• Home
  • Tag Archives:  errori di adattamento
  • Traduttori senza gloria (Bastardi senza gloria, 2009)

    Bastardi senza gloria, scena degli italiani

    La scena degli “italiani” in Bastardi senza gloria (Inglourious basterds, 2009) in italiano non ha molto senso e fa poco ridere. Innanzitutto in originale (eccetto per i dialoghi in italiano) la scena era interamente recitata in tedesco con sottotitoli. La versione doppiata invece cambia i dialoghi dal tedesco all’italiano quando ancora Diane Kruger e Christoph Waltz stanno discorrendo in tedesco. Non si capisce esattamente in che lingua starebbero parlando… francese? Inglese? Perché due tedeschi dovrebbero improvvisamente smettere di parlare il tedesco in favore di una seconda lingua? A meno che i doppiatori non si siano concessi delle libertà ipotizzando che il personaggio di Diane Kruger fosse a conoscenza delle capacità linguistiche del colonnello Landa (Christoph Walz) ma in realtà parte della comicità della scena è anche basata sul fatto che nessuno si sarebbe aspettato che il colonnello delle SS parlasse la nostra lingua e che avrebbe tormentato gli infiltrati mettendo a dura prova il loro improvvisato italiano.

    “La scena degli italiani” (nome con cui è nota all’estero) è l’unica cosa che non mi piace nel film doppiato poiché chi ha curato l’adattamento ha anche deciso che evidentemente questa divertente sequenza poteva essere resa più comica inserendo (per l’ennesima volta nella storia del doppiaggio) un’ironia basata su dialetti regionali… e ovviamente si sbagliavano.

    Trascrizione della scena degli italiani

    Questa la trascrizione dei dialoghi, sia in originale che nella versione doppiata in italiano.

    (originale in tedesco sottotitolato) They are friends of mine from Italy. (I miei amici sono italiani)
    (doppiato) I miei amici sono siciliani.

    (orig. sott.) This is a wonderful Italian stuntman, Ezio Gorlomi. (le presento l’eccezionale stuntman italiano, Ezio Gorlomi. -per mantenere veridicità storica si poteva usare “controfigura” o “cascatore”-)
    (doppiato) Le presento il grande attore siciliano, Ezio Gorlomi.

    (orig. sott.) a very talented cameraman, Antonio Margheriti… (un cineoperatore di talento, Antonio Margheriti)
    (doppiato) il suo assistente personale, Antonio Margheriti…

    (orig. sott) and Antonio’s camera assistant, Doninick DeCocco. (e il suo assistente operatore Dominick DeCocco)
    (doppiato) e il suo impareggiabile parrucchiere Domenico DeCocco.

    In una scena precedente, mentre la Kruger viene interrogata nello studio veterinario mostra a Brad Pitt gli inviti dicendo infatti che l’idea era quella di infiltrare spie parlanti tedesco nei panni di “un operatore tedesco e il suo assistente”. Il piano poi viene alterato in favore degli stessi ruoli ma parlanti italiano. Nella traduzione nostrana però non solo si parla di “siciliani” (scelta quasi necessaria) ma vengono alterati anche i ruoli stessi per aggiungere comicità dove questa originariamente non c’era.

    Tornando alla scena in questione, a questo punto Diane Kruger, dopo aver presentato al colonnello Landa i suoi amici “italiani” (parlando in tedesco sottotitolato), si rivolge adesso a questi ultimi parlando proprio in italiano… in questo momento il dialogo si fa divertente, almeno nel film originale; nel film doppiato diventa soltanto sciocco.

    Kruger (originale): Signori, questo es un vecchio amico mio, colonnello Hans Landa della SS.
    Kruger (doppiato): Signori, lui è un vecchio amico mio, il colonnello Hans Landa della SS.

    Pitt (orig.): Bonjorno.
    Pitt (dop.): Baciamo le mani.

    Walz (orig.): Signori è un piacere.
    Walz (dop.): Signori è un piacere.

    Walz (orig.): gli amici della vedette, ammirata da tutti noi, questa gemma proprio della nostra cultura, saranno naturalmente accolti per la durata del loro soggiorno.
    Waltz (dop.): quante estati ho passato nella vostra splendida Sicilia dall’Etna alle spiagge di Taormina. Sarete naturalmente accolti sotto la mia protezione per la durata del vostro soggiorno.

    Pitt (orig.): Grazie!
    Pitt (dop.): Mizzica!

    Walz (orig.): Gorlomi? Lo pronuncio correttamente?
    Walz (dop.): Gorlomi? Ed è un cognome di Palermo?

    Pitt (orig.): Si, ehm… correcto.
    Pitt (dop.): Ah… si, minchia, indovinò.

    Walz (orig.): Gor-la… Gor-lo-mi? Per cortesia, me lo ripeti ancora?
    Walz (dop.): Gor-la… Gor-lo-mi? Per cortesia, me lo ripete ancora?

