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  • Taken 2 – la vendetta di "io vi troverò"

    Quando ho visto il trailer del seguito di “Io Vi Troverò” non ho creduto ai miei occhi e alle mie orecchie. Taken – La Vendetta, che è quasi una presa di giro visto che non molto tempo fa avevamo istituito una gara ad inventare i titoli più scemi e una delle formule più comuni (dai tempi di Rambo) è quella di aggiungere “la vendetta” in coda a qualsiasi titolo.

    Per chi non sapesse le cose stanno così:
    il primo film si chiama in originale “Taken” (potremmo tradurlo con un “rapita”) e fu intitolato “Io vi troverò“, discutibile ma ammetto molto più memorabile di “taken”, “rapita” o “taken – rapita”.

    C’era da aspettarsi dunque un “Io vi troverò 2” o altre formule simili (vi immaginate “io vi ritroverò“? Seguìto da “vi troverò di nuovo” e “io vi troverò sempre!“), invece hanno optato per il titolo originale “taken” e ci hanno aggiunto “la vendetta“.
    TAKEN –> IO VI TROVERO’
    TAKEN 2 –> TAKEN – LA VENDETTA
    Una soluzione a dir poco ridicola visto che chi va a vedere “Taken – La Vendetta” senza informarsi prima non può sapere che si tratti di un sequel di “Io vi troverò“. E il cofanetto dvd come sarà? IO VI TROVERO’ e affianco TAKEN – LA VENDETTA? Bello, già me lo vedo. Forse hanno già pensato di rititolare il primo film come TAKEN – IO VI TROVERO’? La cosa diventa quasi barzellettistica.
    Ma che gli passa per la testa?
    Tra l’altro spesso è anche riportato come “TAKEN 2 – LA VENDETTA”, quasi come se esistesse in italiano un primo Taken… certo c’è sempre la serie “Taken” prodotta da Spielberg. Allora se uno va al cinema senza sapere niente potrebbe pensare che si tratti di una vendetta aliena con una trama legata alla serie TV? Esaspero la situazione ma solo per renderci conto di quanto sia stronzo un titolo simile.
    Comunque il primo film era puro intrattenimento violento con un Liam Neeson nelle vesti di un personaggio che sembra essere scritto apposta per Steven Seagal, spero che il seguito sia all’altezza.

  • La Congiura della Pietra Nera… con sorpresa


    Ricordate il caso Boardwalk Empire in cui per la voce di Steve Buscemi non fu scelto Luca Dal Fabbro? Il motivo… per la direttrice del doppiaggio Dal Fabbro non aveva la voce “da capo”. In una recente intervista Luca mi aveva detto:

    La direttrice del doppiaggio voleva una voce più calda, più da capo. Io non sapevo che esistessero le voci da capo ma che fosse sufficiente fare la voce da capo. Siamo attori, no?

    E difatti come schiaffo morale ritrovo la voce di Luca Dal Fabbro quando vado al cinema a vedermi La Congiura della Pietra Nera. E quale interpretazione ci regala Luca in questa occasione. Interpreta forse un personaggio dalla voce buffa che dice cose buffe? No! È nientepopodimeno che… la voce del capo malvagio soprannominato “il Re della Ruota”! E l’interpretazione è esattamente quella che ci si aspetta per un personaggio con tale nome e di tale malvagità (e ovviamente è ottima), mai ti aspetti da un momento all’altro la battuta del violino più piccolo del mondo, anzi per più di mezzo film non mi ero neanche reso conto che fosse proprio Dal Fabbro.
    La mia risposta alla domanda retorica di Dal Fabbro è: sì, siete attori. E che attori! Anzi, che attore!
    I miei vivi complimenti, questa si che è una bella riprova Luca… ed anche una splendida ripicca verso chi non ha avuto l’intelligenza e, direi, la lungimiranza di sceglierti anche per Boardwalk Empire.

  • Le cronache di Černobyl (Chernobyl Diaries)


    Di recente mi sono “goduto” questo Chernobyl Diaries – La mutazione che ho anche commentato su Twitter descrivendolo come “avventure in una Černobyl sotterranea popolata da violenti mostri-patata radioattivi. Deplorevole“, difatti scopriamo non solo che tramite cunicoli sotterranei si può arrivare ovunque (persino nella sala di controllo della centrale nucleare) ma che i mostri che perseguitano i nostri “eroi” non sono altro che pazienti (sì, avete sentito bene) fuggiti da un ospedale militare. Non si capisce bene come le radiazioni abbiano reso queste persone (gli ex abitanti di Pryp’jat) violente, superforti, probabilmente cannibali… fatto sta che così è e così ve le tenete. Quanto alla moralità di una trama simile c’è sempre questa mia opinione in merito, guardatevi le “vere” immagini delle vittime di Cernobyl e poi me lo venite a raccontare se si può parlare di “horror innocente”.

