• Home
  • Tag Archives:  TITOLI ITALIOTI
  • TITOLI ITALIOTI (25^ puntata) – Horrore!

    E’ un po’ di tempo che non mi dedico ai titoli italioti eh? Lo so, vi sono mancati. Ebbene riecco l’ennesimo episodio di questa rubrica e parliamo nuovamente di film dell’orrore… anzi, titoli dell’orrore! ūüėČ
    No, scherzavo, questi non sono tanto male ma la battuta scontata era quasi d’obbligo.
    Body Bags (1993) –> Body Bags – Corpi estranei

    Non ho mai capito bene perch√© abbiano distribuito questo film con questo strano nome che preserva il titolo originale (per altro incomprensibile per chi non conosce l’inglese, cosa abbastanza comune nel ’93) e aggiunge un sottotitolo che c’entra poco con la trama: “corpi estranei”.
    Il film √® un horror a tre episodi presentati dal regista John Carpenter nelle vesti di un “ospite” dell’obitorio, un po’ come lo scheletrino de’ I Racconti della Cripta. Il primo episodio √® uno “Scream” ante litteram, il secondo parla di un miracoloso trattamento anti calvizie (che ovviamente sfocia nell’orrido) e il terzo con Mark Hamill (ex-Luke Skywalker di Guerre Stellari) che riceve un occhio nuovo dopo un incidente, l’incoveniente √® che l’occhio trapiantato apparteneva ad un assassino e cos√¨ Mark Hamill comincia a vedere la realt√† con gli occhi di un serial killer. Insomma, se il “corpi estranei” potrebbe incastrare nel terzo episodio (e volendo anche nel secondo), con il primo non c’entra una mazza. Se poi volevano fare un doppio senso un po’ ironico tra “corpi” inteso come oggetti (estranei) e “corpi” inteso come cadaveri… lo trovo da sbadiglio.
    Per la cronaca i “body bags” sono i sacchi di plastica con cui vengono trasportati i cadaveri all’obitorio. Non credo ci sia una parola italiana specifica per indicarli. Forse “Body bags – sacchi di plastica” (o qualcosa di simile) avrebbe potuto funzionare e sarebbe stato certamente meglio di “corpi estranei”.
    Plan 9 from Outer Space (1959) –> Piano 9 da un altro spazio
    Mi viene in mente il cosiddetto “oltrespazio” di cui si parlava in Ghostbusters. Da un altro Spazio? Ma quanti Spazi esistono? Per definizione √® uno.
    Vabb√® dai, perdoniamoli, era pur sempre la fine degli anni ’50! Mi viene solo il dubbio per√≤ che abbiano tradotto “outer” come “altro”, il che sarebbe un’interpretazione per somiglianza, decisamente errata. Gli americani dicono spesso “outer space” che in realt√† √® traducibile semplicemente come “spazio”. Infatti, in inglese, quell’outer da una valenza ancora pi√Ļ fantascientifica ma in realt√† non vuol dire niente di pi√Ļ del semplice spazio “extraterrestre”.

    Terror House (1972) –> A cena con la signora omicidi

    Ne parlai in una chicca quotidiana… andatevela a leggere. Carino il titolo italiano, purtroppo il film non √® all’altezza delle aspettative. Un buon titolo sprecato su un film mediocre.
    Waxwork 2 – Lost in time (1992) –> Waxwork 2 – Bentornati al museo delle cere

    A dir la verit√† in questo film non c’√® nessun museo delle cere (al contrario del primo “Waxwork”) quindi non si capisce bene perch√© in italiano si dia un “bentornati”. Il film anzi √® ben diverso dal primo e in qualche modo pu√≤ ricordare alla lontana pi√Ļ L’Armata delle Tenebre che un generico horror che si svolge in un museo delle cere (forse √® solo la presenza di Bruce Campbell che fa scattare questo collegamento). Difatti non √® neanche propriamente un horror ma forse √® meglio classificabile come appartenente al genere fantastico e persino della commedia. Curioso come sia impossibile da reperire in italiano (ricordo che lo vidi in videocassetta negli anni ’90), forse uno dei cosiddetti “doppiaggi regionali”, definizione che di solito √® sinonimo di “irrecuperabile”. Meglio del primo film, per quanto mi ricordi.
    Secondo WikipediaIl film √® conosciuto in Italia anche con i sottotitoli Scomparsi nel tempo, Illusione infernale e Persi nel Tempo” (in realt√† era il primo Waxwork ad avere anche il titolo di “Illusione infernale” ma lo sappiamo che Wikipedia non √® infallibile). E’ evidente che nominare il museo delle cere era un po’ illusorio per il pubblico e non mi sorprende che abbia avuto altri titoli alternativi. Sempre su Wikipedia √® presente anche una critica italiana al film, segno che comunque non sono il solo al mondo ad averlo visto doppiato! Negli anni ’90 lo si poteva trovare a noleggio (e forse passava pure su Italia1) ma non so se √® mai stato pubblicato in “home video”.
    Maximum Overdrive (1986) –> Brivido

