A Perfect Getaway e il suo meno perfetto adattamento


Proprio ieri sera è avvenuto il primo passaggio televisivo (sul canale Cielo) del film A Perfect Getaway – Una perfetta via di fuga (2009), che avevo già visto in lingua originale, ma essendo il venerdì sera la TV italiana non offre grandi alternative ho pensato che riguardarlo male non avrebbe fatto.

Giusto un paio di osservazioni.

Una Rossella Acerbo sopra le righe

Rossella Acerbo doppia il personaggio di Gina, un ruolo femminile non secondario. La considerazione che segue è personalissima e interamente colpa mia, diciamo così, ma dopo tanti anni di Friends dove la Acerbo ha doppiato il personaggio di Phoebe (Lisa Kudrow) purtroppo è facile che una sua interpretazione un po’ sopra le righe mi porti a ripensare a quel tipo di personaggio. Non è colpa della doppiatrice e non sto dicendo che non mi piace la voce o il modo di recitare di Rossella Acerbo, penso che sia bravissima nel suo lavoro e l’ho sentita in tantissimi altri film (voce ricorrente di Heather Graham, Drew Barrymore, Michelle Rodriguez e tante altre) per i quali non ho avuto assolutamente niente da ridire, ma in questo A Perfect Getaway trovo che la sua interpretazione ricordi proprio quella di Phoebe in Friends, un po’ eccessiva, sopra le righe. Per fare un esempio, alcune frasi originariamente dette “a denti stretti” dal suo personaggio venivano invece urlate in italiano.
Impressione personale, eh!

L’adattamento dei dialoghi

Pur senza niente di memorabile l’adattamento dei dialoghi era per lo più a livello standard per i giorni nostri, tuttavia ci sono diversi momenti nel film in cui i dialoghi scadono in traduzioni assai poco ponderate. Abbiamo ad esempio un “Jedi, out” (ovvero “qui Jedi, chiudo“, in gergo da radioamatore) che diventa “Jedi, fuori“. Che cavolo di senso ha sentire una persona al walkie-talkie che dice “fuori” ? Capisco che “out” è molto breve, ma bisognerebbe metterci anche parole sensate che non facciano pensare a un traduttore automatico.

C’erano altre piccole scempiaggini che adesso non ricordo. Inutile dire che l’impressione è stata quella di un film tradotto un po’ in fretta, in stile serie televisiva (solitamente molti gradini sotto gli adattamenti per il cinema perché per la TV si lavora sempre di fretta). Esiste una versione sottotitolata in italiano dai fan che è adattata decisamente meglio del doppiaggio “ufficiale” e quando questo accade è proprio un brutto segno.

Fine delle osservazioni.
Evit fuori.


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Ex-docente, blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film. Ora dialoghista per studi di doppiaggio.

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