    Vediamo cos’altro non va in questo film: il titolo. Non mi aspettavo che avrebbero tradotto “Chernobyl diaries” ma ancora più inaspettato è stato il sottotitolo “la mutazione“, aggiunto sicuramente all’ultimo momento dai distributori italiani. Onestamente lascia un po’ il tempo che trova: questo film è un horror ambientato a “Chernobyl” e penso che l’idea che gli ex-abitanti di Pryp’jat siano diventati mostri mutanti radioattivi sia venuta in mente a tutti già leggendo il titolo originale. “La mutazione” si riferisce a quella subita dalle vittime del disastro nucleare dunque. È molto reminiscente di “Alien 4 – La Clonazione“, il che lo rende ancora più fastidioso come sottotitolo.
    D’altro canto c’è da dire che “chernobyl diaries” da solo poteva suonare come un documentario ma lasciamo perdere, inutile impuntarsi su simili dettagli quando il film in se è già mediocre.

    Altre piccole cose degne di nota:

    Piripìz e piripàz

    La città di Pryp’jat (scritto anche Pripjat) è nominata spesso durante tutto il film e molte volte il nome cambia nome da pripiat a pripiaz o varianti simili. Si vede che ciascun doppiatore aveva la sua personale interpretazione del nome straniero.

    Festa della primavera

    In inglese la guida locale dice che quando la popolazione è stata evacuata c’erano i preparativi per una grande festa, si fa quindi riferimento al primo maggio, festa dei lavoratori, senza nominarla (non sia mai parlare agli americani di una festa così… comunista). Nel film doppiato la guida dice che si stavano preparando per la “festa di primavera (e dei lavoratori)”, quest’ultima parte omessa ovviamente, di questi tempi meglio non nominarla.

    Volevo parlarvi del film ma c’è già chi lo ha riassunto tutto alla perfezione, e non sto parlando del blog i 400 calci, bensì della recensione che un mio amico croato mi ha inviato via e-mail dopo aver visto il film; semplicemente non potevo tenere questa perla tutta per me, quindi eccovela (occhio che CONTIENE SPOILER FINO ALL’ULTIMA SCENA! ma fidatemi, meglio sapere ciò che vi aspetta):

    Allora la prima parte era intrisa di cliché da “turisti all’est”, in particolare “turisti nelle buie strade dell’est”. Non a caso nei sobborghi di keiv-belgrado (sì il film in realtà è stato girato interamente in Ungheria e Serbia) saltano fuori dei tipacci, arcigni in volto, che aggrediscono i nostri protagonisti-immemorabili. Non a caso non ricordo il nome di neanche uno, eccetto il proto-ucraino-tarchiato che li accompagna all’inizio. Non mancano i ristoratori seccati e la polizia di frontiera composta da violenti-criminali-stupratori che minaccia la sicurezza delle nostre pulzelle di turno.

    In qualche modo arrivano a Pripjat-belgrado, letta Pripiaz (?!?), dove è tutto abbandonato e in rovina (io e mio fratello riusciamo a riconoscere perfino prodotti tipici dell’edilizia jugoslava) e dopo un po’ di giri inutili è l’ora di ripartire… ma qualcuno si è morsicato i cavi del furgone. Ok a questo punto il surreale prende il sopravvento. Arriva la notte e il proto-ucraino-tarchiato decide che è l’ora di fare un giro nelle tenebre per morire, con l’unica pistola che il gruppo aveva. Uno dei personaggi, che pareva il protagonista, esce fuori e viene azzannato.
    Il fratello detestabilmente-non-protagonista prende piede nella storia, il gruppo si separa. A questo punto si comincia a ridere. Infatti i nostri eroi iniziano a correre per Pripjat dove, entrando in un sotterraneo, si accede ad una sala da ballo sovietica, poi a delle cucine, poi ad un corridoio-bunker che conduce ad uno stadio dove ci sono i mostri ad attenderli! Poi si corre ancora e dallo stadio si entra in un tunnel, rigorosamente sotterraneo, che scende fino al centro della Terra per sbucare, con una comoda scalinata, dove….? in Cina? Ma no, semplicemente nella sala comandi della centrale nucleare!

