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Terminator (1984) – L’adattamento italiano si poteva fare meglio

terminator fatti fottere
Potendolo evitare, non guardo mai Terminator in lingua italiana. I lettori abituali già lo sanno: quando reputo che un film doppiato in italiano valga la pena, allora lo difendo a spada tratta e ne vado anche fiero, ne parlo e ne straparlo. Nel caso di Terminator, sebbene sia parte della mia adolescenza, non provo alcun valore affettivo verso la sua versione italiana (nonostante la bravura degli interpreti), abbandonata per sempre dopo aver scoperto la versione originale. Ebbene, rivedendolo in lingua italiana in un recente passaggio televisivo si confermano le mie motivazioni.

In generale si può dire che i film anni ’80 avevano dei buoni adattamenti e, solitamente, anche i film “minori” godevano di questi privilegi. Alla direzione del doppiaggio di questo film troviamo Carlo Marini, di cui avevamo parlato molto bene in questo blog come voce di “Mad Max“. Marini viene dalla scuola anni ’50-’60 di Emilio Cigoli e ha diretto, negli anni ’70 e ’80, il doppiaggio di diversi film, molti dei quali poco noti oggigiorno, ma anche alcuni titoli di spicco come ad esempio Platoon. Poi c’è Letizia Ciotti Miller all’adattamento dei dialoghi che nel 1984 aveva già un curriculum niente male, I predatori dell’arca perduta è uno dei suoi e anche Scarface.
Allora cosa è andato storto?

TUTTI I PROBLEMI DI TERMINATOR IN ITALIANO

La voce di Glauco Onorato su Schwarzenegger

altrimenti Arnold si arrabbia
Anche qui, chi mi conosce lo sa… ho sempre adorato il doppiatore Glauco Onorato. Non ci sono abbastanza sottolineature che io possa mettere sotto la parola “adorato” per farne capire il vero senso! Senza di lui la carriera di Bud Spencer si sarebbe probabilmente spenta sul nascere; senza di lui la serie Arma letale non sarebbe mai stata così divertente (sì, è più divertente in italiano); sempre senza di lui metà degli afro-americani di Hollywood non avrebbero avuto una voce memorabile. Poi accade che negli anni ’80 gli danno da doppiare anche Arnold Schwarzenegger.

Una ragione dietro questo abbinamento secondo me c’è. Qualcuno avrà fatto questa considerazione: “Schwarzenegger parla in modo un po’ comico, diamogli qualcuno con una voce profonda ma che sappia essere anche comico” e BOOM, hanno tirato fuori il nome di Glauco Onorato dal cilindro! È solo una mia supposizione ovviamente.
Ha un suo senso in un film come True Lies che era una mezza commedia; ha un suo senso in film come Una promessa è una promessa; ha senso persino in Commando nella quale Schwarzy ha sempre la battuta pronta per ogni singola persona che uccide… e vi abbuono persino Predator dove non mi disturba “troppo” (ok, un pochino sì), ma non ha mai avuto senso in Terminator, MAI!

Per l’occasione, il mio collaboratore Leo ha prodotto questo video dove su una scena di Terminator ha montato e sincronizzato clip audio provenienti da film di Bud Spencer e Terence Hill (vorrei ribadire che Bud Spencer e Arnold Schwarzenegger sono stati doppiati dallo stessa persona, Glauco Onorato), guardate come ci sta bene:

Abbiamo anche la locandina…

poster altrimenti ci arrabbiamo con Schwarzenegger al posto di Bud Spencer
La scelta di Onorato su Schwarzy in Terminator è semplicemente indifendibile: molte battute (troppe) sono visivamente slegate dal labiale dell’attore (non sono uno che sta a fissarsi più di tanto sul movimento delle labbra e tuttavia l’ho notato), la voce stessa, molto “umana”, stride con l’aspetto di Arnold e con i suoi modi robotici. Non è alienante quanto la voce estremamente teatrale di Massimo Foschi su Schwarzenegger nel film L’implacabile (1987), ma poco ci manca. Comunque non è opinione solo mia, Onorato stesso in questa intervista del 2011 (al minuto 4’19”) accennava a come non ritenesse la sua voce totalmente adeguata su Schwarzenegger.

“Io mi ci son sempre trovato sempre un po’… secondo me ero già un po’ troppo “pesante” per doppiare lui, vocalmente. Io sto meglio su Bud Spencer, sto meglio su attori che ho doppiato in passato tipo Lee Marvin, James Coburn, Charles Bronson.”

Glauco Onorato su Schwarzenegger non è l’unica cosa che non va con questo film, fosse stato solo per la voce di Arnold avrei davvero chiuso un occhio, del resto parla pochissimo e gli altri interpreti sono tutti ottimi. Ciò che peggiora il tutto invece è l’adattamento delle battute più celebri che, in italiano, quasi… scompaiono.

L’adattamento italiano di Terminator

L’adattamento italiano di Terminator ha i suoi momenti problematici e conoscendo bene le battute celebri dell’originale, dispiace sempre un po’ vedere che molte di queste sono state in qualche modo “appiattite” o omesse in italiano, privando così lo spettatore di molte soddisfazioni. La più famosa è sicuramente “I’ll be back”.

I’ll be back – Aspetto fuori

Schwarzenegger in Terminator che dice I'll be back ritornerò
La battuta più famosa in assoluto è, ovviamente, “I’ll be back” (ritornerò) che in italiano recita “aspetto fuori“.
Palesemente, in fase di adattamento, non c’è stata la percezione che tale frase potesse diventare un vero e proprio tormentone (del resto non se lo aspettava nemmeno Schwarzenegger) e venne tradotta all’epoca come fu ritenuto più appropriato per la situazione (il poliziotto gli suggerisce di mettersi a sedere ed aspettare – risposta: aspetto fuori) e secondo la logica del doppiaggio che cerca di far combaciare le consonanti labiali (la “p” di aspetto che ricade sulla “b” di “be”) e inoltre la frase inizia con la lettera “a”, che combacia bene con “I’ll” (pronuncia: ahl) di Arnold.

Sulla carta è la scelta migliore che si poteva fare, purtroppo il labiale risulta visivamente molto slegato dalla battuta doppiata. Tanto valeva farne una traduzione più adatta (e più memorabile) e fregarsene. Altre risposte appropriate – non necessariamente appropriate ai tempi della battute e al labiale, ma appropriate alla logica di quella scena – potrebbero essere qualcosa come “torno dopo”, “torno più tardi”, “ritorno presto”.

Al contrario della battuta originale, aspetto fuori non si lega comicamente al fatto che il terminator ritorni poco dopo con un automobile per sfondare l’entrata della stazione di polizia, un altro motivo forse che non ha aiutato a rendere memorabile questa battuta anche in italiano.

Ecco la scena in italiano (da YouTube):

Il risultato è che con “aspetto fuori” ovviamente si perde anche qualsiasi continuità con i seguiti in cui c’è sempre un “I’ll be back” che non sarà traducibile con un “aspetto fuori“; inoltre la frase originale è finita tra le 100 frasi più memorabili di tutti i tempi, mentre in italiano non la ricorda nessuno, quindi qualche motivo ce l’ho quando vengo a dirvi che l’adattamento è, in molti punti, piatto e immemorabile.

Curiosità: in Last Action Hero (1993) la battuta di Schwarzenegger “I’ll be back” recita in italiano “ci vediamo”, mentre in Fermati o mamma spara (1992) Stallone dice alla mamma che sono i Terminator che dicono “ci rivedremo”, non i poliziotti.

Per chi comprende l’inglese c’è una divertente intervista a Schwarzenegger su ABC News (Arnold Schwarzenegger’s Trouble With ‘I’ll Be Back’ Line From ‘Terminator’, del 2012) dove l’attore dice che aveva dei problemi a pronunciare “I’ll” (ahl) della battuta “I’ll be back” e aveva suggerito a Cameron di cambiarla in “I will be back” senza la forma contratta, argomentando la sua proposta con l’idea che la forma non contratta sarebbe anche più corretta nella logica del film dato che un robot, in quanto tale, si sarebbe probabilmente attenuto ad una grammatica più formale. Cameron gli ha risposto: “io non ti dico come recitare, tu non dirmi come scrivere la sceneggiatura. Ho scritto “I’ll be back”, tu dilla così e basta“. La storia ha poi dato ragione a Cameron.
Cameron stesso ammise che la scelta di usare Schwarzenegger con il suo pesante accento austriaco fu rischiosa ma, stranamente, funzionava e dava l’idea che le macchine non avessero ancora perfezionato l’emulazione del parlato umano (un difetto sistemato poi con il modello liquido e più avanzato che vediamo in Terminator 2).

