Interstellar – a domanda, Marco Mete risponde

Vignetta con scene dal film Alien (1979) dove la parola airlock viene lasciata in inglese
Vignetta con scene dal film Aliens (1986) dove la parola airlock viene lasciata in inglese

…come nessuno disse mai nella saga di Alien.

Avrei voluto parlare di Interstellar dal primo giorno di proiezione nelle sale cinematografiche, quando cominciai ad abbozzare questo articolo, e se lo lasciavo un altro po’ a frollare nella sezione “incompiuti” avrebbe fatto in tempo ad uscire in Blu-Ray. Scusate per l’attesa.
Voglio perdere un po’ di tempo a sottolineare come finalmente Christopher Nolan abbia diretto un film che mi garba assai dopo quelle cagate fascistoidi di Batman che sembrano piacere a tutti tranne che a me, dopo The Prestige il quale si basava interamente sullo svelare i barbatrucchi di due illusionisti in competizione, salvo poi scoprire, sul finale, che la magia esiste per davvero, la magia della scienza…


Infine c’è Inception, carino ma alla stregua di un libro best-seller, di quelli che vengono spalmati su 4000 pagine per far sentire gli ignoranti di tutto il mondo molto intelligenti ad aver letto un libro così “grosso”. La gratificazione del qualunquista aiuta sempre le vendite. Lascia perdere che poi i caratteri di stampa usati hanno dimensioni da abbecedario.
Quest’anno invece arriva Interstellar che vado a vedere da appassionato di fantascienza che sono, nonostante le molte riserve visto il mio scarso amore per Nolan e, miracolo, non fa schifo! Anzi, finalmente un film di fantascienza che non prende gli spettatori per imbecilli come faceva Gravity (da subito “capolavoro amatissimo” dal popolo). Perché solitamente i film che si spacciano per fantascienza “realistica” come Gravity poi mi fanno esclamare…
Scena dell'estintore dal film Gravity Scena di George Clooney appeso ad una fune nello spazio, nel film Gravity
Vignetta dal film L'allenatore nel pallone dove Lino Banfi esclama: mi avete preso per un coglione
Gli spettatori con un istruzione scientifica alle spalle non si sentono presi per il culo da Interstellar e, mentre  guardo il film, già sospetto che in America possa essere un mezzo flop perché non ci sono robot che impazziscono e che mettono in pericolo i protagonisti, non ci sono rientri sulla navetta usando l’estintore (alla Gravity), né gente appesa ad un appiglio e che rischia di cadere nel “baratro” dello spazio così come in un burrone (sempre alla Gravity). In compenso, i dialoghi di Interstellar toccano tematiche le cui basi scientifiche sono completamente ignote allo spettatore medio americano, lo stesso spettatore medio che solitamente fa un tifo indiavolato da stadio quando va a vedere l’ultimo film della Marvel.
Quindi gli americani, riassumo per voi il responso del pubblico e della critica USA, hanno detto: bello a vedersi ma è pieno di buchi nella trama, dove i “buchi nella trama” sono in realtà soltanto gli elementi del film che non avevano capito perché a digiuno di qualsiasi nozione di fisica; gli appassionati di scienza (e fantascienza) a cui non è piaciuto il film invece si sono concentrati di più a lamentarsi della scarsità di trama e degli archi narrativi, il che ha più senso.
Apparentemente questo è un film soltanto per uno dei due tipi di nerd in esistenza…
Scena da un quiz televisivo dove il presentatore chiede di completare la frase: che la forza sia...; il concorrente risponde: la massa per l'accelerazione

DUE TIPI DI NERD: “Che la forza sia…” “la massa per l’accelerazione”

