevano capito cosa volesse dire la frase originale o è stata volutamente alterata per poter vendere il film anche ai “giovini”? Il sergente del distretto diceva con ironia che gli amici del cliente erano cameraman non in regola (“non iscritti al sindacato” indica che non erano professionisti o che comunque operavano in nero e in maniera losca) e un pastore tedesco (un cane, non un predicatore!). Vi lascio immaginare da soli cosa stessero filmando questi loschi cameraman in una stanza di motel con un cane ed un travestito.

    • Quando il sergente risponde al telefono dice “centrale West” (originale “Metro West“) ma si sono dimenticati che nel primo film Murphy si presenta alla centrale di polizia dicendo “Murphy, trasferito qui dal Metro Sud“, non aveva certo detto “Metro South” (pronunciato “sauth”). Adesso invece si mantengono i termini in inglese? La battuta originale è ancora più memorabile in quanto si tratta della prima frase pronunciata dal protagonista.Metro West
      A dirla tutta, mi sembra che il sergente in questa scena neanche dica “centrale West” in realtà, bensì “Centrale Wester“, qualunque cosa questo possa significare. Che l’abbiano scambiata per (o alterata in) un nome di persona?
      Per il rispetto della continuità con i precedenti adattamenti avrebbe dovuto dire “Metro Ovest” o al massimo “centrale Ovest” (intendendo “centrale Metro Ovest”).
      __
    •  Manca di continuità anche la traduzione del nome della divisione “Security concepts” della OCP
      security concepts
      …che nel primo film era tradotta come “comitati di sicurezza” ma nel terzo assume il nome di “progetto sicurezza” e poi, sempre nello stesso film, di “reparto sicurezza“.
      Va bene anche “reparto”… ma perché mai “progetto“? Non era un progetto, ma un reparto della società.
      _
    • Dopo il fallito tentativo di appropriarsi di un’area cittadina per farne una mostruosa speculazione edilizia chiamata “Delta City”, il presidente in carica della OCP (scusate, della Superprodotti) tenta di scusarsi con i finanziatori giapponesi e propone una nuova destinazione d’uso per quel quartiere degradato:
      luna parkIn inglese:
      Let’s gentrify this neighborhood! Build strip malls, fast-food chains. Lots of popular entertainment! What do you think?
      In italiano:
      Trasformiamolo in un luogo di divertimenti. Zucchero filato, catene di fast food. Palloncini per bambini! Che ne pensa?
      .
      In italiano sembra che voglia costruirci un luna park (esasperando ancor di più la sua immagine di buffone del film, qualcuno avrà forse riconosciuto nell’attore lo Zed di “Men in Black”), invece la proposta reale era quella di riqualificare il quartiere degradato, riportando in esso servizi e attività commerciali che avrebbero attratto un nuovo (e più benestante) vicinato. Questa è la cosiddetta “gentrification” (tradotto spesso come “imborghesimento”), termine che qualche anno fa si era conquistato la fama grazie ad una pessima figura della Canalis a San Remo.
    • Infine manca la lettura ad alta voce di tutto ciò che appare su schermo.
      directives
      Chi nel 1993 non sapeva l’inglese si sarà perso informazioni relativamente importanti che apparivano sul monitor di RoboCop, incluse le famose tre direttive. Una mancanza abbastanza importante nella scena in cui RoboCop decide di difendere i cittadini dall’abuso della OCP dopo averli guardati in faccia con le tre direttive che gli apparivano in sovraimpressione tipo reclame della Eminflex.
      Va bene, va beeeeene! “Protect the innocent” lo avranno capito tutti, ma “uphold the law” e “serve the public trustno!

    _______________

    Insomma che pastrocchio che hanno combinato con questo adattamento. Forse l’unica cosa veramente fastidiosa è quella del cambio di nome della OCP in Superprodotti, motivato da qualcosa che sicuramente mi sfugge, ma qualunque fosse l’idea dietro questo cambiamento, si è rivelata una pessima scelta. Per la miseria, RoboCop ha “OCP” stampato persino sull’elmetto!
    Il resto delle alterazioni sono soltanto da imputare alla svogliatezza; chi ha mai voglia di andare a ripescare i precedenti film per rinfrescarsi la memoria su come avevano tradotto “creep” e “security concepts“, su cosa fosse la SUX o su come fosse stato tradotto “Metro West” in passato?

    Curiosità poco curiose sul doppiaggio dei vari RoboCop

    robocop3a

    Lo slogan del film che compare sulla locandina sotto al titolo RoboCop 3 è: “È TORNATO PER RISTABILIRE LA LEGGE”. Al contrario di quanto è successo di recente con il primo RoboCop, questa frase non è stata scambiata come il sottotitolo del film.
    La voce di Michele Gammino, genericamente elencata su Antonio Genna tra “altre voci”, è la prima che sentiamo nel film; Gammino doppia infatti il narratore della pubblicità di Delta City. In RoboCop 1 e RoboCop 2 aveva doppiato, rispettivamente, il negoziante che viene rapinato e l’avvocato della OCP.
    Uno dei pochi personaggi che ritornano in tutti e tre i film è l’attore di colore che interpreta il vice-presidente Johnson. In ciascun film però è stato doppiato da un doppiatore diverso: Giorgio Lopez nel primo film, Cesare Barbetti nel secondo e Lucio Saccone nel terzo.
    Anche il Sergente Reed della stazione di polizia ha avuto tre voci diverse: Sergio Rossi nel primo film, Fabrizio Pucci nel secondo e Sandro Sardone nel terzo.
    Gli unici personaggi che hanno doppiatori fissi sono stati RoboCop (Alessandro Rossi), la sua collega Lewis (Anna Rita Pasanisi) e “il Vecchio” (Giorgio Piazza) il quale, però, non compare nel terzo film.
    Grazie a RoboCop, Alessandro Rossi è diventato la voce robotica italiana per eccellenza andando successivamente a doppiare: Schwarzenegger sia in Terminator 2 che in Terminator 3 (non il primo che invece era di Glauco Onorato), Optimus Prime nella serie cinematografica dei Transformers, Dolph Lundgren in Universal Soldiers – I nuovi eroi e in Johnny Mnemonic, Ving Rhames ne’ Il mondo dei replicanti, il robot di Lost in Space, il robot “Pero” nel film d’animazione Metropolis… ne ho dimenticato qualcuno?
    un dollaro
    Anche in questo film torna lo sketch “me lo compro io per un dollaro” di cui avevo parlato approfonditamente. Nel secondo film questo personaggio non era ricomparso, forse per via di una scena poi tagliata sul finale del primo RoboCop dove, al telegiornale, rivelano che il famoso comico ha subito una condanna per immoralità dopo essere stato pizzicato a richiedere favori sessuali in cambio di apparizioni televisive nel suo show “It’s not my problem“. Si presume dunque che durante gli eventi del secondo film, egli fosse ancora agli arresti e che fosse tornato in libertà soltanto successivamente, in tempo per apparire all’inizio del terzo film. Lo vediamo per un brevissimo momento alla televisione mentre in casa avviene una violenta incursione della polizia per sfrattare dei poveracci; la pronuncia del suo tormentone “lo compro io per un dollaro“, con una vena quasi perfida (sia in italiano che in inglese), sta quasi a sottolineare, con amara ironia, l’ingiustizia dell’incursione.

