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  • Beetlejuice – Spiritello porcello

    So che vi aspettate che io parli del titolo invece no, voglio parlare del doppiaggio e di un paio di scene di questa divertente commedia anni ’80 che mi riporta indietro di un po’ di anni (e di conseguenza effetto nostalgia!).
    Ebbene questo film appartiene a quel periodo che io definisco “di quando i film venivano doppiati quasi sempre bene”. L’interpretazione “spumeggiante” di Michael Keaton nei panni del bioesorcista Beetlejuice viene resa alla perfezione dal poliedrico Carlo Reali (per me anche memorabile per il doppiaggio del pagliaccio di IT ), stesso timbro di voce e stessa energia, inoltre alcune scene (come spesso accadeva per i film comici doppiati in quegli anni) sono rese più divertenti dal doppiaggio stesso. Un esempio lo troviamo nella scena sala d’attesa dell’aldilà dove un uomo morto carbonizzato offre una sigaretta ad Alec Baldwin. Mentre in inglese l’uomo carbonizzato ha una voce assolutamente normale e il dialogo recita:
    You want a cigarette? –No, thank you. –I’m trying to cut down myself
    (http://www.youtube.com/watch?v=_ogoh0xM6sw)
    …in italiano la stessa scena è resa spassosa dalla scelta di dare una voce più comica (da cartonesco fumatore incallito) all’uomo carbonizzato. Il dialogo italiano recita:
    Una sigaretta?  –No, grazie. –Le offro, così fumo di meno!
    (http://www.youtube.com/watch?v=djzFWESslXc [2.49])
    Da notare sempre nella stessa scena anche la frase successiva:
    -Is this what happens when you die?
    -This is what happens when you die. That is what happens when he dies. And that is what happens when they die (indicando delle prostitute nella sala d’attesa)
    che in italiano aggiunge un tocco di comicità in più
    -E’ questo che capita quando uno muore?
    -E’ questo che capita quando lei muore e quello quando lui muore e quello quando muoiono las putanas.
    Il film è pieno di divertenti aggiunte e, nel complesso, veramente poche battute originali risultano meno divertenti in italiano (difatti al momento non ne ricordo alcuna).
    Infine, di questo film è certamente da notare (ai fini del mio blog) la battuta “Things seem pretty quiet here.You should thank God you didn’t die in Italy che in italiano diventaSembra abbastanza tranquillo qui (riferendosi alla casa). Siete fortunati a non essere morti in Uganda”. Presumo che lo stereotipo italiano sia quello di case affollate e chiassose stile bassi napoletani, per la versione doppiata hanno ricercato un corrispettivo nel terzo mondo. Sebbene leggermente offensivo, io credo che avrebbero potuto lasciare la battuta originale almeno potevamo avere un’idea di cosa pensano di noi gli americani.

    VOTO DOPPIAGGIO: 9

  • Remake con titoli differenti… sempre più italioti


    Già parlai di “The Producers” che nella sua prima versione di Mel Brooks fu conosciuto nel nostro paese come “Per favore non toccate le vecchiette” e di come il remake del 2005 venne presentato al pubblico italiota con il titolo originale “The Producers“; per anni ignorai che fosse un remake di Per favore non toccate le vecchiette.
    Il caso non è né unico né tanto meno raro. Ecco alcuni simili esempi che mi vengono in mente…

    Remake con titoli italiani diversi

    Assault on Precinct 13 (1976 e remake nel 2005) ha come titoli italiani: Distretto 13: Le brigate della morte (1976) e Assault on Precinct 13 (2005)

    Per il remake dunque hanno lasciato il titolo originale. Vattelappesca che è un remake di Distretto 13 di John Carpenter! Poi i titoli in inglese non li riesco ad apprezzare quando sono inutili come in questo caso: “assault” si può capire senza conoscere l’inglese, ma “precinct” non è nel vocabolario dell’italiota qualunque.
    Breve riflessione sull’uso della parola “brigate” nel film del ’76 che sembra essere decisamente legata agli anni di piombo, non trovate?