Interstellar – un film destinato ad esser criticato

In Italia la gente è molto più particolare, con critici che scopiazzano il sentimento generale del pubblico americano e ripetono a pappagallo “bello a vedersi ma pieno di buchi nella trama” senza tuttavia elencarli mai perché non sanno neanche loro quali siano, ma hanno sentito dire che ce ne sono… da qualcuno… sull’internet. Nel blog i400calci non sono stati da meno questa volta, suggerendolo nel titolo ma delegando poi l’impresa di elencare questi eventuali “buchi” ad un link in lingua inglese dove infatti non viene elencato alcun buco della trama.
Insomma, coloro che elencano buchi della trama in realtà spesso li confondono con ciò che non hanno capito di fisica. I più vaneggiano di “supercazzole scientifiche” o “spiegoni” per via di un paio di dialoghi “realisticheggianti” tra astronauti, mentre erano rimasti pressoché muti davanti alle supercazzole che in italiano ci siamo sorbiti con Captain America 2 e Pacific Rim, due film di ben altro genere e spessore, mi rendo conto, ma con recensioni molto più positive di Interstellar nonostante i loro dialoghi italiani fossero a tratti incomprensibili. In Interstellar invece, i dialoghi con una dose di realismo tra astronauti professionisti sono percepiti come “supercazzole”, mentre i momenti resi comprensibili ai più (come l’omaggio a Event Horizon), in cui si cerca di far capire almeno le basi al pubblico più becero americano, allora lì gli italiani parlano di spiegazioni “facilone”… lamentandone l’estrema semplicità. Mah!
Scena dal film Interstellar dove Matthew McConaughey piange mentre una vignetta parafrasa il film Amici Miei: le senti le emozioni? Le senti come stuzzicano e prematurano anche?
Interstellar, in breve, è uno di quei film di cui va di moda parlarne automaticamente male perché 1)non è Batman, quindi viene meno l’opinione del pubblico a cui piace vedere il fascinema, viene meno l’opinione del pubblico di 13enni e anche degli eterni 13enni; 2)non fa sentire intelligenti gli scemi così come faceva Inception, qui viene meno il pubblico degli spettatori più mediocri a cui piace credere di aver capito un film “difficilissimo”.
[Non sto offendendo in modo generico coloro a cui piace Inception ma solo quelli che lo reputano un filmone “difficilissimo” e si compiacciono di essere riusciti a seguirlo tutto. Anche a me è piaciuto Inception alla prima visione, non vuol dire che mi aspetto una medaglia per essere riuscito a seguirlo dal sogno più superficiale a quello più profondo. Leggo di certa gente invece che si sente intelligentissima perché “ha capito” Inception, pensando che altri possano non essere riusciti a seguirlo altrettanto argutamente… se non siete tra questi illusi, le mie parole non si riferiscono a voi.]

Vignetta basata su una scena dal film Interstellar dove un attore di colore dice: nello spazio ho visto cose da farla diventare bianco! Così parafrasando una battuta di Ghostbusters - Acchiappafantasmi

Nei primi 20 minuti di visione di Interstellar mando un messaggio scherzoso al mio amico Petar “sono al cinema, sto guardando Contact 2” [Contact è quel film che vorremmo amare ma è strapieno pieno di messaggi stupidi sulla fede ed ha una risoluzione insoddisfacente con connotati da zimbello galattico], ma in realtà è un mio scherzone da cinefilo perché so già che Petar apprezzerà tantissimo questo Interstellar, così come lo hanno apprezzato altri laureati in fisica come lui.

NOTA CURIOSA: Il cognome di Matthew McConaughey si legge “meccònahi”, adesso ne sapete di più di qualsiasi giornalista in TV e potete andare a fare gli sboroni con gli amici.

Il film attira subito la mia attenzione con un futuro dove nella scuola pubblica americana si insegnano teorie complottistiche degne di Alieni: nuove rivelazioni e dove ovunque nel mondo si respira un’aria pesante come quella di mille scorregge in un sacco a pelo (perché questo è ciò che accadrà realmente in un futuro abbastanza prossimo), immaginate di andare nel Parco Nazionale d’Abruzzo e respirare ovunque un’aria viziata tipo ufficio postale in inverno all’ultimo del mese… un incubo quasi peggiore dei complottisti che insegnano nelle scuole pubbliche.
Quasi.
Comunque non voglio raccontarvi niente della trama, dico solo che questo film (e non quella baracconata di Gravity) si sarebbe dovuto chiamare Gravity. Gravity invece dovrebbe chiamarsi “Momento Angolare – Una serie di inverosimili eventi” per rendere veramente giustizia alla pellicola.
Finto poster del film Gravity intitolato: Momento angolare