    La storia di questo film √® tratta da un racconto breve di Stephen King chiamato in italiano “Camion” (“Trucks” in originale) e parla di una misteriosa forza aliena che muove qualsiasi macchina sulla terra (dal tostapane ai camion) con lo scopo di uccidere tutti gli umani cos√¨ da potersi appropriare del pianeta. I protagonisti si rifugiano in un autogrill assediati da tir assetati di sangue che non li lasciano andar via. Se non sbaglio, ma potrei sbagliarmi¬† poich√© non sono una cima in motori d’auto, il titolo in inglese fa riferimento appunto ai motori (l’overdrive dovrebbe essere un dispositivo legato al cambio delle marce). Seppur sia per me un po’ dubbio il significato del titolo originale, quello del titolo italiano √® quanto di mai pi√Ļ “random” (casuale) potevano inventarsi… “Brivido”! Un titolo che volendo si adatta praticamente a qualsiasi film horror o anche thriller! Non √® neanche un film che d√† tanti brividi a dir la verit√†; invece √® a met√† tra l’avventura e l’horror ma di horror ha davvero poco (eccetto alcune scene truculente ma girate in maniera cos√¨ esagerata da essere comiche per gli standard moderni); personalmente lo considero un film di avventura/thriller con un tocco di fantascienza. In italiano… Brivido, brr!
    (una piccola curiosit√†, in questo film recita Yeardley Smith, l’attrice che da la voce americana a Lisa Simpson)
    Termino l’articolo con qualcosa di pi√Ļ moderno che ho visto di recente in TV…
    P2 (2007) –> -2 Livello del terrore

    E’ ovvio che lasciare in italiano il titolo “P2” poteva far pensare ad un film sulla massoneria e in ogni caso sarebbe stato poco indicativo; del resto anche in inglese √® un titolo poco memorabile (come il film stesso). Oltre al cambio di P2 in -2, anche l’aggiunta di un sottotitolo si rende necessaria e giustificata, difatti con la parola “livello” del sottotitolo si pi√≤ capire oltre ogni ragionevole dubbio che quel “-2” non faccia parte di un’operazione matematica ma del piano “-2” (cos√¨ come in Italia √® indicato sulla pulsantiera degli ascensori). Quindi si tratta di un semplice ed efficace adattamento culturale, non c’√® da urlare “bastaaaaaaaaaaaa!” in questo caso.

  • Titoli solo apparentemente italioti

    Leggo spesso di gente che si lamenta di “titoli italioti” senza tuttavia conoscere l’inglese:
    Il titolo che mi viene subito in mente √® Death becomes her, tradotto in Italia come La morte ti fa bella, un titolo soltanto apparentemente italiota. Difatti il verbo “to become” al transitivo √® usato per dire “ti dona”, “ti sta bene” o “ti si addice”. Vi faccio un esempio: “quell’abito le dona” = “that dress becomes her”. Geniale tra l’altro la trovata di tradurre il “to become” come “ti fa bella” (invece che “ti dona”) visto che nel film la bellezza eterna era l’ossessione delle protagoniste.
    Quindi basta elencare La morte ti fa bella come esempio di titolo italiota perch√© l’unica cosa di cui √® esempio √® quello di una scarsa conoscenza dell’inglese. Eppure compare spesso in liste improvvisate di titoli di cui gli italiani si lamentano pensando che sia uno dei tanti pessimi esempi.
    Questo film √® anche un ottimo esempio da usare contro gli accaniti sostenitori dell’idea che i titoli dovrebbero lasciarli interamente in lingua originale, infatti dimostra perfettamente come moltissimi italiani avrebbero subito pensato a traduzioni errate come “la morte diventa lei“(?) o peggio.
    Del resto non sempre l’inglese √® facile come appare a molti. Mi riferisco specialmente ai giornalisti che si improvvisano traduttori, come quelli che per primi tradussero sciaguratamente “wild parties” (dai file Wikileaks su Berlusconi) come “festini selvaggi”.
    Ma si sono mai fermati a riflettere sul fatto che la definizione di “wild parties” origina dall’impossibilit√† degli americani di tradurre con una sola parola il termine italiano di “festini”? Non avrebbero potuto usare semplicemente “party” al posto di festini, da qui la necessit√† di essere pi√Ļ specifici. Essendo per√≤ alcuni giornalisti italiani dei mentecatti con Google alla mano (e molti altri dei semplici pappagalli), sono finiti tutti per diffondere l’idea che gli americani definissero le feste del Berlusca dei “festini selvaggi” (o “party selvaggi”), una definizione che non ha alcun senso (√® come dire “un’orgia orgiastica”, non ha senso), come del resto non avevano alcun senso tante altre definizioni wikileaksiane che vennero tradotte dai nostri giornalisti in maniera molto maccheronica. Sembra quasi il gioco del telefono senza fili, siamo partiti da festini->wild parties->party selvaggi->festini selvaggi(?). Non sorprende affatto la dichiarazione di Berlusconi che disse¬†“Non so neanche che cosa siano i festini selvaggi“. Effettivamente non lo sa nessuno! I giornalisti che vivono nel loro mondo dell’inglese improvvisato hanno invece pensato che con quella frase Berlusconi stesse negando l’esistenza di festini, era probabilmente il “selvaggi” che l’aveva confuso… non lo sapremo mai.
    E poi gi√Ļ a ruota altri politici che usavano questa definizione di “party selvaggi”… Rosy Bindi espresse “vergogna per quei party selvaggi” che violavano la Costituzione. Indubbiamente sono stati una vergogna ma c’√® stata anche la violazione della lingua italiana e lo stupro del buon senso nel parlare, c’√® stato un abuso dell’innocente Google Translator e una sevizia dell’inglese, ci hanno svergognato l’italiano! Qualcuno pensi ai bambini che imparano l’anglo-c√†fone dalla TV! Qualcuno pensi ai bambini!!! (cit.)
    Scusatemi per la digressione.
    Cambiando genere di titoli apparentemente italioti…
    Altri titoli che sembrerebbero (!) tipicamente italioti, ovvero inventati di sana pianta dai distributori italiani e che non hanno niente a che vedere con il film, alle volte si scoprono invece avere una ragion d’essere… ovvero quando assumono il titolo che il film avrebbe dovuto avere in origine:
    58 Minuti per morire √® il titolo con cui usc√¨ “Die hard 2 – Die harder” in Italia. La domanda lecita √® perch√® 58 minuti? Il film √® tratto dal romanzo “58 Minutes” di Walter Wager, ovvero il tempo a disposizione dell’eroe prima che dei terroristi facciano cadere l’aereo su cui si trova la moglie. Curioso notare come in Canada sia conosciuto come “58 minutes pour vivre” (invece che “per morire” come il titolo italiano)… in Canada guardano al bicchiere mezzo pieno evidentemente.
    Rimane inventato di sana pianta il primo film della serie, Trappola di cristallo (Die Hard), nome di pura invenzione che ricorda (volutamente) Inferno di cristallo, film a cui Die Hard rende del resto molti omaggi.
    Trovate maggiori informazioni riguardo la serie Die Hard in questo vecchio post.
    Concludo con un film pi√Ļ recente: Mia moglie per finta (titolo originale Just Go With It) che ha tale titolo in quanto originariamente avrebbe dovuto chiamarsi “Pretend Wife“. Se n’√® crucciato qualcuno in questo articolo nei cui commenti troverete accorate lamentele. Ve ne cito un paio che mi hanno divertito:

