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  • GUIDA COMPLETA (o quasi) alle censure e agli errori di traduzione nel doppiaggio de “I Griffin”

    Un nostro lettore affezionato mi manda un elenco dettagliato di tutti gli errori di traduzione (e talvolta censure) nel doppiaggio per la televisione della serie Family Guy (“I Griffin” in Italia)… una lista che io non avrei mai avuto il coraggio di fare ma, visto che qualcuno è stato così impavido, ve la propongo con eventuali annotazioni o rimandi a miei articoli passati che si concentravano su specifici casi. Dato che si promette di essere una lista “completa”, siete invitati ad aggiungere eventuali segnalazioni. NOTA: Molte di queste segnalazioni si riferiscono alla versione censurata che passa in TV e potrebbero non essere censurate nel doppiaggio “completo” disponibile in DVD.

    Evit


    Premessa

    Non sono uno di quelle persone che storcono il naso se gli parlano di doppiaggio, o che si vantano di guardare solo film in lingua originale. La maggior parte della roba che ho visto l’ho vista doppiata in italiano e spesso – se mi è capitato di fare un confronto – ho scoperto che la versione italiana mi piaceva più dell’originale. A volte, però, capita che il doppiaggio o l’adattamento di un film o di una serie TV sia fatto così male da impedirmi di godermi lo spettacolo. È il caso de “I Griffin”, che preferisco di gran lunga vedere in inglese coi sottotitoli piuttosto che tradotti in italiano. Principalmente è un problema di tempi comici. In italiano “I Griffin” hanno un ritmo molto più lento rispetto all’originale, che è goliardico e scanzonato. E così alcune battute che magari non sono di per sé molto divertenti ma riescono a strappare una risata se recitate nel modo giusto, in italiano invece sono più spesso squallide.
    Qualcuno dirà che la necessità di doppiare vagonate di puntate in poco tempo rende difficile fare un lavoro troppo minuzioso. E sia, ammettiamo che sia vero: i doppiatori sono scusati. Quelli che non possiamo scusare sono i traduttori. L’adattamento de “I Griffin” è zeppo di errori e di sviste. E in questo caso non solo il poco tempo non è più una scusa valida ma fa male al cuore notare che su internet ci sono dei ragazzi che sottotitolano le puntate della serie e fanno un lavoro di gran lunga migliore (e in tempi rapidissimi) rispetto a dei professionisti che per scrivere certe cose vengono anche pagati.
    Ultimamente, preso da un’inspiegabile voglia di TV-spazzatura, mi sono messo a guardare tutti gli episodi de “I Griffin” (o quasi, ho saltato quelli più pallosi), e ho deciso di vederli in italiano per fare una lista di tutte le gag tradotte malamente nell’adattamento nostrano. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, non sempre si tratta di censure; la maggior parte delle volte si tratta di errori, di sviste e soprattutto di battute tradotte in maniera superficiale. Anche la censura di rado si esplicita sopprimendo la battuta indesiderata; il più delle volte la battuta viene solo edulcorata quanto basta per renderla più accettabile e farne perdere l’effetto comico. Quella che segue non è una lista completa e mi scuso per le dimenticanze (qualsiasi segnalazione è bene accetta). Il più delle volte non ho avuto modo di paragonare la versione italiana a quella originale e così mi sono affidato alla memoria, ripensando agli episodi che avevo visto in inglese qualche anno fa. Inoltre questa lista riguarda solo la parte dell’adattamento, ragion per cui non si farà menzione di scene tagliate. Infine, c’è da notare che alcuni degli errori da me segnalati sono stati corretti nell’edizione in DVD.

     F. V.

    LA LISTA

    Logo_griffin

    1×07 “Brian, ritratto di un cane”

    • Quando un poliziotto incontra Brian per strada gli chiede di fargli vedere la sua patente, nonostante il cane stia circolando a piedi. Questo perché in America non esiste un corrispettivo della nostra carta di identità e quando bisogna identificare qualcuno in situazioni del genere si ricorre a documenti come la patente. Per una traduzione più vicina al senso originario della battuta sarebbe stato consigliabile optare per un più generico “documento”.

    2×04 “Lando il mito”

    • Prima di cominciare a fare sesso con Peter, Lois gli dice “Quando sei lì lì, dì banana.”. Nella versione originale gli dice “La parola di sicurezza è banana.”.

    Nota di Evit: la parola di sicurezza (safeword) è una parola designata nelle pratiche sadomaso per far capire al partner che ci si sta facendo male per davvero. Non parlo per esperienza personale. safeword

    • La scritta sul muro “Thompson Twins rule” è stata tradotta con “La regola dei Thompson Twins” (invece che “i Thompson Twins sono forti/tosti!”) – Segnalato da Andrea.

    2×12 “Quindici minuti di vergogna”

    • La scena in cui Peter prende la comunione è stata completamente alterata. Nella versione originale Peter chiede al prete “Questo è davvero il sangue di Cristo?” e poi esclama “Ragazzi, quel tipo doveva essere sbronzo ventiquattr’ore su ventiquattro!”, mentre nella versione italiana chiede “Ma usate sempre questo vino?” e poi commenta “Avrete bisogno di una licenza per superalcolici!”.

    3×12 “Laggiù nel profondo Sud”

    • In una scena compare Alf ma, mentre nella versione originale si sono sforzati di imitare il timbro molto cartoonesco della sua voce, in quella italiana gli hanno dato una voce normalissima.

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    Nota di Evit: Avevo parlato di tale scena in questo articolo e il nostro Leo aveva anche pubblicato il video della stessa scena ridoppiando l’audio di Alf per fare vedere come avrebbe dovuto essere e come invece non è stato. Vedere per credere.

    3×19 “Superincollati”

    • Nella scena in cui Peter è al ristorante con Jennifer Love Hewitt vengono citati diversi film dell’attrice, usando titoli in italiano che però non sono i titoli delle versioni italiane dei film in questione: “So che hai fatto l’estate scorsa” (“I know what you did last summer”, uscito in Italia col titolo “So cosa hai fatto”), “Cuori spezzati” (“Heartbrakers”, uscito in Italia con il titolo originale e il sottotitolo “Vizio di famiglia”) e “Party alle cinque” (“Party of five”, serie andata in onda in Italia col titolo “Cinque in famiglia”, traduzione peraltro più corretta). Inoltre viene citato il film “Shortcut to Happiness” (mai uscito in Italia) chiamandolo con il nome del racconto da cui è tratto, ovvero “Il Diavolo e Daniel Webster”.

    4×10 “Top model”

    • In una clip si vede il Cookie Monster (italianizzato come Cookie Mostro) alle prese coi robusti infermieri di una clinica di disintossicazione. Nella versione italiana il mostro urla “siete un branco di terribili dittatori!” mentre in quella originale “siete dei dannati nazisti!”. (nota di Evit: il link riporta ad un mio vecchio articolo in merito)
    • Peter non parla col suocero di “quella volta che ha provato la tequila” bensì di “quella volta che ha provato l’ecstasy”.

    Freakin' nazis!  

    5×06 “Drizza le orecchie”

    • Nella fretta di tagliare una gag sugli asiatici gli adattatori hanno tagliato anche una battuta (fondamentale per la comprensione della trama) in cui Peter dichiara di volersi dare all’astinenza sessuale.

    5×07 “Tra finzione e realtà”

    • In una scena Stewie vede Quagmire che si comporta da villano con una ragazza la quale, ciononostante, sembra pendere dalle sue labbra ed esclama “Ma allora alle donne piace essere trattate da schifo?”. Al che Brian risponde “Beh, non credo che si debba essere così categorici a riguardo…” (“Well, I don’t know if you want to be that black-and-white about it…”), ma Stewie non gli dà retta ed urla “È così, giusto? Alle donne piace essere trattate da schifo!”. In italiano Brian dice “Beh, non è una regola ma a volte funziona.”. In pratica nella versione originale gli sta dando torto, mentre in italiano sembra che gli stia dando ragione.

    5×08 “Al limite della legalità

    • Il Cool Whip è una crema simile alla panna montata, protagonista di una gag ricorrente ne “I Griffin” basata sul fatto che Stewie, per via del suo accento inglese, ne pronuncia il nome in modo strambo. Mentre in altri episodi il termine “cool whip” diventa (giustamente) “un po’ di panna”, in questo episodio in particolare rimane il nome originale.
    • La gag precedente viene ripresa in due occasioni: quando Meg dice a Brian “We’re gonna be here for a while.” (“Staremo qui per un po’.”) e alla fine dell’episodio, quando due ragazze chiedono a Quagmire “Do you have the whip?” (“Hai la frusta?”) ma in entrambi i casi il collegamento tra le gag è incomprensibile. Addirittura nella seconda occasione la frase viene pronunciata senza alcun difetto di pronuncia, quindi non c’è alcuna gag.

    coolwhip

    5×11 “A.A.A. Abbronzatissimo”

    • “L’albero generoso” è la traduzione letterale del libro “The giving tree”, uscito in Italia col titolo “L’albero”.

    5×14 “Pranzo a rotelle”

    • Brian spiega a Peter che il suo pigiama di flanella ha creato una carica elettrica quando ha strascicato i piedi sul tappeto. In realtà con l’originale “carpet”, in questo caso, si intende “moquette” (per il resto dell’episodio il termine viene tradotto correttamente).

    5×18 “Ti presento i miei”

    • Il titolo originale del’episodio (“Meet the Quagmires”) è stato scambiato per una parodia del film “Meet the Parents”, uscito in Italia con il titolo “Ti presento i miei”. Il titolo italiano di quel film, però, non ha nulla a che vedere con la trama dell’episodio in questione, che parla di un futuro alternativo in cui Lois mette su famiglia con Quagmire. Infatti la formula “Meet the [+ nome di una famiglia]” è spesso usata nei titoli delle sit-com americane incentrate sulle vicende di un gruppo familiare (“Meet the Browns”, “Meet the Adebanjos”…). Una traduzione più appropriata poteva essere “I Quagmires”, titolo che avrebbe fatto il verso a “I Griffin”.
    • Quando Lois e Quagmire ballano abbracciati Lois esclama “Qualcosa mi ha punto!” e Quagmire, nella versione originale, le risponde “It’s just my wang.” (“È solo il mio pisello.”, “It’s just my penis.” nella versione originale non censurata). Nella versione italiana il termine “wang” non è stato tradotto. E così, quando Lois dice “Qualcosa mi ha punto!” Quagmire risponde “È solo il mio wang.”.
    • Non tutti gli errori vengono per nuocere. Quando Peter e Brian sono nel condotto di aerazione, Peter esclama “Ora so cosa prova un surgelato avvolto nella carta stagnola.” e poi spiega “È una battuta di ‘Die Hard’.”. La traduzione della battuta in questione, che in inglese è “I know what a TV dinner feels like.” è correttissima: i “TV dinner” sono infatti le vaschette di cibo precotto che gli americani mangiano davanti alla TV dopo averlo riscaldato in microonde. In queste vaschette il cibo è molto compattato, quindi “un surgelato avvolto nella carta stagnola” per la versione italiana va benissimo. Nell’edizione italiana di “Die Hard”, però, quella frase era stata tradotta con un insensato “Mi ricorda tanto le cene davanti alla TV.” (nota di Evit: vedi mio recente articolo su Die Hard). Errore a fin di bene o botta di culo?

    justmywang

    6×03 “Che ci crediate o no, Joe è al settimo cielo”

    • Durante la prima riunione nel loro club per solo uomini Joe non urla “Voglio parlare delle donne!”, bensì “Voglio parlare di vagine!”.
    • A un certo punto c’è una gag basata sul fatto che il dottor Hartmann e Carter Pewterschmidt, nella versione originale, hanno lo stesso doppiatore (che peraltro li doppia in maniera molto simile). Il italiano il senso di questa gag si perde.

    6×06 “Padre di famiglia”

    • Il titolo originale dell’episodio è “Padre de familia”, titolo della versione latinoamericana de “I Griffin” (traduzione più fedele dell’originale “Family Guy” rispetto alla nostra che invece fa il verso a “I Simpson”), e difatti parla di Peter che scopre di essere un immigrato clandestino nato in Messico. Una traduzione sensata sarebbe stata “Los Griffin” o qualcosa del genere. CURIOSITÀ: in Messico hanno risolto il problema intitolando l’episodio “Peter, el illegal”, ovvero “Peter, l’immigrato clandestino”, mentre in Spagna hanno tenuto il titolo “Padre de familia”).
    • Quando saluta il suo amico messicano Peter esclama “Non ti dimenticherò mai, Gerardo!” e nella scena immediatamente successiva si contraddice dicendo a Lois “Credo proprio che Rinaldo mi mancherà.”. Nella versione italiana Peter non si contraddice ma chiama il suo amico “Gerardo” entrambe le volte, quindi la gag si perde.

    6×07 “La figlia di Peter”

    • La scena in cui Lois consiglia a Meg di abortire è stata in parte edulcorata ed in parte censurata. Tanto per cominciare il riferimento all’aborto è stato reso molto meno esplicito (quando Lois le dice che “ci sono altre opzioni oltre al matrimonio” Meg risponde “Mamma, non ho intenzione di abortire.” mentre nella versione italiana dice “Mamma, te l’ho già detto: non se ne parla proprio!”). Inoltre nella versione originale Lois consiglia a Meg di “bere e fumare parecchio” (in modo da provocare l’aborto spontaneo), suggerendole inoltre di “non smettere (di bere e fumare) a metà della gravidanza, o potrebbe ritrovarsi con un figlio come Chris.”; in italiano si limita a consigliarle di “correre e fare ginnastica.”.
    • Una delle bambole che compra Peter per la torta nuziale di Meg (gli sposi erano finiti) è quella usata in tribunale per far dire ai bambini “dove sono stati toccati dai loro molestatori”. In italiano questa espressione è stata tradotta con un fumoso “mostrare dove hanno subito ingiustizie”.

    familyguyabortion

    6×09 “Furto di identità”

    • In una scena compare Foghorn Leghorn (il gallo dei Looney Toons) ma, mentre nella versione originale si sono sforzati di imitare il timbro molto cartonesco della sua voce, in quella italiana gli hanno dato una voce normalissima.
    • L’espressione “avere le palle” è stata tradotta con un più soft “avere coraggio”.
    • L’espressione “figlio di puttana” è stata tradotta con un più soft “lurido verme”.
    • James Woods e Kate Moss (che per qualche inspiegabile motivo nella versione per la TV diventa Heather Graham) non hanno “un amico in comune” ma “lo stesso spacciatore di coca”.
    • Johnny (uno dei due artisti d’avanspettacolo morti in una puntata precedente) non finisce all’inferno perché “gli piacciono i tipi strani”, come dicono nel doppiaggio italiano, ma perché “gli piacciono i ragazzini”.

    6×10 “Provaci ancora Brian”

    • Lois dice a Brian che vorrebbe passare la serata guardando qualche brutto film e quando lui le propone “Vanilla Sky” lei gli risponde “Ho detto un brutto film, non un aborto.”. In italiano Lois propone un “film d’amore” e poi definisce “Vanilla Sky” un “film d’orrore”.
    • Verso la fine della puntata Chris chiede al suo vicino di casa “Sei un pazzoide per caso?”. Nella versione originale gli chiede “Sei un pedofilo?”. (Nota di Evitaltro momento già visto in un articolo di Doppiaggi Italioti)
    • Parlando con Brian, Lois gli dice che “immagina che fare sesso con lui sarebbe come farlo con un peluche” mentre nella versione italiana questa espressione è stata tradotta con “abbracciare un peluche”.  (Nota di Evit: un altro caso visto nel medesimo articolo di Doppiaggi Italioti)

    Sei un pazzoide?

