TITOLI ITALIOTI (13^ PUNTATA) – La Casa (sequel fasulli II)

Quello dei sequel apocrifi è un fenomeno che ha certamente in Italia i più notevoli picchi creativi. La maggior parte riguarda film del genere horror ma non soltanto. La lista è discretamente lunga quindi la dividerò in alcuni articoli e il primo (se ignoriamo il precedente “special” su Amici Miei 4 ) non poteva che esser dedicato a “La casa”, serie che ha una moltitudine di seguiti apocrifi.

Sequel fasulli parte II: LA CASA e i suoi non-zeguiti

Locandina italiana del film La Casa di Sam Raimi, in cui figura la casa di Psycho
Della locandina italiana (e del titolo) del primo film già parlai in questo precedente articolo. Vediamo adesso i suoi illeciti sequel.
Dopo che uscì “La casa 2” (The Evil Dead 2) nel 1987, i produttori italiani non ebbero alcun ritegno nello sfruttare la fama dei film di Raimi per profitto, così si sentirono in diritto di continuare la serie con i seguenti titoli (che niente hanno a che vedere con i film di Raimi):

La Casa 3 – Ghosthouse (1988)

Film italiano fatto per gli italiani, il primo a godere di fama riflessa dai due precedenti film di Raimi. All’estero è conosciuto come “Ghosthouse”. La vera “Casa 3” sarebbe invece “L’Armata delle tenebre” di Raimi, titolo originale Army of Darkness, realizzata solo nel 1992.

La casa 3 di Umberto Lenzi, locandina italiana del film
La Casa 4 – Witchcraft (1988)

Sempre del 1988, in questo film italiota recitano David Hasselhoff (che molti ricorderanno per Baywatch o Supercar) e Linda Blair (la bambina indemoniata di L’esorcista). All’estero ha svariati nomi.

La casa 4, locandina italiana del film
La Casa 5 (1990)

L’ultima delle produzioni italiote e, credo, la peggiore. Le successive (e ultime?) due Case (6 e 7) sono invece film horror americani il cui titolo è stato cambiato nel mercato italiano per includere le parole “La casa” così da spremere la serie ancora un po’, riciclando così prodotti esteri quando ormai gli italiani erano già passati a sfruttare altri filoni.

La casa 5 di Clyde Anderson, locandina italiana del film

La Casa 6 (1987, distribuito in Italia dopo La Casa 5)

Meglio conosciuto come La casa di Helen, la Casa 6 (o Casa di Helen) è in realtà il titolo che venne dato in Italia al film “House II“. Vi domanderete a questo punto come si chiamava il primo “House” in Italia? Si chiamava “Chi è sepolto in quella casa?“. Confusi? Vi capisco. Per maggior chiarezza leggete questo mio precedente articoletto dove viene menzionata anche la serie House.

La locandina italiana del resto non faceva mistero delle sue origini, eppure la C a forma di falce continuava ad essere riciclata senza vergogna.

La Casa 6 o La casa di Helen, locandina italiana del film
La Casa 7 (noto anche come “La casa III” tanto per far confusione) – 1989 distribuito in Italia nel ’94

Titolo originale: “The Horror Show”. L’ennesimo film horror americano fatto passare come un seguito della serie “La casa”. La cosa curiosa è che fuori dagli Stati Uniti questo film è conosciuto come “House III”, ovvero è stato distribuito come un sequel (anche qui “apocrifo”) della serie “House” quindi non siamo i soli ad abbinare filmacci da poco a serie più note pur di far soldi!
Quindi per riassumere la faccenda, in America questo film fu prodotto e distribuito come “The Horror Show”. Per venderlo meglio all’estero fu rititolato “House III” e poi in Italia, per venderlo ancora meglio, venne spacciato come appartenente alla serie “La casa”, facendone così il suo 7° (e ultimo?) capitolo.

Credo tra l’altro che il “III” di questa Casa venga da un’errata traduzione di “House III” per la vendita sul mercato italiano e che purtroppo è rimasta sulle copertine.

La Casa III di David Blythe con Lance Henriksen, locandina italiana

 

Case bonus

Locandina del film Quella villa in fondo al parco, nella quale compare la casa di PsychoÈ vero, non c’entra propriamente con la falsa serie de’ La casa, “inventata” dai distributori italioti, ma ci tengo a far notare come il riciclo della casa di Psycho andava molto di moda negli anni ’80 diventando per la casa dell’orrore per antonomasia. Tanto che l’idea della casa sulla collinetta veniva riproposta senza pudore anche in film pseudo-horror italiani come Quella villa in fondo al parco (1988) utilizza la stessa identica casa simil-vittoriana (il suo stile è noto come “gotico californiano”).

Fil rouge di tutti questi film è che non hanno mai una casa che si avvicina a quella di Psycho, neanche lontanamente;

Quando non copiano direttamente la casa gotica di Psycho, ne prendevano almeno l’idea, quella di una grande casa sulla collina ma anche solo la lettera iniziale “C” a forma di falce, come accadeva per La casa al n°13 in Horror Street.

 


Fin ?

Docente e blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film.

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