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  • Intervista a Marco Puglia dell'associazione EmpiRa

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    avatar Con l’imminente avvento della proiezione della trilogia di Guerre Stellari a Ravenna, pubblico un’intervista a Marco Puglia, uno degli organizzatori di questo evento e membro dell’associazione EmpiRa. Facciamo un po’ di presentazioni, chi sei tu e che cos’è EmpiRa?
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    marcopuglia Ciao, mi chiamo Marco Puglia e sono il vicepresidente dell’associazione EmpiRa. Si tratta di un gruppo di amici che, partendo da esperienze e interessi diversi, hanno deciso di unire le forze per organizzare eventi legati al mondo di Guerre Stellari. Siamo attivi ormai da tre anni e nel corso di tutto questo tempo abbiamo organizzato cene, feste in maschera, sfilate, concorsi e tanto altro.
    Evit: Da dove provengono queste pellicole di Guerre Stellari che proietterete il 4 maggio?
    Marco: Un nostro amico di Vicenza, collezionista e proprietario del museo di Guerre Stellari chiamato “La Bettola di Yoda”, qualche tempo fa è entrato in possesso di queste pellicole e ha deciso di prestarcele per organizzare l’evento del 4 maggio.
    Evit: Perché sono così importanti? Non facciamo prima a vederci questi film in bluray?
    Marco: Si tratta delle pellicole originali, quelle che nel 1977, 1980 e 1983 hanno girato i cinema d’Italia per raccontare la vecchia trilogia di Star Wars. Rappresentano la memoria storica di quello che George Lucas ha ideato, senza modifiche o aggiunte, la prima e inimitabile versione. Le versioni in bluray hanno sicuramente una altissima definizione, ma la magia delle imperfezioni di queste versioni, le rendono uniche. E poi guardarle a casa sul televisione possiamo farlo in qualsiasi momento, ma rivivere le stesse emozioni di chi li vide in quegli anni… è qualcosa da pelle d’oca.
    Evit: Avete già proiettato queste pellicole negli anni scorsi?
    Marco: No, è la prima volta e valuteremo attentamente se e quando ripetere l’evento. Abbiamo avuto molte richieste, sia da persone che vorrebbero vederle ma non riescono ad esserci il 4 maggio, sia da altre associazioni che vorrebbero proiettarle in altre città. Chissà…
    Evit: Che tipo di gente viene a questo evento?
    Marco: Il pubblico sarà molto variegato, ci saranno genitori che desiderano rivivere gli stessi momenti di 30 anni fa, ragazzi che cercano di rivivere quelle emozioni, nerd appassionati di Guerre Stellari, appassionati di cinema che amano ancora le pellicole. Insomma sarà un pubblico eterogeno, ma sicuramente appassionato di cinema e Star Wars.
    Evit: Possiamo aspettarci una qualche tipo di esposizione o magari dei soldati imperiali alla biglietteria del cinema?
    Marco: Ci saranno due tipi di esposizioni, repliche fedeli dei costumi usati nei film e i poster (sia originali che copie) delle locandine usate per pubblicizzare i film. Non abbiamo puntato sulla presenza di persone in costume, ma non escludiamo che qualcuno possa arrivare mascherato.
    Evit: La Lucasfilm vi ha dato problemi in merito alla proiezione di queste pellicole?
    Marco: Nessun problema.
    Evit: Qual è stato il tuo primo approccio a Guerre Stellari?
    Marco: Non ricordo esattamente quando ho conosciuto per la prima volta questo mondo, ma ho ancora impresso nella mente la prima volta che ho partecipato ad un evento ed ho visto i costumi della 501st Italica Garrison. Era il 19 maggio 2005 e insieme ad alcuni amici siamo andati all’Arcadia di Melzo per vedere l’anteprima di Episodio III. C’erano tante ricostruzioni e una sfilata di costumi, sono rimasto folgorato e da allora non ho più smesso di essere vicino al mondo di Guerre Stellari.
    Evit: Cosa ne pensi delle versioni rivedute e corrette che si sono succedute dal 1997 fino ad ora con l’edizione bluray?
    Marco: George Lucas era il proprietario del brand e nessuno poteva impedirgli di fare tutte le modifiche e riedizioni che ha fatto. In alcuni casi sono stati effettivamente dei miglioramenti, in altri casi inutili aggiunte. Personalmente preferisco le versioni originali, ma non mi sento di criticarlo più di tanto (cosa che sento spesso tra gli appassionati), in fin dei conti se le nuove versioni non piacciono, basta prendere le videocassette o i primi dvd e gustarsi le edizioni originali.
    Evit: …e i prequel?
    Marco: Anche in questo caso i sentimenti sono contrastanti. Sono stato entusiasta di vedere “proseguita” la saga, ma alcune scelte usate non mi hanno trovato d’accordo. La vecchia trilogia rimane indiscutibilmente quella con maggior fascino, la nuova trilogia ha delle parti interessanti, ma nel complesso non riesce a raggiungere gli stessi livelli di magia.
    Evit: Se cerchi nel mio blog la parola “stellari” noterai che ho parlato alcune volte (anche se ancora troppo poco) del suo doppiaggio e, eccetto per alcune cose, l’ho sempre elogiato. Cosa ne pensi del doppiaggio di questi film specie se confrontato con il doppiaggio della nuova trilogia?
    Marco: Secondo me il doppiaggio è ottimo, le voci italiane sono quasi sempre all’altezza e rendono bene le emozioni dei personaggi. Sono invece critico sulle traduzioni, se “stellari” risulta corretto, non sopporto i cambiamenti dei nomi come Fener invece di Vader, C1P8 invece di R2D2 e Quoti invece di Cloni.
    Purtroppo è un discorso più ampio, che non coinvoge solo Star Wars, è un problema dei traduttori italiani che spesso non hanno una conocenza approfondita dell’argomento trattato nel film.
    Mi fa piacere che nelle nuove versioni siano state corrette alcune di queste brutture.
    Evit: in realtà io sono un grande apprezzatore dell’adattamento della trilogia di Guerre Stellari, eccezion fatta per piccoli dettagli come la “Guerra dei Quoti” e pochi altri. L’alterazione di alcuni nomi ha una sua ragione d’essere che viene spiegata molto bene in questo articolo non mio ma che è subito diventato uno dei miei punti di riferimento.
    Ho trovato invece tanto interessante quanto allucinante l’adattamento della prima versione “romanzata” di Guerre Stellari dove i nomi rimangono inalterati ma vengono tradotte cose come il Falco Millenario (clicca per leggere la mia recensione).
    Marco: Ho letto l’articolo che hai riportato e per quanto le spiegazioni abbiano un senso, rimango dell’opinione che i nomi propri di oggetti e persone non dovrebbero mai essere cambiati (ad esempio, da giocatore di World of Warcraft ho accolto con entusiamo la localizzazione in italiano, ma non ho sopportato la traduzione dei nomi propri).
    Evit: Sai, quando si traduce il fantasy l’adattamento dei nomi ha spesso un suo senso, Guerre Stellari rimane pur sempre un fantasy. Sempre rimanendo in tema di doppiaggi, conosci Star Whores di Carletto dei GemBoy?
    Marco: Ehm… si… i soliti irriverenti GemBoy! E’ divertente, ma personalmente non sono mai riuscito ad arrivare fino in fondo, dopo un po’ stanca.
    Evit: non te l’aspettavi questa domanda vero?
    Marco: In effetti no, era da tanto che non sentivo parlare di questa versione.
    Evit: Lo domando a tutti, quindi lo domando anche a te… Hai avuto modo di visitare il mio blog? Cosa ne pensi?
    Marco: Ammetto che non conoscevo il tuo blog prima di conoscerti, poi sono andato a visitarlo e devo dire che è molto interessante. Come dicevo prima, i nostri doppiatori sono di altissimo livello, quello che manca è traduttori attenti. Mi ha fatto piacere quindi leggere che anche altri la pensano come me.
    Evit: Diciamo che non sempre troviamo adattatori all’altezza ma non faccio di tutta l’erba un fascio. L’argomento è effettivamente molto vasto (abbastanza da farne un blog dedicato) e valutabile solo caso per caso.
    Un’ultima domanda… Han Solo spara per primo?
    Marco: Domanda inutile, spara sempre per primo!
    Evit: Grazie Marco, ci vediamo il 4 maggio. Che il quattro maggio sia con noi, sempre.

