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  • Author: Lucius Etruscus
  • [Italian credits] Il pianeta fantasma (1961)


    Si torna alla fantascienza in bianco e nero titolata in italiano: dopo Guerra tra i pianeti (1954), è la volta de Il pianeta fantasma (The Phantom Planet, 1961) di William Marshall.
    Si tratta di un piccolo film indipendente scritto e prodotto da Fred Gebhardt, che immagina i tentativi futuri dell’umanità di esplorare lo spazio, partendo da sicure basi lunari. La nave del capitano Chapman (Dean Fredericks) si “scontra” con un pianeta errante ed una volta sceso a terra, per ragioni non meglio chiarite, l’astronauta rimpicciolisce. Tutti gli abitanti del pianeta sono lillipuziani che vivono in modo essenziale, che Chapman chiama anzi “primitivo”.
    Scatta l’immancabile love story con la figlia del capo, la gelosia dell’autoctono che finisce in rissa, gli alieni mostruosi che vogliono invadere il pianeta, il bianco americano dal ciuffo acchiappone che risolve la situazione, e poi il ritorno in salvo sulla Luna quando il pianeta “ci passa vicino”.
    Diciamo non proprio un film memorabile, né particolarmente desideroso di scostarsi dal più rigido canone del genere dell’epoca.

    Uscito in patria il 16 dicembre 1961, il film arriva in Italia il 19 luglio 1963, pronto ad essere dimenticato per i successivi cinquant’anni: solamente nel 2008, infatti, la Eagle Pictures lo riporta alla luce, in un’edizione DVD che verrà ristampata nel 2013.
    Sul retro della copertina di quest’ultima edizione campeggia un avvertimento:

    Il film contenuto in questo DVD presenta dei difetti fisici sul master d’origine dovuti al non ottimale stato di conservazione del materiale in pellicola.

    La copia che presento qui è registrata dal canale televisivo Retecapri – ormai mio fertile territorio di caccia! – durante la messa in onda del 25 marzo 2017: non so dire se questa pellicola è la stessa utilizzata per la masterizzazione in DVD.
    Una curiosità. All’inizio del film una comparsa vanta l’inconfondibile voce italiana di Ferruccio Amendola, all’epoca trentenne ma già doppiatore prolifico.

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    Titoli di coda


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  • [Italian credits] Basic Instinct (1992)

    Il 20 marzo 1992 usciva negli Stati Uniti Basic Instinct di Paul Verhoeven, pronto ad arrivare in Italia nel settembre successivo con tutto il suo carico di polemiche, sia per il celebre “accavallamento di gambe” scandaloso sia per come venivano ritratti gli omosessuali nella pellicola.
    Ricordo che in quei giorni le polemiche erano così accese che una troupe televisiva con Paolo Brosio mostrò in diretta l’entrata degli spettatori alla proiezione serale romana del film, al cinema Maestoso del quartiere Alberone di Roma, dove esagitati giravano tra la folla rivelando il “colpevole” finale come gesto di protesta perché – secondo loro – le lesbiche erano ritratte in modo offensivo nella pellicola. Ricordo l’episodio perché abitavo a pochi passi da quel cinema…
    Tutto questo per dire che questa settimana festeggiamo, con un po’ d’anticipo, i 25 anni del film con i titoli italiani presenti nell’edizione VHS Pentavideo nella collana economica “Pepite”, purtroppo senza data specificata: al posto di una datazione precisa c’è invece la scritta «Attenti alla “bionda”, può bastare un suo gesto… per fare danni».
    Insieme al film la Sperling & Kupfer presenta anche la relativa novelization in libreria, che però curiosamente viene ristampata in Edizione Club con il titolo Istinti.

