• Home
  • Category Archives: Italioti al cinema
  • ITALIOTI AL CINEMA… Marzo 2012 e ricapitolazione


    Rieccoci all’appuntamento di italioti al cinema, di certo una delle mie rubrice meno frequenti ma non per questo meno considerate, per chi non lo ricordasse in questa rubrica parlo di titoli in uscita o usciti di recente e mi spingo anche fuori dai miei obiettivi aggiungendo opinioni puramente personali. Cercherò di fare riferimenti anche ai film invernali dello scorso anno visto che non pubblico un “Italioti al cinema” dall’estate scorsa!
    Di recente ci sono state molte delusioni al cinema, si sa che i film migliori gli americani se li tengono per il periodo di maggio e inizio estate, un’abitudine purtroppo molto nefasta per il pubblico italiano.
    Inizio con un tormentone pubblicitario: L’altra faccia del diavolo (The Devil Inside, 2012). A meno che non vi terrorizzi l’idea della possessione, dovrebbe lasciarvi indifferenti come ha lasciato indifferente me, anzi, mi fa addirittura ridere quando nel trailer la vecchia indemoniata urla in faccia alla figlia “aaaaaahhhh!“, una scena così scontata e mal recitata che non può non strappare una risata (se non l’avete visto cercatevi il trailer subito!). Su imdb.com è addirittura a 3.6/10 nonostante sia appena uscito in molti paesi (di solito anche i film mediocri iniziano con voti piuttosto alti visto che la visione al cinema comunque migliora l’esperienza di film anche non eccezionali). Il titolo è sul fantasioso ma non avendo visto il film non potrei dire se sia o meno attinente alla trama. In inglese il titolo è piuttosto anonimo (the devil inside, letteralmente: il diavolo dentro) ma mi sorprende positivamente che non sia stato lasciato immutato per la distribuzione italiana…
    …cosa che invece è avvenuta per The Woman in Black primo film con Daniel Radcliffe dopo l’interminabile serie di Harry Potter. Come attore ha tenuto bene il cambiamento ma come film è pessimo! Se siete degli adolescenti in cerca di sobbalzi non vi deluderà ma se cercate un horror che spaventi “realmente” non perdete tempo e non vi fate illudere dalle recensioni positive che inondano il Web, questo film è soltanto una sequela interminabile di “bù!” ma nessun concetto interessante né tantomeno inquietante. Già dopo i primi 20 minuti la trama è chiara a tutti. Vi dico solo che nel Regno Unito, dove ho visto il film, la pellicola era vietata ai minori di 12 anni quindi se vi aspettate un buon horror maturo e che vi lascia con l’inquietudine in corpo dopo che avete lasciato la sala allora The Woman in Black non farà certamente per voi.
    Curiosità: questo film è un remake di un omonimo del 1989, inedito in Italia. Diventa un titolo italiota perché in italiano il romanzo da cui è tratto è noto come La Donna in Nero.
    Un horror inquietante invece è stato Insidious del 2010 ma uscito in Italia solo a fine ottobre 2011 (praticamente un anno dopo), passato ingiustamente in sordina mi ha soddisfatto inaspettatamente. Un bel mix di spaventi inattesi e scene da pelle d’oca senza la necessità di farci sobbalzare ogni due minuti.

    Infine se pensate che Journey 2: Mysterious Island tradotto come Viaggio nell’isola misteriosa sia un titolo italiota sbagliate… e non mi dilungo nemmeno a spiegare questa mia affermazione perché la risposta mi sembra ovvia: in italiano non avrebbe senso dire “Viaggio 2: l’isola misteriosa”, fa piacere invece che abbiano mantenuto comunque una continuità (grazie alla parola “viaggio”) con il precedente “Viaggio al Centro della Terra” del 2008. Per alcuni queste cose sono ovvie ma per altri sembra che ogni scusa sia buona per aggiungere titoli alla lista apparentemente infinita di cosiddetti “titoli italioti”.
    Altre mie smentite personali sull’italioticità di alcuni titoli riguardano Amici di letto (Friends with benefits, 2011) che ovviamente qualcuno dall’alto del suo blog o forum che sia ha già cassato come “brutto titolo italiano” (citazione: “Amici di Letto” – a dispetto del titolo (specie nella sua brutta traduzione italiana) – è una commedia sorprendente), è invece attinente alla trama e non capisco quale altro titolo si aspettassero.
    Infine le ricapitolazioni:
    Mi sono visto Contagion ed è stato carino ma dimenticabile (non lo rivedrei). Non capisco perché non si sia potuto chiamare Contagio.
    Horrible bosses noto in Italia come Come ammazzare il capo… e vivere felici è stato sorprendentemente divertente (nonostante non lo rivedrei una seconda volta). Molti si sono lamentati del titolo italiano ma dopo aver visto il film direi che si tratti di un titolo più che adeguato, una traduzione diretta sarebbe stata molto meno efficace. Certo se non fosse per quegli stramaledetti puntini di sospensione!!!! In questo caso sono davvero superflui