    A Nightmare on Elm Street (1984, remake nel 2010) ha in italiano questi titoli: Nightmare – Dal profondo della notte (1984) e Nightmare (2010)

    Onestamente sono entrambi molto opinabili, già il primo era, diciamo, “ridotto” alla sola parola “Nightmare” con l’aggiunta di un sottotitolo, adesso, con il remake, il sottotitolo viene anche a mancare. Credo che data la fama di questa serie si poteva anche tornare al titolo originale o almeno lasciarlo con sottotitolo “dal profondo della notte”.

    Quando Tim Burton nel 2001 realizzò il remake de’ “Il pianeta delle scimmie” potevamo aspettarci che si chiamasse nuovamente (e semplicemente) “Il pianeta delle scimmie“? Avrebbe certamente avuto senso, ma sempre meglio fare una inutile ripetizione e distribuirlo come “Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie“. Similmente Cape Fear diventa nel ’62 Il promontorio della paura, e nel remake del ’91 Cape Fear – Il Promontorio della Paura.

    Assai sciocco poi (sempre rimanendo su Burton) che il suo Charlie and the Chocolate Factory sia diventato “La fabbrica di cioccolato”
    Considerando che Willy Wonka & the Chocolate Factory (1971) era diventato Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, era lecito aspettarsi che Charlie & the Chocolate Factory (2005) diventasse un “Charlie e la fabbrica di cioccolato“, e invece è arrivato in Italia semplicemente come “La fabbrica di cioccolato“, che un po’ tradisce le intenzioni di Burton stesso nel volergli cambiare il protagonista del titolo, spostando l’attenzione da Willy Wonka a Charlie e, potenzialmente, può confondere con il titolo italiano del romanzo che dal 1988 è semplicemente “La fabbrica di cioccolato”.

    Che dire di The Italian Job, la cui versione del 1969 fu appropriatamente intitolata come “Un colpo all’italiana“, mentre il remake del 2003 mantiene senza scopo il titolo originale The Italian Job anche in Italia? Quando uscì ignoravo che fosse un remake di “Un colpo all’italiana”. Qualcosa di simile è successo con Ocean’s Eleven (1960) arrivato in Italia come Colpo grosso mentre il suo remake del 2001, sempre nello spirito di lasciare il titolo in inglese, arriva nelle sale italiane come Ocean’s Eleven. Sebbene possa apprezzare l’allontanarsi dal primo titolo italiano “Colpo grosso”, oggi veramente troppo generico, non sarebbe morto nessuno se il suo rifacimento degli anni 2000 fosse stato intitolato “Gli 11 di Ocean”.

    Altri titoli sono stati cambiati in maniera molto più discreta. The Blob è noto come Fluido mortale (1958) e Il fluido che uccide (1988). Il vecchio Scontro di titani (1981) nel 2005 è diventato Scontro tra Titani. L’originale è immutabilmente Clash of the Titans che personalmente avrei intitolato Lo scontro dei Titani, ma è solo mia opinione personale. Favoloso quello dell”81 con scene girate negli scavi di Paestum; ho ignorato volutamente il remake, mi vengono i brividi solo a pensare alla grafica CGI che possono aver usato.

    Per allontanarsi dai blockbuster cito Funeral Party (2007 e remake nel 2010), il primo chiamato Funeral Party anche in Italia e il remake americano di soli 3 anni dopo diventa invece “Il funerale è servito“, sicuramente ad eco di “Signori, il delitto è servito“.

    Il fenomeno non è però relagato soltanto agli anni 2000. Già ci furono casi storici come Invasion of the Body Snatchers conosciuto nella versione del ’56 come L’invasione degli ultracorpi (lo so, un titolo che oggi potrebbe sembrare un po’ sciocco, ma che ha fatto storia) mentre il remake del ’78 diventò Terrore dallo spazio profondo (a che pro poi? Un titolo così generico andava bene anche per Alien)