    «Pseudobiblia»

    Tra i meno noti protagonisti della vicenda del film ci sono degli ottimi pseudobiblia, “libri falsi” che il premiato sceneggiatore Joe Eszterhas inventa come attività libraria di Catherine Tramell, l’algida psichiatra interpretata da Sharon Stone.
    Il detective Nick Curran (Michael Douglas) sta indagando su uno spinoso omicidio, la cui dinamica si scopre corrispondere esattamente all’ultimo libro della Tramell: una ex star musicale viene trovata uccisa a letto con un rompighiaccio, e tutta la scena la si ritrova a pagina 67 del romanzo pubblicato l’anno precedente dalla scrittrice, con lo pseudonimo Catherine Woolf. Il fatto stesso in sé può risultare un alibi: potrebbe la donna essere così stupida da mettere in atto i delitti che lei stessa ha inserito nei propri romanzi? D’altro canto è buona cosa per uno in gamba fingersi stupido…
    Viene chiamato uno psichiatra per stilare il profilo della scrittrice. «Vedo due possibilità – è il suo referto. – Una, la persona che ha scritto questo libro è il vostro assassino e ha messo in pratica l’omicidio descritto con precisi dettagli rituali. Due, qualcuno che vuole colpire la scrittrice ha letto il libro e ha attuato l’omicidio per incriminarla.» Serviva un costoso psichiatra per giungere a queste conclusioni?

    Per saperne di più sul rapporto fra Catherine Tramell e i suoi libri “che uccidono”, vi rimando al mio speciale “Psicobiblia: libri falsi per la mente“, all’interno della mia rubrica “Pseudobiblia: storie di libri che non esistono“.

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  • [Italian credits] The Jackal (1997)

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    La versione localizzata di questa settimana proviene da una VHS vissuta, trovata sepolta dalla polvere e dalla muffa di un mercatino, del film The Jackal (id., 1997) di Michael Caton-Jones, con Bruce Willis e Richard Gere.
    La videocassetta è un’edizione Universal / CIC Video del 1998.
    Remake del film Il giorno dello sciacallo (The Day of the Jackal, 1973) di Fred Zinnemann, tratto a sua volta dal romanzo omonimo (The Day of the Jackal, 1971) di Frederick Forsyth (Mondadori 1972), la storia presenta il fenomenale killer noto come the Jackal (Bruce Willis) che viene reclutato dalla mafia russa per uccidere un pezzo da novanta della politica americana. Il direttore dell’FBI Carter Preston (Sidney Poitier) prende una decisione sofferta: per combattere un assassino serve un altro assassino. Così recluta il terrorista dell’IRA Declan Mulqueen (Richard Gere).
    Purtroppo i titoli di testa hanno una pessima qualità ma è proprio l’originale ad essere così, visto che le scritte si sovrappongono a filmati d’epoca.

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    NdR: ho da aggiungere solo una cosa che ormai è un tormentone così frequente che ne ho fatto un affettuoso meme da usare alla bisogna…
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  • [Italian credits] Io ti salverò (1945)

     
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    Anche questa settimana devo ringraziare Antonio Luca De Tomaso per aver inviato la titolazione italiana di un grande classico del cinema: Io ti salverò (Spellbound, 1945) di Alfred Hitchcock.
    I crediti provengono dalla collana di VHS “Le Bellissime” (1991) de L’Espresso Cinema.
    io-ti-salveroIl film è ispirato al romanzo The House of Dr. Edwardes (1927) di Frances Beeding (pseudonimo collettivo usato da Hilary St. George Saunders per i thriller scritti con John Palmer), giunto Italia solamente nel 2015 grazie a Il Saggiatore. Il romanzo è la storia drammatica di uno psicopatico portato in manicomio dove però anche alcuni medici sono pazzi: probabilmente tra i progenitori dell’abusato genere “Chi è il vero matto?” usato da infiniti film e purtroppo attivo ancora oggi.
    Una curiosità riguardo al coinvolgimento dell’attore protagonista ce la racconta il saggio biografico Gregory Peck (The Films of Gregory Peck, 1984) di John Griggs (Gremese Editore 1984):