    6×11 “La vita precedente di Brian”

    • Brian ricorda di non essere stato un fidanzato modello con la sua ex fidanzata perché, quando lei gli ha rivelato di essere stata picchiata da suo padre, lui le ha chiesto “Non hai segni, vero?”. Nella versione originale la ragazza era stata molestata sessualmente e la domanda di Brian era stata un ben più indelicato “Allora… fai tutto, giusto?”.
    • Nelle buste che cadono a Brian e Dylan non c’è del “tabacco” come esclamano i personaggi nella versione italiana ma (ovviamente) della marijuana.

    7×04 “Aiuto! Ho dimenticato Stewie!”

    • Quando Stewie trova le riviste erotiche di Chris non dice “Finalmente vedrò come è fatta una donna.” ma “Finalmente vedrò come è fatta una vagina.”. Stewie poi se ne spaventa enormemente.
    • Quagmire non dice che guardare le istruzioni del telecomando per i canali satellitari gli provoca “un’emozione” ma “un’erezione”.
    • Il monologo di Peter alla stazione è una citazione (qui peraltro riportata erroneamente) del film “Un biglietto per due”, il che spiega l’esclamazione di Chris “Ah! Riferimenti cinematografici!”, che in italiano diventa “E adesso titoli di coda!”.
    • Alla fine dell’episodio Stewie vede tornare a casa la sua famiglia ed esclama: “Mamma! Papà! Chris! Mostro! Brian!”. Nella versione originale dice “Mamma! Papà! Chris! Cane! Brian!”.

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    7×06 “Ritorno sui banchi”

    • Peter dice che la direttiva primaria del robot che ha costruito è “non fare del male ad anima viva” e poi, quando il robot lo aggredisce, urla “Oh, cacchio! Attacca gli esseri umani!”. La battuta arriverebbe prima se Peter usasse la stessa espressione in entrambi i casi (nell’originale usa l’espressione “to harm people”).
    • Quando Peter prende in giro un bambino dicendo che “suoi genitori l’hanno chiamato Gaymard” i suoi due compagni di classe non commentano “Non credevo che si potesse prendere in giro qualcuno perché è diverso!” ma “Non credevo che si potesse prendere in giro qualcuno perché è omosessuale!”. In seguito uno di loro (sempre riferendosi ai pessimi esempi di Peter, che ha appena picchiato un bambino) dice “Un giorno userò nella vita quello che ho imparato qui.” ma nella versione originale dice “Un giorno userò su mia moglie quello che ho imparato qui.”.
    • Quagmire non propone a una donna incontrata a scuola di “farlo strano” bensì di “fare sesso non protetto”.
    • Alla fine della gara di spelling Peter dovrebbe fare lo spelling della parola “lesbiche” ma nella versione italiana la parola assegnatagli è “anziane”. È vero che in una scena del genere, per problemi di labiale, può succedere di dover stravolgere il testo ma in questo caso è evidente che si sia voluta evitare la parola “lesbiche” (anche perché “lesbiche” ha lo stesso numero di lettere sia in italiano che in inglese, mentre “anziane” ne ha una di meno).

     7×07 “I soliti idioti”

    • La scena in cui Brian prende in giro Stewie chiedendogli del suo videoclip con voce via via più acuta riprende una gag ricorrente della serie, in cui Stewie prende in giro Brian nello stesso modo a proposito del romanzo che sta scrivendo. E infatti nella versione originale Stewie lo interrompe dicendo “Quello funziona solo quando lo faccio io.”. In italiano la gag non è stata tradotta e Stewie dice semplicemente “Sto cercando di finire il mio video.”.

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    7×10 “Lois giornalista d’assalto”

    • Durante il suo provino per la Fox, Lois dice “Anche se questo povero reduce iracheno ha perso la sua mano, non ha perso la capacità di sentire.”. A parte il fatto che l’originale “Iraqi veteran” vuol dire “reduce della guerra in Iraq” e non “reduce iracheno”, una traduzione più corretta di “ability to feel” sarebbe stata “capacità di provare sentimenti”.

     7×12 “Uno scrittore in erba”

    • Quando uno dei poliziotti dice “Sono un padre di famiglia!” Peter si esalta, apparentemente senza ragione. La gag (intraducibile in italiano) si ricollega a una gag precedente in cui Peter afferma di entusiasmarsi quando sente dire il titolo di un film all’interno del film stesso. In inglese, infatti, il poliziotto dice “I’m a family guy.” (“sono un padre di famiglia”).
    • Quando viene legalizzata la marijuana Lois dice che “Peter è così fatto che non riesce neppure a far partire una clip”. Nella versione italiana la gag è stata eliminata e Lois dice semplicemente che “Peter è così fatto che non riesce neppure a mettere insieme due parole”.

    7×13 “Oggi spopolo, domani chissà”

    • C’è una gag ricorrente che riguarda un ragazzo che continua a sfottere tutti accusandoli di essere omosessuali ed è palese che lo sta facendo per mascherare la propria omosessualità repressa, tanto è vero che alla fine grida ai suoi amici “Io sono gay, va bene?”. In italiano le battute di questo personaggio sono state spesso alleggerite o addirittura completamente trasformate al punto da annullare l’effetto comico. In una scena un amico di questo ragazzo dovrebbe dire “Andiamo a circondare i nerd, li chiamiamo gay e li costringiamo a farci vedere il pene.” e lui dovrebbe commentare “Non sarebbe gay da parte loro?” ma nella versione italiana il suo amico dice “Circondiamo i secchioni, li chiamiamo zecche e li costringiamo a scucire un quarto di dollaro.” e il suo commento è “Non è che qualcuno ha davvero le zecche?”. In un’altra scena invece di dire “Stavo costringendo un nerd ad amoreggiare con me.” dice “C’era uno che stava facendo il cascamorto con me.”. Anche la scena dell’outing è stata resa con un alquanto edulcorato “Io sono gaio, d’accordo?”.
    • Nella scena in cui Babbo Natale viene fermato per guida in stato d’ebbrezza questi non chiede al poliziotto “Sei ubriaco?” ma “Sei ebreo?”.
    • Peter non si riferisce alla figlioletta di Joe chiamandola “Quella vegetariana di Susie Swanson” ma “Quella lesbica di Susie Swanson” (e il seguito della battuta, tradotta correttamente in italiano, lo conferma: Peter dice di aver capito che Susie è “vegetariana” dal fatto che “porta i capelli corti, ha le gambe tozze ed è indifferente alle sue avances”).
    • In una scena Lois, stanca di sostenere Meg durante le sue crisi di pianto, la lascia in compagnia di “un libro di Sylvia Plath e una boccetta di Ambien” (sonnifero noto anche come Zolpidem, spesso adoperato dai suicidi). In italiano “Ambien” è stato tradotto con “camomilla”.
    • “Io sono quella che ti ha dato la popolarità!” esclama Connie D’Amico in una scena e Chris le risponde “No, è stato pestare quel tontolone che mi ha dato la popolarità.”. Nella versione originale Chris dice “È stato pestare quel ragazzino ebreo che mi ha dato la popolarità.”.
    • Meg afferma di aver tentato di tagliarsi le vene dopo che Connie aveva fatto un calco del suo sedere e l’aveva mostrato a tutti mentre nell’originale si trattava di un calco della sua vagina.
    • Neil chiede a Meg – in cambio di un favore – il permesso di “pensare a lei mentre si fa il bagno”. Questa scena è stata lasciata inalterata ma la scena successiva, in cui Meg chiede la stessa cosa a Connie D’Amico, è stata tradotta con “Posso sperare che saremo amiche un giorno?”.

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    7×17 “Brian innamorato”

    • Lauren Conrad dice a Brian “Il tuo problema non è il fatto che io sia intelligente, ma il fatto che lo sia più di te.”. Nella versione originale dice l’esatto contrario! La frase giusta è: “Il problema non è essere più intelligenti di te, il problema è che sei ancora innamorato di Jillian.”.

    8×07 “Amico nero cercasi”

    • Quando Jerome, l’amico nero di Peter, gli rivela: “spesso e volentieri mi sono sbattuto in cucina vostra figlia Meg.” in realtà sta riproponendo una versione edulcorata dell’originale “I had myself lots of nasty ass sex with Meg” (ovvero “sesso anale spinto con Meg”). – aggiunto da Evit.

    8×08 “Il senso del cane”

    • Lois prende in giro Brian chiedendogli “su quale canale andrà in onda la cerimonia” di assegnazione del premio che gli hanno conferito e Brian le risponde “Oh, ti hanno dato un premio per come hai lavato bene i piatti ieri sera?”. A questo punto Stewie rincara la dose dicendo a Lois “Ah! Non vali niente!”, ma nella versione italiana dice “Ah! Non la daranno in televisione!”.
    • “Ehi, Brian! Annusami il dito!” dice un membro del gruppo che premia Brian, e lui risponde “Lo sento già da qui” (I already can). In italiano dice “Ho già fatto pipì.”.
    • “Happy sun” (titolo di uno dei disegni di Stewie) è stato tradotto “Figlio felice”.
    • Quando Joe spiega a Brian che uccidere un cane non è un reato Peter, per prenderlo in giro, gli punta una pistola alla tempia e dice “Potrei farlo adesso e a nessuno importerebbe. Potrei farti saltare il cervello e farebbero una parata in mio onore!”, per poi aggiungere “Sto scherzando. Non importerebbe a nessuno.”. In italiano al posto di dire “farebbero una parata in mio onore” Peter dice “sarebbe tutto come prima” (e quindi non ha senso che subito dopo dica “sto scherzando, a nessuno importerebbe”).

    8×09 “Il pezzo grosso”

    • Nella gag originale Mano Ti-da-una-mano dice che suo fratello “Probabilmente non arriverà neanche alla fine della cena.”, mentre in italiano dice che “Tra cinque minuti si sarà già scordato tutto.”.
    • Parlando con il suo doppione-hippie allo specchio, Quagmire lo chiama “brutta controfigura” (?) mentre nell’originale “bum”, che può essere tradotto come “scroccone” o “vagabondo”. Una traduzione come “lurido hippie” non avrebbe avuto più senso?

    8×10 “Blackout temporaneo”

    • Peter spiega che il pollo gigante gli ha fatto tornare la memoria colpendolo in testa più volte (nella scenetta in questione un colpo in testa gli fa tornare la memoria ed il successivo glie la fa perdere di nuovo) ed aggiunge che “è stata una fortuna che avesse con sé un numero pari di oggetti”. Nella versione originale dice “un numero dispari” (probabilmente si tratta di una svista del doppiatore).

    8×10 “M come Malvagia Meg”

    • Meg dice che vuole andare in Cina e poi aggiunge “Anche lì fanno le corse della NASCAR.”, infelice traduzione dell’originale “Ho sentito che anche lì fanno le corse della NASCAR, adesso.”. Può sembrare una differenza da poco ma in italiano non si capisce proprio il nesso (già di per sé molto debole) tra la prima frase e la seconda.

    8×21 “Affettuosamente al bivio”

    • Quando Peter ringrazia Dio perché è convinto che farà una cosa a tre con Lois e una sua amica, sentiamo un jingle: “God: he knows what turn you on!” (“Dio: sa cosa ti eccita!”), che in italiano è stato tradotto: “Dio: sa cosa ti va!”. Potrebbe tuttavia trattarsi non di censura ma di un problema di metrica.
    • La citaziona a “I predatori dell’arca perduta” è sbagliata. Quando il dottor Hartman dice a Lois che la procedura di inserimento dell’embrione verrà eseguita da alcuni Hovitos armati di cerbottana, Lois protesta: “Non voglio che mi sparino delle cose nella vagina!” e il dottore risponde: “Potrebbe dirglielo lei… se sapesse parlare Hovitos”, che traduce correttamente la frase dell’arcinemico di Indiana Jones, Bolloq: “You could warn them… if only you spoke Hovitos!”. Quando venne adattato in italiano quel grande film, però, si optò per un più generico: “Lei potrebbe avvisarli… se sapesse parlare la loro lingua”.

    8×12 “Medium Extra Large”

    • La citazione di H. D. Thoreau è riportata in modo molto libero.
    • In una clip il signor Spock urla ai suoi compagni “Live long and suck it!”, espressione che fa il verso al saluto vulcaniano “Live long and prosper”, tradotto in italiano come “Lunga vita e prosperità”. La traduzione corretta, quindi, sarebbe dovuta essere “Lunga vita e ciucciatemelo”, non il “Vivete a lungo e ciucciatemelo” che sentiamo nella versione italiana.
    • Alla fine dell’episodio viene citato il famoso sketch dell’asiatico di nome “Who” di Gianni e Pinotto ma, dal momento che il nome dell’uomo non viene tradotto la gag non ha nessun senso (gli adattatori devono essersene accorti perché in un episodio della decima stagione viene citato lo stesso sketch, e in quel caso il nome “Who” viene tradotto “Chi”).

    livelongandsuckit 

    8×12 “Come Tootsie”

    • Nella clip in cui Gesù gioca a palla prigioniera il termine “jocks” è stato tradotto in maniera un po’ infelice come “campioni”. In realtà, considerato il senso della gag (che ironizza sul passo del Vangelo “beati i mansueti perché erediteranno la Terra”), avrebbe avuto più senso tradurlo come “bulli” o – meglio ancora – come “forti”.
    • Nella stessa gag quando i mansueti dicono a Gesù “Avevi detto che avremmo ereditato la Terra la sua risposta non è “Sì! Dopo che vi avremmo annientati!” ma “Sì! Dopo che l’avremo usata noi!”.
    • Nella versione originale Meg non si limita a dire che fa dei “giochetti erotici” col suo ragazzo ma accenna in modo preoccupante a degli “utensili elettrici”.

     9×02 “Brian repubblicano”

    • Quando Lois parla della visita di Rush Limbaugh a bassa voce per non farsi sentire da Brian, questi, dal piano di sopra, grida “Ho un udito molto sviluppato!” La battuta si basa ovviamente sul fatto che Brian è un cane e nella versione italiana se ne perde il senso, perché Brian dice semplicemente “Ho sentito!”.
    • Rush Limbaugh non dice a Brian che metterà “una salsiccia” tra le pagine del suo libro bensì “una fetta di mortadella” (“bologna sausage” nell’originale, difatti quella che si vede qualche scena dopo è chiaramente una fetta di mortadella e non una salsiccia). La battuta si basa sul fatto che un sistema per far prendere una medicina a un cane è avvolgerla in una fetta di mortadella.

    9×03 “Bentornato Carter”

    • Nella scena del pub, quando Carter ordina da bere a un nero di passaggio poi non dice “Sta già servendo a un altro tavolo?” ma “Appartiene già a qualcuno?”.

    9×04 “Halloween a Spooner Street”

    • Quando parla delle sue origini asiatiche Quagmire non dice “Ero un bel bambino e ora sono un adulto frivolo.” ma “Ero un bambino vispo, ora sono un adulto infelice.”.
    • Alla fine della puntata Brian nomina una serie di dolciumi storpiandone i nomi (per motivi di copyright). Peccato che l’unico dolciume della lista noto anche in Italia siano gli M&M’s, quindi la battuta è pressoché incomprensibile. Forse sarebbe stato meglio sostituire i dolci con qualcosa di conosciuto anche da noi.