  • Intervista con il doppiatore Luca Dal Fabbro


    Evit: Luca, tu sei la voce ufficiale di Steve Buscemi, me lo confermi?
    Luca: Diciamo che sono io quello che lo ha doppiato più volte. Ormai non esiste più la voce ufficiale. Normalmente, se un direttore è intelligente tende a conservare la voce che meglio aderisce a quella originale. Ma ci sono i direttori creativi che vogliono inventare il doppiaggio e cercano soluzioni strane. Il termine stesso “doppiaggio” dovrebbe far capire che bisognerebbe essere il più vicino possibile all’originale, cercare di restituire l’opera il più fedele possibile all’originale, ma molti direttori hanno velleità artistiche e vogliono riscrivere il film, sconvolgendo l’originale. C’è stato un capo edizione di un’importante casa cinematografica che non voleva la mia voce su un personaggio di un cartone doppiato da Steve Buscemi e l’ha cambiata. Risultato: ho dovuto ridoppiare il film in colonna separata.
    Cartone, cartone… parliamo dei Simpson per caso?
    No, parliamo de: “La tela di Carlotta”.
    Mi racconti come hai ottenuto il ruolo di doppiatore di Steve Buscemi?
    Una ventina di anni fa insieme a dei colleghi abbiamo creato la “Cast doppiaggio” (ora siamo quasi tutti usciti dalla società) e fra i primi film che ci vennero assegnati ci fu “Reservoir dogs” di Quentin Tarantino (allora sconosciuto) e Carlo Valli, che faceva il direttore del film, mi scelse per doppiare “Mister Pink”. La scelta piacque molto e da allora l’ho doppiato in tanti film.
    Lasciami ribadire come tu sia stato il doppiatore più adatto per Buscemi che le orecchie italiane abbiamo mai sentito e speriamo che tornerai ad esserlo sempre in futuro. A proposito, hai mai incontrato Steve Buscemi?
    Sì, l’ho incontrato, anzi ha voluto lui conoscermi per ringraziarmi del lavoro fatto, in occasione della presentazione in Italia del suo film “An interview”.Persona splendida, carina, semplice, cordiale e che si rende conto dell’importanza che assume il doppiaggio, soprattutto nei film dove il dialogo è preminente.
    E’ un riguardo che hanno tanti attori americani oppure non in molti dimostrano tale sensibilità?
    No, non tutti gli attori americani sono cosi gentili e disponibili, anche se in linea di massima hanno molta stima dei doppiatori italiani.
    Quando doppi Buscemi cerchi di imitarlo oppure lo reinterpreti a modo tuo? Te lo chiedo perché conoscendo bene la voce di Buscemi in inglese mi sono sempre stupito di come sia praticamente “equivalente” in italiano.
    Io sono fautore del doppiaggio. Per me è fondamentale cercare di rifare al meglio il “suono” dell’originale. Per questo, al contrario di tanti miei colleghi, ascolto più volte l’originale. Se l’attore è bravo, basta andargli dietro ed il gioco è fatto.
    E noi tutti ti ringraziamo per questo. Vuoi raccontarmi cosa è accaduto nel caso di Boardwalk Empire?
    Niente di particolare, semplicemente non sono stato contattato. La direttrice del doppiaggio voleva una voce più calda, più da capo (io non sapevo che esistessero le voci da capo ma che fosse sufficiente fare la voce da capo. Siamo attori, no?
    Questa è la stessa cosa che ha fatto innervosire me e di cui parlavo nel mio articolo in merito… se in originale Buscemi parla con la sua solita voce, e la tua interpretazione di Buscemi è equivalente… perché ricercare una voce “da capo”? Non ha alcun senso. Io spero di non essere stato il solo a lagnarsene. Te ne sei lamentato?

    Io non ho fatto nessuna rimostranza, non è nel mio carattere. Avevo anche pensato di chiamare Buscemi, ma poi ho soprasseduto.
    La giustificazione che dà questa signora (la direttrice di doppiaggio) a chi le ha chiesto il perché del cambiamento è questa: “Sai, è un capo un protagonista, bisogna mettergli una voce affascinante”. La signora in questione che evidentemente mastica poco di recitazione pensa che il fascino stia nel timbro e non nel modo in cui viene usata la voce! Comunque la cosa che mi ha ferito, non è la scelta della direttrice (che ha solo dimostrato di non essere una persona intelligente), ma il comportamento del collega che davanti faceva tutto l’amico e poi… come si dice “Il peggio non è mai morto”!
    Capisco. Ti ringrazio per la spiegazione.
    Ho un paio di piccole curiosità… Avevi un piccolo ruolo nel film “Un Mitico Viaggio”, con Keanu Reeves. Te ne ricordi?

