• Home
  • Tag Archives:  TITOLI ITALIOTI
  • Karate Kid – La leggenda non continua affatto


    A proposito di sequel apocrifi e titoli italioti… qui le rubriche mi si intrecciano sempre più! Difatti mi era totalmente sfuggito il titolo con il quale The Karate Kid (2010), remake dell’omonimo film del 1984, è stato distribuito in Italia: scopro solo ora che il titolo italiota è The Karate Kid – La leggenda continua.
    Il titolo italiano, come spesso accade, cerca di legarlo ai precedenti come se fosse un nuovo capitolo della serie quando in realtà è semplicemente un remake.
    Per chi era in giro negli anni ’80, forse vi ricorderete che all’epoca il primo film della serie uscì con il titolo Karate kid – Per vincere domani. Difatti tutti ancora lo ricordano come “Karate kid” (senza il “the” che lo precede).
    Quindi abbiamo:
    The Karate Kid (1984) –> Karate Kid – Per vincere domani
    The Karate Kid II (1986) –> Karate Kid II
    The Karate Kid III (1989) –> Karate Kid III – la sfida finale
    in Italia le sfide e gli scontri sono sempre finali (salvo ripensamenti dei produttori ovviamente)
    The Next Karate Kid (1994) –> Karate Kid IV
    che fregatura questo film. Già qui il titolo italiano era un po’ a fregatura, difatti non conoscendo il titolo originale in Italia nessuno si sarebbe aspettato il cambio del protagonista. “Il nuovo karate kid” sarebbe stato un titolo più appropriato ma forse una brutta scelta dal punto di vista commerciale, nessun affezionato difatti vuole qualcosa di nuovo una volta arrivati al quarto capitolo di una serie. E’ come dire “Il nuovo Indiana Jones” e ritrovarsi Shia LeBouef che sostituisce Harrison Ford… idee che al solo pensiero fanno rabbrividire.
    The Karate Kid (2010) –> The Karate Kid – La leggenda continua
    ma come? Adesso gli lasciate l’articolo determinativo inglese? Al quinto film? Le solite sciatterie per risparmiare sul merchandising. Tanto nessuno si comprerà mai niente con il nome di questo film inciso sopra.
    Vedo che c’è un The Karate Kid 2 (remake dell’originale secondo film presumo) che uscirà nel 2013. Mi domando come lo chiameranno… The Karate Kid – A volte ritornano?

  • Chicche quotidiane (8)… a cena con la signora omicidi


    Nessuna lamentela oggi, solo un apprezzamento per questo titolo italiano riuscito meglio del film stesso.
    No, non è il seguito di La Signora Ammazzatutti. Questo è un film del ’72 conosciuto in America con molti titoli: Terror House, Terror at the Red Wolf Inn, Terror on the Menu, Club Dead… e chi più ne ha…
    Il film è sconosciuto e non a caso. Il titolo italiota funziona meglio di tutti gli svariati altri titoli “originali” indicando chiaramente una commedia nera.

  • La saga di "Ognissanti" – buon Halloween a tutti


    Halloween -> Halloween: la notte delle streghe (1978)
    Classico sottotitolo all’italiana. Niente da obiettare sulla scelta di lasciare “Halloween” in inglese, visto che probabilmente nel 1978 non tutti conoscevano la parola, e poi perché si tratta di celebrazioni molto diverse tra la cultura italiana e quella americana della fine degli anni ’70. C’è da notare però che all’interno del film il doppiaggio fa riferimento al 31 di ottobre come “Ognissanti”.
    Direi che sia stata un’ottima scelta quella di lasciare titolo originale con l’aggiunta di un sottotitolo indicativo. Conoscendo i nostri polli della distribuzione, sarebbe potuto diventare qualcosa di generico come “Notte di terrore” o cose simili… quindi, la titolazione qui è stata niente male.
    Halloween II -> Il Signore della Morte (1981)
    questa seconda parte venne intitolata “Halloween II – Il Signore della Notte” solo successivamente ma il suo primo titolo era semplicemente “Il Signore della Morte“, il che è anche sciocco visto che la trama riprende esattamente da dove il primo film aveva lasciato (è come avere il secondo film di Rocky intitolato “Il Signore della Boxe” senza riferimenti al primo). Michael Myers dunque sarebbe il Signore della Morte? Mah, sembra una cosa un po’ campata in aria che non fa riferimento a nessun elemento del film… qualsiasi film con assassino potrebbe intitolarsi così. Per chi non lo sapesse, fino al secondo episodio Michael Myers era un nemico molto forte ma non soprannaturale, è semplicemente un lunatico scappato dal manicomio che va in cerca di nuove vittime.