    9×07 “In viaggio per il Polo Nord”

    • Il padre di Seth McFarlene, voce narrante dell’episodio, non chiede ai telespettatori se vogliono “comprare delle pentole” ma se vogliono “comprare dell’erba”.

    MacFarlaneDad

    9×10 “Quagmire e Meg”

    • “Prima regola del club di combattimento ebreo: se qualcuno dice ‘Ahi!’ ci si ferma.”. Dato che la citazione è chiaramente diretta al film Fight Club, la battuta sarebbe dovuta essere: “prima regola del Fight Club ebreo…”, se devi citare, è bene citare fino in fondo.

    9×17 “Affari esteri”

    • In una scena l’uomo che ha sedotto Bonnie le dice “Se io fossi stato una moffetta e tu una gattina che si aggira sempre in posti dove c’è della vernice fresca, e se una striscia di vernice fosse caduta lungo la tua schiena, avrei pensato che anche tu fossi una moffetta, ti avrei inseguito dappertutto e avrei cercato di rapirti. E sarebbe stato legale, perché siamo in Francia.”. La battuta si ispira al personaggio di Pepé la puzzola (“moffetta” è effettivamente una traduzione più corretta ma dal momento che il personaggio in italiano si chiama “la puzzola” avrebbe avuto più senso tradurlo come “puzzola”) e, nell’originale, il seduttore non dice affatto “avrei cercato di rapirti” bensì “avrei cercato di violentarti”. Non so se l’errore sia dovuto a censura o al falso amico “rape” (“violentare”, che qualcuno potrebbe tradurre erroneamente “rapire”). In entrambi i casi la battuta va a farsi benedire.
    • Nella stessa scena il seduttore dice “In Francia abbiamo un sacco di violenza. Mimo contro mimo.”. Infelice traduzione dell’originale “Abbiamo un sacco di violenza tra mimi.”.

    10×07 “Il ragazzo Amish”

    • Il nome italiano di Cobra Commander – citato in una scena – è Cobra Commander, non “Comandante Cobra”. Per una volta che sarebbe bastato lasciare il nome originale.
    • Meg non dice al ragazzo amish che “la musica che ascolta è quasi tutta così [come quella di Avril Lavigne]” ma che “ascolta la maggior parte della musica solo perché le dicono di farlo”.
    • In Italia ci saranno sì e no tre persone che sanno cosa sia un Hacky Sacks, ragion per cui avrebbe avuto più senso rendere questo termine in maniera diversa.

     10×08 “La grande avventura”

    • Alla fine dell’episodio Joe elenca diversi prodotti da fast food alterandone il nome per “motivi di copyright” (McDaniels, McFingers, Diet Conks…) e alla fine cita anche le patatine fritte, al che Quagmire, stizzito, urla “E dai! Almeno ‘patatine fritte’ si può dire!”. In italiano la stizza di Quagmire è fuori luogo, perché Joe chiama le patatine fritte con il loro nome, mentre in inglese le chiama “fresh fries” (in luogo di “french fries”).

     10×21 “Tea Peter Party”

    • Durante il suo comizio, Carter dice che il governo vuole dire ai cittadini quanti bambini possono avere (“how many children you can have”) e questo causa l’indignazione di Herbert (il pedofilo). In italiano “children” è stato tradotto come “figli” (invece di “bambini”) e il gioco di parole (“avere dei bambini” = “fare sesso con dei bambini”) si perde.

    11×02 “La famiglia Nielsen”

    • Quando suggerisce ai creativi della TV idee per dei programmi di successo, Peter dice loro di “cercare delle donne che litigano” e poi, ripensandoci, aggiunge “anzi cercate solo delle donne, finiranno per litigare”. Nella versione italiana chiede di cercare “delle donne che lottano”, il che non ha alcun senso.

     11×06 Crisi di mezza età

    • Quanta gente in Italia conosce la catena di ristoranti “Pinkberry”? Non sarebbe stato meglio far dire all’uomo della security “mi piacciono i dessert”?

    FamilyFuyPinkberry 

    11×09 “Avventure nello spazio”

    • Peter cita una serie TV chiamata “Reazioni collaterali”, in originale era “Breaking Bad”. -aggiunto da Fabio.

    Nota di Evit: sebbene, in Italia, la serie “Breaking bad” sia effettivamente intitolata “Breaking Bad – Reazioni collaterali”, far riferimento a questa serie solamente tramite il suo sottotitolo elimina l’immediatezza del dialogo originale. Che il committente Mediaset non volesse far pubblicità ad un prodotto (Breaking Bad) distribuito dalla Rai?

    11×15 “L’amico islamico”

    • Peter descrive orgogliosamente l’America come un paese libero dove “ognuno può scrivere la parola ‘their’ come preferisce”, ma in italiano il senso della battuta si perde, dal momento che viene tradotta alla lettera (“un paese dove ognuno può scrivere la parola ‘loro’ come preferisce”). Sarebbe stato meglio far dire a Peter una forma grammaticale più frequente tra gli errori in lingua italiana.

     12×01 “Chi cerca trova”

    • In una scena Peter, che soffre di alito cattivo, fa la “respirazione bocca a naso” a Meg. In italiano, però, questo termine è stato tradotto come “respirazione bocca a bocca” e la gag va a farsi benedire.

    12×02 “Mini Peter”

    • “Sorry!” è un gioco molto simile a quello che in italiano si chiama “Non t’arrabbiare!”. Nella scena in cui viene citato sarebbe stato meglio chiamarlo così per far capire a cosa ci si riferisce.

     12×03 “Un Quagmire per Quagmire”

    • Peter non dice a Quagmire che se comprerà un computer ultimo modello “sarà il primo del quartiere ad avere una modello T” ma che “sarà COME il tizio che ha avuto per primo una modello T nel proprio quartiere”. (Nota di Evit: riferito alla Ford T, la prima auto dai prezzi “abbordabili”)
    • Il termine “latine” sta per “latinoamericane”, e quindi avrebbe dovuto essere tradotto con “ispaniche”.

    12×09 “I problemi di Peter”

    • Durante la gag del bowling Peter non dice che nel bowling “non c’è fumo” ma che non si può fumare.
    • In una scena compare Droopy ma, mentre nella versione originale si sono sforzati di imitare il timbro molto cartonesco della sua voce, in quella italiana gli hanno dato ancora una volta una voce normalissima.

    FamilyGuyDroopy

    12×10 “Un lavoro da Grimm”

    • Peter non definisce la terza storia che legge a Stewie “‘Cenerentola’, di cui nessuno si ricorda” ma “‘Cenerentola’, di cui nessuno ricorda l’autore”.
    • Quando Stewie in versione sorellastra cattiva si rivolge a Lois in versione Cenerentola per chiederle se ha già finito di pulire, quest’ultima commenta “Non ci sono molti personaggi qui con cui dividere il lavoro.”. Questa battuta non ha nessun senso, mentre nell’originale Lois/Cenerentola dice “Non abbiamo molti personaggi femminili con cui lavorare.”, ovviamente riferendosi al fatto che una delle sorellastre è interpretata da Stewie.
    • Quando Cenerentola si prende il merito per l’abito che le hanno cucito, uno dei topolini non commenta “Mi preoccupa la sceneggiatura che le abbiamo dato.” ma “Sono preoccupato riguardo alla sceneggiatura che le abbiamo dato.”.

    12×13 “Il patto con Dio”

    • Una volta in Paradiso Joe non scopre che “i disabili sono discriminati anche lì” ma che “i disabili restano disabili anche lì”, e Dio gli dice che “resterà così per sempre”.
    • Dopo aver dato una mazzata al ginocchio di Cleveland per far ridere Belichick, Peter dice “E ora aspettiamo.”. Questo perché nell’originale, prima di picchiarlo, non diceva “ecco un’altra commistione tra comico e tragico” ma “un’altra formula per creare l’effetto comico è ‘tragedia più tempo’.”.

    12×14 “Il ricco ereditiero”

    • La parola “text” (ovvero SMS, o messaggino), per qualche oscura ragione, è stata lasciata in inglese.

     12×15 “Battute di seconda mano”

    • “Ma quale dipendenza?” dice Peter parlando del suo tabagismo “Mi faccio ogni due ore o giù di lì. Non sballo mai completamente.”. E Lois risponde: “È questo il significato di ‘dipendenza’.”. Beh, NON è questo il significato di “dipendenza”. Il significato di “dipendenza” è farsi ogni due ore o giù di lì ALTRIMENTI si sballa completamente, proprio come viene detto nella versione originale.
    • Quando Stewie dice a Chris che non potrà tenerlo chiuso nello zaino per sempre e Chris gli risponde “Perché no? Dimmi il nome di una sola persona che ti ama.”, originariamente Stewie non commenta “Wow! Questa risposta non ha assolutamente alcun senso!” bensì “Questa è una reazione sproporzionata!”. La risposta aveva senso, ma era un tantino esagerata.

    12×16 “Herpes, l’amore dolente”

    • Brian non dice “Non trovi anche tu che una cosa peggiore dell’herpes [complemento di paragone] è lo stigma?” ma “Non trovi anche tu che LA cosa peggiore dell’herpes [complemento di argomento] è lo stigma?”.

    (Nota di Evit: se avessero usato il congiuntivo sarebbe stato anche meglio: “non trovi anche tu che la cosa peggiore dell’herpes SIA lo stigma?“).

    • Durante la rissa alla fine della puntata, un cartello con su scritto “Pawtucket Patriot Beer” viene definito “simbolo patriottico di Pawtucket”. Che abbiano tentato di fare una battuta differente?

    12×17 “L’uomo più interessante del mondo”

    • Il titolo “An inconvenient tooth” viene tradotto come “Il dente scomodo”, viene così meno il riferimento al celebre documentario “Una scomoda verità” e si perde l’effetto parodia.

    FamilyGuyInconvenient

    12×19 “Meg puzza”

    • Quando Brian fa crollare la casa Peter dice a Lois che l’assicurazione non copre gli “acts of dog”, gioco di parole tra “acts of God” (forza maggiore/disastri naturali) e “atto di cane”. Il gioco di parole non è immediatamente traducibile in italiano, si è optato per una traduzione alla lettera (“l’assicurazione non copre gli atti dei cani”).

    (Nota di Evit: in questo caso non è stato possibile l’abusabile “gattastrofe”.)
     


    La fine?

  • TRAILER per il ritorno di Blade Runner al cinema – Uno sparo… nell'elio?

    blade runner space cinema
    In occasione del prossimo ritorno di Blade Runner al cinema (nella versione “Final Cut”), il 6 e il 7 del mese prossimo, la Warner ha caricato un trailer su YouTube.
    Qualche amico di questo blog dalle orecchie allenate ci ha invitato a guardarlo suggerendoci che forse ci fosse qualcosa di strano in questo trailer.
    Dopo attenta analisi, ho considerato alcuni fatti… ma per rendere più leggera la digestione della disquisizione che segue, suggerisco di immaginarla con la voce di Peppino Rinaldi che doppia Peter Sellers in “Uno Sparo Nel Buio”:

    “Fatti, Ercole. Fatti.”

    1. Questi ritorni al cinema avvengono in maniera quasi globale, quindi i trailer moderni sono sempre creati in massa, da montatori che lavorano per la casa di distribuzione (in questo caso la Warner).
    2. L’elemento video è sempre identico per tutti, cucito a tavolino, con le scritte che cambiano a seconda del paese. Fin qui niente di strano.
    3. L’elemento audio? Come accade spesso viene creata apposta una traccia musica/effetti e a questa vengono applicate le battute del film, in diverse lingue a seconda del paese di destinazione.
    4. Le battute ovviamente vanno montate nei punti giusti, in corrispondenza con quelle originali

    Ora, fatte queste considerazioni, ti aspetti che tutto fili liscio. Ecco invece cosa ho trovato quando sono andato ad ascoltare con attenzione il suddetto trailer:

    1. Le orecchie ci dicono, e i grafici d’onda sonora confermano, che il missaggio è stato eseguito in maniera SUINA! Ovvero pompando musica, voci e soprattutto SUPERMEGABASSI in stile dubstep. Ma su questo potremmo sorvolare perché tanto è un trailer, non riflette il missaggio del film.
    2. Cosa è successo alle voci? Anche chi non conosce il film, come il sottoscritto, noterà immediatamente che le voci degli attori sembrano passare attraverso una densa cortina di elio!

    Le voci sono accelerate!
    Come mai? Sappiamo che è soltanto un trailer e quindi non ci aspettiamo la stessa cura che si deve applicare al missaggio del film. Ma allo stesso tempo ci si chiede come, in che modo, si possa commettere un errore così balzano. Si potrebbe capire se avessero semplicemente preso la traccia audio del DVD ed usato quella, che essendo in formato PAL è già accelerata del 4% (per chi ne sa di musica, quasi tre quarti di tono più su).
    Ma la cosa è più strana, perché apparentemente (giudico soltanto dalla battuta finale del trailer, “io ne ho viste cose“) la traccia audio è stata accelerata del doppio! Come se avessero preso del materiale già in formato PAL e lo avessero accelerato nuovamente per PAL, ottenendo così un comico 8% rispetto alla pellicola originale. Quindi praticamente un tono e mezzo più alto del normale!
    Perché tutto questo?
    Siamo sempre sul piano delle supposizioni perché non sappiamo dove vengano eseguiti questi missaggi né chi li esegua. Immaginiamo comunque che siano cose fatte in fretta e furia e senza interesse, come d’altronde è inevitabile che sia, in ciò che è diventato ormai questo business devastante che è il “prodotto audiovisivo”. C’era probabilmente l’interesse a riallineare la battuta, perché era chiaro che non rientrava per intero nei pochi secondi prima del cartello finale del trailer (manca infatti una pausa tra “io ne ho” e “viste cose”, certamente tagliata proprio per quel motivo).
    In conclusione, visto che la “Final Cut” di Blade Runner è già uscita in Bluray, e nessuno si è lamentato perché gli attori avevano voci da scoiattolo, è facilmente intuibile che questo scempio lo troverete soltanto in questo indecente trailer montato alla buona, e che al cinema non ci saranno sorprese.
    Nel frattempo, prendiamo l’audio di questo trailer come uno dei tanti esempi di un semplice, ma importante concetto: l’espressione “professionista pagato” non significa quello che pensate!
    Forse non significa proprio un beneamato accidente.
     

    “Attento, salame! M’hai rotto la stecca, non ho più niente per indicare!”