L’adattamento italiano di Interstellar

Parliamo invece del doppiaggio (ma più in particolare dell’adattamento italiano) che è l’unico motivo che mi ha spinto a scrivere di Interstellar, del resto è di questo argomento che si parla qui a Doppiaggi Italioti.
Tutto procedeva bene (splendida la scelta dei doppiatori, specialmente sui robot) finché non sono spuntati alcuni termini anglosassoni (in realtà soltanto due). Me li segno lì per lì e attendo i titoli di coda per scoprire Marco Mete ai dialoghi e alla direzione del doppiaggio. Decido quindi di interrogare direttamente il signor Mete (perché quando posso, lo sapete, vado sempre alla fonte) e attraverso minacce, estorsioni e raccomandazioni riesco a farmi dare la sua e-mail, il suo numero di telefono, indirizzo della casa al mare, codice fiscale, il 730…
Questo è un estratto dal nostro scambio di e-mail:

Evit: Nel film ho sentito parole anglosassoni in tre o quattro momenti del film e volevo chiederle se queste sono state imposte dal committente americano, suggerite dagli esperti che lei ha consultato per l’adattamento del film oppure se sono state scelte personali dovute ad esigenze di labiale/tempi. Le frasi “incriminate” sono:
“…quando ti espello dall’airlock
“se apre il portello, l’airlock si depressurizza”
e
Override!

La risposta di Marco Mete

Mete: Per quanto riguarda Interstellar e le parole in inglese, le confesso che neanch’io, in genere, sono un estimatore della moda di recepire tali termini nella nostra lingua senza cercare un termine italiano equivalente. In questo caso specifico ho ritenuto, con il conforto degli esperti e della distribuzione, di lasciare “airlock” in originale perché la traduzione è molto più lunga e macchinosa e anche perché si legge sul computer del Dottor Mann quando tenta di sbloccare il portello. Per quanto riguarda “override”, come vedrà nella pagina allegata, non sono stato l’unico ad avere avuto il problema di trovare un termine sintetico. Dal momento che viene ripetuto più volte in un momento di grande concitazione, ho ritenuto più semplice lasciarlo in originale. Le confesso che comunque la traduzione e l’adattamento (e anche la direzione del doppiaggio) di Interstellar, hanno obbligato me e i gentilissimi consulenti, a una grandissima attenzione per poter riprodurre fedelmente, nei tempi del labiale, un linguaggio estremamente tecnico e dai significati complessi.
Spero di aver soddisfatto la sua curiosità. La ringrazio comunque per il suo interesse e per l’attenzione e lo stimolo che il suo blog offre al mondo del doppiaggio. E non esiti a contattarmi se dovesse avere altri quesiti.

Fa piacere confermare Mete un estimatore della lingua italiana ma non avevo dubbi che lo fosse perché, se ci pensate, DUE vocaboli anglosassoni in un film doppiato della durata di tre ore, oggi, nel 2014, è quasi da medaglia al valore.
Mentre sull’ordine “override!” in realtà non ho avuto molti problemi (del resto era detto una sola volta, urlato velocemente al computer, ed è effettivamente un termine tecnico informatico adottato dalla lingua italiana) non sono altrettanto contento di “airlock“.

La (non-)traduzione di “airlock”

Mi rendo conto che gli equivalenti italiani di “airlock” sono più lunghi (“camera d’equilibrio”, “camera stagna” o, come tradusse Maldesi in Alien, il meno adeguato “serbatoio d’aria”) ma avrei preferito che l’equivalente italiano fosse stato possibile integrarlo nella frase, magari alterando la lunghezza di altre parole nella stessa per farcelo entrare, così come accadeva negli anni ’70 e ’80 nei vari Alien, Aliens, eccetera.
Comprendo anche le motivazioni degli interpellati sulla scelta di lasciare la parola “airlock” in inglese: i docenti universitari di ingegneria sicuramente utilizzano termini anglosassoni che trovano nei libri di testo americani (in ambito scientifico universitario funziona così) ed il committente, difronte alla scelta “lascio in inglese o traduco?”, sceglierà sempre “lascia in inglese”. Rimane soltanto la fetta di pubblico italiano che non mastica l’inglese o che non conosce la parola “airlock” e non vedo come possa comprendere tale vocabolo che non è spiegato all’interno film né risulta di facile comprensione dal contesto concitato delle scene in cui emerge.