    Quando si accorse che quasi tutte le principali case di produzione cinematografica stavano cercando di accaparrarsi Gregory Peck, David O. Selznick, l’uomo che gli aveva opposto il primo rifiuto a Hollywood, riconsiderò il suo gesto e decise di offrire egli stesso un ingaggio alla nuova celebrità. Anni dopo, Katharine Brown, che per prima aveva sottoposto Gregory Peck all’attenzione di David O. Selznick, osservò che l’autore «era costato al produttore circa quattro volte la somma che avrebbe pagato all’inizio».
    Il leggendario Selznick, che contava tra i suoi maggiori successi cinematografici Pranzo alle otto, David Copperfield, Le due città, È nata una stella, Via col vento, Intermezzo, Rebecca, la prima moglie, raramente badava a spese pur di ottenere ciò che desiderava; perciò non perse tempo e per il suo nuovo film giallo ingaggiò due grandi attori. Il film, diretto da un maestro del “thriller”, riguardava un argomento che stava molto a cuore al produttore. Infatti Selznick si era sottoposto per lungo periodo a una terapia psicanalitica che gli era stata d’immenso aiuto. In conseguenza di quest’esperienza positiva, divenne egli stesso un convinto patrocinatore dell’analisi e decise di dividere la sua scoperta con gli appassionati di cinema, sperando di far giungere alle orecchie di tutto il mondo le straordinarie qualità terapeutiche di questa branca relativamente nuova della medicina. Da questo desiderio nacque Io ti salverò.

    (traduzione di Franca Perugia)

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    da “La Stampa”, 3 novembre 1948

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  • [Italian credits] Innamorati pazzi (1989)

    innamorati-pazziIn questi giorni un noto gestore di telefonia sta martellando i canali televisivi con uno spot dal testimonial illustre: l’attore statunitense Patrick Dempsey, noto in Italia unicamente per la sua lunga collaborazione alla serie televisiva Grey’s Anatomy.
    In realtà chi segue il cinema da prima dello spartiacque del Duemila – da quando cioè la memoria collettiva sembra essersi “resettata” – ricorda l’attore per un gran numero di commedie leggere in cui è stato protagonista: questa settimana, approfittando dell’imminente San Valentino, vi presento i crediti italiani di una di queste, Innamorati pazzi (Happy Together, 1989).
    Il titolo originale non è un caso: colonna sonora del film è infatti la celebre Happy Together dei Turtles, che ha avuto anche una versione italiana negli anni Sessanta. (Esiste una hit italiana originale dell’epoca?)
    Il film arriva un po’ in sordina nei cinema italiani il 14 luglio 1993 e sarà un caso, ma dal giugno 1994 la serie TV Mad About You con Paul Reiser arriva su Canale5 con il titolo Innamorati pazzi.
    Viene distribuito in home video con una fugace VHS Minerva Video, che è la stessa versione trasmessa dal canale a pagamento Tele+1 dove ho visto io il film all’epoca, credo nella seconda metà degli anni Novanta, di sicuro prima che Wong Kar-Wai presentasse il suo Happy Together (Chun gwong cha sit, 1997).
    Per motivi misteriosi le scritte finali, dove viene spiegato il futuro dei personaggi, sono in tedesco…

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    Il giovane Brad Pitt si annoia: quand’è che riuscirà a sfondare?

    Da notare il giovane e capelluto Brad Pitt in un piccolo ruolo: siamo due anni prima di Thelma & Louise (1991) quindi è ancora un perfetto sconosciuto.
     

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  • [Italian credits] Guerra tra i pianeti (1954)

    guerra-tra-i-pianetiTorno ancora indietro nel tempo per presentarvi i “crediti” italiani di un film di fantascienza di serie B (comunque distribuito dalla RKO!), uno di quei titoli un po’ “ruspanti” che hanno fatto la gioia delle platee dei drive in americani: Guerra tra i pianeti (Killers from Space, 1954) di W. Lee Wilder, fratello del più celebre Billy.
    Scritto da William “Bill” Raynor – autore di sceneggiature di fantascienza poi passato alla TV, e che nel 1953 ha scritto per lo schermo quel Fantasma dello spazio che ha terrorizzato la mia infanzia – Guerra tra i pianeti ci racconta del pilota Douglas Martin (un 28enne Peter Graves, futuro storico divo cinetelevisivo) che durante un incidente di volo viene prelevato da una razza di alieni occhiuti, che lo “riprogramma” perché passi loro informazioni sugli esperimenti nucleari terrestri (qualcuno ha detto sovietici? Ah, ok).
    Scoperto subito dai suoi superiori, iniziano i tentativi dell’uomo per convincere del pericolo che sta correndo la Terra.

