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  • TITOLI ITALIOTI (13^ PUNTATA) – La Casa (sequel fasulli II)

    QUEI SEQUEL FASULLI – 2a PARTE

    Locandina italiana del film La Casa di Sam Raimi, in cui figura la casa di Psycho
    Quello dei sequel apocrifi è un fenomeno che ha certamente in Italia i più notevoli picchi creativi. La maggior parte riguarda film del genere horror ma non soltanto. La lista è discretamente lunga quindi la dividerò in alcuni articoli e il primo (se ignoriamo il precedente “special” su Amici Miei 4 ) non poteva che esser dedicato a “La casa”, serie che ha una moltitudine di seguiti apocrifi.

    Della locandina italiana (e del titolo) del primo film già parlai in questo precedente articolo. Vediamo adesso i suoi illeciti sequel.
    Dopo che uscì “La casa 2” (The Evil Dead 2) nel 1987, i produttori italiani non ebbero alcun ritegno nello sfruttare la fama dei film di Raimi per profitto, così si sentirono in diritto di continuare la serie con i seguenti titoli (che niente hanno a che vedere con i film di Raimi):

    La Casa 3 – Ghosthouse (1988)

    Film italiano fatto per gli italiani, il primo a godere di fama riflessa dai due precedenti film di Raimi. All’estero è conosciuto come “Ghosthouse”. La vera “Casa 3” sarebbe invece “L’Armata delle tenebre” di Raimi, titolo originale Army of Darkness, realizzata solo nel 1992.

    La casa 3 di Umberto Lenzi, locandina italiana del film
    La Casa 4 – Witchcraft (1988)

    Sempre del 1988, in questo film italiota recitano David Hasselhoff (che molti ricorderanno per Baywatch o Supercar) e Linda Blair (la bambina indemoniata di L’esorcista). All’estero ha svariati nomi.

    La casa 4, locandina italiana del film
    La Casa 5 (1990)

    L’ultima delle produzioni italiote e, credo, la peggiore. Le successive (e ultime?) due Case (6 e 7) sono invece film horror americani il cui titolo è stato cambiato nel mercato italiano per includere le parole “La casa” così da spremere la serie ancora un po’, riciclando così prodotti esteri quando ormai gli italiani erano già passati a sfruttare altri filoni.

    La casa 5 di Clyde Anderson, locandina italiana del film

    La Casa 6 (1987, distribuito in Italia dopo La Casa 5)

    Meglio conosciuto come La casa di Helen, la Casa 6 (o Casa di Helen) è in realtà il titolo che venne dato in Italia al film “House II“. Vi domanderete a questo punto come si chiamava il primo “House” in Italia? Si chiamava “Chi è sepolto in quella casa?“. Confusi? Vi capisco. Per maggior chiarezza leggete questo mio precedente articoletto dove viene menzionata anche la serie House.

    La locandina italiana del resto non faceva mistero delle sue origini, eppure la C a forma di falce continuava ad essere riciclata senza vergogna.

    La Casa 6 o La casa di Helen, locandina italiana del film
    La Casa 7 (noto anche come “La casa III” tanto per far confusione) – 1989 distribuito in Italia nel ’94

    Titolo originale: “The Horror Show”. L’ennesimo film horror americano fatto passare come un seguito della serie “La casa”. La cosa curiosa è che fuori dagli Stati Uniti questo film è conosciuto come “House III”, ovvero è stato distribuito come un sequel (anche qui “apocrifo”) della serie “House” quindi non siamo i soli ad abbinare filmacci da poco a serie più note pur di far soldi!
    Quindi per riassumere la faccenda, in America questo film fu prodotto e distribuito come “The Horror Show”. Per venderlo meglio all’estero fu rititolato “House III” e poi in Italia, per venderlo ancora meglio, venne spacciato come appartenente alla serie “La casa”, facendone così il suo 7° (e ultimo?) capitolo.

    Credo tra l’altro che il “III” di questa Casa venga da un’errata traduzione di “House III” per la vendita sul mercato italiano e che purtroppo è rimasta sulle copertine.

    La Casa III di David Blythe con Lance Henriksen, locandina italiana

    Fin ?

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    AGGIORNAMENTI

    LA CASA AL NUMERO 13 IN HORROR STREET

    QUELLA VILLA IN FONDO AL PARCO

  • TITOLI ITALIOTI (12^ PUNTATA) – Amici miei (sequel fasulli)

    QUEI SEQUEL FASULLI – 1a PARTE


    AMICI MIEI – COME TUTTO EBBE INIZIO (2011)
    Volevo aprire questa sotto-rubrica dei titoli italioti con la serie “La Casa” ma ho deciso di dare la precedenza ad un film appena uscito nelle sale italiane e furbescamente rilasciato in vista dei festeggiamenti per l’unità d’Italia.
    Invece di dire la mia, voglio citare una recensione di Marzia Gandolfi che sottoscrivo al 100% :
    Amici miei – Come tutto ebbe inizio, pretenzioso fin dal titolo, è un film inconsistente e impietosamente triste, realizzato come un cinepanettone, che è da sempre la (sola) cifra stilistica di Parenti. Perfezionando e provando a ‘raffinare’ il suo cinema (s)finito con la scrittura ‘liquida’ di Brizzi barra Martani (sceneggiatori del film), il regista fiorentino confeziona una commedia “a immaginario zero” che si fa beffa del cinico e lugubre vitalismo dell’originale e di cinque amici mai rassegnati all’amarezza della vita.
    Così dopo aver mandato Fantozzi in paradiso e averlo ‘celebrato’ in un buon numero di episodi, tocca ai protagonisti di Monicelli, con l’articolo determinativo rigorosamente davanti al cognome, subire il (mal)trattamento, sfumando i toni crepuscolari in un atmosfera greve di arie letali come la peste. Non c’è nel film un fotogramma che sia in grado di sostenere la scelta di produrre un prequel, semmai c’è un gioco costante di (in)volontaria distruzione dell’idea originale. E il turpiloquio mascherato con la ‘supercazzola’, magnifico nonsense sfoderato dal Mascetti di Tognazzi per gabbare il prossimo, si mostra qui penosamente smascherato e attraverso un lessico solamente sporcaccione. Segnato più dalla tristezza che dall’irriducibile cinismo degli amici. No, dico, Parenti prematurata la supercazzola o scherziamo? Senza contare che il suo film ha perso i contatti col tarapìa tapiòco e si stima come se fosse antani.”
    Mie considerazioni finali…
    se nel caso di Indiana Jones e il Teschio di Cristallo qualcuno parlò di “stupro di Indiana Jones” (vedi South Park nella puntata “The China Problem”), qui si può proprio dire che Neri Parenti abbia stuprato l’ennesimo cult italiano (dopo averlo già fatto con Fantozzi e Vacanze di Natale ). A quanto pare per godere di gloria riflessa ma soprattutto per portarsi a casa i soliti incassi da cinepanettone ogni scusa è buona. E dire che Parenti è pure fiorentino! Doppia vergogna!
    Perchè includo Amici Miei – Come Tutto Ebbe Inizio nei “titoli italioti”? Perchè considero questo film al pari dei sequel apocrifi che andavano di moda negli anni ’70-’80, fatti sempre da registi italiani di poco talento il cui unico scopo era racimolare po’ di soldi sfruttando la meritata fama di altri film famosi.

