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  • BENVENUTI A "ORE D'ORRORE"… DAL VIVO (Fright Night vs Ammazzavampiri)


    Ebbene si, mi sono andato a vedere questo stramaledetto Fright Night – Il Vampiro della Porta Accanto (titolo originale: Fright Night) ma cominciamo con ordine.
    Due giorni fa ho beccato in TV, qui nel Regno Unito, Fright Night (1985) conosciuto da noi con il titolo di Ammazzavampiri. Subito scatta lo scandalo per il titolo italiota direte voi; certo potevano chiamarlo Ore d’Orrore ma a me è sempre piaciuto il titolo italiano. Lo scandalo scatta invece con il remake che invece di chiamarlo nuovamente Ammazzavampiri ce lo ripropongono come Fright Night – Il Vampiro della Porta Accanto. Non solo dunque ci godiamo il titolo inglese con nessun riferimento (in italiano) al film del 1985, ma c’è anche la beffa di un sottotitolo a tutti gli effetti… scemo.

    Ammazzavampiri (Fright Night, 1985)

    Ritorniamo però al classico del 1985. Un film di cui avevo soltanto memorie dall’infanzia e che a rivederlo ho trovato migliore di quanto ricordassi, molto migliore. Non sto a raccontarvi la storia ma vi consiglio di leggervi questa recensione che è una recensione coi controcazzi.
    Dopo aver visto questo film (in inglese) in televisione sono corso (per modo di dire) a ricercarlo in italiano scoprendo un doppiaggio sorprendentemente accurato, come li sapevano fare all’epoca.
    L’unica cosa degna di nota riguardo al doppiaggio del 1985 è il soprannome dell’amico del protagonista, “Evil“, che in italiano diventa “Fiele” (scelta che trovo curiosa ma in senso positivo, sarebbe stato stupido soprannominarlo “cattivo“). Nella nuova versione (2011) torna invece ad essere “evil” pronunciato addirittura all’inglese(i-vl). Avevano forse paura che i giovani moderni non conoscessero la parola fiele?
    Il doppiaggio di Ammazzavampiri è fedele e ben fatto con un Mino Caprio perfetto nel doppiare il personaggio di “Fiele“. Molti forse ricorderanno Caprio per ben altri personaggi come Peter Griffin o la rana Kermit o anche Marv, il ladro alto e stupido di Mamma Ho Perso L’Aereo).

    Fright Night – Il Vampiro della Porta Accanto (Fright night, 2011)

    Benvenuti a “Ore d’orrore”… dal vivo!“, questa era la frase con cui il vampiro accoglieva i due protagonisti del film Ammazzavampiri. La stessa frase potrebbe introdurre il remake, ma non perché questo film faccia paura, l’orrore sta nel vedere quale mediocre remake abbiano potuto produrre per i “giovani moderni” e, per quanto mi riguarda, l’orrore sta anche nel sentire quale mediocre doppiaggio dobbiamo sorbirci di questi tempi… vere e proprie ore d’orrore. Anzi per la precisione oltre un’ora e quaranta d’orrore.
    Se non vi bastasse sapere che la sceneggiatura di questo film è stata stesa dalla stessa persona che si è fatta le ossa (per cosi dire) con le serie TV Buffy The Vampire Slayer e Angel, allora non so proprio come altro convincervi ad evitare questo ennesimo rifacimento, inutile e dimenticabile. Comunque non starò qui a fare la critica al film, io mi occupo soltanto di traduzioni e doppiaggi, difatti l’inizio del film mi aveva già dato qualche grattacapo con un linguaggio “giovanile” fuori da ogni tempo:

    “quelli dell’ultimo anno non vanno al ballo, non è cool

    Neanche usare parole inglesi è cool. Mi sembra un diversivo da quattro soldi per far capire allo spettatore che colui o colei che parla è un “giovane moderno“. Il problema è che i curatori di questi doppiaggi probabilmente hanno in mente la loro esperienza giovanile da paninari… solo che questo non è un remake di Italian Fast Food e certe parole anglosassoni messe in bocca ai giovani cosi gratuitamente suonano veramente forzate.
    Poi ho sentito discorsi di questo genere:
    STUDENTE “oh, dai, belle, che scarpe
    PROTAGONISTA “pulce
    STUDENTE “cazzo, sì!” (con voce completamente amatoriale, su youtube ho sentito imbranati con voci migliori.)
    Il dialogo originale era:
    STUDENTE “oh nice man, nice kicks
    PROTAGONISTA “puce
    STUDENTE “fuck yeah!
    Mi domandavo se pulce fosse la marca di scarpe. Poi ascoltando il dialogo originale ho capito che si riferiva al colore; difatti (lo ignoravo) esiste effettivamente il “color pulce”. Il fatto è che la parola “pulce” da sola fa pensare immediatamente a tutt’altro se non viene preceduta da “colòr“. La cosa che da più fastidio di quell’intero scambio di frasi è proprio lo studente che dice “cazzo, sì“: vorrei sapere chi è che alle scuole superiori dice “cazzo, sì!” dopo che un amico gli ha rivelato il colore specifico delle proprie scarpe alla moda, e non importa quanto le scarpe siano cool. “Fuck yeah!” non era da tradurre alla lettera, il contesto va anche preso in considerazione.
    Come al solito molti di questi doppiaggi moderni finiscono per essere a dir poco “scolastici” e per niente veritieri.
    Sempre sul “pulce” (il colore), la frase originale pronunciata da Colin Farrellwell, it takes a real man to wear, uh… puce.” passa dal lievemente divertente in inglese al lievemente ridicolo nella sua traduzione che recita: “ci vuole un vero uomo per delle scarpe… pulce” (sembrava quasi che chiamasse il ragazzo “pulce“, come il “pidocchio” di Biff Tannen in Ritorno al Futuro).
    Il linguaggio finto-giovanile purtroppo non finisce qui. Difatti ci dobbiamo ancora sorbire studenti che rispondono “yo!” all’appello in classe. Anche in inglese era “yo“. Cool ancora ancora ma da quand’è che “yo” è entrato nel vocabolario italiano? Vorrei chiedere agli insegnanti italiani se hanno mai sentito un alunno rispondere “yo!“. Tale espressione sarebbe al massimo scambiata per un “no“.
    Rossi, c’è Rossi?
    Yo!
    No? Allora segno assente.
    Altra frase fittizia dal film:
    oh, l’attrezzo ci sta per parlare” (riferendosi al compagno sfigato).
    La frase in inglese era “dude, I think it’s gonna talk to us“. Volevano evitare di usare “coso”, ho capito, ma attrezzo? Come gli è venuto in mente? Spero di aver udito male.
    Nelle frasi finali del film poi c’è un’ultima perla:
    you little shit, next time […] give me a heads-up first
    in italiano…
    sei una merdina. La prossima volta […] magari prima avverti eh?
    Una… merdina? Ma chi parla cosi? Un fratello che tormenta il fratellino più piccolo? Ma soprattutto chi traduce cosi?
    Stronzetto” è solitamente la traduzione più utilizzata per “little shit“. Non credo che un trentenne userebbe la parola “merdina“; dipende tutto dal contesto, certo, e questo non era il contesto giusto.
    Note finali:
    La voce di Farrell funziona (a differenza del suo personaggio), ma non tutte le altre ciambelle sono uscite col buco. Quella di David Tennant (sia per recitazione e impostazione della voce) è piuttosto ridicola se messa al confronto con quella originale… anzi direi che sia proprio inaccettabile il modo in cui lo hanno doppiato, ma visto la qualità del film direi che un gran bel CHISSENE ci sta benissimo!

  • Adattamenti stregati, anzi incantati… anzi proprio tonti!


    Ecco un post dedicato interamente a Streghe! Per quei pochi fan ancora latitanti.
    Ma si che ve la ricordate non fate finta di no; sapete… le tre sorelle con il libro degli incantesimi, gli infiniti demoni senza scopo nella vita e angeli che mettono incinta esseri umani? Proprio quella serie lì! Quella replicata fino alla nausea dalla RAI che la usa come tappabuchi pomeridiano, al pari di Buffy, Angel e tutta quella robetta là.
    Pensate forse che in inglese si chiami Witches? Se lo pensate vi sbagliate, il titolo originale è “Charmed“. Indubbiamente il titolo “Streghe” va dritto al punto!
    Titolo a parte, non avendolo mai visto in inglese e a stento qualche episodio in italiano mi sono dovuto informare e a quanto pare, dato il vasto pubblico di minori che seguiva la serie, i dialoghi vennero molto spesso alleggeriti nella versione italiota eliminando qualsiasi traccia di parolacce o battute troppo “adulte”.
    Godetevi la lista di differenze nel doppiaggio italiano da questo sito Il doppiaggio italiano di “Streghe”, errori e differenze
    Riporto soltanto quella a mio parere migliore e più esemplare (dal primo episodio della serie):
    PIPER: I asked if Prue would have sex other than herself this year.
    (ovvero “ho chiesto se quest’anno Prue farà sesso con qualcun altro oltre che con se stessa)
    PHOEBE: That’s disgusting. Please say yes!
    L’adattamento italiano vira su altri contenuti:
    PIPER: Volevo sapere se quest’anno Prue è andata a letto con qualcuno.
    PHOEBE: Sei curiosa, eh? Per favore, dì di sì!
    Evidentemente la masturbazione femminile è un argomento da non trattare in “Streghe“…
    In effetti in America la masturbazione femminile è molto meno tabù che in Italia, tuttavia ci sta che essendo il primo episodio, gli autori stessi mirassero ad un pubblico più adulto e non si aspettavano troppi marmocchi incollati alla tv… e invece!
    Se siete proprio degli appassionati, sul sito che vi ho indicato c’è una minuziosa lista di tutti gli errori di traduzione dell’intera serie (è una lista bella lunga). Alcuni sono un po’ pedanti ma mi rendo conto che l’obiettivo era soltanto quello di fare una raccolta completa. Del resto, chi sono io per criticare la pedanteria altrui???