  • Questioni spinose…


    Di recente ho visto il trailer per The Raven, film con John Cusack il cui titolo origina da un racconto di Edgar Allan Poe (anzi una poesia se non ricordo male). Come ormai sono solito fare di questi tempi mi sono subito chiesto perché non l’avessero intitolato “Il Corvo” come la poesia di Poe è intitolata in italiano… poi mi è subito sopraggiunta un’epifania: c’è già quell’altro di “corvo”!

    mmh…. a volte bisogna proprio scendere a compromessi.
    Ma un “The Raven – Il Corvo” no? I miei genitori non sanno cosa sia un “raven”, come possono dunque interessarsi al film leggendo solo il titolo sul giornale? Va bene, lasciamo perdere. Per i curiosi eccovi una lista di differenze (in inglese, scusate) tra “raven” e “crow” che in italiano sono entrambi tradotti come “corvo”. Dovrei chiedere ad uno zoologo come si traduce questa differenza in italiano, cornacchia / corvo forse? Certo un titolo come “La Cornacchia” non si addice a nessuno dei due film, al massimo è da film comico. Ah… compromessi, compromessi!

  • Sherlocco Holmes e l'italiano moderno


    Sebbene non abbia da lamentarmi né del film in sé (Sherlock Holmes 2 – Gioco di ombre) né del suo doppiaggio in generale, ci sono stati un paio di momenti al cinema che mi hanno fatto torcere il naso. Purtroppo non avendo il film e affidandomi soltanto alla memoria di quando lo vidi al cinema posso riportare solo uno di questi momenti, l’unico che ricordo ma anche il più “stonato”.
    “Domanda: uno scandalo che coinvolge un tycoon indiano del cotone […] e la morte di un magnate dell’acciaio in America, che cos’hanno in comune?”
    Ciò che hanno in comune è la parola magnate. Solo che nella prima frase si usa un suo sinonimo inglese: “tycoon”.
    Nonostante i giornalisti oggigiorno abusino di questo termine (tycoon), si tratta comunque di un adattamento leggermente stonato. Infatti fa uno strano effetto sentire un inglesismo dell’italiano moderno in bocca a personaggi ottocenteschi. È evidente che volessero evitare di ripetere due volte la parola “magnate” ma non c’era altro modo di tradurre tycoon? Ne siete proprio certi?
    Una piccola nota riguardo a questo benedetto tycoon: se la parola è inglese, l’origine è invece giapponese, ovvero si tratta di un’inglesizzazione del termine taikun che significa appunto capitano d’industria, magnate, grande imprenditore commerciale etc… e questi, in un film doppiato in italiano e ambientato a inizio ‘900 mi parlano di “tycoon”? In questa scena lo spettatore si rende improvvisamente conto di guardare un film doppiato negli anni “2000”.
    C’erano un altro paio di scene in cui avevo notato delle piccolezze linguistiche degne di questo blog ma purtroppo ho finito per dimenticarmele, mi sa che dovrete aspettare che esca in DVD… sempre se avrò voglia di rivedermelo.

  • Chicche quotidiane (14) – Mandriani e Alieni

    Di recente ho avuto modo di vedermi Cowboys & Aliens. Dire che questo “cowboy e alieni” non mi sia piaciuto è dir poco. Un film che non decolla mai e con personaggi per cui lo spettatore prova scarsissimo interesse (la morte di qualsiasi personaggio era quasi una piccola liberazione). Una sprecata Olivia Wilde, adatta a ben altri film (es. Tron Legacy), che per quasi tutto il film sembra vestire in pigiama con cinturone e pistola; un protagonista (Daniel Craig) più inespressivo che mai e con in testa il cappello più brutto del West e, ultimo ma non meno importante, un Harrison Ford che spesso è irriconosciobile per via del cambio di doppiatore. Proprio questa è in realtà la mia lamentela maggiore. Invece del solito Michele Gammino, in questo film abbiamo Luigi La Monica che aveva già doppiato Ford in poche altre rare occasioni (una di queste e forse l’unica degna di nota era Indiana Jones e il Tempio Maledetto). Devo dire la verità, non mi ha mai disturbato la sua voce nel Tempio Maledetto, anche perché è un film che non guardo mai volontariamente, ma in questo film del 2011 l’assenza di Gammino si fa sentire pesantemente.