La spiegazione di Cameron ovviamente fa acqua da tutte le parti perché quando il Terminator imita la voce del poliziotto o della madre di Sarah Connor, non ha nessuna difficoltà di pronuncia. Da questo punto di vista, la versione doppiata di qualsiasi film di Terminator è più sensata in italiano, perché il nostro terminato dal futuro non ha nessun accento austriaco.

“Fuck you, asshole” – il collegamento che non nessun italiano ha mai fatto

Un altro esempio di battuta mancata è quella di Bill Paxton, “Fuck you, asshole!” recitata in originale in maniera molto divertente (va sentita, qui il video in lingua originale)…

Scena dal film Terminator, Bill Paxton che dice fuck you asshole

In italiano: “ma perché non vai affanculo?

Vediamo la stessa scena in italiano (qui il video in italiano).

Con quella traduzione (e con la sua interpretazione) secondo me non solo si uccidono/appiattiscono i memorabili 10 secondi di Bill Paxton (futuro soldato Hudson in Aliens, cacciatore di tesori in Titanic, verme in True Lies… sempre di Cameron) ma, cosa forse più importante, si rende anche meno comprensibile il perché il Terminator, più in là nel film, scelga questa stessa frase per rispondere all’uomo delle pulizie che, insospettito del brutto odore, bussava alla porta:

Schermata del Terminator fuck you asshole

In italiano: “Fatti fottere, stronzo

Era difatti la battuta che il Terminator aveva imparato dai teppisti losangelini all’inizio del film. Un semplice “fanculo, stronzo!” poteva entrare tranquillamente nel labiale di Bill Paxton, così da legarsi più tardi con la risposta che il robot dà all’inserviente nel motel. In italiano, invece, questo collegamento tra le due frasi non avviene e nessuno in Italia lo aveva mai notato prima d’ora, del resto come potevate? La scena è una dimostrazione di quello che viene anche spiegato nel secondo film: il terminator impara nuove cose e si adatta. Se qualcuno parlerà di questa curiosità in futuro state sicuri che l’ha letta qui in questo blog.

L’interrogatorio di Kyle Reese

Durante l’interrogatorio, Kyler Reese si incazza perché lo psicologo gli sta facendo perdere tempo e, rivolgendosi alla telecamera, esclama: “you still don’t get it, do you?“.

Kyle Reese interrogato che urla non capisci
Kyle Reese non si sta rivolgendo a nessuno in particolare, parla alla telecamera riferendosi in generale ai poliziotti che ancora non comprendono la gravità della situazione, ma in italiano lo hanno tradotto come: “tu ancora non mi credi, vero?” mentre avrebbero dovuto tradurla come “ancora non ci arrivate, vero?” oppure “ancora non capite, vero?“.

Ma, considerazioni sulla traduzione a parte, Kyle si dovrebbe rivolgere ad un “VOI” e non ad un “TU“! Non dovrebbe dire “tu ancora non mi credi”. Tu chi? In quella frase chiaramente non si sta più rivolgendo allo psicologo seduto accanto a lui, quindi come minimo doveva essere “voi ancora non mi credete, vero?“. È possibile che sia stato scelto di proposito per accentuare la reazione di Sarah Connor che guarda la registrazione e reagisce impaurita, come se stesse parlando direttamente a lei… oppure che si tratti di una semplice svista.

Il fucile fasato plasma calibro 40-zero

Quando all’inizio del film il Terminator va ad armarsi in un negozio, il proprietario gli chiede se desidera altro…

Terminator chiede un Fucile fasato plasma
Il terminator in italiano risponde che desidera un fucile fasato plasma, calibro 40-zero. In inglese tale fantomatico fucile “fasato” (phased plasma rifle) era da 40 watt, non di calibro 40.0.
Mentre pronuncia queste parole, Schwarzenegger è di spalle quindi non è stata certo una scelta di traduzione motivata dal labiale e, purtroppo, quel “calibro 40-zero” fa sembrare questa arma del futuro un tantino meno fantascientifica. Che la Ciotti-Miller, dialoghista di questo film, avesse in mente qualcosa di molto meno fantascientifico? Difficile a dirsi.

I sottotitoli del DVD (che, come al solito, sono pieni di errori) traducono la battuta come “un fucile al plasma, portata 40 watt“, avendo erroneamente associato la parola “range” a “portata”. Curioso che secondo i sottotitolatori la “portata” possa essere misurata in watt (che invece è una misura di potenza).

Ciò che il terminator cerca è, più precisamente, un fucile di fase al plasma, di potenza intorno ai 40 watt (tradotto da me alla lettera, o “un fucile di fase al plasma, sui 40 watt” se vogliamo abbreviare); quindi né di calibro 40 come dicono nei dialoghi italiani, né di portata 40 watt, come riportano i sottotitoli del DVD; in particolare, la traduzione presente nei sottotitoli non vuol dire assolutamente niente, sarebbe come se vi dicessi che sono alto 1,78 metri e peso 17 Watt.
[i sottotitoli stavolta non sono stati fatti da qualche amaragano ma sono di tale Stefania Manetti per la Visiontext a Londra.]

visiontext

Fare errori è umano, ma questo povero Terminator  non riesce proprio a ordinare il suo fucile futuristico da 40 watt in nessuna versione esistente, doppiata o sottotitolata.

Alla luce di questi momenti, e di altri che seguiranno a breve, non so quale sia stato il problema con il doppiaggio di questo film (il quale, secondo Antonio Genna è stato eseguito da una certa Coop. FCM, secondo il sito Calliopea invece è opera della S.A.S.). A parte pochi casi, la ricerca del labiale adeguato non giustifica le alterazioni a cui assistiamo quindi, evidentemente, qualcuno ha fallito nell’intuire quali delle battute del film sarebbero divenute immortali o quali, come nel caso del “fuck you”, fossero legate ad altre scene del film.

Sembra quasi che chi lavorò all’adattamento di Terminator non ci abbia creduto fino in fondo, chissà che non sia stato visto come un altro film di fantascienza da quattro soldi sul quale non perderci troppo tempo, ma queste sono interpretazioni esclusivamente personali. Sono sicuro che molti di voi se lo saranno visto solo in italiano per decenni senza aver mai notato una sola delle osservazioni da me riportate in questo articolo, e va bene così. L’unica mia vera accusa alla versione italiana di Terminator è che avrebbero potuto fare di meglio, soprattutto nel rendere alcune battute memorabili come lo sono le corrispettive originali. Un vero peccato, visto comunque l’ottima interpretazione dei doppiatori su Sarah e Kyle e in generale di tutti gli interpreti italiani (Glauco a parte, per i motivi già detti: per me è “troppo umano”).

Vediamo altri problemini che, aggiunti al resto, diventano degni di nota.

Il plurale di parole inglesi…

“network di computers per la difesa”

Di questi ce ne sono una cornucopia e devo dire che negli anni ’80 era molto comune sentire “computers”, “networks” e simili. Il film “Electric Dreams“, dello stesso anno, viene introdotto dal narratore come “favola per computers“. Roba che oggi farebbe digrignare i denti.
Non so più neanche quante volte mi è capitato di ripeterlo in questo blog, ormai sono diventato un vecchietto che dice sempre le stesse cose:

È regola della grammatica italiana che le parole straniere siano adottate soltanto al singolare

Quindi in Italia non… dai, ormai la sapete a memoria anche voi la filastrocca, ripetete con me:

…non guidiamo camions; non guardiamo films; le star (non stars) del cinema hanno molti fan e non molti fans. Non beviamo nei bars, né ci ubriachiamo nei pubs; non prenotiamo dei tickets né ci piacciono i leaders.