  • ITALIOTI AL CINEMA… fine estate 2011


    Ormai l’estate è alle porte e con l’avvento di settembre arrivano anche i film della stagione estiva americana purtroppo sempre rimandati al dopo agosto in Italia. Tra questi l’imperdibile Super 8 che mi sono visto poco tempo fa nel Regno Unito. Molto carino, non perdetevelo.

    Tuttavia non tutti i film riescono col buco… dopo la delusione di Captain America (mi raccomando, non lo chiamate capitan! È capTAIN con sputo incorporato) ed alcuni agghiaccianti trailer visti al cinema come I pinguini di Mr. Popper ho deciso di essere più cauto prima di precipitarmi al cinema.
    Molti trailer recenti sanno di poco buono. Apollo 18 sembra una boiata stile Blair Witch Project, con il mio sciagurato compagno di visioni supponevo ironicamente che le rocce lunari si sarebbero rivelate essere i mostri del film. Non mi fido a spendere 8 euro per Cowboys & Aliens, mi sa che passo su quello in attesa dell’uscita DVD. Avevo determinate aspettative per Conan the Barbarian (perché poi lasciare il titolo in inglese?) ma temo che anche il suo trailer mi abbia demotivato dallo spendere un piccolo patrimonio di circa 16.000 lire a persona.

    Contagion, l’ennesimo film per risvegliare le paure degli ignoranti, viene lasciato anche lui con il titolo originale. Ve lo ricordate Virus letale del 1995 con Dustin Hoffman (che tra l’altro in inglese si chiama Outbreak)? All’epoca faceva parlare di sé ma oggi non è più nella memoria di gran parte degli spettatori e vi posso assicurare che anche questo Contagion sparirà presto dalle vostre menti. La Paltrow non lo salverà così come Morgan Freeman non salvò Virus letale.

    Comunque la scelta del titolo per le sale italiane non manca mai di sorprendermi. Abbiamo Fright Night, remake dell’omonimo film del 1985. In Italia il film originale è ben noto con il titolo Ammazzavampiri. Adesso il remake ce lo propongono in inglese, Fright Night.
    Per inciso, il remake sembra una cagata pazzesca, io non lo consiglio. Caveat emptor.
    L’originale già non era un capolavoro stranoto (nonostante avesse un intenso appeal anni ’80 che a me piace molto, con scena memorabile dello scioglimento di un vampiro dalla pelle fino alle ossa… altro che CGI), figurarsi il remake del 2011! Cagata garantita, ve lo dico io.

    Ci sono altri titoli italioti in questa fine estate: Bridesmaids che in italiano significa “damigelle d’onore” è stato intitolato (forse a buon ragione?) Le amiche della sposa. Il film d’azione The Mechanic diventa Professione assassino. L’ormai blasonato Come ammazzare il capo e vivere felici ha come titolo originale Horrible bosses (ed è pure un discreto spoiler quello che ci regala il titolo italiano). Ammettetelo ragazzotti, ve lo andate a vedere solo perché nel trailer Genoveffa Aniston si mangia una banana in maniera provocante. Spero per voi che sia divertente come dicono.

    Come ho aspettato Super 8, così attendo trepidante La Cosa, che, occhio, non è un remake ma un prequel che ci racconta gli avvenimenti antecedenti all’omonimo film di Carpenter (che io adoro, ma questo si era capito credo). Per essere precisi, si parla del ritrovamento dell’astronave aliena da parte del team norvegese. Non vi sorprendete se moriranno tutti alla fine, questo già lo si sa dal primo film. È il come che intriga, e la voglia di ottenere qualche risposta alle mille domande lasciate inevase nel primo film. L’unica cosa che non mi emoziona molto è la protagonista, volutamente fatta assomigliare al personaggio di Sigourney Weaver in Aliens per evitare confronti con il carismatico Kurt Russell del primo film (e quando non si sa inventare un personaggio nuovo senza scopiazzarlo è proprio un brutto segno). Tengo le mie dita incrociate.