Un adattamento e un doppiaggio d’altri tempi

A parte questo “airlock”, ripetuto solo due volte, voglio sottolineare come sia forse l’unica occasione nel 2014 in cui io sia riuscito a vedere un film senza storcere il naso durante i dialoghi doppiati. La scelta delle voci era adeguata, i dialoghi adattati non distraevano ricordandoci di stare guardando un film nato originariamente in un’altra lingua… potremmo dire di trovarci davanti ad un adattamento e doppiaggio vecchio stile, con rarissimi (uno o due) momenti controversi. Insomma, un prodotto ottimo.
Conclusa questa mia personale considerazione, ringrazio infinitamente Mete per la sua disponibilità e gentilezza, si sentiva che ci teneva particolarmente a rispondere a questa domanda e spero di risentirlo presto in merito a tanti altri capolavori di doppiaggio da lui diretti e/o doppiati.
Vignetta dal film Interstellar con il protagonista che abbraccia la figlia che piange perché nel doppiaggio ha sentito la parola airlock


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Ex-docente, blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film. Ora dialoghista per studi di doppiaggio.

53 Commenti

  • Sergio Longoni

    17 Dicembre 2014 alle 13:26

    Override è effettivamente una parola ostica da adattare. Tradurla con una singola parola penso sia impossibile.
    L’unico esempio che ricordi in cui l’ho trovata in un film con un contesto simile è “Star Trek. l’ira di kahn” dove appunto lo stesso Kahn urla “Wher’s the override? The override?” quando Kirk gli fa abbassare da remoto gli scudi.
    La traduzione è stata “Ausiliario”
    dialogo completo:
    JOACHIM: Signore! Stanno scendendo i nostri schermi!
    KHAN: Li sollevi!
    JOACHIM: Non ci riesco!
    KHAN: Dov’è l’ausiliario? L’ausiliario!
    Ora perché Kahn si sia messo a cercare un ausiliario della sosta in quella situazione resta un mistero 🙂
    In questo caso lasciare il termine originale è la scelta migliore.

    Rispondi
    • Evit

      17 Dicembre 2014 alle 13:34

      Ci sono alcuni escamotage linguistici per override ma si rischia sempre di alterarne il significato purtroppo. In questo caso, tra l’altro, “override” era urlato con un primo piano sul protagonista.

      Rispondi
  • Antonio L.

    17 Dicembre 2014 alle 18:28

    Le tue vignette sono sempre fortissime! Citazione di Ghostbusters che non noterà nessuno (tutti). Un particolare ringraziamento da parte mia a Marco Mete per l’ottimo lavoro di adattamento e direzione del doppiaggio. Il film mi è anche piaciuto abbastanza, ma vi prego non accostatelo a “2001: Odissea nello Spazio”, siamo su due livelli differenti. Nemmeno se facciamo passare Interstellar in un wormhole potrà mai essere come 2001, secondo me nessun film lo eguaglierà mai.
    Ottimo articolo comunque, scusate se ho divagato.