  • TITOLI ITALIOTI (11^ puntata): “Se mi lasci ti cancello” e altri titoli alterati

    locandina del film Se mi lasci ti cancello, esempio di traduzione di titoli

    …e se mi cambi il titolo non lo guardo

    Rieccoci con l’ennesima puntata di TITOLI ITALIOTI. Rimanete in attesa dei prossimi episodi perché ce ne saranno delle belle, ma intanto godetevi questi:

    Cry Wolf Nickname: Enigmista

    Ad un anno dal successo di “Saw – L’Enigmista” perché non attirare l’attenzione su un titolo che non c’entra niente pur di trascinare gente al cinema? È ovvio che non ha niente a che vedere con l’infinita saga dell’Enigmista di SAW (che ha smesso di essere interessante dopo Saw II).
    A proposito, vediamo un attimo i titoli italiani di questa serie…

    Saw ⇒ Saw – L’Enigmista (ok non c’è male)
    Saw II Saw II – La soluzione dell’enigma (ah, ma allora è l’ultimo!)
    Saw III Saw III – L’enigma senza fine (qui percepisco dell’ironia)
    Saw IV Saw IV

    dal 4° in poi non si sono più compromessi con i sottotitoli che già stavano diventando auto-ironici.

    Bruce Almighty Una settimana da Dio

    “Bruce Onnipotente” era forse troppo blasfemo (alterazione di “God Almighty!“, espressione da noi conosciuta come “Dio onnipotente!“. Il suo seguito è “Evan Almighty” (con Steve Carell), conosciuto come “Un’impresa da Dio“. Devo ammettere però che i titoli italiani non stonano troppo e almeno sono compatibili con la trama, con quel “da Dio” hanno trovato una formula ripetibile in un gran numero di possibili titoli, quindi molto versatile così come l’almighty originale.

    Evvabbè citiamo pure questo

    Eternal Sunshine of the Spotless Mind Se mi lasci ti cancello

    Contenti? Finalmente ne parlo! Mi è stato più volte segnalato ma ho sempre evitato di citarlo perché ormai è diventato l’emblema dei titoli alterati in italiano, suppongo di non poterlo evitare per sempre.
    “Eternal Sunshine” è un film del genere drammatico-romantico (con un pizzico di fantascienza) ma il titolo italiano (e forse la presenza di Jim Carrey) suggeriscono all’ignaro pubblico un film totalmente diverso, quello della commedia romantica all’americana un po’ scema, difatti alla sua uscita non me lo sono cagato di striscio considerandolo alla stregua di “Se scappi ti sposo“, sono certo che altri avranno pensato la stessa cosa.

    Sono andato in maniera bovina (ovvero sciattamente) su Wikipedia per trovare altre informazioni (non avendo mai visto il film e non sapendo assolutamente niente a riguardo) e copio spudoratamente la spiegazione del titolo la cui origine è da ricercare in un opera di Alexander Pope in cui sono presenti questi versi (citati anche nel film):

    How happy is the blameless vestal’s lot!
    The world forgetting, by the world forgot.
    Eternal sunshine of the spotless mind!
    Each pray’r accepted, and each wish resign’d.

    Nel film in italiano gli stessi versi recitano:

    Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale!
    Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
    Infinita letizia della mente candida!
    Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.

    Quindi dovevamo forse aspettarci che il film si chiamasse “INFINITA LETIZIA DELLA MENTE CANDIDA“? Mah, lasciate che ne dubiti. Sono sicuro però che si poteva trovare un compromesso evitando il ridicolo! Fatto sta che nei trailer italiani viene chiamato ETERNAL SUNSHINE (of the spotless mind), con enfasi sulle prime due parole, quindi posso supporre che il “se mi lasci ti cancello” sia stata una furberia dell’ultimo momento prima della distribuzione cinematografica, magari a fronte di una campagna pubblicitaria che non aveva riscontrato molta attenzione con il titolo in inglese (è solo una supposizione ovviamente). Il DVD mostra i due titoli con quello originale in risalto e il “se mi lasci ti cancello” in stile sottotitolo, una tardiva mossa dei distributori per cercare di ovviare al misfatto. Meglio tardi che mai.

    Above The Law Nico

    Un altro film in cui il nome del personaggio principale (Steven Seagal) prende il posto del titolo (come avvenne per Danko). Guarda caso i due film, Nico e Danko sono entrambi del 1988, sarà stato l’anno in cui andava di moda intitolare il film con il nome del protagonista.

    Altri titoli memorabili della serie di Steven Seagal sono i due Under Siege (= sotto assedio) in italiano conosciuti come “Trappola in alto mare” e “Trappola sulle Montagne Rocciose“, On Deadly Ground invece diventò “Sfida tra i ghiacci” e “The Glimmer Man” è conosciuto dalle nostre parti come “Delitti Inquietanti“. Dopo gli anni ’90 i film di Seagal sono andati peggiorando gravemente, al punto di diventare inguardabili porcherie girate in Romania dove non si esibisce neanche più in alcuna mossa di aikido (per la quale l’attore era famoso negli anni ’90) e dove i traduttori hanno gettato completamente la spugna lasciandogli quei banali titoli originali senza neanche l’ombra di un sottotitolo in italiano, consci del totale disinteresse del grande pubblico (Belly of the Beast, Out of Reach, Into the Sun, Submerged, Today You Die, Urban Justice, Mercenary for Justice… etc, etc).
    Unica nota positiva, il suo ruolo come cattivo finale (armato di katana) nel recente film “Machete” (2010).

    La serie Children of the Corn

    ispirata ad un racconto di Stephen King. Leggendo i titoli italioti di questi film si comprende anche perché in Italia ignoriamo del tutto che questa sia una vera e propria serie:

    * Disciples of the Crow (1983) Corto di 30 minuti, a quanto ne so inedito in Italia.
    * Children of the Corn (1984) Grano rosso sangue
    * Children of the Corn II: The Final Sacrifice (1993) Grano rosso sangue II: sacrificio finale
    * Children of the Corn III: Urban Harvest (1995) (inedito?)
    * Children of the Corn IV: The Gathering (1996) Inferno a Grand Island
    * Children of the Corn V: Fields of Terror (1998) Gli adoratori del male (che ebbi la sfortuna di vedere al cinema nel 2000! Un horror che strappa più sbadigli che spaventi e che anzi fa ridere per quanto sia sciocco con un nemico soprannaturale dal nome quasi austinpowersiano: “Colui-Che-Cammina-Dietro-Ai-Filari”, dieci minuti solo per invocarlo! E giù, sbadigli a raffica).
    * Children of the Corn 666: Isaac’s Return (1999) Children of the Corn 666 – Il ritorno di Isaac
    * Children of the Corn VII: Resurrection (2001) Children of the Corn: Revelation
    * Children of the Corn (2009) Campi insanguinati

    House ⇒ Chi è sepolto in quella casa?