     
    Halloween III: Season of the Witch -> Halloween III: Il signore della notte (1982)
    Non ho capito se l’intenzione qui era quella di fare un’allusione al precedente titolo italiota, della serie “dopo il signore della morte, quello della notte“, ad ogni modo il titolo italiano di questo terzo capitolo ha ancor meno a che vedere con la trama del film. Il sottotitolo originale “season of the witch” ha ovviamente molto più senso in relazione alla trama.
    Halloween III è l’unico a non avere Michael Myers come assassino. Difatti in questo caso si parla di una setta discendente dai druidi di Stonhenge che ogni mille anni, nel giorno coincidente con la festa di Ognissanti, fa strage di bambini per ridurre la popolazione mondiale (questo è quanto ricordo, l’ultima volta che l’ho visto era il 1996). Perché manca Michael Myers? Halloween non nasce come una serie, l’idea iniziale era quella di introdurre un nuovo “mostro” ad ogni nuovo capitolo della saga di Halloween; difatti, come dicevo prima, Halloween II riprende esattamente da dove il primo aveva lasciato, concludendo così la storia di Myers (che infatti muore alla fine di questo film) lasciando aperta la strada a nuove trame. Nel frattempo però Myers era diventato un nemico troppo celebre e il pubblico non apprezzò il cambio di “mostro” del terzo film così dal IV in poi ritorna Myers finendo per diventare la parodia di se stesso. Il suo sequel è infatti:
    Halloween 4: The Return of Michael Myers -> Halloween 4 – il ritorno di Michael Myers (1988)
    il primo della serie a diventare effettivamente uno “slasher movie” con un nemico completamente soprannaturale che ritornerà sempre finché ci sarà un ritorno monetario al botteghino. John Carpenter ritira la sua partecipazione dopo che gli rifiutano la sua idea su come proseguire il mito di Michael Myers. Il risultato è stato pessimo, cinematograficamente parlando.

    Nella serie Halloween seguono poi un film peggiore dell’altro:

    Halloween 5: The Revenge of Michael Myers -> Halloween 5 (1989)
    Halloween: The Curse of Michael Myers -> Halloween 6: La maledizione di Michael Myers (1995)
    Halloween H20: 20 Years Later -> Halloween 20 anni dopo (1998) [questo segna il ritorno di Jamie Lee Curtis che evidentemente non aveva di meglio da fare quell’anno]
    Halloween: Resurrection –> Halloween: la resurrezione (2002)
    E infine, più recentemente, nell’epoca dei remake, reboot, riscempi etc… Rob Zombie (all’anagrafe Robert Bartleh Cummings), fresco di ben due (!) film, viene incaricato di riavviare la serie e realizza:
    Halloween (2007), noto in italiano come Halloween: The Beginning (non siamo l’unico paese che ha adottato questa formula ma siamo certamente l’unico ad averla proposta interamente in lingua inglese) e Halloween II (2009) a cui non viene associato nessun sottitotolo e sfoggia 4,9/10 su IMDb ed un punteggio metascore di 35/100. Magari è il segno che è ora di smettere di proporre rifacimenti dei classici di Carpenter.

    _________

    Buon Halloween a tutti. Se volete festeggiare guardandovi qualche film di questa serie sparatevi Halloween: la notte delle streghe (1978) e Il signore della morte (1981) ma evitate accuratemente gli altri. Ok voglio essere blasfemo e consigliarvi anche il Halloween III: il signore dela notte che ai fan di Myers non piace affatto (per l’assenza del celeberrimo assassino mascherato) ma come horror non è malaccio, anzi, è migliore del secondo e di tutti i successivi… sempre che non disprezziate gli horror in cui le vittime sono i bambini le cui teste vengono sciolte e trasformate in serpenti e insetti… MUAHAHAHA !

    Buona visione e buone feste

  • TITOLI ITALIOTI 22^ – Prom Night: la serie che non sapevate esistesse


    Rieccoci con l’ennesimo appuntamento dedicato ai titoli italioti. In questo 22° episodio ufficiale (di ufficiosi ce ne sono tanti, basta cliccare sul link rubrica titoli italioti per scoprirli tutti) parliamo della sconosciuta saga di Prom Night che è più estesa e complessa di quanto vorrei che sia. Questa volta parto a ritroso, ovvero dal più recente “remake” che è stato intitolato “Che la fine abbia inizio”:

    Prom Night –> Che la fine abbia inizio (2008)
    non difficile da confondere in italiano con Prom Night (1980) dato che il suo titolo italiano è: “Non Entrate in Quella Casa“. Eppure il “Prom Night” del 2008 è un remake di quello del 1980. Non si sarebbe dovuto chiamare per lo meno allo stesso modo?
    È da quel dannato “Non aprite quella porta” (The Texas Chainsaw Massacre) che questi “non aprite” continuano a tormentarci! Solo negli anni ’90 decisero che era ora di piantarla.
    Entrambi i film, originale e remake, sono molto mediocri (votati su IMDb.com con 5.1/10 per il film del 1980 e un osceno 3.7/10 per il remake del 2008); almeno quello del 1980 aveva Jamie Lee Curtis e Leslie Nielsen!
    Nel 1987 uscì anche un sequel di Prom Night chiamato “Prom Night II” (anche noto come Prom Night II: Hello Mary Lou), seguìto nel ’90 da “Prom Night III: The Last Kiss“; in italiano intitolati rispettivamente “Prom Night II: Il Ritorno” e “Prom Night III: L’Ultimo Bacio” (no, non quello di Muccino).
    Per legare insieme “Non Entrate in Quella Casa” con i successivi “Prom Night II” e III, l’uscita in videocassetta del primo film fu ribattezzata ad arte con il titolo “Prom Night: Non entrate in quella casa“.
    Il quarto però (si c’è anche un quarto!) si slega nuovamente dalla serie, essendo il titolo originale “Prom Night IV: Deliver Us from Evil” ed il titolo italiano: “Discesa All’Inferno” (senza riferimenti alla serie “prom night” e confusionario visto che lo stesso titolo era già stato usato per un film con Sophie Marceau chiamato Descente aux enfers). L’omonimia col film della Marceau ha confuso difatti il sito Mymovies che descrive la trama di Prom Night ma elenca regista, attori e locandina del film francese.
    In realtà ha senso che questo quarto episodio sia stato proposto agli italiani con titolo diverso in quanto già in origine era un film a se stante che probabilmente fu intitolato Prom Night IV soltanto per venderlo meglio sul mercato americano.

    Per riassumere:
    Prom Night –> Non entrate in quella casa (1980)
    intitolato solo in videocassetta Prom Night: Non entrate in quella casa e da notare anche la scritta “Più terrificante di HALLOWEEN“… ahah ma per piacere! Prom night rasenta il soporifero!

     
    Prom Night II –> Prom Night II: Il ritorno (1987)

    Prom Night III: The last kiss –> Prom Night III: L’ultimo bacio (1990)

    Prom Night IV: Deliver us from Evil –> Discesa all’inferno (1992)
     (locandina italiana introvabile, forse è solo passato in TV)
    Prom Night (remake) –> Che la fine abbia inizio (2008)

    Con questo remake del 2008 speriamo che l’inizio abbia invece una fine e che la serie si trascini menomata ad un arresto completo prima di rischiare di addormentare una nuova generazione di spettatori.

  • Chicche quotidiane (5) – Titolo italiota al cinema

    Locandina italiana di Un poliziotto da Happy Hour, the guard
    Sfogliando il quotidiano City alla pagina di Alessio Guzzano (ero in cerca di scuse per andare al cinema), vedo nella lista dei film nelle sale questo titolo: Un poliziotto da happy hour. Subito mi domando quale potesse essere il titolo originale e già precludevo l’improbabile possibilità che si trattasse di Happy Hour Cop. Quell’happy hour è un termine ormai TROPPO italiota.

    C.V.D. (come volevasi dimostrare) il titolo originale è… diverso: The Guard.

    Locandina originale del film The Guard con Brendan Gleeson
    A un paio di giorni da questo avvistamento e dalla preparazione di questa chicca quotidiana, lo stesso Guzzano, sempre sul quotidiano “City”, ha recensito il film e mi ha fatto sorridere l’inizio della sua recensione:

    Un poliziotto da happy hour, recensione di Alessio Guzzano sul quotidiano City

    …o come dico io “italiota“!

  • Per favore, mai più titoli che iniziano con "Per favore"!