    Fotobusta dell'epoca

    Fotobusta dell’epoca


    Il film arriva nei cinema italiani il 18 settembre 1957 e – com’era usanza dell’epoca – ci rimane qualche anno, tra prime visioni, seconde, terze, arene e cinema parrocchiali. (Sembra strano detto oggi, quando capita che un film rimanga in sala giusto una settimana…)
    Non esistono tracce né di passaggi televisivi (almeno sui canali che hanno lasciato traccia del proprio palinsesto) né di distribuzione in VHS: la prima “apparizione” in home video è del 15 settembre 2010, quando la Passworld lo presenta in DVD.
    I titoli che presento sono presi da un passaggio televisivo sulla sempre prodiga ReteCapri negli ultimi giorni del 2016.
    Da notare che l’originale controverso story viene qui tradotto nei titoli di coda come “da un racconto di”: Myles Wilder, figlio del regista di questo film, scriveva soggetti per cinema e TV, non racconti. Succede spesso che “soggetto” venga confuso con “racconto”: è stato un dramma per me schedare la sere L’ora di Alfred Hitchcock e cercare di capire quali episodi si ispirassero a racconti e quali a soggetti originali…

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  • [Italian credits] La zona morta (1983)

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    Continuo a presentare la titolazione italiana dei film tratti da romanzi di Stephen King. Dopo Shining (1980) e Cose preziose (1993), questa settimana è il turno de La zona morta (The Dead Zone, 1983) di David Cronenberg.
    Per una recensione del film rimando al blog La Bara Volante, all’interno del suo ciclo dedicato al regista.
    Tratto dal romanzo omonimo del 1979 (in Italia, Sperling & Kupfer 1981), il film arriva sugli schermi italiani il 6 settembre 1984 e inizia la sua vita in home video – in data imprecisata – grazie a VHS targate Multivision e Skorpion, passando addirittura in Laserdisc RCS. Dal 2002 inizia ad essere ristampato in DVD e nel novembre 2014 la Pulp Video lo porta in DVD e Blu-ray.
    I titoli italiani che riporto qui sotto non provengono da nessuna di queste fonti: a sorpresa provengono da una trasmissione sulla Pay-TV StudioUniversal, che ha mandato in onda la pellicola italiana.

    Nota di Evit: la direzione del doppiaggio di questo film, come confermato dalle immagini qui sotto, è del nostro affezionato Carlo Marini. La ditta, la F.C.M. di Marini, e i dialoghi di Letizia Miller ci portano praticamente la stessa squadra di doppiaggio di Terminator. Con Carlo parlammo del doppiaggio della Zona Morta e di Terminator nella famosa intervista.

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  • [Italian credits] Le avventure di Oliver Twist (1948)

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    Il lettore e collaboratore  Antonio Luca De Tomaso (il nostro Antonio L.) torna a mandarci una chicca imperdibile: dopo Notorious (1946), ecco dunque la titolazione italiana dimenticata del film Le avventure di Oliver Twist (Oliver Twist, 1948) di David Lean, recuperati da «una VHS registrata da Raiuno nei primi anni Novanta».
    Gli unici passaggi che combaciano con questa descrizione sono il 31 luglio 1991 e il 19 ottobre 1995, quindi le immagini qui presentate potrebbero risalire ad una di queste due date.
    Il film tratto dal celebre romanzo di Charles Dickens esce in patria britannica il 28 giugno 1948 e dal 30 ottobre successivo appare sugli schermi italiani (checché ne dica IMDb!), per poi apparire in TV già il 1° settembre 1958: per l’epoca è un vero record!
    Uscito in VHS per Lanterna Home Video (?) non ha lasciato altre tracce in home video, continuando a girare per piccoli canali locali.

