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  • La Gang dell'Arancia Meccanica

    Una curiosità che mi sono dimenticato di aggiungere in coda al precedente articolo su Arancia Meccanica è l’esistenza di un film chiamato “Çirkin dünya” (tradotto con google translation “The Ugly World“). E’ un film turco del 1974 distribuito in Italia con un titolo quanto mai fuorviante “La Gang dell’Arancia Meccanica“; fossi stato nei panni di Kubrick mi sarei fatto in quattro per assicurare alla giustizia i colpevoli di questo titolo.
    La trama potrebbe ricordare alla lontana qualche scena da Arancia Meccanica, ma molto molto alla lontana! Praticamente non c’entra niente e anzi ricorda più film del tipo Non Violentate Jennifer e L’Ultima Casa a Sinistra.
    In inglese è conosciuto appunto con il titolo di “Ugly World” o “Last House in Instanbul”. Letteralmente “ugly world” è il mondo brutto, da intendersi come marcio, lercio, brutale, cattivo, pieno di brutta gente, insomma ci siamo capiti.
    Questa la trama presa da Cinematografo.it
    Un chirurgo di Istambul si vede piombare, nella villa in cui vive con la moglie Selma e il figlioletto Murad, tre delinquenti sfuggiti alla polizia dopo una notte di delitti commessi per divertimento. Fallito un tentativo di liberarsi di loro – che si sono installati da padroni nell’abitazione – con una fuga notturna, il giorno dopo il medico si reca con lo Scorpione, capo del criminale terzetto, a ritirare in banca i soldi che i banditi pretendono per andarsene. In loro assenza, i complidi dello Scorpione violentano Selma e uccidono Murad. La donna impazzisce e il marito, lanciatosi contro i malviventi, viene ammazzato. I tre finiscono egualmente in galere, per uscirne qualche anno dopo: ritrovato il senno in seguito a uno shock, Selma li affronta, pistola in pugno: giustizia è fatta.

    Persino i caratteri del titolo cercano di illudere lo spettatore italiota suggerendone un qualche legame con il capolavoro di Kubrick.

  • Non violentate il titolo (e neanche Jennifer)