    Era così facile entrarci! Bastava seguire un certo percorso urbano predefinito.
    A questo punto si ride scommettendo su quale sarà la prossima destinazione, finché non restano solo due americani, ragazzo e ragazza, i non-protagonisti dell’inizio, i presunti protagonisti invece sono già morti.
    Corrono per un po’ finché non sbucano dei soldati con tanto di carrarmato, mitragliatrici ed altri accessori.
    Ci sono un po’ di grida e poi sparano al ragazzo. Alla ragazza no, la mettono su una barella, si scomodano a portarla in un ospedale che scopriremo limitrofo alla centrale nucleare, le parlano, la rassicurano e poi… la gettano in una cella dove la assalgono i mutanti. Una mano sovietica chiude una grata con boato e il film si conclude.

    Titoli di coda e canzone metal soviet.

  • Prometheus adesso esce a settembre… credo

    Buone notizie ciurmaglia, la Fox sembra che abbia dato ascolto alla furia omicida di molti internauti italiani e Promesseus torna ad essere in programmazione per settembre, in particolare il 14 settembre.
    Tutto sommato credo che me lo andrò a rivedere. Per gli impazienti, voglio ricordare che c’è già una mia recensione del film, nella quale ho cercato di evitare gli spoiler. E’ vero che ci saranno dettagli che potranno sembrare spoiler (la morte di due stupidi personaggi, un complesso alieno) ma vi assicuro che non sono spoiler, non rivelano la trama, né colpi di scena inattesi, e comunque niente che non abbiate già visto nel trailer.
    Torno per l’ennesima volta a ri-alterare la locandina usata originariamente in un vecchio articolo così da ricordarvi l’ebefrenìa della Fox e delle loro decisioni ingiustificate e ingiustificabili:

  • Prometheus – La recensione italiota


    Un’imprevista partenza per il Regno Unito. Prenoto i biglietti all’ultimo secondo, la mattina dopo mi trovo già sull’aereo Ryanair, assonnato. C’era qualcosa che dovevo assolutamente fare approfittando di questo viaggio, penso, ma non mi viene in mente niente, troppo sonno. Il volo ritarda 30 minuti perché in Italia gli aeroporti internazionali sono alla mercè delle esercitazioni militari, ma non fa niente, già dormivo mentre la gente sbraitava “è mezz’ora che aspettiamo! Almeno fateci sapere cosa succede!“. Mi sveglio in volo 45 minuti dopo e come in una scena da Mamma Ho Perso L’Aereo urlo una sola parola: PROMETHEUS!!!
    L’inattesa sosta nel Regno Unito si è rivelata, da questo punto di vista, incredibilmente vantaggiosa. Vedere Promesseus senza dover aspettare fino al 19 Ottobre. La fortuna è a quanto pare dalla mia parte, infatti proprio il giorno dopo dal mio arrivo, Promesseus viene proiettato anche in 2D nei cinema della città dove mi trovo. Fin’ora era soltanto in 3D. Dato che aborro il 3D, attendo un interminabile giorno prima di potermi godere il film al cinema e ieri finalmente eccomi seduto lì nella poltrona. Mando un messaggio al mio amico Fibrottolo per dirgli che sta per iniziare il film e farlo schiattare di invidia. Lui dal caldo-umido a 32° del suo ufficio mi manda una maledizione egizia e mi augura una buona visione.
    Il film inizia e finisce senza che mi domandi mai “ma che ore sono?“, non c’è tempo di farsi simili domande mentre fantascienza pura ti viene vomitata in faccia da Ridley Scott. Esco dalla sala soddisfattissimo, già ero al corrente del “finale aperto” e delle polemiche sulle domande senza una risposta… dopo aver visto l’intera serie di Lost questo era davvero niente a confronto.
    Promesseus si confronta male con Alien: Alien è un horror puro con ambientazione fantascientifica. Questo è invece un film di fantascienza pura con alcune, poche, note di horror. Un’ottima scelta secondo me. Pura fantascienza come lo era quella di Mass Effect nel campo videoludico. Il sottoscritto ha apprezzato enormemente.
    Cercherò dunque di parlare di Promesseus senza dare spoiler, quei poverini che se lo vedranno solo ad ottobre hanno già tanto di cui soffrire (per gli spoiler potete leggervi la recensione dei 400 Calci).