    Il doppiaggio

    Purtroppo non sembrano esistere molte informazioni sul doppiaggio, così riporto le uniche due che ho trovato: la prima dall’Enciclopedia del Doppiaggio e la seconda dal sito di Antonio Genna.

    Personaggio Attore Doppiatore
    Oliver Twist John Howard Davies Luciano De Ambrosis
    Dodger Anthony Newley Ferruccio Amendola

    (NdR: Rimandiamo l’aggiornamento di questa lista ad un futuro ascolto del film, preannunciando però alcuni nomi che Antonio dice di aver probabilmente riconosciuto come Wanda Tettoni e l’onnipresente Emilio Cigoli. Aspettate ad aggiornare Wikipedia però)

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    (quando il nome dei doppiatori era molto secondario da non essere neanche incluso nei titoli)

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  • [Italian credits] Il pianeta delle scimmie (1968)

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    Con un colpo di quella “fortuna” che spesso viene chiamata con ben altro nome, in un polveroso mercatino dell’usato sono riuscito a recuperare uno dei rarissimi (forse l’unico?) film distribuiti dalla FOX che abbiano mantenuto in home video i “crediti italiani”.

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    VHS Fox/Mondadori 2002

    Il film in questione è lo storico Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes, 1968) in un’edizione VHS da edicola, numero 26 della collana “Videoteca del Secolo” (Mondadori) in vendita ad € 3,50 in allegato a “Panorama”, “Sorrisi & Canzoni TV”, “CIAK” o “Donna Moderna”.
    L’unica data presente sulla confezione è il copyright della Twentieth Century Fox Home Entertainment Inc: un 2002 compatibile con il prezzo espresso in euro.
    Nel mio blog “Il Zinefilo” ho dedicato un lungo ciclo al Pianeta delle scimmie, presentando tutti i film (classici, reboot e remake), la serie televisiva e anche la parodia porno (Play-Mate of the Apes), così come “Doppiaggi Italioti” ha parlato della saga e nella serie Youtube “i Videocommentatori” hanno detto la loro sui nuovi capitoli della saga. Infine, nel 2016 la Dark Horse Comics si è divertita a trasportare i personaggi di Cornelius e Zira… nella giungla di Tarzan! Tarzan on the Planet of the Apes è la rivelazione a fumetti dell’anno…
    Sembrerebbe già detto tutto, però una piccola parentesi mi sento di aprirla.