  • AVGN The Movie – La recensione italiana che non vi scriverà nessun altro

    Uscendo fuori dai canoni di questo blog, vi propongo una mia recensione del film Angry Video Game Nerd: The Movie, scritta “a caldo” il 4 settembre 2014 e mai pubblicata fino ad ora per motivi non ben precisati. Lo rilascio adesso che non frega più a nessuno, così da tener fede al motto di questo sito: “un blog per pochi“.
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    Uno degli youtuber più celebri al mondo è James Rolfe. Con il suo personaggio, l’Angry Video Game Nerd (o “AVGN”, un “nerd” che recensisce i peggiori videogame del passato) cambiò nel giro di pochi anni l’idea stessa di YouTube. Se adesso vedete tanti regazzini recensire videogiochi è colpa sua grazie a lui. Per brevità, mi riferirò al suo persoanggio chiamandolo “il Nerd”, come si usa fare tra i suoi fan.
    La recente uscita del film “AVGN: The Movie” ha attirato molta attenzione da parte di persone che come me lo seguono dagli inizi (2006-7). Si tratta di un vero e proprio lungometraggio, realizzato grazie alle donazioni dei fan e tanti anni di lavoro, che porta in scena il suo personaggio facendolo uscire dal familiare scantinato dove solitamente recensisce giochi merdosi del passato.
    Personalmente mi aspettavo il peggio del peggio, del resto tanti anni e tanta attesa non potevano che produrre anche tante aspettative e così ho voluto evitare la trappola del fan e per tanto tempo ho persino ignorato anche la sola esistenza di questo film di prossima uscita, evitando accuratamente tutte le interviste in merito, le reazioni e le recensioni, finché finalmente non si è reso disponibile come download digitale.
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    Quali aspettative?
    Siamo difronte ad un film indipendente derivativo di una popolare serie nata su YouTube e parzialmente finanziato dai fan… sappiamo dunque che non ci sarà Spielberg dietro la macchina da presa. Eppure, con tutte le mani avanti che potevo metterci lo considero comunque come un bel flop. 10+ per l’impegno, 4- per il risultato finale, ad essere generosi.
    Il primo problema è che il film ha una durata di quasi due ore (due ore!), a metà subentra già la noia e il terzo atto è completamente confusionario, a tratti insensato. Ma non mi riferisco alla presenza di mostri e di alieni, parlo della sceneggiatura e del montaggio.
    Come fan della serie e con tutte le mani avanti che si possono mettere, non andrò certamente a lamentarmi degli effetti speciali, dei modellini, delle ambientazioni e cose del genere (come hanno fatto molti sprovveduti sul web), anzi, quelli sono elementi persino deliziosi se consideriamo che si tratta di un prodotto “fatto in casa”… ma sulla sceneggiatura e sui personaggi, come spettatore, non posso transigere.
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    L’ispirazione, come dichiarato dall’autore e protagonista James Rolfe, è stata in parte il film “Fusi di Testa”, un lungometraggio creato da Mike Myers (futuro Austin Powers) a partire da una serie di brevi sketch comici. “Fusi di testa” (Wayne’s World, 1992) negli Stati Uniti fu un successone e ne fecero anche un seguito a sua volta niente male. Ciò che lo fece diventare un successo fu una buona sceneggiatura, una trama.
    La sceneggiatura è proprio ciò che non funziona in questo film di James Rolfe! Il ritmo è irregolare, gran parte delle battute e delle gag semplicemente non funzionano, si ha l’impressione che James si sia lanciato in un’impresa più grande di lui, gettandoci dentro tutte le idee che aveva in mente nel caso che in futuro potesse non riuscire a sfruttarle in altri suoi film, tutto ciò a svantaggio del film in questione però! Non c’era bisogno di andare a scomodare universi paralleli, mostri-divinità giganti, improbabili voli in jet; sarebbe bastata una storia più semplice, un’avventura on-the-road, anche con qualche eccesso (perché è comunque un film dell’Angry Video Game Nerd, quello che cacava diarrea in testa a Bugs Bunny) ma senza arrivare ad apici troppo alti per un film indipendente e in ogni caso non in tale abbondanza a detrimento di tutto il resto.

    Un momento celebre della serie

    I momenti dell’eccesso presenti nella serie


    Se nei suoi episodi su YouTube abbiamo una “trama” incentrata sulla recensione di un videogioco, con sporadici effetti speciali ad esasperare solamente il finale (cartucce Nintendo gettate per terra che esplodono e cose del genere), tutte scene che comunque si suppone avvengano soltanto nell’immaginazione del “Nerd”, nel film in questione sembra che la bilancia sia inclinata dall’altra parte, verso un eccesso di effetti speciali che mostrano situazioni esagerate (e che avvengono nel mondo reale, non nella sua immaginazione) a discapito di scene più “normali”, di dialoghi, di una qualsiasi costruzione dei personaggi… per Dio, sul finale due compagni di avventure si baciano pur non avendo mai avuto alcuna interazione durante tutto il film!
    Va bene, andiamo nei dettagli su cosa non funziona… Ci saranno spoiler, tanti!
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    Un noioso compagno di avventure
    Nel film, il nerd ha un compagno di avventure, un ragazzo di colore che dimostra 16 anni (nonostante all’anagrafe ne abbia 24), che parla con la zeppola in bocca, che non azzecca mai una battuta divertente e che in generale non è stato scritto come si deve (non è colpa dall’attore). Il fatto che sia di colore, inoltre, mi sembra più una strategia studiata a tavolino per non dare ai fan afroamericani la sensazione di un film fatto da “bianchi” per altri “bianchi” (questa è una preoccupazione piuttosto comune negli Stati Uniti ma molte volte scade in forzature). Credo che avrebbe aiutato se il personaggio fosse stato almeno più estroverso, esagerato, fuori luogo e più spesso inappropriato, ciò che in inglese si dice “over-the-top”. Invece è un personaggio noioso, ingenuo, lamentoso e privo di qualsivoglia “alchimia” con il personaggio principale, il “Nerd”. Persino un personaggio stereotipato sarebbe stato migliore a questo punto.
    L’idea che il “Nerd” abbia un compagno è del tutto nuova (nella serie le recensioni sono sempre solitarie e il suo amico Mike Matei compare soltanto quando Rolfe non interpreta il “nerd”, oppure compare come personaggio in costume) e se viene aggiunto un nuovo personaggio da affiancare al celebre “Nerd” questo deve funzionare. Questo compagno semplicemente non funziona.
    Quando dicevo che “non è stato scritto come si deve”, infatti, mi riferisco a cose tipo:

    •  all’inizio del film mostra interesse verso le ragazze, imbarazzando persino il “Nerd” con l’emulazione di un atto sessuale al tavolino di un bar (e questa sarà la prima e ultima volta che questo personaggio vi farà ridere). Il “Nerd” allora gli impartisce la regola d’oro “nerds before birds” (“i nerd prima delle ragazze” a voi il divertimento di trovare una traduzione in rima) e da quel momento il personaggio non parlerà più di ragazze né mostrerà alcun interesse verso di esse, vanificando ciò che sembrava un buon inizio per delineare la personalità del compagno di avventure.
    • Durante l’intero film c’è una gag ricorrente della madre super protettiva che lo chiama in continuazione, tale gag si risolve in niente, una telefonata finale in cui lui risponde “sono stato su una astronave aliena e ho salvato l’universo” e la madre: “ok!”. [trombone triste]
    • Tutte le sue battute sono da trombone triste ed è un peccato che un personaggio così importante sia stato scritto così superficialmente. Volevo farmelo piacere ma non c’è stato proprio verso.

    Sbagliare anche i personaggi più semplici
    Nella trama, il “Nerd” viene convinto/forzato a partire alla ricerca di una fantomatica discarica nel deserto dove si vocifera siano stati seppelliti centinaia di migliaia di cartucce dell’invenduto E.T. della Atari, un gioco notoriamente fallimentare. A tirare i fili di questa operazione è il presidente di una società di videogiochi che ha in mente di sfruttare la fama del “Nerd” e della sua impresa epica per aiutare le vendite di un nuovo gioco: “E.T. 2”. Al fine di assicurarsi che il piano funzioni viene inviata una dipendente della ditta, travestita da nerd, la quale fornisce il furgone e tutto il necessario per intraprendere un viaggio verso il Nuovo Mexico alla ricerca di questa fantomatica discarica piena di cartucce di E.T..
    L’arco narrativo, o evoluzione, del personaggio della “nerd femmina infiltrata” è tra i più intuitivi che esistano, eppure è quello riuscito peggio di tutti. Lei dovrebbe essere la cattiva “infiltrata” che durante l’avventura si innamora del protagonista e si unisce alla causa “buoni”. Non è chiaro durante l’intero film quando e soprattutto cosa le faccia cambiare idea e decidere di aiutare i protagonisti invece che sfruttarli, non c’è alcuna scena “formativa”. Inoltre sul finale ci scappa anche il bacio di cui vi avevo anticipato prima, tra lei e l’aiutante del Nerd, senza che questi due abbiano mai avuto una vera interazione durante tutto il film. Al contrario, l’evoluzione della trama ci aveva fatto credere che, se fosse potuta sbocciare una situazione romantica, questa sarebbe avvenuta tra lei ed il protagonista con il quale avevano legato sfidandosi ad un vecchio videogioco. La relazione tra il compagno del “Nerd” e l’infiltrata redenta non è impostata in nessun punto del film e per questo il bacio finale è assolutamente fuori luogo, inatteso ed esageratamente cliché.
    Funzionava sulla carta… non ha funzionato su schermo
    Non tutte le idee che sulla carta funzionano, risultano poi funzionare anche su schermo. In fase di montaggio si deve saper decidere cosa tagliare, cosa tenere, anche a costo di tagliare una scena che è stata molto costosa e faticosa da realizzare, a vantaggio del prodotto finale. Nei film amatoriali si tende a tenere tutto il materiale girato perché ci si affeziona al proprio lavoro, per questo ci si dovrebbe sempre affidare a professionisti non coinvolti.
    L’esempio di ciò sta nell’evoluzione della sottotrama in cui la ragazza viene rapita, i protagonisti se ne fregano perché impegnati in altri compiti (e perché comunque non la conoscono affatto) e lei rimane, per quello che sembra la durata di un’intera giornata, legata e sorvegliata, senza alcuna ragione, in cima alla torre Eiffel di Las Vegas… tutto ciò perché “sulla carta” la trama avrebbe fatto riunire tutti i personaggi e tutte le loro sottotrame proprio lì.
    Non sto neanche ad andare nei dettagli del combattimento tra lei ed un’altra donna, la cui coreografia lascia proprio il tempo che trova e se ne trova di molto migliori in qualsiasi episodio della serie AVGN girato nello scantinato di James Rolfe. Il problema è che non ha neanche senso che le due combattano, tutto sembra forzato, solo perché sulla carta probabilmente era sembrata una buona trovata.
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    Il personaggio del Nerd
    Se molti fan si sono lamentati di come le capacità recitative di James Rolfe siano state forse seppellite dallo stress di produrre un lungometraggio, dovendosi occupare anche di tutte le magagne ad esso legate, io mi lamento di ben altro, ovvero del fatto che il Nerd stesso sembra una comparsa nel suo stesso film, non il protagonista centrale! Spesso trattato marginalmente, soffocato da una miriade di personaggi inutili.
    Inoltre, come molti altri fan della serie YouTube, anche io avevo determinate aspettative riguardo ai vari aspetti della vita quotidiana di questo personaggio immaginario (nella serie lo vediamo soltanto nel suo scantinato); mi aspettavo ad esempio che il Nerd lavorasse in un negozio dove si vendono vecchi videogiochi, console e computer… non in una scintillante filiale della catena GameStop! Lui è un “nerd” per la miseria, che diavolo ci fa in un posto simile? È come averlo messo a lavorare al McDonald. Il “Nerd” (per ammissione dello stesso Rolfe) vive in un mondo tutto suo in cui ignora addirittura l’esistenza di videogiochi moderni, come fa questo ad aver senso in una trama nella quale lui lavora in un negozio dove si vendono soltanto videogiochi moderni? Sono i paradossi di sceneggiature rivedute e corrette continuativamente per oltre 6 anni.
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    Conclusione (le cose buone)
    Le cose buone, per le quali comunque non vale la pena spendere soldi per vedersi questo lungometraggio, sono le musiche, spesso reminiscenti degli anni ’80 e veramente azzeccate; l’alieno, il quale, pur essendo un pupazzo pressoché inanimato, ha se non altro il carisma della voce (in originale lo doppia un dei “voice actors” delle Tartarughe Ninja) e il suo aspetto, reminiscente di Slimer di Ghostbusters, non può non strappare un sorriso di simpatia. Infine, la porzione “normale” del film, prima dell’escalation fantascientifica-fantastica, è decisamente l’unica frazione del film decente che fornisce un’idea di ciò che sarebbe potuto essere un buon film del Nerd ma che, ahimè, non è stato.
    Se non altro James si sarà tolto qualche soddisfazione, e per questo siamo tutti contenti per lui.

  • VHS INFERNO: Ritorno al Futuro – Parte II

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    Dopo la rubrica “Disc Inferno” forse è il caso di conteplare anche una “VHS Inferno” visto che, con il mio collaboratore Leo, ci imbattiamo sempre più spesso in atroci edizioni VHS fatte a risparmio e con i piedi, dove scompaiono le localizzazioni (ovvero quelle scritte che al cinema apparivano in lingua italiana al posto di quelle in inglese), dove talvolta scompaiono i sottotitoli e dove tutto questo succede a Ritorno al Futuro – Parte II
    Spilucchiamolo in tutta la sua atrocità:
    Sono scomparsi tutti i titoli in lingua italiana che erano presenti nel “master” italiano di questa pellicola, quindi “Ritorno al futuro” diventa “Back to the future” ed tutto è sottotitolato elettronicamente.
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    La sottotitolazione, come avevamo già visto in passato, fa schifo! Con quel leader della banda che dice “ero incastrato” invece di “sono stato incastrato”.
    Inoltre potrete notare che mancano anche i due punti tra “banda” ed “Ero”, hanno lasciato lo spazio ma quando la fabbrica di videocassette attende per far partire la produzione alle 4 del mattino non c’è neanche un secondo da perdere!
    (nota: questa versione passa spesso anche su Italia 1)
    NcFly
    I sottotitoli cambiano di colore a seconda della scena e sono pieni di refusi. In questo caso abbiamo un “NcFly” al posto di McFly. Stavano dattilografando con i piedi per scommessa?
    bttf2-licenziato
    Oltre che atroci, i sottotitoli non si curano neanche della parte audio del film doppiato che in quella scena ripete: “lei è licenziato” (e non “sei licenziato“).
    bttf2-allaprossima
    Questi sottotitoli spostati troppo in basso e tagliati… ah, che fastidio!
    bttf2-fine
    Un po’ più vicino al bordo no? Ahhh, che fastidio!!! Poi il numero romano III si legge “parte terza” e non “parte 3“; O dite “Ritorno al futuro 3” oppure “Ritorno al futuro – parte III”, del resto nei titoli all’inizio del film era sottotitolato proprio come “Ritorno al futuro 2”, neanche un minimo di coerenza! Ma che, sul finale di un lavoro di sottotitolatura da 5 minuti ci hanno lavorato dieci persone diverse?
    Mi fanno notare, inoltre, che hanno scritto FUTORO al posto di FUTURO. Cani!!!
    L’assoluta inconsistenza dei colori e dei caratteri di stampa è ancora più fastidiosa della decentratura sui sottotitoli finali, ma non peggio degli errori di traduzione, qualcuno si era proprio “incastrato” in quelli.
    Se ci aggiungiamo poi errori di battitura completiamo il quadro di una caramellosa, merdosa, versione VHS dove quasi ogni singola scena sottotitolata è venuta male, credo che questo meriti un qualche tipo di premio.
    Buonianulla, fannulloni!
     