    Infine, non mi piace citarlo perché non considero Scarface del 1983 come un remake vero e proprio dello Scarface del 1932 ad ogni modo è da segnalare che quello del ’32 è noto come “Lo sfregiato” e il nuovo è stato lasciato in inglese “Scarface“. In questo caso approvo la scelta, prima di tutto perché durante il film del 1983 si fa accenno alla cicatrice sul volto soltanto una volta (all’inizio del film) e quindi la comprensione della parola “scarface” non è di capitale importanza ai fini della trama (nessuno durante il film lo chiamerà mai “sfregiato”). In secondo luogo si parla di emigranti in America negli anni ’80 e ci si può aspettare in questo caso che gli italioti imparino un nuovo vocabolo inglese (solo uno) con il quale il nostro protagonista Tony Montana è stato soprannominato per via della sua cicatrice sul volto (così come accadde per Al Capone).

    Per ora la lista si ferma qui. Se ne avete altri in mente postateli pure, mi fa piacere leggere i vostri, chissà quanti me ne sono sfuggiti e quanti altri potrei aggiungerne.

    Segnalati da voi

    • Out-of-towners diventato Un provinciale a New York (1970) e poi Sperduti a Manhattan nel remake del 1999 con Steve Martin
  • La Gang dell'Arancia Meccanica

    Una curiosità che mi sono dimenticato di aggiungere in coda al precedente articolo su Arancia Meccanica è l’esistenza di un film chiamato “Çirkin dünya” (tradotto con google translation “The Ugly World“). E’ un film turco del 1974 distribuito in Italia con un titolo quanto mai fuorviante “La Gang dell’Arancia Meccanica“; fossi stato nei panni di Kubrick mi sarei fatto in quattro per assicurare alla giustizia i colpevoli di questo titolo.
    La trama potrebbe ricordare alla lontana qualche scena da Arancia Meccanica, ma molto molto alla lontana! Praticamente non c’entra niente e anzi ricorda più film del tipo Non Violentate Jennifer e L’Ultima Casa a Sinistra.
    In inglese è conosciuto appunto con il titolo di “Ugly World” o “Last House in Instanbul”. Letteralmente “ugly world” è il mondo brutto, da intendersi come marcio, lercio, brutale, cattivo, pieno di brutta gente, insomma ci siamo capiti.
    Questa la trama presa da Cinematografo.it
    Un chirurgo di Istambul si vede piombare, nella villa in cui vive con la moglie Selma e il figlioletto Murad, tre delinquenti sfuggiti alla polizia dopo una notte di delitti commessi per divertimento. Fallito un tentativo di liberarsi di loro – che si sono installati da padroni nell’abitazione – con una fuga notturna, il giorno dopo il medico si reca con lo Scorpione, capo del criminale terzetto, a ritirare in banca i soldi che i banditi pretendono per andarsene. In loro assenza, i complidi dello Scorpione violentano Selma e uccidono Murad. La donna impazzisce e il marito, lanciatosi contro i malviventi, viene ammazzato. I tre finiscono egualmente in galere, per uscirne qualche anno dopo: ritrovato il senno in seguito a uno shock, Selma li affronta, pistola in pugno: giustizia è fatta.

    Persino i caratteri del titolo cercano di illudere lo spettatore italiota suggerendone un qualche legame con il capolavoro di Kubrick.

  • Non violentate il titolo (e neanche Jennifer)