    Sinceramente non ricordo il film.
    Peccato, volevo chiederti del perché questo film, che è il seguito di “Bill & Ted Excellent Adventure”, sia stato doppiato mentre il primo rimane inedito in Italia.
    Anche a questa domanda non so risponderti.
    Ricordo la tua voce associata anche ad uno dei tre hacker nella serie X-Files, il capellone biondo se non sbaglio.
    Verissimo
    Ed è tua la voce narrante della serie documentaristica “non lo sapevo” su Cielo?
    Non ho mai visto o sentito di questa serie, non mi sembra, ma posso sbagliare. Facciamo tante cose, chissà.
    Ho letto che lavori anche agli adattamenti dei dialoghi. Ti piace più doppiare o adattare? Come è iniziato il tuo lavoro come adattatore?
    Mi è sempre piaciuto scrivere. E facendo l’attore, ho dimistichezza con le battute. Il passo è stato facile. Adattare i dialoghi per un film o altro è il lavoro più faticoso e difficile (se uno vuole farlo bene) nel nostro campo. Quindi , sicuramente preferisco stare in sala, al leggio, che chiuso in casa, solo, davanti al computer. Recitare scarica, dici le tue quattro stronzate e tanti saluti. Adattare, se sei serio, è una continua ricerca della frase migliore, del sync (il movimento delle labbra), quindi ti porti il lavoro ovunque (perfino al cesso)! E non sei mai soddisfatto al cento per cento.
    Me ne rendo perfettamente conto! Sai che insieme ad un mio lettore e collaboratore stiamo al momento lavorando ad un ridoppiaggio di Monty Python e il Sacro Graal che sia fedele all’originale? Questo per ovviare alla carenza di un “vero” doppiaggio, dato che l’originale è stato vittima di un adattamento che oserei definire “volgare”. Abbiamo già dei fantastici doppiatori ma soprattutto un favoloso copione e a breve inizierà il doppiaggio vero e proprio. L’idea è quella di realizzare un doppiaggio che non abbia niente da invidiare a quelli professionali degli anni ’70-’80. Se ti interessa ti terremo aggiornato in merito.
    Certo che mi interessa, fatemi sapere.
    Chi adatta i film ha un ruolo nella scelta del titolo italiano con cui questo verrà distribuito? Avrai notato che nel blog parlo di “titoli italioti“. La scelta (e spesso l’alterazione) dei titoli originali è frequentemente giustificata dal tentativo di adattamento culturale ma molte altre volte appare gratuita ed insensata (quando non volutamente ingannevole). In merito a ciò, spesso mi accanisco contro i distributori cinematografici italiani dandogli la colpa di tutto ma chi realmente ha l’ultima parola sulla scelta di un titolo? E quanto influisce la scelta di mercato sulla scelta di un titolo?
    L’adattatore fa una proposta di titoli che poi vengono vagliati dal cliente (case cinematografiche, rai, mediaset, fox, ecc.), e poi la grande decisione viene presa dai creativi del marketing. Normalmente si tende a conservare il titolo originale. Quando in italiano la semplice traduzione non suona bene si cercano altre strade (a volte con successo, altre no). Ci sono casi, in passato, di ottimi titoli (“High noon” uscito in Italia col titolo “Mezzogiorno di fuoco”. Stilisticamente più bello ed accattivante). I dialoghi sono il grande scoglio del doppiaggio. Non esiste una lingua italiana parlata, per dare forza ed efficacia ad una frase o per marcare le differenze sociali, avremmo bisogno di ricorrere ai dialetti, cosa che ci è categoricamente proibita, quindi dobbiamo usare quelle poche espressioni gergali che sono comuni un po’ in tutta Italia. Purtroppo c’è anche da dire che i dialoghi spesso finiscono in mano a mogli di direttori frustrate, figli che non riescono a combinare niente, parenti, amanti e via così. (Berlusconi docet). Gente che spesso ha poca familiarietà con la nostra lingua e che quindi si limita ad una traduzione più o meno arrangiata dell’originale. Lasciando spesso la costruzione della lingua originale senza metterla in italiano, esempio: “Hai lavato le tue mani?” invece di “Ti sei lavato le mani?”. Per arrivare al paradosso “Piovono cani e gatti”, perché è la traduzione pedissequa dell’inglese. L’errore che noi facciamo è correggere in sala questi errori, mandando avanti gente incapace ma raccomandata e lasciando a casa persone che sanno fare il proprio lavoro.
    Mi racconti di cose che neanche avrei immaginato, mi vengono i brividi solo a pensarci. A proposito di raccomandati, accetti raccomandazioni per doppiatori/adattatori? 😉
    No, parlando seriamente, bisogna vivere necessariamente a Roma per lavorare come adattatore?

    Non bisogna vivere necessariamente a Roma una volta che hai una continuità lavorativa, ma i primi tempi è fondamentale, per trovare e seguire i contatti.
    Quali sono i passaggi chiave che portano ad un film doppiato? Dovrebbe esserci prima di tutto un adattamento dei testi da parte di linguisti vero? Come prosegue il lavoro e soprattutto in quale fase nascono la maggior parte delle “magagne”? (es. scalpel tradotto come scalpello invece che bisturi, alterazione di concetti etc…).
    E’ proprio il dialogo, lo scoglio, dove nascono le magagne. Un dialogo, fluido, ben scritto diventa facile da recitare e l’attore può concentrarsi sul come dire le battute, con un brutto dialogo tutto diventa difficile. Quindi, fondamentale rivolgersi ad un buon traduttore, che renda in italiano quelle che sono le espressioni dell’originale dopodichè dare la traduzione ad un buon dialoghista. La fase successiva è quella della distribuzione, cioè assegnare ad ogni personaggio la voce giusta.Se tutto questo viene rispettato la garanzia di un buon doppiaggio è garantita.
    Non vi secca lavorare alle volte su film di ultima scelta con attori che recitano da cani e che sapete essere destinati ad ore antelucane su canali regionali? A volte si vedono certi film scadenti e giustamente sconosciuti e viene da pensare “poveri doppiatori, impegnati in tale porcheria mentre ci sono capolavori che tutt’oggi non sono stati ancora doppiati”.
    Anche i brutti film (e i pessimi attori) per noi sono lavoro, e il lavoro va sempre fatto al meglio. Un brutto film o un attore cane, non si salvano col doppiaggio, ma un bel film può essere rovinato da un brutto doppiaggio!
    Cosa ne pensi dei ridoppiaggi? (ovvero la distribuzione di film con nuove voci che vanno a sostituire i doppiaggi cosiddetti “storici”) Perchè questo avviene?
    I film vengono ridoppiati perché chi possiede i diritti del doppiaggio non vuole cederli ed allora si è costretti a ridoppiare il film per poterlo utilizzare.
    I diritti sulla traccia audio di un film sono separati dai diritti di distribuzione del film stesso?
    Quello dei diritti è un mondo molto complesso. A volte le colonne (il doppiaggio italiano) sono del distributore a volte dei produttori del film.
    Concordi con la sensazione diffusa che la qualità dei doppiaggi stia calando? E’ colpa delle esigenze di mercato che spingono a lavorare troppo in fretta e a basso costo o ci sono altri motivi?
    Concordo in pieno. Il livello del doppiaggio si è abbassato sicuramente per il continuo abbassamento dei prezzi e la concorrenza spietata di società senza scrupoli che pur di accaparrarsi il lavoro fanno di tutto, ma anche per il poco amore che viene messo nel farlo. Non c’è più la possibilità di curare il prodotto(molto per colpa nostra che non ci siamo saputi far rispettare, un po’ per tanti improvvisati che dirigono senza sapere veramente quello che fanno e che non sono in grado di dirigere gli attori e molto per i giovani, che spesso nascono dal doppiaggio e che conoscono solo intonazioni stereotipate.
    Mi capita spesso di vedere cartelli pubblicitari che propongono corsi di doppiaggio professionali. Hai qualche collega che viene da queste scuole o sono soltanto una perdita di tempo e soldi?
    Adesso che è difficile, per motivi di tempo, poter crescere un doppiatore, le scuole di doppiaggio possono aiutare a migliorare le qualità tecniche, ma non ti possono insegnare a recitare. Attenti che molte rubano i soldi. Controllare bene chi sono i docenti dei corsi. L’unico corso che ha sfornato buoni doppiatori è stato quello in collaborazione con la regione dal quale sono usciti: Anna Cesareni, Massimo Corvo, Massimo Lodolo ed altri che adesso non ricordo.
    E’ vero che i doppiatori migliori vengono dal teatro?
    Sì, se uno viene dal teatro sicuramente ha più dimistichezza col lavoro dell’attore, ha più tecnica, sa ridere, è più abituato a cercare l’intonazione ed è pronto al sacrificio, a sudare per arrivare ad una giusta intonazione. Quello che è solo doppiatore non ama faticare, si appoggia sulla voce e tanti saluti.
    Infine, hai già avuto modo di dare un’occhiata più approfondita al mio blog?
    No, ma lo farò al più presto e ti farò sapere.
    Attendo con gioia un tuo parere 😉