    Intanto alla Universal, negli USA, dove producono i sottotitoli per le versioni straniere…
    infinite monkey theorem simpsons

  • Romics 2014 e video intervista a Fabrizio Mazzotta

    Romics
    Romics 2014. Con la possibilità di intervistare il doppiatore Fabrizio Mazzotta, Evit si è fatto coraggio e si è gettato per voi in quella bolgia infernale chiamata “Romics di sabato” (il “Romics di domenica” è invece soprannominato “K-19“) con l’ottimismo di chi partecipa per la prima volta a questo evento… per uscirne poi sudato, esausto, onestamente un po’ atterrito e con lo spaesamento di chi partecipa per la prima volta a questo evento, ma ciononostante molto contento per l’esito di questo viaggio. Sono riuscito ad incontrare Fabrizio Mazzotta.

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    Con una pistola puntata alla testa (fuori campo) Mazzotta sponsorizza Doppiaggi Italioti. 😉

    Già la mezz’ora di fila all’entrata mi aveva ricordato di quanto io sia completamente ignorante di serie “anime” giapponesi, essendo circondato da costumi a me così oscuri che quasi mi commuovo quando in fila accanto a me noto uno vestito da Seneca Crane di Hunger Games… e non è un buon segno. Il mio bagaglio culturale nel campo dell’animazione giapponese si ferma a Akira, Ghost in the Shell e ai cartoni della mia infanzia. Inoltre il mio abbigliamento casual, la fotocamera da hipster appesa al collo e lo zainetto minimal contribuiscono al mio estraniamento dall’universo che mi circonda (qualcuno mi scambierà anche per un organizzatore) fatto di regazzini vestiti nei modi più disparati… da che cartone verrà quel costume lì? Quel cavaliere è un generico crociato o sarà una replica fedele di qualche personaggio videoludico? Guarda, una bambina vestita da protagonista di Hunger Games, che carina… e ce n’è un’altra… e un’altra un po’ più in là… e un’altra ancora. Adesso ho capito chi, oltre a me, si è visto Hunger Games al cinema decretandone un successo che avevo ritenuto inaspettato nel 2012… i regazzini.
    Ritenendo i vestiti della folla intorno a me indegni delle mie foto, ho rivolto l’obiettivo su un cacciuttiello, anche lui lì in fila.

    Canino romics 2

    Ritraimi come una delle tue ragazze francesi

    Non essendo mai stato al Romics prima d’ora ed avendo solo visto il Lucca Comics, realizzato con bei gazebo nel centro storico della città, mi lascio sorprendere un po’ dallo stile “futuro distopico” della struttura fieristica romana… pilastri in cemento che sorreggono un lungo cavalcavia (penso “ma dove l’hanno messa questa fiera, sotto a un’autostrada?“), che si rivela essere semplicemente una passerella sopraelevata.
    Ai lati del cavalcavia pedonale si trovano dei capannoni tipo hangar aeroportuali (sicuramente riciclati, grazie a furbissimi appalti, dal vicino aeroporto) che fungono da “padiglioni” e tra un capannone e un altro oscuri anfratti diventano subito bivacchi per mangiatori-di-panini-fatti-dalla-mamma e per gli occasionali fumatori adolescenziali di spinelli, di quelli che fanno un tiro, la posizionano in verticale davanti agli occhi e ne osservano la cima fumante con sguardo sofico.
    Molto presto gli angoli al di sotto del cavalcavia si riempiono di cartacce e rifiuti vari ricordando uno scenario da Blade Runner, mancavano solo i neon e la pioggia… ed essendo questo un luogo anche per appassionati di film, direi la trasformazione degli ambienti esterni a “futuro decadente” abbia giovato all’evento.

    Un gruppo di regazzini accoglie i nuovi arrivati aggirandosi minacciosamente al di sotto del cavalcavia con maschere molto convincenti che replicano quelle viste nel film Anarchia – La notte del giudizio. “Maschere molto ben fatte ma siete cretini“, penso tra me e me, perché nessuno dovrebbe mai commemorare quell’orchite hollywoodiana chiamata “The Purge 2 – Anarchy“, una vera e propria purga di fascinema.

    Roberto Diso della Bonelli Editore

    Roberto Diso della Bonelli Editore

    Nei padiglioni alle 12:00 c’è tanta gente ma sono ancora visitabili, li percorro tutti, osservando i vari stand, scattando qualche rara foto. Una scelta saggia, quella di visitare tutti i padiglioni subito, dato che, solo un paio d’ore dopo, la folla sarebbe stata tale da impedire l’accesso a determinate aree.

    Stampante 3D all'opera

    Stampante 3D all’opera

    Fumettari che presentano il loro libro. Quello in maglietta rossa è "Sio" del canale YouTube "Scottecs"

    Fumettari che presentano il loro libro. Quello in maglietta rossa è “Sio” del canale YouTube “Scottecs”

    Comincio a vedere qualche costume decente, tratti da film un po’ più noti… l’illusione però si spezza quando si sentono delle elfe del Signore degli Anelli parlare romanesco e che, più che altro, mi ricordano dell’esistenza quel capolavoro blasfemo che è “Signore dei Piselli” dei Raminkia.
    Spero di incontrare almeno un Giudice Dredd per fargli ripetere qualcuna delle frasi pacchiane di quel film ed assicurarmi così una spassosa clip da mettere su YouTube ma niente da fare, solo assassini e altri personaggi di serie videoludiche abusatissime.

    Se deve fidà! Sta bbacchetta maggica è 'a meglio le dico

    Se deve fida’! Stabbacchetta maggica è ‘a meglio le dico

    Vado verso i banchetti dedicati alle serie cinematografiche con cui ho più familiarità… Ghostbusters, Guerre Stellari, Batman e altri… tanti sono gli zombi ma non è chiaro a quale film/serie appartengano, il mercato ne è ormai saturo, sono generici zombi. Carina l’area arredata in stile apocalisse zombi dell’associazione “Doom Valley”… Ah, vi avevo detto che c’erano anche degli ZOMBI!?

    Doom Valley

    Associazione “Doom Valley”… bella foto “dinamica”

    Allo stand di Ghostbusters Italia noto con rammarico che solo il giorno prima era passato Massimo Foschi (voce celebre di Dart Fener), un’occasione mancata! Anche il mio amico doppiatore Edoardo Stoppacciaro doveva essere a quello stand nei giorni della fiera ma alla fine non è potuto venire.
    Grazie ad un aggancio avrei dovuto incontrare persino Marco Mete ma, poveraccio, esausto dalla direzione del doppiaggio di Interstellar (che doveva finire a velocità interstellar) non ha avuto la forza di venire e si è dato per malato.
    Visto che sono allo stand di Ghostbusters, mi improvviso cavia umana e cerco di indovinare la carta astraendomi il più possibile…

    ... un po' di linee ondulate?

    … un po’ di linee ondulate?

    Incrocio poi qualche Indiana Jones, un anziano Obi Wan, qualche Lara Croft, altre protagoniste di Hunger Games e noto, quasi per caso, l’auto “KITT” della serie Supercar parcheggiata in un angolino un po’ anonimo. Rifuggo infine verso l’esterno per una boccata d’aria e per azzannare uno dei miei panini portati da casa perché sono taccagno e non voglio spendere nemmeno un centesimo da quei cravattari dei venditori di cibarie alla fiera.

    Obi Wan per hobby

    Obi Wan per hobby

    KITT

    KITT

    Ogni tanto si sentono grandi schiamazzi di folle urlanti, alcuni gruppi di regazzini scattano come dei centometristi verso direzioni ignote, un commerciante vicino a me esclama “sarà er solito iutuber“. Scopro solo sulla via di casa che in quel giorno c’era anche il caro Alberto Pagnotta ma, anche a volerlo, credo non sarei mai riuscito ad incontrarlo senza l’ausilio di una mietitrebbiatrice per farmi strada tra i suoi fan adolescenti. Per fortuna ci eravamo già incontrati a Empoli qualche mese fa, in un ambito molto più rilassato e non ebefrenico.

    Cantori di Westeros

    (questa foto non mi appartiene)

    Rientrando noto lo stand de’ Il Trono di Spade e mi piacerebbe farmi una foto sull’omonimo trono (come avevo già fatto a Empoli) ma si è formata una calca oscena e, accanto a me, un romano di quarant’anni (se non più) si emoziona come un bambinone esclamando caciaronamente e con un tatto da zappatore: “Aò guarda! Ce sta pure er nanetto!“.

    Uno dei padiglioni

    Uno dei padiglioni

    La folla aumenta gradualmente e comincia a diventare arduo muoversi all’interno dei padiglioni; in uno di questi sento il tanfo di qualche fetentissimo cibo asiatico di produzione industriale che vendono sempre in queste occasioni (approfittando delle nippo-voglie adolescenziali) e non mi sorprende scoprire che in quello stesso giorno sono stati ricoverati 28 ragazzi per intossicazione alimentare… A’ rega’, er giapponese se magna nei ristoranti, non da quei paninari che vi vendono robaccia avanzata dal Lucca Comics dell’anno scorso!
    Mia madre il giorno dopo sente la notizia al telegiornale e per un secondo si preoccupa ma poi si ricorda che suo figlio in queste occasioni è super taccagno e che non avrà speso un centesimo alla fiera oltre al biglietto di ingresso.
    Aveva ragione.

    folla

    masse isteriche

    Verso le 16 la folla cresce a dismisura e presto diventa spaventosa come quella di M – Il Mostro di Düsseldorf; la rete telefonica mobile, già da metà giornata messa a dura prova, collassa definitivamente dando agli adolescenti un assaggio dei primi anni ’90. Pochi fortunati utenti Vodafone godono (addirittura) di una minima copertura internet e diventano subito prede di amici disperati. Perdere di vista l’amico con cui si è venuti al Romics vuol dire tornare a casa da soli. “Vado un momento a cercare Tizio” diventano le ultime parole sentite da molti.
    In questa confusione totale temo che non riuscirò ad incontrare Mazzotta con il quale mi ero dato un generico appuntamento e l’ultimo messaggio ricevuto prima del collasso della rete mobile era stato “sono ancora a casa, tra poco parto“.
    Per puro caso lo trovo più tardi mentre ero alla ricerca di un’altra persona. Ci salutiamo con affetto nonostante non ci fossimo mai visti o incontrati prima e, con la scusa dell’intervista, Mazzotta e io ci dileguiamo trovando una miracolosa stanza-rifugio vuota e meno rumorosa… e a questo punto mi improvviso intervistatore.

    Ebbene questa è l’intervista in esclusiva per Doppiaggi Italioti, seguita dal suo saluto per tutti voi, lettori carissimi. Vi ricordo che entrambi i video sono disponibili in HD, nonostante la penosa conversione di YouTube.

    intervista mazzotta

    “Clicca” sull’immagine

    Ringrazio ancora Fabrizio per la sua gentilezza e cordialità e vi lascio con il suo personale saluto a tutti voi, lettori di questo blog. Tutte le altre foto che ho scattato all’evento le troverete sulla pagina Facebook di Doppiaggi Italioti.

    mazzotta saluto

    “Clicca” sull’immagine

  • Giornalismo informaticcio – L'inglese farlocco e le brutte traduzioni dei giornalisti italiani

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    CLASSIFICATO


    Tante delle recenti piaghe della lingua italiana sono sbocciate dal giornalismo informatico, un’area dove spesso vengono pubblicate informazioni scopiazzate da articoli esteri tradotti alla meno peggio. Giornalisti professionali e amatoriali già da oltre 5 anni ci ammorbano con parolacce tipo “più PERFORMANTE“, un abominio nato in ambiente milanese che vorrebbe significare “che da una maggiore performance” ed usato al posto di “prestante”, “con migliori prestazioni” o “prestazionale”.
    Ci sono anche buone notizie: per fortuna è andata a scomparire la parola RUMORI come traduzione di “RUMORS” ma, ahinoi, adesso molti giornalisti utilizzano direttamente la parola “rumors” come se appartenesse al vocabolario italiano (esempio a caso qui).
    Rimane in voga la detestabile ACCAVENTIQUATTRO (H24) al posto del vecchio caro “24 ore su 24” (o “giorno e notte”), perché H-24 fa più figo, vuoi mettere? Inutile dire che se la sono inventata i politici italiani pochi anni fa e non deriva dall’inglese nonostante quella ridicola acca voglia farvelo credere.
    Un applausone questa settimana va invece a colui che in data 12 settembre 2014 ha avuto l’ardire di usare la parola “CLASSIFICATO” come traduzione di “CLASSIFIED” (=segreto/riservato/confidenziale):

    Le udienze del FISC non sono pubbliche e i documenti sono di norma classificati. La documentazione delle vicende legate a Yahoo per il 2007-2008 è rimasta classificata fino al 2013, motivo per il quale Yahoo ha deciso di condividerla con il pubblico.

    Mi domando quale documento in particolare sia arrivato primo in classifica. C’è stata una premiazione in un ufficio governativo? Hanno stappato lo spumante per l’occasione? Esiste una medaglia di bronzo per le scartoffie che si classificano terze?
    Questa per me vince il “Premio Catarella per la peggior conoscenza dell’italiano nel giornalismo sul web” o in alternativa il “Premio Festini Selvaggi per il peggiore abuso di Google Translate in un articolo sul web“, scegliete voi. In ogni caso date una medaglia a quell’articolo!

    Pulitzer

  • Intervista con il fondatore di Ghostbusters Italia

    Piero Castiglia

    Piero Castiglia

    [Trascrizione di un’intervista registrata]

    Evit
    Approfitto del nostro incontro per farti ri-raccontare un paio di storie che mi avevi già accennato in passato. Orsù, presentati!
    Piero
    Volentieri. Mi chiamo Piero Castiglia e sono il fondatore di “Ghostbusters Italia“.
    Allora Piero, preannunciamo ai vari lettori che in questa intervista parleremo del doppiaggio italiano Ghostbusters: il videogioco e della serie a cartoni animati. Iniziamo dal videogioco perché, Piero, tu sei a tutti gli effetti l’artefice di un doppiaggio di qualità che nessuno si aspettava di avere con questo prodotto videoludico, mi parli del retroscena?
    Il retroscena del doppiaggio? Come no!
    Come solo me e altre due persone sanno, è tutto nato da una società italiana che gestisce i diritti di Ghostbusters in Italia… e gestisce anche i diritti di Indiana Jones e penso anche delle Tartarughe Ninja.
    Intendi i diritti per i videogiochi?
    No, no. Gestisce i diritti di questi titoli in tutte le loro forme.
    È successo che la Universal, all’epoca attraverso la divisione “Vivendi Universal Italia” che si occupava di fare una versione da vendere qui in Italia, mi aveva contattato in veste di fondatore di Ghostbusters Italia. Loro mi avevano subito detto “ah guarda, ci piacciono i vostri costumi, abbiamo visto che siete in tanti, noi vorremmo fare pubblicità al gioco, abbiamo una copia dell’automobile… etc” e che avrebbero portato una replica della Ecto-1 in Italia (per i curiosi: suddetta Ecto-1 è una replica francese comprata da uno studio di tre o quattro investitori che la portano in giro per le varie fiere d’europa).
    Io gli ho organizzato la pubblicità con i ragazzi del forum Ghostbusters Italia, all’epoca in cui era appena uscito il trailer del gioco, quindi quando il prodotto era ancora tutto in inglese e non si sapeva niente di un eventuale doppiaggio italiano.