Forse se la riscrivo in rima potremmo diffonderla nelle scuole elementari.

La cosa però diventa veramente fastidiosa soltanto quando questo uso errato dell’italiano avviene a scapito della comprensibilità. Difatti, quando Kyle Reese parla del futuro, nomina i “K-C” descrivendoli come “Killers-Cacciatori” (in originale H-K, Hunter-killers):

Terminator, Kyle Rees parla dei killers-cacciatori

“i K-C. Killers-Cacciatori”

Apprezzo il cambiamento di iniziali, cosa che oggigiorno non si fa più, ma per favore non usate il plurale anglosassone “killers“! Difatti l’orecchio italiano, con quella “s” di troppo, si confonde e sente immancabilmente “killer-scacciatori“, che ovviamente non combacia con la sigla “K-C”. La “s” del plurale era riferita all’intera parola “hunter-killer” e non solo alla parola “killer”.
Scusate se scado in argomenti aridi come la grammatica straniera ma se lo spettatore sente killer-scacciatori al posto di killers-cacciatori qualche dito dovrò pure puntarlo!

Traduzioni eccessive: la Cyberdyne Systems diventa Sistemi Cibernetici

Abbiamo la Cyberdyne Systems (creatrice di Skynet, anzi, dovrei dire “dello Skynet” come dicono in questo film) tradotta come Sistemi Cibernetici.

Kyle Reese spiega che il terminator è un modello Sistemi Cibernetici 101

“Un Terminator. Modello Sistemi Cibernetici uno-zero-uno”

Kyle Reese spiega che Skynet è stata costruita dalla cyberdyne systems qui tradotta come Sistemi Cibernetici

“…costruito per la SAC-NORAD dai sistemi cibernetici

Non siamo in una fiaba moderna, il nome di una immaginaria ditta americana potevano lasciarlo tranquillamente in inglese. Il pubblico italiano avrebbe conosciuto il nome Cyberdyne soltanto dal secondo film in poi. Anche in questo caso, non me ne sarei lamentato se poi all’interno del film questa scelta non finisse per causare degli errori come vediamo nella seguente battuta

costruito per la SAC-NORAD… dai sistemi cibernetici

Più correttamente dovrebbe essere: “costruito per il SAC-NORAD dalla Cyberdyne Systems” o, se volessimo davvero tradurre il nome dell’azienda, “costruito… dalla Sistemi Cibernetici“. Ho  come l’impressione che la dialoghista possa non aver capito che “Cyberdyne Systems” fosse il nome di un’azienda. Perché per come è costruita la frase che sentiamo nel film “la SAC-NORAD” sembra il nome di una ditta (invece dovrebbe essere il “Comando Strategico Aereo del NORAD”), mentre i sistemi cibernetici sembra un termine generico, come se avesse detto “dai robot”, e non il nome di una ditta.

Nota curiosa: il combattimento finale si svolge proprio nei laboratori della Cyberdyne, una scena tagliata mostra il cartello della ditta mentre la protagonista viene trasportata via in barella. Scopriamo così come la Cyberdyne sia venuta in possesso del microprocessore e del braccio del terminator del secondo film.

Nell’edizione DVD chiamata “definitive edition” della M.G.M. ci sono tante scene tagliate, tutte interessantissime e, nonostante la qualità audio terribile della traccia italiana (la stessa comunque che troverete su qualunque DVD e Blu-Ray) consiglio caldamente a tutti di recuperarla se non altro per le scene aggiuntive.
Molto meglio comunque del DVD-merdaccia che produceva la Cecchi-Gori nel 2003 con una copertina elaborata grazie ad una versione in prova di CorelDraw ’95 (uscita insieme alla stampante del nipote) e con una trama stampata sul retro che avevano sicuramente recuperato dall’enciclopedia “Omnia ’98“, presa in prestito dal cognato.
Si vede che mi piacciono le edizioni CG, eh?

“Con l’uno-trentadue”. Numeri che hanno senso solo in inglese

E per chi combatte?

Altra scena dall'interrogatorio di Kyle Reese in Terminator

con l’uno-trentadue al comando di Perry. Dal ’21 al ’27”

Sebbene il significato di questa frase sia forse intuibile, al posto di “con l’uno-trentadue“, Kyle in italiano avrebbe dovuto dire “con la centotrentaduesima“. Anche qui chi parla è di spalle, quindi senza necessità di dover seguire un labiale. Si sa, scandire i numeri fa molto futuro militaresco anni ’80: in inglese diceva appunto one-thirtysecond (uno-trentaduesimo, tradotto alla lettera) ma in italiano non si può nominare le centinaia come un numero singolo slegato dai successivi; questo invece accade regolarmente nella lingua inglese e non è un errore, serve solo ad essere più brevi e discorsivi: la cifra 1200 ad esempio può essere detta formalmente come one thousand two hundred oppure più brevemente come twelve-hundred, ovvero come dodici centinaia che in italiano, tradotto alla lettera come dodici-cento, non vuol dire un cazzo. E quindi anche “l’uno-trentadue” non vuol dire niente.

La tragedia delle edizioni home video moderne di Terminator

Tristemente, qualsiasi versione moderna di Terminator manca di alcuni pezzi di dialoghi italiani. Semplicemente non esistono più, sono stati tagliati per la noncuranza di chi ha prodotto le versioni successive alla VHS della Domovideo (e al Laserdisc). Ecco alcuni esempi più fastidiosi:

1) Kyle Reese che urla “drive!” nella traccia italiana.

Kyle Reese che urla drive
Si sono dimenticati di doppiarla nell’84? No, nella traccia originale la battuta doppiata era presente, ma è stata tagliata nel nuovo missaggio che hanno adottato dal formato DVD in poi. Lo noterete anche nei passaggi televisivi perché adesso questa traccia audio piena di buchi è la versione “ufficiale”.

2) Come si può tradurre la battuta finale (e liberatoria) “you’re terminated, fucker!” (letteralmente “sei tu ad essere terminato, stronzo!“) con un semplice “sei tu terminato!“? La battuta in realtà fu tradotta per intero nel 1984, ma chi ha curato il nuovo missaggio audio DTS dai tempi dei primi DVD in poi (Sì, è così ANCHE IN BLU-RAY!!!) ha sciaguratamente tagliato l’esclamazione finale “bastardo!” corrispondente al “fucker!” originale, privando così la protagonista del dovuto abuso verbale contro il terminator.

Terminator, Sarah Connor che dice sei terminato bastardo
È come se alla frase di Ripley in Aliensstai lontana da lei, maledetta!” (get away from her, you bitch!) gli venisse omesso il “maledetta!“. Un ottimo modo per uccidere una battuta memorabile che le nuove generazioni non conosceranno mai, perché certamente non vedranno Terminator in VHS o Laserdisc. E, ripeto, questa versione con battute mancanti è la versione presente in qualsiasi formato digitale, dal DVD in poi, e anche quella che passa in TV da anni. Grazie, curatori dei missaggi italiani che sicuramente avete sede a Londra e non parlate italiano. Andate a mori’ ammazzati.

3) Come suggerito dal lettore ‘andreasperelli2k’ nell’area commenti di questo articolo (e che qui riporto verbatim): “al minuto 46, Kyle racconta a Sarah come si vive nel futuro, e che le persone sono state “mandate nei lager in attesa di disposizioni”, ma quali disposizioni? Dovevano decidere cosa farci? In inglese la frase invece è “put in camps for orderly disposal”, quindi avevano un’idea ben chiara di cosa farci!”.

Orderly disposal” è un’eliminazione sistematica. Uno sterminio insomma.