    Ma questi titoli sono una vergogna, sono ridicoli, bastaaaaaaaaaaa!! […] L‚Äôautore ha scelto un titolo perch√® bisogna cambiarlo?? allora perch√® non cambiano anche il senso del film o doppiano diversamente il finale cambiandone il senso gi√† che ci sono?” (NdA: purtroppo a volte succede anche questo!).

    Un altro commento dice:

    Traducendolo in questa frase assurda e ridicola, ‚ÄúMia moglie per finta‚ÄĚ, che non ha nessuno spessore, si banalizza il film“.

    Evidentemente il film era gi√† banale in partenza visto che gli americani stessi stavano per optare per una cosa simile, salvo poi cambiare idea all’ultimo momento.
    Insomma basterebbe una preliminare occhiata su imdb.com prima di gettarsi nel ridicolo di commenti simili. Il titolo originale era “Mia moglie per finta” (Pretend wife)… che poi gli americani l’abbiano cambiato all’ultimo non vuol dire che sia colpa della distribuzione italiana che vuole inventarsi titoli scemi a tutti i costi. Almeno non in questo caso!
    Il messaggio che ho voluto trasmettere con questo articolo mi sembra piuttosto ovvio ma lo lascio interpretare a voi, cari affezionati lettori. Per chi si √® sentito chiamare in causa non temete, le vostre colpe sono gi√† perdonate… √® il perseverare che √® diabolico. “La morte ti fa bella” √® una splendida traduzione, non vi fate infinocchiare da chi improvvisa liste senza conoscere l’inglese.

  • Dredd – la legge sono io


    Vi siete mai soffermati a riflettere sul titolo di Sylvester Stallone Dredd – La legge sono io (titolo originale Judge Dredd)? Per carit√†, il titolo funziona molto bene (forse infinitamente meglio di “Giudice Dredd”) ma usare una citazione del film per il sottotitolo non √® un po’ come dire: “Rocky – Adriana!” oppure “Rocky III – Non fa male! Non fa male!” o ancora “Guerre Stellari – la forza sia con te“?

    Ahh come mi manca quella fantascienza mediocre anni ’90!

  • TITOLI ITALIOTI (23^ puntata) – Hitchcockate

    Dopo lunga… lunghissima attesa ecco finalmente il completamento di questo episodio della rubrica titoli italioti dedicato ai film di Hitchcock. In ordine cronologico vi presenter√≤ alcuni dei suoi film con i titoli italiani comparati a quelli originali come √® ormai consuetudine per questa mia rubrica. Spero dunque che vi piaccia questa piccola rassegna.

    Inizio subito con i titoli italiani che a me piacciono meno o nei quali ho comunque trovato qualche piccola magagna di cui voglio lagnarmi:

    Stage Fright (1950) ‚áí Paura in palcoscenico

    Una traduzione migliore sarebbe stata “paura da palcoscenico” (o “panico da palcoscenico”, proprio questo vuol dire “stage fright”). √ą ovvio che il titolo inglese gioca sul doppio senso e spero soltanto che il cambiamento di “da” con “in” sia voluto e non casuale. Pignoleria mia? E vabb√® concedetemelo!

    Strangers on a train (1951) ‚áí Delitto per delitto – L’altro uomo

     

    Ho sempre trovato stravagante la scelta di dare a questo film un doppio titolo italiano. Originariamente il film fu distribuito come “L’altro uomo“, titolo non all’altezza dell’originale, n√© tanto meno del film stesso. Una nuova versione del film (in cui sono state aggiunte scene originariamente censurate), disponibile in DVD, ha portato invece ad un nuovo titolo: Delitto per delitto – L’altro uomo.