    ______________________

    E adesso abbiamo terminato con il vecchio RoboCop. Sono libero!

    TO BE CONTINUED???

  • Robocop 2 (1990) – La salute pubblica ha un nuovo paladino


    In un precedente articolo vi avevo raccontato di quanto fosse eccellente l’adattamento del primo film di RoboCop, dove eventuali alterazioni dalle frasi originali erano da imputare unicamente ad una ricerca molto attenta della sincronia labiale, che in quel film infatti brillava di luce propria! Nonostante ciò, il doppiaggio italiano non mancava di magagne, in primis la pronuncia del nome “Murphy”, prevalentemente e fastidiosamente pronunciato come MERFI, anche se poi ciascun doppiatore si lanciava in interpretazioni tutte personali e quindi nello stesso film sentivamo MERFI ma anche MARFI e “Murphy” pronunciato correttamente all’inglese.

    Corretti i vecchi errori

    Il secondo film della serie è adattato persino meglio, difatti sono state corrette alcune delle problematiche emerse dal doppiaggio del primo RoboCop, una grande prova di auto-critica da parte della compagnia di doppiaggio! Non è mai troppo tardi per migliorare. Gli errori più lampanti che sono stati corretti dal primo adattamento sono i seguenti:

    • La OCP non è più chiamata “Prodotti dei Consumatori OMNI” come avveniva nel primo film ma per fortuna viene citata con il suo nome originale “Omni Consumer Products” come è logico che sia (da quando in qua si traducono i nomi di aziende americane, pur se immaginarie?).
    • Non ci sono più alterazioni dei nomi come era avvenuto per Boddicker (diventato “Baddigher” in italiano).
    • Anche “Murphy” viene finalmente pronunciato all’americana, come è giusto che sia. Non più “merfi” a vocali ben scandite come nella sciagurata frase di chiusura che nel precedente film vi tirava uno schiaffo sulle orecchie prima dei titoli di coda.

    Battute migliorate

    Anche in questo secondo film, così come accadeva nell’adattamento del primo, troviamo i soliti dialoghi alterati per rispettare il labiale, pur mantenendo il senso della frase e spesso migliorandone l’impatto sul pubblico (del resto è questo che vuol dire “adattamento”). La naturalezza che trovavamo nel primo film infatti è mantenuta anche qui. Alcuni esempi:
     

    Non si spara ai ragazzini, poliziotto.

    “Non si spara ai ragazzini, poliziotto!”


    Il ragazzino criminale che dice a RoboCop:

    Can’t you shoot a kid, can you, fucker?

    letteralmente “non puoi sparare a un ragazzino, vero stronzo?” ma che diventa:

    Non si spara ai ragazzini, poliziotto!

    Questa è una frase che, accompagnata da un colpo calibro .45 in testa, fa scattare in RoboCop la memoria di suo figlio che gli dice “spara forte papà” durante un allenamento di baseball. In originale era “throw it home, dad!” che, per quanto ne capisca di baseball, dovrebbe essere “falla finire fuoricampo, papà!” ma, per estensione, anche “tira forte” va bene in questo caso. È quel ritocco di cambiare “tira” con “spara”, interpretabile come un plausibile modo di dire adolescenziale, che raffina la scena.
    Quindi, dopo aver sentito un bambino che dice “non si spara ai ragazzini” (e un colpo in testa), a RoboCop torna alla memoria suo figlio grazie a un nesso (la parola “spara“) che troviamo solo in italiano.
    Altri adattamenti ben riusciti sono:

    Il moccioso viene con me!

    “Il moccioso viene con me!”

    – The baby’s coming with me!
    – Il moccioso viene con me!

    Ma anche il sindaco disperato che minaccia di portare in tribunale il presidente della OCP:
    vi denuncio

    – We will sue your asses!
    Give it your best shot.
    – Fuck you! You old, senile bastard!

    Letteralmente: “Vi porteremo in tribunale! / Faccia del suo meglio / “affanculo! Vecchio bastardo rimbambito!
    Ma tradotto con più colore e più memorabilmente come:

    – Ci rivedremo in tribunale!
    Non le impedisco di sognare.
    – Vaffanculo! Stupido vecchio rimbambito!

    Poi ancora, RoboCop impartisce una “lezione” ai bambini-teppisti dopo che la OCP gli ha fatto il lavaggio del cervello…

    (pensate a mamma e papa) voi fate sanguinare il loro cuore

    “(pensate a mamma e papa) voi fate sanguinare il loro cuore”

    Al posto di “che tipo di lezione gli state dando?” (traduzione letterale) abbiamo un ben più rincoglionito e ben più riuscito “voi fate sanguinare il loro cuore“, una frase degna della famiglia Flanders (e seguita da “e ora un consiglio dietetico…“).

    consigli dietetici

    No, non era questo il consiglio dietetico ma non ho saputo resistere.

    Sempre riguardo i ragazzi…

    Non dovreste essere a scuola?

    “Non dovreste essere a scuola?”


    Una traduzione fatta oggi, nel 2014 avrebbe quasi certamente visto una traduzione alla lettera del tipo “oggi non è un giorno di scuola?“.
    Torniamo un momento indietro, all’arrivo sulla scena di un crimine dove il ladro apre il fuoco su RoboCop e collega…

    “Avanti, arrestalo!”


    Sconvolgente che in inglese la collega dica a RoboCop di “farlo fuori” (take him out). Preferisco la frase italiana “avanti, arrestalo!“. Questi piedipiatti di Detroit hanno il grilletto un po’ troppo facile.
    Al ritorno di RoboCop e partner alla stazione di polizia, i colleghi in sciopero se la prendono con loro…

    “Te la faremo pagare, sei uno sporco crumiro!”

    Al posto di una frase traducibile liberamente come “Il sindacato si segna i nomi, questa non ce la dimentichiamo!” (riferito a RoboCop e collega che vanno a lavoro nonostante lo sciopero della polizia) abbiamo un “Te la faremo pagare, sei uno sporco crumiro“, tra l’altro riferita soltanto a RoboCop, non alla collega, la quale in realtà penso fosse la principale accusata… dubito possano farla pagare a RoboCop in alcun modo. Ciò non toglie il fatto che anche RoboCop sia uno sporco crumiro. Una battuta molto divertente.