    In tempi di scarsezza di idee per il cinema e dopo aver abusato dei classici con inutili remake (mai all’altezza), adesso è cominciato il filone dei remake di film brutti degli anni ’70, quelli che all’epoca mal riuscirono e che anche successivamente ebbero un esiguo seguito di appassionati (si intende che “esiguo” è sempre un termine molto relativo nel mondo della distribuzione “home video”).
    Ebbene si, sto per parlare di “Non Violentate Jennifer“. Me lo ha rammentato Tommy, uno dei miei lettori straaffezionati. Lo avevo in mente qualche tempo fa ma per vari motivi non mi ero mai sentito di parlarne… vabbè va’, vi dico la mia, cari affezionatissimi lettori italioti…
    Il film Non Violentate Jennifer nasce originariamente (1978) con il titolo anche piuttosto appropriato di “Day of the Woman” (letteralmente “il giorno della donna”, in inglese però dà anche l’idea che ci sia in ballo una qualche rivincita/vendetta). Dopo il povero successo al botteghino qualche furbega cambiò il nome in “I spit on your grave” (letteralmente sputo sulla vostra tomba) cercando evidentemente di cambiare l’approccio pubblicitario, il titolo echeggia (anzi scopiazza) quello di un film francese del 1959 “J’irai Cracher Sur Vos Tombes”, conosciuto in Italia come “Il Colore della Pelle“.
    In Italia il film “I Spit on your Grave” esce come “Non violentate Jennifer“. Considerata la trama, lo trovo un titolo piuttosto appropriato e che si mescola anche bene con vari titoli simili esistenti all’epoca (quelli del genere “non fate questo e non fate quello” (Non Si Sevizia un Paperino, Non si deve profanare il sonno dei morti, Non aprite quella porta etc…). Certo sarebbe stato sciocco chiamarlo “Sputo Sulle Vostre Tombe” (ma non si può mai dire!).
    Di recente ne hanno fatto un remake. Io personalmente non l’ho visto e non credo che lo vedrò. Guardai quello originale del 1978 e devo dire che Hostel a confronto è come una puntata di Un Posto al Sole (ok eccetto che per l’occhio fuoriuscito dopo ustione da fiamma ossidrica). Personalmente non apprezzo i film sulla violenza che sono fini a se stessi. Per farmi capire meglio: L’Ultima Casa a Sinistra è un film secondo me fine a se stesso che non ha messaggi da comunicare allo spettatore. Arancia Meccanica è un film che invece (e a buon ragione) permette da decenni di scrivere innumerevoli tesi universitarie (io adoro Arancia Meccanica ma non perchè va di moda tra gli intellettuali d’oggi dire che è il film che riconoscono come migliore della storia della cinematografia; io lo pensavo ancor prima che fosse di moda parlarne, poi mi fanno ridere questi che dicono “Ahhh Kubrick! Ahhhh Arancia Meccanica! Il miglior film di sempre!” e poi l’hanno visto nemmeno due volte… ma come al solito sto divagando).
    Dicevo che non apprezzo film sulla violenza che sono fini a se stessi, senza messaggi da comunicare, ne idee da proporre. Quando poi questi film sulla violenza parlano di violenza contro le donne mi fanno anche rivoltare lo stomaco. Crescendo all’insegna del femminismo ammetto di non sopportare film come I Spit on your Grave. Per questo motivo non credo che mi vedrò il remake, ne mi sono sentito di mettere qualche vignetta divertente a riguardo (scusate per l’insolita mancanza di vignette comiche in questo articolo). Semplicemente in questo genere di film non ci trovo ne intrattenimento, ne tematiche interessanti o ben sviluppate, ne un benchè minimo messaggio culturale di cui far tesoro. Qualcuno si chiederà perchè adoro Arancia Meccanica? Se ve lo chiedete vuol dire che non avete capito niente della vita in generale ma voglio rispondere lo stesso… perchè in Arancia Meccanica si mettono a confronto due tipi di violenza, quella di un cittadino contro altri cittadini e quella dello stato contro i cittadini. La violenza praticata del giovane Alexander De Large e dai sui drughi, seppur rivoltante è niente rispetto alla violenza istituzionalizzata di un governo simil-fascista che impiega teppisti nella polizia, che lava il cervello ai violenti trasformandoli in esseri completamente impotenti e che necessita di carceri per prigionieri politici, insomma le scene di violenza in Arancia Meccanica non sono fine a se stesse, tutto il contrario… ma ancora una volta sto divagando e alla grande.
    Non avendo visto il remake non posso aggiungere molto altro (e al massimo vi rimando all’articolo su “Vita di un IO”) ma una cosa su cui mi sento sicuro di scommettere è che il nuovo remake non supererà, in disgusto psicologico, l’originale. Oggigiorno i nuovi cineasti fanno tanto i disinibiti e si sentono di poter far veder qualsiasi cosa sullo schermo ma alla fine si rivelano essere più pudici dei registi degli anni ’70 (che nel loro piccolo erano davvero dei pionieri). Potrei tranquillamente sbagliarmi ovviamente, ma non credo che lo saprò mai. Già il film originale mi tirò un pugno nello stomaco e non sono così masochista da ricercare tale sensazione. A qualcuno potrebbe anche piacere, de gustibus.
    Nota finale: spero che per la distribuzione italiana lascino il titolo “Non Violentate Jennifer” altrimenti come lo capiamo che è un remake??