    Devono aver deciso di lasciare l’altro uomo come sottotitolo per non fare confusione con la precedente distribuzione del film ma trovo che “Delitto per delitto” fosse gi√† sufficiente di per se. √ą segno comunque che evidentemente, col senno di poi, devono aver capito che “l’altro uomo” era un titolo piuttosto inadatto.

    Il titolo originale, Strangers on a train, significa semplicemente “sconosciuti su un treno” ma “delitto per delitto” mi sembra proprio una bella trovata (per capirlo bisogna ovviamente aver visto il film), peccato sciuparlo con inutili aggiunte. Dubito che molti si sarebbero lamentati del cambio radicale di titolo visto che quel “l’altro uomo” non ha mai avuto senso.

    Dial M for Murder (1954) ‚áí Il delitto perfetto

    Qualcuno su Wikipedia ha spiegato questo titolo meglio di quanto possa fare io, eccovene dunque un estratto:

    Un telefono nero √® la prima inquadratura del film. Poi i titoli di testa scorrono su un disco telefonico molto grande, fatto costruire appositamente da Hitchcock: spicca il tasto 6 dove compare al posto del gruppo di lettere MNO un’unica M rossa: √® l‚Äôanticipo della telefonata del marito, segnale atteso dal sicario per ucciderne la moglie, ed √® una doppia allusione al nome del quartiere londinese “Maida Vale” dove si trova la casa dei protagonisti e alla parola “Murder”, assassinio. L‚Äôimmagine traduce letteralmente il titolo inglese Dial M for Murder che in italiano pu√≤ corrispondere a “telefonata per un omicidio“.

    Non posso che concordare con l’affermazione che il titolo in italiano potrebbe corrispondere a “Telefonata per un omicidio“. Chiunque lo abbia pensato dovrebbe lavorare alla distribuzione cinematografica italiana, possibilmente andando a sostituire gente che intitola “Prom Night” come “Che la fine abbia inizio” (vedi qui).

    • Curiosamente il remake del 1998 si intitola A perfect murder (in italiano Delitto perfetto con un articolo determinativo in meno rispetto a quello originale). Per coincidenza dunque il titolo italiano del ’54 e quello del remake quasi coincidono.
    • Curiosit√† numero due: il film fu uno dei primi tentativi di 3D con lenti polarizzate ma venne proiettato prevalentemente in 2D. Ebbe successo in 3D soltanto quando questa tecnologia venne riproposta negli anni ’80.
    • Curiosit√† numero tre: gran parte delle locandine italiane riportano il titolo “delitto perfetto” mentre “il delitto perfetto” l’ho trovato in una sola locandina italiana (nell’immagine a destra). Il titolo ufficiale rimane comunque “il delitto perfetto”.
    • In un episodio di Halloween dei Simpson viene meno la citazione a Hitchcock nella storia intitolata “Digita Z per Zombi”, ovvio rimando a “Dial M for Murder”.

    The wrong man (1956) ⇒ Il ladro

    Non condivido questa scelta italiota, “il ladro” √® troppo generico, non mi avrebbe mai invogliato ad andare al cinema. Se non si voleva optare per “l’uomo sbagliato” allora “Scambio di persona” sarebbe stato un titolo altrettanto valido e peraltro molto hitchcokiano. Da notare la locandina originale in cui Henry Fonda sembra un po’ disperato (come un uomo innocente scambiato per un ladro) mentre la locandina italiana riflette invece il nostro titolo mostrando un Henry Fonda che si gira per vedere chi gli ha poggiato una mano sulla spalla in stile “ti ho riconosciuto mascherina!”.

    Vertigo (1958) ‚áí La donna che visse due volte

    Essendo stato introdotto a molti dei film di Hitchcock in primis in lingua inglese, per molti anni ho conosciuto soltanto il titolo originale di questo “Vertigo” (ovvero “vertigine” o “vertigini”). Onestamente non so cosa pensare di questa donna che visse due volte. √ą molto misterioso e certamente fa un riferimento alla trama anche se personalmente non ci vado matto.

    Originariamente si sarebbe dovuto chiamare From among the dead (titolo del romanzo da cui √® tratto D’entre les morts) e il libro in Italia fu pubblicato solo dopo l’uscita del film e intitolato La donna che visse due volte. Una dozzina d’anni prima era uscito il film Laura che fu intitolato “Vertigine” in italiano ed √® possibile che volessero evitare confusioni con quello e con molti altri titoli simili, negli stessi anni infatti c’era anche “Marjorie Morningstar” con Gene Kelly che fu intitolato Vertigine. Lo stesso titolo veniva dato anche a “Puttin’ on the Riz” con Fred Astaire di cui abbiamo una parodia in Frankenstein Junior). Sono tutte supposizioni ovviamente, potevano anche pensare “ce ne sono tanti di “Vertigine”, uno pi√Ļ uno meno…!”. Il motivo di questo titolo √® dunque molto dibattuto.

    Di questo (e di altri film di Hitchcock) ne fa un’ottima parodia il film di Mel Brooks Alta Tensione (High Anxiety, 1977) che personalmente trovo essere una delle commedie pi√Ļ divertenti di Brooks anche se tra le meno note al grande pubblico. Ricevette anche l’apprezzamento di Hitchcock stesso.

    Psycho (1960) ‚áí Psyco

    Quell’acca in meno… vuoi mettere! Ma la ipsilon rimane, un titolo italianizzato soltanto a met√†. Non perdetevi tante altre chicche su Psycho in questo vecchio post.