    UN FILM MOLTO CRITICATO

    Molti si aspettavano un Alien e ho letto molte critiche riguardo Promesseus prima ancora di vedermelo (evitando gli spoiler accuratamente). Sapevo già cosa aspettarmi più o meno. Tutte le critiche che ho letto sono ahimé fondate anche se questo non toglie dalla bellezza del film:
    , tantissime domande sono lasciate al promesso sequel (e speriamo se ne occupi Scott, altrimenti siamo del gatto)
    , non si capiscono bene le motivazioni di alcuni personaggi
    , i mostri sono troppi e dalle troppe incomprensibili evoluzioni
    , alcuni personaggi sono male ideati e un po’ ridicoli
    Più in dettaglio: abbiamo un geologo che ha l’aspetto di uno “squatter”, testa rasata su un lato con decorazioni alla Blade, temperamento costantemente incazzato, faccia da ceffo che non vorresti incontrare di notte per strada. Gli mancava solo una bottiglia di birra in mano (con dito indice al posto del tappo) e un cane con collare borchiato al guinzaglio. Pensi subito che si tratti di bassa manovalanza, magari un mercenario che segue la spedizione “solo per soldi” (sue testuali parole), invece si scopre a metà film che questo personaggio dovrebbe essere un geologo. Un geologo???
    Il geologo-punk esordisce dicendo ad uno sfigato con gli occhiali (il figlio di Timohty Spall che si presenta come biologo) che non si trova lì per fare amicizia ma unicamente per i soldi. Dopo si unisce alla squadra esplorativa con aria sempre incazzata, vorrebbe persino portarsi dietro un lanciafiamme ma la protagonista, senza alcuna autorità di comando, gli ordina di non portarlo e lui non lo porta. Sicuri che questo non doveva essere un soldato nel copione originale? Forse nel futuro geologia si studia solo nelle accademie militari o negli istituti di recupero per tossico-dipendenti? Mah, boh!
    La squadra trova un complesso alieno formidabile contenente anche tanti cadaveri alieni di 2000 anni fa (ma preservati benissimo), persino un ignorante ne sarebbe almeno incuriosito… ma non il rabbioso geologo-punk, no, lui si incazza perché lui studia rocce e non ci sono rocce da studiare, se ne vuole tornare sulla nave perché evidentemente si sta annoiando a morte all’interno di un complesso alieno inaudito, anzi, in-visto.
    Vi ricordate in Lost i personaggi che non sembravano interessati assolutamente ai misteri dell’isola?
    Ragazzi c’è un complesso sotterraneo su quest’isola dove non ci aspettavamo di trovare altro che palme!
    – Si? E chissenefrega, io sono un uomo di scienza e la curiosità non fa parte della mia professione
    .
    Invece io sono un uomo di fede, quindi sono curioso e indagatore per definizione!
    I personaggi creati dallo stesso autore di Lost si sentono subito e puzzano di merda. I soliti scienziati privi di curiosità verso l’ignoto (Jack il dottore in Lost aveva questa funzione) contro gli uomini di fede che invece sono curiosi e indagatori, vogliono scoprire tutto lo scopribile (Locke in Lost aveva questa funzione)… roba da ignoranti, da farci rimpiangere i personaggi di Emmerich.
    La cosa ancor più incredibile è che il biologo in cerca di amicizia LO SEGUE!!!! Fate un respiro forte e riflettete… il biologo (respiro)… dopo aver visto cadaveri alieni che non analizza nemmeno -questo è compito per un’archeologa piena di fede cristiana- (respiro)… decide di tornarsene sull’astronave insieme al geologo-punk. Il biologo (respiro)… non sembra avere alcun interesse professionale… (respiro) verso i corpi alieni… nessuno! NESSUNO!!! (iperventilazione)
    A questo punto già sai che due personaggi creati così male non possono che essere carne da macello come nei più classici “slasher movies” alla Venerdì 13. Difatti molto presto accade che mentre gli altri tornano di fretta alla nave per una sopraggiunta tempesta, i due si trovano bloccati nel pauroso complesso alieno (vi ricorda Stargate? A me si). Incappano ben presto in un alieno gigeriano uscito da una melma nera (alla X-Files) e la morte non tarda ad arrivare, specie perché il biologo vuole far amicizia con l’essere da lui definito “simil-rettile”, questo tanto per ricordarci che lui è un biologo della domenica. Entrambi muoiono in maniera atroce e gigeriana (=cose infilate in bocca) anche se senza farci troppa impressione. Liberatici di questi due pseudo-personaggi, il film può tornare finalmente su standard un po’ più alti.

