[Italian credits] Il diavolo è femmina (1935)


Questa settimana torniamo a tuffarci nel fascino del bianco e nero, con i titoli italiani di un altro “classicone” trasmesso dalla sempre prolifica Retecapri.
Si tratta de Il diavolo è femmina (Sylvia Scarlett, 1935) diretto dal celebre George Cukor per la RKO e interpretato da due mostri sacri: la giovanissima Katharine Hepburn (anzi, Caterina Hepburn nella grafia italiana dell’epoca) e un particolarmente gioviale Cary Grant.
Il film arriva in Italia il 14 dicembre 1938 e rimane a lungo nei cinema, prima di riapparire il 10 ottobre 1977 su Rete Uno (Rai1) all’interno di un ciclo televisivo dedicato alla Hepburn.

Prima edizione DVD, targata MHE / Elleu 2003


Ignoto al mondo dell’home video, la pellicola in pratica scompare nel nulla per decenni finché il 12 giugno 2003 la MHE (Mondo Home Entertainment) ed Elleu lo presentano in DVD, ristampato poi nel 2010 dalla compianta Stormovie: per ora non ho modo di sapere se queste due edizioni digitali siano identiche fra loro, ma non escludo future “cacce fortunate”.
Il film è tratto dal romanzo La strana vita di Sylvia Scarlett (The Early Life and Adventures of Sylvia Scarlett, 1918) di Compton Mackenzie (Garzanti 1947, traduzione di Mario Benzi), ritradotto da Elisabetta Stefanini per Elliot nel 2013 come Vita e avventure di Sylvia Scarlett.
La fortuna del personaggio spingerà Mackenzie a tornare a raccontarne le vicende nei romanzi Adventures of Sylvia Scarlett (1950) e Sylvia Scarlett (1971), inediti in Italia.

da “La Stampa”, 14 dicembre 1938


Fuggita dalla Francia al seguito del padre, che ha perso tutto al gioco e ha i creditori alle costole, Sylvia Scarlett (Katharine Hepburn) aiuta l’amato genitore portando i capelli corti e vestendosi da uomo e facendosi chiamare Sylvester: una figlia a carico sarebbe solo un peso, mentre un uomo ha tutte quelle libertà negate ad una donna. (Ehi, la storia è del 1918, non c’è da stupirsi!)
In Inghilterra la vita non sarà facile così i due decidono di darsi alla criminalità, aiutati dal ladruncolo-truffatore Jimmy Monkley (Cary Grant). Con colpi degni del miglior Cattivik, il terzetto di decerebrati proprio non riesce a rubare neanche un sasso, così diventano clown in spettacolini da località balneare e poi si finisce tutti nella commedia sentimentale quando il cuore di ragazza di Sylvia sciaborda dai rudi vestiti da maschietto che è costretta ad indossare.
Il momento più alto è quando la voce italiana di Cary Grant – Cesare Barbetti – chiama la co-protagonista… «Silvestro Scarletto». Quel momento da solo vale l’intero film!

Ridoppiaggio

da “La Stampa”, 8 ottobre 1977


Il nostro lettore Andrea87 fa notare che la doppiatrice della Hepburn, Maria Pia Di Meo, essendo nata un anno dopo la prima apparizione italiana di questo film sta a testimoniare come le immagini qui presentate si debbano per forza riferire ad un ridoppiaggio successivo.
Plausibilmente la riedizione del film si può far risalire al ciclo “Le mille stagioni di Katharine Hepburn“, titolo con il quale nell’ottobre 1977 Rete Uno (Rai1) presentò dieci film dell’attrice ad un pubblico che in pratica li ignorava: erano apparsi al cinema molti decenni prima e, non esistendo né home video né passaggi televisivi, quei dieci titoli erano in pratica dieci prime visioni.
Per completezza d’informazione, riporto i dieci film che hanno composto quel ciclo Rai del 1977: 1) Il diavolo è femmina (Sylvia Scarlett, RKO 1936); 2) Maria di Scozia (Mary of Scotland, RKO 1936); 3) Palcoscenico (Stage Door, RKO 1937); 4) Susanna! (Bringing up Baby, RKO 1938); 5) Il mare d’erba (The Sea of Grass, MGM 1947); 6) La costola di Adamo (Adam’s Rib, MGM 1949); 7) Tempo d’estate (Summertime, UA 1955); 8) Improvvisamente l’estate scorsa (Suddenly Last Summer, Columbia 1959); 9) Il leone d’inverno (The Lion in Winter, Avo-Embassy 1968); 10) Amore tra le rovine (Love Among the Ruins, 1975).

Titoli di testa








Scritte nel film



Titoli di coda




L.
P.S.
Se simili resoconti vi interessano continuate a seguirci ogni due venerdì qui su Doppiaggi Italioti e vi invito a venire a trovarmi anche sul mio blog Il Zinefilo: viaggi nel cinema di serie Z.

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