    Togliere una voce ufficiale dopo tanti anni di onorato servizio e di vasto riconoscimento nelle orecchie del pubblico italiano è un atto quasi criminoso, oserei dire. Difatti in alcuni momenti del film, quando Ford è lontano dalla telecamera (o di spalle), il riconoscimento non è mai immediato (come invece lo è per gli americani che si guardano il film in inglese, ovviamente). Il cambio di voce in questo film è particolarmente aggravante in quanto Harrison Ford è l’unico attore che riesce a creare un personaggio credibile e sensato nonostante la sceneggiatura dozzinale. Non posso neanche dire che mi sia piaciuta moltissimo la voce di Olivia Wilde, in questo film affibbiata a Myriam Catania.
    Insomma l’unica salvezza per questo film era Harrison Ford che però in italiano non è neanche riconoscibile a meno che non parli con un bel primo piano.
    Tutto questo non lo dico per una questione di nostalgia ma semplicemente perché avere una voce inattesa può funzionare per attori minori o non ancora così noti, ma Harrison Ford senza Gammino è come Eddie Murphy senza Accolla (si lo so, di recente è successo anche questo)… ma non solo, è come dire Mike Bongiorno o Paolo Villaggio con voci differenti, non li riconoscereste mai a meno che non parlino in primo piano e anche in quel caso potreste trovarvi molto spaesati.

  • Prometheus di Ridley Scott… Non c'è fretta!

    Vi ricorderete che mi ero lamentato dell’uscita posticipata del film La Cosa (2011) che in Italia non vedremo fino a maggio 2012 (invece del 2 dicembre 2011) per chissà quale lungimirante strategia commerciale. Ebbene è appena uscito il trailer di Prometheus, il nuovo film di Ridley Scott che sarà un ritorno d’autore alla serie Alien (una pellicola attesissima ve lo garantisco) e che cosa scopro? Mentre l’uscita mondiale si spalma nella prima settimana di giugno, per vederlo in Italia dovremo aspettare il 14 settembre, al ritorno dalle ferie… manco gli italiani andassero ancora in vacanza come negli anni ’60!
    Perché tale trattamento mi chiedo io? Hanno paura che scattato il 1 giugno gli italiani corrano al mare per rimanerci fino a settembre? E con quali soldi? E i milioni che rimarranno in città a lavorare come muli quali stronzate dovranno sorbirsi al cinema a metà luglio? Un Captain America 2 forse? O c’è qualche cinepanettone estivo da favorire come avvenne per Avatar che fu rimandato di un mese (da dicembre a gennaio) per evitare concorrenzialità con l’italiota Natale a Beverly Hills? E non mi raccontate che serve tempo per il doppiaggio perché nei paesi di lingua francese il film uscirà ancor prima che in America!
    La buona notizia è che James Franco non è nel cast.

  • Cosa? La Cosa… italianamente rimandata


    La settimana scorsa sono stato a Dublino e ho visto la pubblicità del film The Thing (La Cosa), prequel dell’omonimo film del 1982 di John Carpenter. Essendo un discreto fan de’ La Cosa non stavo più nella pelle quando lessi che sarebbe uscito il 2 dicembre.
    Il film in questione era già stato presentato in molti paesi a partire da ottobre ma l’Italia era rimasta relegata al 2 dicembre insieme ad altri (tra cui il Regno Unito).
    Visto il poster italiano mi preparavo domani ad andare al cinema a spendere il solito piccolo patrimonio di ~16.000 Lire (~8 Euro) e invece scopro che l’uscita è stata rimandata di… 5 giorni? 5 settimane? Ma no… 5 MESI!
    Sul sito ufficiale si legge difatti 4 MAGGIO 2012. Un film che si svolge in Antartide presentato alle porte dell’estate invece che in inverno… mah!
    Non ci è dato sapere il motivo di tale scelta, scelta per altro dell’ultimo momento visto che i poster ancora riportano il 2 dicembre.
    Allora dico… mi andrò a vedere Tin-tin! Ne parlano tutti così bene! Scopro che nella mia città non c’è. Me lo sono perso oppure ancora non è uscito? Non ci capisco più niente.
    Alla fine questa tanto attesa “Cosa” si rivelerà una boiata pazzesca, ci scommetto!