    Poi c’erano due co-piloti che vediamo praticamente solo alla fine e il cui sacrificio lascia un po’ perplessi visto che li abbiamo notati solo a 3 minuti dai titoli di coda.
    Parlando di personaggi ridicoli, concludo con Guy Pearce invecchiato cosmeticamente che mi ha subito ricordato Biff Tannen in Ritorno al Futuro Parte II.
    E’ evidente che lo rivedremo in qualche flashback nei prossimi capitoli della pre-saga, altrimenti non avrebbe senso la sua presenza.

    LE MIE CRITICHE

    Troppi personaggi. All’inizio del film la nave Prometheus viene descritta come vascello da esplorazione con 17 membri di equipaggio. WOW ho pensato, come faremo a ricordarceli tutti? Speravo in una provvidenziale morte della metà di loro nei primi 10 minuti del film (alla Alien3), invece no, fino alla fine vediamo personaggi secondari apparire su schermo e viene da pensare “chi era quello?” e di conseguenza “perché dovremmo interessarci al loro destino?” (la stessa domanda che mi ponevo ogni cinque secondi ne’ La Cosa). Dimenticatevi i memorabili personaggi della saga di Alien, qui non mi ricordo nemmeno il nome della protagonista, figuriamoci!
    Ok alcuni personaggi ERANO memorabili: il capitano di colore, Charlize Theron (ormai diventata una MIMF), la protagonista archeologa e il suo collega/amante, l’ambiguo androide David  e… basta! Su 17 solo 5 erano memorabili. Ovviamente c’è anche il geologo-punk e il biologo della domenica, che erano memorabili ma non per motivi buoni.

    L’accento di una donna. Ok questo non lo sentirete nel film doppiato per fortuna (+1 punto al doppiaggio dei film) ma un personaggio aveva un accento della periferia di Glasgow inutilmente marcato (non un accetto genericamente scozzese). L’effetto era orrendo persino, anzi, soprattutto per la mia ragazza scozzese ed impoveriva il film. Vi immaginate un ipotetico film di fantascienza italiano a budget altissimo e attori di un certo calibro dove il medico di bordo parla con accento sardo? Non sarebbe fuori luogo? Non farebbe incazzare persino i sardi? E se parlasse come Di Pietro? O come il santone che porta la parola di Quelo?

    Prevedibilità. Grazie anche al dannatissimo trailer, denso di scene prese dall’ultima mezz’ora del film, la trama è stata almeno per me piuttosto prevedibile più che si andava avanti col film. Nessun colpo di scena lascia veramente esterrefatti.

    Alcuni aspetti scientifici. Cercherò di non tediarvi con le mie obiezioni di natura scientifica, vi dico solo che abbiamo una macchina-bara per la chirurgia alla quale voi dite cosa vi volete fare, entrate nella bara e la macchina esegue l’operazione con minimo uso di anestesia (quella ve la fate voi come optional, non è fornita nel pacchetto). La macchina era sperimentale e non ancora progettata per le donne, nonostante ciò la protagonista riesce a farsi fare un cesareo, dicendo al computer di “aprire e togliere il corpo estraneo in area addominale”… semplice no? NO! L’allegro chirurgo spruzza una minima dose di disinfettante, taglia la pancia, cala un gancio all’interno e fa la sua pesca miracolosa… fosse stato un uomo (come la macchina supponeva) si sarebbe dovuto almeno sollevare il grande omento, spostare un po’ di intestino tenue, estrarre il corpo. Qui siamo invece in presenza di un’operazione immaginata da chi di chirugia non sa niente: un taglio, e la mano meccanica estrae il tutto… come tirare fuori un oggetto da un sacco e ricucire il sacco. Ci sarebbe da obiettare che una macchina solo programmata per il genere maschile potrebbe potenzialmente identificare l’intero utero come corpo estraneo. Perché infatti avrebbe dovuto tagliare la sua parete ed estrarre qualcosa dal suo interno se non sa nemmeno che cosa sia l’utero? Le macchine non improvvisano di certo. Invece no, tira fuori il feto alieno e la protagonista strappa il cordone ombelicale, non lo spezza, lo tira proprio via “a strappo”… incurante dei gravi rischi di una simile procedura. Si sono dimenticati anche della placenta, credo le sia rimasta dentro… forse se l’è ritrovata dopo nelle mutande e non ce l’hanno mostrato, chi sa? La mano maschile in questa sceneggiatura è qui palese.
    Una graffettatura esterna poi ha risolto tutto il resto (ma si, lasciamolo aperto questo utero, oppure ricuciamolo insieme alla pelle).