    Altri titoli italiani alterati degni di nota

    Il peccato di Lady Considine (Under capricorn, 1949), Notorious – L’amante perduta (Notorious, 1946) la cui aggiunta di un sottotitolo “non mi garba”, lasciare il titolo originale poteva essere una valida opzione, o anche soltanto “l’amante perduta”. Io ti salver√≤ (Spellbound, 1945), a proposito devo rivelare il mio odio per i titoli che iniziano con “io ti…”. Corrispondente 17 (Foreign correspondent, 1940) un titolo molto italiota che condividiamo con la Francia, non mi √® noto se il numero 17 fosse realmente nel film ma sembra tanto un’italianata basata sull’inconscio timore verso il numero 17 (che nei paesi anglosassoni √® invece legato al numero 13). Amore e mistero (Secret agent, 1939) e i famosi 39 scalini (39 steps) conosciuto come Il club dei 39 ed intitolato I 39 scalini soltanto nei remake del ’53 e del ’78.

    L’utente Watkin ci ricorda anche del titolo alterato pi√Ļ fuorviante di tutti:

    Hai dimenticato il titolo hitcockiano pi√Ļ scandaloso! ‚ÄúTorn Curtain‚ÄĚ, ovvero la cortina (di ferro) infranta: il film parla di due scienziati americani che riescono a oltrepassare la cortina di ferro sovietica, rubare dei segreti scientifici e tornare indietro‚Ķ e in italiano √® diventato ‚ÄúIl sipario strappato‚ÄĚ, senza che ci sia nessun sipario o teatro nel film.

    I titoli alterati in meglio

    Pi√Ļ accettabili sono invece le variazioni su questi altri titoli:

    The Ring (1927) –> Vinci per me!
    titolo che trovo molto bello ed evocativo in italiano. Pollice in su.

    Champagne (1928) –> Tabarin di lusso
    un titolo che per il livello culturale d’oggi richiede il dizionario per essere compreso. Tutto sommato il titolo originale poteva funzionare bene anche in Italia ma voglio “premiare” l’inventiva.

    Lifeboat (1944) –> Prigionieri dell’oceano
    Una traduzione pedissequa (“scialuppa di salvataggio”) probabilmente non sarebbe stata altrettanto accattivante. Vada per i “prigionieri dell’oceano”.

    Rope (1948) –> Nodo alla gola
    Anche qui una traduzione diretta del titolo inglese sarebbe stata molto poco significativa (“fune”). Il titolo italiano non √® neanche campato in aria dato che il film inizia letteralmente con un “nodo alla gola”, ovvero un omicidio commesso con una fune (la “rope” del titolo inglese) stretta al collo. Direi che sia pi√Ļ che adatto come traduzione.

    Rear Window (1954) –> La finestra sul cortile
    Difficile convincere la gente che la finestra era semplicemente “sul retro” ma visto che nel film la finestra d√† effettivamente su un cortile interno trovo che l’alterazione sia pienamente giustificata ed √® oramai cos√¨ radicata nelle orecchie italiane che qualsiasi altra variazione risulterebbe orribile.
    Esiste anche un remake di questo film datato 1998 con Daryl Hannah e Christopher Reeve che ricordo essere un film molto mediocre in cui pi√Ļ che godersi la trama si provava soltanto molta pena per il povero Reeve ormai ridotto ad interpretare se stesso. Il titolo del remake rimase anche in italiano “La finestra sul cortile” a differenza dei remake degli anni 2000 per i quali invece tendono ad inventarsi nuovi titoli che spesso nemmeno ricordano il film originale.

    The trouble with Harry (1955) –> La congiura degli innocenti
    Qual √® dunque il problema di Harry? Il problema di Harry √® che √® morto e tutti sembrano avere idee diverse su cosa farne del cadavere. Il titolo italiano √® una valida alternativa… alla luce della trama.

    North by North-West (1959) –> Intrigo internazionale
    Lo ammetto, questo titolo ha molto pi√Ļ senso in italiano. Si potrebbe al massimo obiettare che sia un po’ troppo banale e dozzinale ma √® certamente “immediato”. L’origine del titolo originale pare che sia da ricercare in una citazione di Shakespeare quando Amleto dice:

    I am only mad north by northwest. When the wind is southerly I know a hawk from a handsaw.

    In italiano si trova tradotto come:

    Io non sono pazzo che a nord-nord-ovest; quando il vento è dal sud, io conosco un falco da un airone.

    Quindi volendo essere fedeli al citazionismo si sarebbe potuto chiamare Nord Nord-Ovest. Un titolo che, come ho scritto, ha molto poco senso. Funzionerà in inglese forse ma non in italiano, non tutti i titoli possono avere traduzioni dirette, checché se ne dica.