    Immagino l’imbarazzo di coloro che si occupano d’inventarsi titoli italioti quando nel 1986 uscì questo film chiamato “House“. In qualunque altra occasione lo avrebbero immediatamente chiamato “La Casa” ma, aspettate un momento(!), quel titolo lo avevano già usato precedentemente per un altro film chiamato invece “The Evil Dead“, che fregatura! Come chiamarlo allora? Si è optato per qualcosa di completamente diverso, meno semplice ma altrettanto carino: “Chi è sepolto in quella casa?“. Chissà che casino se poi ne fanno un seguito…

    House 2 ⇒ La casa di Helen

    Chiedere continuità nella titolazione italiana evidentemente è chiedere troppo. Anche conosciuto come “La Casa 6“. In questo caso se la sono cavata poiché la trama di “House II” non ha niente a che vedere con “House“. A breve pubblicherò uno special sulla serie “La Casa” che merita un articolo tutto a sé.

  • TITOLI ITALIOTI (10^ puntata): Titoli di fantascemenza

    Scimmia che rompe le ossa, scena dal film 2001 odissea nello spazio. Vignetta indica le ossa frantumate dicendo: ossa dei distributori cinematografici
    A grande richiesta, miei insaziabili lettori, eccovi la puntuale lista, questa volta dedicata alla fantascienza di serie B (ma anche C e D). Ho ricercato nella mia memoria anche titoli un po’ dimenticati, alcuni veramente oscuri.

    The League of Extraordinary Gentlemen ⇒ La leggenda degli uomini straordinari

    Non è propriamente fantascienza, questo film appartiene più al filone “steampunk” ma è degno della seguente nota:
    i riferimenti alla “lega” (“the league” del titolo) furono eliminati per motivi politici, non sto scherzando. Purtroppo non sono riuscito a trovare articoli del 2003 ma ricordo di averlo letto sui giornali all’epoca dell’uscita del film. Che fosse un tentativo di evitare un aumento di autostima da parte dei leghisti nel sentirsi nominati “protagonisti” di un film? O forse avevano paura che i votanti-sinistra non andassero a vedere il film?
    Ad ogni modo il film è una cagata che nemmeno Sean Connery riuscì a salvare, quindi potevano anche lasciare il titolo “La lega degli uomini straordinari“, sarebbe stato comunque un flop dimenticato da tutti entro pochi anni.

    Soylent Green 2022 – I sopravvissuti

    Nel futuro di questo film il mondo è sovrappopolato e inquinato (lo so, adesso non è più fantascienza), la natura non esiste più, i generi alimentari scarseggiano e l’eutanasia è un diritto garantito a tutti. L’unico alimento in vendita è il Soylent, gallette di cibo industriale di dubbia provenienza. Il Soylent verde in particolare viene pubblicizzato come fatto prevalentemente con plancton ed è il più ambito tra l’affamata popolazione di New York ma il poliziotto Charlton Heston verrà a scoprire la verità che si nasconde dietro ai prodotti Soylent, una verità scioccante che qui non vi dirò perché sarebbe uno “spoiler” troppo grande per coloro che non hanno mai visto il film.

    Per quanto riguarda il titolo italiota, esso non ha alcuna giustificazione. Difatti, eccetto che per la data 2022 (esatta), nella premessa al film non si parla né passati olocausti nucleari né di disastrose epidemie ma solo di inquinamento, sovrappopolazione e scarsità dei generi alimentari, quindi la parola “sopravvissuti” non ha senso, anzi la sovrappopolazione è proprio il fenomeno opposto.
    Per gli amanti della lettura, la storia è tratta dal romanzo “Make Room! Make Room!“, un classico della fantascienza di Harry Harrison. Anche se il Soylent e la sorpresa finale sugli ingredienti dello stesso non viene da questo libro, di cui comunque consiglio la lettura.

    The Omega Man ⇒ 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra

    Dal titolo italiota uno si aspetterebbe che la storia possa parlare di una razza di alieni dagli occhi bianchi venuti dallo spazio a invadere la terra. La storia invece parla di un virus che ha trasformato tutti gli esseri umani in vampiri albini assetati di sangue e Charlton Heston è l’unico uomo che sembra essere immune al contagio.
    Lo stesso film all’estero ha altri titoli come “Le survivant“, “O Último Homem na Terra” o “La última esperanza“. Tutte valide alternative, eccetto quella italiana.

    Inoltre questo film è del ’71, il che dimostra anche la poca lungimiranza nell’aggiungergli una data futuristica prima del titolo.

    La storia su cui si basa questo film è di Richard Matheson, di recente riproposta con il film “Io sono leggenda” ma migliore è il romanzo originale che ha più senso ed è più emozionante di tutti questi filmacci messi insieme. “Io sono leggenda” è ancora più lontano dal romanzo di quanto non lo fosse già “1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra“. Esiste anche una precedente trasposizione cinematografica, tutta italiana, una co-produzione del 1964! L’ultimo uomo della terra, con Vincent Price.

    Neon City Anno 2053 – La grande fuga

    Questo film è una copia di Mad Max venuta veramente male. È del ’91 ma sembra più dell’81. Ancora una volta al titolo fantascemente DEVE essere premesso un anno futuro. Occhio che non è una versione futuristica del film “La grande fuga” con Steve McQueen. Il titolo originale non doveva nemmeno essere tradotto visto che anche in italiano nel film si parla di una città chiamata “Neon City”, la destinazione da raggiungere.

    La serie del pianeta delle scimmie

    Divertente come più si vada avanti con la serie e più i titoli diventino assurdamente distaccati dalla parola “scimmie”, così da confondere lo spettatore e spacciare alcuni di questi film (gli ultimi) quasi come pellicole di fantascienza a sé.

    • (1968) Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes)
    • (1970) L’altra faccia del pianeta delle scimmie (Beneath the Planet of the Apes)
    • (1971) Fuga dal pianeta delle scimmie (Escape from the Planet of the Apes)
    • (1972) 1999 – Conquista della Terra (Conquest of the Planet of the Apes)
    • (1973) Anno 2670 – Ultimo atto (Battle for the Planet of the Apes)

    Gli ultimi due sono davvero fuorvianti, un tentativo disperato dei distributori per trascinare al cinema più gente possibile a vedere questi ultimi pastrocchi inguardabili. Personalmente sono un fan dei primi due film ma il vero premio va al libro di Pierre Boulle (eh sì, un francese, per una volta!) che per i fan della letteratura fantascientifica è un dovere imperativo leggere.

    Cyborg 2087 ⇒ Cyborg anno 2087 metà uomo metà macchina… programmato per uccidere

    Wow, si sentiva proprio il bisogno di allungare il titolo. Questo film del ’66 credo  meriti d’esser menzionato se non altro per il titolo non proprio all’insegna della sinteticità. Da quello che leggo in giro, sembra che la trama sia simile a quella di Terminator (1984), quindi certamente varrà la pena vederselo se non altro per verificare fino a che punto i due film siano simili.