    Pitt (orig.): Go(r)lami! (pronunciato all’americana)
    Pitt (dop.): Gorlami (pronunciato con accento siciliano)

    Walz (orig.): Excusi, com’è?
    Walz (dop.): Mi scusi, come?

    Pitt (orig.): Gorlami! (pronunciato meglio)
    Pitt (dop.): Garlomi! (sempre con accento siciliano)

    Walz (orig.): Ancora una volta.
    Walz (dop.): Ancora una volta.

    Pitt (orig.): Gor(l)ami. (sottovoce)
    Pitt (dop.): Gorlomi (sottovoce, niente accento siciliano)

    Walz (orig.): E come si chiama lei?
    Walz (dop.): E lei da dove viene?

    Roth (orig.): Antonio Marga-riti.
    Roth (dop.): Strittu ri Missina.

    Walz (orig.): Ancora?
    Walz (dop.): Ripeta?

    Roth (orig.): Margareeeeeti (con voce alla Super Mario)
    Roth (dop.): Stretto di Messiiina.

    Walz (orig.): Un’altra volta ma adesso vorrei sentire proprio la musica delle parole!
    Walz (dop.): Un’ultima volta ma adesso mi faccia ricordare il profumo della vostra terra!

    Roth (orig.): Antonio Marga-reeeeeiiiiiiiiti.
    Roth (dop.): Stretto di Messi-na. (scandendo ogni parola)

    Walz (orig.): Margheriti! E lei?
    Walz (dop.): Mmh… alta marea, e lei?

    Doom (orig.): Dominick-dicoco.
    Doom (dop.): Posillipo basso. (con accento napoletano)

    Walz (orig.): Come?
    Walz (dop.): Da dove?

    Doom (orig.): Dominick-dicoco
    Doom (dop.): Basso posillipo.

    Walz (orig.): Bravo! Bravo!
    Walz (dop.): Bravo! Bravo!

    La scena degli italiani in Bastardi senza gloria fa meno ridere e non ha molto senso

    Questa scena, permettetemi di ribadirlo, era originariamente molto comica: Pitt che risponde a suon di “buongiorno”, “grazie” e “arrivederci” con accento palesemente americano (mentre doveva spacciarsi per italiano madrelingua), gli altri due finti italiani che enunciano il loro nome con pronunce alla Super Mario o spagnoleggianti (come Dominick DeCocco) e facendo il tipico gesto del “che vuoi?”Scena degli italiani, dal film Bastardi senza gloria di Tarantino. Dominic DeCocco fa il gesto del che vuoi per imitare gli italiani per il quale siamo noti in tutto il mondo, il colonnello Landa che sapendo delle loro false identità li tormenta chiedendogli di ripetere innumerevoli volte il loro nome e gratificandoli dopo il terzo o quarto tentativo con un sonoro “bravo!” come ad incoraggiare uno studente mediocre… sono tutti elementi che rendono la scena esilarante.

    Nella versione italiana la comicità (o presunta tale) si sposta invece non sulle pronunce ma sulle origini meridionali. La scelta dei dialetti mi rendo conto che era quasi necessaria, altrimenti come giustificare il loro improvviso accento alla Stanlio & Ollio e alla Super Mario all’ascoltatore italiano che li ha sentiti parlare un perfetto italiano fino a poco prima; certo è che potevano giocarsi meglio questa carta. Invece sono scaduti in battute alterate come la provenienza, “Posillipo bassa” e “lo strittu ri Missina”, che tolgono l’ironia originale basata sul fatto che i soldati travestiti da italiani non sapevano nemmeno pronunciare il proprio nome fasullo e il colonnello Landa li tormentava chiedendogli di pronunciarlo più e più volte.

    Non sto neanche a soffermarmi su quanto sia ridicolo anche a livello della trama il semplice fatto che i due soldati, dichiaratamente ignoranti di italiano (e dell’Italia in generale) conoscessero Posillipo bassa e lo Strittu ri Missina. La logica del film viene temporaneamente abbandonata per questa scena riuscita solo a metà (nel doppiaggio italiano). La scena degli italiani in Bastardi senza gloria è difatti insensata e di ridotta efficacia comica rispetto a quella in lingua originale.

    Solo per questa scena alterata che tanto mi fece ridere in inglese e che invece fa pietà e compassione ad ascoltarla in italiano sostengo che non valga la pena di guardare Bastardi senza gloria tradotto. In questo caso consiglio la visione in lingua originale. Peccato, tutto il resto era di alta qualità.

  • Adattamenti stregati, anzi incantati… anzi proprio tonti!