    (il titolo italiano dovrebbe essere La Cosa. Se sarà The Thing mi incazzo)

    PS: ah, dimenticavo, ho anche visto il trailer di Footloose (ennesimo remake) e lasciatemi dire che sarà il remake più inutile della storia dei remake… vi dico solo che le musiche sono aggiornate ai “tempi moderni” con musica rappeggiante e canzoni pop che sognano di essere rock fallendo, se capite cosa intendo, per non parlare del protagonista con faccia da pesce lesso come centinaia d’altri che vedete nelle serie reality di MTV. Sembra proprio un film finanziato da MTV (forse lo è). Quasi da boicottare da quanto è ridicolo. Guardare il trailer per credere. Chi conosce l’originale Footloose certo si ricorderà anche le canzoni e quanto fosse bravo Kevin Bacon. Questo remake scomparirà dopo poco insieme ai vari High School Musical, Hanna Montana, Step Up, etc… il cesto di DVD a €1,99 li attende.

  • TITOLI ITALIOTI (21^ PUNTATA) – Fritto misto horror inglesi


    Amicus Production

    Nel Regno Unito ma anche negli Stati Uniti, godono di una certa fama i cosiddetti “Hammer horrors“, film prodotti dalla Hammer Film Productions che negli anni ’70 vide nascere un potente rivale, la Amicus Production. I film della Amicus sono spesso a episodi (la forma di horror che più apprezzo) e usano quasi sempre i soliti attori già famosi come Peter Cushing, Christopher Lee e molti altri celebri interpreti britannici.
    Qui vi presento alcuni di questi film con rispettivi titoli italiani per vedere quanto italioti fossero i titoli dell’epoca:
    Dr. Terror’s House of Horrors –> Le Cinque Chiavi del Terrore
    Uno si aspetterebbe un film che parli di cinque chiavi maledette… così non è. Se leggiamo il titolo inglese potremmo invece aspettarci che parli di una casa degli orrori… beh neanche è così!
    Il Dr. Terror del titolo è un “curioso” individuo che predice ai passeggeri di un treno la loro terribile fine, il finale non ve lo rovino. Il cosiddetto Dr. Terror si presenta in realtà come Dr. Schrek ma nella versione italiana viene rinominato Dottor Shock per motivi facilmente immaginabili.
    Uno dei film migliori della “Amicus Productions“.
    The Beast Must Die –> La Notte del Licantropo
    grazie per lo spoiler nel titolo, comunque a mio parere funziona meglio il titolo italiota in questo caso. “La bestia deve morire” anche se a effetto rimane un po’ troppo generico.
    From Beyond the Grave –> La bottega che vendeva la morte
    anche qui il titolo già preanuncia la trama del film. Questa pellicola offre tante piccole storie che hanno in comune un misterioso negozio di antiquariato (“la bottega” del titolo italiano appunto). L’originale titolo “dall’oltretomba” anche qui sembra un po’ troppo generico e non stupisce che sia stato alterato per la distribuzione italiana.
    The Psychopath –> La bambola di cera
    a leggere i titoli senza aver visto il film questi potrebbero apparire completamente slegati (quello inglese si riferisce ad uno psicopatico mentre quello italiano si riferisce ad una bambola) ma guardandolo si scopre alla fine che anche il titolo italiano si lega sorprendentemente bene alla trama. Vedere per credere.
    The Skull –> Il Teschio Maledetto
    in Italia se una cosa non è “maledetta” non fa abbastanza paura!
    I, Monster –> La vera storia del Dottor Jekyll
    ancora una volta uno spoiler clamoroso. Mi domando quante “vere” storie di Dottor Jekyll esistano.
    They Came From Beyond Space –> La Morte Scarlatta Viene dallo Spazio
    il titolo italiano fa riferimento alla “crimson plague” (morte scarlatta) di cui si parla nel film, quindi niente di inventato di sana pianta.
    Daleks’ Invasion Earth: 2150 A.D. –> Daleks il futuro tra un milione di anni
    poche centinaia d’anni sono sempre sembrate POCHE per i titolatori di fantascienza. Meglio UN MILIONE!
    Mi domando se questo film legato alla serie del Dr. Who abbia mai avuto successo da noi data la scarsa fama del Dr. Who nell’Italia degli anni ’60.
    The Deadly Bees –> Il mistero dell’isola dei gabbiani
    questa è bella. Invece di “Le Api Assassine” questa volta hanno voluto mantenere la suspense (mi raccomando, in inglese si legge “sàs-pens”, non “suspàns” come molti credono) non rivelando il “mostro” di questo titolo. Forse le api in Italia non hanno mai suscitato alcun terrore… mentre l’isola dei gabbiani forse poteva ricordare Gli Uccelli di Hitchcock (di soli pochi anni prima, ma di tremendo impatto).
    Tales from the Crypt –> Racconti dalla tomba
    per fortuna in italiano si è chiamato “della tomba” altrimenti sarebbe stato facile confonderlo con la serie americana dei racconti della cripta (quelli presentati dallo scheletrino doppiato da Giorgio Lopez e conosciuti in Italia anche come “I Racconti di Mezzanotte” – forse a causa dell’ora in cui venivano trasmessi). Se non l’avete mai visto andatevi a cercare invece questo film che rappresenta la prima trasposizione della serie a fumetti “tales from the crypt“.
    Un suo seguito è “The Vault of Horror“, un altro classico del cinema horror britannico degli anni ’70 che tuttavia non ricordo di aver mai visto in italiano (potrebbe non esser mai stato doppiato).