    A Boy and His DogApocalypse 2024

    Capisco che una traduzione diretta del titolo originale non avrebbe mai fatto pensare ad un film post apocalittico però perché mai usare “Apocalypse” invece di “Apocalisse”? Ah, già… solo pochi anni prima era uscito “Apocalypse Now” quindi era di moda.

    Eve of DestructionPriorità assoluta

    Film di fantascienza casereccio (sicuramente cult per qualcuno) che ha di buono praticamente soltanto il titolo originale “Eve of Destruction”  con doppio significato: sia come “vigilia della distruzione”, sia come riferimento al nome della pericolosa donna-robot chiamata “Eve”, ovvero il corrispettivo inglese di “Eva”. In italiano viene abbandonata l’unica trovata buona del film (il titolo) in favore di un anonimo “priorità assoluta” che sicuramente non ha aiutato la diffusione del film.

    Infine…

    Westworld ⇒ Il mondo dei robot
    Futureworld ⇒ Duemila anni nel futuro

    Il primo film aveva un suo senso a chiamarsi Il mondo dei robot dato che la trama ruota intorno ad un parco divertimenti a tema, con robot indistinguibili dagli umani e diviso in tre settori: un mondo medievale, l’antica Roma e il “far west”. Un film scritto e diretto da Michael Crichton che consiglio a molti; è sicuramente il precursore spirituale di Jurassic Park, ovvero l’idea di un parco di divertimenti super tecnologico che sfugge di mano e si trasforma in un incubo. Il doppiaggio di questo film tra l’altro è anche ben fatto e come tanti altri film degli anni ’70 mostra un italiano forbito.

    Il secondo (soporifero) film avrebbe avuto più senso se si fosse almeno chiamato “Il mondo dei robot 2” oppure “Ritorno al mondo dei robot” perché con il titolo italiano viene a mancare totalmente il riferimento al primo film in favore di un generico (quanto fuorviante) “2000 anni nel futuro” che non ha niente a che vedere con la trama. Difatti il primo film sembrava svolgersi in un futuro molto prossimo e il suo seguito continua da dove aveva lasciato il primo film, certamente non 2000 anni nel futuro!

    Se consiglio vivamente di guardare il primo, altrettanto vivamente sconsiglio la visione del “sequel”, buono solo per addormentarsi nel primo pomeriggio.

  • TITOLI ITALIOTI (9^ PUNTATA) – Fritto misto


    Ecco un’altra “puntata” dedicata ai titoli italioti, nella forma di lista

    Trading Places –> Una Poltrona per Due
    Come in molti altri casi il titolo originale ha un doppio significato, ovvero sta sia ad indicare lo scambio di ruoli (su cui si basa la trama del film) sia “luoghi d’affari”, con riferimento alla borsa di New York (altro punto chiave del film). Anche in italiano si poteva giocare sulla parola “scambi” tuttavia immagino sia risultato più semplice inventarsene uno di sana pianta. “Una Poltrona per Due” è uno strano sostituto ma funziona. Curioso che anche in francese si chiami così (Un fauteuil pour deux).
    Scream –> Scream – Chi Urla Muore
    Dopo il successo e la fama della saga di “Scream” di Wes Craven è quasi tragicomico andarsi a rileggere il titolo con il quale Scream uscì per la prima volta nelle sale cinematografiche nostrane. E’ uno di quei titoli con tentativo di spiegazione nel sottotitolo… per altro anche fuorviante, dato che “chi urla muore” non ha niente a che vedere con la trama. Nel film si muore indifferentemente, che si urli o meno! Fosse stato “il terrore corre sul filo” avrei capito (lo so, lo so, quel titolo esiste già ma ci siamo capiti). Dal successivo capitolo, “Scream 2“, non sono stati più aggiunti sottotitoli inutili, a quel punto la sola parola “scream” presentava il film stesso. A proposito a quale capitolo sono arrivati? Al quarto? sesto? E chi è l’assassino adesso, un cugino di terzo grado del killer del primo film?
    Certo anche Wes Craven con i titoli sciocchi non c’è male. Da ricordare “A Nightmare on Elm Street” (diventato “Nightmare – Dal Profondo della Notte” in italiano), “The People Under The Stairs” (–> “La Casa Nera”) con copertina concettualmente identica a quella del film Fright Night (–> “Ammazzavampiri” in italiano), “The Last House on the Left” (titolo, identico in italiano, che non ha niente a che fare con la trama del film) e così via.
    Escape from New York –> 1997: Fuga da New York
    Escape from L.A.            –> Fuga da Los Angeles
    Si sa, negli anni ’80 premettere un anno prossimo venturo nel titolo indicava immediatamente che si stesse parlando di un film di fantascienza, da quando Kubrick fece 2001: Odissea Nello Spazio ci rovinò tutti i futuri titoli di fantascienza! A proposito, quanti di voi 10 anni fa (nel 2001) sono andati su Giove all’inseguimento di un monolite nero e dopo un viaggio allucinogeno si sono ritrovati sul letto di morte per poi vedersi rinascere a grandezza pianeta? Nessuno eh? Eh già, il futuro ahimè non è come ce lo aspettavamo.
    Tornando a noi, perchè con Fuga da Los Angeles non hanno mantenuto la forma dell’anno prima del titolo? Nel ’97 (anno di uscita del film) era passato di moda premettere la futura data?
    I due titoli in DVD, messi l’uno accanto all’altro, stonano e non si trovano vicini se li mettiamo in ordine alfabetico… accidenti a voi distributori italiani, adesso la mia videoteca ordinata alfabeticamente è un casino!
    Serial Mom –> La Signora Ammazzatutti
    Come posso non preferire il titolo italiano? “Mamma Seriale” non credo avrebbe avuto lo stesso impatto comico. Il film è comico e ci tengo a precisarlo visto che in inglese all’inizio del film un messaggio d’avviso lo spaccia come ispirato ad una storia vera. Uno scherzo del regista che nuoce al film. Con un titolo come La Signora Ammazzatutti non ci sono proprio dubbi.
    Shawshank Redemption –> Le Ali della Libertà
    Lo ammetto, un bellissimo titolo, ma la storia tratta da Stephen King già aveva il titolo di “(Rita Hayworth e) La Redenzione di Shawshank”. Da notare che i distributori ce l’hanno con i titoli di Stephen King: “Misery” non bastava, dovevano farlo diventare “Misery Non Deve Morire” (quasi un titolo da western… Django non deve morire!). Tra l’altro il romanzo si chiama “Misery” anche in italiano, quindi non c’è giustificazione.
    Schindler’s List –> Schindler’s List – La Lista di Schindler
    Perchè non semplicemente “La Lista di Schindler”? Che senso ha tenere il titolo in inglese identico al “sottotitolo”? Qual è il vantaggio nel mantenere il titolo originale? Oppure qual è il vantaggio di tenerli entrambi, originale e tradotto? Ignavi scegliete una volta per tutte!
    She-Devil –> Lei, il Diavolo
    Una traduzione maccheronica che troverebbe invece il corrispettivo italiano in “la diavolessa” o “la diavola” se la vogliamo mettere sul comico. (Grazie a Vuk, il “maccheronico” è suo così come la segnalazione del film)
    Psycho –> Psyco
    Se non toglievano quell’acca cambiava proprio tutto! La gente non sarebbe mai andata  vedere un film con un’acca di troppo. E la ypsilon? Non dava fastidio? Quella no, ma l’acca si.
    Man’s Best Friend –> Il Migliore Amico dell’Uomo
    Un titolo così stupido (per un film horror ridicolo) che potevano farci la grazia di rinominare… che so, “Il Cane Che Uccide”, qualsiasi cosa è meglio del “migliore amico dell’uomo”. Ma del resto, a film sciocchi titoli sciocchi. Inutile dire che questo sciocco film me lo riguardo sempre quando passa in tv per non perdemi la scena del cane che si ingoia un gatto per intero aprendo le fauci in stile serpente.
    Questo filmaccio mi ricorda un altro filmaccio sempre dalle estati “Notte Horror” di Italia1, ovvero “Ghost in the Machine” tradotto in Italia con un titolo sempre in inglese di “Killer Machine“. Occhio che non è “Ghost in the Shell” !
    (chissà perchè mi affeziono sempre a film così scadenti! Sarà il fattore sentimentale per il fatto che me li sia visti in gioventù)
    Groundhog Day –> Ricomincio da Capo
    Peccato non lo abbiano chiamato “Il Giorno della Marmotta”, avrei subito intuito che si trattasse di una commedia. Per anni ho rinunciato a vedere “Ricomincio da Capo” credendo che fosse un film romantico, magari con dramma finale o epilogo dolce-amaro. Il titolo in italiano ha un suo senso ma è fuorviante e poco memorabile.
    The Princess Bride –> La Storia Fantastica
    Viva l’immaginazione, è sempre bello sfruttare il successo di altri film (“La Storia Infinita) per vendere un nuovo prodotto senza rischiare troppo. Avevano paura che “La Principessa Sposa” avrebbe fatto pensare ad un film romantico? Altri film che potevano chiamarsi “La Storia Fantastica” potrebbero essere: Labyrinth, Willow, Il Signore degli Anelli, il Mago di Oz, etc…
    A proposito di Labyrinth… lo sapevate che il titolo ufficiale in italiano è “Labyrinth Dove Tutto E’ Possibile“? Io lo scopro solo ora e allibisco. Da piccolo lo chiamavo semplicemente “Labyrinth”.
    Il libro da cui è tratto il film si chiama appunto “La Principessa Sposa” ma gli italiani non sospetteranno mai il legame con un film chiamato La Storia Fantastica.
    Scrooged –> S.O.S. Fantasmi
    Credo di aver già accennato a questo film in passato, ad ogni modo non ho spiegato il perchè del titolo italiano.
    Mentre il titolo originale fa giustamente riferimento alla storia Canto di Natale di Dickens (con protagonista Ebenezer Scroge) di cui questo film ne è una rivistazione in chiave moderna e comica, i distributori italiani hanno giocato sporco pensato di sfruttare la presenza di Bill Murray, all’epoca molto celebre in Italia grazie a Ghostbusters, usando un titolo che ricordasse proprio “Gli Acchiappafantasmi“, così in Italia viene distribuito come S.O.S. Fantasmi. Certo c’è la scusante che i fantasmi del Natale passato presente e futuro vengano in  soccorso del protagonista per fargli cambiare stile di vita e farlo diventare una persona migliore, ma non mi dite che non ha niente a che vedere con gli acchiappafantasmi, multimilionario successo al botteghino di pochi anni prima. Un film che ha per protagonista Bill Murray, presentato con la parola “fantasmi” nel titolo non può che garantire un afflusso di bambini al cinema (e relativi genitori paganti).
     