    Ecco un post dedicato interamente a Streghe! Per quei pochi fan ancora latitanti.
    Ma si che ve la ricordate non fate finta di no; sapete… le tre sorelle con il libro degli incantesimi, gli infiniti demoni senza scopo nella vita e angeli che mettono incinta esseri umani? Proprio quella serie lì! Quella replicata fino alla nausea dalla RAI che la usa come tappabuchi pomeridiano, al pari di Buffy, Angel e tutta quella robetta là.
    Pensate forse che in inglese si chiami Witches? Se lo pensate vi sbagliate, il titolo originale è “Charmed“. Indubbiamente il titolo “Streghe” va dritto al punto!
    Titolo a parte, non avendolo mai visto in inglese e a stento qualche episodio in italiano mi sono dovuto informare e a quanto pare, dato il vasto pubblico di minori che seguiva la serie, i dialoghi vennero molto spesso alleggeriti nella versione italiota eliminando qualsiasi traccia di parolacce o battute troppo “adulte”.
    Godetevi la lista di differenze nel doppiaggio italiano da questo sito Il doppiaggio italiano di “Streghe”, errori e differenze
    Riporto soltanto quella a mio parere migliore e più esemplare (dal primo episodio della serie):
    PIPER: I asked if Prue would have sex other than herself this year.
    (ovvero “ho chiesto se quest’anno Prue farà sesso con qualcun altro oltre che con se stessa)
    PHOEBE: That’s disgusting. Please say yes!
    L’adattamento italiano vira su altri contenuti:
    PIPER: Volevo sapere se quest’anno Prue è andata a letto con qualcuno.
    PHOEBE: Sei curiosa, eh? Per favore, dì di sì!
    Evidentemente la masturbazione femminile è un argomento da non trattare in “Streghe“…
    In effetti in America la masturbazione femminile è molto meno tabù che in Italia, tuttavia ci sta che essendo il primo episodio, gli autori stessi mirassero ad un pubblico più adulto e non si aspettavano troppi marmocchi incollati alla tv… e invece!
    Se siete proprio degli appassionati, sul sito che vi ho indicato c’è una minuziosa lista di tutti gli errori di traduzione dell’intera serie (è una lista bella lunga). Alcuni sono un po’ pedanti ma mi rendo conto che l’obiettivo era soltanto quello di fare una raccolta completa. Del resto, chi sono io per criticare la pedanteria altrui???

  • Classe 1999 – doppiaggio e ridoppiaggio

    Bambino del film Classe 1999 che fa il gesto del dito medio. La vignetta legge: al nuovo doppiaggio... tiè!
    Class of 1999, originariamente chiamato 1999 – terrore in classe e poi più fedelmene Classe 1999, è una sorta di sequel spirituale e molto autoironico di Classe 1984 dello stesso regista Mark L. Lester. In questo film, che inizia in stile Fuga da New York e termina in stile Terminator, la criminalità minorile è cresciuta a dismisura e le scuole sono diventate zone smilitarizzate in mano alle gang (non è chiaro chi o cosa obblighi i giovani delinquenti ad andare a scuola ma la premessa non è da prendere proprio sul serio). Per risolvere il problema il Ministero dell’Istruzione e Difesa lancia un programma pilota per rimpiazzare i docenti con dei robot travestiti da insegnanti. Viene fuori che i robot sono difettosi (già precedentemente scartati dall’esercito) ed ingaggeranno una guerra contro gli studenti (non prima però di averne ucciso qualcuno in maniera sempre molto… curiosa).

    Il film è poco pretenzioso e delinea un futuro assai deprimente… cosa che personalmente adoro. Sì, sono un fan della fantascienza a basso costo. Forse qualcuno si ricorderà che passava spesso su TMC (ve la ricordate? Poi sostituita da La7). Dal cambio con La7 il film è scomparso dalla televisione italiana per poi ricomparire in DVD. Tutto OK dunque? Manco per sogno. Come molti altri titoli, è stato ahimè ridoppiato. In meglio? Manco per sogno!
    Con la nuova versione si introduce anche un nuovo livello di bassezza nella qualità del doppiaggio italiano che speravo davvero di non dover sentire mai. Voci milanesi che vorrebbero spacciarsi senza accenti ma che poi cadono in dialettismi regionali incomprensibili nella maggior parte d’Italia come “bigiare la scuola“. Se lo avessero doppiato a Roma allo stesso modo cosa dovevano dire, “fare sega a scuola“? E “fare forca” se lo doppiavano a Firenze?

    Il nuovo doppiaggio inoltre, con le sue voci isolatissime e con pochissime voci di fondo anche in scene affollate, dà proprio l’impressione di essere stato eseguito in uno studio di registrazione, una percezione che lo spettatore non dovrebbe mai avere! Quindi si ha il peggior effetto possibile, quello di esser coscienti di stare guardando un film doppiato in sala di registrazione, ovvero il fallimento della ragion d’essere del doppiaggio stesso che, ripeto, non dovrebbe mai essere coscientemente percepito.
    Ci sono doppiaggi amatoriali su youtube di qualità nettamente superiore a questa che invece non supera mai il livello “telenovela sudamericana di Rete4”, nei momenti migliori.