    Per favore non toccate le vecchiette (originale: The producers) potrebbe scioccare molti come scelta di titolazione ma andando a rivedere alcuni precedenti nella storia dei titoli italiani si potrebber addirittura arrivare alla conclusione che… ce lo potevamo proprio aspettare un titolo del genere.
    Difatti negli anni 60/70 sembrava andare discretamente di moda titolare commedie con la formula del “per favore, etc…“. Ma da dove origina questo fastidioso abitué? Rivediamo insieme la cronologia di alcuni film pre- e post-Mel Brooks per chiarire come tale titolo non fosse proprio “a caso”.
    Elencati cronologicamente (in riferimento all’uscita cinematografica in Italia quando possibile)
    (Per favore) Non mangiate le margherite (1960)
    Titolo originale “Please Don’t Eat the Daisies“, considerato da me il capostipite spirituale che ha ispirato i titolatori italiani. Difatti, l’idea che una commedia possa avere un titolo spiritoso se comincia con “per favore non” ha forse il suo seme in questo film… ma sono speculazioni personali e soprattutto a posteriori, quindi questa prendetela con le pinze.
    Per favore non toccate le modelle (1960)
    Titolo originale: “Ich zähle täglich meine Sorgen“. Secondo una banale traduzione di google il titolo sembra voler dire “Conto le mie preoccupazioni giornaliere”.
    A quanto pare si tratta di un musical/commedia, un presagio per il film di Mel Brooks in questione.
    Per favore non toccate le palline (1961)
    Titolo originale: “The Honeymoon Machine“. Dopo aver letto la trama di questo film resto allibito nei confronti del titolo italiano. Evidentemente la formula del “per favore non…” cominciava a consolidarsi.
    Per favore chiudete le persiane (1965)
    Titolo originale: “Les bons vivants“. Non cade precisamente nella categoria del “non fate questo o quello” ma si aggiunge comunque ai “per favore“.
    Per favore, non mordermi sul collo (1967)
    Titolo originale: Dance of the Vampires ma anche conosciuto come The Fearless Vampire Killers o Pardon Me, But Your Teeth Are in My Neck.
    Un titolo simile al nostro lo ha adottato il Portogallo. È chiaro che per una commedia del genere un titolo “per favore” sta più che bene, il problema è che proprio “grazie” al successo di questo film di Polanski, adesso la strada era completamente spianata per il per favore di tutti i per favori, ovvero…
    Per favore, non toccate le vecchiette (uscito in Italia nel 1971)
    …su cui già scrissi in passato (leggi). Speravamo fosse l’ultimo “per favore”, a tardiva conclusione di una comicità titolistica anni ’60 e invece avremmo avuto anche alcuni sporadici, tristi, casi anche negli anni ’80 tra i quali nominerò soltanto…
    Per favore, ammazzatemi mia moglie (1986)
    commedia con Danny DeVito di Abrahams & Zucker (creatori di L’Aereo più pazzo del mondo e simili) dal titolo originale: Ruthless People.
    In conclusione, questo dannato “per favore, non…” ce lo siamo sorbiti per tutti gli anni ’60 e se Mel Brook non fosse diventato famoso con successivi film nessuno si sarebbe scioccato di quel “per favore non toccate le vecchiette“, così come ci infischiamo di quei “per favore non toccate le palline” o “le modelle“.
    Con questo excursus negli anni ’60 spero di aver reso più chiare le possibili ragioni di quel titolo che di primo acchito sembra un po’ campato in aria ma che ai fini pubblicitari ha funzionato per decenni, indicando con facilità il genere commedia allo spettatore italiano. Non lo giustifico affatto, ma visto nel contesto possiamo indovinare quale fosse la molla che abbia spinto (sciaguratamente) i distributori italiani a formulare un “per favore non…“.

  • BENVENUTI A "ORE D'ORRORE"… DAL VIVO (Fright Night vs Ammazzavampiri)


    Ebbene si, mi sono andato a vedere questo stramaledetto Fright Night – Il Vampiro della Porta Accanto (titolo originale: Fright Night) ma cominciamo con ordine.
    Due giorni fa ho beccato in TV, qui nel Regno Unito, Fright Night (1985) conosciuto da noi con il titolo di Ammazzavampiri. Subito scatta lo scandalo per il titolo italiota direte voi; certo potevano chiamarlo Ore d’Orrore ma a me è sempre piaciuto il titolo italiano. Lo scandalo scatta invece con il remake che invece di chiamarlo nuovamente Ammazzavampiri ce lo ripropongono come Fright Night – Il Vampiro della Porta Accanto. Non solo dunque ci godiamo il titolo inglese con nessun riferimento (in italiano) al film del 1985, ma c’è anche la beffa di un sottotitolo a tutti gli effetti… scemo.