    Quando sul finale i dirigenti della OCP pianificano di far ricadere le colpe sulla psicologa arrivista che aveva messo in moto il fallimentare progetto “RoboCop 2”, il vice-presidente dice che il capro espiatorio potrebbe essere…

    una donna dalla dubbia moralità

    “una donna dalla dubbia moralità… che ha tradito la nostra fiducia”

    Quella della “donna dalla dubbia moralità” batte di gran lunga la “donna che non fa gioco di squadra” (ovvero che operava per conto suo, fuori dagli schemi della OCP).

    Ma la battuta alterata più sfiziosa deve ancora arrivare! Dopo l’uccisione di molti innocenti, per colpa di Robo-Cain (sfuggito al controllo della OCP), si profila uno scenario di denunce senza fine per la compagnia. Il presidente ordina subito di preparare il migliore ufficio stampa che hanno a disposizione. In italiano invece dice…

    “dobbiamo comprare la stampa al più presto!”

    Dobbiamo comprare la stampa al più presto!“. Com’è che queste battute re-inventate in Italia, prese nel contesto del film, hanno anche più senso di quelle originali? Che gli adattatori abbiano capito il film meglio degli sceneggiatori stessi? Lo so, sono provocatorio ma adoro questi adattamenti ben fatti.

    I dialoghi meno riusciti

    Purtroppo anche questo film non manca di scelte più discutibili. Poche per la verità ma ci sono! Cose come:

    Ripensaci

    “Sei in arresto, verme!”

    Think it over, creep.
    Sei in arresto, verme.
    (e spara subito al fuggitivo che non si arrende)

    Non sarei “Evit di Doppiaggi Italioti” se non cominciassi una filippica su una frasina apparentemente innocua. Nella precedente recensione avevamo visto che RoboCop, nel primo film, chiamava “creep” (verme) uno stupratore; la frase era precisamente “your move, creep” e diventata, per esigenze di labiale e di impatto della battuta, “non ti muovere, scemo“. Personalmente, avevo ben voluto questa alterazione che funzionava nel labiale e faceva anche ridere. Nel secondo film, una delle prime frasi di RoboCop è appunto “think it over, creep” (letteralmente: “pensaci bene, verme!“). Il problema è che avrebbero dovuto mantenere lo “scemo” al posto di “creep” per preservare la continuità dal primo film e farci capire che a RoboCop piace ripetere questa specifica battuta.
    Cambiandola, però, nessuno in Italia può fare il collegamento con la frase del primo film. Peccato! Avrei decisamente preferito il ritorno del “pensaci bene, scemo“.
    Ci sono poi alcune frasi che lasciano molti dubbi quando vengono udite in italiano e, non sorprendentemente, si scoprono poi essere frasi alterate (male) in fase di adattamento o di doppiaggio.
    Ad esempio…

    Vicino al fiume, dentro la vecchia fabbrica!

    “Vicino al fiume, dentro la vecchia fabbrica!”

    Il “River Rouge” è riferito all’omonimo fiume di Detroit; la sua alterazione in “vicino al fiume” quindi va benissimo. È “la vecchia fabbrica” ad essere una frase stupida.
    Il primo pensiero che viene in mente infatti è questo: basta quella vaga indicazione per trovare un luogo specifico di una grande città?
    Riformulo la domanda: vicino al fiume di una metropoli industriale fatiscente come la Detroit del film esiste davvero un’unica, inconfondibile, “vecchia fabbrica“?
    La risposta è no, questa frase esiste solo in italiano perché, in inglese, il poliziotto corrotto fa invece riferimento ad una fabbrica in particolare, quella del trattamento dei liquami (sludge plant).
    L’alterazione ancora una volta è stata fatta sicuramente per rispettare il labiale e la brevità della battuta, o almeno così sembra… però ha poco senso in italiano, a meno che sul fiume “Rouge” di Detroit non esista effettivamente UNA SOLA vecchia fabbrica, ben nota a tutti gli abitanti del luogo.
    La morale è, se una frase puzza, andatevela a controllare in originale (se possibile).

    Un’altra battuta sospetta in italiano riguarda il presidente della OCP che tira fuori un cilindrone di droga (la “Nuke”) dichiarando che si tratta di una quantità sufficiente per 100 dosi e forse più. Questa battuta non ha molto senso dato che ciascuna dose di “Nuke” era contenuta in piccolissime fialette monodose di collirio e dubito che un cilindro così grande potesse contenere Nuke solo per 100 dosi.

    “…contiene Nuke per cento dosi e forse più.”

    Come potete vedere la battuta originale era “contiene abbastanza Nuke per rendere dipendenti gli abitanti di un intero isolato“, altro che 100 misere dosi. In italiano potremmo affermare che il Vecchio non fosse molto forte in materia di droga, vivendo nella sua torre d’avorio, al centesimo piano del grattacielo OCP.

    Le “direttive primarie” cambiano da un film all’altro

    Le direttive primarie (“prime directives”) di RoboCop sono sempre le stesse…

    1. SERVE THE PUBLIC TRUST
    2. PROTECT THE INNOCENT
    3. UPHOLD THE LAW

    …solo che cambiano continuamente quando vengono enunciate nel doppiaggio italiano. Nel primo film avevamo sentito:

    prime directives
    Bob Morton:
    Quali sono i tuoi obiettivi?
    prime directives 2
    RoboCop:
    L’ordine pubblico totale.
    Proteggere gli innocenti.
    Far rispettare la legge.

    L’unico dei tre degno di nota è certamente quell’ordine pubblico totale! Qualcuno poteva forse sospettare che RoboCop mirasse ad un ordine pubblico soltanto parziale? In realtà quel “totale” andava a sopperire al labiale della parola “trust” (nella scena vediamo un primo piano di RoboCop che parla), ciò non toglie però che l’effetto lievemente comico rimane quando sentiamo gli assolutismi italioti di RoboCop.
    Nel secondo film, RoboCop vede su schermo le sue direttive e in italiano ce le legge per aiutare la nostra comprensione (grazie Robo, nel 1990 in pochi conoscevano l’inglese o almeno non facevano finta di saperlo come accade oggi):
    Direttive primarie 2

    “Direttive primarie…
    Servire la salute pubblica.
    Proteggere gli innocenti.
    Difendere la legge.