    “Favoloso” poi l’aspetto del DNA, roba che nemmeno in Resident Evil. Ci sono anche baggianate come la datazione al carbonio-14, un DNA immutabile nei secoli come vorrebbero i creazionisti… ma per fortuna sono tutti elementi molto rapidi, un brivido momentaneo che magari tornerà a tormentarmi più che ci penso, per ora non ci penso.

    LE MIE CONTRO-CRITICHE

    Il film è indubbiamente un’esperienza cinematografica incredibile, il giorno dopo ancora ci pensi e cerchi di capire il significato di molte sequenze. Mai viene da pensare “guarda tutta quella CGI”, MAI! Siamo nel 2012 e riscopriamo che i film possono essere girati ancora in luoghi reali. Tutte realistico, credibile e affascinante… eccetto i mostri, sì, quelli non mi hanno stupito molto. Ci sono molte domande insolute che ovviamente attendono uno (o forse due) sequel e speriamo vivamente che non si tratti di un finale alla Lost che lascia tutti delusi e incazzati. Nel frattempo ci godiamo l’atmosfera, attendiamo curiosi gli sviluppi, facciamo qualche supposizione.
    E’ stato detto che il film ruba idee da molte altre pellicole, questo era vero anche per il primo Alien che era stato fatto in questo modo volutamente. La cosa mi ha disturbato poco.
    I fan accaniti di Alien si sono lamentati di quanto poco “Alien” ci fosse in questo film, solo pochi accenni. Ma da Sir Ridley Scott cosa vi aspettavate, una cosa ritrita come Alien3?

    Ah ve l’ho detto che Ridley se ne fotte dei vari Alien Vs. Predator e invece omaggia Aliens di Cameron? Grande Scott!

    Incredibile come Ridley sia capace di realizzare un film allo stesso tempo prevedibile, con alcuni personaggi stupidi eppure di puro intrattenimento e bello a vedersi!

    IL DOPPIAGGIO ITALIOTA

    Ovviamente ancora non so niente del doppiaggio italiano, vi posso dire che gli alieni precedentemente noti col nomignolo di “Space Jokeys” (ovvero “Piloti dello spazio”, secondo la vecchia accezione del termine “jockey”)  vengono chiamati “engineers” (ingegneri), l’astronave è la Prometheus (che venga tradotta? Speriamo di no, non avrebbe senso)… c’è anche una lettura dell’atmosfera del pianeta contenente “azoto”, avranno il coraggio di tradurre nitrogen come nitrogeno così come fecero per il primo Alien?
    Sono tutti quesiti che verranno risolti solo il 19 Ottobre, data della disgraziata uscita italiana di questo film. Ne riparleremo poi.

  • Locandine all’Amatriciana (5) – Prometheus

    Questa è una puntata di “locandine all’Amatriciana” un po’ particolare, dove non mi lamento tanto del titolo lasciato in inglese (a quanto mi è parso di capire è il nome della nave con cui viaggiano per cui ci sarebbe poco da tradurre) quanto dello slittamento distributivo che porterà questo film nelle sale italiane solo il 19 ottobre. Per questo il titolo è cambiato in…

    … PROMESSESUS, ovvero il film che ci promettono ma che non arriva mai.
    ___________________
    Slogan all’Amatricana: IN ITALY NO ONE WILL SEE YOU SCREAM.

  • Prometheus… se prima non c'era fretta, figuriamoci adesso

    Pronti a farvi cascare le braccia??? Eccovi serviti:

    A quanto pare è slittata ulteriormente l’uscita italiana di Prometheus, adesso al 19 Ottobre secondo il profilo Facebook della 20th Century Fox e riportato anche qui. Fra un po’ diverrà il film di Natale mentre nel resto del mondo se lo godranno già in Bluray e ci avranno già detto di tutto sulla trama del film prima ancora che a noi italiotti venga concesso il privilegio esclusivo di poter vedere questo film al cinema. A quanto pare la distribuzione italiana è come la provvidenza manzoniana, insondabile.
    Come al solito nessuna giustificazione ufficiale ci viene data, si può solo presumere che ci sia qualche cine-cocomero di Neri Parenti o di Vanzina in uscita proprio a settembre e che sia meglio non ostacolarlo, non sia mai far fallire i film… “italiani”.
    Già potrete immaginarvi le versioni piratate da Bluray con dei bei sottotitoli in italiano e tanto di chissenefrega morale. Personalmente progettavo di andare a giugno nel Regno Unito per vedermelo ma temo che impegni universitari me lo proibiranno, con un po’ di fortuna ci andrò a luglio, sempre che nel mentre non lo tolgano dalle sale; in quel caso potrò soltanto attendere ottobre dedicandomi nel frattempo allo studio della magia nera e dei sortilegi così da poter inviare una macumba contro i responsabili di questi slittamenti italioti… neanche enormi corni di corallo napoletani potranno salvarli dalle mie maledizioni.
    Cari distributori, pensate davvero che avrete lo stesso afflusso al cinema dopo che la maggior parte dei vostri possibili clienti si saranno già scaricati questo film in HD con tanto di bei sottotitoli in italiano certamente sfornati ad hoc dai fan? Perché è questo che accadrà, non abbiate dubbi in merito. Solo alcuni appassionati sfegatati se lo andranno a rivedere… a meno che non ci sia un fenomeno tipo Titanic, ma quelli càpitano una volta ogni morte di Papa e mi permetto di mantenere qualche riserva su questa opera scritta da uno degli autori di Lost e diretta dall’altalenante Ridley Scott, enough said.