    Ammazzavampiri (Fright Night, 1985)

    Ritorniamo però al classico del 1985. Un film di cui avevo soltanto memorie dall’infanzia e che a rivederlo ho trovato migliore di quanto ricordassi, molto migliore. Non sto a raccontarvi la storia ma vi consiglio di leggervi questa recensione che è una recensione coi controcazzi.
    Dopo aver visto questo film (in inglese) in televisione sono corso (per modo di dire) a ricercarlo in italiano scoprendo un doppiaggio sorprendentemente accurato, come li sapevano fare all’epoca.
    L’unica cosa degna di nota riguardo al doppiaggio del 1985 è il soprannome dell’amico del protagonista, “Evil“, che in italiano diventa “Fiele” (scelta che trovo curiosa ma in senso positivo, sarebbe stato stupido soprannominarlo “cattivo“). Nella nuova versione (2011) torna invece ad essere “evil” pronunciato addirittura all’inglese(i-vl). Avevano forse paura che i giovani moderni non conoscessero la parola fiele?
    Il doppiaggio di Ammazzavampiri è fedele e ben fatto con un Mino Caprio perfetto nel doppiare il personaggio di “Fiele“. Molti forse ricorderanno Caprio per ben altri personaggi come Peter Griffin o la rana Kermit o anche Marv, il ladro alto e stupido di Mamma Ho Perso L’Aereo).

    Fright Night – Il Vampiro della Porta Accanto (Fright night, 2011)

    Benvenuti a “Ore d’orrore”… dal vivo!“, questa era la frase con cui il vampiro accoglieva i due protagonisti del film Ammazzavampiri. La stessa frase potrebbe introdurre il remake, ma non perché questo film faccia paura, l’orrore sta nel vedere quale mediocre remake abbiano potuto produrre per i “giovani moderni” e, per quanto mi riguarda, l’orrore sta anche nel sentire quale mediocre doppiaggio dobbiamo sorbirci di questi tempi… vere e proprie ore d’orrore. Anzi per la precisione oltre un’ora e quaranta d’orrore.
    Se non vi bastasse sapere che la sceneggiatura di questo film è stata stesa dalla stessa persona che si è fatta le ossa (per cosi dire) con le serie TV Buffy The Vampire Slayer e Angel, allora non so proprio come altro convincervi ad evitare questo ennesimo rifacimento, inutile e dimenticabile. Comunque non starò qui a fare la critica al film, io mi occupo soltanto di traduzioni e doppiaggi, difatti l’inizio del film mi aveva già dato qualche grattacapo con un linguaggio “giovanile” fuori da ogni tempo:

    “quelli dell’ultimo anno non vanno al ballo, non è cool

    Neanche usare parole inglesi è cool. Mi sembra un diversivo da quattro soldi per far capire allo spettatore che colui o colei che parla è un “giovane moderno“. Il problema è che i curatori di questi doppiaggi probabilmente hanno in mente la loro esperienza giovanile da paninari… solo che questo non è un remake di Italian Fast Food e certe parole anglosassoni messe in bocca ai giovani cosi gratuitamente suonano veramente forzate.
    Poi ho sentito discorsi di questo genere:
    STUDENTE “oh, dai, belle, che scarpe
    PROTAGONISTA “pulce
    STUDENTE “cazzo, sì!” (con voce completamente amatoriale, su youtube ho sentito imbranati con voci migliori.)
    Il dialogo originale era:
    STUDENTE “oh nice man, nice kicks
    PROTAGONISTA “puce
    STUDENTE “fuck yeah!
    Mi domandavo se pulce fosse la marca di scarpe. Poi ascoltando il dialogo originale ho capito che si riferiva al colore; difatti (lo ignoravo) esiste effettivamente il “color pulce”. Il fatto è che la parola “pulce” da sola fa pensare immediatamente a tutt’altro se non viene preceduta da “colòr“. La cosa che da più fastidio di quell’intero scambio di frasi è proprio lo studente che dice “cazzo, sì“: vorrei sapere chi è che alle scuole superiori dice “cazzo, sì!” dopo che un amico gli ha rivelato il colore specifico delle proprie scarpe alla moda, e non importa quanto le scarpe siano cool. “Fuck yeah!” non era da tradurre alla lettera, il contesto va anche preso in considerazione.
    Come al solito molti di questi doppiaggi moderni finiscono per essere a dir poco “scolastici” e per niente veritieri.
    Sempre sul “pulce” (il colore), la frase originale pronunciata da Colin Farrellwell, it takes a real man to wear, uh… puce.” passa dal lievemente divertente in inglese al lievemente ridicolo nella sua traduzione che recita: “ci vuole un vero uomo per delle scarpe… pulce” (sembrava quasi che chiamasse il ragazzo “pulce“, come il “pidocchio” di Biff Tannen in Ritorno al Futuro).
    Il linguaggio finto-giovanile purtroppo non finisce qui. Difatti ci dobbiamo ancora sorbire studenti che rispondono “yo!” all’appello in classe. Anche in inglese era “yo“. Cool ancora ancora ma da quand’è che “yo” è entrato nel vocabolario italiano? Vorrei chiedere agli insegnanti italiani se hanno mai sentito un alunno rispondere “yo!“. Tale espressione sarebbe al massimo scambiata per un “no“.
    Rossi, c’è Rossi?
    Yo!
    No? Allora segno assente.
    Altra frase fittizia dal film:
    oh, l’attrezzo ci sta per parlare” (riferendosi al compagno sfigato).
    La frase in inglese era “dude, I think it’s gonna talk to us“. Volevano evitare di usare “coso”, ho capito, ma attrezzo? Come gli è venuto in mente? Spero di aver udito male.
    Nelle frasi finali del film poi c’è un’ultima perla:
    you little shit, next time […] give me a heads-up first
    in italiano…
    sei una merdina. La prossima volta […] magari prima avverti eh?
    Una… merdina? Ma chi parla cosi? Un fratello che tormenta il fratellino più piccolo? Ma soprattutto chi traduce cosi?
    Stronzetto” è solitamente la traduzione più utilizzata per “little shit“. Non credo che un trentenne userebbe la parola “merdina“; dipende tutto dal contesto, certo, e questo non era il contesto giusto.
    Note finali:
    La voce di Farrell funziona (a differenza del suo personaggio), ma non tutte le altre ciambelle sono uscite col buco. Quella di David Tennant (sia per recitazione e impostazione della voce) è piuttosto ridicola se messa al confronto con quella originale… anzi direi che sia proprio inaccettabile il modo in cui lo hanno doppiato, ma visto la qualità del film direi che un gran bel CHISSENE ci sta benissimo!