    Tenendo a mente che in questo caso non c’era alcun labiale da rispettare, mi sorgono alcune domande:
    RoboCop serve anche la Salute Pubblica? Davvero? Vuol dire che ha il compito di “tutelare la salute collettiva, intervenendo nella prevenzione delle malattie infettive diffusive, nonché dei fattori di rischio connessi con l’inquinamento ambientale o presenti negli ambienti di vita“?
    Molto interessante, non lo avrei mai sospettato! Curioso che ciò che è racchiuso in questa definizione sarà esattamente quello che, ad un certo punto del film, gli programmeranno gli stronzi della OCP per degradare la sua immagine pubblica.
    Anche il “difendere la legge” secondo me non ha molto senso, a meno che non faccia parte di un modo di parlare del 1990 che ho dimenticato. Da che mondo e mondo i poliziotti fanno “rispettare” la legge, non “difendono” la legge, quello al massimo è compito dei politici.
    La prima traduzione delle tre direttive era decisamente la più azzeccata, pur con quella cosa divertente dell’ordine pubblico TOTALE che, come ho detto, era giustificato dalla necessita di una sincronia con il labiale. Nel secondo film non ci sono scuse, non c’erano necessità di labiale nella scena delle direttive quindi “salute pubblica” e “difesa della legge” se le sono tirate fuori dal culo.

    - Thank you for not smoking. - Fumare uccide, grazie per aver smesso.

    – Thank you for not smoking.
    – Fumare uccide, grazie per aver smesso.

    Interpreti italiani

    Il cast di doppiaggio di RoboCop 2 è molto simile a quello del primo film. Oltre alle voci dei personaggi principali, di cui sono pressoché invariati gli interpreti, c’è forse da notare che i doppiatori “secondari” (quelli bravi che nel primo RoboCop avevano dato voce a personaggi molto poco importanti o micro-ruoli) siano tornati a riempire gli spazi vuoti. La ditta di doppiaggio è chiaramente la stessa (la C.D.C.) e suppongo che i membri, anche famosi come Gammino, fungessero come una sorta di “jolly”, o un tappabuchi, venendogli affibbiato qualsiasi ruolo rimasto disponibile. In questo caso Michele Gammino (che nel primo film interpretava un negoziante con pochissime righe di dialogo) da la voce ad un avvocato dell’OCP.
    Ahimè Sergio Rossi non ritorna sul “Sergente” del distretto di polizia, sostituito da Fabrizio Pucci e in ogni caso il “Sergente” appare molto meno di quanto facesse nel primo film.

    Aggiunte azzeccate

    Anche in questo caso, come ho fatto per il primo RoboCop, chiudo l’articolo con una scena migliorata in italiano perché ci tengo a non lasciare una brutta impressione riguardo a questo adattamento. Difatti RoboCop 2 è decisamente meglio adattato del primo, soltanto che risulta meno memorabile perché sono le battute originali stesse ad essere meno memorabili. Ebbene questa scena non sarà al livello di “hai finito di rompere il cazzo, Bob” ma aggiunge sicuramente qualcosa in più!
    Tenete presente che il “Robo-Cain” non parla mai, terrorizza solo con la sua mole corazzata e mastodontica e per il cervello psicopatico che lo governa. Soltanto sul finale (e solamente in italiano) Cain si apre ad un’unica parola, sforzata, quasi come il mostro di Frankenstein dei classici horror…

    Nu…uuke! Nu..uuuke!

    Nuke... nuke

    “Nu…uuke! Nu..uuuke!”


    La parlata del mostro è così inattesa per lo spettatore che subito puzza di aggiunta italiana per migliorare una scena finale ad alta tensione e che, tra l’altro, ben si accompagna ai tanti effetti cartoneschi che abbiamo visto e sentito fino a quel momento: la caduta del robot da un palazzo di 100 piani con suono alla Wile E. Coyote, il cazzottone estensibile come uno dei martelli ACME di Roger Rabbit, il flauto a coulisse che accompagna una momentanea sconfitta del robottone… ebbene, i doppiatori ci hanno visto bene, dopo tutti questi effetti comici, volutamente inseriti, “far parlare il mostro” sul finale, come un cliché alla Frankenstein (ma più in stile Frankenstein Junior), va benone! Hanno capito tutto e sono riusciti nell’intento. Bravi!

    ____________________

    Così termina la mia serie di articoli sull’adattamento italiano dei film di RoboCop! Spero che abbiano spinto qualcuno ad andarsi a rivedere questi capolavori che sono rimasti troppo a lungo nel dimenticatoio. Inoltre ho ben pochi motivi per suggerirvi di vederveli in lingua originale, anzi RoboCop 1 senza “hai finito di rompere il cazzo, bob” non è proprio la stessa cosa, per non parlare del frankenstein-Cain che mugola “Nuke! Nuke!” nel secondo film.
    A seconda dei gusti personali potrebbe piacere il primo ma non il secondo o vice versa, io sono di bocca buona e mi piacciono entrambi per motivi diversi. Riguardo al recente rifacimento (RoboCop, 2014), dal punto di vista dell’adattamento c’è da dire veramente poco quindi direi che con questa serie ho veramente finito.
    robo3
     

    TO BE CONTINUED ?

  • Tutti gli sketch di "me lo compro io per un dollaro!" (da RoboCop)

    Nel precedente articolo sull’adattamento italiano di RoboCop ho parlato tanto dello sketch “I’d buy  that for a dollar” dimenticandomi tuttavia di pubblicare una clip italiana dello stesso. Sono “défaillances” che capitano dopo aver lavorato troppo a lungo allo stesso articolo! Per farmi perdonare, non ho inserito solo la scena più famosa ma vi delizierò con una vera e propria raccolta di tutti gli “I’d buy  that for a dollar” in italiano.
    Data la facile reperibilità della versione in inglese (basta cercare su YouTube), non ho realizzato un vero e proprio video-confronto tra la versione originale e quella italiana, ma ho lasciato comunque i sottotitoli in inglese.
    Cliccate sull’immagine per vedere il video:
    uuuuuh... queste me le comprerei IO per un dollaro!
    Sembra che la voce di Bixby Snyder sia di Romano Ghini” (grazie Luke)

  • Robocop (1987) – Una recensione piena di parolacce


    Inutile che cominci a parlarvi di RoboCop descrivendone l’impatto culturale, le sue metafore, le curiosità e tutto ciò che viene ormai snocciolato dal 1987 ad oggi da parte di critici cinematografici e appassionati vari. Vi dirò soltanto che è un vero film di culto degli anni ’80, ancora oggi largamente apprezzabile e per molti versi profetico. Personalmente, non vedevo i film di RoboCop da quando ero mooolto più giovane e ricordavo di averli adorati all’epoca ma poi, dopo la metà degli anni ’90, non li ho più rivisti fino ad un mese fa. Contro ogni mia aspettativa li ho ritrovati migliori di quanto mi ricordassi e di quanto mi aspettassi.
    Sono affezionato anche al secondo film, nonostante i suoi momenti cartoneschi (i fan della serie si dividono su questo film, chi lo ama e chi invece accetta solo il primo), ma non ho avuto il coraggio di rivedere il terzo film né la serie TV, quindi ignorerò questi ultimi e vi parlerò dell’adattamento del primo RoboCop.
    L’uscita del recente rifacimento, infatti, mi ha stimolato a rivedere i primi due film per poi affrontare il nuovo a denti stretti (a denti stretti perché mi aspettavo un disastro). Già, perché dal 2014 hanno “resettato” la serie proponendo un “remake” del primo film! Com’è il nuovo RoboCop, vi starete chiedendo? Sorprendentemente ben fatto… nonostante vi abbia spinto a pensare l’opposto con la vignetta di apertura. Per alcune cose, piccole cose, persino migliore dell’originale (pur rimanendo comunque tra l’anonimato più totale ed il “per niente memorabile”)! Non avrei mai immaginato di potermi spingere a dire tanto. Non so come abbiano risposto pubblico e critica al remake ma so che per molti il mio complimento a “RoboCop 2014” sarà una bestemmia! Eh be’… ‘sti cazzi.