    Rispondi
    • Evit

      18 Dicembre 2014 alle 13:12

      Difatti 2001 non l’ho nominato, volutamente. Nel film Interstellar ci sono tanti omaggi piacevoli a 2001 ma non credo che i due film siano da porre a confronto (anche se capisco perché molti critici improvvisati ci si siano buttati a capofitto cercando di “vincere facile”), ad ogni modo io preferisco il romanzo che Clarke scrisse allo stesso tempo della sceneggiatura per Kubrick, lo preferisco al film perché l’idea di Kubrick di lasciare volutamente molti elementi della trama alla sola interpretazione dello spettatore la trovo una scelta un po’ furbesca che non ho mai apprezzato (anche se è in linea con lo stile cinematografico di fine anni ’60). Perché “2001” non è comprensibile se non si legge il romanzo, o una critica fatta da qualcuno che lo ha letto, o qualcuno che scopiazza qualcun altro che lo ha letto.
      Kubrick, volutamente, non da abbastanza informazioni in quel film per poterne seguire tutta la trama senza dover tirare a indovinare… sono di quelle scelte che aiutano a tenere viva la tua pellicola per 50 anni a venire, così ognuno può vederci un po’ ciò che vuole, però sono anche delle grandissime paraculate d’autore.
      In Interstellar questo almeno non accade. Soltanto il finale POTREBBE essere interpretato differentemente, così come accadeva in Inception… ma questa ormai è diventata tradizione di Nolan a quanto pare, e non dispiace. Un conto è avere due possibili interpretazioni finali, un altro è fare un finale totalmente incomprensibile “se non vi andate a leggere romanzo o critica”.
      Detto ciò, Nolan non è Kubrick, figuriamoci, 2001 ha ben altri pregi e considera che questo Interstellar è il primo vero film di Nolan che mi piace (Inception è “OK”, niente di più), al contrario di Kubrick del quale mi piacciono praticamente TUTTI!

      Rispondi
  • Evit

    19 Dicembre 2014 alle 12:05

    Per i curiosi, queste erano le battute dal doppiaggio originale di Alien e Aliens:
    Questo condotto d’aria potrebbe essere un vantaggio.
    Da qui sale su e sbuca nel serbatoio d’aria principale
    Possiamo bloccarlo e poi lo mandiamo verso il serbatoio
    e di lì lo proiettiamo nello spazio
    No, tu e Ash andate al serbatoio dell’aria
    __________
    La squadra analisi non ha trovato alcuna prova fisica della creatura che lei ci ha descritto
    Certo! Perché io la sparai fuori attraverso la cabina stagna… come ho detto.

    Rispondi
    • Evit

      21 Dicembre 2014 alle 14:55

      Dei nuovi batman ho problemi con i personaggi di contorno, con la trama e con la fotografia dei film, più che con Batman stesso. In ogni caso sì, c’è un solo Batman, quello del 1989.

      Rispondi
  • Leo

    21 Dicembre 2014 alle 15:03

    Ricordo vagamente, all’epoca, polemiche sul doppiaggio di Batman, perché aveva la voce di Claudio Santamaria. Anzi, a guardar bene le chiacchere sono ancora vive, basta leggere i commenti su youtube:
    https://www.youtube.com/all_comments?v=CtJIjazAZRg
    c’è pure una petizione
    http://www.bestmovie.it/news/petizione-per-ridoppiare-la-voce-di-batman/7641/
    e ovviamente yahoo answers
    https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080725043641AAgYg5K
    Ma, dall’altro lato, i fan americani dell’uomo pipistrello, perfino i più accaniti, non possono fare a meno di prendere in giro un aspetto dell’interpretazione di Bale: la Bat-Voce. Non importa da quale sfondo culturale si provenga, ti piacciano o meno i film di Nolan, sono tutti d’accordo nel dire che il gracchiare roco di Batman è RIDICOLO. Personalmente mi ricorda Scooby Doo dopo che si è fatto di PCP.

    Rispondi
    • Evit

      21 Dicembre 2014 alle 15:07

      Diciamo che quei film sono stupidi su più livelli.
      La petizione per una voce diversa è ridicola, chiaramente i committenti hanno chiesto al doppiatore di imitare, tipo fotocopia, l’interpretazione originale. Anche se lo ridoppiassero non cambierebbe niente, rimarrebbe sempre con quella ridicola voce come nella pellicola americana perché la libera interpretazione non esiste più.

      Rispondi
  • Leo

    21 Dicembre 2014 alle 15:22

    Non credo si tratti tanto dell’interpretazione fotocopia, quanto della bravura stessa dell’individuo. Da quello che ho sentito dire, siamo a livelli piuttosto bassi.
    Si lamentano anche di Timi, che ha doppiato Bane in “Rises”,
    https://www.youtube.com/all_comments?v=VGHjRAZZHu0
    vedo molte critiche ma nessuno che sembra rendersi conto di quanto sia RIDICOLA anche la voce originale di Bane. Sarà una cosa culturale.