  • Adattamenti stregati, anzi incantati… anzi proprio tonti!


    Ecco un post dedicato interamente a Streghe! Per quei pochi fan ancora latitanti.
    Ma si che ve la ricordate non fate finta di no; sapete… le tre sorelle con il libro degli incantesimi, gli infiniti demoni senza scopo nella vita e angeli che mettono incinta esseri umani? Proprio quella serie lì! Quella replicata fino alla nausea dalla RAI che la usa come tappabuchi pomeridiano, al pari di Buffy, Angel e tutta quella robetta là.
    Pensate forse che in inglese si chiami Witches? Se lo pensate vi sbagliate, il titolo originale è “Charmed“. Indubbiamente il titolo “Streghe” va dritto al punto!
    Titolo a parte, non avendolo mai visto in inglese e a stento qualche episodio in italiano mi sono dovuto informare e a quanto pare, dato il vasto pubblico di minori che seguiva la serie, i dialoghi vennero molto spesso alleggeriti nella versione italiota eliminando qualsiasi traccia di parolacce o battute troppo “adulte”.
    Godetevi la lista di differenze nel doppiaggio italiano da questo sito Il doppiaggio italiano di “Streghe”, errori e differenze
    Riporto soltanto quella a mio parere migliore e più esemplare (dal primo episodio della serie):
    PIPER: I asked if Prue would have sex other than herself this year.
    (ovvero “ho chiesto se quest’anno Prue farà sesso con qualcun altro oltre che con se stessa)
    PHOEBE: That’s disgusting. Please say yes!
    L’adattamento italiano vira su altri contenuti:
    PIPER: Volevo sapere se quest’anno Prue è andata a letto con qualcuno.
    PHOEBE: Sei curiosa, eh? Per favore, dì di sì!
    Evidentemente la masturbazione femminile è un argomento da non trattare in “Streghe“…
    In effetti in America la masturbazione femminile è molto meno tabù che in Italia, tuttavia ci sta che essendo il primo episodio, gli autori stessi mirassero ad un pubblico più adulto e non si aspettavano troppi marmocchi incollati alla tv… e invece!
    Se siete proprio degli appassionati, sul sito che vi ho indicato c’è una minuziosa lista di tutti gli errori di traduzione dell’intera serie (è una lista bella lunga). Alcuni sono un po’ pedanti ma mi rendo conto che l’obiettivo era soltanto quello di fare una raccolta completa. Del resto, chi sono io per criticare la pedanteria altrui???

  • ITALIOTI AL CINEMA… fine estate 2011


    Ormai l’estate è alle porte e con l’avvento di settembre arrivano anche i film della stagione estiva americana purtroppo sempre rimandati al dopo agosto in Italia. Tra questi l’imperdibile Super 8 che mi sono visto poco tempo fa nel Regno Unito. Molto carino, non perdetevelo.