  • TITOLI ITALIOTI (22^ PUNTATA) – Prom Night


    Rieccoci con l’ennesimo appuntamento dedicato ai titoli italioti. In questo 22° episodio ufficiale (di ufficiosi ce ne sono tanti, basta cliccare sul link rubrica titoli italioti per scoprirli tutti) parliamo della sconosciuta saga di Prom Night che è più estesa e complessa di quanto vorrei che sia. Questa volta parto a ritroso, ovvero dal più recente “remake” che è stato intitolato “Che la fine abbia inizio”:
    Prom Night –> Che la fine abbia inizio (2008)
    non difficile da confondere in italiano con Prom Night (1980) dato che il suo titolo italiano è: “Non Entrate in Quella Casa“. Eppure il “Prom Night” del 2008 è un remake di quello del 1980. Non si sarebbe dovuto chiamare per lo meno allo stesso modo?
    E’ da quel dannato “Non aprite quella porta” (The Texas Chainsaw Massacre) che questi “non aprite” continuano a tormentarci! Solo negli anni ’90 decisero che era ora di piantarla.
    Entrambi i film, originale e remake, sono molto mediocri (votati su IMDb.com con 5.1/10 per il film del 1980 e un osceno 3.7/10 per il remake del 2008); almeno quello del 1980 aveva Jamie Lee Curtis e Leslie Nielsen!
    Nel 1987 uscì anche un sequel di Prom Night chiamato “Prom Night II” (anche noto come Prom Night II: Hello Mary Lou), seguìto nel ’90 da “Prom Night III: The Last Kiss“; in italiano intitolati rispettivamente “Prom Night II: Il Ritorno” e “Prom Night III: L’Ultimo Bacio” (no, non quello di Muccino).
    Per legare insieme “Non Entrate in Quella Casa” con i successivi “Prom Night II” e III, l’uscita in videocassetta del primo film fu ribattezzata ad arte con il titolo “Prom Night: Non entrate in quella casa“.
    Il quarto però (si c’è anche un quarto!) si slega nuovamente dalla serie, essendo il titolo originale “Prom Night IV: Deliver Us from Evil” ed il titolo italiano: “Discesa All’Inferno” (senza riferimenti alla serie “prom night” e confusionario visto che lo stesso titolo era già stato usato per un film con Sophie Marceau chiamato Descente aux enfers). L’omonimia col film della Marceau ha confuso difatti il sito Mymovies che descrive la trama di Prom Night ma elenca regista, attori e locandina del film francese.
    In realtà ha senso che questo quarto episodio sia stato proposto agli italiani con titolo diverso in quanto già in origine era un film a se stante che probabilmente fu intitolato Prom Night IV soltanto per venderlo meglio sul mercato americano.
    Per riassumere:
    Prom Night –> Non entrate in quella casa (1980)
    intitolato solo in videocassetta Prom Night: Non entrate in quella casa e da notare anche la scritta “Più terrificante di HALLOWEEN“… ahah ma per piacere! Prom night rasenta il soporifero!
     
    Prom Night II –> Prom Night II: Il ritorno (1987)

     
    Prom Night III: The last kiss –> Prom Night III: L’ultimo bacio (1990)

    Prom Night IV: Deliver us from Evil –> Discesa all’inferno (1992)
     (locandina italiana introvabile, forse è solo passato in TV)
    Prom Night (remake) –> Che la fine abbia inizio (2008)

    Con questo remake del 2008 speriamo che l’inizio abbia invece una fine e che la serie si trascini menomata ad un arresto completo prima di rischiare di addormentare una nuova generazione di spettatori.

  • Chicche quotidiane (5) – Titolo italiota al cinema

    Locandina italiana di Un poliziotto da Happy Hour, the guard
    Sfogliando il quotidiano City alla pagina di Alessio Guzzano (ero in cerca di scuse per andare al cinema), vedo nella lista dei film nelle sale questo titolo: Un poliziotto da happy hour. Subito mi domando quale potesse essere il titolo originale e già precludevo l’improbabile possibilità che si trattasse di Happy Hour Cop. Quell’happy hour è un termine ormai TROPPO italiota.