    Il vecchio doppiaggio ovviamente non era così. Tante piccole cose danno spessore ad un doppiaggio eseguito a regola d’arte. Prima di tutto le voci di fondo! Difatti nelle scene di massa il nuovo doppiaggio sfoggia soltanto due o tre voci dei personaggi dialoganti, il resto intorno è muto o quasi. Nella versione cinematografica si sentivano svariati commenti degli altri studenti come è ovvio che sia (tra l’altro davano anche piccole indicazioni utili alla comprensione della trama e non stonavano con il film in generale, la creatività italiana TALVOLTA aiuta il film e sottolineo “talvolta”).
    Questo mi sembra un punto chiave che può apparire poco importante ma che fa una grandissima differenza.

    Vogliamo parlare dei dialoghi? Parliamo dei dialoghi… quelli del nuovo doppiaggio sono dialoghi che non hanno sempre senso, sicuramente lo avevano in inglese ma qualcosa è stato perduto nella traduzione quasi scolastica e senza fantasia. Le frasi assai poco memorabili poi sono peggiorate da interpretazioni pulite ma piatte, alcune senza emozioni. Se gli dovessi dare un voto da scuola media questo ridoppiaggio si beccherebbe un “gravemente insufficiente”!

    Com’era dunque il vecchio doppiaggio? Beh questo è uno di quei casi dove il doppiaggio italiano migliora il film con battute divertenti e recitazioni memorabili (spesso migliori di quelle originali) ma che soprattutto hanno senso nel contesto e non pedisseque traduzioni dall’inglese lanciate a caso. Il fatto è che non vi accorgerete mai di quanto fosse buono il vecchio doppiaggio fin quando non avrete ascoltato il nuovo.
    Ma non credete a me, ascoltate con le vostre orecchie guardandovi alcuni piccoli pezzi del film con doppiaggi a confronto.

    Il nuovo insegnante di storia

    [youtube https://www.youtube.com/watch?v=wsIl9xPUphw?rel=0&showinfo=0]
    Bigiare la scuola
    [youtube https://www.youtube.com/watch?v=jfKeJCbE8-g?rel=0&showinfo=0]
    L’ora di educazione fisica
    [youtube https://www.youtube.com/watch?v=jf3dnpTxnrw?rel=0&showinfo=0]

    La sequenza più indicativa secondo me è quella della rissa in classe nella quale l’attore che interpreta il robo-professore di storia ruba completamente la scena (nel doppiaggio originale) con battute anche divertenti. La nuova versione ha una traduzione più fedele al copione originale ma quello che dice ha sempre molto meno senso, i dialoghi sono meno naturali (oltre che meno divertenti e memorabili), sebbene la voce scelta sia adeguata al contrario di molti altri personaggi.

    Bene, spero di non avervi tediato con questa filippica contro il nuovo doppiaggio di un film sconosciuto ai più. Era da tempo che volevo parlare di questo film perché quando lo rividi in DVD percepii subito che qualcosa non andava, lo ricordavo semplicemente più spassoso, con battute più memorabili. Poi vado a leggere sulla lista di film ridoppiati et voilà, mistero risolto. Ci rimasi malissimo, con il nuovo doppiaggio il film è semplicemente piatto e immemorabile, mancando di tutto quel poco che lo rendeva interessante. Per fortuna la vecchia versione è ancora recuperabile (non facilmente… ma è recuperabile) e se non avete mai visto questo film ma siete vagamente interessati a vederlo dopo la lettura di questo mio pamphlet, NON GUARDATE ASSOLUTAMENTE LA NUOVA VERSIONE perché vi rovinerebbe completamente il film, per sempre!

    Da notare la solita locandina italiana che è tipicamente più interessante del film stesso. Gli italiani in quanto a locandine non li batte nessuno.

    locandina italiana del film Classe 1999
    Mi sento di segnalare questa recensione sul sito Il cinemaniaco che forse descrive il film in maniera più interessante di quanto abbia fatto io stesso, del resto le mie trame sono solo un incipit per poi passare a parlare di doppiaggi.


    Per finire, ecco alcuni possibili effetti collaterali che possono insorgere dalla visione di Classe 1999 ridoppiato:

    Si va dalla sorpresa, dall’indifferenza e dalla confusione…


    alla nausea…

    all’autoflagellazione

    alla lotta armata…

    ai tentativi di suicidio…

    all’autodistruzione…

    …e, in casi estremi, alla morte.

  • Quei "deliziosi" GNOCCHI DI LICHENE!

    Marshmallow abbrustoliti sul fuoco del campeggio, chiamati gnocchi di lichene nel film Ghostbusters
    Per decenni ci siamo chiesti “ma che diavolo sono questi cavolo di Marshmallow di cui parlano in ogni film americano?”. Appena capito che si tratta di quei tubetti (apparentemente fatti di zucchero) bianchi e rosa, morbidi, che al supermercato nessuno compra… era doveroso sollevare un sopracciglio di disappunto.

    In Italia sono importati da decenni ma ben pochi italiani se li sono mai filati più di tanto. Decisamente le caramelle meno interessanti dal carretto dei dolciumi dei luna park. Negli Stati Uniti hanno invece la stessa fama che avevano in Italia gli ovetti Kinder (i Kinder Sorpresa, a proposito li fanno ancora?).