  • TITOLI ITALIOTI (20^ PUNTATA) – Captain America

    Captain America – Il Primo Vendicatore
    Titolo originale: Captain America – The First Avenger


    Vi domanderete voi cosa ci sia di italiota in questo titolo? Di estremamente italiota c’è il fatto che sia stato lasciato il nome del personaggio in inglese, “captain” invece che “capitan”, come invece era già noto nel nostro paese (Capitan America) e come è normale che sia… ma del resto non sarebbe la prima volta che vediamo titoli riproposti nella loro lingua originale (magari con l’aggiunta di un sottotitolo italiano) e se lo scempio si fosse fermato lì non avrei neanche parlato di questa pellicola sul mio blog.

    Ieri sono andato a vedermi dunque questo filmetto e sono rimasto leggermente scioccato nel sentir chiamare il personaggio di Capitan America come “CAPTAIN AMERICA” per tutto il film. Cioè anche nel film il nome del personaggio è lasciato in inglese, come se “captain” fosse parte di un nome proprio. Onestamente non trovo alcuna giustificazione per questa scelta. Siamo sì abituati a sentire nomi inglesi quando si tratta di “qualcosa-man” come Iron Man, Batman, Superman (un tempo noto come Nembo Kid) ma Captain America è storicamente e giustamente noto come CAPITAN America… perchè dunque stravolgere inutilmente tutto ciò? Spero che qualcuno un giorno ce lo spieghi.
    Cosa ancor più ridicola è la scena in cui un tizio (vado a “tizi e caii”, inutile adesso elencare futili personaggi) chiama Capitan America sul palco (ma il “capitano” non si presenta) e lo sentiamo dire qualcosa tipo “Vi presento Cap-tain America! Cap-tain America? Capitano?” tanto per rendere ancor più ovvia la scempiaggine di mantenere il “captain” in inglese.
    Sarò io un po’ fissato ma più andava avanti il film e più diventava ridicolo il nome di questo personaggio continuamente ripetuto in inglese. Non è mica “Buck Rogers” che di nome fa Buck, e nel film “L’Incredibile Hulk” (The Incredible Hulk) non ricordo che qualcuno lo chiamasse “incredible” nel doppiaggio italiano.
    Le sciocchezze nel doppiaggio di questo film purtroppo non si fermano qui. Come aveva già notato Gabriele Farina nel suo blog, gli accenti dati ai personaggi (i tedeschi specialmente) sono da brivido; si poteva indovinare che avrebbero dovuto essere tedeschi ma erano così mal interpretati da far rimpiangere il Professor Kranz tedesco di Germania di Paolo Villaggio (che tra virgolette era volutamente comico). Possibile che adesso non sappiano nemmeno fare un “buon” accento tedesco? Siamo arrivati così in basso?
    In conclusione, doppiaggio a parte, il film non mi è piaciuto più di tanto. Aveva molte potenzialità andate purtroppo sprecate. Nel caso vi interessi sapere la mia opinione l’ho trovato mal strutturato, con un nemico che “tolta la maschera” fa ridere solo a guardarlo (e che ricorda molto Skeletor del film I Dominatori dell’Universo), una trama che stenta a decollare, scene che fanno ridere non intenzionalmente e con un finale che potreste aspettarvi di vedere negli extra del DVD/Bluray come “il finale che avevano scartato“.
    Un seguito al film (Captain America 2?) è immancabilmente previsto.
    Consigliato ai fan del fumetto (quanti mai saranno in Italia non lo so), ai giovinastri e ai fan della serie “film della Marvel”. Tutti gli altri possono stare tranquillamente a casa e forse aspettare di noleggiarlo, forse.

  • Guardando la TV… (Terminator 2 – Il Giorno del Giudizio)

    Mentre mi guardo l’ennesimo passaggio televisivo di Terminator 2 – Il Giorno del Giudizio non posso che stringere i denti nell’udire cose come “bombardieri stealth” pronunciato BOMBARDIERI STILT (ripetuto più volte durante il film). Ahh, quella sana insipienza dell’inglese degli anni ’90, quanto mi manca! Oggi si sente di peggio ed è meno giustificato.