    C.V.D. (come volevasi dimostrare) il titolo originale è… diverso: The Guard.

    Locandina originale del film The Guard con Brendan Gleeson
    A un paio di giorni da questo avvistamento e dalla preparazione di questa chicca quotidiana, lo stesso Guzzano, sempre sul quotidiano “City”, ha recensito il film e mi ha fatto sorridere l’inizio della sua recensione:

    Un poliziotto da happy hour, recensione di Alessio Guzzano sul quotidiano City

    …o come dico io “italiota“!

  • BENVENUTI A "ORE D'ORRORE"… DAL VIVO (Fright Night vs Ammazzavampiri)


    Ebbene si, mi sono andato a vedere questo stramaledetto Fright Night – Il Vampiro della Porta Accanto (titolo originale: Fright Night) ma cominciamo con ordine.
    Due giorni fa ho beccato in TV, qui nel Regno Unito, Fright Night (1985) conosciuto da noi con il titolo di Ammazzavampiri. Subito scatta lo scandalo per il titolo italiota direte voi; certo potevano chiamarlo Ore d’Orrore ma a me è sempre piaciuto il titolo italiano. Lo scandalo scatta invece con il remake che invece di chiamarlo nuovamente Ammazzavampiri ce lo ripropongono come Fright Night – Il Vampiro della Porta Accanto. Non solo dunque ci godiamo il titolo inglese con nessun riferimento (in italiano) al film del 1985, ma c’è anche la beffa di un sottotitolo a tutti gli effetti… scemo.

    Ammazzavampiri (Fright Night, 1985)

    Ritorniamo però al classico del 1985. Un film di cui avevo soltanto memorie dall’infanzia e che a rivederlo ho trovato migliore di quanto ricordassi, molto migliore. Non sto a raccontarvi la storia ma vi consiglio di leggervi questa recensione che è una recensione coi controcazzi.
    Dopo aver visto questo film (in inglese) in televisione sono corso (per modo di dire) a ricercarlo in italiano scoprendo un doppiaggio sorprendentemente accurato, come li sapevano fare all’epoca.
    L’unica cosa degna di nota riguardo al doppiaggio del 1985 è il soprannome dell’amico del protagonista, “Evil“, che in italiano diventa “Fiele” (scelta che trovo curiosa ma in senso positivo, sarebbe stato stupido soprannominarlo “cattivo“). Nella nuova versione (2011) torna invece ad essere “evil” pronunciato addirittura all’inglese(i-vl). Avevano forse paura che i giovani moderni non conoscessero la parola fiele?
    Il doppiaggio di Ammazzavampiri è fedele e ben fatto con un Mino Caprio perfetto nel doppiare il personaggio di “Fiele“. Molti forse ricorderanno Caprio per ben altri personaggi come Peter Griffin o la rana Kermit o anche Marv, il ladro alto e stupido di Mamma Ho Perso L’Aereo).

    Fright Night – Il Vampiro della Porta Accanto (Fright night, 2011)

    Benvenuti a “Ore d’orrore”… dal vivo!“, questa era la frase con cui il vampiro accoglieva i due protagonisti del film Ammazzavampiri. La stessa frase potrebbe introdurre il remake, ma non perché questo film faccia paura, l’orrore sta nel vedere quale mediocre remake abbiano potuto produrre per i “giovani moderni” e, per quanto mi riguarda, l’orrore sta anche nel sentire quale mediocre doppiaggio dobbiamo sorbirci di questi tempi… vere e proprie ore d’orrore. Anzi per la precisione oltre un’ora e quaranta d’orrore.
    Se non vi bastasse sapere che la sceneggiatura di questo film è stata stesa dalla stessa persona che si è fatta le ossa (per cosi dire) con le serie TV Buffy The Vampire Slayer e Angel, allora non so proprio come altro convincervi ad evitare questo ennesimo rifacimento, inutile e dimenticabile. Comunque non starò qui a fare la critica al film, io mi occupo soltanto di traduzioni e doppiaggi, difatti l’inizio del film mi aveva già dato qualche grattacapo con un linguaggio “giovanile” fuori da ogni tempo:

    “quelli dell’ultimo anno non vanno al ballo, non è cool

    Neanche usare parole inglesi è cool. Mi sembra un diversivo da quattro soldi per far capire allo spettatore che colui o colei che parla è un “giovane moderno“. Il problema è che i curatori di questi doppiaggi probabilmente hanno in mente la loro esperienza giovanile da paninari… solo che questo non è un remake di Italian Fast Food e certe parole anglosassoni messe in bocca ai giovani cosi gratuitamente suonano veramente forzate.
    Poi ho sentito discorsi di questo genere:
    STUDENTE “oh, dai, belle, che scarpe
    PROTAGONISTA “pulce
    STUDENTE “cazzo, sì!” (con voce completamente amatoriale, su youtube ho sentito imbranati con voci migliori.)
    Il dialogo originale era:
    STUDENTE “oh nice man, nice kicks
    PROTAGONISTA “puce
    STUDENTE “fuck yeah!
    Mi domandavo se pulce fosse la marca di scarpe. Poi ascoltando il dialogo originale ho capito che si riferiva al colore; difatti (lo ignoravo) esiste effettivamente il “color pulce”. Il fatto è che la parola “pulce” da sola fa pensare immediatamente a tutt’altro se non viene preceduta da “colòr“. La cosa che da più fastidio di quell’intero scambio di frasi è proprio lo studente che dice “cazzo, sì“: vorrei sapere chi è che alle scuole superiori dice “cazzo, sì!” dopo che un amico gli ha rivelato il colore specifico delle proprie scarpe alla moda, e non importa quanto le scarpe siano cool. “Fuck yeah!” non era da tradurre alla lettera, il contesto va anche preso in considerazione.
    Come al solito molti di questi doppiaggi moderni finiscono per essere a dir poco “scolastici” e per niente veritieri.
    Sempre sul “pulce” (il colore), la frase originale pronunciata da Colin Farrellwell, it takes a real man to wear, uh… puce.” passa dal lievemente divertente in inglese al lievemente ridicolo nella sua traduzione che recita: “ci vuole un vero uomo per delle scarpe… pulce” (sembrava quasi che chiamasse il ragazzo “pulce“, come il “pidocchio” di Biff Tannen in Ritorno al Futuro).
    Il linguaggio finto-giovanile purtroppo non finisce qui. Difatti ci dobbiamo ancora sorbire studenti che rispondono “yo!” all’appello in classe. Anche in inglese era “yo“. Cool ancora ancora ma da quand’è che “yo” è entrato nel vocabolario italiano? Vorrei chiedere agli insegnanti italiani se hanno mai sentito un alunno rispondere “yo!“. Tale espressione sarebbe al massimo scambiata per un “no“.
    Rossi, c’è Rossi?
    Yo!
    No? Allora segno assente.
    Altra frase fittizia dal film:
    oh, l’attrezzo ci sta per parlare” (riferendosi al compagno sfigato).
    La frase in inglese era “dude, I think it’s gonna talk to us“. Volevano evitare di usare “coso”, ho capito, ma attrezzo? Come gli è venuto in mente? Spero di aver udito male.
    Nelle frasi finali del film poi c’è un’ultima perla:
    you little shit, next time […] give me a heads-up first
    in italiano…
    sei una merdina. La prossima volta […] magari prima avverti eh?
    Una… merdina? Ma chi parla cosi? Un fratello che tormenta il fratellino più piccolo? Ma soprattutto chi traduce cosi?
    Stronzetto” è solitamente la traduzione più utilizzata per “little shit“. Non credo che un trentenne userebbe la parola “merdina“; dipende tutto dal contesto, certo, e questo non era il contesto giusto.
    Note finali:
    La voce di Farrell funziona (a differenza del suo personaggio), ma non tutte le altre ciambelle sono uscite col buco. Quella di David Tennant (sia per recitazione e impostazione della voce) è piuttosto ridicola se messa al confronto con quella originale… anzi direi che sia proprio inaccettabile il modo in cui lo hanno doppiato, ma visto la qualità del film direi che un gran bel CHISSENE ci sta benissimo!

  • ITALIOTI AL CINEMA… fine estate 2011


    Ormai l’estate è alle porte e con l’avvento di settembre arrivano anche i film della stagione estiva americana purtroppo sempre rimandati al dopo agosto in Italia. Tra questi l’imperdibile Super 8 che mi sono visto poco tempo fa nel Regno Unito. Molto carino, non perdetevelo.