    Tuttavia non tutti i film riescono col buco… dopo la delusione di Captain America (mi raccomando, non lo chiamate capitan! È capTAIN con sputo incorporato) ed alcuni agghiaccianti trailer visti al cinema come I pinguini di Mr. Popper ho deciso di essere più cauto prima di precipitarmi al cinema.
    Molti trailer recenti sanno di poco buono. Apollo 18 sembra una boiata stile Blair Witch Project, con il mio sciagurato compagno di visioni supponevo ironicamente che le rocce lunari si sarebbero rivelate essere i mostri del film. Non mi fido a spendere 8 euro per Cowboys & Aliens, mi sa che passo su quello in attesa dell’uscita DVD. Avevo determinate aspettative per Conan the Barbarian (perché poi lasciare il titolo in inglese?) ma temo che anche il suo trailer mi abbia demotivato dallo spendere un piccolo patrimonio di circa 16.000 lire a persona.

    Contagion, l’ennesimo film per risvegliare le paure degli ignoranti, viene lasciato anche lui con il titolo originale. Ve lo ricordate Virus letale del 1995 con Dustin Hoffman (che tra l’altro in inglese si chiama Outbreak)? All’epoca faceva parlare di sé ma oggi non è più nella memoria di gran parte degli spettatori e vi posso assicurare che anche questo Contagion sparirà presto dalle vostre menti. La Paltrow non lo salverà così come Morgan Freeman non salvò Virus letale.

    Comunque la scelta del titolo per le sale italiane non manca mai di sorprendermi. Abbiamo Fright Night, remake dell’omonimo film del 1985. In Italia il film originale è ben noto con il titolo Ammazzavampiri. Adesso il remake ce lo propongono in inglese, Fright Night.
    Per inciso, il remake sembra una cagata pazzesca, io non lo consiglio. Caveat emptor.
    L’originale già non era un capolavoro stranoto (nonostante avesse un intenso appeal anni ’80 che a me piace molto, con scena memorabile dello scioglimento di un vampiro dalla pelle fino alle ossa… altro che CGI), figurarsi il remake del 2011! Cagata garantita, ve lo dico io.

    Ci sono altri titoli italioti in questa fine estate: Bridesmaids che in italiano significa “damigelle d’onore” è stato intitolato (forse a buon ragione?) Le amiche della sposa. Il film d’azione The Mechanic diventa Professione assassino. L’ormai blasonato Come ammazzare il capo e vivere felici ha come titolo originale Horrible bosses (ed è pure un discreto spoiler quello che ci regala il titolo italiano). Ammettetelo ragazzotti, ve lo andate a vedere solo perché nel trailer Genoveffa Aniston si mangia una banana in maniera provocante. Spero per voi che sia divertente come dicono.

    Come ho aspettato Super 8, così attendo trepidante La Cosa, che, occhio, non è un remake ma un prequel che ci racconta gli avvenimenti antecedenti all’omonimo film di Carpenter (che io adoro, ma questo si era capito credo). Per essere precisi, si parla del ritrovamento dell’astronave aliena da parte del team norvegese. Non vi sorprendete se moriranno tutti alla fine, questo già lo si sa dal primo film. È il come che intriga, e la voglia di ottenere qualche risposta alle mille domande lasciate inevase nel primo film. L’unica cosa che non mi emoziona molto è la protagonista, volutamente fatta assomigliare al personaggio di Sigourney Weaver in Aliens per evitare confronti con il carismatico Kurt Russell del primo film (e quando non si sa inventare un personaggio nuovo senza scopiazzarlo è proprio un brutto segno). Tengo le mie dita incrociate.

    (il titolo italiano dovrebbe essere La Cosa. Se sarà The Thing mi incazzo)

    PS: ah, dimenticavo, ho anche visto il trailer di Footloose (ennesimo remake) e lasciatemi dire che sarà il remake più inutile della storia dei remake… vi dico solo che le musiche sono aggiornate ai “tempi moderni” con musica rappeggiante e canzoni pop che sognano di essere rock fallendo, se capite cosa intendo, per non parlare del protagonista con faccia da pesce lesso come centinaia d’altri che vedete nelle serie reality di MTV. Sembra proprio un film finanziato da MTV (forse lo è). Quasi da boicottare da quanto è ridicolo. Guardare il trailer per credere. Chi conosce l’originale Footloose certo si ricorderà anche le canzoni e quanto fosse bravo Kevin Bacon. Questo remake scomparirà dopo poco insieme ai vari High School Musical, Hanna Montana, Step Up, etc… il cesto di DVD a €1,99 li attende.