    C’è una qualche tua foto in particolare che potrei usare o mi autorizzi a pescare volgarmente da google images senza problemi?
    Ti autorizzo a pescare dove ti pare!
  • Intervista sul progetto di ridoppiaggio dei Monty Python


    Lo scorso dicembre ci è stata richiesta una breve intervista radio riguardo al nostro progetto di ridoppiaggio del film Monty Python anche se alla fine i tempi erano molto ristretti e non sono state poste un gran che di domande a riguardo, pertanto ho sentito la necessità di pubblicare una mia intervista al curatore stesso del progetto, Leonardo, così da dissipare dubbi e quesiti a riguardo. In grassetto troverete le mie domande.
    Evit: Leo, ormai tu e io ci conosciamo piuttosto bene ma ho voluto comunque fare questa intervista per i miei lettori, soprattutto quelli nuovi che magari non sanno niente del progetto Monty Python. Diciamo innanzitutto che cos’è questo “progetto Monty Python” che tu giustamente hai chiamato “Monty Python and the Quest for the Holy Fandub” (e che io tradurrei in italiano come “Monty Python e la Ricerca del Santo Ridoppiaggio”). In cosa consiste quindi e cosa ti ha spinto a realizzarlo?
    Leo: Il progetto consiste in un ridoppiaggio, o meglio in un doppiaggio di sana pianta (tra un attimo spiegherò perché di sana pianta) del film “Monty Python and the Holy Grail” (1974), che uscì qui in Italia nel 1976 con il ridotto titolo di “Monty Python”.
    Se dovessi parlare adesso della troupe di comici inglesi che ci ha regalato questo ed altri film, temo ci perderemmo, io purtroppo sono uno che ama raccontare le cose dal principio, quindi dirò soltanto che i Python sono stati dei comici geniali e suggerisco a chi volesse saperne di più di consultare il loro articolo su Wikipedia.
    Il film in sé è una farsa che attinge dalle leggende Arturiane, e racconta la storia di una strampalata combriccola di cavalieri in cerca del Santo Graal, capitanati da un invasato che risponde al nome di Re Artù. Nel corso degli anni questa è diventata una pellicola di culto nei paesi anglossassoni, arrivando ad essere una delle più citate dagli appassionati del genere comico. Ma non qui in Italia. Perché, sembra lecito chiedere. La ragione è che quando il film uscì, la distribuzione italiana affidò l’adattamento e il doppiaggio alla compagnia teatrale del Bagaglino. Questi stravolsero completamente i dialoghi, arrivando a un punto in cui in moltissime scene il divario tra testo originale e “traduzione” italiana è vasto più del Gran Canyon.
    Il progetto dunque consiste in un doppiaggio di sana pianta perché ignorerà tutto della versione italiana del 1976, cercando di costruire, con l’aiuto di doppiatori bravi e volenterosi, una versione italiana di questo film che sia filologicamente corretta, rispettosa dell’opera originale. Sono stato spinto a iniziare questo progetto proprio per amore del film, che mi ha fatto tanto ridere in inglese, ma in italiano non rendeva affatto giustizia all’opera dei Monty Python.
    Inutile chiederti allora che cosa ne pensi del doppiaggio e dell’adattamento originale da parte del Bagaglino?
    Ancora oggi fatico a credere alle mie orecchie quando sento qualche spezzone del doppiaggio originale.
    L’adattamento dell’epoca può enumerare:

    • l’aggiunta di turpiloquio gratuito
    • accenti regionali italiani a sproposito ed usati anche in maniera illogica (spiegatemi perché un militare che si definisce austriaco debba parlare in siciliano)
    • l’inserimento di tirate assolutamente inutili e tendenti al nonsense su economia e politica

    Peccato per i bravi interpreti presenti nel film, Oreste Lionello (che doppia Eric Idle per tutto il film, tranne un ruolo per il quale lo sostituisce Bombolo [!] ), Silvio Spaccesi e Claudio Capone.

    Sono voci che fanno parte della storia del cinema, Lionello per Gene Wilder ma soprattutto Woody Allen, Spaccesi e Capone tanto per fare un esempio saranno pochi anni dopo rispettivamente Yoda e Luke Skywalker ne “L’impero colpisce ancora”.  Ma in generale si perde completamente il tono dissacrante dei Python, andata è la parodia del genere cavalleresco per far strada a qualcosa di terribilmente sbagliato, qualcosa che non dovrebbe esistere, come un ibrido balena-fenicottero. Però un merito ce l’ha. Adesso lo utlilzzo come metro di paragone negativo, se c’è qualcosa in un adattamento o una traduzione che mi fa arricciare il naso, penso “Beh, almeno non fa pena quanto il doppiaggio dei Monty Python del Bagaglino”.
    Ti fai conoscere come Leonardo, ma chi sei e cosa fai nella vita? Perché ritieni d’essere adatto a questo progetto?
    Su Internet il mio nome è Leonardo, ma nella vita sono solo uno studente universitario della terra del sole e dei fichi d’india, che in comune col Genio Toscano ha solo il fatto d’essere mancino. Sono uno dei tanti che è cresciuto a pane e videocassette, a ripetizione. Volente o nolente ho memorizzato un sacco di cartoni animati e ho cominciato a imitare le voci che venivano dallo schermo. Diventando più grandicello ho imparato molte cose sul cinema, sull’animazione e sul doppiaggio, tutto grazie a internet. Sempre grazie alla rete nel corso degli anni ho acquisito una padronanza della lingua inglese (innescata dalla musica dei Beatles) che mi permette di comprendere e farmi comprendere da madrelingua senza difficoltà. Laurel e Hardy, Peter Sellers, Mel Blanc, Orson Welles, i Monty Python, questi e tanti altri ancora gli attori, personaggi e miti che ho “studiato” per affinare le mie competenze linguistiche, e che mi sono sempre divertito a imitare.