  • DELLA SERIE TITOLI ITALIOTI… (17^ PUNTATA)


    Di Albert Pyun, regista di film per videocassetta, abbiamo:
    Cyborg (1989) che mantiene lo stesso titolo anche in italiano; protagonista: Jean-Claude Van Damme.
    Negli anni ’90 lo stesso regista comincia una serie di film chiamati “Nemesis” (mi pare ce ne siano ben quattro… filmetti di serie B ovviamente). In Italia pur di vendere sono stati associati al precedente Cyborg, dando l’illusione di una serie continua.
    Nemesis –> Cyborg – La Vendetta (1992)
    qui addirittura il sottotitolo “la vendetta” va proprio ad illudere lo spettatore italiota, ribadendo l’appartenza (fasulla) a Cyborg
    Nemesis 2: Nebula –> Cyborg Terminator 2 (1995)
    come non resistere alla tentazione di abusare del successo di “Terminator 2: Il Giorno del Giudizio“? Poi non si capisce esattamente cosa ci incastri la parola “terminator” ne il numero “2”… non è che esiste un “Cyborg Terminator 1“. Insomma titoli tirati a caso… anzi a cazzo.
    La beffa è che in realtà dei sequel VERI a questo primo Cyborg sono stati realizzati per davvero! [Cyborg 2 (1993) e Cyborg 3: The Recycler (1995)] ma non credo siano mai arrivati in Italia (anche perchè al limite del guardabile).
    Una piccola curiosità, Cyborg del 1989 avrebbe dovuto essere “Masters of the Universe 2“, ovvero il seguito di “I Dominatori dell’Universo“. Per problemi finanziari il progetto venne cancellato e quello che rimaneva del film che il regista aveva in mente venne “riciclato” per farne “Cyborg“… quindi siamo in presenza di un film realizzato dalle idee riciclate di un sequel di un film già mediocre. Sorpresi dunque che sia venuto una schifezza?

  • [Aggiornamento] Sequel apocrifi di LA CASA: Quella villa in fondo al parco

    Locandina del film Quella villa in fondo al parco, nella quale compare la casa di Psycho
    È vero, non c’entra propriamente con la falsa serie de’ La casa, “inventata” dai distributori italioti, ma ci tengo a far notare come il riciclo della casa di Psycho andava molto di moda negli anni ’80. Dopo averlo usato per “La casa” e poi per “La casa al n°13 in Horror Street“, ricopiando senza pudore l’idea della casa sulla collinetta, anche un film pseudo-horror italiano “Quella villa in fondo al parco” utilizza la stessa identica casa simil-vittoriana come è possibile vedere nella locandina qui sopra.

    La cosa che mi lascia sempre esterrefatto è che questi film non hanno MAI una casa che si avvicina a quella di Psycho, neanche lontanamente; addirittura nel film “La casa” si tratta soltanto di un cadente capanno nei boschi.

  • TITOLI ITALIOTI (16^ PUNTATA) – Scegliete il più pazzo!

    I titoli italioti piu pazzi (del mondo)

    • L’Aereo Più Pazzo del Mondo… Sempre Più Pazzo (Airplane II: The Sequel)
    • Una Pazza Giornata di Vacanza (Ferris Bueller’s Day Off)
    • Porky’s questi pazzi pazzi porcelloni! (Porky’s)