    In tempi di scarsezza di idee per il cinema e dopo aver abusato dei classici con inutili remake (mai all’altezza), adesso è cominciato il filone dei remake di film brutti degli anni ’70, quelli che all’epoca mal riuscirono e che anche successivamente ebbero un esiguo seguito di appassionati (si intende che “esiguo” è sempre un termine molto relativo nel mondo della distribuzione “home video”).
    Ebbene si, sto per parlare di “Non Violentate Jennifer“. Me lo ha rammentato Tommy, uno dei miei lettori straaffezionati. Lo avevo in mente qualche tempo fa ma per vari motivi non mi ero mai sentito di parlarne… vabbè va’, vi dico la mia, cari affezionatissimi lettori italioti…
    Il film Non Violentate Jennifer nasce originariamente (1978) con il titolo anche piuttosto appropriato di “Day of the Woman” (letteralmente “il giorno della donna”, in inglese però dà anche l’idea che ci sia in ballo una qualche rivincita/vendetta). Dopo il povero successo al botteghino qualche furbega cambiò il nome in “I spit on your grave” (letteralmente sputo sulla vostra tomba) cercando evidentemente di cambiare l’approccio pubblicitario, il titolo echeggia (anzi scopiazza) quello di un film francese del 1959 “J’irai Cracher Sur Vos Tombes”, conosciuto in Italia come “Il Colore della Pelle“.
    In Italia il film “I Spit on your Grave” esce come “Non violentate Jennifer“. Considerata la trama, lo trovo un titolo piuttosto appropriato e che si mescola anche bene con vari titoli simili esistenti all’epoca (quelli del genere “non fate questo e non fate quello” (Non Si Sevizia un Paperino, Non si deve profanare il sonno dei morti, Non aprite quella porta etc…). Certo sarebbe stato sciocco chiamarlo “Sputo Sulle Vostre Tombe” (ma non si può mai dire!).
    Di recente ne hanno fatto un remake. Io personalmente non l’ho visto e non credo che lo vedrò. Guardai quello originale del 1978 e devo dire che Hostel a confronto è come una puntata di Un Posto al Sole (ok eccetto che per l’occhio fuoriuscito dopo ustione da fiamma ossidrica). Personalmente non apprezzo i film sulla violenza che sono fini a se stessi. Per farmi capire meglio: L’Ultima Casa a Sinistra è un film secondo me fine a se stesso che non ha messaggi da comunicare allo spettatore. Arancia Meccanica è un film che invece (e a buon ragione) permette da decenni di scrivere innumerevoli tesi universitarie (io adoro Arancia Meccanica ma non perchè va di moda tra gli intellettuali d’oggi dire che è il film che riconoscono come migliore della storia della cinematografia; io lo pensavo ancor prima che fosse di moda parlarne, poi mi fanno ridere questi che dicono “Ahhh Kubrick! Ahhhh Arancia Meccanica! Il miglior film di sempre!” e poi l’hanno visto nemmeno due volte… ma come al solito sto divagando).
    Dicevo che non apprezzo film sulla violenza che sono fini a se stessi, senza messaggi da comunicare, ne idee da proporre. Quando poi questi film sulla violenza parlano di violenza contro le donne mi fanno anche rivoltare lo stomaco. Crescendo all’insegna del femminismo ammetto di non sopportare film come I Spit on your Grave. Per questo motivo non credo che mi vedrò il remake, ne mi sono sentito di mettere qualche vignetta divertente a riguardo (scusate per l’insolita mancanza di vignette comiche in questo articolo). Semplicemente in questo genere di film non ci trovo ne intrattenimento, ne tematiche interessanti o ben sviluppate, ne un benchè minimo messaggio culturale di cui far tesoro. Qualcuno si chiederà perchè adoro Arancia Meccanica? Se ve lo chiedete vuol dire che non avete capito niente della vita in generale ma voglio rispondere lo stesso… perchè in Arancia Meccanica si mettono a confronto due tipi di violenza, quella di un cittadino contro altri cittadini e quella dello stato contro i cittadini. La violenza praticata del giovane Alexander De Large e dai sui drughi, seppur rivoltante è niente rispetto alla violenza istituzionalizzata di un governo simil-fascista che impiega teppisti nella polizia, che lava il cervello ai violenti trasformandoli in esseri completamente impotenti e che necessita di carceri per prigionieri politici, insomma le scene di violenza in Arancia Meccanica non sono fine a se stesse, tutto il contrario… ma ancora una volta sto divagando e alla grande.
    Non avendo visto il remake non posso aggiungere molto altro (e al massimo vi rimando all’articolo su “Vita di un IO”) ma una cosa su cui mi sento sicuro di scommettere è che il nuovo remake non supererà, in disgusto psicologico, l’originale. Oggigiorno i nuovi cineasti fanno tanto i disinibiti e si sentono di poter far veder qualsiasi cosa sullo schermo ma alla fine si rivelano essere più pudici dei registi degli anni ’70 (che nel loro piccolo erano davvero dei pionieri). Potrei tranquillamente sbagliarmi ovviamente, ma non credo che lo saprò mai. Già il film originale mi tirò un pugno nello stomaco e non sono così masochista da ricercare tale sensazione. A qualcuno potrebbe anche piacere, de gustibus.
    Nota finale: spero che per la distribuzione italiana lascino il titolo “Non Violentate Jennifer” altrimenti come lo capiamo che è un remake??

  • DELLA SERIE TITOLI ITALIOTI… (17^ PUNTATA)