    Da qualche tempo mi sono inoltre unito a una compagnia teatrale dialettale, perché penso sia una esperienza divertente oltre che formativa.
    Posso confermare che la tua conoscenza della lingua inglese è veramente notevole per uno che, diciamo così, “si è fatto da solo”. Adesso siamo al casting dei doppiatori e ne hai già trovati di fantastici, cos’altro sta accadendo “dietro le quinte”?
    In questo momento il copione è in fase di perfezionamento: l’adattamento dei dialoghi (canzoni incluse) è stato completato nell’estate del 2010 e, adesso che non è più confinato alla mia cartella documenti ma è giunta l’ora che degli umani si mettano davanti ai microfoni e recitino le battute che ho tradotto, si sta rivedendo e correggendo (ove necessario) per fare in modo che sia tutto più scorrevole e orecchiabile.
    Ai tuoi doppiatori sarà concessa una qualche flessibilità di interpretazione?
    Mi affido alle loro competenze interpretative. L’idea, come in ogni doppiaggio che si rispetti, è di tentare di replicare le interpretazioni degli attori originari. Se riusciamo ad aggiungere qualcosa di nostro ovviamente dovrà far(ci) ridere e sarà sempre rispettando le intenzioni del testo.
    Quale ruolo hai tu nel doppiaggio?
    Io prenderò i ruoli che sono stati di Graham Chapman, ovvero Re Artù, Dio e una delle teste del Cavaliere a Tre Teste. Oltre a provare a fare il doppiatore mi improvviserò direttore del doppiaggio.
    Ovviamente non tutti quelli che hanno inviato i loro provini sono stati scelti, vuoi approfittare dell’occasione e spiegare qui le motivazioni?
    Ho sentito tante voci, e ho scelto quelle che ritenevo adatte a questo progetto. Uno dei punti chiave del progetto “Holy Fandub”, sopra il quale ho voluto mettere l’accento perché ritengo avvicini questo lavoro a un qualcosa di “legittimo”, è il voler usare tanti doppiatori quanti sono i Python. I personaggi interpretati da ogni attore sono più di uno e l’idea è di farli doppiare tutti dalla stessa voce (cosa che spesso neanche succede nei doppiaggi ufficiali). E’ giocoforza che insieme all’abilità interpretativa voglio che le voci non siano “scollate” su ogni attore e quindi devo scegliere quelle che ritengo più vicine, timbricamente parlando, a quelle dei Python. Perciò sono stato costretto, in molti casi, a declinare provini di gente davvero brava, che però non ritenevo fosse in linea con quello che mi sono prefissato per questo progetto di ridoppiaggio. Tra parentesi, i provini continuano ad arrivare e se c’è qualcuno al quale o alla quale non ho risposto, chiedo venia ma come immaginerete le cose da fare sono tante, spesso mi trovo a desiderare che le giornate contengano più di 24 ore. One can dream…
    A che punto è il casting dei doppiatori?
    Per quanto riguarda il cast principale dei sei attori siamo a buon punto, per quanto riguarda i ruoli secondari i posti sono ancora vacanti.
    Molti si sono chiesti come faremo con la traccia audio? Come isolare le voci etc… vorresti chiarire le tue intenzioni riguardo alla parte sonora del film?
    Una parte del lavoro che mi darà soddisfazione, credo, sarà proprio quella del missaggio. Tenterò di ricostruire la colonna sonora del film. Nelle parti senza dialogo, inutile dirlo, verrà lasciata quella originale; nelle parti con i dialoghi si ricorrerà a una ricostruzione partendo da elementi del mix 5.1 del film e integrando con del foley dove necessario.
    Cosa possiamo aspettarci riguardo la qualità interpretativa del prodotto finale? Questa era una delle preoccupazioni di alcuni che si sono interessati ai provini. Sai che la parola “fandub” spesso non ha connotati positivi.
    Le persone scelte finora sono degli ottimi interpreti e confido di trovare gente altrettanto brava per i ruoli che ci mancano. Conoscendo il film in inglese quasi a memoria so benissimo quali note dovrà suonare la banda, spero solo di essere un buon direttore d’orchestra.
    Hai già qualche idea sul tipo di distribuzione? Questa è un’altra domanda frequente.
    Credo che l’idea migliore sia di distribuire la sola traccia audio, sincronizzata col film per chi se la vuole montare sul dvd ufficiale. Oggigiorno con i software gratuiti a disposizione è un gioco da ragazzi. Può darsi che si possa preparare anche un master video per chi vuole vedere il film e basta, vedremo. 😉
    Per ora questa è la mia risposta ufficiale in merito.
    E’ la prima volta che viene realizzato un progetto simile in Italia?
    Ammetto la mia ignoranza al riguardo. So che ci sono molti fandub in giro, questo è certo. Non so quanti sono quelli che, come nel mio caso, decidono di ignorare completamente l’adattamento originale e di partire daccapo.  D’altro canto, quanti sono i film che al doppiaggio hanno avuto la sfortuna di ricevere un trattamento tanto schifoso?
    C’è sempre Flash Gordon e L’Uomo che Fuggì dal Futuro, ma ammetto che a livello di stravolgimento per ora Monty Python rimane imbattuto.
    Sulla traduzione non mi sento di farti rivelare troppo al momento ma hai voglia di svelare qualcosa in particolare? Un mio lettore domandava: quali sono state le difficoltà maggiori? Le traduzioni sono letterali oppure no? Come sarà l’adattamento?
    Ho avuto qualche difficoltà nella ricerca del linguaggio. Non solo volevo evitare che fosse evidente dai dialoghi che questo era un prodotto realizzato a oltre 30 anni di distanza, ma ho anche cercato di pensare a costruzioni grammaticali e termini che fossero “arcaicizzanti”, che dessero l’idea del medievale, senza dover ricorrere a un “volgare” in stile Brancaleone. Il tutto, ovviamente, deve filare come gli ingranaggi di un orologio, le battute non devono essere troppo corte o troppo lunghe per il labiale, si deve evitare la cacofonia… E’ un lavoro delicato, e non invidio traduttori, adattatori e dialoghisti che sono costretti a fare questo ed altro in tempi spaventosamente corti, oggigiorno.
    Riguardo alla mia collaborazione, sai che sono un cane come attore ma comunque mi fa piacere reclamizzare questo progetto sul mio blog (che al momento è anche “sede” ufficiale di questo progetto) e soprattutto prendervi parte, anche se soltanto da dietro le quinte. Vuoi spiegare tu il mio ruolo in questa faccenda in modo da non cadere nei miei soliti autoelogi egomaniaci?
    Il tuo ruolo è quello di coordinatore generale e soprattutto aiuto per la revisione ultima dei dialoghi, perché come si sa due teste sono meglio di una. Inoltre mi stai dando un grande aiuto nel pubblicizzare il progetto e sei un bravo scopritore di talenti.
    Grazie, lo sai che il lavoro di adattamento è quello che più adoro, specie nei casi “difficili” dove c’è da giocare con la lingua italiana e mi diverte molto aiutarti a perfezionare la tua magnum opus.
    Hai un’idea di quanto ci vorrà a concludere il progetto?
    Ahimé no. La cosa sicura è che, dato che per ovvi motivi non possiamo riunirci tutti in una sola stanza e registrare, ognuno lavorerà coi propri tempi. Non mi azzardo a fare stime quando ancora non è concluso il casting.
    Hai altri progetti nel cassetto di cui vuoi parlarci o è meglio tenere questa domanda per la fine del lavoro?
    Qualche idea, ma niente che posso avanzare al grado di “castello in aria” ancora.
    Infine c’è la domanda di rito… cosa ne pensi di questo mio piccolo blog?
    In qualità di pignolo (o “nitpicker”, all’inglese), non posso che condividere le tue frustrazioni riguardo adattamenti mal riusciti, titoli stupidi o inappropriati e così via… tutte cose che disturbano una persona che conosce sia l’inglese che l’italiano e ha una mezza idea di quello che ci si dovrebbe aspettare da una buona traduzione.
    Certo, è chiaro che pessuno è nerfetto e questo si applica anche al doppiaggio italiano. Per cui se vediamo castronerie al cinema o in tv, meglio farsi una risata come del resto inviti spesso a fare tu nel blog.

