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  • Frammenti di doppiaggio (13) – Robocop (1987)

    Chi mi segue da almeno qualche mese sa già qual è la mia scena preferita del film RoboCop doppiato in italiano. È una scena che avevo già condiviso facendo un confronto con la ben più piatta versione originale… una scena da Oscar del doppiaggio per via del labiale impeccabile e per la spassosità della battuta che la mette molte spanne sopra l’originale:

    Clicca per vedere il video

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    Dietro il microfono c’era Luciano De Ambrosis, classe 1938. Ringraziamo De Ambrosis per questo momento indimenticabile. 😉

    SCENA BONUS

    Gianni Marzocchi che si incazza…
    boddicker
     

  • Frammenti di doppiaggio (12) – Wagon-lits con omicidi

    In questo film che in pochi ricordano c’è una battuta di Wilder doppiato da Oreste Lionello che fu il tormentone della mia giovinezza, forse il mio primo tormentone in assoluto della mia vita: lo stizzato “porca puttana!” di Wilder-Lionello ogni volta che Wilder veniva gettato giù dal treno. La prima scena è anche la più divertente ma dato che nel film ce ne sono ben tre, vi ho fatto una piccola compilation dei “porca puttana”!
    silver streak
    La battuta originale nella prima (e più memorabile) scena era:
    Goddamnit! Son of a bitch!
    laddove “goddamnit!” è stato sostituito dagli urletti stizzati ed il “son of a bitch!” ovviamente venne sostituito da “porca di puttana!“. Le successive due scene saranno solamente fatte di son of a bitch!/porca di puttana!.
    In inglese nessuno ricorda questa battuta; più che altro per i parlanti inglese è memorabile l’idea comica di Wilder che viene ripetutamente gettato giù dal treno.
    In italiano, grazie a Lionello e alla sua interpretazione, quella battuta diventa un vero e proprio tormentone, tanto che, mentre lavoravo a questo video a casa dei miei, mio padre lo sente da lontano e dice “ma quello è Gene Wilder in Wagon-lits? (risate) non lo sento da una vita!“.
    Chapeau!

  • Frammenti di doppiaggio (11) – The Rock

    Nel frammento di oggi voglio condividere con voi la battuta più memorabile di Nicolas Cage dal film The Rock, l’unico film buono di Michael Bay.
    zeus
    La battuta in inglese è anche divertente (Zeus’ butthole!) e adesso che la conoscete potrete leggerne facilmente il labiale… ma trovo che quella italiana sia comunque più memorabile. Un grazie a Pasquale Anselmo che doppia Nicolas Cage. Ve lo immaginate Anselmo che perde le staffe all’ufficio postale per esempio e ripete questa scena?
    ho preso il numerino per spedire una raccomandata e dovrei essere il prossimo, allo sportello per le raccomandate sono passate avanti cinque persone con bollettini perché agli sportelli per i pagamenti c’è troppa fila – geniale complimenti! – ma la mia domanda è… quello che non capisco è… quando PER LE CHIAPPE DI ZEUS (!) toccherà anche a me? Lo chiedo perché in teoria dovrei essere il prossimo e mi piacerebbe tornare a casa prima della chiusura … MAGARI!!!
    Pasquale Anselmo, dimmi che una volta nella vita hai riutilizzato i dialoghi di questa scena!
    Questo film si contraddistingue in Italiano, tra l’altro, per aver dato a Sean Connery il doppiatore che meglio ne ha imitato il modo di parlare originale, Sergio Rossi. Purtroppo Rossi morì solo due anni dopo il doppiaggio di questo film, nel 1998. Sarebbe stato un degno successore di Pino Locchi (scomparso nel 1994).

  • Frammenti di doppiaggio (10) – L'esperimento del dottor K.