    Rispondi
  • $lask

    21 Dicembre 2014 alle 17:54

    Francamente non vedo inc he modo siano ridicole le voci di Bale e Hardy. Mentre ridicolo lo è eccome il doppiaggio dozzinale effettuato da due attori che non hanno mai messo piede in una sala doppiaggio.
    E comunque il Batman di Burton è superato 😛

    Rispondi
    • Evit

      21 Dicembre 2014 alle 18:00

      Se fai un giro su youtube vedrai che sia la voce di Batman che di Bane sono oggetto di parodie e sfottò da anni. Nessuno ha mai preso in giro Keaton per come parlava. E mi riferisco al solo pubblico americano

      Rispondi
      • $lask

        21 Dicembre 2014 alle 20:15

        Si sono a conoscenza delle miriadi di parodie, ma ormai sul web si parodizza di tutto 😛 Ciò non toglie che la caratterizzazione vocale di entrambi i personaggi è azzeccata.

  • Woody Alien

    22 Dicembre 2014 alle 12:28

    Pensa che nemmeno l’ho mai visto Capitan Airlock… come, non è quello? OK…
    A proposito di Batman, non so se segui il canale Youtube “Cinema Sins”, ma uno dei punti che più vengono presi in giro dal commentatore riguardo alla trilogia di Nolan è proprio il mugugnare incomprensibile di Bane, ogni volta seguito da un bel “What?!” dell’autore. Anzi sai che faccio, ti metto il link direttamente così ti risparmio la fatica: https://www.youtube.com/watch?v=j2tE-BCwZtw

    Rispondi
    • Evit

      22 Dicembre 2014 alle 23:55

      Cosa aveva di ambiguo? Può essere, solo che al momento non ricordo, c’era una spiegazione alternativa oltre al SPOILER… Christian Bale aveva un gemello segreto e Hugh Jackman ogni sera si suicidava creando un clone che lo avrebbe sostituito (e per questo dovrebbe vincere il premio alla stoicità)?

      Rispondi
  • Matteo

    23 Dicembre 2014 alle 09:34

    Secondo me è ambiguo perchè se da una parte c’è la spiegazione che hai dato tu, dall’altra viene da chiedersi se la macchina di Tesla, i cilindri, i gatti, il diario, ecc.. non facesse tutto parte del trucco di Hugh Jackman per ingannare il suo nemico/collega (..e noi, spettatori?) e fargli fare mille seghe mentali.. non è questo in fin dei conti l’obiettivo del gioco di prestigio? Far credere, anche solo per poco, che la magia possa davvero esistere?
    Almeno, questa fu la mia interpretazione quando lo vidi all’epoca..

    Rispondi
    • Evit

      23 Dicembre 2014 alle 09:56

      Credo che tu abbia dato quella interpretazione perchè, giustamente, la tua mente si rifiutò di accettare una stronzata simile.
      Comunque effettivamente leggo che ci sono teorie sul fatto che Jackman potesse avere un sosia ma sebbene il finale con doppia spiegazione sia una caratteristica di Nolan, credo che queste speculazioni su un finale che non includa il teletrasporto siano nate solo dal fatto che il pubblico si sia sentito imbrogliato nello scoprire, solo sul finale, che si tratti di fantascienza (il critico Robert Erbert se n’è risentito). Del resto il romanzo da cui è tratto ha il teletrasporto e l’intero svolgimento della trama, di per se, indica soltanto quell’idea.
      Quella del sosia di Jackman è alla stregua di quelle “teorie dei fan che migliorano il film”, ma niente di più secondo me. Comunque la prossima volta che mi capita di rivederlo lo terrò a mente.

      Rispondi
  • Matteo

    23 Dicembre 2014 alle 10:39

    Non avendo letto il romanzo da cui è stato tratto il film, non ero a conoscenza di questo fatto.
    Allora mi sa che hai ragione, a volte una pipa è solo una pipa.. (:
    Buon Nasale Evit!