    Di Albert Pyun, regista di film per videocassetta, abbiamo:
    Cyborg (1989) che mantiene lo stesso titolo anche in italiano; protagonista: Jean-Claude Van Damme.
    Negli anni ’90 lo stesso regista comincia una serie di film chiamati “Nemesis” (mi pare ce ne siano ben quattro… filmetti di serie B ovviamente). In Italia pur di vendere sono stati associati al precedente Cyborg, dando l’illusione di una serie continua.
    Nemesis –> Cyborg – La Vendetta (1992)
    qui addirittura il sottotitolo “la vendetta” va proprio ad illudere lo spettatore italiota, ribadendo l’appartenza (fasulla) a Cyborg
    Nemesis 2: Nebula –> Cyborg Terminator 2 (1995)
    come non resistere alla tentazione di abusare del successo di “Terminator 2: Il Giorno del Giudizio“? Poi non si capisce esattamente cosa ci incastri la parola “terminator” ne il numero “2”… non è che esiste un “Cyborg Terminator 1“. Insomma titoli tirati a caso… anzi a cazzo.
    La beffa è che in realtà dei sequel VERI a questo primo Cyborg sono stati realizzati per davvero! [Cyborg 2 (1993) e Cyborg 3: The Recycler (1995)] ma non credo siano mai arrivati in Italia (anche perchè al limite del guardabile).
    Una piccola curiosità, Cyborg del 1989 avrebbe dovuto essere “Masters of the Universe 2“, ovvero il seguito di “I Dominatori dell’Universo“. Per problemi finanziari il progetto venne cancellato e quello che rimaneva del film che il regista aveva in mente venne “riciclato” per farne “Cyborg“… quindi siamo in presenza di un film realizzato dalle idee riciclate di un sequel di un film già mediocre. Sorpresi dunque che sia venuto una schifezza?

  • [Aggiornamento] Sequel apocrifi di LA CASA: Quella villa in fondo al parco

    Locandina del film Quella villa in fondo al parco, nella quale compare la casa di Psycho
    È vero, non c’entra propriamente con la falsa serie de’ La casa, “inventata” dai distributori italioti, ma ci tengo a far notare come il riciclo della casa di Psycho andava molto di moda negli anni ’80. Dopo averlo usato per “La casa” e poi per “La casa al n°13 in Horror Street“, ricopiando senza pudore l’idea della casa sulla collinetta, anche un film pseudo-horror italiano “Quella villa in fondo al parco” utilizza la stessa identica casa simil-vittoriana come è possibile vedere nella locandina qui sopra.

    La cosa che mi lascia sempre esterrefatto è che questi film non hanno MAI una casa che si avvicina a quella di Psycho, neanche lontanamente; addirittura nel film “La casa” si tratta soltanto di un cadente capanno nei boschi.

  • TITOLI ITALIOTI (16^ PUNTATA) – Scegliete il più pazzo!

    I titoli italioti piu pazzi (del mondo)

    • L’Aereo Più Pazzo del Mondo… Sempre Più Pazzo (Airplane II: The Sequel)
    • Una Pazza Giornata di Vacanza (Ferris Bueller’s Day Off)
    • Porky’s questi pazzi pazzi porcelloni! (Porky’s)

    Di “più pazzo del mondo” esiste anche (senza includere quelli italiani):
    il film, il treno, l’auto, la macchina, l’ospedale, la famiglia, il testimone, il supermercato, la rapina, la banda del seme (? a volte lo si trova come “banca del seme”), il villaggio, la scuola, i due criminali più pazzi del mondo e infine La Corsa Più Pazza d’America 1 e 2 (Cannonball Run e Cannonball Run II), La Corsa Più Pazza del Mondo (The Gumball Rally) e La Corsa Più Pazza del Mondo 2 (Speed Zone!), spacciato come sequel di The Gumball Rally.
    Per quanto mi è riuscito di capire “La Rapina Più Pazza del Mondo” del ’74 è uno dei primi esempi di titolo “più pazzo del mondo“. Visto che parliamo di pazzìa, voglio ricordare ancora una volta:

    Spero di non averne dimenticato nessuno di importante. Comunque, a voi la scelta del titolo italiota più pazzo, ditemi quale secondo voi è più pazzo di tutti (escludendo l’ultima follia di mel brooks, quello non vale come titolo pazzo perchè è solo un titolo scemo). La mia fidanzata vota per Porky’s questi pazzi pazzi porcelloni. Io rimango imparziale, sono tutti titoli piuttosto deliranti anche se sarei propenso a scegliere “La Banda del Seme Più Pazza del Mondo” che come titolo mi ha sempre fatto ridere. Considerate che il titolo originale era “Frozen Assets” e, vista la trama, “La Banda del Seme” è un ottimo titolo comico… ma perchè aggiungerci “più pazza del mondo”? Ne esistono forse altre di “bande del seme” e questa è la più pazza di tutte? Un uso del comparativo quanto mai fine a se stesso in questo caso.
    [CORREZIONE: secondo sia il dizionario Mereghetti che il sito Cinematografo.it il titolo sarebbe “La Banca del Seme Più Pazza del Mondo”. Nonostante ciò il titolo è anche spesso riportato come BANDA. Ai fini della trama entrambi hanno senso come titolo quindi non so se questa sia una confusione dovuta a un refuso oppure se il film effettivamente esiste con due titoli (il che non sarebbe affatto una novità)].
    Infine, in Porky’s… perchè mai ripetere “pazzi” due volte nel titolo? Questi Pazzi Porcelloni non era sufficiente? Pazzi pazzi porcelloni li rende forse doppiamente pazzi?

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  • TITOLI ITALIOTI (15^ PUNTATA) – Sequel fasulli IV

    QUEI SEQUEL FASULLI – 4a PARTE

    Se vi siete scioccati nel sapere che in Italia esistono film intitolati BALLE SPAZIALI 2 e IL TEMPO DELLE MELE 3 o ancora peggio ALIEN 2 – SULLA TERRA… considerate anche il seguente titolo che purtroppo mi era sfuggito l’ultima volta…
    L’AEREO PIU’ PAZZO DEL MONDO 3 (1986). Il titolo originale sarebbe “Stewardess School” e ovviamente non ha niente a che fare con la serie dell’aereo pazzo. Si tratta invece di una commediola da due soldi in cui le protagoniste cercano di superare il corso per diventare hostess.
    Con uno sfavillante voto di 3.2/10 su imdb.com questo filmetto continua la mia trafila di SEQUEL FASULLI.

    AGGIORNAMENTO SULLA SERIE LA CASA
    ne approfitto anche per aggiungere un ennesimo titolo alla serie della Casa: LA CASA AL NUMERO 13 IN HORROR STREET. Questo suggeritomi da Christian in un commento ad un mio precedente articolo. Mi sembra giusto dargli degna visibilita visto che si è impegnato anche a trovare la locandina.
    Christian ha scritto:
    C’è anche “La casa al numero 13” (titolo originale: Dream Demon, 1988), che ovviamente in locandina ha il solito disegno della casa e anche la scritta con il font simile:

    Da notare la confusione tra 17 e 13 come numeri sfortunati. In Italia a quanto pare il 17 è quello sfortunato mentre nel mondo anglosassone lo è il 13 (numero invece fortunato in Italia). Riguardo alle ragioni storiche e culturali dei due numeri nella numerologia ammetto la mia vasta ignoranza. E’ evidente che il 13 del totocalcio è tutt’altro che sfortuna mentre in America un gran numero di persone soffrono di triscaidecafobia.
    Proprio per questa differenza culturale abbiamo di fatti la serie Friday the 13th che diventa Venerdi 17. E’ curioso come in questa locandina abbiano tenuto entrambi i numeri:
    VENERDI’ 17: APPUNTAMENTO IN HORROR STREET AL NUMERO 13… L’ORRORE CONTINUA.
    Quel “l’orrore continua” sta sicuramente a confermare l’intenzione di volerlo far passare come l’ennesimo sequel de’ La Casa.