  • Intervista sulla versione italiana di "Star Wars: revisited"


    Di recente ho scoperto con immenso piacere l’esistenza di una versione italiana dell’edizione “revisited” di Guerre Stellari (chi non sa cosa sia a breve lo scoprirà). Prontamente mi sono messo in contatto con il curatore di questo progetto (che si fa chiamare Luke) proponendogli un’intervista che vi riporto senza ulteriori indugi.
    Evit: Intanto spieghiamo ai profani che cosa sia questa cosiddetta Adywan’s Star Wars revisited.
    Luke: Certamente. Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza (Revisited Edition) è il progetto di un fan chiamato Adrian “Adywan” Sayce: scontento di come sono state realizzate le Edizioni Speciali della Trilogia Classica, Sayce ha iniziato a mettere mano al primo film nel 2004. In un primo momento la sua intenzione era di correggere i colori e qualche effetto speciale, ma durante la procedura si è accorto di poter lavorare a tantissime altre cose e poterle rendere migliori.
    Adywan ha lavorato a Una nuova speranza per due anni prima di lanciare il film sul web. In questa versione sono presenti nuove scene, nuovi effetti sonori e visivi, nuove musiche, e più di 250 piccoli ritocchi. Il risultato è un’opera assai superiore alle precedenti edizioni ufficiali.
    (i più curiosi troveranno una lista completa di tutte le alterazioni qui)
    Mi racconti come ti è venuto in mente di realizzare un’edizione italiana di questa versione riveduta e corretta di Guerre Stellari, come si è sviluppato l’intero progetto e chi ne è stato protagonista? Quali sono stati i problemi più grandi?
    Eh, c’è molto da raccontare. Mi capitava di frequente di incappare nei video di questo Adywan su Youtube. Adocchiavo le icone, ma non volevo assolutamente vedere i filmati per intero, perché consideravo i film originali intoccabili. Insomma, che razza di perfezionamenti potevano esserci? In seguito riuscii ad incuriosirmi di più e vidi il primissimo trailer de L’Impero colpisce ancora: Revisited, a cui Adywan sta tuttora lavorando. Durante il filmato vi era un elenco di tutte le modifiche che aveva apportato, anche su dettagli che non avrei mai notato. Era incredibile! Solo vedere la nuova versione dell’Imperatore, con l’aspetto più simile a quello visto ne Il ritorno dello Jedi, mi fece subito cambiare idea sull’intero progetto.
    E così passai alla visione di Star Wars: Revisited ed è stato come vedere il film per la prima volta: era ciò che l’Edizione Speciale avrebbe dovuto essere, e tutto grazie ad una persona che non aveva di certo gli stessi mezzi di George Lucas.
    Sentivo, però, la mancava di una cosa sola: le indimenticabili voci italiane. Dato che in passato avevo già rimaneggiato e doppiato diversi film in maniera amatoriale, decisi di occuparmi della versione italiana. In un primo momento pensavo semplicemente di inserire l’audio del DVD, facendo un taglia e cuci qua e la con la nuova colonna di Adywan, ma ben presto scoprii che la cosa non era affatto semplice: l’audio ufficiale italiano, anche se in 5.1, non era nelle migliori condizioni. C’erano molti fruscii, “inceppamenti” nei dialoghi (in una battuta di Tarkin, per l’esattezza) e parti in cui la musica “soffocava” il parlato (principalmente nell’ultima parte della Battaglia di Yavin). In breve, non si trattava del migliore dei missaggi (missaggio che è rimasto anche per i Blu-Ray) e il tutto andava ripulito e aggiustato. Per farlo ho usufruito anche della traccia in 2.0, presente nel DVD della versione inalterata, uguale a quella uscita nel ’77.
    Successivamente decisi di porre rimedio anche ai vari errori di doppiaggio (il più famoso è ovviamente “Guerra dei Quoti”) e chiamai alcuni miei amici che, proprio come me, hanno avuto esperienze recitative e di doppiaggio vero e proprio. Il tutto è stato inciso e mixato in casa, con l’aiuto di un mio amico fonico.
    Come mai la segretezza sul nome degli interpreti? Non preferireste essere noti per questo lavoro o c’è il timore che i fan ne facciano una questione personale?
    Quasi tutte le persone coinvolte hanno preferito mantenere l’anonimato per questioni personali, e così, nei titoli di coda, ho inserito solo i nomi di chi ha lavorato alle edizioni ufficiali (Mario Maldesi, Tonino Accolla e tutto il cast). Posso solo dire che la voce di Luke Skywalker è la mia.
    Il vostro lavoro è stato apprezzato dai fan italiani di Guerre Stellari? Come l’hanno presa? (mi riferisco solo ai fan di lunga data, non a coloro che hanno conosciuto Guerre Stellari con la nuova trilogia)
    Molti sono rimasti stupefatti dal lavoro e ho ricevuto dei bellissimi complimenti, mentre altri sono stati più critici, soprattutto per i cambi di voce (in particolare per la scena dell’ologramma della Principessa Leila).
    Mi rendo conto che la scena della Principessa Leila purtroppo rimane l’unica un po’ troppo evidente, non tanto per l’interpretazione quanto perché sul finale ritorna bruscamente sulla traccia originale per l’ultima frase “aiutami Obi Wan Kenobi… etc”. Probabilmente doppiando anche quell’ultima frase svanirebbero molte critiche. Come fan io ho apprezzato enormemente il vostro impegno, ve lo dico onestamente, alcune transizioni come l’eliminazione di (stella)pilota sono veramente impressionanti. Del resto avevo già avuto modo di apprezzare la versione di Adywan in inglese, quindi ritrovarmela poi anche in italiano e per giunta “rivisitata” anche nel reparto audio è stata una bellissima sorpresa… benché, come ti immaginerai, io rimanga comunque legato alla versione del ’77, quella per puristi pubblicata in DVD con traccia 2.0 in seguito a petizione dei fan.
    Credo sia giusto soffermarmi un attimo sul perché non ho fatto doppiare anche l’ultima frase della Principessa. Naturalmente, il motivo del ridoppiaggio era dovuto all’inserimento del termine “Cloni” e introdurre solo quello nel parlato di Ottavia Piccolo, ma la cosa è risultata impossibile. Da lì la decisione di far ridoppiare l’intero discorso. C’era solo un problema: il famoso “aiutami Obi-Wan Kenobi” si era già sentito un po’ di volte nella scena in cui C1 mostra per la prima volta l’ologramma a Luke. Era una parte che non avevo proprio intenzione di ridoppiare, uno perché in quel punto avevo appena corretto un errore, vale a dire la prima battuta della Piccolo che fa “Aiutami Obi-Wan Kenobi. Sei la mia sola speranza” al posto di “Sei la mia unica speranza” come le successive. Due, perché nell’originale Adywan aveva aggiunto diversi “Help me Obi-Wan…” che mancavano per tutta la scena (in quella ufficiale Leila lo ripete solo 6 volte, in quella di Adywan 16) e volevo che ci fossero quelle della Piccolo per l’italiano. Alla fine sono arrivato al compromesso di ridoppiare il discorso, lasciando inalterata solo la parte finale. Ho pensato anche che con il cambio di inquadratura (il finale si sente con Luke in primo piano), la cosa poteva essere tollerabile.
    Questa considerazione finale ha un suo senso.