    Piero Castiglia in posa accanto alla Ecto-1

    Piero Castiglia in posa accanto alla Ecto-1


    In che senso gli hai “organizzato la pubblicità”?
    Gli ho inviato dei miei amici vestiti da acchiappafantasmi che hanno fatto un giro per Milano dentro la Ecto-1 per la loro campagna pubblicitaria. Quindi si sono trovati la pubblicità gratis praticamente.
    E visto che si sono trovati bene con i miei ragazzi e dopo aver notato, spulciandosi il nostro forum, che c’erano più di 700 utenti (all’epoca, adesso sono più di 2000), ci hanno detto che il gioco sarebbe stato doppiato anche in italiano, ma che non avevano idea di come farlo doppiare; infatti tieni presente che è da anni che non si usa più far doppiare un videogioco del genere ai doppiatori originali. Al contrario, di solito, mandano tutto a Milano e lo fanno fare a quelli di Milano.
    Sì, purtroppo lo si nota da quel “oh, cribbio!” nella prima scena del gioco. Se lo doppiavano a Napoli avremmo forse sentito “oh maronn’!“?

    Ahah, chi sa.
    Visto il numero di persone su Ghostbusters Italia (che avrebbero certamente acquistato il gioco) e vista la passione che gli abbiamo dimostrato anche a Milano con  il tour in Ecto-1, mi hanno chiesto che cosa ne pensavo io in veste di fondatore di Ghostbusters Italia! Io, essendo anche appassionato di doppiaggio e volendo evitare certi errori tipici della realtà italiana…
    Ho capito, eri praticamente la persona giusta al momento giusto.
    Si può dire di sì. Della serie vieni con me se vuoi vivere! [emula il tema di Terminator]… allora gli ho fornito subito una lista con i nomi dei doppiatori (con tanto di numeri di cellulare per facilitargli il lavoro). È successo che non li hanno chiamati tutti… per risparmio o per altri motivi.
    Fammi qualche esempio.
    Ad esempio su Winston non abbiamo avuto Gianni Bertoncin da me suggerito come prima scelta dal momento che aveva doppiato il personaggio sia nei cartoni animati che in Ghostbusters II e avrebbe quindi dato una certa continuità, ma avendo lui smesso il mestiere di doppiatore ed essendosi trasferito a vivere in Spagna… insomma lo puoi rintracciare ma non lavora più come doppiatore. Allora hanno scelto Massimo Foschi, la voce di Winston nel primo Ghostbusters, oltre che di Dart Fener in Guerre Stellari e tante altre…
    Ottimo! Quando hai detto che su Winston non hanno potuto mettere Bertoncin mi è venuto un brivido, non pensavo che Foschi lo avrebbe fatto. Me lo immagino Foschi che dice “se c’è lo stipendio fisso, io doppio tutto ciò che mi chiedete“.

    [pausa per risate e citazioni]

    Il gruppo di "Ghostbusters Italia" in posa insieme ai doppiatori Sergio di Giulio e Massimo Foschi

    Il gruppo di “Ghostbusters Italia” in posa insieme ai doppiatori Sergio di Giulio (voce di Ray) e Massimo Foschi (voce di Winston nel primo film)


    Al contrario, Mario Cordova (voce di Egon) e Sergio Di Giulio (voce di Ray) sono stati chiamati senza problemi. Il problema si poneva su un’altra persona.
    Lasciami indovinare… Bill Murray.
    Esatto
    Senza studiare.
    Oreste Rizzini, che lo aveva doppiato nei primi due film e nei cartoni animati, purtroppo era scomparso l’anno prima e quindi alla Universal avevano il terrore di mettergli una voce che avrebbero odiato tutti i fan, visto che comunque l’attore doppiato in Italia non aveva più una certa continutà neanche al cinema…
    Sì, ha avuto svariati doppiatori.
    Esatto. Io, logicamente, essendo in parte affezionato a Michele Gammino per i suoi doppiaggi di personaggi quali Indiana Jones e altri, ed essendo comunque un appassionato di doppiaggio…
    Ce l’hai visto bene nel ruolo di Venkman, insomma hai fatto il lavoro dei direttori di doppiaggio.
    Praticamente sì, pensa che Gammino comunque ha già doppiato Bill Murray in più di 14 film e ha fatto un lavoro strepitoso su Bill Murray anche in Groundhog Day.
    Ricomincio da capo“, in Italia.
    Sì. Considerando poi la versatilità di Gammino, ho pensato: chi meglio di lui può doppiare Bill Murray al posto di Oreste Rizzini?
    Ottima pensata.
    gammino

    Piero Castiglia con Michele Gammino in sala di doppiaggio


    Il mio contatto con la “Vivendi Universal Italia”, Fabio Onano, che lavorava all’ufficio stampa e si occupava di queste cose, prese la mia lista promettendomi che avrebbe fatto il possibile per accontentarmi. A sua volta lui l’avrebbe proposta ai capi e la scelta sarebbe poi stata unicamente loro… ma, visto il numero di interessati, si sono fidati e alla fine sono rimasti molto entusiasti dei risultati.
    Scontato dire che richiamando i doppiatori storici a doppiare i loro personaggi, i doppiatori si sono beccati un sacco di soldi, non so se si può dire la cifra…
    Lo chiedi a me se si può dire? Dimmelo tu se si può dire!
    Rimaniamo sul vago va! Diciamo che solo Di Giulio si è beccato cifre a 4 zeri, altrettanto gli altri.

    [nota di Evit:
    Doppiare un film in media costa dai 20/30mila euro (film minori) ai 120mila euro delle grandi produzioni hollywoodiane.” (Fonte)
    Quindi dato che ciascun doppiatore principale è stato pagato con cifre pari all’intero costo di doppiaggio di un film minore, si stima che il doppiaggio del videogioco sia venuto a costare esattamente quanto il doppiaggio di un film hollywoodiano importante]

    Allora il lavoro di doppiatore paga!
    Ma perché paga, perché Di Giulio, e così gli altri, erano le voci storiche dei protagonisti della saga ed hanno potuto esigere tali cifre… e dico “saga” perché ormai è una saga vera e propria, tra cartoni animati, film e videogioco. Infatti il videogioco è stato concepito originariamente come terzo film che non è mai stato portato in sala.
    Oh, finalmente qualcuno che lo conferma apertamente!

    Piero Castiglia con Mario Cordova (voce di Egon)

    Piero Castiglia con Mario Cordova (voce di Egon)


    Essendo stato concepito come terzo film, quelli della Universal hanno voluto un doppiaggio all’altezza. Ma non è finita qui! Infatti, rimasti soddisfatti dal doppiaggio, mi avevano detto che avrebbero tenuto lo stesso cast di voci anche per il terzo film di Ghostbusters che sarebbe uscito poi… poi sappiamo tutti come è andata a finire per colpa di Bill Murray… comunque fatto sta che il videogioco, sotto quel profilo tecnico, è uscito da 10! Io credo che sia l’unico videogioco di questa epoca che sia stato doppiato con attori del genere.
    C’era un videogioco di Ace Ventura nel 1996 che fu doppiato da Roberto Pedicini, non se l’è filato nessuno però. Valeva solo per il doppiaggio appunto, che qualcuno giudicò persino troppo ben fatto in confronto alla qualità del videogioco.
    A parte il cast principale di Ghostbusters, chi altro è tornato ai vecchi ruoli?

    Purtroppo sono andati a risparmio sulle voci di Janine e di Walter Peck perché, avendo già pagato così tanto i quattro protagonisti, hanno voluto tagliare altrove… però lì hanno scelto molto simili perciò non ci fai caso.
    Chi c’è al posto della Lionello su Janine?
    Non lo so però è quasi uguale (N.d.A. era Cinzia Massironi) e su Walter Peck c’è Sanna mi sembra (N.d.A. era Luca Sandri). Comunque sono talmente simili come voci che non ci fai tanto caso, l’importante è che almeno i protagonisti siano quelli.
    Già ad avere quelli è quasi un miracolo!
    Esattamente.
    Piero Castiglia con Sergio Di Giulio in sala di doppiaggio

    Piero Castiglia con Sergio Di Giulio in sala di doppiaggio


    Quindi abbiamo in italiano un Bill Murray che è più familiare di quanto lo sia lo stesso Bill Murray originale per gli americani, visto che si sono lamentati tutti della recitazione svogliata che ricordava più il suo Garfield che il classico Peter Venkman.
    Come dici bene tu, in originale, per chi gioca al videogioco in inglese, il doppiaggio di tutti, ma sopratutto di Bill Murray, è piatto che più piatto non si può. Tu, per quanto puoi essere appassionato come madrelingua alla voce originale di Bill Murray… a me i due film di Ghostbusters piacciono molto di più in italiano, ci tengo a precisarlo …concordo, be’ dicevo che Bill Murray più che recitare sembra proprio che stia leggendo, cioè, non ne ha voglia! L’hanno strapagato ma lo ha fatto giusto perché gliel’hanno chiesto fino all’esaurimento.
    O forse avrà detto “partecipo al videogioco se non mi fate fare il terzo film“.
    Probabilmente! Ma è talmente brutto da sentire Bill Murray in lingua originale che è una gioia quando poi senti il Michele Gammino che cerca di migliorare il personaggio in italiano, pur non avendo grossa libertà di farlo… perché lì ti dicono “la traccia dura 30 secondi, tu me la devi fare in 30 secondi e con la tonalità originale“, puoi fare qualche piccola variazione ma non lo devi stravolgere… e Gammino comunque lo ha migliorato notevolmente, pur con tutte queste limitazioni interpretative imposte.
    Piero Castiglia consegna a Michele Gammino una targa commemorativa

    Piero Castiglia consegna a Michele Gammino una targa commemorativa


    Se uno se lo gioca prima in inglese e poi in italiano, c’è un abisso. Il casino lì è stato fatto dal fonico di doppiaggio.
    Quale casino?
    Il fonico di doppiaggio ha fatto un troiaio, scusa il termine…
    A Doppiaggi Italioti si dice di tutto e di più, vai avanti.
    Il fonico ha fatto un troiaio perché non è stato attento a sincronizzare le voci, o meglio, le voci partono in sync ma… io non so cosa stava facendo quel giorno, se aveva il caffé per le mani o altro, però le battute di tutti e quattro i protagonisti, in alcuni punti del gioco, sono velocizzate da paura.
    Ma vanno fuori sincrono?
    Nelle battute dove un personaggio parla durante i momenti di gioco potresti accorgerti che tale personaggio parla un po’ più veloce del normale, ma poi rientra… invece, in altri punti come ad esempio nelle sequenze animate oppure quando il personaggio è in un’altra stanza con voce fuori campo, ci sono frasi pronunciate ad una velocità tale che tu capisci solo tre parole di ciò che è stato detto.
    Ma non è forse colpa di quelli che hanno creato il gioco in America?
    No, è il fonico di doppiaggio che ha la pista audio già pronta e la invia ai programmatori, loro la sostituiscono così com’è alla traccia originale. Questo fonico italiano, prima di chiudere il progetto, deve aver sbagliato qualcosa nella temporizzazione di alcune frasi e ci sono una decina di battute che sono velocizzate, soprattutto quelle di Gammino e di Di Giulio che sono velocizzate come se avessero schiacciato per sbaglio un’impostazione errata su Pro Tools, capito cosa voglio dire? Una frase originariamente di 20 secondi viene riprodotta in 5 secondi.
    Quello è un errore che purtroppo si verifica soprattutto sulla versione per PS3 e XBOX360. Sulla versione per Wii, PSP e PC invece questo non succede. Inoltre nella versione per Wii e PSP il doppiaggio del gioco è leggermente diverso in alcuni punti. Tra queste due versioni c’è proprio un adattamento differente perché la storia per Wii/PSP è fatta per un pubblico un po’ più giovanile e si svolge in maniera leggermente diversa, inoltre molte cose sono state sostituite e la cosa interessante è che ci sono molte battute in più e allo stesso tempo molte battute in meno.
    Ma io ricordo di averci giocato in inglese e che non c’erano opzioni per cambiare la lingua, com’è ‘sta storia?
    Perché loro hanno fatto un disco unico per tutto il mondo inclusivo di tutte le versioni doppiate ma senza andare ad indicarlo nelle istruzioni del gioco e la gente che non lo sa, quando inserisce il disco, si ritrova automaticamente il gioco in inglese con i sottotitoli in italiano.
    E come si imposta la lingua italiana nel videogioco?
    Devi andare a frugare tra le impostazioni del menù e selezionare “disattiva audio”. Una volta selezionata questa opzione, la PlayStation o il PC o la Xbox, riconoscono l’audio di default che tu hai impostato nella tua console (e che in Italia di norma sarà l’italiano) e solo allora il gioco parte con l’audio in italiano.
    Molta gente, non sapendo di questo complicato metodo per cambiare la lingua, si è giocata tutto quanto il gioco in inglese e, quando poi è venuta fuori su YouTube una clip del gioco doppiato, quasi non ci credeva!
    Vi hanno fatto provare il gioco in anteprima?
    Una volta finito il doppiaggio, ovvero un paio di mesi prima che uscisse il gioco sul mercato, la Universal ci contattò per provare la demo del gioco doppiata. Io non ci sono potuto andare. A quei tempi abitavo in Sardegna e dissi a quelli della Universal di contattare il mio amico di Milano così lui, insieme ad altri, andarono a testare la demo per Xbox e Wii tornando a casa con dei bei regali come foto e numerosi gadget che non vendono neanche al pubblico e che purtroppo mi sono perso.
    Ma ti hanno regalato perlomeno una copia del gioco?
    Mi hanno regalato una copia del videogioco per PlayStation 3 per ringraziarmi di avergli suggerito il cast di doppiaggio. Io in realtà lo avevo già comprato all’uscita quindi la copia che mi hanno regalato era in più e così l’ho regalata a mia volta ad un amico. Però è stato comunque carino il gesto… sai, un gioco da 60 euro recapitato bello nuovo e incellofanato, insomma fa piacere.
    Mi parli del tuo “Ghostbusters Italia”?
    Membri di "Ghostbusters Italia" incontrano Dan Aykroyd

    Membri di “Ghostbusters Italia” incontrano Dan Aykroyd


    “Ghostbusters Italia” è un fan club che riunisce una comunità di appassionati. Lo aprii nel 2006 con un forum prima, a cui poi si aggiunse anche il sito internet e da allora la comunità è cresciuta molto. L’ho fondata perché ero stufo di vedere notizie e informazioni varie soltanto sui forum americani, volevo che ci fosse qualcosa di “ufficiale” in lingua italiana.
    Ho contribuito io stesso nella prima settimana dalla sua creazione a riempirlo di tantissimi contenuti che si trovavano solo nei siti americani. Più avanti si è creato uno staff di persone fidate che, collaborando con me, hanno potuto realizzare anche parte dei loro desideri come ad esempio quello di riunire gli episodi della serie animata prendendo le tracce audio dalle VHS… che poi va be’, gli audio sono stati rubati su internet da gruppi strani ma questi sono particolari di cui non parliamo…
    Parliamone, parliamone! Volevo chiederti appunto della serie a cartoni.
    Parlo di personaggi anonimi che hanno rinominato tutti i nostri file con la dicitura “by.Mav” quando li aveva invece creati moi, me medesimo, con un altro amico che sul forum si chiama Alex Victor e un altro ancora che si chiamava The Flash, stranamente non figurano più i nostri nomi e il lavoro adesso è di Mav, e tutti ringraziano Mav, capito? Nonostante questo Mav non avesse neanche le videocassette… ma lasciamo perdere.
    Quindi voi avete recuperato le videocassette e poi?
    Avevamo molti episodi registrati dai passaggi televisivi, altre le avevamo comprate già anni fa. Abbiamo estratto l’audio, l’abbiamo convertito, l’abbiamo ripulito, abbiamo eliminato le pubblicità e sopratutto abbiamo messo in sync con tutti gli episodi che si trovavano.
    Perché, prima non esistevano in commercio?
    Gli episodi non sono mai usciti in Italia in DVD. In VHS uscirono solo una decina di cassette… della Winners, mi pare.
    Prima di voi c’erano mai stati dei cosiddetti “rip” di questi episodi animati?