  • Karate Kid – La leggenda non continua affatto


    A proposito di sequel apocrifi e titoli italioti… qui le rubriche mi si intrecciano sempre pi√Ļ! Difatti mi era totalmente sfuggito il titolo con il quale The Karate Kid (2010), remake dell’omonimo film del 1984, √® stato distribuito in Italia: scopro solo ora che il titolo italiota √® The Karate Kid – La leggenda continua.
    Il titolo italiano, come spesso accade, cerca di legarlo ai precedenti come se fosse un nuovo capitolo della serie quando in realtà è semplicemente un remake.
    Per chi era in giro negli anni ’80, forse vi ricorderete che all’epoca il primo film della serie usc√¨ con il titolo Karate kid – Per vincere domani. Difatti tutti ancora lo ricordano come “Karate kid” (senza il “the” che lo precede).
    Quindi abbiamo:
    The Karate Kid (1984) –> Karate Kid – Per vincere domani
    The Karate Kid II (1986) –> Karate Kid II
    The Karate Kid III (1989) –> Karate Kid III – la sfida finale
    in Italia le sfide e gli scontri sono sempre finali (salvo ripensamenti dei produttori ovviamente)
    The Next Karate Kid (1994) –> Karate Kid IV
    che fregatura questo film. Gi√† qui il titolo italiano era un po’ a fregatura, difatti non conoscendo il titolo originale in Italia nessuno si sarebbe aspettato il cambio del protagonista. “Il nuovo karate kid” sarebbe stato un titolo pi√Ļ appropriato ma forse una brutta scelta dal punto di vista commerciale, nessun affezionato difatti vuole qualcosa di nuovo una volta arrivati al quarto capitolo di una serie. E’ come dire “Il nuovo Indiana Jones” e ritrovarsi Shia LeBouef che sostituisce Harrison Ford… idee che al solo pensiero fanno rabbrividire.
    The Karate Kid (2010) –> The Karate Kid – La leggenda continua
    ma come? Adesso gli lasciate l’articolo determinativo inglese? Al quinto film? Le solite sciatterie per risparmiare sul merchandising. Tanto nessuno si comprer√† mai niente con il nome di questo film inciso sopra.
    Vedo che c’√® un The Karate Kid 2 (remake dell’originale secondo film presumo) che uscir√† nel 2013. Mi domando come lo chiameranno… The Karate Kid – A volte ritornano?

  • Chicche quotidiane (8)… a cena con la signora omicidi


    Nessuna lamentela oggi, solo un apprezzamento per questo titolo italiano riuscito meglio del film stesso.
    No, non √® il seguito di La Signora Ammazzatutti. Questo √® un film del ’72 conosciuto in America con molti titoli: Terror House, Terror at the Red Wolf Inn, Terror on the Menu, Club Dead… e chi pi√Ļ ne ha…
    Il film √® sconosciuto e non a caso. Il titolo italiota funziona meglio di tutti gli svariati altri titoli “originali” indicando chiaramente una commedia nera.

  • La saga di "Ognissanti" – buon Halloween a tutti


    Halloween -> Halloween: la notte delle streghe (1978)
    Classico sottotitolo all’italiana. Niente da obiettare sulla scelta di lasciare “Halloween” in inglese, visto che probabilmente nel 1978 non tutti conoscevano la parola, e poi¬†perch√© si tratta di celebrazioni molto diverse tra la cultura italiana e quella americana della fine degli anni ’70. C’√® da notare per√≤ che all’interno del film il doppiaggio fa riferimento al 31 di ottobre come “Ognissanti”.
    Direi che sia stata un’ottima scelta quella di lasciare titolo originale con l’aggiunta di un sottotitolo indicativo. Conoscendo i nostri polli della distribuzione, sarebbe potuto diventare qualcosa di generico come¬†“Notte di terrore” o cose simili… quindi, la titolazione qui √® stata niente male.
    Halloween II -> Il Signore della Morte (1981)
    questa seconda parte venne intitolata “Halloween II – Il Signore della Notte” solo successivamente ma il suo primo titolo era semplicemente “Il Signore della Morte“, il che √® anche sciocco visto che la trama riprende esattamente da dove il primo film aveva lasciato (√® come avere il secondo film di Rocky intitolato “Il Signore della Boxe” senza riferimenti al primo). Michael Myers dunque sarebbe il Signore della Morte? Mah, sembra una cosa un po’ campata in aria che non fa riferimento¬†a nessun elemento del film… qualsiasi film con assassino potrebbe intitolarsi cos√¨. Per chi non lo sapesse, fino al secondo episodio Michael Myers era¬†un nemico molto forte ma non soprannaturale, √® semplicemente un lunatico scappato dal manicomio¬†che va in cerca di nuove vittime.

     
    Halloween III: Season of the Witch -> Halloween III: Il signore della notte (1982)
    Non ho capito se l’intenzione qui era quella di fare un’allusione al precedente titolo italiota, della serie “dopo il signore della morte, quello della notte“, ad ogni modo il titolo italiano di questo terzo capitolo ha ancor meno a che vedere con la trama del film. Il sottotitolo originale “season of the witch” ha ovviamente molto pi√Ļ senso in relazione alla trama.
    Halloween III √® l’unico a non avere Michael Myers come assassino. Difatti in questo caso si parla di una setta discendente dai druidi di Stonhenge che ogni mille anni, nel giorno coincidente con la festa di Ognissanti, fa strage di bambini per ridurre la popolazione mondiale (questo √® quanto ricordo, l’ultima volta che l’ho visto era il 1996). Perch√© manca Michael Myers? Halloween non nasce come una serie, l’idea iniziale era quella di introdurre un nuovo “mostro” ad ogni nuovo capitolo della saga di Halloween; difatti, come dicevo prima, Halloween II riprende esattamente da dove il primo aveva lasciato, concludendo cos√¨ la storia di Myers (che infatti muore alla fine di questo film) lasciando aperta la strada a nuove trame. Nel frattempo per√≤ Myers era diventato un nemico troppo celebre e il pubblico non apprezz√≤ il cambio di “mostro” del terzo¬†film cos√¨ dal IV in poi ritorna Myers finendo per diventare la parodia di se stesso. Il suo sequel √® infatti:
    Halloween 4: The Return of Michael Myers -> Halloween 4 – il ritorno di Michael Myers (1988)
    il primo della serie a diventare effettivamente uno “slasher movie” con un nemico completamente soprannaturale che ritorner√† sempre finch√© ci sar√† un ritorno monetario al botteghino. John Carpenter ritira la sua partecipazione dopo che gli rifiutano la sua idea su come proseguire il mito di Michael Myers. Il risultato √® stato pessimo, cinematograficamente parlando.