    Andiamo più nei dettagli su alcuni particolari specifici di questa versione italiana… Han Solo che propone un prezzo di 35.000 non è stato alterato, presumo quindi che anche voi come me concordiate con la maggior parte del lavoro di adattamento dell’originale che a suo tempo avrà trovato difficile mettere la parola DIECIMILA in bocca a Mark Hamill quando il suo labiale scandisce chiaramente TEN-THOUSANDS. La mia osservazione è corretta? Cosa ne pensate dell’adattamento originale in generale?
    Sì, è corretta. L’aumento di tariffa di Ian è un dettaglio che non mi infastidisce affatto. Il cambiamento era dovuto al labiale di Luke e credo che Maldesi abbia agito bene. E poi, involontariamente, la cosa si ricollega a Il ritorno dello Jedi, quando Leila, fingendosi un cacciatore di taglie, pretende da Jabba the Hutt un compenso di 50 mila per la cattura di Chewbecca, e il gangster gliene offre 35. Le somme sono le stesse dell’originale.
    Comunque penso che l’adattamento italiano sia un’opera d’arte, ed è stata una fortuna che ad occuparsene siano stati Mario Maldesi e Roberto De Leonardis. I dialoghi, in alcune parti, superano quelli originali di Lucas e i nomi scelti per i personaggi acquistano una sonorità più naturale. Certo qualche errore c’è stato, come la scelta insensata di cambiare “Cloni” con “Quoti”, ma bisogna capire che a quei tempi nessuno si sarebbe mai immaginato quanto sarebbe stata importante quella parola nel futuro. E poi c’è anche lo “stella pilota” di Obi-Wan, che nella mia versione è stato corretto.
    A parte questo, credo che ci troviamo davanti ad un adattamento che ha contribuito a farci appassionare ancora di più a questa pellicola.
    Concordo pienamente. Pensa che a me lo “stellapilota” non mi ha mai neanche disturbato (ma è un bene che l’abbiate corretto).
    Nella vostra versione Han Solo non dice più “Viaggiare nell’iperspazio non è come spargere fertilizzanti da un aeroplano”. Quella frase un po’ fuori contesto adesso è diventata: “Senti io comando la nave e basta. Io voglio togliermi di qui capito?”. La cosa splendida è che si tratta dello stesso doppiatore di Han Solo. Ti piacerebbe approfondire su questa frase?
    Sì, per l’esattezza è diventata “Senti io voglio togliermi da qui, capito? Io comando la nave e basta!”. E’ una modifica che ho inserito all’ultimo momento. Inizialmente era rimasta quella del “fertilizzante”, da una parte perché sinceramente non c’avevo pensato, dall’altra perché non sapevo a chi farla ridoppiare.
    Poi mi è venuto in mente di sostituirla con una battuta di Stefano Satta Flores presa da Alien di Ridley Scott, dove doppia il Cap. Dallas (Tom Skerritt). Insomma c’era un’astronave, lo spazio, qualche frase appropriata forse si riusciva a trovare, no? Così rividi il film  e arrivai alla scena in cui Dallas e Ripley hanno un battibecco sulla decisione di ripartire subito dal pianeta su cui sono atterrati. Lì Dallas pronuncia le due frasi scelte, ed erano perfette per Ian Solo. Bastava solamente invertire l’ordine e ripulirle un po’. Quindi adesso Ian si ritrova a dare un ennesimo rimprovero a Luke, piuttosto che una spiegazione.
    Devo dire che c’è stato solo un utente di youtube che ha indovinato subito la provenienza della due battute, mi pare che altri non se ne siano accorti.
    Il primo Alien non gode di troppi fan in Italia. Te lo dice uno che nell’armadio ha una giacca “Nostromo“. 😉 Anch’io non sono riuscito ad identificare subito l’origine nonostante avessi riconosciuto lo stesso doppiatore, a mia discolpa posso solo dire che Alien è uno di quei film che non vedo in italiano da una decina d’anni.
    Per quanto riguarda i due robot (R2D2 e C3PO in inglese, C1P8 e D3BO in italiano), ho notato che avete preferito lasciare i nomi storici del doppiaggio italiano evitando di riportarli all’originale. E’ stata una scelta voluta o dettata dalla necessità?
    Come ho accennato prima, ho sempre preferito tutti i nomi dell’edizione italiana e mi sarebbe piaciuto risentire quelli dei droidi anche nella Trilogia dei Prequel (come anche Rodolfo Traversa su D-3BO del resto). Comunque sia, riportare i nomi originali avrebbe significato dover ridoppiare l’intero film. Basti pensare alla scena del compattatore, dove Luke urla a squarciagola il nome di “3BO”, o lo stesso D-3BO che ripete il nome di C1 innumerevoli volte. Era assolutamente fuori discussione. I nomi, e il doppiaggio in generale, dovevano restare quelli di sempre.
    Quindi una scelta pratica ma anche voluta. Direi un’ottima scelta!
    Le correzioni che avete apportato mi sembrano piccole ma molto significative. Ho avuto l’impressione che non abbiate voluto strafare ma semplicemente “aggiustare” le cose più gravi (specie quella dei “Quoti”). Ho avuto la sensazione giusta?
    Sì, è esatto ma l’idea di “aggiustare” le cose gravi non è arrivata subito. Come ho detto prima, ci troviamo davanti ad una grande opera d’arte, un ottimo lavoro di direzione e di recitazione, nonostante le diverse pecche. Non avrei mai pensato di metterci mano. Lo scopo iniziale era quello di inserire la traccia così com’era, riadattandola per le sequenze rimontate o aggiunte.
    Mentre rielaboravo l’audio in 5.1 (diviso in parti), mi sono accorto che nella traccia delle voci vi erano rimasti dei rimasugli di musiche, forse perché era stata presa e rimaneggiata interamente da quella in 2.0. Questa cosa non ha dato problemi fino alla scena in cui Luke è in casa di Obi-Wan. L’intera parte è stata rimontata in modo da seguire ciò che c’era scritto nella sceneggiatura originale e non si apre più con la battuta di Luke “No, mio padre non ha fatto la guerra. Era ufficiale di rotta su un’astronave da carico”, ma con l’ologramma di C1-P8. Ora la frase viene pronunciata a metà scena, dove non c’è musica, e purtroppo nel parlato di Claudio Capone ne era rimasta in sottofondo. Per quanto ci abbia provato non sono riuscito ad eliminarla, dovendo così rinunciare ad inserirla. Da lì in poi, dato che era ormai inevitabile il ridoppiaggio, decisi di correggere la maggior parte degli errori.
    Comunque, in generale i motivi del ridoppiaggio parziale, una volta deciso di farlo, sono stati i seguenti:
    1. Non avere musica in sottofondo per la battuta “No mio padre non ha fatto la guerra. Era ufficiale di rotta su un’astronave da carico”.
    2. Sostituire Guerra dei Quoti con “Guerra dei Cloni”.
    3. Correggere gli errori di doppiaggio della Squadra Oro e dare una voce “fissa” a tutti i personaggi: nella versione italiana originale, uno chiamava l’altro Oro cinque (mentre invece è Capo Oro), e ad un certo punto c’è uno scambio di voci (prima un personaggio ha una voce, mentre dopo ha quella di Sergio Di Giulio).
    4. Fare in modo che Luke avesse due voci invece di tre: dopo aver ridoppiato le poche battute scelte, il personaggio si è ritrovato con tre voci diverse, cioè quella di Claudio Capone, quella di Francesco Prando e… la mia.
    Erano decisamente troppe e si sarebbe creata molta confusione. Da qui la decisione di togliere la voce di Prando (quella nella scena dell’incontro fra Luke e Biggs) e sostituirla con la mia.
    Vi è passato già per la testa di ridoppiare una delle ultime scene di Episodio III per la quale fu progettato che Obi Wan ordinasse il cambio di matricola ai robot giustificando così il divario di nomi tra nuova e vecchia trilogia? O ve lo sto suggerendo io adesso?
    No, non mi è mai venuto in mente di rimettere mano alle versioni ufficiali. Nel caso dovessi occuparmi di questo tipo di modifiche, lo farò solo con le versioni di Adywan, che credo saranno pronte dopo il 2015. E poi mi pare di ricordare che sia Bail Organa, il padre adottivo di Leila, a chiedere la cancellazione della memoria di D-3BO (e non di C1-P8), quindi dovrà essere lui ad ordinare il cambio di matricola.
    Si, come vedi non sono espertissimo dei nuovi episodi che, manco a dirlo, mi sono piaciuti poco. Non sarebbe una brutta idea quella di pubblicare su Youtube soltanto quella scena, ridoppiata ad hoc, magari a completamento della vecchia trilogia… una sorta di “bonus” per i fan italiani.
    E’ un’idea molto carina e simpatica… credo proprio che la realizzerò. Devo solo trovare qualcuno adatto per Bail Organa.
    Posso sempre aiutarti nella ricerca, del resto per il progetto Monty Python abbiamo già trovato alcuni fantastici interpreti.
    Sarei felice di valutare le tue proposte.
    Anche nella nuova trilogia non mancano certo gli strafalcioni. Pensate che un giorno andrete ad “aggiustare” anche la nuova trilogia? Magari basandovi su montaggi di altri fan? (ho visto una versione degli episodi I e II dove sono state tagliate alcune scene superflue, reinserite scene eliminate e rimontate intere sequenze in maniera alternativa in modo da migliorare il film… il lavoro di miglioramento era davvero notevole).
    Ho sentito parlare di quelle versioni, ma non le ho viste. Come ho detto prima, se dovrò “aggiustare” la Trilogia dei Prequel lo farò solo con le edizioni di Adywan.
    Nel caso dovessi occuparmene, una delle cose che aggiusterò sicuramente sarà il nome di Palpatine ne La minaccia fantasma, che viene pronunciato “Palpatàin” al posto della corretta pronuncia originale “Pàlpatin”.
    Presumo che vi prodigherete a produrre una versione italiana anche de L’Impero Colpisce Ancora (NdR: di cui c’è già un vostro trailer su Youtube) e Il Ritorno dello Jedi sempre basate sulle revisioni di Adywan. Avete già in mente qualche frase che non vedete l’ora di “aggiustare”? A me ne vengono in mente già due o tre, ce la dai qualche anticipazione?
    L’intenzione è quella ma dipende tutto da Adywan. Circa un anno fa, nella sua pagina ufficiale di Facebook, Ady chiese ai fan di altri paesi se fossero disposti a mandargli le tracce audio de L’Impero colpisce ancora in altre lingue, in modo da inserirle in alternativa a quella inglese. Io risposi subito e iniziai a lavorare immediatamente all’eliminazione o alla correzione di alcune battute e dialoghi, come ad esempio il famigerato “Avvertite l’incrociatore stellare…” pronunciato da Dart Fener su Bespin e doppiato da Rodolfo Bianchi (che ritornerà ad essere l’originale “Preparate la mia navetta” di Massimo Foschi) e il nuovo dialogo fra Palpatine e Fener, che già in parte si può vedere nel trailer. Una volta mandato il tutto, Adywan mi ringraziò e mi disse che avrebbe inserito il mio nome fra i titoli di coda. Però è da circa un anno che non ci sentiamo. E’ talmente preso dal terminare il film che non so se avrà il tempo di occuparsi della traccia italiana.
    Proverò a risentirlo in questi giorni. E poi va anche detto che L’Impero sarà presentato in Blu-Ray, quindi dovrò aggiornarmi con l’alta definizione per lavorarci.
    Cosa ne pensi di Lucas e del suo “vizietto” di alterare continuamente i suoi stessi film?
    Penso che ormai abbia superato il limite. Mi riferisco soprattutto alle ultime assurde modifiche per i Blu-Ray della Trilogia Classica, tipo l’inserimento di rocce nella scena in cui C1-P8 si nasconde dai Sabbipodi nell’Episodio IV (che nelle inquadrature successive spariscono magicamente), il continuo cambio del grido di Obi-Wan per metterli in fuga, oppure far urlare a Dart Fener “No!! Noooo!!!” nel finale de Il ritorno dello Jedi. Che motivo c’è? Posso capire gli aggiornamenti per i DVD del 2004, tipo il perfezionamento del Jabba digitale di Episodio IV (scena superflua che è stata eliminata da Adywan), ma questi che ho citato sono davvero senza senso.
    Se proprio erano necessarie delle modifiche, dovevano essere fatte con maggiore cura e attenzione, proprio come ha dimostrato Adywan.
    Se i miei lettori volessero informarsi di più riguardo a questo tuo progetto a quale pagina web potrei indirizzarli?
    Al mio canale youtube dove, per il momento, è presente l’intero film (diviso in nove parti), e poi trailer, extra e qualche anticipazione de L’Impero colpisce ancora: Revisited. Sarò lieto di rispondere per qualsiasi domanda o chiarimento.
    Ti invito ovviamente anche a tenerci aggiornati tramite questo blog.