    No, prima di noi non c’era nessun “rip”.
    Quindi è grazie a voi se su siti peer-to-peer si trova l’intera serie animata in lingua italiana?
    Esatto. Infatti io e quest’altro mio amico che si chiama Franz84, Gabriele Franzoni, abbiamo ancora… oltre alle VHS originali che ho ancora a casa mia… abbiamo le versioni rippate con ancora il logo di Canale5, Italia1 e Rete4.
    Gran parte del nostro lavoro è stato ampiamente fregato su internet e, come dicevo, se ne sono presi il merito altre persone ma proprio per questo, a noi manca soltanto l’audio italiano di due episodi per completare le 140 puntate, mentre agli altri ne mancano una trentina. Che strano, eh? Da quando io non le ho più condivise passandole ad altri utenti, sono due anni e mezzo che ho due audio mancanti e loro una trentina.
    Qundi alla completezza della serie in italiano a te mancano soltanto due episodi?
    Precisamente. Se ne potrebbero fare anche i sottotitoli a questo punto ma speriamo che Mediaset decida di ritrasmettere la serie con la scusa del nuovo film.
    Tu ancora ci speri in un terzo film? Io non ci spererei troppo, si rischia l’effetto RoboCop 3! Ma il doppiaggio di questa serie è di proprietà di Mediaset?
    Sì, infatti la Sony Italia le voleva pubblicare in DVD (come aveva fatto in America) ma non ha potuto farlo perché i diritti della traccia audio italiana li possiede la Mediaset e in quel caso si sono trovati ad un bivio: comprare l’audio originale o fare un nuovo doppiaggio?

    [mugolìo di Evit]

    La Mediaset fino ad ora ha negato la prima possibilità. Sulla seconda il problema è… cosa comporta fare un nuovo doppiaggio? Oggi giorno non lo fanno più i doppiatori originali.
    Prenderebbero qualche ditta specializzata nel doppiaggio di cartoni animati, sicuramente di Milano, suppongo.

    Esatto, quindi avrebbero tutti voci diverse e sarebbe una cosa penosa.
    E non te lo comprerebbe nessuno, anche perché un cartone di quegli anni è comunque legato alla nostalgia di chi, come noi, se lo è visto all’epoca.
    Come Lupin che lo hanno doppiato sette-otto volte, poi hanno capito che era meglio richiamare Del Giudice… comunque, si spera che Mediaset li ritrasmetta e che dia il suo benestare a farli stampare in DVD, o a farli in DVD lei stessa, perché quei cartoni sono storici e proporli con una differente traccia audio non ha alcun senso.
    Anche perché la maggior parte dei doppiatori erano gli stessi del film se ricordo bene.
    Tutti i doppiatori dei cartoni animati sono gli stessi del film.
    O almeno del secondo film.
    Sì.
    Cosa che neanche negli Stati Uniti era successa.
    Ma infatti! Però in America sono stati gli attori originali a scegliere le voci che li avrebbero sostituiti nel cartone animato.
    Staremo a vedere allora se Mediaset li tira fuori, altrimenti ce li hai tu e chi se ne frega.
    Se li vuoi vedere, vieni a casa da me e te li guardi perché su internet, mi dispiace per i vari fan, non metto più niente. Uno si fa un mazzo tanto per anni e poi ti fregano la cosa in quattro e quattr’otto… e poi si lamentano pure quando ti contattano privatamente e scrivono “senti, vorrei comprarti le puntate. Me ne mancano una trentina“, “eh, non le vendo le puntate“, “ma come? Ti do 100 euro!“, “non le vendo le puntate“, “e le vecchie VHS? Così le rimasterizzo“, “le ho già rimasterizzate io“, “ma…“, “no“.
    A un certo punto ti dicono “senti mi manca questo audio, ma per caso le condividi? Sai, noi siamo un sito di peer-to-peer etc…“, “io le avevo già condivise e mi è stato tolto il merito, non lo faccio“, “ah, ma io non c’entro nulla con questo Mav“, “mi fa molto piacere ma poi potresti fregarmi anche tu, cosa ne so io? Quindi, mi dispiace, ciao!
    …e quindi stanno impazzendo per niente.

    [risata malefica di Evit che intanto si sta copiando i file “incriminati” dal PC di Piero]

    [scherzo, nota di Evit]

    Tra l’altro, successivamente, abbiamo fatto un lavoro anche superiore! Originariamente avevamo preso i video degli episodi dal canale satellitare tedesco Junior, quindi i titoli sono in tedesco e la qualità video è quella che è. L’anno dopo che abbiamo fatto questo lavoro, in America uscì la serie in DVD e così ci siamo detti: perché non basarci su quelli?
    E così abbiamo fatto. Ci siamo recuperati l’ISO DVD dell’edizione americana e abbiamo sostituito l’audio inglese con quello italiano. Quindi siamo proprio avanti rispetto a Mav ed altri, pensa, li abbiamo in qualità DVD con lingua italiana e con i menù e i contenuti speciali originali della serie animata prodotta e venduta in America. Ce l’ho tutti lì in una scatola, dopo te li faccio vedere.
    Praticamente l’unica cosa che ti manca è la localizzazione italiana dei titoli che era fatta da Mediaset con la scritta “acchiappafantasmi” inserita sotto “The Real Ghostbusters” e, sul finale, il logo della CVD e la lista dei doppiatori che si ripeteva ad ogni episodio.
    Real Ghostbusters
    Esatto, manca solo quello.
    Non è neanche poi questa grande perdita.
    Considera inoltre che le copie che ha la Mediaset, con il passare degli anni, sono anche un po’ sbiadite e rovinate. Quelle americane sono perfette, con colori nuovi, rimasterizzate, quindi meglio di così non si poteva fare.
    Hai provato a contattare la Mediaset in merito?
    Ho provato a contattare la Mediaset per anni, alcune volte non mi hanno risposto, altre volte mi hanno detto “sì, è nei nostri piani ritrasmetterle più avanti“, altre volte ancora hanno detto “guarda, ancora non lo sappiamo, c’è una possibilità ma… etc“. Ora io dico questo: ringrazio che mi hanno risposto, però, sono anni che rompono i coglioni con Dragon Ball [risata accondiscendente di Evit], ora io non voglio dire ma… a parte che è un cartone che io reputo anche abbastanza infantile… ma in ogni caso, cavolo, la gente dopo un po’ si stuferà di guardare sempre Dragon Ball, no? Con tutti i cartoni che hai in catalogo tu, Mediaset, nei tuoi archivi, mandane qualche altro! Non dico di mandare i Ghostbusters, per me sarebbe troppa grazia, ma anche qualsiasi altro! Dragon Ball esiste anche in DVD, è in vendita, che cavolo mi continui a trasmettere sempre la stessa roba?
    Poi ci sono anche canali secondari tipo Mediaset Italia 2 che comunque sono meno seguiti, questi cartoni “storici” potrebbero fare da tappabuchi in questi canali, magari anche a orari meno importanti, senza così andare a detrarre “preziose” ore pomeridiane a Italia 1.

    Piero Castiglia con il doppiatore Sergio Di Giulio

    Piero Castiglia con il doppiatore Sergio Di Giulio


    Ritornando agli episodi mancanti, dato che sono molto amico dei doppiatori italiani originali e se non ci fossero problemi di copyright, Sergio Di Giulio ad esempio me lo ridoppierebbe l’episodio mancante, senza problemi. Questo, tanto per dire.
    Mancherebbero un paio di voci chiave ma anche questo comunque non si può fare, sempre per via della Mediaset e dei copyright che detiene ma che non sfrutta, giusto?
    Esattamente. Quindi aspettiamo Mediaset.
    Aspettiamo e speriamo. Grazie Piero per questo approfondimento nel mondo del doppiaggio di Ghostbusters, nelle versioni a cartoni e videogiochi. Mi raccomando, parla del mio blog con i doppiatori che conosci.
    Ma vieni con me a Roma la prossima volta, così ti presento Gammino e gli altri.
    Volentierissimo!
    La prossima volta a Roma allora. Ciao.

  • Come si dice "gentrified" in politica?


    Un esilarante intervento di Renzi in “lingua inglese” ha cominciato a circolare in rete, mostrandoci i momenti migliori. Vi riporto la trascrizione delle sue parole come le percepirebbe un madrelingua:

    My mother who cry in s… in the TV when… sheesh…. she feeling with d-d-d-d… she falt d-d-d-the Bèrlin walls destroyed by the people.
    Because the idea without marketing the commercial feeli-mmm-stractuar d-d-d-the result are not good. But four country this is alls the rappresentation of possibility.
    He was a walken, so he invented d-d-d-the telephone to speaking about… in the theatre. A genius!
    He wasn’t Abel to use the copyright, lessens… -come si dice “brevetto”? License!- …license in 80…(?)
    Adesso, come spesso accade in questi momenti, tocca al polit-now is the time to eat to the lunch, and th-for Italian politician is absolutely crucial today. Now is the TIME of lunch!

    *applauso dei presenti*

    E ora, come in una rassegna cinematografica alla Fantozzi, elogiamo i pezzi migliori immaginandoci tali elogi nelle voci di Filini e Calboni:

    La madre che piange nella televisione!
    Abele senza il brevetto!
    I quattro paesi!
    L’ora di mangiare il pranzo!
    La povera madre che piange nella televisione!
    Shish!
    “Un genio!”
    L’occhio della madre, ma soprattutto Abele senza brevetto!!!
    Non si potrebbe rivedere un’altra volta?

    Renzi2
    PS: “brevetto” si dice “patent”.

  • Intervista al doppiatore Edoardo Stoppacciaro

    Edoardo Stoppacciaro
    Evit:
    Edoardo, noi due siamo quasi coetanei e ci siamo conosciuti grazie ad un film che entrambi amiamo, Guerre Stellari. La mia prima domanda è questa: i film anni ’70 e ’80 con i quali siamo cresciuti (Guerre Stellari, Ghostbusters, Indiana Jones… etc) con le loro splendide versioni italiane ti hanno influenzato verso la scelta di diventare doppiatore?