    Parlando di Terminator 2 mi viene in mente un altro titolo, quello di The Time Guardian del 1987, film australiano intitolato in Italia “TERMINATORS 2“… senza vergogna alcuna. Eccovi le copertine italiane:


    VHS di Terminators 2

    Una curiosità: in questo film c’è anche Carrie Fisher (la principessa Leila di Guerre Stellari)

    Per altri titoli simil-Terminator leggetevi questo precedente post.

  • TITOLI ITALIOTI (19^ PUNTATA) – Titoli italiani tradotti in inglese

    TITOLI ITALIANI TRADOTTI IN INGLESE

    No, in Italia non siamo i soli ad alterare vistosamente i titoli originali. Succede anche l’inverso, ovvero che i titoli italiani vengano alterati in inglese. Sebbene io vi possa offrire una ben minor gamma di esempi (sono ben pochi i titoli italiani esportati all’estero se comparati con la marea di film in inglese che viene importata in Italia) è comunque possibile farsi un idea leggendo la seguente lista:

    Fantozzi –> White Collar Worker o White Collar Blues

    Purtroppo mi sfugge il presunto significato del titolo inglese White Collar Blues (azzardo un “depressione da impiegato” o, come mi viene suggerito, può essere inteso come “ballata dell’impiegato”, il che è probabile visto ciò che vi dirò a breve) e mi sono sempre chiesto chi abbia scelto di cambiare il titolo originale; che sia una proposta nostrana per i mercati esteri o una scelta arbitraria da parte dei distributori stranieri per un pubblico che non avrebbe compreso il significato di quella parola contenente due lettere zeta una dopo l’altra… per complicare il tutto, ho scoperto che White Collar Blues è molto probabilmente un errore propagato via internet, il titolo in inglese con cui approdò all’estero era in realtà sembra che fosse White Collar Worker, cioè “impiegato”. Penso che quel “blues” si riferisse invece alla canzone finale di cui ho trovato traccia persino in India!
    Certo, il titolo “Fantozzi” in Italia all’uscita del film si presentava da solo in quanto era stato un fenomeno editoriale già cinque anni prima, senza contare che il personaggio era ben noto dai vari sketch televisivi a partire dal 1968. È chiaro che per un paese che non ha mai sentito parlare del personaggio, il cambiamento di titolo era indispensabile.
    La versione in inglese esiste (ovviamente sottitolata) ma purtroppo con la sua sottotitolazione viene meno gran parte dell’ironia del film che si basa prevalentemente proprio su un linguaggio ricercato, inventato o arcaico. Non sorprendentemente, Fantozzi è assai poco conosciuto all’estero e a buon ragione, difatti se vi andate a leggere i sottotitoli in inglese disponibili on-line vi renderete subito conto di quanto la traduzione sia povera.
    Mi sono prodigato personalmente nel correggere e ampliare i sottititoli inglesi esistenti per il primo Fantozzi e sto al momento lavorando (a tempo perso) alla sottotitolazione del Secondo Tragico Fantozzi (30 min ancora da finire).
    Questo perché il Secondo Tragico Fantozzi non esiste sottotitolato e a mio avviso è un peccato avere la disponibilità del primo ma non del secondo, considerando che quest’ultimo è il più divertente della serie (serie che purtroppo in quanto a divertimento arranca al 3° capitolo e lì termina).
    I soliti ignoti –> Big deal on Madonna Street
    Il suo sequel è noto come “Hold-up à la Milanaise” o “Fiasco in Milan” con nessun riferimento né al titolo originale né alla fantasiosa “Madonna street”. Tra l’altro quel “madonna street” è un po’ come se noi chiamassimo un film americano “Grosso guaio in via Awanagana” o “Colpo grosso in via Chewingum“, ma va be’.
    Un altro abominio è accaduto con “I Mostri” di Dino Risi, noto nel mondo anglosassone come “15 from Rome” (che voglia fare un verso a questo film?) o anche “Opiate ’67“. Il film difatti è del ’63 ma fu distribuito in America soltanto nel ’67/’68 (per questo l’anno del titolo è ’67). Al suo sequel “I nuovi mostri” venne invece dato il titolo di “Viva l’Italia!“. Viva la fantasia più che altro.
    Amici miei” è sbarcato in America come “My Friends” anche se io personalmente lo avrei forse tradotto con “My dear friends“, opzione invece adottata da altri paesi come quelli di lingua portoghese, spagnola e dai francesi. Lo si trova in inglese anche come “All my friends” che secondo me è anche peggio di “My friends“.
    Sempre di Monicelli, “I Compagni” è conosciuto come “The Organizer“. Viene eliminato dunque qualunque riferimento al comunismo (almeno dal titolo), argomento molto scottante nel ’63 per gli Stati Uniti. Nel film infatti Mastroianni aiuta i lavoratori ad organizzare uno sciopero e quindi “the organizer” è a lui riferito.
    Per rimanere in tema Monicelli, mentre “Brancaleone at the Crusades” è il titolo (correttamente tradotto) di “Brancaleone alle Crociate” non altrettanto bene andò al primo film, “L’Armata Brancaleone” tradotta come “For Love and Gold” oppure (molto meglio) “The Incredible Army of Brancaleone“. Almeno non si chiama “Mamma mia, the crusaders!
    Infine l’intera produzione di pepla come le serie di Maciste, di Ercole, di Sansone, di Golia etc… hanno quasi sempre un titolo americano alterato. Una curiosità: il genere del “peplum” nel mondo anglosassone è invece definito “Sword & Sandal” (ovvero “spada e sandalo“, una variante di “cappa e spada“).
     