    CURIOSITA’ IN ESCLUSIVA
    Mi hanno comunicato di un trailer di Prometheus al momento nelle sale italiane [visto nelle sale UCI Cinemas, prima del film Hunger Games] in cui il titolo è stato cambiato in PROMETEO! Questa incredibile notizia non trova nessuna conferma su internet e quindi, se vera, sono il primo a comunicarvela. Verificherò appena possibile ovviamente.
    ALTRI FILM RIMANDATI
    Piccolo aggiornamento anche per La Cosa, ora rimandato al 27 luglio. Comunque non vi perdete niente, è ‘na ciofeca. Un film uscito a Ottobre 2011 nel mondo, programmato per dicembre 2011 in Italia, poi slittato a maggio 2012 e adesso a luglio. Praticamente esce con un anno di ritardo… sempre che a luglio non slitti nuovamente di altri quattro mesi.

  • Locandine all’Amatriciana (4) – Chernobyl Diaries


    Quando si avvicina l’estate riemergono i film-stronzata del genere horror buoni solo a far sobbalzare adolescenti imberbi. Quest’anno ci tocca, tra i tanti, Chernobyl Diaries. Si sa, quando c’è da sfornare un centinaio di film horror spazzatura all’anno le idee presto o tardi vengono meno e così si vanno a cercare nuove storie e nuovi mostri, poco male se questi poi risultano identici a quelli visti in precedenza, se offendono persone ancora in vita o la memoria dei morti.

    Non ho visto il film ma il trailer è già piuttosto chiaro. Dal trailer difatti si evince che dovrebbe trattarsi di una specie di Wrong Turn (misto a The Blair Witch Project, Le colline hanno gli occhi e Hostel) dove al posto dei bifolchi di Wrong Turn che si nutrono di turisti americani abbiamo invece le reali vittime del disastro nucleare di Chernobyl che vivono tra le macerie della città, nei pressi dell’ex-centrale e che adesso uccidono (e presumibilmente torturano/mangiano) turisti (meglio se americani) in visita. Insomma l’ennesimo film che sfrutta lo stereotipo dei popoli dell’est (dai Balcani alla Russia indistintamente) visti come malvagi, violenti, ladri senza scrupoli, approfittatori, stupratori, stragisti… e in questo caso probabilmente anche carnivori mutanti. Come già espressi in un commento sul sito dell’amico Gabriele Farina (lui è più ottimista di me riguardo al film), la sola idea di partenza di questo film mi disgusta. Qual è il limite della decenza? Molti dicono “è solo un horror, chissenefrega”, ma qui non si tratta di entità soprannaturali o di fantomatiche sette, congreghe o serial killer… i “mostri” qui sono le reali vittime del disastro nucleare di Chernobyl, non semplicemente una storia ispirata, no, si tratta proprio della reale centrale di Chernobyl e relativo paesino limitrofo, e delle reali vittime civili del disastro.

    Avete sentito bene: gli americani patiti del turismo estremo diventano le vittime, i sopravvissuti all’esplosione della centrale nucleare (di cui non vi sto neanche a ricordare la gravità che tutt’oggi coinvolge migliaia di famiglie) sono invece i “mostri”. Questa è l’industra cinematografica a secco di idee che raschia il fondo.