  • Ispettore Callaghan: il titolo sciocco è tuo


    Dirty Harry (1971) –> Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo
    Magnum Force (1973) –> Una 44 magnum per l’ispettore Callaghan
    The Enforcerer (1976) –> Cielo di piombo, ispettore Callaghan
    Sudden Impact (1983) –> Coraggio… fatti ammazzare
    The Dead Pool (1988) –> Scommessa con la morte
    Vediamo un po’ i vari aspetti di questa serie che mi hanno lasciato lievemente basito anche se non c’è niente di scioccante come in altri film di cui ho parlato in passato… insomma non siamo ai livelli di Flash Gordon o di L’Uomo Che Fuggì dal Futuro, tutt’altro. Inoltre ci tengo a precisare che la prima volta che vidi questi film fu in lingua originale quindi mi manca quell’affezione (per altro comprensibilissima) che magari molti italiani potrebbero avere verso la versione doppiata.
    IL COGNOME
    In inglese il cognome del personaggio sarebbe Callahan (non Callaghan come in italiano). Questa italianizzazione in cui si aggiunge una G è stata applicata presumibilmente per aiutare gli spettatori italiani degli anni ’70 a capire meglio il nome pronunciato. Eh sì, all’epoca succedevano anche di queste cose (stesso motivo per cui in Guerre Stellari Han Solo si chiama Ian Solo e la principessa Leia si chiama Leila)… vabbè era solo una nota storica, non polemica.
    IL SOPRANNOME
    “Dirty Harry” è il soprannome del personaggio (che dà anche il titolo al primo film) ed è tradotto come “Harry la carogna“. Indubbiamente questo sarebbe stato un titolo curioso ma “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo” è ancor più curioso.
    IL DOPPIAGGIO
    Con il doppiaggio italiano di questi film vengono alterate molte frasi, sostituite da alternative dal pari significato ma, a parere mio, di minor effetto sullo spettatore:
    1) “do you feel lucky… well do you, punk?” (letteralmente: ti senti fortunato… allora, teppista?) tradotto come “ti conviene rischiare?… Deciditi bestia!” (video qui).
    Nello stesso film la frase è ripetuta in un’altra scena ma viene qui tradotta come “di’, ne vale la pena?” (video qui). Potevano almeno lasciarla identica alla prima per far capire che si tratta di una frase “di rito” dell’ispettore Callahan.
    Come si può notare dalle scelte di doppiaggio, il significato è identico ma nel film in italiano non risalta come dovrebbe, inoltre, come ho già detto, non è chiaro in italiano che la frase di Callaghan sia una frase di rito da dire ai criminali mentre gli si punta una .44 Magnum in faccia per convincerli ad arrendersi.
    2) Nel quarto film la celebre frase “go ahead, make my day” (letteralmente: “coraggio, fammi felice” o ad essere più inventivi “coraggio, rallegrami la giornata“) diventa “coraggio, fatti ammazzare” (video qui) e dà anche il nome al film, cosa che trovo abbastanza assurda, sarebbe come dare a “La Vita è Bella” di Benigni il titolo di “Buongiorno principessa!” solo perché era la frase più memorabile del film. Oppure “Mi piace l’odore del napalm al mattino” al posto di “Apocalypse Now“.
    Il “make my day” è un idioma anglosassone di uso molto comune ma che non ha una diretta corrispondenza in italiano, non alla lettera almeno. Di solito “you made my day” viene tradotto come “mi hai fatto felice”.
    Sono sicuro che ci sono molti altri dialoghi alterati ma reputo questi due esempi come i più significativi, semplicemente perché nella loro forma originale sono rimasti impressi nella cultura popolare statunitense e anglosassone in generale. Un po’ come De Niro in Taxi Driver quando puntando la pistola allo specchio dice “Ma dici a me? Non ci sono che io qui.” (in questo caso sia in inglese che in italiano la frase è rimasta storica).
    Notare che le mie traduzioni tra parentesi erano molto generiche, tanto per dare un’idea del significato originale anche per chi non mastica l’inglese… come del resto faccio sempre in questo blog. Potevano le frasi originali essere rese in maniera più memorabile? Forse. Onestamente non ne ho idea, non è il mio mestiere. Dico solo che la versione italiana non ha lo stesso impatto di quella in inglese.
    I TITOLI
    Se vogliamo poi accennare alla scelta dei titoli, quelli italiani sembrano adatti più ad un poliziesco nostrano anni ’70 e purtroppo non brillano per sinteticità, inoltre odio quando inventano titoli usando una formula “dialoghistica” come ad esempio “Ispettore Callaghan il caso è tuo!”. Ma del resto anche quelli originali non li ho mai trovati molto esaltanti, a loro modo hanno un gusto un po’ schwarzeneggeriano. A mio parere in lingua originale avrebbero dovuto intitolarli tutti premettendo il “Dirty Harry” al titolo (esempio “Dirty Harry: Magnum Force” o “Dirty Harry II: Magnum Force“). Ad oggi, sia in inglese che in italiano, non ricordo mai quale sia l’ordine giusto in cui vederli.