    Del titolo di questo film già parlai in un vecchio e adorato episodio di TITOLI ITALIOTI, ciò che non vi avevo mostrato all’epoca era la scena da cui è tratta la vignetta d’apertura di quell’articolo. Una scena che, in inglese, è abbastanza agghiacciante ma che in italiano diventa (secondo me) divertentissima grazie all’alterazione lessicale di “aiuto” in “aiuro” (o qualcosa di simile) perché ovviamente le persone rimpicciolite a dimensione mosca hanno difficoltà nel pronunciare le T correttamente.
    thefly1958
    Pensate che questa fu la mia suoneria del cellulare diversi anni fa, finché amici e familiari seccati da questa vocina me la fecero cambiare forzatamente.
    La scena fu “parodiata” nei Simpson in un famoso episodio che vi mostro dopo averlo arrubbato da altri su YouTube.
    bart mosca
    Oggi giorno è un miracolo scoprire che chiunque lavorò all’adattamento di questo episodio si rese conto della citazione, queste attenzioni sono sempre più rare, anche nei Simpson.

  • Frammenti di doppiaggio (9) – Con Air

    Per questo episodio di “Frammenti di doppiaggio” pesco un film del 1997 oggi largamente dimenticato ma che all’epoca fece parlare di sé diventando, per qualche anno, un mini-cult d’azione moderno, in coppia con The Rock. Pur non avendo più rivisto Con Air da almeno 14 anni ancora ricordo un divertente scambio di battute nella scena del “hai bisogno di un disegnino?
    con air
    Rivedendola forse non è così divertente come la ricordavo ma se questa scena è rimasta nella mia testa per ben 17 anni un motivo ci sarà.

    SCENA BONUS

    “gli occhiali da diva”

    occhiali da diva
    Carlo Valli all’adattamento e alla direzione di doppiaggio ragazzi!

  • Frammenti di doppiaggio (8) – Rocky

    Credo che questa non abbia bisogno di alcuna presentazione, né di spiegazioni…
    puzzava?
    Ovviamente in inglese questa battuta non è affatto memorabile e non è neanche esattamente identica (Does my house stink? That’s right IT STINKS!), tanto per ricordarci che cosa sia un adattamento ben fatto e quanto questo sia importante in un doppiaggio… senza contare poi il minuscolo dettaglio su come piccole ma rispettose alterazioni del testo originale possano giovare enormemente ad un film e persino rendere con più forza determinate scene ed emozioni. Ma lasciamo perdere.
    Al doppiaggio c’era Gigi Proietti. Com’è che nessuno gli ha mai chiesto di replicare questa battuta invece dei tipici tormentoni “a me gli occhi” e “ADRIANAAAA!“?
    Avevo già parlato di Rocky in uno dei primissimi “post” di questo blog.

  • Frammenti di doppiaggio (7) – Ritorno al Futuro III

    In questa rubrica avevo parlato del secondo Ritorno al Futuro; anche nel terzo capitolo abbiamo una frase che mi ha sempre fatto ridere in italiano ma che lascia un po’ indifferenti nella versione originale:
    Cane pazzo??? Odio quel nome, lo odio! Nessuno mi chiama cane pazzo e soprattutto non un caramelloso, merdoso damerino come te!
    cane pazzo
    Sono anni che aspetto l’occasione adatta di chiamare qualcuno “caramelloso” ma è difficile trovarne una buona.

    Nota: l’originale era: Nobody calls me “Mad Dog”, especially not some duded-up, egg-suckin’ gutter trash.

    Potremmo far corrispondere “duded-up” con “damerino”, “egg-sucking” con “caramelloso” e “gutter trash” con “merdoso”, suppongo, ma in inglese nessuno ride a questa battuta mentre in italiano è difficile rimanere indifferenti ai caramellosi damerini.