  • IL TITOLO PIU’ PAZZO DEL MONDO È…

    Tempo fa avevo proposto la votazione su quale fosse per i miei lettori il titolo più pazzo del mondo della seguente scelta di titoli italioti (leggi qui il precedente post a riguardo):

    Ebbene il vincitore del premio “TITOLO PIU’ PAZZO DEL MONDO” è… anzi sono:

    PORKY’S QUESTI PAZZI PAZZI PORCELLONI

    a pari merito con

    LA BANCA DEL SEME PIU’ PAZZA DEL MONDO


    Grazie a chi ha votato. Speriamo di avere più partecipazione al prossimo sondaggio.

  • Beetlejuice – Spiritello porcello

    So che vi aspettate che io parli del titolo invece no, voglio parlare del doppiaggio e di un paio di scene di questa divertente commedia anni ’80 che mi riporta indietro di un po’ di anni (e di conseguenza effetto nostalgia!).
    Ebbene questo film appartiene a quel periodo che io definisco “di quando i film venivano doppiati quasi sempre bene”. L’interpretazione “spumeggiante” di Michael Keaton nei panni del bioesorcista Beetlejuice viene resa alla perfezione dal poliedrico Carlo Reali (per me anche memorabile per il doppiaggio del pagliaccio di IT ), stesso timbro di voce e stessa energia, inoltre alcune scene (come spesso accadeva per i film comici doppiati in quegli anni) sono rese più divertenti dal doppiaggio stesso. Un esempio lo troviamo nella scena sala d’attesa dell’aldilà dove un uomo morto carbonizzato offre una sigaretta ad Alec Baldwin. Mentre in inglese l’uomo carbonizzato ha una voce assolutamente normale e il dialogo recita:
    You want a cigarette? –No, thank you. –I’m trying to cut down myself
    (http://www.youtube.com/watch?v=_ogoh0xM6sw)
    …in italiano la stessa scena è resa spassosa dalla scelta di dare una voce più comica (da cartonesco fumatore incallito) all’uomo carbonizzato. Il dialogo italiano recita:
    Una sigaretta?  –No, grazie. –Le offro, così fumo di meno!
    (http://www.youtube.com/watch?v=djzFWESslXc [2.49])
    Da notare sempre nella stessa scena anche la frase successiva:
    -Is this what happens when you die?
    -This is what happens when you die. That is what happens when he dies. And that is what happens when they die (indicando delle prostitute nella sala d’attesa)
    che in italiano aggiunge un tocco di comicità in più
    -E’ questo che capita quando uno muore?
    -E’ questo che capita quando lei muore e quello quando lui muore e quello quando muoiono las putanas.
    Il film è pieno di divertenti aggiunte e, nel complesso, veramente poche battute originali risultano meno divertenti in italiano (difatti al momento non ne ricordo alcuna).
    Infine, di questo film è certamente da notare (ai fini del mio blog) la battuta “Things seem pretty quiet here.You should thank God you didn’t die in Italy che in italiano diventaSembra abbastanza tranquillo qui (riferendosi alla casa). Siete fortunati a non essere morti in Uganda”. Presumo che lo stereotipo italiano sia quello di case affollate e chiassose stile bassi napoletani, per la versione doppiata hanno ricercato un corrispettivo nel terzo mondo. Sebbene leggermente offensivo, io credo che avrebbero potuto lasciare la battuta originale almeno potevamo avere un’idea di cosa pensano di noi gli americani.