  • TITOLI ITALIOTI… speciale Dylan Dog

    FILM DELLA STAGIONE

    Dylan Dog: Dead of Night –> Dylan Dog
    Qui siamo in presenza di un titolo italiota inverso. Di solito sono gli italiani a dare dei sottotitoli ai film per farne capire il genere; nel caso di Dylan Dog avviene il contrario e si ricorre ad un necessario sottotitolo che ne indichi il genere horror data la scarsa popolarità in America (dove il fumetto è stato pubblicato in pochi volumi solo nel 1999). Insomma il classico prodotto mondialmente famoso in Italia (parafrasando Mel Brooks), dato che solo in pochi altri paesi se lo filano (per carità niente contro il fumetto! Anzi).
    Ho paura però che questo ennesimo sfruttamento cinematografico sarà poco apprezzato dai fan italiani del fumetto dato l’assenza del caratteristico Groucho (sostituito da uno zombi per via di problemi di copyright che non sembrano sfiorare gli italiani ma che sono molto più problematici in America) e l’ambientazione a New Orleans invece di Londra. Due caratteristiche che già di per se preannunciano un clamoroso flop e se avete mai letto Dylan Dog concorderete con me.
    Ai fan del fumetto che speravano dunque nel nuovo Dylan Dog per poter cancellare definitivamente dalla mente quella sottospecie di film chiamato “Dellamorte Dellamore (1994) con Rupert Everett e Anna Falchi, preparatevi a rimanere delusi! Dubito che questo nuovo film vi soddisferà più di quanto già non fece Dellamore Dellamorte (come a dire che non vi soddisferà affatto!). Giuda ballerino!
    A proposito di Dellamore Dellamorte (scusate se mi accanisco), mi fa ridere che Martin Scorsese lo abbia definito one of the best Italian films of the 1990s, mi domando quali e quanti altri film italiani abbia visto negli anni ’90!?
    Non ci rimane che scommettere su quale sarà il peggiore tra i due! Se non altro non c’è Anna Falchi nel nuovo film, però Rupert Everett era molto più simile a Dylan del nuovo protagonista che sembra più un eroe un po’ emo un po’ Doctor Who.
     

  • Nonsense tutto italiano (L’Aereo più pazzo del mondo)

    Scena dal film L'aereo più pazzo del mondo. Il pilota e il bambino

    I film demenziali americani hanno sempre avuto molto successo anche in Italia; innegabilmente tradurre in italiano dialoghi intrisi di doppi sensi e battute legate alla cultura popolare americana o alla lingua inglese stessa è un’impresa titanica che non potrà mai riuscire alla perfezione, qualunque sia il livello dei traduttori; nel migliore dei casi rimarranno sempre molte battute incomprensibili.

    Il film Airplane! (in Italia noto come “L’aereo più pazzo del mondo“) è il più classico esempio di tutto ciò, è strapieno di battute mancate o alterate che non sto nemmeno a citare, sono davvero troppe e mi costringerebbe a rivedere tutto il film.
    Ne cito soltanto una: in italiano il protagonista dice Emergenza! Primo maggio, primo maggio! al che il controllore di volo risponde Primo maggio? Ma se siamo a febbraio!. In italiano non ha alcun senso che il pilota dica “primo maggio”, mentre in inglese “May Day” è appunto il 1° maggio che si pronuncia identicamente a “mayday” (segnale internazionale di richiesta d’aiuto).