Terminator - Kyle Reese che parla dei lager di Skynet

“in attesa di disposizioni”

CONCLUSIONE

È un vero peccato che, in italiano, un incredibile film di culto come Terminator abbia avuto questo adattamento “fallato” che non lascia quasi niente se non le interpretazioni dei doppiatori, quelle sì, ottime (ad esclusione della scelta di Onorato su Arnold). Il materiale c’era tutto per aspettarsi un doppiaggio memorabile e, a parte gli errorini che vi ho elencato, i dialoghi sono generalmente molto buoni, con frasi a volte invertite o lievemente alterate per renderle più sensate e funzionali alle nostre orecchie italiche (niente traduzioni pedanti come fanno oggi dunque).
Purtroppo però non c’è stata l’arguzia di intuire su quali battute sarebbe stato meglio prestare più attenzione e si poteva evitare Glauco Onorato su Schwarzenegger, come cyborg minaccioso purtroppo non funziona. La sua voce è troppo… umana, lo dirò sempre

Il film dunque non offre molte scuse per consigliarvene una visione che non sia in lingua originale, almeno NON su moderni supporti DVD e Blu-Ray… se non, forse, per la voce di questo tizio all’inizio del film (che comunque era identica in inglese e che ho scoperto essere di Carlo Marini stesso, me lo ha detto lui):

Sul film in sé c’è poco da dire che non sia stato già detto da milioni di persone prima di me e, a parte piccoli concetti stupidissimi come quello dei robot che nel futuro creano dei lager in stile nazista con tanto di numero tatuato sull’avambraccio (ovviamente come codice a barre perché è il futuro anni ’80) e istituiscono persino dei kapò, per il resto è un film perfetto e io, al contrario di molti, lo preferisco a Terminator 2.

Ah, ovviamente il titolo originale è The Terminator, tradotto solo come Terminator… e va benissimo. Anzi è persino in continuità con i titoli dei sequel che dal secondo in poi si chiameranno sempre Terminator senza l’articolo determinativo “The” (Terminator 2 – Judgment Day, Terminator 3: Raise of the Machines, Terminator: Salvation… etc). Una volta tanto la distribuzione italiana ci azzecca più di quella statunitense.

Il titolo senza l’articolo “THE” lo si vede nel cartello iniziale… ah no, scusate, quello lo vedete solo nella versione VHS e Laserdisc perché sul DVD e sul Blu-Ray c’è scritto “The Terminator” (dal master americano) e mancano pure le scritte italiane come FATTI FOTTERE, STRONZO. Ma abbiamo un progetto in corso per tentare di ricostruire la versione cinematografica italiana, a cura di Doppiaggi italioti!

Forse un giorno ritornerò a parlare della serie di Terminator, o forse… aspetterò fuori. Nel frattempo potrete godervi passati articoletti a tema e post vari come ad esempio la lista di sequel fasulli di Terminator

Adesso se permettete, vado a disintossicarmi dalla colonna sonora del Tech Noir che da due giorni permane instancabile nella mia testa con You’ve got me burnin’. You’ve got me burnin’ e Caught in a photoplaaaaaay. Possiamo tornare a ballare nel 1984? No? Allora faccio cadere anche voi in un vortice di musica New Wave californiana anni ’80 con questa playlist che ho chiamato Technoir Dance Club. Ingresso $4,50, i terminator entrano gratis.


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Ex-docente, blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film. Ora dialoghista per studi di doppiaggio.

112 Commenti

  • Evit

    21 Ottobre 2014 alle 13:55

    YouTube ha pietosamente rimosso il video-parodia (gli altri con l’audio diretto dal film non lo hanno disturbato). Non vorrei fare appello al “fair use” perché se lo perdo mi chiudono pure il canale. Subisco in silenzio. Leo se conosci altri modi/siti per caricare il video, fai pure e pubblicalo qui nei commenti che poi aggiorno il link dall’articolo

    Rispondi
  • iononsonoio

    22 Ottobre 2014 alle 10:58

    Su “I’ll be back” ci vedrei bene “Passo dopo”, ci starebbe col labiale. Il primo Terminator mi piace ma preferisco il secondo, mentre per me il terzo è solo una commercialata che non ha ragione di esistere, ne salvo giusto qualche scena d’azione.

    Rispondi
    • Evit

      22 Ottobre 2014 alle 11:00

      la tua proposta non è male anche se sarebbe stata difficilmente riutilizzabile nei seguiti (certo nessuno doppia pensando ad eventuali seguiti, ma visto che ne stiamo ragionando a posteriori…)

      Rispondi
  • Luke

    22 Ottobre 2014 alle 12:31

    Evit, io ricordo distintamente che nel finale del film Sarah dice “Sei tu terminato, bastardo!”, mentre il tizio della nettezza urbana dice “Ehi! Ma che diavolo gli prende… a questo maledettissimo (frase mancante) FIGLIO DI PUTTANA (fine frase mancante)”. Mi pare chiaro che siano state omesse per qualche motivo durante la riconversione in 5.1. Io possiedo tutte le edizioni del film in dvd (sia Cecchi Gori che MGM), in blu ray e perfino in videocassetta (registrata dalla Rai negli anni ’90 con tanto di titoli di testa e coda italiani, ma devo cercarla, chissà dove l’ho messa). Sicuramente saranno presenti nella vhs. Farò un controllo e ti farò sapere.

    Rispondi
  • Marco Valori

    22 Ottobre 2014 alle 14:48

    Ciao, Evit.
    Mi preme condividere pubblicamente la tua adorazione per Glauco Onorato, che è sempre stato il mio doppiatore preferito anche su due altre star americane: Charles Bronson (con tutto il rispetto per il grandissimo Peppino Rinaldi) e James Coburn.
    Una curiosità piuttosto divertente – scusandomi nel caso tu ne avessi già scritto – risiede nella partecipazione di Onorato, come attore in scena, al western di Giuseppe Colizzi «La Collina degli Stivali», con Terence Hill e Bud Spencer: poiché egli già prestava la voce a quest’ultimo (dopo il precedente di Ferruccio Amendola nell’altro western «Oggi a me, domani a te», di Tonino Cervi), per l’edizione italiana del film non si poté far a meno di doppiarlo a sua volta.
    “Giro di voci”, si potrebbe commentare, mutuando il titolo da un romanzo di Vieri Razzini proprio sul mondo del doppiaggio.

    Rispondi
    • Marco Valori

      22 Ottobre 2014 alle 17:38

      Errata Còrrige
      Il critico cinematografico (che seguivo su RAI-3) e autore del thriller «Giro di voci» (che posseggo), si chiama, naturalmente, Vieri RAZZINI.
      Mi è venuto in mente soltanto adesso, rileggendo (probabilmente ero stato influenzato dal ricordo del quasi omonimo doppiatore, il compianto Oreste Rizzini): ecco perché sui blog sento molto la mancanza del pulsante “Edit”, che c’è per i commenti su Facebook.
      Chiedo scusa a tutti.

      Rispondi
      • Evit

        22 Ottobre 2014 alle 21:45

        Ho corretto il tutto, vuoi che ti cancelli l’errata? Non devi chiedere scusa a nessuno per un errore così piccolo e soprattutto così comprensibile, specialmente nel cerchio di lettori di Doppiaggi Italioti!
        Ricordo Glauco Onorato anche come attore ma i film che citi li conosco forse solo di nome, non sono un grande fan del genere western che non siano quei 4 film di Sergio Leone.
        Piuttosto quel “Giro di voci” da te citato è del tutto nuovo e su internet non trovo informazioni a riguardo, mi dici qualcosa di più in merito?

    • Marco Valori

      22 Ottobre 2014 alle 23:40

      Ciao, Evit, ti ringrazio sia per la correzione che per la comprensione.
      Se per te non non c’è alcun problema di continuity, lascerei volentieri anche l’Errata Còrrige giacché in esso (sia pure incidentalmente) avevo dedicato un pensiero ad Oreste Rizzini: gli ero/sono molto affezionato, in modo particolare per i due «Ghostbusters» e per i primi due «Crocodile Dundee» (peccato che nel terzo fosse stato avvicendato, non so per quale motivo).
      Leggerò avidamente la recensione di «Aliens», così come – un po’ alla volta – tutti quei post che la tardiva scoperta del tuo blog mi ha fatto sfuggire.
      Riguardo a «Giro di voci», romanzo di Vieri Razzini edito da Feltrinelli nel 1986, non vorrei essere impreciso dopo tutto il tempo che è trascorso, né – per altro verso – vorrei correre il minimo rischio di fare spoiling. Quindi preferisco affidarmi alla rigorosa essenzialità di un lancio pubblicitario:
      “Un grande thriller scritto da un italiano. Una storia di paura dai tempi e dagli effetti infallibili, che fa del doppiaggio cinematografico una fonte di continua suspence”.
      http://www.comprovendolibri.it/ordina.asp?id=28678477&db=
      Se trovi che lo spunto sia interessante ma non dovessi riuscire a reperire il libro (in e-commerce o in biblioteca), non appena rintraccio il mio – fra la gran mole di roba che ho – sono ben disposto a fartelo pervenire.
      Alla prossima.