    Di “più pazzo del mondo” esiste anche (senza includere quelli italiani):
    il film, il treno, l’auto, la macchina, l’ospedale, la famiglia, il testimone, il supermercato, la rapina, la banda del seme (? a volte lo si trova come “banca del seme”), il villaggio, la scuola, i due criminali più pazzi del mondo e infine La Corsa Più Pazza d’America 1 e 2 (Cannonball Run e Cannonball Run II), La Corsa Più Pazza del Mondo (The Gumball Rally) e La Corsa Più Pazza del Mondo 2 (Speed Zone!), spacciato come sequel di The Gumball Rally.
    Per quanto mi è riuscito di capire “La Rapina Più Pazza del Mondo” del ’74 è uno dei primi esempi di titolo “più pazzo del mondo“. Visto che parliamo di pazzìa, voglio ricordare ancora una volta:

    Spero di non averne dimenticato nessuno di importante. Comunque, a voi la scelta del titolo italiota più pazzo, ditemi quale secondo voi è più pazzo di tutti (escludendo l’ultima follia di mel brooks, quello non vale come titolo pazzo perchè è solo un titolo scemo). La mia fidanzata vota per Porky’s questi pazzi pazzi porcelloni. Io rimango imparziale, sono tutti titoli piuttosto deliranti anche se sarei propenso a scegliere “La Banda del Seme Più Pazza del Mondo” che come titolo mi ha sempre fatto ridere. Considerate che il titolo originale era “Frozen Assets” e, vista la trama, “La Banda del Seme” è un ottimo titolo comico… ma perchè aggiungerci “più pazza del mondo”? Ne esistono forse altre di “bande del seme” e questa è la più pazza di tutte? Un uso del comparativo quanto mai fine a se stesso in questo caso.
    [CORREZIONE: secondo sia il dizionario Mereghetti che il sito Cinematografo.it il titolo sarebbe “La Banca del Seme Più Pazza del Mondo”. Nonostante ciò il titolo è anche spesso riportato come BANDA. Ai fini della trama entrambi hanno senso come titolo quindi non so se questa sia una confusione dovuta a un refuso oppure se il film effettivamente esiste con due titoli (il che non sarebbe affatto una novità)].
    Infine, in Porky’s… perchè mai ripetere “pazzi” due volte nel titolo? Questi Pazzi Porcelloni non era sufficiente? Pazzi pazzi porcelloni li rende forse doppiamente pazzi?

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  • TITOLI ITALIOTI (15^ PUNTATA) – Sequel fasulli Parte IV

    Quarta parte di “Quei sequel fasulli“, della rubrica “Titoli italioti” dedicata ai titoli più assurdi della distribuzione cinematografica italiana, in un breve post di aggiornamento.

    Sequel fasulli parte IV

    Se vi siete scioccati nel sapere che in Italia esistono film intitolati BALLE SPAZIALI 2 e IL TEMPO DELLE MELE 3 o, ancora peggio, ALIEN 2 – SULLA TERRA… considerate anche il seguente titolo che purtroppo mi era sfuggito l’ultima volta nel genere commedia.

    L’aereo più pazzo del mondo 3 (1986)

    Il titolo originale sarebbe “Stewardess School” e ovviamente non ha niente a che fare con la serie dell’aereo più pazzo del mondo. Si tratta invece di una commediola da due soldi in cui le protagoniste cercano di superare il corso per diventare hostess.
    Con uno sfavillante voto di 3.2/10 su imdb.com questo filmetto continua la mia trafila di SEQUEL FASULLI altresì detti sequel apocrifi.

    Locandina di Stewardess School, in Italia intitolato L'aereo più pazzo del mondo 3


    AGGIORNAMENTO SULLA SERIE LA CASA

    La casa al n°13 in Horror Street

    ne approfitto anche per aggiungere un ennesimo titolo alla serie della Casa: LA CASA AL NUMERO 13 IN HORROR STREET. Questo suggeritomi da Christian in un commento ad un mio precedente articolo. Mi sembra giusto dargli degna visibilita visto che si è impegnato anche a trovare la locandina.

    Christian nei commenti ci aveva scritto:

    C’è anche “La casa al numero 13” (titolo originale: Dream Demon, 1988), che ovviamente in locandina ha il solito disegno della casa e anche la scritta con il font simile.