    Nella serie Halloween seguono poi un film peggiore dell’altro:

    Halloween 5: The Revenge of Michael Myers -> Halloween 5 (1989)
    Halloween: The Curse of Michael Myers -> Halloween 6: La maledizione di Michael Myers (1995)
    Halloween H20: 20 Years Later -> Halloween 20 anni dopo (1998) [questo segna il ritorno di¬†Jamie Lee Curtis¬†che evidentemente non aveva di meglio da fare quell’anno]
    Halloween: Resurrection –> Halloween: la resurrezione (2002)
    E infine, pi√Ļ recentemente, nell’epoca dei remake, reboot, riscempi etc… Rob Zombie (all’anagrafe Robert Bartleh Cummings), fresco di ben due (!) film, viene incaricato di riavviare la serie e realizza:
    Halloween (2007),¬†noto in italiano come Halloween: The Beginning¬†(non siamo l’unico paese che ha adottato questa formula ma siamo certamente l’unico ad averla proposta interamente in lingua inglese) e¬†Halloween II (2009) a cui non viene associato nessun sottitotolo e sfoggia 4,9/10 su IMDb ed un punteggio metascore di 35/100. Magari √® il segno che √® ora di smettere di proporre rifacimenti dei classici di Carpenter.

    _________

    Buon Halloween a tutti. Se volete festeggiare guardandovi qualche film di questa serie sparatevi Halloween: la notte delle streghe (1978) e Il signore della morte (1981) ma evitate accuratemente gli altri. Ok voglio essere blasfemo e consigliarvi anche il Halloween III: il signore dela notte che ai fan di Myers non piace affatto (per l’assenza del celeberrimo assassino mascherato) ma come horror non √® malaccio, anzi, √®¬†migliore del secondo e di tutti i successivi… sempre che non disprezziate gli horror in cui le vittime sono i bambini le cui teste vengono sciolte e trasformate in serpenti e insetti… MUAHAHAHA !

    Buona visione e buone feste

  • TITOLI ITALIOTI (22^ PUNTATA) – Prom Night


    Rieccoci con l’ennesimo appuntamento dedicato ai titoli italioti. In questo 22¬į episodio ufficiale (di ufficiosi ce ne sono tanti, basta cliccare sul link rubrica titoli italioti per scoprirli tutti) parliamo della sconosciuta saga di Prom Night che √® pi√Ļ estesa e complessa di quanto vorrei che sia. Questa volta parto a ritroso, ovvero dal pi√Ļ recente “remake” che √® stato intitolato “Che la fine abbia inizio”:
    Prom Night –> Che la fine abbia inizio (2008)
    non difficile da confondere in italiano con Prom Night (1980) dato che il suo titolo italiano √®: “Non Entrate in Quella Casa“. Eppure il “Prom Night” del 2008 √® un remake di quello del 1980. Non si sarebbe dovuto chiamare per lo meno allo stesso modo?
    E’ da quel dannato “Non aprite quella porta” (The Texas Chainsaw Massacre) che questi “non aprite” continuano a tormentarci! Solo negli anni ’90 decisero che era ora di piantarla.
    Entrambi i film, originale e remake, sono molto mediocri (votati su IMDb.com con 5.1/10 per il film del 1980 e un osceno 3.7/10 per il remake del 2008); almeno quello del 1980 aveva Jamie Lee Curtis e Leslie Nielsen!
    Nel 1987 usc√¨ anche un sequel di Prom Night chiamato “Prom Night II” (anche noto come Prom Night II: Hello Mary Lou), segu√¨to nel ’90 da “Prom Night III: The Last Kiss“; in italiano intitolati rispettivamente “Prom Night II: Il Ritorno” e “Prom Night III: L’Ultimo Bacio” (no, non quello di Muccino).
    Per legare insieme “Non Entrate in Quella Casa” con i successivi “Prom Night II” e III, l’uscita in videocassetta del primo film fu ribattezzata ad arte con il titolo “Prom Night: Non entrate in quella casa“.
    Il quarto per√≤ (si c’√® anche un quarto!) si slega nuovamente dalla serie, essendo il titolo originale “Prom Night IV: Deliver Us from Evil” ed il titolo italiano: “Discesa All’Inferno” (senza riferimenti alla serie “prom night” e confusionario visto che lo stesso titolo era gi√† stato usato per un film con Sophie Marceau chiamato Descente aux enfers). L’omonimia col film della Marceau ha confuso difatti il sito Mymovies che descrive la trama di Prom Night ma elenca regista, attori e locandina del film francese.
    In realtà ha senso che questo quarto episodio sia stato proposto agli italiani con titolo diverso in quanto già in origine era un film a se stante che probabilmente fu intitolato Prom Night IV soltanto per venderlo meglio sul mercato americano.
    Per riassumere:
    Prom Night –> Non entrate in quella casa (1980)
    intitolato solo in videocassetta Prom Night: Non entrate in quella casa e da notare anche la scritta “Pi√Ļ terrificante di HALLOWEEN“… ahah ma per piacere! Prom night rasenta il soporifero!
     