  • TITOLI ITALIOTI (8^ puntata) – Film di Schwarzenegger

    Non so come mai Schwarzenegger attiri tanti titoli italioti ma di fatto molti dei film in cui ha recitato hanno subito cambiamenti più o meno importanti nel titolo. Il primo non può che essere…

    Total Recall –> Atto di forza

    Questo va oltre la mia umana comprensione, se qualcuno può illuminarmi sul significato di “atto di forza” e di come questo si lega alla trama del film in questione, per favore, si senta in DOVERE di scriverlo in un commento. Non dico che questo film si dovesse chiamare “Adesso ricordo perfettamente”, sarebbe quanto mai balzano, però insomma “atto di forza” è sempre sembrato molto (troppo) generico e campato in aria.
    Per la cronaca, in inglese “to have a total recall” significa appunto “ricordarsi perfettamente”, è un qualcosa che ritorna in mente.

    Red Heat –> Danko

    Direttamente il nome del personaggio interpretato da Schwarzy, un poliziotto russo.
    Red Heat ha il doppio (forse triplo) significato di “calore intenso” (incandescente) e di “collera/rabbia rossa” (con “rosso” inteso come comunista) e infine l’ultimo ma più significativo in questo caso, quello di “heat” usato nei film polizieschi. Quando la polizia non dà tregua ai criminali si parla di “heat” da “turn up the heat”, l’alzare la fiamma, in italiano parleremmo forse di pressione. Del resto è il motivo per il quale Heat – La sfida di Michael Mann si chiama così. In italiano il titolo è molto più sbrigativo: DANKO! Nato stanco.

    Raw Deal –> Codice Magnum

    Onestamente non so perché abbia questo titolo, credo di averlo visto una sola volta, un paio di decenni fa. Ad ogni modo è da notare che in ciascun paese del mondo lo stesso film ha un titolo diverso: in Francia “Le Contrat”, in Argentina “Triple Identidad”, in Portogallo “O Massacre”, in Venezuela “Fuego Brutal”, in Brasile “Jogo Bruto” (gioco duro) etc… tutto questo suggerisce che il film sia un generico action movie pieno di sparatorie, violenza gratuita e Schwarzenegger nel mezzo. Di fatti è proprio così. Raw deal è un trattamento ingiusto o brutale.

    Red Sonja –> Yado

    Il titolo dà importanza al personaggio di Schwarzy (Yado) che invece in questo film è secondario, la protagonista è appunto “Sonja la Rossa”. Non mi sorprenderebbe se lo avessero chiamato “Conan 3”, essenzialmente il personaggio è in tutto e per tutto Conan, ma con un nome diverso per una questione di diritti. Doppio imbroglio però perché in inglese il personaggio di Schwarzy non si chiama Yado ma Kalidor, è stato trasformato in Yado nella versione italiana (a me ricorda solo “Yoda”, non so voi).

    The Running Man –> L’implacabile

    Film relativamente sconosciuto in Italia, se non per qualche recente passaggio sul canale del digitale terrestre (Iris o Rai4), forse a causa del titolo non molto memorabile o semplicemente per i tanti anni di assenza dagli schermi televisivi. Se vi piace Atto di forza allora forse vi piacerà anche L’implacabile, film tratto da un romanzo di Stephen King (The Running Man appunto) pubblicato in Italia come “L’uomo in fuga”, che non mi pare un brutto titolo. Perché abbiano optato per “L’implacabile” rimane un mistero. Suonava bene.