    Ci si può davvero sbizzarrire a trovare dozzine di simili battute mancate, ad ogni modo ho preferito concentrarmi su un singolo scambio di battute che è l’unico, a mio parere, veramente imperdonabile (tra parentesi ho inserito una traduzione di quelle battute cambiate nel doppiaggio):

    Pilota: have you ever been in a cockpit before?
    Bambino: No sir, I’ve never been up on an airplane before!
    Pilota: have you ever seen a grown man naked? (hai mai visto un adulto nudo?)
    […]
    Pilota: Joey, do you ever hang around the gymnasium? (Joey frequenti mai la palestra?)
    Hostess: we better get back now, Joey.
    […]
    Pilota: Joey, do you like movies about gladiators?

    In italiano la situazione viene stravolta in questo modo:

    Pilota: Avevi mai visto una cabina di pilotaggio?
    Bambino: Oh, no signore. Questa è la prima volta che salgo su un aereo.
    Pilota: la cabina di pilotaggio è il cervello dell’aereo (invece di “hai mai visto un adulto nudo?”)
    […]
    Pilota: Joey, sei mai andato sulle montagne russe al luna park? (invece di “Joey frequenti mai la palestra?”)
    Hostess: forse è meglio che torni al tuo posto Joey.
    […]
    Pilota: senti Joey, senti, ti piacciono i film dei gladiatori?

    Ovviamente mancando le precedenti due battute non ha molto senso domandare al ragazzino se gli piacciono i film sui gladiatori e l’intera conversazione pilota-bambino risulta un po’ inutile in italiano. In inglese il pilota ingaggia una conversazione col bambino in visita alla cabina di pilotaggio e inaspettatamente chiede (in modo molto “casuale”) se ha mai visto un uomo nudo… la battuta risulta esilarante per l’inaspettata piega che prende la conversazione. Suppongo che in italiano fosse tabù ironizzare sulla pedofilia ma la censura a parer mio è sempre da disprezzare.

    [Da notare inoltre che in inglese è chiaro che la hostess volesse allontanare il bambino dopo aver sentito tali preoccupanti domande del pilota pedofilo. Il pilota però insiste che Joey rimanga.]

    Come è chiaro da questo esempio (e da quello sul mayday), in questo genere di film tradotti in italiano, si viene quindi a creare dell’humor definito nonsense anche laddove questo originariamente non era presente.
    In linea di massima non ho mai amato molto questo genere di film ma li capii (e quindi li trovai alla fine divertenti) soltanto quando mi capitò di guardarli finalmente in lingua originale. In italiano i vari punti morti dei dialoghi sono dovuti proprio a traduzioni improprie o mancati riferimenti. Da notare infine che alcune battute sono state aggiunte di sana pianta da chi si è occupato dei dialoghi italiani e di solito sono le peggiori; per esempio nella stessa scena di cui ho parlato prima il copilota chiede al capitano se vuole che controlli il tempo e il pilota gli risponde di occuparsene da solo (evidentemente troppo distratto nella conversazione col bambino). In italiano questo dialogo viene sostituito da una battuta da poco:

    Copilota: vuoi dare un’occhiata al tempo Clarence?
    Pilota: Sì, che voglio andare al mare.

    Se volete vedere le due scene a confronto, ecco due video trovati su YouTube:

    Da ricordare che il film è principalmente una parodia del film Ora zero del 1957 (di cui è essenzialmente un rifacimento scena per scena) e solo in maniera minore dei vari “Airport” come invece spesso si crede o viene scritto in giro.

  • TITOLI ITALIOTI (14^ PUNTATA) – Sequel fasulli III

    QUEI SEQUEL FASULLI – 3a PARTE

    Per il genere commedia…
    Balle Spaziali 2 – La Vendetta (1989)
    Originariamente intitolato “Martians Go Home“, una commedia a sfondo fantascientifico riuscita malissimo, praticamente inguardabile. Degna di nota la presenza dell’attore Randy Quaid, qui protagonista, che in Independence Day interpretava il padre ubriacone rapito dagli alieni.
    Ignobile il tentativo di spacciarlo come un sequel di Balle Spaziali di Mel Brooks! Non ha assolutamente niente a che vedere con Balle Spaziali.

    Ancora Più Scemo
    Spacciato come sequel di “Scemo e + Scemo” per la presenza di Jeff Daniels, in realtà è tutt’altro film! In inglese si chiama “Trial and Error” e non ha niente a che vedere con “Dumb and dumber “, non è nemmeno una commedia demenziale.