    La casa al numero 13 in Horror Street
    Da notare la confusione tra 17 e 13 come numeri sfortunati. In Italia a quanto pare il 17 è quello sfortunato mentre nel mondo anglosassone lo è il 13 (numero invece fortunato in Italia). Riguardo alle ragioni storiche e culturali dei due numeri nella numerologia ammetto la mia vasta ignoranza. È evidente che il 13 del totocalcio è tutt’altro che sfortuna mentre in America un gran numero di persone soffrono di triscaidecafobia.

    Proprio per questa differenza culturale abbiamo di fatti la serie Friday the 13th che diventa Venerdi 17. E’ curioso come in questa locandina abbiano tenuto entrambi i numeri:

    VENERDI’ 17: APPUNTAMENTO IN HORROR STREET AL NUMERO 13… L’ORRORE CONTINUA.

    Quel “l’orrore continua” sta sicuramente a confermare l’intenzione di volerlo far passare come l’ennesimo sequel de’ La casa.

  • Ispettore Callaghan: il titolo sciocco è tuo


    Dirty Harry (1971) –> Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo
    Magnum Force (1973) –> Una 44 magnum per l’ispettore Callaghan
    The Enforcerer (1976) –> Cielo di piombo, ispettore Callaghan
    Sudden Impact (1983) –> Coraggio… fatti ammazzare
    The Dead Pool (1988) –> Scommessa con la morte

    Vediamo un po’ i vari aspetti di questa serie che mi hanno lasciato lievemente basito anche se non c’è niente di scioccante come in altri film di cui ho parlato in passato… insomma non siamo ai livelli di Flash Gordon o di L’Uomo Che Fuggì dal Futuro, tutt’altro. Inoltre ci tengo a precisare che la prima volta che vidi questi film fu in lingua originale quindi mi manca quell’affezione (per altro comprensibilissima) che magari molti italiani potrebbero avere verso la versione doppiata.

    IL COGNOME
    In inglese il cognome del personaggio sarebbe Callahan (non Callaghan come in italiano). Questa italianizzazione in cui si aggiunge una G è stata applicata presumibilmente per aiutare gli spettatori italiani degli anni ’70 a capire meglio il nome pronunciato. Eh sì, all’epoca succedevano anche di queste cose (stesso motivo per cui in Guerre Stellari Han Solo si chiama Ian Solo e la principessa Leia si chiama Leila)… vabbè era solo una nota storica, non polemica.

    IL SOPRANNOME
    “Dirty Harry” è il soprannome del personaggio (che dà anche il titolo al primo film) ed è tradotto come “Harry la carogna“. Indubbiamente questo sarebbe stato un titolo curioso ma “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo” è ancor più curioso.

    IL DOPPIAGGIO
    Con il doppiaggio italiano di questi film vengono alterate molte frasi, sostituite da alternative dal pari significato ma, a parere mio, di minor effetto sullo spettatore:

    1) “do you feel lucky… well do you, punk?” (letteralmente: ti senti fortunato… allora, teppista?) tradotto come “ti conviene rischiare?… Deciditi bestia!” (video qui).

    Nello stesso film la frase è ripetuta in un’altra scena ma viene qui tradotta come “di’, ne vale la pena?” (video qui). Potevano almeno lasciarla identica alla prima per far capire che si tratta di una frase “di rito” dell’ispettore Callahan.
    Come si può notare dalle scelte di doppiaggio, il significato è identico ma nel film in italiano non risalta come dovrebbe, inoltre, come ho già detto, non è chiaro in italiano che la frase di Callaghan sia una frase di rito da dire ai criminali mentre gli si punta una .44 Magnum in faccia per convincerli ad arrendersi.

    2) Nel quarto film la celebre frase “go ahead, make my day” (letteralmente: “coraggio, fammi felice” o ad essere più inventivi “coraggio, rallegrami la giornata“) diventa “coraggio, fatti ammazzare” (video qui) e dà anche il nome al film, cosa che trovo abbastanza assurda, sarebbe come dare a “La Vita è Bella” di Benigni il titolo di “Buongiorno principessa!” solo perché era la frase più memorabile del film. Oppure “Mi piace l’odore del napalm al mattino” al posto di “Apocalypse Now“.