    Ma parliamo di RoboCop del 1987 di Paul Verhoeven…

    ___________

    Partiamo dal titolo…

    RoboCop

    Secondo i siti web IMDb e Wicchipidia (che sicuramente si rifà alle informazioni trovate su IMDb) il titolo italiano del primo RoboCop sarebbe ufficialmente RoboCop – Il Futuro della Legge.
    *Pausa riflessione*
    Voi negli anni ’90 lo avete mai sentito con questo “sottotitolo“? Nemmeno io. Difatti non è un sottotitolo, bensì un semplice slogan stampato sulla locandina del film e scambiato, a posteriori, come facente parte del titolo. L’errore, quasi sicuramente, origina dal fatto che lo slogan sia stato messo così vicino al titolo da sembrare, effettivamente, parte di esso ed è evidente che di errore si tratta quando andiamo a vedere l’identica locandina americana, il cui motto è appunto: “The future of Law Enforcement“.
    robocop
    Il motto in questione, tra l’altro, è una citazione dal film stesso; frase che in italiano era tradotta come “il futuro dell’applicazione della legge“.
    Cari disinformati di IMDb e cari pappagalli che scrivete su Wikipedia, già che ci siamo, perché non lo ri-titoliamo così…

    RoboCop – Il Futuro della Legge… Parte uomo, parte macchina, tutto poliziotto

    (Sembra un titolo anni ’70 che potrebbe ricordare un po’ Cyborg anno 2087 metà uomo metà macchina… programmato per uccidere)

     ___________

    Adattatemi tutto, ma non il mio Breil

    Robocop_Mediabreak_Casey_Wong

    Nei primi minuti del film, la multinazionale O.C.P. ci viene presentata durante un telegiornale:

    “il sindacato di polizia accusa il “Prodotti dei Consumatori Omni“, l’OCP, l’azienda che recentemente…”

    la frase originale era…

    “Police union leaders blame “Omni Consumer Products“, OCP, the firm which recently…”

    Sebbene io apprezzi sempre gli sforzi di adattamento che venivano proposti fino agli anni ’90, trovo che tradurre “Omni Consumer Products”, ovvero il nome di un’immaginaria azienda multinazionale, sia non solo una scelta discutibile (dovremmo davvero credere che una mega corporazione americana abbia un nome in italiano? Sarebbe come tradurre “Burger King”) ma anche controproducente dato che, per capirla, potrebbe essere necessario un bel “rewind” (impossibile al cinema), tanto era veloce nell’enunciazione da parte del giornalista! La prima cosa che la mente dello spettatore capisce nel sentire quella frase è che “il sindacato di polizia accusa i prodotti dei consumatori (?)” e poi una lista di altre parole apparentemente slegate – omniocpl’azienda…!
    Nel secondo film, al telegiornale dicono “Vogliono forzare la mano alla “Omni Consumer Products”, la OCP“… per fortuna.
    Una scelta di adattamento che invece apprezzo e che non vedrete mai più (perché adesso va di moda il “tutto-in-inglese! Tutto-in-inglese!“) è il nome del robot ED-209 che, in inglese, viene presentato come “Enforcement Droid series 2-0-9“, mentre in italiano è stato adattato in “Elemento Droide serie 2-0-9“. In tempi come i nostri, dove persino Capitàn America viene chiamato CAPTEIN AMERICA per rispettare il nome originale, questi piccoli dettagli da adattamento anni ’80 fanno quasi commuovere.

    ___________

    NUK'EM

    “NUCLEARIZZALI!”… Un gioco per famiglie! (non è una citazione dal film)

    Cose che in italiano non capirete

    Sebbene in molti non siano destinati a capire l’ironia di certe pubblicità che compaiono in RoboCop, come ad esempio la reclame dell’automobile SUX 6000 che vanta consumi da 3,5 km per litro e che in inglese si legge “sucks” (ovvero “fa schifo”), c’è ancora tanto da apprezzare nel doppiaggio italiano dei primi due film della serie. Questi, infatti, sono così pieni zeppi di satira e ironia che, anche perdendosi alcuni riferimenti e battute, se ne può ancora apprezzare tranquillamente il resto senza che l’impatto culturale del film nel suo complesso ne venga edulcorato.
    Ma, invece di elencare quel che c’è di buono nella versione doppiata di RoboCop (e ce n’è tanto), mi imbarcherò in una piccola lista di cose che probabilmente non avete capito in italiano e, posso preannunciarvi già da adesso, finirò l’articolo con un solo, unico, lampante, incontrovertibile e inoppugnabile motivo per il quale, nonostante piccoli difetti, questo film (in italiano) è superiore alla versione in lingua originale… ebbene sì! Tutto ciò esclusivamente per una scena sola. Ma non andate a sciuparvi il finale come avete fatto con l’ultimo libro di Harry Potter!
    Questa è una lista di piccole cose che potrebbero esservi sfuggite:
    1) Stronzo, di nome e di fatto
    Uno dei “cattivi” del primo RoboCop è Richard Jones, il vice-presidente della OCP, che tutti chiamano con il suo abbreviativo, “Dick” Jones (in inglese Richard diventa Dick, così come a Napoli il nome Raffaele viene abbreviato in “Lello”). Questo abbreviativo è sempre stato fonte di ironia per gli americani in quanto “dick” vuol dire anche “cazzo”, come nell’offesa “testa di cazzo” (dick-head).
    Basti pensare ad una battuta abbastanza memorabile nei dialoghi originali di “Die Hard 2” dove la moglie di Bruce Willis si rivolge con ironia all’arrogante giornalista “Dick” Thornburg dicendogli: “Listen, Dick. That is your name? …Dick.“, che in inglese sa tanto di offesa e strappa una risata, diventando anche una degna citazione ed un momento molto atteso dagli americani che si riguardano il film. Il nostro “Senta Dick. È così che si chiama… Dick?” purtroppo manca di quel doppio senso che equipara l’abbreviativo di un nome ad un’offesa in stile “cazzone!”.
    Una battuta identica c’è anche in RoboCop, quando il giovane dirigente Bob Morton si confronta con Dick Jones e gli dice “il vecchio credeva che fosse abbastanza importante… Dick!
    Detto poi con questa faccia da schiaffi:

    Cazzone!