    La prima volta che sentii parlare di questi Marshmallow è stato nel film degli Ghostbusters –Acchiappafantasmi (1985) dove un malaugurato pensiero di Dan Aykroyd fa si che un malefico Dio ittita si presenti nella forma ormai facente parte della cultura popolare, quella dell’uomo della pubblicità dei Marshmallow, lo Stay Puft marshmallow-man.

    Stay Puft Marshmallow Man, l'uomo della pubblicità degli gnocchi di lichene. Scena dal film Ghostbusters - Acchiappafantasmi
    Storicamente in Italia vengono prima conosciuti con i fumetti di Snoopy e Charlie Brown in cui si parla dei Marshmallow arrostiti sul fuoco da campeggio (uno stereotipo proprio dei Marshmallow) e alla loro prima apparizione (dal 1963) vennero tradotti con un nome di fantasia: toffolette. Nome carino, fantasioso ma anche piuttosto misterioso. I lettori italiani di Peanuts si saranno spesso chiesti che diavolo fossero queste toffolette e dove acquistarle. (Tra i traduttori di Peanuts figura anche Umberto Eco, che sia stata una sua idea?)

    Snoopy che abbrustolisce i Marshmallow anche noti come Toffolette
    Vent’anni dopo, la generazione successiva a quella dei primi lettori di Peanuts avrebbe ritrovato i dolci Marshmallow nel film Ghostbusters ma con un’altra traduzione. Nella versione doppiata in italiano, Dan Aykroyd descrive i Marshmallow come “gnocchi di lichene“. In realtà i licheni non c’entrano proprio niente, al massimo avrebbe dovuto dire gnocchi di malva. Difatti l’altea comune, della famiglia delle Malvaceae, era usata originariamente per produrre questi dolciumi. Il loro nome deriva proprio dal nome comune che ha questa pianta (Marshmallow appunto), un accostamento di “marsh” (=palude, l’ambiente in cui cresce questa pianta) e “mallow” (=malva).

    Dovremmo forse chiamare i Marshmallow “dolcetti di malva palustre”? No, per carità! Prima di tutto perché non se li comprerebbe nessuno e poi perché “Marshmallow” ormai è praticamente un marchio registrato ed ogni volta che i doppiatori cercano di tradurre la parola si hanno sempre risultati disastrosi. Tra l’altro i Marshmallow sono secoli che non li fanno più con l’estratto di malva palustre. Come ogni alimento moderno che si rispetti adesso sono prodotti in maniera industriale, non contengono alcuna sostanza benefica e fanno felicissimi i dentisti. (sarei più curioso di provare invece quelli fatti con estratto di malva che indubbiamente avranno avuto anche degli effetti benefici sulla salute (vedasi le proprietà terapeutiche dell’altea comune).

    Ritornando brevemente agli gnocchi di lichene dei Ghostbusters, bisogna specificare che, al contrario della malva, il lichene non è neanche una pianta. Mi domando sinceramente come gli sia venuto di descriverli come “gnocchi di lichene”. Che abbiano creduto davvero che si trattasse di questo? Era pur sempre il 1984 e non c’era certo Wikipedia a portata di mano, qualche scusante quindi gliela darei ai traduttori.
    La frase originale era:

    We used to roast StayPuft marshmallows by the fire at Camp Waconda

    Tuttavia sarebbe risultata poco comprensibile al pubblico italiano (una frase densa di riferimenti alla nostalgia americana legata ai campeggi estivi, dove una delle abitudini più comuni era quella di abbrustolire i Marshmallow sul fuoco) quindi i doppiatori optarono per la seguente frase:

    non c’è niente di più soffice e dolce di quei candidi gnocchi di lichene.

    La frase italiana mantiene un tono nostalgico anche se sembra più una stravagante passione privata del personaggio di Dan Aykroyd verso questo prodotto immaginario piuttosto che un qualcosa con cui tutti gli spettatori dovrebbero avere familiarità. Difficile immaginare come altro avrebbero potuto tradurla negli anni ’80.

    Una volta li ho comprati per curiosità e li ho messi nel latte come vidi fare nei Simpson (a ripensarci… che idea stupida!), alla fine mi sono ritrovato con una cosa che era praticamente latte e pezzi di gomma perché non sapevo che il latte andava prima riscaldato, nei Simpson non lo specificavano. Credo sia stata la peggiore colazione di sempre. Non ho provato ad abbrustolirli sul fuoco ma direi che mangiarmi caramellacce gommose bruciacchiate non è il mio sogno nel cassetto. In campeggio al massimo abbrustolirei delle salsicce, altro che dolciumi da fiera di paese.

  • Nonsense tutto italiano (L’Aereo più pazzo del mondo)

    Scena dal film L'aereo più pazzo del mondo. Il pilota e il bambino

    I film demenziali americani hanno sempre avuto molto successo anche in Italia; innegabilmente tradurre in italiano dialoghi intrisi di doppi sensi e battute legate alla cultura popolare americana o alla lingua inglese stessa è un’impresa titanica che non potrà mai riuscire alla perfezione, qualunque sia il livello dei traduttori; nel migliore dei casi rimarranno sempre molte battute incomprensibili.