    Il Tempo delle Mele 3
    In realtà questo film non è un sequel dei primi due “tempi delle mele”; infatti il titolo originale è “L’Étudiante” e si sente fortemente la puzza della distribuzione CecchiGori. Del resto chi avrebbe potuto sospettare che non fosse realmente il 3° film della serie? Difatti ritroviamo al stessa attrice protagonista, lo stesso regista e pure le musiche di Vladimir Cosma (già famoso per la canzone “Reality” del tempo delle mele).
    Di recente, Sophie Marceau ha recitato in un film chiamato “L’âge de raison” (2010) ovvero l’età della ragione, distribuito in Italia come “Carissima me“. Mi sorprende che non sia stato chiamato Il Tempo delle Mele 4 – Adesso è cresciuta.

    Per il genere fantascienza…

    Alien 2 – Sulla Terra
    Divertente l’intervista a Ciro Ippolito (visionabile su youtube), produttore del film e regista, in cui racconta che appena ricevuti i soldi per il film (400 milioni di lire del 1980!) se li sputtanò subito insieme ai suoi compari comprandosi chi una Jaguar chi una Mercedes e insomma, in puro stile italiano, si “magnarono” tutti i fondi destinati alla produzione del film, praticamente truffando gli investitori stranieri. Il risultato di questo “magna magna” è evidente quando si cerca di guardare questa sottospecie di film da quattro soldi. Una pellicola, da alcuni considerata un “cult” ma da disprezzare a più livelli.
    Inutile dire che non è un seguito di Alien di Ridley Scott.
    Nello stesso anno in Italia si produceva anche un film chiamato “Contamination – Alien Arriva Sulla Terra“. Un titolo che fa ridere solo a scriverlo. Questa pellicola addirittura ruba alcune battute da “Alien 2 – Sulla Terra” ed è per tanto una copia di una copia di un film famoso… ovvero una ciofeca.

    2002: La Seconda Odissea
    Seppur un buon film, magari un po’ soporifero ma decente, “2002: La Seconda Odissea” non ha niente a che vedere con “2001: Odissea Nello Spazio” di Kubrick. Il titolo originale di questo film è “Silent Running“. Il vero seguito di “2001: Odissea Nello Spazio” è invece “2010 – L’Anno del Contatto” con Roy Scheider, basato sul romanzo di Arthur C. Clarke.

    Per la serie horror…

    Non Aprite Quella Porta 3
    Di questo film ne esistono ben DUE, usciti nello stesso anno: uno autentico e uno italiota! Quello americano è il terzo episodio della serie “The Texas Chainsaw Massacre“, nota in Italia come “Non Aprite Quella Porta“. L’omonimo film italiano non c’entra una beneamata ed è noto all’estero (“noto” è un parolone!) come “Night Killer“. Si tratta quindi di un sequel apocrifo della serie “Non Aprite Quella Porta”.


    Infine la serie “Troll” che dopo il primo film americano del 1986 (da notare che in questo film il protagonista si chiama “Harry Potter“) ebbe un seguito italiota nel 1990, Troll 2, inizialmente intitolato “Goblin” ma che per motivi di mercato venne distribuito come il seguito del primo “Troll”. Troll 2 è considerato tra i peggiori film mai realizzati e in America è un vero e proprio cult descritto come “the best worst movie!”. A questa serie si aggiunsero successivamente altri film italioti che non c’entravano niente ma che vennero distribuiti come presunti Troll 3 e Troll 4. Il terzo episodio firmato Joe D’Amato, nome che dà zero garanzie, si chiama anche Contamination .7 (o The Crawlers) e non ha nemmeno dei troll come mostri ma degli alberi con radici assassine. Troll 4, infine, è un fantasy medievale meglio noto con il titolo di “Quest For The Mighty Sword“, anche qui il legame con i troll è esilissimo (anzi non c’è!).

    Scena dal film Troll 2. Da notare la qualità delle maschere e i sacchi di juta come costumi.