      Rispondi
    • Evit

      23 Ottobre 2014 alle 13:39

      Se dovesse esserti utile, vai nella sezione del menù chiamata “di cosa parlo” e poi alla voce “film”, ti si dovrebbe aprire una tendina laterale che ti rimanda ad una pagina dove ho stilato una lista di tutti i film di cui ho parlato, così, nel caso volessi precipitarti verso quelli che più ti stanno a cuore e scoprire il resto del blog piano piano, quella pagina è un ottimo punto di partenza.
      Grazie per aver lasciato l’errata, sarebbe stato un peccato perdere il resto del tuo commento. Ogni opinione è un contributo 😉
      Spoiler a parte, ma il libro di cui parli è un saggio?

      Rispondi
    • Marco Valori

      24 Ottobre 2014 alle 09:58

      Be’, non si può negare una certa valenza saggistico-divulgativa, visto che l’opera descrive i retroscena – nel vero senso – di un ambiente lavorativo (ed artistico) ignoto ai più.
      Ma resta essenzialmente una fiction, un giallo psicologico – secondo i miei lontani ricordi – di ottima qualità letteraria, che fin dall’assonanza del titolo rimanda al celebre «Giro di vite» («The Turn of the Screw») di Henry James.
      Voglio sbilanciarmi. Se «Giro di voci» l’avesse firmato un personaggio di vasta popolarità, quale il talentuoso e compianto Giorgio Faletti, anziché un brillante intellettuale dalla notorietà circoscritta ai cinefili, credo che sarebbe potuto diventare un best-seller (anzi, un long-seller) quanto l’opera prima del medesimo showman astigiano, «Io uccido».
      Grazie per le dritte sulla navigazione entro il sito: senz’altro ne farò tesoro.
      Così come farò tesoro di ciò che avete appena evidenziato, circa l’oggetto del presente post: ho ottenuto conferma che non bisogna mai disfarsi delle vecchie vhs, tipo quella di «Terminator» (che acquistai in allegato con un quotidiano, e dovrei avere ancora), finché non sia appurato che i contenuti della traccia audio italiana si ritrovino integralmente nelle corrispondenti versioni digitali (a parte i casi in cui mi interessa conservare proprio le voci del doppiaggio originale, per esempio Ferruccio Amendola – & C. – nelle prime edizioni HV di «C’era una volta in America»).
      Uno degli aspetti che rendono prezioso il tuo blog, grazie a te ed ai tuoi interlocutori.

      Rispondi
      • Evit

        24 Ottobre 2014 alle 10:03

        Grazie del tuo commento Marco. Mi sto gia muovendo per una possibile preservazione audio di questo film che, mi hanno detto, nasce in mono e poi viene dato in pasto alla compagnia di Lucas che avrà fatto dei pasticci (anche nella versione inglese sembra).
        Hai perfettamente ragione: MAI disfarsi delle VHS!
        Comunque C’era una volta in america è recuperabile per vie traverse con il vecchio doppiaggio.

  • Luke

    23 Ottobre 2014 alle 14:47

    Ho controllato il blu ray e tutti i dvd: le battute mancano in tutte le edizioni. La mia teoria è che la Mgm/Fox abbia riutilizzato la traccia rielaborata dalla Cecchi Gori senza starci a pensare tanto.
    A questo punto queste battute mancanti si potranno trovare solo nella versione in vhs, che ancora non ho trovato.
    P.S. Non ho capito la storia del rampino di Luke.

    Rispondi
    • Evit

      23 Ottobre 2014 alle 14:57

      Sembra che un gran numero di persone ricordino ardentemente che al cinema videro una versione di L’Impero Colpisce Ancora dove Luke fa due tentativi con il rampino e solo al secondo riesca ad attaccarsi alla pancia dell’AT-AT per andare a tirargli una granata al suo interno. Benché questa storia sia stata dimostrata fasulla, molti ancora lo ricordano vividamente. La mente funziona così.
      Comunque attendo la VHS altrimenti si tratta di un caso simile al rampino di Luke. Non mi sembra che ci sia neanche tempo per aggiungere un “bastardo” dopo “sei tu terminato”, per questo non credo che ci sia mai stata quella battuta.

      Rispondi
  • Luke

    23 Ottobre 2014 alle 15:02

    Ah, non la sapevo questa storia.
    Comunque, fidati che le battute ci sono. Avrò visto il film migliaia di volte in vhs, me le ricordo ancora bene. Devo solo riuscire a recuperarla e a fare un riversamento.

    Rispondi
  • Matteo

    23 Ottobre 2014 alle 21:29

    Luke ha ragione, ho appena controllato… nell’edizione vhs (almeno, quella in mio possesso, della “domo video”) dice chiaramente “sei tu terminato, bastardo!”

    Rispondi
    • Evit

      23 Ottobre 2014 alle 22:10

      Aggiungiamo l’ennesima videocassetta da recuperare per un progetto di preservazione! È proprio il caso di dire “bastardi!!!”. Possibile che usino tutti lo stesso materiale Cecchi Gori (sicuramente elaborato a Londra)?
      Mi controlleresti anche l’autista all’inizio e quando Kyle Reese urla “drive!” (nella scena prima che il Terminator si schianta con l’auto e Reese viene arrestato)?

      Rispondi
  • Antonio L.

    23 Ottobre 2014 alle 21:45

    L’ideale sarebbe recuperare la VHS italiana edita dalla Domovideo negli anni ’80. La trovai tempo fa in un mercatino ma dimenticai di comprarla e quando andai la volta successiva non c’era più.

    Rispondi
  • Matteo

    24 Ottobre 2014 alle 08:49

    Aggiornamento: nella versione della Domo Video, all’inizio del film, l’autista del camion dice:
    “Ehi, ma che diavolo gli prende a questo maledettissimo figlio di p…”
    per poi essere seguito da:
    “Ehi, ma che c…o è??”
    Mentre Kyle Reese è doppiato in maniera corretta nel momento in cui esclama “Guida!!!”.
    Evit, se vuoi ti mando la videocassetta.

    Rispondi
  • Matteo

    24 Ottobre 2014 alle 10:03

    Sono piuttosto certo che quella in mio possesso sia solamente “mono” (anche se si sente ancora discretamente bene), ne è uscita una seconda versione negli anni ’90 marchiata Cecchi Gori ma a quanto pare presenta gli stessi difetti di cui hai parlato nell’articolo..

    Rispondi
    • Evit

      24 Ottobre 2014 alle 10:05

      Si bisogna risalire solamente alla prima edizione, prima dei rimaneggiamenti. Vuol dire che lo salveremo in mono almeno per i primi tempi.
      Vi voglio benissimo ragazzi!

      Rispondi
  • Carmelo

    26 Ottobre 2014 alle 11:28

    Qualche errore l’ho trovato anche nei sottotitoli in inglese, in Funeral Party, Zio Alfie quando dice che deve andare in bagno, gli dice a Justin (Ewen Bremner) “I need a shit”, mentre nei sottotitoli compare “I have to take a shit”

    Rispondi
    • Evit

      26 Ottobre 2014 alle 11:54

      A volte (raramente) i sottotitoli si basano sul copione originale e quindi vengono meno le alterazioni apportate dagli attori sul set. Comunque è curioso e abbastanza raro questo caso considerando che 1) di solito i sottotitoli abbreviano, non allungano; 2) è norma affidarsi alla trascrizione dei dialoghi, non al copione originale.