    Bob Morton che da del “cazzone” al signor “DICK” Jones


    Dick Jones (la cui foto è a seguire) è memorabile proprio per questo suo nome. Nessuno ricorda il vero nome dell’attore! Dal 1987 lui è conosciuto come “Dick Jones”, lo stronzone Jones, e ritornerà pochi anni più tardi in un altro film di Paul Verhoeven, Atto di Forza, in un ruolo quasi identico… quello dello stronzone.
    2) Se il caldo non vi piace…
    Sempre Dick Jones compare in un’intervista televisiva dove risponde alle accuse rivolte all’OCP da parte del sindacato di polizia dopo la morte di alcuni agenti:
    Dick Jones

    “Stronzone” Jones

    Chi si arruola è consapevole che vi sono alcuni rischi inerenti al lavoro svolto sul territorio. Qualsiasi poliziotto ve lo dirà… e se il caldo non vi piace non state in cucina.

    Quest’ultima battuta è risultata a me chiara solamente dopo aver ascoltato il dialogo originale: “If you can’t take the heat, stay out of the kitchen“. Si tratta di una vecchia frase idiomatica statunitense (attribuita al Presidente degli Stati Uniti Truman) il cui significato è riassumibile con un “chi non sa reggere sotto pressione, non dovrebbe trovarsi in quella posizione ma dovrebbe togliersi dai piedi”. Dubito che in Italia questa battuta di Truman sia nota ai più e tanto valeva adattarla diversamente, in maniera da renderla un po’ più comprensibile, invece di tradurla alla lettera (per curiosità, l’aforisma è storicamente tradotto come “se non tolleri il calore, stai alla larga dalla cucina“). Difatti alla parola “calore” o “caldo” in Italia non associamo di certo concetti come “tensione” oppure l’essere “sotto pressione”, quindi quel “se il caldo non vi piace, non state in cucina” mi è sempre sembrata una battuta fuori contesto e senza molto senso, se avesse detto “buona la mela, sana la pera!” avrei riso ugualmente. Ancora meglio: “se non tolleri il calore, stai alla larga dal radiatore“.
    Ma in fin dei conti, sia in italiano che in inglese si ride quasi per lo stesso motivo, il sentire un importante dirigente che risponde ad una serie di gravi accuse con una frase da saggezza popolare spicciola del calibro di “chi ha il pane non ha i denti” o, nel caso dei dialoghi originali, con un aforisma storico decontestualizzato.
    Dick Jones
    3) La schifomobile deluxe
    Il film è celebre anche per alcune finte reclami e la più memorabile di queste è proprio quella dell’automobile SUX 6000 di cui parlavo prima. Nella pubblicità vediamo un dinosauro che sparge terrore in città finché non viene fermato dalla vista dell’auto SUX 6000 che, in realtà, solo per quella scena, viene chiamata “6000 SUX”. Il motivo di questa variazione sembra essere una voluta presa di giro nei confronti della Pontiac 6000 che all’epoca era in diretta concorrenza con la Ford Taurus, ovvero il modello della Ford utilizzato nel film per le auto della polizia di Detroit. La pubblicità “6000 SUX” è da leggere praticamente come “la 6000 fa schifo” (6000 “sucks”!). Sembra che alla General Motors, produttrice della Pontiac, non abbiano apprezzato per niente la battuta.
    SUX 6000
    Un altra cosa che in italiano forse alcuni non potranno apprezzare è l’affondo alla società americana di fine anni ’80, i cui sogni di benessere capitalista erano crollati insieme alla borsa:

    It’s back. Big is back. Because bigger is better. 6000 S-U-X, an American tradition.

    Letteralmente è traducibile come: “è tornata! La moda del “grande” è tornata. Perché più grande è meglio!“. Nella versione doppiata in italiano la pubblicità recita invece:

    È tornata. La grande è di nuovo qui! Più grande e più bella che mai. La S-U-X seimila, una tradizione americana.

    Sebbene apparentemente molto simile (e forse più in linea con ciò che uno si aspetterebbe dai dialoghi di una vera pubblicità), ritengo che la versione italiana non riesca a portare lo stesso messaggio del “grande” che torna di moda, in puro stile americano. In realtà sarebbe bastato leggere al pubblico italiano quel “8,2 miglia con un gallone” (8.2 MPG), ovvero “3,5 km con un litro“, perché l’ironia della schifomobile sta tutta lì: enorme, volgare, trinca-benzina… “una tradizione americana”!
    [Poi magari si scopre che la copia distribuita nei cinema italiani era sottotitolata e mi sono lamentato per niente]
    4) Le “Guerre Stellari” di Ronald Reagan

    Tra le notizie più divertenti del telegiornale di Detroit c’è la seguente:

    10,000 acres of wooded residential land were scorched in an instant when a laser a board of the Strategic Defence “Peace” Platform misfired during routine start-up tests
    10.000 acri di terreno boschivo in un’area residenziale sono stati oggi distrutti dal fuoco per un errore di mira di un cannone laser montato sulla piattaforma in orbita “Peace” nel corso di normali esercitazioni.

    SDI
    La satira di questa notizia sta nel diretto riferimento al progetto “Guerre Stellari” di Ronald Reagan che, difatti, in inglese fu battezzato “Strategic Defence Initiative” e tradotto in Italia come “iniziativa di difesa strategica“, ma più popolarmente noto con il nome “scudo spaziale”, “scudo missilistico” o, appunto, progetto “Guerre Stellari“.
    L’ironia della notizia sta nel nome in codice della piattaforma appartenente allo scudo (“Peace”) e nel fatto che, per un piccolo errore durante un test, un suo cannone laser abbia distrutto una grande area della California e che tra le vittime ci fossero anche due ex-presidenti (viene facile pensare che una delle due vittime fosse proprio Ronald Reagan, ironicamente vittima della sua stessa opera). Sarà che ho le orecchie poco buone o forse che la mia copia di RoboCop sia un po’ datata e di scarsa qualità nel compartimento audio ma onestamente quel nome in codice “Peace” (piiis) non lo avevo capito fino a quando non ho tirato fuori la versione inglese per un confronto.
    Una traduzione meglio contestualizzata forse avrebbe dovuto citare lo “scudo spaziale”, ma si sono rifatti con l’adattamento del secondo film quando viene nominato il progetto “Guerre Stellari”.

    ___________

    Battute non altrettanto memorabili

    Mentre alcune frasi del film sono diventate famose in Italia così come negli Stati Uniti (l’esempio più lampante è il “vivo o morto, tu verrai con me“), ce ne sono altre che purtroppo nella versione doppiata del film non hanno lasciato il segno come le originali.