    VOTO DOPPIAGGIO: 9

  • Remake con titoli differenti… sempre più italioti


    Già parlai di “The Producers” che nella sua prima versione di Mel Brooks fu conosciuto nel nostro paese come “Per Favore Non Toccate le Vecchiette” e di come il remake del 2005 venne presentato al pubblico italiota con il titolo originale “The Producers“; per anni ignorai che fosse un remake di Per Favore Non Toccate le Vecchiette.
    Il caso non è né unico né tantomeno raro. Ecco alcuni simili esempi che mi vengono in mente:
    Assault on Precinct 13 (1976 e remake nel 2005) ha come titoli italiani:
    Distretto 13: Le Brigate della Morte (1976)
    Assault on Precinct 13 (2005)
    Per il remake dunque hanno lasciato il titolo originale. Vattelapesca che è un remake di Distretto 13 di John Carpenter! Poi i titoli in inglese non li riesco ad apprezzare quando sono inutili come in questo caso: “assault” si può capire senza conoscere l’inglese, ma “precinct” non è nel vocabolario dell’italiota qualunque.
    Breve riflessione: l’uso della parola “brigate” nel film del ’76 è decisamente legato agli anni di piombo non trovate?
    A Nightmare on Elm Street (1984, remake nel 2010) ha in italiano questi titoli
    Nightmare – Dal Profondo della Notte (1984)
    Nightmare (2010)
    Onestamente sono entrambi molto opinabili, già il primo era diciamo “ridotto” alla sola parola “Nightmare” con l’aggiunta di un sottotitolo, adesso il sottotitolo viene anche a mancare. Credo che data la fama di questa serie si poteva anche tornare al titolo originale o almeno lasciarlo con sottotitolo “dal profondo della notte”.
    Quando Tim Burton nel 2001 realizzò il remake de’ “Il Pianeta delle Scimmie” potevammo aspettarci che si chiamasse nuovamente (e semplicemente) “Il Pianeta delle Scimmie“? Avrebbe certamente avuto senso ma sempre meglio fare una inutile ripetizione e distribuirlo come “Planet of the Apes – Il Pianeta delle Scimmie“. Similmente Cape Fear diventa nel ’62 Il Promontorio della Paura, e nel remake del ’91 Cape Fear – Il Promontorio della Paura.
    Assai sciocco poi (sempre rimanendo su Burton) che il suo Charlie and the Chocolate Factory sia diventato “La Fabbrica di Cioccolato”
    Considerando i titoli originali:
    Willy Wonka & the Chocolate Factory (1971) –> Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato
    Charlie & the Chocolate Factory (2005) –> direi che ci potevamo aspettarci un “Charlie e la Fabbrica di Cioccolato“… invece solo “La Fabbrica di Cioccolato
    Che dire di The Italian Job, la cui versione del 1969 fu appropiatamente intitolata come “Un Colpo all’Italiana” mentre il remake del 2003 mantiene senza scopo il titolo originale anche in Italia? Quando usciì ignoravo fosse un remake di “Un Colpo all’Italiana”.
    Altri titoli sono stati cambiati in maniera molto più discreta. The Blob è noto come Fluido Mortale (1958) e Il Fluido Che Uccide (1988). Il vecchio Scontro di Titani (1981) nel 2005 è diventato Scontro tra Titani. L’originale è immutabilmente “Clash of the Titans” che personalmente avrei intitolato Scontro dei Titani, ma è mia opinione personale e basta. Favoloso quello dell”81 con scene girate negli scavi di Paestum; ho ignorato volutamente il remake, mi vengono i brividi solo a pensare alla grafica CGI che possono aver usato.
    Per allontanarsi dai blockbuster cito Funeral Party (2007 e remake nel 2010), il primo chiamato Funeral Party anche in Italia e il remake americano di soli 3 anni dopo diventa invece “Il Funerale è Servito” (ad eco di “Signori, il delitto è servito“).
    Il fenomeno non è però relagato soltanto agli anni 2000. Già ci furono casi storici come Invasion of the Body Snatchers conosciuto nella versione del ’56 come L’Invasione degli Ultracorpi (lo so un titolo un po’ sciocco ma che ha fatto storia) mentre il remake del ’78 diventò Terrore dallo Spazio Profondo (a che pro poi? Un titolo così generico andava bene anche per Alien)
    Infine, non mi piace citarlo perchè non considero Scarface del 1983 come un remake vero e proprio dello Scarface del 1932 ad ogni modo è da segnalare che quello del ’32 è noto come “Lo Sfregiato” e il nuovo è stato lasciato in inglese “Scarface“. In questo caso approvo la scelta, prima di tutto perchè durante il film Scarface (1983) si fa accenno alla cicatrice sul volto soltanto una volta (all’inizio del film) e quindi la comprensione della parola “scarface” non è di capitale importanza ai fini della trama. In secondo luogo si parla di emigranti in America e ci si può aspettare in questo caso che gli italioti imparino un nuovo vocabolo inglese (solo uno) con il quale il nostro protagonista Tony Montana è stato soprannominato per via della sua cicatrice sul volto (così come accadde per Al Capone).
    Direi che vi ho annoiato abbastanza. Se ne avete altri in mente postateli pure, mi fa piacere leggere i vostri, chissà quanti me ne sono sfuggiti.