    Il film Airplane! (in Italia noto come “L’aereo più pazzo del mondo“) è il più classico esempio di tutto ciò, è strapieno di battute mancate o alterate che non sto nemmeno a citare, sono davvero troppe e mi costringerebbe a rivedere tutto il film.
    Ne cito soltanto una: in italiano il protagonista dice Emergenza! Primo maggio, primo maggio! al che il controllore di volo risponde Primo maggio? Ma se siamo a febbraio!. In italiano non ha alcun senso che il pilota dica “primo maggio”, mentre in inglese “May Day” è appunto il 1° maggio che si pronuncia identicamente a “mayday” (segnale internazionale di richiesta d’aiuto).

    Ci si può davvero sbizzarrire a trovare dozzine di simili battute mancate, ad ogni modo ho preferito concentrarmi su un singolo scambio di battute che è l’unico, a mio parere, veramente imperdonabile (tra parentesi ho inserito una traduzione di quelle battute cambiate nel doppiaggio):

    Pilota: have you ever been in a cockpit before?
    Bambino: No sir, I’ve never been up on an airplane before!
    Pilota: have you ever seen a grown man naked? (hai mai visto un adulto nudo?)
    […]
    Pilota: Joey, do you ever hang around the gymnasium? (Joey frequenti mai la palestra?)
    Hostess: we better get back now, Joey.
    […]
    Pilota: Joey, do you like movies about gladiators?

    In italiano la situazione viene stravolta in questo modo:

    Pilota: Avevi mai visto una cabina di pilotaggio?
    Bambino: Oh, no signore. Questa è la prima volta che salgo su un aereo.
    Pilota: la cabina di pilotaggio è il cervello dell’aereo (invece di “hai mai visto un adulto nudo?”)
    […]
    Pilota: Joey, sei mai andato sulle montagne russe al luna park? (invece di “Joey frequenti mai la palestra?”)
    Hostess: forse è meglio che torni al tuo posto Joey.
    […]
    Pilota: senti Joey, senti, ti piacciono i film dei gladiatori?

    Ovviamente mancando le precedenti due battute non ha molto senso domandare al ragazzino se gli piacciono i film sui gladiatori e l’intera conversazione pilota-bambino risulta un po’ inutile in italiano. In inglese il pilota ingaggia una conversazione col bambino in visita alla cabina di pilotaggio e inaspettatamente chiede (in modo molto “casuale”) se ha mai visto un uomo nudo… la battuta risulta esilarante per l’inaspettata piega che prende la conversazione. Suppongo che in italiano fosse tabù ironizzare sulla pedofilia ma la censura a parer mio è sempre da disprezzare.

    [Da notare inoltre che in inglese è chiaro che la hostess volesse allontanare il bambino dopo aver sentito tali preoccupanti domande del pilota pedofilo. Il pilota però insiste che Joey rimanga.]

    Come è chiaro da questo esempio (e da quello sul mayday), in questo genere di film tradotti in italiano, si viene quindi a creare dell’humor definito nonsense anche laddove questo originariamente non era presente.
    In linea di massima non ho mai amato molto questo genere di film ma li capii (e quindi li trovai alla fine divertenti) soltanto quando mi capitò di guardarli finalmente in lingua originale. In italiano i vari punti morti dei dialoghi sono dovuti proprio a traduzioni improprie o mancati riferimenti. Da notare infine che alcune battute sono state aggiunte di sana pianta da chi si è occupato dei dialoghi italiani e di solito sono le peggiori; per esempio nella stessa scena di cui ho parlato prima il copilota chiede al capitano se vuole che controlli il tempo e il pilota gli risponde di occuparsene da solo (evidentemente troppo distratto nella conversazione col bambino). In italiano questo dialogo viene sostituito da una battuta da poco:

    Copilota: vuoi dare un’occhiata al tempo Clarence?
    Pilota: Sì, che voglio andare al mare.

    Se volete vedere le due scene a confronto, ecco due video trovati su YouTube:

    Da ricordare che il film è principalmente una parodia del film Ora zero del 1957 (di cui è essenzialmente un rifacimento scena per scena) e solo in maniera minore dei vari “Airport” come invece spesso si crede o viene scritto in giro.

  • SAY HELLO TO MY LITTLE FRIEND FERRUCCIO!

    Al Pacino in una scena di Scarface dove tiene in mano un fucile d'assalto. Una vignetta gli fa dire: salutatemi i doppiatori italiani, invece di salutatemi il mio amico Sosa, che era la versione italiana di: say hello to my little friend
    Scarface (1983) è indubbiamente uno dei miei film preferiti, soprattutto in lingua originale. Ci sono alcune differenze tra la versione originale in inglese e la versione doppiata in italiano che spesso non vengono fatte notare dai fan ma sono sicuramente degne di nota.