    Jingle All The Way –> Una promessa è una promessa

    Perduto il riferimento al Natale (della canzone “Jingle Bells”, quindi letteralmente un jingle “fino in fondo”), questo titolo italiano si concentra nel farci capire che il film si basa sul mantenimento di una promessa che è certamente attinente al film sebbene si perda un qualsiasi riferimento al Natale.

    End of Days –> Giorni contati

    La fine dei giorni” evidentemente faceva schifo, con questo titolo sarebbe stato chiaro anche il riferimento biblico che poi è esattamente il titolo originale visto che in questo film Schwarzenegger combatte Satana stesso (con la sua Glock 9 millimetri). Quando si dice cambiamenti inutili!

    Kindergarten Cop –> Un poliziotto alle elementari

    Come mi è stato fatto notare, il film non si svolge alla scuola elementare ma all’asilo nido. Kindergarten difatti si traduce come “giardino d’infanzia”. Forse “Un poliziotto all’asilo” sarebbe stata la traduzione più adatta.

    The Expendables –> I mercenari

    Tra gli ultimi film in cui appare Schwarzy. Non l’ho visto, posso immaginare che ci siano dei mercenari ma la parola “expendables” sicuramente allude al fatto che siano anche sacrificabili, particolare non da poco. Magari “I sacrificabili” poteva funzionare ugualmente, chi sa! Prima o poi me lo vedrò ma Silvestro Stallone mi fa un po’ paura alla regia… dopo “Rocky Balboa” e “John Rambo” (in America intitolato solo “Rambo” visto che il loro primo Rambo è conosciuto come “First Blood”) brrr… mi vengono un po’ i brividi solo a pensarci. In questo I mercenari Stallone è stato nominato ad un Razzie Award come “regista peggiore” (non ha vinto).

  • SPECIALE TITOLI ITALIOTI – La casa de' "La Casa"

    Titolo italiota con locandina italiota

    LA CASA (1981)
    La Casa (The Evil Dead) di Sam Raimi in Italia oltre ad avere un titolo differente dall’originale ha anche una copertina tutta italiana (o italiota dovrei dire) che niente ha a che vedere con il film in questione.
    Questo è il luogo dove si svolge il film, una baracca nei boschi…

    Questa la copertina italiana…

    Questa la casa di Psycho, evidente ispirazione poiché è assolutamente identica dal primo all’ultimo dettaglio.

    Ignoro totalmente il perché, il quando, il dove, il come… di questo poster. Mi pare che ancora una volta i distributori italiani abbiano giocato sporco cercando di attirare più pubblico possibile suggerendo un film totalmente differente grazie a copertine e titoli fuorvianti. Addirittura con la madre di Norman Bates alla finestra… insomma, o l’avete riciclata questa copertina o l’avete copiata, in ogni caso non centra assolutamente niente con il film pubblicizzato che invece si svolge in una baracca sgangherata.

  • TITOLI ITALIOTI (7^ PUNTATA) – Fritto misto

    Altri titoli italiani completamente alterati

    The Sound of Music -> Tutti insieme appassionatamente
    Praticamente un titolo da karaoke.

    Citizen Kane -> Quarto potere
    Ovvero il potere dei mass media di influenzare l’opinione pubblica, un titolo abbastanza attinente con il tema del film. Questo è forse tra i titoli oggi più datati per un paio di motivi: in primis, suppongo che i nati negli ultimi 20 anni non sappiano cosa sia il “quarto potere”, un concetto che è andato scomparendo dalla cultura popolare. In secondo luogo è difficile immaginare con occhi moderni il problema che si sarebbe posto nell’Italia degli anni ’40, ’50 e anche ’60, un titolo tradotto in maniera diretta come “Cittadino Kane”… vista la conoscenza della lingua inglese all’epoca, sarebbe stato difficile non cadere nella battuta facile del “Cittadino Cane”.
    Un titolo così oggi lo avrebbero lasciato “Citizen Kane” ne sono sicuro, “tanto si capisce”.

    THX-1138 -> L’Uomo che fuggì dal futuro
    Ho capito che è un film di fantascienza ma il protagonista non ha una macchina del tempo e non fugge dal futuro.
    Il titolo è da intendersi in senso lato, ovviamente. Robert Duvall infatti fugge dalla società oppressiva che nel futuro si è venuta a creare. Il titolo fa riferimento al film del 1960 “L’Uomo che visse nel futuro” a sua volta basato sul romanzo “La Macchina Del Tempo” di H. G. Wells. Insomma autocitazionismo tra titolatori italiani.

    The French Connection -> Il braccio violento della legge
    Erano gli anni ‘70 e in Italia certi termini andavano di moda, certo si capisce che è un poliziesco però potevano impegnarsi di più. E’ un titolo così generico che si potrebbe adattare a molti film di quell’epoca, qualsiasi film dell’Ispettore Callaghan potrebbe essere intitolato “Il braccio violento della legge”. Il titolo in inglese ha senso poichè la trama ruota intorno ad un traffico di droga dalla Francia agli Stati Uniti, quindi c’è un collegamento (o un nesso) con la Francia, un “nesso francese” per così dire. Non voglio certo dire che “Il Nesso Francese” sarebbe stato un titolo migliore o anche proponibile, dico solo che “Il Braccio violento della legge” è proprio uno di quei titoli per attrarre la gioventù rivoluzionaria degli anni ’70 al cinema illudendoli con un titolo che sa di film impegnato… invece tiè! Giovani rivoluzionari vi beccate un normalissimo (seppur eccellente) poliziesco e niente restituzione dei soldi del biglietto.
    CURIOSITA’: in un episodio dei Simpson, Homer diventa critico gastronomico e tutti i ristoratori si mettono d’accordo per farlo fuori. Uno chef francese gli prepara una ciambella avvelenata, la sua bancarella si chiama “The French Confection”, una citazione passata ovviamente inosservata dal pubblico italiano.

    The Texas Chainsaw Massacre -> Non aprite quella porta
    Uno potrebbe immaginarsi un film basato sulla presenza di un mostro in soffitta o in una stanza della casa. Forse era meglio chiamarlo “Non Entrate In Quella Casa”. Ma del resto, a film di serie B titoli di serie B, come è giusto che sia (sigh!).
    Da questo film è nato un vero e proprio filone di titoli italioti che iniziano per “Non aprite“: “…quel cancello” (The Gate), “…quell’armadio” (Monster in the Closet), “…quella tomba” etc… e loro eventuali seguiti (o sequel come va di moda dire oggi).

    Death Wish -> Il Giustiziere della notte.
    Devo dire che qui il titolo italiano non stona con il film, il titolo originale deriva da un’espressione idiomatica “to have a death wish” (letteralmente “avere un desiderio di morte”, potremmo anche pensarla come “istinti suicidi” o più ironicamente “essere votato alla morte”… insomma avete capito) ma in quanto espressione idiomatica non dovrebbe mai essere tradotta alla lettera. L’idiomatico “death wish” corrisponde banalmente al nostro “te le cerchi?” ed è chiaro che nella nostra lingua non sarebbe facile trasformarlo in un titolo da film.
    Nel film il protagonista si aggira nottetempo nei posti più malfamati della città e non vede l’ora di incontrare qualche criminale per ucciderlo e così vendicarsi di quello che una banda di teppisti ha fatto a moglie e figlia. Di giorno è invece un rispettabilissimo architetto (quindi il “giustiziere della notte” è più che mai azzeccato come titolo).

    Pirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl -> La maledizione della prima luna
    Per qualche motivo preferisco il titolo nostrano che lo vorrebbe un film “a se” non minacciato da orrendi seguiti (che invece arrivarono e altri ne arriveranno in futuro). Per me la serie poteva fermarsi al primo episodio, l’unico carino a mio parere.

    Airplane! -> L’aereo più pazzo del mondo
    Ovviamente “Aeroplano!” non avrebbe funzionato bene in Italia. Che dire dunque, ce lo teniamo così.
    Come ho già fatto notare in un mio precedente articolo, “Pazzo” nel titolo introduce sempre un film demenziale, il titolo del secondo “Aereo” è ancora più pazzo, letteralmente.

    Falling Down -> Un giorno di ordinaria follia
    Titolo che ormai si presenta da solo ma insomma che cos’è, un tentativo di riassumere la trama in poche parole? Tuttavia preferisco il titolo italiano con tanto di ossimoro finale.

    Slicence of the Lambs -> Il silenzio degli innocenti
    Certo “Il Silenzio degli Agnelli” sembra più il titolo di un film sui segreti della FIAT, però chi sa, magari ci saremmo abituati ugualmente… dopotutto se ci siamo abituati a cose come “Per Favore Non Toccate Le Vecchiette” (“The Producers”)!
    Inutile dire che il titolo del film si rifà prima di tutto al titolo tradotto del romanzo, quindi è una scelta editoriale più che di distribuzione cinematografica.

    To Kill A Mockingbird -> Il buio oltre la siepe
    “Uccidere un usignolo” o un passerotto, come dicono nel film, è una frase di rilevanza ripetuta un paio di volte e si riferisce al peccato di una morte inutile, il titolo in italiano invece è più metarofico riferendosi al vicino di casa che non hanno mai visto, che non conoscono e che quindi temono. Tuttavia l’alterazione del titolo, anche qui come per il Silenzio degli Innocenti, è da attribuirsi unicamente al romanzo da cui è inspirato, pubblicato in Italia con il titolo “Il Buio Oltre la Siepe” appunto.

    Monty Python and the Holy Grail -> Monty Python
    Una scelta del titolo tanto assurda quanto il suo doppiaggio (di cui già parlai precedentemente) . Per l’uscita DVD ci hanno fatto la grazia di chiamarlo “Monty Python e il Sacro Graal” ma ancora attendiamo un ridoppiaggio del film.
    Indubbiamente chi lo ribattezzò “Monty Python” non avrebbe immaginato che questo gruppo di comici avrebbe fatto altri film. Come chiamare “Tre Uomini e Una Gamba” con il titolo “Aldo, Giovanni e Giacomo” sperando che non facciano altri film.

    Aliens -> Aliens – Scontro finale
    Un titolo poco lungimirante dato che ne hanno fatti altri due seguiti; comunque questo film di Cameron avrebbe dovuto davvero essere lo scontro finale, vista la deprimente trama di Alien3 e quell’orripilante film chiamato “Alien: La clonazione” (il cui titolo originale era Alien Resurrection, e se permettete non è la stessa cosa ma in epoca di pecora Dolly immagino che il titolo subito stimolasse la fantasia dei potenziali spettatori).

    Kingdom of Heaven -> Le crociate
    Peccato rovinare un titolo di Ridley Scott con un banale “Le Crociate”. Proprio per questo titolo ricordo di non essere andato a vedermelo al cinema, cosa di cui poi mi sono pentito. Non chiedetemi perchè ma trovo il titolo “Le Crociate” altamente riduttivo, sbrigativo, insignificante e fuorviante. Come chiamare “Il Nome Della Rosa”… “L’Abbazia”, oppure “Salvate il Soldato Ryan“… chessò, “Lo Sbarco in Normandia“.

    La Boum -> Il tempo delle mele
    Ovviamente! Chi non avrebbe tradotto “La Boum” come “Il Tempo delle Mele”?
    Qui sforo nei titoli francesi e per terminare lo sforamento cito anche il film di Truffaut “Domicile Conjugal” -> “Non drammatiziamo… è solo questione di corna”. Il tempo delle “mele” ovviamente si riferisce al periodo della giovinezza… anche se di questi tempi, titoli simili non possono che sfuggire la moderna comprensione.

    Home Alone -> Mamma ho perso l’aereo
    Molti italioti odiano questo titolo ma io non lo trovo così drammatico. Una traduzione diretta di “Home Alone” sarebbe risultata indubbiamente stravagante per una commedia e adatta più ad un film horror (o a pensar male anche ad un film osé). Forse perchè questo film è stato il primo che io abbia visto al cinema, cari titolatori di “Mamma ho perso l’aereo“, come disse Ralph Finnes in “Schindler’s List”, io vi perdono.

    Jaws -> Lo squalo
    Chissà se FAUCI avrebbe funzionato altrettanto bene, forse no ma una cosa è certa… ancor prima di vedere il film, chiunque in Italia sa che il mostro sarà uno squalo. Una rivelazione non da poco! Altro che spoiler. Ma del resto è anche in locandina.

    Metro -> Uno sbirro tuttofare
    Che titolo atroce, non commento oltre. Peccato, il film è carino.

    Shallow Grave -> Piccoli omicidi tra amici
    Il titolo scelto in italiano non è male, indubbiamente indica il genere (commedia nera). A voi il giudizio.

  • TITOLI ITALIOTI (6^ puntata) – Serie TV

    La rubrica “titoli italioti” si arricchisce di una nuova puntata dedicata alle serie televisive, il panorama dei prodotti televisivi non manca di titoli italiani modificati, inventati, alterati, a volte scemi. Gli italiani le hanno conosciute con un certo nome e spesso ignorano il titolo originale. Ecco una lista di alcune di queste:

    The Bold and the Beautiful ⇒ Beautiful

    Ebbene la soap opera più nota in Italia, Beautiful, ha un titolo leggermente diverso in inglese. Non ho idea di chi sia lo sfacciato e chi il bello, ma posso supporre che questi siano titoli onorari alla stregua di “Cesare” o di “Khan” e che vadano ora ad uno e ora ad un’altro personaggio. Ormai il titolo italiano è così celebre e noto alle orecchie che se dovessi scegliere non potrei che preferirlo, tanto comunque la serie resta una cagata pazzesca.
    Scherzi a parte il titolo originale può essere tradotto come “I belli (beautiful) e gli audaci (bold)”.

    Gilmore Girls ⇒ Una mamma per amica

    Un titolo un po’ sciocco ma che gioca sempre sulla stessa cosa, ovvero una ex ragazza-madre e il suo rapporto di amicizia/intesa con la figlia teenager. Le ragazze Gilmore diventano quindi “una mamma per amica”, titolo sciocco dunque ma equivalente.