    Se giustifichiamo questo film dicendo “è solo un film horror” allora non sconvolgiamoci per un eventuale serie di altri “XY Diaries”. Chissà se avremo “Auschwitz Diaries” dove i bambini sopravvissuti alle camere a gas sono divenuti zombi che si cibano di scolaresche in visita, oppure “Fiobas Diaries” dove sopravvissuti alle stragi delle Foibe di tutti i tempi sono divenuti cannibali vendicativi e assetati di sangue. C’è un limite al buon gusto e alla decenza? No, ma almeno si può esigere un po’ di rispetto verso i morti e nei confronti di chi ancora soffre?

    Per deliziarci ancor di più è probabile che il film venga distribuito in Italia col titolo in inglese ed è per questo che finisce nella mia rubrica Locandine all’Amatriciana e viene alterato in EFFEMERIDI DI CHERNOBYL.

  • Locandine all'Amatriciana (2) – The Hunger Games


    Rieccoci al nuovo appuntamento settimanale di Locandine all’Amatriciana, la mia rubrica di ribellione verso i titoli lasciati in inglese. In questo caso però non mi lamento troppo di Hunger Games che nel film è dopotutto l’unica parola lasciata in lingua originale e non dava neanche troppo fastidio (veniva detta veramente poche volte). Presumo che possa esserci stata una scelta di adattamento per il film che fosse in linea con quella del romanzo (appena lo leggo vi aggiorno in merito).
    Per chi se lo stesse domandando “the hunger games” significa letteralmente “i giochi della fame”, dato che i partecipanti erano presi tra i poveracci… gli affamati.
    L’unica altra parola non italiana era Capitol City, il nome della capitale, che inizialmente avevo creduto fosse un nomignolo per indicare “la capitale” (capital è pronunciato capitol). Invece leggo che si tratta proprio di una città chiamata Capitol (o i costruttori di tale città erano dei megalomani oppure è l’autrice che manca un po’ di fantasia). Insomma come quella nei Simpson che diventa un po’ un nome e un po’ un trucco narrativo per non far sapere in quale stato si stiano svolgendo i fatti narrati.
    Se qualcuno scrivesse un romanzo distopico italiano sarebbe da ambientare le vicende in una immaginaria “Capoluogo” e che tale parola rimanga inalterata nelle traduzioni, perbacco!

  • Cosa? La merda rosa (aggiornamento su La Cosa)

    Forse vi ricordete che mi ero lamentato dell’incredibile rimando di cinque mesi sull’uscita italiana del film La Cosa (The Thing, 2011) che in Italia dovrebbe uscire il 4 maggio. Come appassionato del film di Carpenter (La Cosa del 1982), di cui questo film è un prequel, non vedevo l’ora di andarmelo a vedere ma ahimé queste scelte commerciali italiane hanno fatto sì che uscisse prima in DVD all’estero piuttosto che in Italia al cinema. Potendomi guardare il film in lingua me ne sono fregato di attendere la versione italiana e mi sono “goduto” questa “cosa”.

    Ebbene, adesso capisco perché lo vogliano spacciare come un’uscita estiva. Il film è alla stregua di Jason X, o Freddy vs. Jason, un horror per teenager dai gusti cinematografici ancora in maturazione. Una regia da telenovelas che fa rimpiangere i veri registi (tutti i dialoghi erano accompagnati dalla poco fantasiosa soluzione della doppia telecamera statica fissata su ciascun volto alternatamente, l’ABC della regia), i dialoghi completamente da cestinare (se non erano tipo “stai bene? Si sto bene, tu tutto bene? Si, tutto bene” allora erano del tipo “cazzo! Oh mio Dio!“), i personaggi uno più dimenticabile dell’altro (tra l’altro si assomigliavano pure ed erano vestiti in maniera identica, non è mai chiaro chi mancasse all’appello o chi fosse appena morto), l’assenza di un protagonista carismatico o di qualsiasi cosa che rassomigliasse vagamente ad un protagonista, una marea di cliché (incluso il mostro onnipotente che si riduce a far volare in aria la protagonista invece di ucciderla subito così da darle tempo e modo di scappare, una soluzione utilizzata anche da Voldemort nell’ultimo Harry Potter), forzature della trama che poi non combaciano con il film del 1982… tutto concorre al tracollo di un film che avevo SPERATO fosse almeno decente!

    E’ evidente che il regista e lo sceneggiatore di questo film non hanno la minima idea sul perché la La Cosa del 1982 sia un bel film e perché invece la loro è una bidonata di mediocrità cinematografica.

    Se siete in cerca di un horror estivo, alla stregua degli slasher-movie come Halloween 20 Anni Dopo e Jason X, questo film non deluderà. Coloro a cui piace il buon cinema possono tranquillamente evitarsi questo polpettone immaturo.