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    SCENA BONUS…

    …l’intera sequenza del macchinista doppiato da Francesco Vairano in cui ogni singola battuta è divertente, da “Ted Turbo il Temerario” a “dannazione figliolo ma chi può avere mai tanta fretta?” e soprattutto la battuta delle fiamme, motivo per cui ho inserito questa scena nella rubrica “frammenti di doppiaggio”…

    macchinista

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    SCENA BONUS 2…

    …vi siete mai accorti che uno della banda di Tannen parla come l’orso Yoghi?

    attento buford

  • Frammenti di doppiaggio (6) – M, il mostro di Düsseldorf

    Con questo episodio di “Frammenti di Doppiaggio” vi vado a scavare un film molto vecchio ma forse tra i più belli della cinematografia mondiale: “M” di Friz Lang! La pellicola dove ogni inquadratura merita un premio oscar a sé (e ve lo dice uno che i film in bianco e nero… mmh).
    Il film inizia con dei bambini che giocano cantando una canzoncina degna di Freddy Krueger, sull’uomo nero. Una madre dal balcone si infastidisce della cosa e gli dice di piantarla con quella “maledetta tiritera“.
    M Il Mostro Di Dusseldorf
    Sarà perché è l’inizio del film, sarà forse la scelta della parola “tiritera” (anzi probabilmente è questo il motivo!), ma la “scena della maledetta tiritera” diciamo che mi è rimasta molto impressa e appena sento dei bambini che giocano in cortile sono sempre tentatissimo di affacciarmi dal balcone e dirgli di piantarla con quella maledetta tiritera!

  • Frammenti di doppiaggio (5) – Festa in casa Muppet

    Sebbene non sia un grande fan dei Muppet (e sebbene io odii i musical) questo “Christmas Carol” spesso mi tocca guardarlo in periodo natalizio, ovviamente sotto forzatura della mia ragazza.
    L’unica mia gioia in questo film è la vocina stridula di uno dei topi morti di fame che implora di avere un po’ di formaggio.
    festa in casa muppet
    Ormai l’avete capito che mi fanno ridere le voci stridule, difatti Pisellino di Braccio di Ferro mi fa piegare in due dalle risate appena apre bocca.
    Oh, ognuno ha i propri punti deboli!

  • Frammenti di doppiaggio (4) – Ritorno al Futuro 2

    In passato avevo già elogiato, seppur en passant, la traduzione e il doppiaggio dei film di Ritorno al Futuro. Una cosa che ha sempre fatto ridere tutti è l’offesa irresistibile per la quale McFly si caccia sempre nei guai: FIFONE!
    In inglese l’offesa è “chicken”, che è il nostro corrispettivo di coniglio. Tutto bene quindi traducendo con “fifone” finché nel secondo film il nipote di Tannen lo chiama “chicken” e uno dei suoi compari preme un bottone sulla giacca per riprodurre il suono di una gallina. Dato che ormai il “fifone” era stato stabilito come “la parola che fa scattare Marty” non potevano certo cambiarla, né avrebbero potuto dire “pollo” poiché un pollo in italiano è uno sciocco, un ingenuo, non un fifone. Quindi il suono della gallina in italiano avrebbe avuto poco senso.
    La soluzione trovata dai nostri adattatori è stata all’altezza (se non più geniale ed efficace) dell’originale… ripetere la parola come un replay stridulo, che rende l’offesa ancora più canzonatoria.

    chicken

    C’è da notare che nel film succesivo ambientato nel far west, ‘Cane pazzo’ Tannen non chiama Marty “chicken” (offesa evidentemente troppo moderna nella storia linguistica americana) bensì “yellow-belly” ovvero “codardo” (letteralmente “pancia gialla”).

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    SCENA BONUS

    Di questo stesso film adoro anche la battuta di Tannen “è una giustizia mooolto particolare” in sostituzione di “I suppose it’s poetic justice“. Entrambe sono divertenti per motivi diversi: in inglese Tannen è così stupido da non aver neanche capito cosa fosse una giustizia poetica (la giustizia poetica sarebbe avvenuta invece se la pistola con cui Tannen aveva ucciso il padre di Marty fosse stata utilizzata per vendicarlo), in italiano è semplicemente divertente l’idea di una giustizia “moooolto” particolare, poiché la giustizia per essere chiamata tale non può essere “particolare”.

    giustizia molto particolare__________________

    SCENA BONUS 2

    “La voce della vecchia tarpana” che potrebbe ricordare la madre di Skinner nei Simpson. Non servono altre spiegazioni, guardate:

    vecchia tarpana