      Rispondi
  • Christian

    28 Ottobre 2014 alle 11:03

    Che poi, dicendo “Aspetto fuori”, Terminator mente: mica aspetta fuori, anzi rientra subito con l’auto della polizia! Invece “Tornerò”, anche semanticamente, era la verità.
    ps. anch’io preferisco il primo film al secondo…

    Rispondi
  • Evit

    28 Ottobre 2014 alle 12:17

    Ho aggiunto delle note all’articolo in merito a queste frasi perdute. Ancora grazie a chi le ha segnalate e confermate. Avete messo in moto un processo di preservazione che nessuno si era mai preoccupato di fare.

    Rispondi
    • Fra X

      3 Giugno 2017 alle 03:08

      A leggere prima questo articolo! Sono andato a rivedere ed ho buttato la mia registrazione quando ho fatto un pò di “pulizia”. -.- Mannaggia! Le p…anate dilagano sul web ed invece di ste cose non parla quasi nessuno. E parliamo di cose per cui uno spende soldi per comprarsi DVD e blu.ray. Mah!

      Rispondi
  • Carmelo

    29 Ottobre 2014 alle 12:47

    Schwarzenegger ha una voce molto particolare, ben riconoscibile da tutte le altre voci hollywoodiane, Commando è stato spesso passato in Tv e sebbene Onorato abbia fatto un buon lavoro mi sono abituato alla sua battuta in originale: “Don’t disturb my friend, he’s dead tired!

    Rispondi
    • Evit

      29 Ottobre 2014 alle 13:00

      Infatti credo che ne parleremo approfonditamente in futuro, sebbene il tema “voce di Schwarzy” sia già emerso nei commenti di quegli articoli sugli attori migliorati dai loro doppiatori italiani. Spesso lo si confonde per scarsa bravura recitativa, ma non bisognerebbe confondere l’accento teutonico con una scarsa bravura come attore.

      Rispondi
    • Evit

      23 Novembre 2014 alle 13:24

      Che assoluta goduria. Ti amo Luke!
      Anche le opzioni su schermo sono localizzate e persino il titolo “Terminator” non è “the terminator”.
      Hai modo di estrarne l’audio in buona qualità? Lo so che è mono ma se puoi trasferirlo in digitale lossless sarebbe un punto di partenza.
      Avevo già detto che ti amo? Ahah

      Rispondi
      • Evit

        16 Febbraio 2018 alle 09:11

        Non saprei, questo è il link, se lo apri in un’altra pagina sembra funzionare correttamente “http://www.dailymotion.com/video/x2auxxu_terminator-titoli-italiani-e-battute-mancanti_shortfilms”

  • Andrea87

    12 Febbraio 2015 alle 18:28

    chiedo scusa in anticipo se faccio un pò di “gravedigging”, ma credo che sia una cosa normale in un blog così dove in ogni post si parla di un film.
    Leggendo delle tragedie che ha subito questo doppiaggio durante la digitalizzazione, capisco perchè quando lo danno in televisione (Mediaset in chiaro e AXN su Sky) ha una traccia audio gracchiantissima da cui non si capisce niente del parlato… evidentemente si sono accorti del problema e avranno corretto con qualche copia di magazzino ancora analogica ma chissà come conservata…
    Sono quasi sicuro di ciò perchè ho letteralmente consumato la cassetta registrata da mio padre (che aveva l’abitudine di registrarmi questi film la sera e poi ce li vedevamo l’indomani quando ero sveglio… solo che io avevo 2-3 anni e lui mi faceva vedere i vari Terminator, IT, RoboCop, Commando, Rambo ecc 😀 ) e mi ricordo ogni singola scena a memoria quando lo rivedo.
    Anzi ho notato che in tv trasmettono una versione censurata di pochi secondi durante l’amplesso tra Sarah Connor e Kyle Reese, specialmente quando va in onda su Mediaset.
    Questa cassetta dovrei avercela ancora, ma non ho più modo di controllarla perchè ormai mi sono digitalizzato totalmente togliendo ogni videoregistratore… d’altronde nelle nuove tv non esiste neanche più la presa scart quindi anche volendo non si può proprio fare (a meno di prendere un adattatore HDMI-scart…)

    Rispondi
    • Evit

      12 Febbraio 2015 alle 18:52

      Siamo speranzosi di riuscire a trovare una copia Laserdisc da qualche parte ma ti ringrazio per la proposta. L’audio già da videocassetta Domo video non è il massimo, se lo prendessimo persino da una VHS registrata via TV sarebbe anche peggio, purtroppo.
      In ogni caso, a doppiaggi italioti siamo ancora equipaggiati con videoregistratori e tutto il necessaire, non temere. Tienitele strette quelle VHS che talvolta si rivelano più preziose di quanto si possa sospettare.

      Rispondi
  • Evit

    27 Febbraio 2015 alle 11:02

    Ragazzi, ieri ho parlato con Carlo Marini, il direttore del doppiaggio di questo film, e mi ha rivelato che la voce del monnezzaro all’inizio del film era proprio la sua. Inoltre mi ha raccontato tanti aneddoti (e nuove informazioni per Antonio Genna) che spero di rivelarvi presto con una trascrizione dell’intervista.

    Rispondi
    • Evit

      7 Aprile 2015 alle 15:33

      Ah sì?
      T2 non lo guardo quasi mai spontaneamente, mi piace solo la prima parte, alla seconda mi annoio. Mi capita con molti film di Cameron.
      Cosa ha rimaneggiato?

      Rispondi
  • Matt

    7 Aprile 2015 alle 15:39

    Verso la fine c’è la battuta Hasta la Vista Baby e una successiva che non ricordo lasciate in inglese!
    La versione che danno in televisione ce le ha doppiate

    Rispondi
    • Fra X

      2 Giugno 2017 alle 17:48

      “Quando lo rimasterizzavano avranno calcolato che lasciando quella frase così, presa dalla traccia americana, avrebbero risparmiato $0,00043”
      Ah, ah! lol XD

      Rispondi
    • Evit

      28 Dicembre 2016 alle 00:43

      Ci stavamo lavorando quando ci è capitato tra le mani “1997 Fuga da New York” da 35mm a cui abbiamo voluto dare la priorità perché molto più semplice da realizzare e anche perché ci sarebbe la possibilità di recuperare proprio la pellicola anche di Terminator, cosa che renderebbe il nostro progetto subito obsoleto a confronto, così per il momento stiamo per finire il lavoro su Fuga da New York (c’è un articolo abbastanza recente in merito) e poi si torna su Terminator e deciderò se investire nel recupero pellicola oppure se finire il lavoro iniziato.
      Pubblicheremo aggiornamenti sul blog 😉

      Rispondi
  • Marco

    28 Dicembre 2016 alle 01:08

    bene !!!!!!!! non vedo l’ora che sia pronto terminator ……
    e nel frattempo mi gusterò pure la versione restaurata di fuga da new york ….
    grazie !!!!!!!!!

    Rispondi
  • Fra X

    2 Giugno 2017 alle 17:36

    T2 ha una seconda parte noiosa? Si focalizza molto su SC. Le sue paranoie, i suoi tormenti… quando poi parla del rapporto tra il figlio ed il T-800… questione di gusti! XD
    “Rimane il fatto che, al contrario della battuta originale, l’aspetto fuori non si lega comicamente al fatto che il Terminator ritorni poco dopo con un automobile per sfondare l’entrata della stazione di polizia, per questo in italiano non è una battuta memorabile.”
    Proprio questo è il punto! Non sono d’ accordo con il fatto che la versione italiana appiattisca il tutto, però che in due tre occasioni come sopra riportato non si sia lavorato al top come in altre occasioni concordo.
    Evit, mi stupisco che non ti ricordassi del “bastardo” di SC! XD Vabbé, uno non è che può ricordarsi di tutto. Me compreso. Incredibile comunque come molti neanche pensino a ste cose. O.K. che oggi come oggi si è preoccupati soprattutto di arrivare a fine mese, però cavolo, ste cose si pagano e si ottengono prodotti fallati! Mah! Solo ora ho scoperto che ne “La carica dei 101” nella VHS, chissà perché, manca una lunga frase di Pongo la sera che nascono i cuccioli. Meno male recuperata poi. Avevo sempre visto il film nella riedizione dell’ 85. Meno male che la pirateria è un male a priori! XD

    Rispondi
    • Evit

      2 Giugno 2017 alle 21:21

      T2 sebbene preferito da alcuni, è troppo lungo e l’intera sezione del “nascondiamoci nel deserto” fa un po’ cascare le palle, diciamocelo. Si ripiglia dopo con l’assalto alla casa dell’ingegnere, ma anche questo fa parte della narrazione altalenante di Cameron che raggiunse nuove vette di rottura di palle con True Lies (dopo lo spogliarello della moglie puoi anche spegnere il film).
      Per carità, le prime volte non si sente questo peso ma parli con uno che si riguarda questi film 700 volte. 😉
      “Aspetto fuori” e rientra sfondando è un po’ diverso dal “ritornerò” (con un furgone).
      Nella versione inglese è effettivamente tornato come promesso ma in maniera inaspettata. In italiano fa l’opposto di ciò che ha promesso ma non vedo come si possa percepire come una battuta.