    – Well? Give the man a hand!
    – Be’? Dategli una mano.
    (dopo aver fatto esplodere la mano di Murphy con un colpo di fucile)

    Give the man a hand
    …e la più famosa di tutte in assoluto!

    – I’d buy that for a dollar!
    – Queste me le comprerei io per un dollaro

    uuuuuh... queste me le comprerei IO per un dollaro!

    “uuuuuh… queste me le comprerei IO per un dollaro!”


    Sono tutte frasi che per un motivo o per un altro non hanno lasciato il segno nel pubblico italiano come le originali hanno fatto nel mondo anglosassone. La frase “I’d buy that for a dollar!” in particolare è diventata parte integrante della cultura popolare in America e sono sicuro che molti neanche si ricorderanno o sapranno da dove origina. È la sciocca battuta ad effetto (o “tormentone” che dir si voglia) che al termine di ciascuno sketch ripete continuamente il protagonista di un seguitissimo, quanto decadente, show televisivo dove questa sorta di Benny Hill, circondato da prosperose ragazze, dichiara che si comprerebbe qualsiasi cosa per un dollaro. La versione italiana della battuta è a mio parere altrettanto divertente per il modo in cui è recitata ma non ha avuto lo stesso effetto sul pubblico nostrano, forse per il riferimento ad una valuta monetaria straniera o per via di una fraseologia culturalmente differente, difficile a dirsi. Un’immaginaria versione italiana dello stesso programma avrebbe proclamato “queste me le comprerei io per due lire!“.
    Bixby Snyder

    “Mi compro anche quello per un dollaro! Ahahah”


    La stessa battuta stupida viene ripetuta da Bob Morton, uno dei dirigenti della OCP (a dimostrazione che quel programma spazzatura era visto e apprezzato davvero da qualsiasi classe sociale), quando dice ad un collega: “Mi piacerebbe tanto ma ho un impegno, un paio di modelle  vengono a casa mia, sai com’è!” e la risposta in inglese è “I’d buy that for a dollar!“, tradotta in “certo che lo so, ci puoi scommettere“.
    allora vi compro io per un dollaro!

    “allora vi compro io per un dollaro!”


    Come avrete forse capito, questo tormentone televisivo di “I’d buy that for a dollar!“, tanto amato dai cittadini della futura Detroit, sembra essere un’esclamazione un po’ goliardica usata per descrivere qualcosa di formidabile o sorprendente di cui si è testimoni, specialmente se di natura sessuale. Qualcosa che “non ci dispiacerebbe affatto avere”. Questo è un esempio suggerito dal sito Urban Dictionary: <<alla fuoriuscita del seno dal costume di Janet Jackson, avvenuta sul palcoscenico, qualcuno dal pubblico avrebbe potuto esclamare “I’d buy that for a dollar!“>>. C’è anche chi ha sviluppato un’intera teoria sull’origine e il significato della frase in questione.
    Un costume originale del film RoboCop indossato da Peter Weller? ...Me lo comprerei io per un dollaro.

    Un costume originale del film RoboCop indossato da Peter Weller? …Me lo comprerei io per un dollaro.


    L’esclamazione è talmente radicata nella cultura popolare americana che si sono assicurati di farne cenno anche nel remake del 2014 quando un addestratore, osservando l’iniziale lentezza di riflessi del nuovo RoboCop, esclama che non se lo comprerebbe per un dollaro (I wouldn’t buy that for a dollar!).
    Infine vi lascio con una “compilation” di tutti gli “I’d buy that for a dollar” in italiano:

    ___________

    La pronuncia dei nomi

    Il primo film della serie pecca gravemente in una vecchia abitudine italica, la storpiatura accidentale dei nomi stranieri. In questo film, infatti, sembra quasi che i doppiatori stessero ancora sperimentando (mentre lo doppiavano) quale pronuncia fosse la migliore per le orecchie italiane.
    Il caso più emblematico è quello del protagonista, Alex Murphy, che diventa (perlopiù) mérfi nel primo film. Credo che la scelta della vocale “e” sia avvenuta per una questione di labiale anche se non posso esserne certo. Del resto dovevano scegliere una vocale e in questi casi una vale davvero l’altra dato che la pronuncia americana di “Murphy” è un misto tra “merfi”, “marfi” e “murfi”. Il problema è che in alcune scene dello stesso film la sua collega lo chiama marfi. Decidetevi!
    Quella che dà più i brividi comunque è la battuta finale del film in cui RoboCop, alla frase “spari bene figliolo. Come ti chiami?“, risponde “MERFI” con una pronuncia italianissima. Brr…!
    Sia nel primo che nel secondo film, a volte è pronunciato correttamente (all’inglese), molte altre volte è mérfi, in alcuni casi è marfi. Nel remake del 2014 se non altro viene chiamato in maniera corretta, costantemente. Che sia la prima opera buona compiuta da un “supervisor“?
    Il cattivo Clarence Boddicker viene presentato come “baddigher“. Questa è l’alterazione che più mi irrita in realtà. Suona bene, per carità, ma perché cambiare un nome che comunque sarebbe stato chiaro alle orecchie italiche in ogni caso? Che problema avranno avuto a dire “boddicher” lo sanno solo loro! Forse non suonava abbastanza amaragano awanagana?

    ___________

    I doppiatori

    doppiatori

    Gianni Marzocchi era perfetto nei panni del cattivo Boddicker (non “baddigher”). Come urlava lui “stronzo!” non me lo dimenticherò facilmente (video). Marzocchi era lo stesso che in Apocalypse Now doppiava Robert Duvall e di cui è celebre la frase “mi piace l’odore del Napalm di mattina“. Ha spesso doppiato i “cattivi” in molti film (da Skeletor nei Dominatori dell’Universo a svariati personaggi della serie 007) e, per la cronaca, era anche la voce di Calboni nel primo film di Fantozzi (nei successivi film, invece, l’attore che interpretava Calboni ha doppiato se stesso).
    Alessandro Rossi, mi voglio azzardare a dire che forse, dal punto di vista della voce, è leggermente più bravo e memorabile di Peter Weller. Sarà il fattore nostalgia a influenzare la mia opinione? Può essere.
    Tutti gli altri doppiatori!
    In puro stile “doppiaggio anni ’80”, anche personaggi minori e semplici comparse hanno la voce di doppiatori di primo piano. Chi ha familiarità con i nomi dei professionisti di questo mestiere si sorprenderà nel sentire che… Michele Gammino (voce di Harrison Ford) interpreta, in RoboCop, un venditore che avrà si e no due battute; Marco Mete (famoso come voce di Robin Williams) è l’impiegato OCP che viene smembrato in meno di un minuto dall’ED-209; Giorgio Lopez (voce di Danny DeVito) è un altro degli impiegati OCP che, nel primo film, ha solo un paio di battute. Poi ci sono Pino Locchi, Francesco Pannofino e tanti altri nomi celebri del settore, sempre in ruoli più o meno piccoli… insomma la lista di talenti vocali non è limitata ai pochi attori di rilievo, bensì si estende ad ogni singola persona parlante che compare nel film. Una cosa che oggi giorno non accade più, per svariati motivi.