    La nascita cine-letteraria

    Piccolo intervallo: per spiegare come gli asiatici diventarono scimmie…
    Pierre BoulleC’era una volta un ingegnere che lavorava in un’industria della gomma in Malesia. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale combatté e fu prigioniero sempre nel sud-est asiatico, tanto che di ritorno in patria decise di scrivere romanzi che raccontassero le persone e le cose incredibili che aveva visto.
    Era anche un agente segreto francese, e il suo nome era Boulle. Pierre Boulle.
    Cominciò a scrivere romanzi di guerra e spionaggio – come William Conrad, la controspia – finché arrivò il successo internazionale con il suo Pont de la rivière Kwaï (1952) – da cui il premiato film omonimo – romanzo che cambia i nomi ma racconta gli incredibili fatti veri di una delle pagine più sporche del secondo conflitto.
    Mumble, mumble, fece il cervello di Boulle: cosa si fa quando un autore diventa famoso? Semplice: si copia qualcuno…
    Secondo piccolo intervallo:
    super_science_stories_194103Sul numero del marzo 1941 di “Super Science Novels Magazine” i trentenni Peter Schuyler Miller e Lyon Sprague de Camp presentano, in pieno conflitto mondiale dove uomini uguali ma diversi si uccidono tra loro, un romanzo in cui gorilla e scimpanzé si fanno la guerra…
    Il romanzo Genus Homo (portato in Italia nell’aprile 1953 da “I Romanzi di Urania” n. 13 con il titolo Gorilla Sapiens) si apre con un pullman che cade in una voragine. La voragine si è aperta per un terromoto (provocato da esplosione nucleare?) e nel pullman tra gli altri viaggiava uno scienziato con un tubo che conteneva la sua ultima invenzione: il tubo si rompe, il gas fuoriesce e i viaggiatori… cadono in letargo. Si risvegliano una milionata di anni dopo e scoprono che l’umanità è scomparsa e la Terra è abitata da mostroni cattivi. Tutte le specie sono più grandi e più cattive, e i poveri viaggiatori vengono rapiti da dei gorilla e finiscono in uno zoo.
    Gorilla sapiensDopo vari sforzi riescono a comunicare con i gorilla, diventano amici e stimati e inizia un lungo e noioso racconto della guerra contro gli scimpanzé, a cui gli uomini partecipano attivamente.
    Il romanzo Le règne du gorille arriva in Francia nel 1951: l’ha letto Pierre Boulle? Probabile, visto che lo ricalca aggiungendo però un altro tipo di sottotesto.
    La planète des singes (portato in Italia nel 1975 dagli Oscar Mondadori) è un romanzo che con uno dei più classici spunti – il manoscritto ritrovato in bottiglia, fluttuante nello spazio! – racconta in prima persona di Ulysse Mérou e del suo viaggio spaziale iniziato nel 2500 alla volta di Bételgeuse, guidato dal professor Antelle. (Il film accenna alle teorie di un certo dottor Hasslein.)
    PlaneteDesSinges1_13082002Atterrati sul pianeta Soror, gli umani incontrano umani primitivi e scimmie parlanti e tutto il resto che si vede anche nel film. Rimasto da solo in gabbia, Ulysse – che ovviamente non capisce cosa dicano le scimmie – racconta della sua prigionia e delle cure della dottoressa Zira, che gli insegna a parlare “scimmiesco”. Convinte le scimmie che lui non è un primitivo bensì un viaggiatore stellare, viene liberato e fa carriera nella società di Soror, partecipando agli scavi archeologici scoprendo alla fine una verità terribile… No, non è quello che pensate!
    Boulle non sta parlando di fantascienza, sta plausibilmente raccontando della sua prigionia nelle galere asiatiche, dove non capiva cosa dicessero e dove si rifiutavano di riconoscere la sua superiorità in quanto francese.
    Il pianeta delle scimmiePerché l’Asia era il giardino di casa della Francia finché non è esploso tutto, ed è questa la “rivelazione” che si scopre nel romanzo: le scimmie erano i servi terrestri che un giorno si sono ribellati e hanno cominciato a guardare negli occhi i loro signori. Gli umani di Soror si sono lasciati andare e le scimmie hanno preso il sopravvento. (Leggi, gli europei hanno sbragato e le scimmie asiatiche hanno alzato la testa.)
    Quando Ulysse decide che non può restare, torna nella sua nave e viaggia fino alla Terra – perché Soror non è la Terra! – ma appena sbarca scopre che (ciao Tim Burton!) nel pianeta natale è successa la stessa cosa: non è difficile vedere dietro questa trovata l’eco delle emozioni provate da Pierre Boulle quando, dopo il tempo passato nelle prigioni asiatiche, è tornato a casa per non ritrovare il Paese padrone dell’Asia che aveva lasciato.
    Tutte le metafore originali vengono cancellate dagli sceneggiatori Michael Wilson e Rod Serling: sì, proprio quel Rod Serling! Sì, proprio l’autore della serie TV Ai confini della realtà. Sì, proprio l’autore dell’episodio 1×15 (I Shot an Arrow into the Air, 1960), in cui un’astronave terrestre atterra nel deserto e i tre membri dell’equipaggio sono convinti di essere su Marte… invece il colpone di scena è che sono sulla Terra. Vi dice niente?

    L'astronauta che cadde su Marte... e scoprì che invece era la Terra!

    L’astronauta che cadde su Marte… e scoprì che invece era la Terra!