    Prom Night II –> Prom Night II: Il ritorno (1987)

     
    Prom Night III: The last kiss –> Prom Night III: L’ultimo bacio (1990)

    Prom Night IV: Deliver us from Evil –> Discesa all’inferno (1992)
     (locandina italiana introvabile, forse è solo passato in TV)
    Prom Night (remake) –> Che la fine abbia inizio (2008)

    Con questo remake del 2008 speriamo che l’inizio abbia invece una fine e che la serie si trascini menomata ad un arresto completo prima di rischiare di addormentare una nuova generazione di spettatori.

  • Chicche quotidiane (5) – Titolo italiota al cinema


    Sfogliando il quotidiano City alla pagina di Alessio Guzzano (in cerca di scuse per andare al cinema), vedo nella lista dei film nelle sale questo titolo: Un Poliziotto da Happy Hour. Subito mi domando quale potesse essere il titolo originale e gi√† precludevo l’improbabile possibilit√† che si trattasse di Happy hour cop. Quell’happy hour √® un termine ormai TROPPO italiota.
    C.V.D. (come volevasi dimostrare) il titolo originale √®… diverso: The Guard.

    POST SCRIPTUM:
    ieri ho visto sul City che Guzzano ha recensito il film (questo gi√† un paio di giorni dopo la preparazione di questa chicca quotidiana) e mi ha fatto sorridere l’inizio della sua recensione:
    … o come dico io “italiota“!

  • Per favore, mai pi√Ļ titoli che iniziano con "Per favore"!


    Per favore non toccate le vecchiette (originale: The producers) potrebbe scioccare molti come scelta di titolazione ma andando a rivedere alcuni precedenti nella storia dei titoli italiani si potrebber addirittura arrivare alla conclusione che… ce lo potevamo proprio aspettare un titolo del genere.
    Difatti negli anni 60/70 sembrava andare discretamente di moda titolare commedie con la formula del “per favore, etc…“. Ma da dove origina questo fastidioso abitu√©? Rivediamo insieme la cronologia di alcuni film pre- e post-Mel Brooks per chiarire come tale titolo non fosse proprio “a caso”.
    Elencati cronologicamente (in riferimento all’uscita cinematografica in Italia quando possibile)
    (Per favore) Non mangiate le margherite (1960)
    Titolo originale “Please Don’t Eat the Daisies“, considerato da me il capostipite spirituale che ha ispirato i titolatori italiani. Difatti, l’idea che una commedia possa avere un titolo spiritoso se comincia con “per favore non” ha forse il suo seme in questo film… ma sono speculazioni personali e soprattutto a posteriori, quindi questa prendetela con le pinze.
    Per favore non toccate le modelle (1960)
    Titolo originale: “Ich z√§hle t√§glich meine Sorgen“. Secondo una banale traduzione di google il titolo sembra voler dire “Conto le mie preoccupazioni giornaliere”.
    A quanto pare si tratta di un musical/commedia, un presagio per il film di Mel Brooks in questione.
    Per favore non toccate le palline (1961)
    Titolo originale: “The Honeymoon Machine“. Dopo aver letto la trama di questo film resto allibito nei confronti del titolo italiano. Evidentemente la formula del “per favore non…” cominciava a consolidarsi.
    Per favore chiudete le persiane (1965)
    Titolo originale: “Les bons vivants“. Non cade precisamente nella categoria del “non fate questo o quello” ma si aggiunge comunque ai “per favore“.
    Per favore, non mordermi sul collo (1967)
    Titolo originale: Dance of the Vampires ma anche conosciuto come The Fearless Vampire Killers o Pardon Me, But Your Teeth Are in My Neck.
    Un titolo simile al nostro lo ha adottato il Portogallo. √ą¬†chiaro che per una commedia del genere un titolo “per favore” sta pi√Ļ che bene, il problema √® che proprio “grazie” al successo di questo film di Polanski, adesso la strada era completamente spianata per il per favore di tutti i¬†per favori, ovvero…
    Per favore, non toccate le vecchiette (uscito in Italia nel 1971)
    …su cui gi√†¬†scrissi in passato (leggi). Speravamo fosse l’ultimo “per favore”,¬†a tardiva conclusione di una comicit√† titolistica anni ’60 e invece avremmo avuto anche alcuni sporadici, tristi, casi anche negli anni ’80 tra i quali nominer√≤ soltanto…
    Per favore, ammazzatemi mia moglie (1986)
    commedia con Danny DeVito di Abrahams & Zucker (creatori di L’Aereo pi√Ļ pazzo del mondo e simili) dal titolo originale: Ruthless People.
    In conclusione, questo dannato “per favore, non…” ce lo siamo sorbiti per tutti gli anni ’60 e se Mel Brook non fosse diventato famoso con successivi film nessuno si sarebbe scioccato di quel “per favore non toccate le vecchiette“, cos√¨ come ci infischiamo di quei “per favore non toccate le palline” o “le modelle“.
    Con questo excursus negli anni ’60 spero di aver reso pi√Ļ chiare le possibili ragioni di quel titolo che di primo acchito sembra un po’ campato in aria ma che ai fini pubblicitari ha funzionato per decenni, indicando con facilit√† il genere commedia allo spettatore italiano. Non lo giustifico affatto, ma visto nel contesto possiamo indovinare quale fosse la molla che abbia spinto (sciaguratamente) i distributori italiani a formulare un “per favore non…“.