    Ne esistono moltissimi altri di titoli di serie TV completamente alterati in italiano, specialmente le serie degli anni ’80-’90 quando ancora non era di moda lasciare i titoli originali, così abbiamo “Family Matters che diventa “Otto sotto un tetto” (certi che i protagonisti non sarebbero aumentati o diminuiti nel tempo?), “Knight Rider” in Italia è “Supercar” (indubbiamente un auto molto speciale), “Dr. Quinn Medicine Woman” diventa molto genericamente “La signora del West” (nessun accenno al fatto che sia una dottoressa ma indubbiamente capiamo che si svolga nel “West”, perché non chiamarla “La dottoressa del West”?). “Murder, she wrote” è la famosa “Signora in Giallo”, titolo che ormai definisce per estensione anche l’attrice Angela Lansbury, il titolo originale si traduce come “Omicidio, scrisse”, come il passaggio di un giallo, chiaramente di difficile resa in italiano. “The Crosby Show” sono “I Robinson”. “Roseanne” diventò “Pappa e Ciccia” (da notare che in italiano Roseanne si chiama Annarosa e parla napoletano, una scelta presente soltanto nel doppiaggio e non presente in originale), “The Wonder Years” inspiegabilmente si chiama “Blue Jeans”, da non confondersi con “Genitori in Blue Jeans” che originariamente si chiamava invece “Growing Pains”… i blue jeans andavano proprio di moda nei primi anni ’90!
    Home Improvement” è in italiano “Quell’uragano di papà” (il titolo originale si notava comunque nella sigla) e “Fame” diventò ottimisticamente “Saranno famosi” (anche se nessuno di loro lo diventò per davvero nella vita reale, il titolo italiano gli avrà portato scalogna).

    Altre serie, piuttosto sconosciute al giorno d’oggi, ebbero addirittura il “privilegio” di ricevere più di un titolo, ovvero di essere trasmesse in Italia prima con un titolo e poi successivamente con un altro totalmente differente. Tra le tante, la più famosa è certamente “Diff’rent Strokes” (dal modo di dire “different strokes for different folks” che io mi azzarderei traducendo come “ognuno ha i suoi gusti”, sicuramente ci saranno detti italiani simili) che è andato in onda prima con il titolo di “Harlem contro Manhattan”, poi “Il mio amico Arnold” e infine ridotto semplicemente ad “Arnold” che con il tempo divenne l’evidente e solo protagonista della serie. Triplo nome dunque per Different Strokes.

    La tendenza ultimamente è invece quella di lasciare i titoli originali, a volte una scelta saggia (quando associata ad un sottotitolo esplicativo per i non anglofoni, per esempio “Cold Case – Delitti irrisolti” e “CSI – Scena del crimine”) altre volte un po’ meno, ad esempio faceva troppa fatica tradurre titoli come “The Big Bang Theory” o “The Prisoner”, remake della serie “Il prigioniero” degli anni ‘60? Purtroppo è difficile avere una via di mezzo e rabbrividisco pensando a come 30 anni fa avrebbero tradotto titoli come “Medium” (“Premonizioni” o “La donna che vede il futuro”), X-Files (“Gli Archivi del mistero” o “Gli investigatori del mistero”?) o The Mentalist (di cui è difficile anche immaginare una traduzione stile anni ’80).

  • TITOLI ITALIOTI (5^ PUNTATA): Film di Mel Brooks


    The Producers -> Per favore, non toccate le vecchiette (1968)

    Certo “I produttori” non avrebbe dato alcuna indicazione al pubblico italiano circa il contenuto del film ma la scelta italiota del titolo lascia un po’ stupiti. Il titolo italiano è probabilmente l’alterazione in chiave comica di “(Per favore) Non mangiate le margherite” (Please Don’t Eat the Daisies) del 1960 anche se non ho trovato alcuna conferma di ciò, lo posso solo supporre.
    Un film del 2005 ispirato all’omonimo musical “The Producers” è stato intitolato “The Producers – Una gaia commedia neonazista”, così rendendo ancora più dubbio il collegamento con il primo film di Mel Brooks che in italiano continua a chiamarsi “Per favore, non toccate le vecchiette”.

    Blazing Saddles -> Mezzogiorno e mezzo di fuoco (1974)

    Selle pazze” sarebbe stata un ottima traduzione per questo titolo di Mel Brooks? Indubbiamente “mezzogiorno e mezzo di fuoco” indica immediatamente che si tratta una parodia dei film western e a tutti gli effetti non esiste titolo più immediato che possa descrivere il film, bisogna dargliene credito. “Mezzo giorno di fuoco” è il principale film western (ma certamente non il solo) di cui viene fatta la parodia in Blazing Saddles, quindi non stona neanche troppo. Alterazione un po’ stravagante dunque ma certamente efficace.

    Silent Movie -> L’ultima follia di Mel Brooks (1976)

    L’unica follia qui è quella di coloro che hanno dato questo stupido titolo italiota. Sembra anticipare qualche gag dello stesso Mel Brooks: “hai visto l’ultima follia di Mel Brooks? No, Mel Brooks ha fatto un nuovo film? E come si chiama? L’ultima follia di Mel Brooks!” (ricordate il dialogo di La pazza storia del mondo in cui Mel Brooks invoca Gesù davanti a Gesù stesso?)
    “Film muto” (traduzione diretta del titolo originale) evidentemente non avrebbe attirato la stessa attenzione ma inventarsi un titolo così assurdo è una cosa che lascia a bocca aperta, addirittura con il nome del regista nel titolo (cosa credo inaudita). Quando dico il titolo italiano alla mia fidanzata britannica, lei mi ride sempre in faccia e mi dice “strano che non lo abbiano intitolato Il film di Mel Brooks più pazzo del mondo’ !”, il che ci porta al prossimo titolo…

    History of the World: Part 1 -> La pazza storia del mondo (1981)

    In Italia all’epoca andava molto di moda titolare film comico-demenziali come “pazzi”. Gli esempi più noti sono quelli nella formula del “qualcosa… più pazzo del mondo”. Era subito indice di demenzialità, fosse quel “qualcosa” un aereo, una storia, un’ospedale, un treno o un aereo ancora più pazzo! Il titolo in inglese non è da meno però, suggerendo ironicamente la possibilità di successivi sequel… che mai vennero. Una gag titolistica che dal 1981 “trolla” gli spettatori americani: chiunque abbia visto il film si sarà chiesto almeno una volta nella vita “c’è anche una seconda parte?”.

    Robin Hood: Men in Tights (1993) -> Robin Hood – Un uomo in calzamaglia

    Perché in italiano gli uomini in calzamaglia siano stati trasformati al singolare è curioso ma poco interessante. Però è un’alterazione del titolo e non posso non inserirla in questa lista.


    Finisce qui la mia trafila di titoli di Mel Brooks; ho elencato solo quelli ovviamente più stravaganti, molti altri furono tradotti bene. È un peccato per quei film storpiati ab eternum da scelte di mercato degli anni ’60 e ’70, a quanto pare le decadi peggiori per la scelta di titoli da parte dei distributori.