      Rispondi
  • Fra X

    2 Giugno 2017 alle 17:44

    Ah, no. Mi sono ricordato che ormai senti davvero poco la versione nostrana e quindi è normale che non avessi fatto caso a queste cose.

    Rispondi
  • Fra X

    3 Giugno 2017 alle 03:23

    “che raggiunse nuove vette di rottura di palle con True Lies (dopo lo spogliarello della moglie puoi anche spegnere il film).”
    Si, ach’ io trovo TL un pò dispersivo qua e là! Poteva durare di meno, ma ormai a quanto pare per lui fare un film sotto le due ore per lui è da poveracci! XD

    Rispondi
  • BARONE ZELO

    17 Novembre 2017 alle 00:39

    “Una ragione dietro questo abbinamento secondo me c’è…………..”
    Anche se la tua teoria è molto spassosa
    io credo che l’alternarsi di Onorato e Rossi sia dovuto piu a un fatto di società e esclusiva
    ovviamente queste sono solo mie supposizioni e probabilmente non sono altro che Bubbole

    Rispondi
  • David Pellegrini

    17 Maggio 2019 alle 15:45

    Ah Evit!! Adesso capisco la storia del “memore di esperienze come l’audio 5.1 di Terminator” !!
    Ora…sono passati anni dai primi commenti a questo post ma mi associo nel segnalarti che anch’io fintanto che guardavo la mia fida vhs ho sempre sentito il famoso “ma che ca22o è”, il “bastardo” alla fine e il “guida!” al posto del “drive!” !! E ci sono rimasto di m***a quando ho cominciato a rivederlo in dvd e non sentivo le suddette frasi…mi suonava tutto molto strano e senza senso! L’unica spiegazione che mi sono dato per darmi pace è che hanno voluto censurare le parolacce (se mai “ca22o” e “bastardo” possono essere considerate tali!!)
    Ti dirò di più: io per ANNI l’ho visto tagliato e non lo sapevo!! Sono curioso di sapere se è capitato anche a te, perciò ti spiego…breve premessa: al primo Terminator ci sono arrivato dopo T2 e lo beccai su Italia1 (mi pare), così lo registrai…ma era come ti dicevo poco fa tagliuzzatissimo!!

    Provo ad elencare ciò che mancava…spero di non fare confusione raccontando:
    – All’inizio il netturbino dice soltanto: “ehi ma che diavolo gli prende”;
    – Tagliata completamente la parte in cui il T800 solleva da terra il punk biondo strappandogli il cuore (la scena passa da Bill Paxton che lo manda a fare in culo mostrando il coltello – e si vede solo un accenno di aggressione da parte del punk biondo – all’inquadratura del punk senza via di scampo che appallottola la giacca);
    – Omessa la parte finale dell’incubo di Kyle Reese quando arde vivo intrappolato nel pickup;
    – Omesso lo “scambio di complimenti” fra Vukovich e Traxler (“Come sto?” “Una merda, capo!” “Fatti fottere!”)
    – Quando il terminator fa fuori la prima Sarah Connor esplode solo un colpo e la stessa cosa succede quando fa fuori Ginger, l’amica di Sarah (quindi tutta tagliata la parte in cui lei si trascina sofferente a terra);
    – Omessa la storia che Vukovich racconta a Traxler (quella del tizio che “si era scopato il suo cane e poi gli aveva dato fuoco”)
    – La registrazione dell’interrogatorio di Kyle Reese finisce così: ” […] Lui la troverà…è per questo che è venuto! La troverà [taglio] Mi lasci! Mi lasci!”;
    – Non ricordo se c’era qualche piccolo taglio durante la sparatoria alla stazione di polizia ma mi pare di si;
    – Accorciata tantissimo la scena di sesso fra Sarah e Kyle;
    – Un ultimo taglio che, riflettendoci, rispetto agli altri mi è sempre sembrato molto stupido: durante l’inseguimento finale del terminator mutilato dall’esplosione hanno tagliato completamente il pezzo in cui il “mezzobusto” si trascina sul nastro trasportatore e viene inquadrato in primissimo piano per pochi secondi (occhi rossi e faccione teschiato)…mmmah!!

    Concludo dicendoti che l’ironia di tutto è che in questa versione tagliuzzata Sarah alla fine esclama: “Sei tu terminato, BASTARDO!” Lo posso giurare!!
    Ahh mi sono sfogato!!

    Rispondi
  • David Pellegrini

    17 Maggio 2019 alle 15:49

    Piccola precisazione: la vhs completa di cui parlavo all’inizio era stata…ehm…copiata…ehm…da una Domovideo del videonoleggio! Ma prima, per tanto tempo, ho sempre rivisto la mia registrata dalla tv!

    Rispondi
  • Matte

    25 Febbraio 2020 alle 10:14

    Salve Evit, magnifica recensione come al solito.
    Sottopongo alla tua attenzione il fantomatico fucile fasato plasma calibro 40.0.
    Da bambino avrei sempre voluto averne uno anche se nessuno sapeva cosa diavolo fosse.
    Tu dici che la traduzione errata da senso di un arma molto meno futuristica, ma secondo me non è così e ti spiego il perché:
    Premesso, io non parlo bene inglese però sono appassionato di armi fin da bambino (ho seguito le orme paterne). Posso dirti che i calibri dei proiettili di solito sono indicati con due numeri: il primo indica il diametro dell’ogiva ed il secondo la lunghezza del bossolo (lunghezze espresse in mm o in decimi di pollice). Ad esempio il famoso 9×21 indica 9 mm di diametro dell’ogiva x 21 mm di lunghezza del bossolo.
    Quando ero piccolo e sentivo quel 40 0 mi immaginavo un fucile che sparasse proiettili di diametro 40 mm ma che avessero lunghezza 0, che non avessero bisogno di lunghezza e che venissero materializzati da una tecnologia appunto al plasma.
    So che è una cappella da parte dei doppiatori, ma secondo me è molto più figo come te l’ho descritto che un semplice fucile elettrico sui 40 watt.
    So di essere stato puntiglioso e rompiscatole, per dirla all’inglese demanding, ma sono nel sito giusto no?

    Rispondi
    • Evit

      25 Febbraio 2020 alle 17:11

      È molto carina questa reinterpretazione, mi piace molto. Da oggi sarà così ogni volta che lo riguardo in italiano!
      E sì, sei nel sito giusto. Altri così non ne troverai ?

      Rispondi
  • andreasperelli2k

    24 Gennaio 2021 alle 10:46

    Rieccomi! ti ho già scritto sul post di The Predator che ora anche Terminator è tornato di moda grazie a Fortnite, ebbene ieri mio figlio ha voluto vedere anche terminator. Ovviamente non l’ha visto tutto visto che per i gusti moderni è un film ormai troppo lento, così ho finito di vederlo da solo vedendone quindi una metà in italiano e l’altra in inglese e penso di aver trovato un doppiaggio italiota che ti è sfuggito… (ho fatto cmd+f e non l’ho trovato)

    Al minuto 46 Kyle racconta a Sarah come si vive nel futuro, e che le persone sono state “mandate nei lager in attesa di disposizioni”, ma quali disposizioni? Dovevano decidere cosa farci? In inglese la frase invece è “put in camps for orderly disposal”, quindi avevano un’idea ben chiara di cosa farci!