  • TITOLI ITALIOTI (21^ PUNTATA) – Fritto misto horror inglesi


    Amicus Production

    Nel Regno Unito ma anche negli Stati Uniti, godono di una certa fama i cosiddetti “Hammer horrors“, film prodotti dalla Hammer Film Productions che negli anni ’70 vide nascere un potente rivale, la Amicus Production. I film della Amicus sono spesso a episodi (la forma di horror che più apprezzo) e usano quasi sempre i soliti attori già famosi come Peter Cushing, Christopher Lee e molti altri celebri interpreti britannici.
    Qui vi presento alcuni di questi film con rispettivi titoli italiani per vedere quanto italioti fossero i titoli dell’epoca:
    Dr. Terror’s House of Horrors –> Le Cinque Chiavi del Terrore
    Uno si aspetterebbe un film che parli di cinque chiavi maledette… così non è. Se leggiamo il titolo inglese potremmo invece aspettarci che parli di una casa degli orrori… beh neanche è così!
    Il Dr. Terror del titolo è un “curioso” individuo che predice ai passeggeri di un treno la loro terribile fine, il finale non ve lo rovino. Il cosiddetto Dr. Terror si presenta in realtà come Dr. Schrek ma nella versione italiana viene rinominato Dottor Shock per motivi facilmente immaginabili.
    Uno dei film migliori della “Amicus Productions“.
    The Beast Must Die –> La Notte del Licantropo
    grazie per lo spoiler nel titolo, comunque a mio parere funziona meglio il titolo italiota in questo caso. “La bestia deve morire” anche se a effetto rimane un po’ troppo generico.
    From Beyond the Grave –> La bottega che vendeva la morte
    anche qui il titolo già preanuncia la trama del film. Questa pellicola offre tante piccole storie che hanno in comune un misterioso negozio di antiquariato (“la bottega” del titolo italiano appunto). L’originale titolo “dall’oltretomba” anche qui sembra un po’ troppo generico e non stupisce che sia stato alterato per la distribuzione italiana.
    The Psychopath –> La bambola di cera
    a leggere i titoli senza aver visto il film questi potrebbero apparire completamente slegati (quello inglese si riferisce ad uno psicopatico mentre quello italiano si riferisce ad una bambola) ma guardandolo si scopre alla fine che anche il titolo italiano si lega sorprendentemente bene alla trama. Vedere per credere.
    The Skull –> Il Teschio Maledetto
    in Italia se una cosa non è “maledetta” non fa abbastanza paura!
    I, Monster –> La vera storia del Dottor Jekyll
    ancora una volta uno spoiler clamoroso. Mi domando quante “vere” storie di Dottor Jekyll esistano.
    They Came From Beyond Space –> La Morte Scarlatta Viene dallo Spazio
    il titolo italiano fa riferimento alla “crimson plague” (morte scarlatta) di cui si parla nel film, quindi niente di inventato di sana pianta.
    Daleks’ Invasion Earth: 2150 A.D. –> Daleks il futuro tra un milione di anni
    poche centinaia d’anni sono sempre sembrate POCHE per i titolatori di fantascienza. Meglio UN MILIONE!
    Mi domando se questo film legato alla serie del Dr. Who abbia mai avuto successo da noi data la scarsa fama del Dr. Who nell’Italia degli anni ’60.
    The Deadly Bees –> Il mistero dell’isola dei gabbiani
    questa è bella. Invece di “Le Api Assassine” questa volta hanno voluto mantenere la suspense (mi raccomando, in inglese si legge “sàs-pens”, non “suspàns” come molti credono) non rivelando il “mostro” di questo titolo. Forse le api in Italia non hanno mai suscitato alcun terrore… mentre l’isola dei gabbiani forse poteva ricordare Gli Uccelli di Hitchcock (di soli pochi anni prima, ma di tremendo impatto).
    Tales from the Crypt –> Racconti dalla tomba
    per fortuna in italiano si è chiamato “della tomba” altrimenti sarebbe stato facile confonderlo con la serie americana dei racconti della cripta (quelli presentati dallo scheletrino doppiato da Giorgio Lopez e conosciuti in Italia anche come “I Racconti di Mezzanotte” – forse a causa dell’ora in cui venivano trasmessi). Se non l’avete mai visto andatevi a cercare invece questo film che rappresenta la prima trasposizione della serie a fumetti “tales from the crypt“.
    Un suo seguito è “The Vault of Horror“, un altro classico del cinema horror britannico degli anni ’70 che tuttavia non ricordo di aver mai visto in italiano (potrebbe non esser mai stato doppiato).