    Ti ringrazio molto. Lo farò sicuramente.

    Quando uscirà il DVD di questa vostra edizione italiana?
    Presto. E’ praticamente finito, manca solo qualche piccolo dettaglio. Si tratterà di un DVD diverso da quello di Adywan, non avrà gli stessi menù e sarà molto più semplice. Ultimamente gli impegni quotidiani non mi hanno consentito di lavorarci assiduamente e di poterlo terminare.
    Tra l’altro non so neanche da dove lo si potrà scaricare (in teoria, dovrà essere fatto solo da chi possiede il DVD originale ufficiale)… vedremo.
    Conosco la situazione, in quanto ho collaborato al progetto di preservazione di THX-1138 (L’Uomo che fuggì dal futuro) e nonostante il disco in italiano sia già stato ultimato c’è ancora l’incognita della distribuzione che, non mi stancherò mai di dire, richiede il possesso di una copia originale del film (in DVD ma nel caso di THX anche solo in VHS visto che la versione italiana “preservata” è proprio quella su videocassetta).
    Infine… cosa ne pensi di questo mio piccolo blog?
    Notevole. Veramente notevole!” (cit.)
    Fino ad ora conoscevo solo il forum e il sito dei doppiatori del grande Antonio Genna, e non potevo immaginare l’esistenza di un altro sito, dove si analizzano così nel dettaglio gli adattamenti dei film stranieri, i motivi per i cambiamenti dei titoli e il cambio dei nomi dei personaggi… è davvero brillante. Un gioiellino da tenere sempre d’occhio.
    Sono lusingato, grazie mille, per tutto. Alla prossima e tienici informati