    Frasi cambiate nel doppiaggio italiano di Scarface

    Le parolacce

    All’inizio del film gli agenti dell’immigrazione che interrogano Tony Montana (Al Pacino) non credono al fatto che non sia mai stato in carcere e chiedono molto volgarmente come si è fatto la cicatrice che ha in faccia. In italiano la domanda è:

    Dove te la sei fatta questa cicatrice, giocando con qualche bambola?

    In inglese molto più volgarmente:

    Where’d you get the beauty scar, tough guy? Eatin’ pussy?

    Per il dovere di cronaca ne riporto la traduzione letterale, ovvero: “dove te la sei fatta questa bella cicatrice, osso duro, leccando fiche?
    Si capisce quindi da dove gli viene quel “giocando con qualche bambola”. In questo caso non possiamo che apprezzare l’alleggerimento della volgarità. E pensare che in una versione censurata che passa in TV negli Stati Uniti la battuta è stata cambiata in “Come te la sei fatta questa cicatrice, mangiando ananas?”.
    In inglese gran parte delle volgarità di Tony Montanta comunque si limitano quasi esclusivamente alla parola “fuck” (e sue derivate) che, secondo statistiche ufficiali, viene ripetuta 226 volte nel corso del film con una media di più di una al minuto (su youtube c’è anche un video divertente di più di un minuto che le raccoglie tutte una dopo l’altra).
    Per la versione italiana i doppiatori non si sono concentrati specificatamente su una sola parolaccia portante (“vaffanculo” viene detto 25 volte ma ben lontano dalle 226 volte di “fuck”) ma abbiamo invece una discreta varietà di alternative. Difatti Michelle Pfeiffer ad un certo punto dice:

    (in italiano) Tony per cortesia smettila di dire tutte queste parolacce!

    (in inglese) Can’t you stop saying “fuck” all the time?

    Impossibile da tradurre alla lettera visto che “vaffanculo” lo diceva solo 25 volte, quindi una soluzione perfetta quella di “tutte queste parolacce”, forse l’unica soluzione possibile.

    Salutatemi il mio amico Sosa

    Sul finire del film arriva la frase di Tony Montana che è diventata una delle battute più celebri della storia del cinema. Mentre gli assassini colombiani al soldo di Sosa assaltano la villa per far fuori il protagonista, Tony Montana tira fuori un fucile con lanciagranate e dice “Say hello to my little friend!” (riferendosi all’arma che impugna) poco prima di sparare una granata sulla porta in risposta agli assalitori.
    In italiano al posto della celebre frase, Tony Montana esclama “Salutatemi il mio amico Sosa!”.
    Scarface gif say hello to my little friend
    Mi sono sempre domandato… che i traduttori abbiano davvero creduto che Tony Montana si riferisse a Sosa (che fino a quel momento era stato suo amico)? Oppure la traduzione letterale di “say hello to my little friend” in riferimento ironico al lanciagranate non funzionava altrettanto efficacemente in italiano? Difficile a dirsi. Devo ammettere che la battuta in italiano ha un suo senso ma, traducendo in questo modo, in Italia ci siamo persi una delle frasi più celebri del mondo anglosassone. Dire “say hello to my little friend” è automaticamente associato a Scarface (provate a ricercarlo su Google images e vedrete se non viene fuori soltanto Al Pacino con il fucile in mano o suoi imitatori). Probabilmente ci sono tante commedie e film di animazione dove questa battuta è usata come occhiolino a Scarface ma che passa inosservata nei suoi adattamenti italiani.

    Il doppiaggio di Ferruccio Amendola

    Ultimo ma non meno importante (anzi, la mia critica maggiore al doppiaggio di Scarface), in inglese Al Pacino dà al suo personaggio un’interpretazione unica nel suo genere, recitando in un modo del tutto particolare con un esagerato accento cubano. Questa ricchezza di interpretazione (costata a Pacino non poche ore di studio e impegno), mi dispiace ammetterlo, non è soltanto sminuita ma totalmente annichilita dal doppiaggio di Ferruccio Amendola che purtroppo ha dato al personaggio una normalissima voce italiana, senza neanche un vago accento “latino”. Aaccento che invece ha l’amico cubano di Tony quindi non si capisce com’è che uno parli perfettamente a l’altro con un accento, sebbene siano sbarcati insieme.
    La logica interna del doppiaggio italiano di Scarface sembra essere stata messa in secondo piano rispetto all’interpretazione, “standard”, forse ritenendo che il pubblico italiano avesse determinate aspettative e che lo strano accento non sarebbe stato accettato su un personaggio principale? Una vera spiegazione ufficiale non c’è, non è stata mai fornita, né è stata mai chiesta prima d’ora.

    Un ridoppiaggio di Scarface?