    Rispondi
    • Evit

      23 Dicembre 2014 alle 10:42

      Beh, a leggere su internet non sei il solo che ha pensato ad un finale meno stupido di quello presentato nel film. Se avessi avuto altrettanta immaginazione magari il film mi sarebbe piaciuto di più.
      Buon Nasale anche a te! 😉

      Rispondi
      • $lask

        27 Dicembre 2014 alle 18:52

        “da morire”… mi piacciono tanto quanto i primi tre, considero Star Wars un’unica grande saga, così come dovrebbe essere. Con i suoi alti e bassi, in ciascuno dei sei capitoli.
        Comunque il fatto che il finale di The Prestige sfocia nella fantascienza non lo rende stupido xD

  • stelioeffrena

    11 Gennaio 2015 alle 11:19

    Ciao complimenti per la recensione! Mi togli però una curiosità? Perché Batman sarebbe fascistoide? D’accordo che sia una pseudo porcheria, ma ideologicamente mi pare abbia incarnato sempre il più becero americanismo… Bye!

    Rispondi
    • Evit

      11 Gennaio 2015 alle 11:42

      Il becero americanismo è di per sé fascisdoide, sono gli americani a non essersene mai accorti. Solo perché storicamente hanno combattuto contro il nazifascismo questo non li esenta da correnti che non posso definire che fascistoidi.
      Magari un giorno ne parleremo più in dettaglio.

      Rispondi
  • Leo

    11 Gennaio 2015 alle 13:52

    Ricordo di aver letto testimonianza (completa di foto) di simpatie per il partito nazionalsocialista tedesco negli Stati Uniti, nel primo periodo dell’ascesa di Hitler, prima della Guerra. Le simpatie per alcuni si estendevano anche a Mussolini.
    Una rapida ricerca suGoogle mi dà cose come questo:
    http://www.americainwwii.com/articles/americans-for-hitler/
    Lo stesso partito dei nazisti dell’Illinois non è un’invenzione di Dan Aykroyd come qualcuno potrebbe pensare (quell’uomo ha una bella immaginazione) ma è esistito e continua ad esistere
    http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Nazista_Americano
    Se si trovano nel film è perché poco tempo prima quelli veri avevano intentato una marcia a Skokie (IL), cittadina a maggioranza ebraica piena di vittime dell’Olocausto, e dopo un processo in Corte Suprema (National Socialist Party of America v. Village of Skokie) marciarono a Chicago, città di Belushi.

    Rispondi
  • andreasperelli2k

    30 Marzo 2015 alle 12:01

    Visto ieri interstellar in Italiano, oltre ad override ed airlock ho notato un evitabile “landing pod”.
    Inoltre il figlio del protagonista chiama il pick-up del padre “camion” o “furgone” (non ricordo bene), probabilmente in Inglese era “truck” ma italiano chiuque l’avrebbe semplicemente chiamata “auto”.

    Rispondi
    • Evit

      30 Marzo 2015 alle 13:41

      “Landing pod”… Mmh… mmmmmh! Mmmmmh!!!
      Su “furgone” (controllerò se effettivamente è “furgone” o “camion”), non ho molto da dire. Pick-up è effettivamente e correttamente traducibile come furgone, furgoncino o direttamente “pick-up” anche in italiano.

      Rispondi
    • Evit

      30 Marzo 2015 alle 20:48

      Sì, tra le tante, sarebbe stata una di quelle buone da lasciare in italiano, comunque non mi disturba. Fosse stato “camion” me ne sarei lamentato. Furgone va bene, anche qui, nella città dell’edilizia, chiamiamo “furgone” qualsiasi veicolo del genere pick-up, da quelli minuscoli del vivaio a quelli enormi da cantiere edile. Unica eccezione rimane l’apecar che per motivi storici ritiene questo nome.

      Rispondi
    • Evit

      25 Marzo 2016 alle 12:24

      Beh, direi di sì, tutto sommato! Ahah. Basta con gli airlock però eh! Che mia madre non sa cosa siano e non sa nemmeno come cercarlo su google. ;P
      Come stai, Marco?