    Detto questo nel rivederlo, dopo 30 anni sono rimasto sorpreso dal fatto che si vedesse il pistolino di Arnold nella scena iniziale… giuro che non me lo ricordavo! E dalle scene di sesso abbastanza spinte, non per un film in generale ovviamente ma per un film d’azione, non riesco ad immaginarle in un film d’azione moderno, evidentemente qualcosa è cambiato.

    Rispondi
      • andreasperelli2k

        24 Gennaio 2021 alle 15:12

        Probabilmente ti è sfuggita perché nei sottotitoli italiani la frase “in attesa di disposizioni” non compare, i lager (!) sono invece chiamati “campi di sterminio” quasi a voler includere il concetto di “disposal”. Personalmente avrei evitato la parola “lager” che comporta un insieme di implicazioni politiche superflue in un film del genere. Faccio riferimento alla versione in streaming su Prime Video e al blue ray.

      • Evit

        24 Gennaio 2021 alle 15:29

        Sottotitoli italiani solitamente non li guardo mai, più che ci ripenso e più mi torna in mente quel “in attesa di disposizioni”, avevo pensato che Skynet inizialmente non aveva ancora deciso cosa fare degli esseri umani, non di tutti almeno.
        C’è un pratico trascritto dei dialoghi italiani qui https://anjaqantina.jimdofree.com/terminator/

        Killers Cacciatori. Macchine di pattuglia costruite in fabbriche automatizzate. La maggior parte di noi fu rastrellata e mandata nei lager, in attesa di disposizioni. Questo é stato bruciato da un laser scanner. Alcuni di noi sono stati tenuti in vita per lavorare. Bruciare corpi. Le unitá di sterminio correvano notte e giorno. Noi eravamo sempre sull’orlo di scomparire per sempre. Ma ci fu un uomo allora che ci insegnó a combattere, a distruggere il filo metallico dei campi, a ridurre in poltiglia quei luridi maledetti schifosi. Lui capovolse tutto, ci ha riportato in vita dalla paura. Il suo nome é Connor. John Connor. Tuo flglio, Sarah. Tuo figlio che ancora non é nato.

  • Gabriele

    2 Gennaio 2022 alle 01:37

    Non sono affatto d’accordo sul disappunto verso la scelta di Glauco Onorato che è stata sicuramente la migliore voce per schwarzenegger, SOPRATTUTTO su Predator, che resta, a mio parere, il miglior film dell’attore. Sicuramente meglio che Massimo Rossi, che è un bravissimo doppiatore, vedasi su Picard che doppia tuttora dopo 35 anni, ma, come direbbe Glauco “su schwarzenegger non c’entra n’cazzo”. Eppure è diventata voce ‘ufficiale, per almeno un ventennio.
    Per altre scelte, non si possono valutare con parametri ‘moderni’, che sono totalmente discutibili e secondo me assai inferiori, leggevo sopra il commento di un padre il cui figlio non è riuscito a finir di vedere Terminator perché ‘troppo lento’, ciò che si è fatto 40 anni fa, periodo in cui quel modo di cose funzionò egregiamente, e sicuramente non avrebbe funzionato il ‘purismo’ ad ogni costo.
    E spero tanto che questa ubriacatura di completa piattezza sulle presunte bellezze di un originale dove non puoi toccare nulla, finisca prima o poi.

    Rispondi
    • Evit

      2 Gennaio 2022 alle 02:21

      Quando riguardai il film insieme a Carlo Marini (successivamente a questo articolo), mi diede ragione sul modo di recitare “troppo umano”, vedi tu. Se è una buona scelta per Predator non vuol dire che lo sia per qualunque film. Per quanto mi riguarda, su Terminator non è stata la più adatta. In Terminator la voce di Onorato non ha assolutamente niente di “robotico” e per me rimane leggermente slegata. Ma se non sei d’accordo e ti piace lo stesso figurati, poco male. Non è certo l’argomento principale del mio articolo, né ci tengo che mi diano tutti ragione.

      Non ho capito niente del resto del discorso dove ci hai infilato pure risposte che con me non c’entrano niente, accomunando le mie analisi linguistiche al commento di un bambino a un padre (?). “Purismo ad ogni costo” e “ubriacatura di completa piattezza”? “Parametri moderni” su cosa? Hai già scritto discorsi simili nei commenti all’articolo su Interceptor nel 2015 e penso che la mia risposta di allora valga anche in questo caso. Ripeto, sbagli bersaglio secondo me.

      (Hai scritto Massimo Rossi ma immagino intendessi Alessandro Rossi.)

      Rispondi
  • Alex_

    6 Gennaio 2022 alle 23:08

    Evit, ma la terza parte dell’intervista a Carlo Marini arriverà prima o poi? Le prime due sono davvero interessanti e le rileggo spesso. Forse mi sono perso qualcosa e la terza parte (per qualche motivo) non verrà pubblicata?

    Rispondi
  • Vasquez

    31 Maggio 2023 alle 14:06

    Non posseggo copie decenti di questo film, nonostante lo adori dall’inizio alla fine. E forse è proprio per questo che mi rifiuto di acquistarne un dvd o un blu-ray: soffrirei troppo a vederlo con l’audio monco. Quando mi viene voglia di rivederlo metto su la digitalizzazione della vhs che registrai da Rai2 ai tempi andati, quando Rai2 era ancora Rai Due 😛
    Il canale non si vedeva benissimo già di suo, e la videocassetta ha il suo bel chilometraggio all’attivo, l’audio stesso del film non brilla per Alta Fedeltà… e vogliamo metterci anche un po’ di disattenzione da parte mia? mettiamocela va’, che non guasta 😁
    Fatto sta che mi servono un po’ di dialoghi dalla sequenza dell’interrogatorio di Reese da parte di Silberman, e anche se le battute le so a memoria, sempre meglio verificare no? E infatti io ricordavo: “…non avete…che so? pistole a raggi?”, e giù tutti a ridere. Per essere proprio sicura sicura sicura cerco la sequenza in lingua originale su youtube https://youtu.be/yyel3Jxb_fU dove Silberman chiede: “Don’t you have…ray guns?”, quindi tuttapposto!
    E invece no, perché quando lo vedo in italiano per essere sicura di riportare le parole esatte, sento “razzi” invece di “raggi”, e siccome c’è un solo posto dove poter verificare queste cose, sono approdata qui su Doppiaggi Italioti, dove grazie al link della trascrizione dei dialoghi, ho la conferma. Silberman chiede a Reese: “Non avete per caso pistole a razzi?”, che personalmente ritengo inspiegabile. Le due parole sul labiale ci stanno allo stesso modo, perché allora non preferire “raggi” anziché “razzi”? Forse per rendere il senso di ridicolo della domanda di Silberman (motivo per cui poi tutti ridono)?
    Ma poi come dovrebbe essere fatta una pistola a razzi? Non lo so…io mi sono immaginata una specie di bazooka portatile, che però lo vedo davvero poco maneggevole, anche solo pensando al rinculo 😆

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    • Evit

      31 Maggio 2023 alle 14:15

      Ciao Vasquez, premesso che “pistola a raggi”, “pistola a razzi” e “pistola laser” negli anni ’80 “coesistevano” come definizioni, secondo me hanno scelto “a razzi” perché, come hai sospettato anche tu, sembra più ridicola e fa più ridere come espressione, forse proprio perché sembra più antiquata, ma comunque è qualcosa che una persona dell’età di quei personaggi avrebbe potuto dire nel 1984 se l’obiettivo era quello di ridicolizzare l’interlocutore. Sono quasi certo che negli anni ’60 “pistola a razzi” fosse effettivamente la traduzione più comune di “ray gun”, prima che Guerre stellari popolarizzasse le “cose laser”. In mente avevano ovviamente le pistole in stile Mars Attacks, per intenderci.

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  • Luke Atreides

    1 Giugno 2023 alle 22:32

    Si potrebbe adattare ray guns così:
    Arma da fuoco laser,
    disgregatore (Star Trek cit. se la memoria non m’inganna),
    folgoratore, fulminatore (Guerre Stellari cit.),
    pistola a raggi laser,
    pistola laser

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