    Il danno è fatto e Scarface ce lo teniamo così, con Tony Montana che parla come un qualunque altro personaggio americano. Mi auguro che ai distributori non venga mai in mente di ridoppiarlo perché: 1) il ridoppiaggio è una pratica barbara raramente giustificabile; 2) a parte Tony Montana gli altri personaggi sono doppiati alla perfezione e con le voci giuste, appropriate per il decennio a cui appartiene il film, cosa che sarebbe difficilissimo da ricreare oggi.
    Nel suo complesso il doppiaggio italiano di Scarface dà comunque una buonissima impressione perché, a farla breve, è un ottimo film. Ma se siete tra quelli in grado di guardarsi i film in lingua originale, non tornerete più indietro dopo aver sentito l’autentico Al Pacino di questo film, memorabile proprio per quel suo modo di parlare che nel mondo anglosassone è diventato subito iconico e riconoscibile mentre in italiano è il “solito” Ferruccio Amendola che non aggiunge niente ai tanti Stallone/De Niro/Dustin Hoffman che abbiamo conosciuto in quegli anni.
    Se possiamo soprassedere sulla battuta dell’amico Sosa, forse non dovremmo fare lo stesso sulla mancata occasione di dare a Tony Montana il suo legittimo accento cubano.

  • Fantasma di nave! (Nave fantasma, 2002)

    insegna dal film Nave Fantasma che legge "cabina di capitano"
    Se c’è una cosa più insopportabile delle traduzioni errate dall’inglese all’italiano questa è l’uso errato dell’italiano nei film americani. L’esempio che mi viene subito in mente è il film “Nave fantasma” (Ghost Ship, 2002) che ebbi la sfortuna di vedere al cinema. In questo film la nave fantasma del titolo è una nave italiana (ispirata al transatlantico Andrea Doria) quindi lo spettatore potrà notare piuttosto di frequente scritte ed etichette in italiano… TUTTE rigorosamente errate, dalla prima all’ultima.

    L’italiano stentato della Nave fantasma

    Perché me la prendo tanto? Beh, dovendo scrivere alcune frasi in italiano, che almeno chiedessero a qualcuno che l’italiano lo sa per davvero, così da evitare obbrobri come “CABINA DI CAPITANO” invece di “cabina del capitano”; una donna che viaggia da sola è descritta nella lista passeggeri come “VIAGGENDO SOLO” (invece che “viaggiando sola” due parole due errori!), suppongo traduzione diretta di “travelling alone”. In italiano al massimo sarebbe stato “viaggia sola” o “viaggia da sola”.

    scritta sul registro di bordo che legge "viaggendo solo", dal film Nave fantasma
    Le assurdità che dobbiamo vedere e leggere in questo film non finiscono qui, abbiamo anche: “GOVERNO DELL’ITALIA” scritto in cima a procedure di emergenza divenute “AVVERTIRE D’EMERGENZA” , date scritte all’americana (“Maggio 19, 1962”), esibizioni canore da svolgersi in “due grande atti” da parte della cantante “diretta da Roma” (invece che “direttamente da Roma” suppongo) “FRANCESCA, LA PIÙ FAMOSA CANTANTE DI CABARET DI’ ITALIA”  (non si capisce tra l’altro come una cantante italiana canti Senza fine con pronuncia all’americana). L’unica parola che sono riusciti ad azzeccare mi pare sia l’insegna che legge “ESTINTORE”.

    foglio che legge avvertire d'emergenza
    Insegna dello spettacolo di Francesca Rettondini

    Anche “ogni notte” non è poi così corretto. “Ogni sera”, “tutte le sere” avrebbe più senso nel manifesto di uno spettacolo canoro.

    Altre frasi poi sono completamente incomprensibili: su di una foto compare la scritta “Cuore (?) della scatole de caricamento” e su di una cartolina (credo di un telegramma) nello spazio per il timbro c’è scritto “Puntello da spedire” (puntello???) e sempre nello stesso documento, in alto, appare la dicitura “NAVE PER PUNTELLO” (la mia mente ritorna subito a Carlo Verdone in Un sacco bello che diceva “Ostello! No Otello!“). Il più “bello” di tutti però è un meccanismo con leva che riporta due livelli “PIGRO” e “MASSIMO” (quei cretini hanno tradotto “idle” come “pigro” invece che “fermo” o “inattivo”).

    Scena della leva che va da pigro a massimo

    Da pigro a massimo!

    carte tradotte male nel film Nave fantasma

    Puntello da spedire

    Mappa della nave con altre traduzioni sbagliate

    Mappe illeggibili.

    Infine… BEWARE OF POISON diventa “VELENO DI ATTENZIONE seguito da “RESISTENZA DI INDUSTRIAL”.

    Tanica di veleno per topi con insegne tradotte male

    Veleno di attenzione!

    L’unico veleno qui è la traduzione, affidata evidentemente a qualche minus habens con un dizionario in mano e che di italiano non sapeva assolutamente niente. Per quanto basso fosse il budget di questo film trovo impensabile che non si potessero permettere di far tradurre quattro cavolate da un traduttore serio. Ma anche un non professionista avrebbe fatto un lavoro migliore per pochi dollari, probabilmente anche gratis! Il “pigro” è imperdonabile… poi così evidente.
    Soltanto pochi dollari, questo sarebbe stato il misero costo da pagare per risparmiarsi la derisione da parte di un’intera nazione (la nostra).