    Rod Serling ricicla il suo proprio soggetto – tre astronauti naufragano su un pianeta desertico e alla fine scoprono che è la Terra – e lo amalgama col romanzo pseudo-fantascientifco di Boulle ma… amalgamandolo con ciò che sta succedendo nel mondo in quel periodo.
    Tra le più iconiche immagini della storia del cinema... peccato che Rod Serling la copiò da un suo episodio di "Ai Confini della Realtà"!

    Tra le più iconiche immagini della storia del cinema…
    peccato che Rod Serling la copiò da un suo episodio di “Ai Confini della Realtà”!

    Il film è del 1968 ed è sciabordante di richiami agli scontri con la nascente cultura giovanile dell’epoca, quando invece Heston rappresentava il patriarcato più oltranzista e tradizionale. Appena può Heston si rade, perché tra la sua gente solo i giovani portano la barba lunga; non starò a notare che le scimmie sedano le rivolte con l’uso di idranti e soprattutto che le scimmie protagoniste hanno problemi di razzismo… e hanno i cognomi che finiscono in -us, come i neri… (Chi ha detto Cassius Clay?)
    A fine film, Heston si avvicina al giovane Lucius (Lou Wagner) e gli dice «Continua a spiegarle, le bandiere del malcontento: e non ti fidare di nessuno sopra i trent’anni.» E così il pubblico sessantottino è acchiappato.

    Il doppiaggio

    Le informazioni sono estrapolate dal sito di Antonio Genna.

    Personaggio Attore Doppiatore
    Taylor Charlton Heston Renato Turi
    Cornelius Roddy McDowall Massimo Turci
    Zira Kim Hunter Vittoria Febbi

    Titoli di testa

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    Titoli di coda

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    P.S.
    Se simili resoconti vi interessano continuate a seguirci ogni venerdì qui su Doppiaggi Italioti e vi invito a venire a trovarmi anche sul mio blog Il Zinefilo: viaggi nel cinema di serie Z.

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    Dopo il Natale in bianco e nero, anche questa Epifania rimaniamo nella sezione Classici con i crediti italiani di un grande film di culto: Notorious. L’amante perduta (Notorious, 1946) di Alfred Hitchcock.

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    VHS De Agostini 1993


    I lettori di questo blog non sono solo ben informati, ma anche generosi: ringrazio dunque Antonio Luca De Tomaso per aver inviato le schermate che potete ammirare in questa pagina.
    Presentato a New York il 15 agosto 1946 e arrivato sugli schermi italiani il 30 ottobre del 1947 – nella grafia Notorious (L’amante perduta) – il film è tra i più celebri di Hitchcock ed ha conosciuto una vasta distribuzione italiana in home video: dalle VHS (Deltavideo, Skema, AVO Film, Mondadori Video, Eden Video, San Paolo Audiovisivi, DeAgostini, Gruppo Editoriale Bramante, Tecnedit, Skorpion) al laserdisc, dal DVD (Quadrifoglio, A&R Productions, Rai Cinema, Ermitage Cinema) al Blu-ray (Studio 4k).
    Sicuramente ci saranno altre edizioni che sfuggono a questo elenco, comunque i crediti italiani qui presentati risalgono all’edizione in VHS DeAgostini 1993.
    da "La Stampa", 30 ottobre 1947

    da “La Stampa”, 30 ottobre 1947

    La lettera

    Intorno ai 38 minuti, nel film vediamo una lettera con un nome: l’edizione italiana, com’era usanza dell’epoca, inserisce la versione italiana del nome, mentre quella originale si può intravvedere quando la telecamera si sposta velocemente.
    Come si può vedere dalle immagini qui sotto, la pellicola italiana in pratica appone un foglio bianco sulla scena, senza ricreare le ombre che si possono vedere nell’immagine originale.

    Il doppiaggio

    Le informazioni sono estrapolate dal sito di Antonio Genna.

    Personaggio Attore Doppiatore
    Devlin Cary Grant Gualtiero De Angelis
    Alicia Huberman Ingrid Bergman Lydia Simoneschi
    Alexander Sebastian Claude Rains Amilcare Pettinelli

    Titoli di testa

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    Titoli di coda

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    P.S.
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