    Edoardo:
    Sono molto contento dei titoli che hai citato. Di uno in particolare: “Ghostbusters”. È il mio film preferito di sempre, e la tua domanda è dannatamente pertinente, perché sì, posso dire di essermi innamorato della figura del “Doppiatore” (la “D” maiuscola non è casuale, visti i Doppiatori di quel film) innamorandomi delle voci di “Ghostbusters”. Vedevo e rivedevo il film, a tutt’oggi lo so a memoria battuta per battuta, e ripetendomi le battute così come le avevo imparate, poco a poco le ho “consolidate” nella mia testa come le dicevano i grandi Oreste Rizzini, Sergio di Giulio, Mario Cordova & Co! Erano davvero, come dici tu, “splendide”, quelle versioni italiane. Così come i film di quegli anni, avevano la freschezza e la verità di una conversazione origliata per caso tra qualche amico, celando un lavoro certosino, di grande attenzione nella ricerca dei personaggi e nella loro resa in una lingua diversa, oltre che di grande divertimento, nel quale poco o nulla era lasciato al caso.  Ecco, erano pellicole capaci di far sognare, con doppiaggi capaci di far sognare a loro volta. E io sognavo la strana magia di poter dare la voce ai miei eroi preferiti. Mai avrei pensato, all’epoca, di poter un giorno vivere di questo!
    Quando incontri qualche doppiatore dei tuoi film preferiti, come ad esempio Ghostbusters, gli chiedi mai una imitazione come farebbe un qualsiasi fan?
    Ahahahahahahah! La tentazione è forte, ma mi contengo. A volte con un po’ di fatica!
    Come sei entrato nel mondo del doppiaggio?
    Io sono di Viterbo. Ho frequentato una scuola di teatro per bambini nella quale (e grazie alla quale) sono cresciuto. Quella scuola, negli anni, è diventata una compagnia, la “Teatro di Carta”, e sotto la guida della grande Elda Martinelli e delle persone che insieme a lei ci hanno formato, mi ha fatto innamorare (ammalare?) della recitazione. Purtroppo, ero stato da più parti scoraggiato dal tentare la strada del doppiaggio, e così, illuso che la mia avventura recitativa si fosse conclusa con le scuole superiori, dopo il liceo mi sono iscritto a giurisprudenza a Roma 3. E qui ci mise mano mamma: trovò l’inserzione di un’accademia di recitazione e doppiaggio gestita da Pino e Claudio Insegno, con maestri del calibro di Adalberto Maria Merli, Massimo Giuliani, Roberto Pedicini e Gianni Diotajuti. Feci il provino d’ammissione, lo superai, e proprio grazie a Massimo Giuliani iniziai a fare i miei primi turni, capendo che non avrei mai potuto fare altro nella vita (con buona pace del mondo del diritto, che di sicuro si gioverà grandemente della mia assenza!)
    Per essere “nuovo” del mestiere, nel tuo curriculum compaiono tanti film e serie tv del genere fantasy (Lo Hobbit, dove interpreti uno dei nani, Il Trono di Spade, dove doppi(avi) il personaggio di Robb Stark e C’era una volta, che… non ho mai visto), è una coincidenza o sei un appassionato del filone fantasy e partecipi attivamente a tutti i provini di questo genere?
    Appassionato? Sono un orgogliosissimo nerd! Purtroppo la partecipazione ai provini non dipende da me: se il provino è richiesto dalla committenza e se il direttore di doppiaggio ti vede come scelta plausibile per un ruolo, allora ti chiama. E a quel punto sta a te vincere o perdere. Ma posso dirti che quando mi è capitato di partecipare a provini o a lavorazioni come “Il Trono di Spade” e “Lo Hobbit”, ci ho messo veramente l’anima: sono storie e personaggi che mi emozionano sempre, e se non ci si emoziona, il nostro lavoro non viene bene.
    Il film/personaggio che ti è piaciuto maggiormente doppiare?
    Mmmmh… questa è difficile, perché quando sei lì e entri nelle storie che i personaggi ti raccontano, finisce che ti innamori un po’ di tutti. Di sicuro, i due che mi hanno dato di più, almeno di recente, sono Cesare Borgia nella serie “I Borgia” andata in onda su Sky, e Robb Stark ne “Il Trono di Spade”. Adoro la Storia, specialmente quella rinascimentale, e sono un fan sfegatato delle “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” fin da quando la serie HBO non era neanche in programma: doppiare questi due eroi così diversi tra loro mi ha divertito ed emozionato. E poi sono anche due attori molto bravi!
    Sei invitato spesso ad eventi come Lucca Comics e simili dove ti intervistano e dove reciti parti di copioni di film famosi in cui tu hai prestato la voce… quale “prodotto” ti ha portato più fama ed attenzione in questi circuiti?
    Sicuramente “Il Trono di Spade”, ma anche “Lo Hobbit” mi ha reso abbastanza riconoscibile.
    Hai avuto modo di incontrare qualcuno degli attori da te doppiati?
    Una sola volta, e proprio per uno dei miei ruoli preferiti: sono stato sul set italiano de “I Borgia” e ho conosciuto Mark Ryder, l’attore che interpreta Cesare e al quale presto la voce in italiano. È stato molto divertente. Mi hanno anche inserito negli extra del dvd della seconda stagione: un grande onore, per me!
    Ho letto che hai partecipato al doppiaggio di un film che io ho criticato aspramente nel suo adattamento. Cosa ne pensi delle mie critiche all’adattamento di Pacific Rim?
    Ahahahah! Sì, avevo letto l’articolo con molto interesse. Scusa se inizio la risposta con la risata, ma ricordo che in chiusura c’era una foto del “Marshal John Rock” che mi aveva fatto morire dalle risate!…
    (Sono sempre felice di riuscire a far ridere qualcuno.)
    …Trovo le tue critiche assolutamente fondate. C’erano effettivamente dei passaggi del film in cui sembrava di ascoltare quelle conversazioni tra giovani industriali in carriera tipo “Spizzichiamo un po’ di finger-food per un brunch nel mio open space dopo il briefing col boss“… Non so come siano andate le cose nello specifico di questo film, ma conosco la prassi: quando si parla di termini specifici o di nomi (e credimi, fatico a inserire “Maresciallo” in entrambe le categorie), la nomenclatura per l’edizione italiana può essere decisa in due modi: se c’è un materiale letterario di riferimento, ci si rifà a quello; altrimenti viene decisa dalla committenza con (non sempre) un piccolo margine di trattativa per il direttore/adattatore. Conosco bene Fabrizio e mi è capitato spesso di lavorare su suoi adattamenti: essendo persona di notevole cultura e conoscendo molto bene l’italiano, è ben lontano da qualsiasi vezzo anglofono, te l’assicuro. Quindi ho pochi dubbi su cosa possa essere successo in fase di “pre-doppiaggio”.
    Dicci, dicci! Dietro le quinte, chi spinge per adattamenti sempre più “inglesizzati” e perché ci riesce?
    Sono spinte che arrivano sempre da oltreoceano, dal cliente (Warner, Paramount, Fox, Sony, Miramax e simili). I clienti affidano la supervisione dei doppiaggi ad un capo edizione, e capita che questo capo edizione sia anglofono, o che comunque abbia lavorato a lungo all’estero. Di solito sono loro a premere, perché definiscono “aderenza all’originale” dire il più precisamente possibile quello che viene detto nell’edizione in inglese. E spesso non è facile spiegare che “come l’inferno” è un termine di paragone che da noi non si usa. O che “Marshal” farà tanto fico, ma che da noi si dice maresciallo.
    Prima di registrare, avete modo e tempo (voi doppiatori) di provare le battute e in generale di studiare il personaggio?
    Magari! A me personalmente non è mai capitato. So che alcuni colleghi, per lavorazioni importanti, riescono ad ottenere il notevole privilegio, ma soprattutto adesso che va di moda far uscire i film in contemporanea, i materiali video per la lavorazione arrivano in versione non definitiva, con continue modifiche di settimana in settimana, criptati, in bianco e nero, a bassa risoluzione, pieni di scritte e bande rosse che ostacolano l’immagine. O addirittura, come fu per “transformers”, a schermo nero con un cerchietto che si apre in corrispondenza della faccia del personaggio SOLO per il tempo della battuta. O più semplicemente, i tempi sono talmente stretti che non c’è tempo per vedere il film prima dell’inizio della lavorazione. Sta al direttore del doppiaggio parlare del personaggio, spiegare le sue motivazioni, il suo carattere e la sua storia.
    Quindi ha ragione uno dei miei lettori che, a scherzo, si domandava se, come avviene per i videogiochi, anche nel caso dei film i doppiatori forse non vedono nemmeno cosa doppiano!  Tra “supervisors” ignoranti e doppiaggi “al buio” questo lavoro mi sembra sempre meno un sogno e sempre più un incubo, specialmente per i direttori di doppiaggio. Ma quando è cominciato ad essere così il lavoro del doppiatore e, sopratutto, è così per tutti i film oppure solo per le produzioni più “grandi”? Anche i film minori hanno supervisors in sala di doppiaggio e schermi neri con cerchietti sulle bocche?
    In genere sono solo i blockbuster più attesi ad avere un controllo così serrato. Purtroppo, per questi film, la battuta del tuo lettore non si è allontanata troppo dalla verità. L’influenza sempre maggiore dei cosiddetti ” supervisors” è iniziata molto prima che io mi affacciassi al lavoro di doppiatore, quindi me la sono trovata come realtà già consolidata. So come si lavorava prima dai racconti dei miei colleghi più grandi: mi parlano di un ambiente molto più selettivo, molto più rigoroso… In sala si entrava in punta di piedi, in giacca e cravatta, e ci si dava del lei. E le scelte erano TUTTE del direttore di doppiaggio, vero e proprio regista dell’edizione italiana.
    Cosa ne pensano i doppiatori professionisti dei ridoppiaggi di vecchi e nuovi classici? E cosa ne pensi tu nello specifico?
    Penso che siano un’operazione puramente economica: alle major costa meno ridoppiare tutto il film che rinnovare lo sfruttamento dei diritti sulle vecchie voci. Detto ciò, personalmente li trovo un’operazione priva di senso. Parliamo di film che furono doppiati con tecnologie e soprattutto con TEMPI impensabili, oggi e PERFETTI per quel tipo di prodotto. E quando dico “impensabili”, intendo anche “irripetibili”. Penso a un eventuale ridoppiaggio… che so… de “L’attimo fuggente”. So da colleghi che presero parte a quella lavorazione che spesso si doppiavano due, tre anelli a turno. Oggi abbiamo piani di lavorazione con trenta, quaranta anelli. E non è solo questo: c’erano una magia, una recitazione, una grana sonora, che creavano un’amalgama secondo me irriproducibile, oggi. E credo che questa sia anche l’opinione generalmente condivisa dai colleghi.
    Ti rigiro una domanda, pari pari come l’ho fatta a Luca Dal Fabbro: non vi secca (a voi doppiatori) lavorare alle volte su film di ultima scelta con attori che recitano da cani e che sapete essere destinati ad ore antelucane su canali regionali? A volte si vedono certi film scadenti e giustamente sconosciuti e viene da pensare “poveri doppiatori, impegnati in tale porcheria mentre ci sono capolavori che tutt’oggi non sono stati ancora doppiati”.
    Come ti dicevo, di solito ho la fortuna di appassionarmi a quasi tutto quello che doppio. E sottolineo “quasi”. È vero: quando ti trovi a dover doppiare un cagnone esasperante che vomita battute insulse in un film brutto ma brutto brutto brutto, ti prende un po’ male e il turno rischia di non passarti più. L’unica soluzione è ricordarsi che, comunque, anche quello è lavoro e che, in quanto tale, va portato a termine con la massima serietà e il massimo impegno possibile. Spesso ci sentiamo dire dal direttore “Guarda, lo so che lui con quella faccia non ti aiuta, ma nei limiti del possibile, cerca di farla un po’ meglio”. A quel punto diventa quasi un esercizio di recitazione. Poi ci sono casi in cui il film è veramente così brutto che l’unico escamotage per uscirne sani di mente è riderne tutti insieme tra un anello e l’altro. E ne escono turni davvero divertenti. Quindi in un modo o nell’altro, “la sfanghiamo”. La cosa diventa paradossale quando, come dici tu, ti trovi a doppiare ‘ste cose improbabili e magari la sera prima, in un cinemino d’essay ricavato in un sottoscala o su un dvd che hai fatto arrivare tra mille peripezie dalla Nuova Zelanda, ti trovi a vedere dei film pazzeschi che nel resto del mondo sono cult da anni e che qui da noi, probabilmente, non arriveranno mai. Questa, purtroppo, è una realtà contro la quale battersi è più impossibile che difficile.
    Hai un aneddoto divertente o curioso riguardante il tuo lavoro da condividere con i miei lettori?
    Mah, di cose curiose ne capitano quasi ogni giorno ( da cui la famosa espressione tanto usata nel nostro mestiere: “Se nun so’ matti nun ce li volémo”). La cosa che mi diverte sempre molto, e che non capita solo a me, è la richiesta che viene fatta il 90% delle volte quando, alla domanda “Che lavoro fai?”, rispondi “Il doppiatore”. Sorrisone ammiccante, risatina, e poi “No! Troppo fico! Me fai ‘na voce?”
    Infine, una domanda che pongo a tutti i miei intervistati…  cosa ne pensi di questo mio blog Doppiaggi Italioti? Hai avuto modo di esplorarlo un po’ per avere un’idea delle sue intenzioni?
    L’ho spulciato ed esplorato. Risposta da intervistato piacione: “Bèh, mi piace molto”. Risposta sincera di Edoardo: Bèh, mi piace molto! Ma davvero, giuro! Gli argomenti che tratti sono tutti meravigliosamente sulla mia lunghezza d’onda, e per quanto riguarda più strettamente il tema “doppiaggio”, voglio spendere qualche parola più specifica sul modo che hai scelto per parlarne. Il doppiaggio è semplicemente uno strumento di mediazione culturale. Come ogni strumento, si può scegliere di non avvalersene (possibilità mai così facile come negli ultimi anni e mai così ignorata dai detrattori più feroci del mio lavoro). Ecco… Il doppiaggio è un compromesso. Chi è perfettamente bilingue, ovviamente, può farne a meno senza problemi; chi non ha questa fortuna, ha BISOGNO di un compromesso. Alcuni preferiscono i sottotitoli; altri il doppiaggio, ma sempre di compromessi parliamo. E il doppiaggio è un compromesso che rappresenta un’eccellenza del nostro Paese. Oggi come oggi, però, fa molto fico, molto radical chic, molto “intellettuale duro e puro” sparare a zero sul doppiaggio, annientarlo senza se e senza ma, a volte con sufficienza, altre volte con autentica indignazione, scomodando termini come “stupro”, “barbarie”, “fascismo” e chi più ne ha più ne metta. Proprio questo mi piace, di “Doppiaggi Italioti”: critichi giustamente i brutti doppiaggi o le pecche in doppiaggi buoni, le ingenuità più o meno colpevoli negli adattamenti, argomentando dettagliatamente e sempre con grande ironia, ed è il genere di critica che io apprezzo sempre, perché è quella che fa crescere. Riesci a evidenziare i pregi e a stigmatizzare i difetti del nostro lavoro esprimendo pareri sempre ben documentati e ponendoti (e ponendoCI) domande precise e pertinenti.
    Sono onorato da ciò che dici perché mi hai confermato inequivocabilmente che le mie intenzioni sono percepite dai lettori. Nello scrivere un blog è difficile poi verificare se effettivamente i propri messaggi “passano” perché, eccetto che nell’area commenti, non c’è mai un vero e proprio confronto.
    Parlerai del mio blog ai tuoi colleghi?
    L’ho già fatto, spesso e anche abbastanza recentemente: su Facebook (dal quale mi tengo debitamente alla larga) un noto regista italiano “sbarcato” oltreoceano ha sparato a zero sul doppiaggio e, particolarmente, sui doppiatori, accusandoli di appiattire, rovinare, annientare, stuprare, svilire ecc ecc ecc…. tutto il lavoro che lui ha portato avanti per mesi coi suoi meravigliosi attori americani, dicendo che, ahilui, anche stavolta sarà costretto a lavorare con noi miserabili cialtroni perché una distribuzione solo in lingua originale, in un Paese ottuso, ignorante, gretto e pigro come l’Italia, sarebbe un suicidio. E nel polverone che si è scatenato, più di una volta mi sono trovato a chiacchierare con i colleghi sulla tendenza generalizzata a demonizzare il nostro lavoro, e a parlare di “Doppiaggi Italioti” proprio per i motivi che ti ho detto.
    Ho sentito di questa polemica sollevata da Moccioso Muccino, la trovo piuttosto sterile nei suoi contenuti… e dunque l’ho ampiamente ignorata. Non è neanche degna di nota.
    Ti ringrazio per i tantissimi complimenti e per esserti concesso a questa intervista caro Edoardo. Mandami una foto che la uso in apertura.
    Ti invio l’unica foto che ho trovato sul computer, non sono un grande cultore della mia immagine.
    Sei un esemplare raro. Bel maglioncino comunque.
    Grazie.
     

  • Disc Inferno: Ghostbusters (DVD 2005)

    INTRODUZIONE
    La nuova rubrica denominata “Disc Inferno” vi trasporterà in un mondo di copertine di DVD (e forse Bluray) tradotte a ca**o di cane da chi i film non li ha neanche mai visti. Erano quasi certi che nessuno si sarebbe mai accorto della loro sciatteria e invece…
    Mentre leggete questa rubrica tenetene sempre a mente il motto: “qualcuno è stato pagato per questo lavoro“.

    Evit

    RUBRICA "DISC INFERNO"

    DVD Ghostbusters 1&2 (2005)

    Chi vi aiuterà a non bestemmiare quando prenderete in mano questo DVD?

    I più attenti di voi avranno notato una scritta piuttosto anonima… è lì in basso, sotto il simbolo degli acchiappafantasmi:

    CHI TI AIUTERA’?

    Potrà mai essere il celeberrimo slogan del film “who you gonna call?” (in italiano “e chi chiamerai?“). Vediamo la copertina originale…

    Infatti è proprio quello, o meglio dovrebbe essere il famoso slogan ma evidentemente il traduttore che ha lavorato in fretta e furia per l’edizione italiana del DVD non ha avuto neanche il tempo di domandarsi se si trattasse di una frase famosa del film o che altro. Probabilmente non lo ha neanche mai visto o forse gli hanno passato solo il testo da tradurre senza specificare di cosa si trattasse.
    Un’altra chicca si trova sul retro dove è possibile leggere i riassunti della trama (forse presi da Cinematografo.it?)

    una bella violoncellista che ha inavvertitamente spalancato le porte dell’inferno

    Quando accade questo spalancamento inavvertito esattamente? E’ addirittura colpa di Sigourney Weaver? E in che modo?

    I tre eroi del paranormale

    Ma si, dimentichiamoci di Winston, lui ha uno stipendio fisso, non è “parte della famiglia”. Inoltre la minaccia sembra essere quella di un avvelenamento della città, non il ritorno di Vigo?
    Il problema non termina qui, all’interno troviamo difatti un altro madornale errore. Come forse sapete i sottotitoli in italiano sono sempre realizzati traducendo i sottotitoli in inglese, non riportano mai i dialoghi del doppiaggio (ciò non ha molto senso ma fa perdere meno tempo alle case di distribuzione). E’ così che nasce la parola “CACCIAFANTASMI” che potrete trovare nel piccolo documentario presente in questo osceno DVD [curiosamente nei sottotitoli del film vero e proprio viene riportata invece la parola “acchiappafantasmi”].
    Un trattamento immeritato per un capolavoro come “Ghostbusters – Acchiappafantasmi“. Ah ma voi non mi credete? Ecco qui le foto del reato:


    Cacciafantasmi” vuol dire non aver mai sentito nominare la serie, neanche per sbaglio!
    Ma diamo un nome a questa vergogna:

    Mi domando a quali altri film abbia “lavorato” questa ditta IFT.