    Tuttavia non tutti i film riescono col buco… dopo la delusione di Captain America (mi raccomando, non lo chiamate capitan! È capTAIN con sputo incorporato) ed alcuni agghiaccianti trailer visti al cinema come I pinguini di Mr. Popper ho deciso di essere più cauto prima di precipitarmi al cinema.
    Molti trailer recenti sanno di poco buono. Apollo 18 sembra una boiata stile Blair Witch Project, con il mio sciagurato compagno di visioni supponevo ironicamente che le rocce lunari si sarebbero rivelate essere i mostri del film. Non mi fido a spendere 8 euro per Cowboys & Aliens, mi sa che passo su quello in attesa dell’uscita DVD. Avevo determinate aspettative per Conan the Barbarian (perché poi lasciare il titolo in inglese?) ma temo che anche il suo trailer mi abbia demotivato dallo spendere un piccolo patrimonio di circa 16.000 lire a persona.

    Contagion, l’ennesimo film per risvegliare le paure degli ignoranti, viene lasciato anche lui con il titolo originale. Ve lo ricordate Virus letale del 1995 con Dustin Hoffman (che tra l’altro in inglese si chiama Outbreak)? All’epoca faceva parlare di sé ma oggi non è più nella memoria di gran parte degli spettatori e vi posso assicurare che anche questo Contagion sparirà presto dalle vostre menti. La Paltrow non lo salverà così come Morgan Freeman non salvò Virus letale.

    Comunque la scelta del titolo per le sale italiane non manca mai di sorprendermi. Abbiamo Fright Night, remake dell’omonimo film del 1985. In Italia il film originale è ben noto con il titolo Ammazzavampiri. Adesso il remake ce lo propongono in inglese, Fright Night.
    Per inciso, il remake sembra una cagata pazzesca, io non lo consiglio. Caveat emptor.
    L’originale già non era un capolavoro stranoto (nonostante avesse un intenso appeal anni ’80 che a me piace molto, con scena memorabile dello scioglimento di un vampiro dalla pelle fino alle ossa… altro che CGI), figurarsi il remake del 2011! Cagata garantita, ve lo dico io.

    Ci sono altri titoli italioti in questa fine estate: Bridesmaids che in italiano significa “damigelle d’onore” è stato intitolato (forse a buon ragione?) Le amiche della sposa. Il film d’azione The Mechanic diventa Professione assassino. L’ormai blasonato Come ammazzare il capo e vivere felici ha come titolo originale Horrible bosses (ed è pure un discreto spoiler quello che ci regala il titolo italiano). Ammettetelo ragazzotti, ve lo andate a vedere solo perché nel trailer Genoveffa Aniston si mangia una banana in maniera provocante. Spero per voi che sia divertente come dicono.

    Come ho aspettato Super 8, così attendo trepidante La Cosa, che, occhio, non è un remake ma un prequel che ci racconta gli avvenimenti antecedenti all’omonimo film di Carpenter (che io adoro, ma questo si era capito credo). Per essere precisi, si parla del ritrovamento dell’astronave aliena da parte del team norvegese. Non vi sorprendete se moriranno tutti alla fine, questo già lo si sa dal primo film. È il come che intriga, e la voglia di ottenere qualche risposta alle mille domande lasciate inevase nel primo film. L’unica cosa che non mi emoziona molto è la protagonista, volutamente fatta assomigliare al personaggio di Sigourney Weaver in Aliens per evitare confronti con il carismatico Kurt Russell del primo film (e quando non si sa inventare un personaggio nuovo senza scopiazzarlo è proprio un brutto segno). Tengo le mie dita incrociate.

    (il titolo italiano dovrebbe essere La Cosa. Se sarà The Thing mi incazzo)

    PS: ah, dimenticavo, ho anche visto il trailer di Footloose (ennesimo remake) e lasciatemi dire che sarà il remake più inutile della storia dei remake… vi dico solo che le musiche sono aggiornate ai “tempi moderni” con musica rappeggiante e canzoni pop che sognano di essere rock fallendo, se capite cosa intendo, per non parlare del protagonista con faccia da pesce lesso come centinaia d’altri che vedete nelle serie reality di MTV. Sembra proprio un film finanziato da MTV (forse lo è). Quasi da boicottare da quanto è ridicolo. Guardare il trailer per credere. Chi conosce l’originale Footloose certo si ricorderà anche le canzoni e quanto fosse bravo Kevin Bacon. Questo remake scomparirà dopo poco insieme ai vari High School Musical, Hanna Montana, Step Up, etc… il cesto di DVD a €1,99 li attende.