      Rispondi
  • Anonimo

    4 Giugno 2016 alle 03:22

    Ricordo che in dei sottotitoli amatoriali trovati sull’internet, francamente imbarazzanti nella loro totalità, v’era uno spunto interessante: il comando del Dr. Mann alla voce elettronica «Override!» veniva tradotto con «Bypassalo!»
    Cosa ne pensi?

    Rispondi
    • Evit

      4 Giugno 2016 alle 10:08

      Dico che mi piace molto, non so se sarebbe stato funzionale al doppiaggio ma comunque una prova l’avrei fatta. Mete disse che il labiale impediva tale scelta, e gli voglio credere, però sarebbe stato bello avere qualche parola inglese in meno a beneficio di tutti.
      In questo film “bypassalo” ci sta benissimo. Ogni tanto anche i sottotitoli amatoriali sorprendono… Anche se solo per brevi momenti.

      Rispondi
  • Paolo "Pisolo" Ciaravino

    21 Maggio 2018 alle 23:10

    Ho visto ieri Interstellar (arrivo sempre puntale agli appuntamenti :D) e siccome ricordavo di aver letto in altri articoli lodi sull’adattamento, ho pensato di cercare l’articolo in questione. Dal basso delle mie conoscenze linguistiche, direi che il lavoro è veramente buono per l’adattamento e non posso che concordare ancora una volta con Evit circa i giudizi su esso, così come sui “tipici” giudizi di pubblico e critica riguardo al film.
    Dall’altrettanto profondo abisso delle mie conoscenze scientifiche mi pare che le basi ci fossero ma con qualche concessione alle esigenze narrative; e non mi riferisco alle congetture su quel che c’è nei buchi neri che rientra a pieno titolo nella fantascienza ma ad altri particolari. Ad ogni modo, non mi voglio addentrare nel discorso anche perché forse qualcuno ne ha già parlato (mi si perdoni se non vado a leggere tutti i commenti precedenti). Personalmente il film a me non è piaciuto granché per il fatto che dopo quaranta minuti avevo già capito in cosa sarebbe consistito il colpo di scena finale (che finale non è perché poi c’è tutta la parte prescindibile su “come è andata a finire”) e neanche per un attimo ho dubitato che le cose sarebbero andate come poi sono effettivamente andate. E’ facile capire che in una situazione del genere un film difficilmente possa esaltare, anche perché nel mezzo non è che ci fosse roba per la quale, secondo il mio personalissimo gusto.
    Bene, ora che ho dato i miei due cents di parere, vado a leggermi l’articolo su Cap 2 che io ritengo il miglior film del Marvel Cinematic Universe insieme ad Iron Man, sperando che tu non me lo abbia strapazzato troppo 😀

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    • Evit

      22 Maggio 2018 alle 08:47

      Lo sai che mi piace molto Captain America 2, è l’adattamento italiano che è aberrante. Che peccato! Proprio sul loro miglior film. L’ho strapazzato tanto solo parlando del doppiaggio italiano.
      Del primo Iron-man non ho mai parlato ma anche quello è tra i pochi che mi sono piaciuti, lì non ricordo scemenze nell’adattamento italiano. Un peccato assistere a questa altalenante qualità nelle versioni italiane.

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      • Paolo "Pisolo" Ciaravino

        22 Maggio 2018 alle 14:02

        Sì, infatti dopo le prime due righe, mi sono accorto che l’articolo lo avevo già letto e ho ricordato che è incentrato sull’adattamento cinofallico. Anche perché mi pareva proprio di ricordare che lo avessi (aveste) apprezzato, da un non comprate quel biglietto in cui compare una didascalia “dopo venti minuti di lodi a Capitan America 2…”. Credo fosse Manovstil o Batman contro Superman :D.
        No, per dire che sono uno che vi segue seriamente XD.

  • Lidia Zitara

    8 Dicembre 2020 alle 00:40

    Tra serie e film, Star Trek è stato penalizzatissimo dal doppiaggio, forse più di qualsiasi altra cosa andata in Tv o al cinema. Dopo il reboot e la serie Discovery sembra si siano riorganizzati,ma i danni erano fatti.

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