    Il “make my day” è un idioma anglosassone di uso molto comune ma che non ha una diretta corrispondenza in italiano, non alla lettera almeno. Di solito “you made my day” viene tradotto come “mi hai fatto felice”.
    Sono sicuro che ci sono molti altri dialoghi alterati ma reputo questi due esempi come i più significativi, semplicemente perché nella loro forma originale sono rimasti impressi nella cultura popolare statunitense e anglosassone in generale. Un po’ come De Niro in Taxi Driver quando puntando la pistola allo specchio dice “Ma dici a me? Non ci sono che io qui.” (in questo caso sia in inglese che in italiano la frase è rimasta storica).

    Notare che le mie traduzioni tra parentesi erano molto generiche, tanto per dare un’idea del significato originale anche per chi non mastica l’inglese… come del resto faccio sempre in questo blog. Potevano le frasi originali essere rese in maniera più memorabile? Forse. Onestamente non ne ho idea, non è il mio mestiere. Dico solo che la versione italiana non ha lo stesso impatto di quella in inglese.

    I TITOLI
    Se vogliamo poi accennare alla scelta dei titoli, quelli italiani sembrano adatti più ad un poliziesco nostrano anni ’70 e purtroppo non brillano per sinteticità, inoltre odio quando inventano titoli usando una formula “dialoghistica” come ad esempio “Ispettore Callaghan il caso è tuo!”. Ma del resto anche quelli originali non li ho mai trovati molto esaltanti, a loro modo hanno un gusto un po’ schwarzeneggeriano. A mio parere in lingua originale avrebbero dovuto intitolarli tutti premettendo il “Dirty Harry” al titolo (esempio “Dirty Harry: Magnum Force” o “Dirty Harry II: Magnum Force“). Ad oggi, sia in inglese che in italiano, non ricordo mai quale sia l’ordine giusto in cui vederli.

  • TITOLI ITALIOTI… speciale Dylan Dog

    FILM DELLA STAGIONE

    Dylan Dog: Dead of Night –> Dylan Dog
    Qui siamo in presenza di un titolo italiota inverso. Di solito sono gli italiani a dare dei sottotitoli ai film per farne capire il genere; nel caso di Dylan Dog avviene il contrario e si ricorre ad un necessario sottotitolo che ne indichi il genere horror data la scarsa popolarità in America (dove il fumetto è stato pubblicato in pochi volumi solo nel 1999). Insomma il classico prodotto mondialmente famoso in Italia (parafrasando Mel Brooks), dato che solo in pochi altri paesi se lo filano (per carità niente contro il fumetto! Anzi).
    Ho paura però che questo ennesimo sfruttamento cinematografico sarà poco apprezzato dai fan italiani del fumetto dato l’assenza del caratteristico Groucho (sostituito da uno zombi per via di problemi di copyright che non sembrano sfiorare gli italiani ma che sono molto più problematici in America) e l’ambientazione a New Orleans invece di Londra. Due caratteristiche che già di per se preannunciano un clamoroso flop e se avete mai letto Dylan Dog concorderete con me.
    Ai fan del fumetto che speravano dunque nel nuovo Dylan Dog per poter cancellare definitivamente dalla mente quella sottospecie di film chiamato “Dellamorte Dellamore (1994) con Rupert Everett e Anna Falchi, preparatevi a rimanere delusi! Dubito che questo nuovo film vi soddisferà più di quanto già non fece Dellamore Dellamorte (come a dire che non vi soddisferà affatto!). Giuda ballerino!
    A proposito di Dellamore Dellamorte (scusate se mi accanisco), mi fa ridere che Martin Scorsese lo abbia definito one of the best Italian films of the 1990s, mi domando quali e quanti altri film italiani abbia visto negli anni ’90!?
    Non ci rimane che scommettere su quale sarà il peggiore tra i due! Se non altro non c’è Anna Falchi nel nuovo film, però Rupert Everett era molto più simile a Dylan del nuovo protagonista che sembra più un eroe un po’ emo un po’ Doctor Who.