    ___________

    Piccoli errori

    In una scena del film il sindaco e membri della giunta comunale sono tenuti in ostaggio da un dipendente scontento del comune. Durante le trattative quest’ultimo chiede una macchina veloce e che abbia un rapporto litri-chilometri penoso (“Something […] that goes fast and gets shitty gas/mileage“). È l’emblema della decadenza della società capitalista (uno dei tanti messaggi del film) dove tutti, come poi scopriamo nel corso del film, sognano di possedere e sfoggiare la schifomobile della reclame in TV, la SUX-6000, che vantava di percorrere 3,5 km per litro in “puro stile americano”.
    In italiano questa battuta è stata forse erroneamente tradotta in “una […] velocissima e che faccia un sacco di miglia con poca benzina“. Sarebbe anche una battuta divertente: il dipendente comunale in crisi di nervi che ha fatto la follia di prendere in ostaggio il sindaco e adesso avanza richieste impossibili, ovvero un’auto sportiva veloce ma che consumi poco! Peccato che qualsiasi mia interpretazione giustificativa venga vanificata dall’immediata risposta del negoziatore: “che ne dice di una SUX-6000?“. Cioè l’esatto opposto di una macchina che percorre molte miglia con poca benzina, come abbiamo visto prima.

    ___________

    Alterazioni gradevoli

    Prima di passare all’unico, solo e inconfutabile esempio che decreterà la vittoria assoluta della versione doppiata in italiano su quella originale, vi delizio con alcune piccole migliorìe che troviamo nei dialoghi nostrani:

    “Omni Consumer Products, what a bunch of morons!”

    che diventa, nel doppiaggio italiano:

    “OCP, Oh-Che-Palle! Un branco di imbecilli!”

    ___
    Poi c’è lo scambio di battute che più tardi porterà ad un alterco tra il vice-presidente Dick Jones e Bob Morton, il giovane dirigente che gli vorrebbe fare le scarpe grazie al progetto RoboCop.

    – I hear that Jones was plenty pissed.
    – He’s got this killer rep, but it’s a smokescreen.

    La traduzione sarebbe all’incirca: “Ho sentito che Jones era parecchio incazzato” / “Ha la reputazione del vero killer ma è tutto fumo negli occhi”. Il doppiaggio italiano però ci regala qualche sorriso in più:

    – Dicono che Jones sia proprio incazzato.
    – Ha la fama del vero killer, ma più che incazzato è una testa di cazzo.

    ___
    E poi…

    – Where is that metallic motherfucker?
    – Dov’è quel rotto in culo di latta?

    ___
    E poi ancora…

    Ehi bamboccio, che stai leggendo?

    Ehi bamboccio, che stai leggendo?


    Che vai al college, bello di mamma, eh?

    Che vai al college, bello di mamma, eh?

    Un adattamento dello stesso dialogo, nel 2014, avrebbe portato quasi sicuramente a dialoghi piatti del calibro di:
    “Ehi amico, che stai leggendo lì?” / “Sei uno studente del college o cosa?”

    ___________

    INFINE, LEI…
    LA BATTUTA CHE VINCE TUTTO!

    Una frase-tormentone che vi garantisco vi rivedrete almeno due volte. Quando lo spietato vice-presidente della OCP, “Stronzone” Jones, decide di far eliminare il suo avversario Bob Morton gli manda un video-messaggio insieme al killer che lo farà fuori. Il video-messaggio si conclude con la frase:

    I’m cashing you out, Bob

    Traducibile, nel contesto della scena, come: “Sei liquidato, Bob“. Il doppiaggio nostrano, per adattarsi ad un labiale in primo piano, visivamente chiaro e che lasciava poco spazio “di manovra”, va a cambiare completamente la battuta, trovandone una molto più divertente eppure perfetta nel contesto (come non di rado accadeva in quegli anni). La sincronia del labiale in questa scena doppiata è a dir poco perfetta… non vi dico la battuta per non rovinarvi la sorpresa, godetevi la clip video e venitemi a dire se non fa ridere molto di più in italiano, rispetto ad una eventuale “ti sto liquidando, Bob“:
     

    Clicca per vedere il video

    Clicca per vedere il video


    Solo per questa riuscitissima battuta, ignorerò qualsiasi piccola bega dell’adattamento (che comunque erano davvero poche) e metto RoboCop nella lista dei film “migliorati dal doppiaggio in italiano” senza alcun dubbio!
    È proprio il labiale il pezzo forte dell’adattamento di RoboCop e del resto non poteva essere altrimenti, in un film in cui il protagonista espone solamente la bocca. È evidente che l’attenzione e la professionalità c’erano tutte quando hanno lavorato a questo doppiaggio, la riprova sta proprio nel fatto che ogni battuta (in particolar modo le parolacce) sembra nata in italiano e non tradotta da un’altra lingua; impossibile immaginare quale fosse l’originale senza andarsi a ricontrollare la traccia inglese.
    Questo, come già avevo detto in un recente articolo, è la riprova di un adattamento di qualità elevata, dove la maggior parte delle modifiche al testo originale sono quasi sempre giustificate da una ricerca attenta della sincronia voce-bocca che, in questo film, è lodevole. Forse anche più di molti altri degli stessi anni. Esempi riuscitissimi (vedere per credere) sono anche: “your move, creep” che diventa “non ti muovere, scemo“, il consiglio ai bambini “stay out of trouble” che diventa “non siate indisciplinati“, la reclame di un gioco di guerra dove il bambino dice “Pakistan is threatening my border” (il Pakistan minaccia il mio confine) alterata in “il Giappone sta invandendo il mio territorio” per una questione di stacco un po’ fuori tempo dalla precedente battuta, ma soprattutto la mia preferita… “hai finito di rompere il cazzo Bob!“, laddove sembra proprio di leggere “cazzo” nel labiale in primissimo piano di “Stronzone” Jones.
    Fine. Ho finito di rompervi il cazzo con questa recensione, miei cari “Bob”! Andate a rivedervi RoboCop! Adesso siete culturalmente preparati e saprete apprezzarlo soprattutto per il lavoro di sincronia e di adattamento al quale tanti grandi interpreti italiani hanno contribuito decenni fa (che nel mondo del doppiaggio equivalgono a secoli fa !)… quando ancora “officer” era tradotto come “agente” e non “ufficiale”.

    _______________________

    me lo comprerei io per un dollaro