Per favore, mai più titoli che iniziano con “Per favore”!

Scena da Per favore non toccate le vecchiette con vignetta sul soldato nazista
Per favore non toccate le vecchiette (originale: The Producers, 1967) potrebbe scioccare molti come scelta di titolazione e ancora oggi viene eletto ad esempio di stramba traduzione, ma andando a rivedere alcuni precedenti nella storia dei titoli tradotti per il mercato cinematografico italiano si potrebber addirittura arrivare alla conclusione che un titolo del genere, nel 1971 (la data dell’uscita italiana), ce lo potevamo proprio aspettare.

Difatti, negli anni ’60/’70 sembrava andare discretamente di moda intitolare le commedie con la formula “per favore, non…“, quindi per favore non fare questo o quello, o in alcuni casi senza il non di negazione. Ma da dove origina questo curioso abitué? Ripercorriamo insieme (e per la prima volta! Perché nessuno lo ha mai fatto prima in modo così esaustivo) la cronologia di tutti i film pre- e post-Mel Brooks con un “per favore” a inizio titolo così da evidenziare come tale titolo non sia spuntato proprio dal nulla.

Elencati cronologicamente (in riferimento all’uscita cinematografica in Italia) abbiamo:

(Per favore) Non mangiate le margherite (uscito in Italia nel 1960)
Titolo originale “Please Don’t Eat the Daisies“, considerato da me il capostipite spirituale che ha ispirato i titolatori italiani. Difatti, l’idea che una commedia possa avere un titolo spiritoso se comincia con “per favore non…” ha forse il suo seme in questo film. Ma sono ovviamente congetture personali e soprattutto a posteriori, quindi questa prendetela con le pinze.

Per favore non toccate le palline (1961)
Titolo originale: “The Honeymoon Machine“. Dopo aver letto la trama di questo film resto allibito nei confronti del titolo italiano. Evidentemente la formula del “per favore non…” cominciava a consolidarsi.

Per favore non toccate le modelle (uscito in Italia nel 1963)
Titolo originale: “Ich zähle täglich meine Sorgen“. Secondo una banale traduzione di Google il titolo sembra voler dire “Conto le mie preoccupazioni giornaliere”.
A quanto pare si tratta di un musical/commedia, un presagio per il film di Mel Brooks in questione.

Per favore chiudete le persiane (uscito in Italia nel 1966)
Titolo originale: “Les bons vivants“. Non cade precisamente nella categoria del “non fate questo o quello” ma si aggiunge comunque ai “per favore“.

Per favore, non sparate col cannone (1967)
Film italiano di Mario Caiano e quindi non una traduzione di un titolo estero ma certamente dà l’idea di come andasse di moda in quel periodo avere un “per favore” nel titolo in locandina. Questo film ha anche un titolo alternativo molto più drammatico, Assalto al centro nucleare.

Per favore, non mordermi sul collo (1967)
Titolo originale: Dance of the Vampires ma anche conosciuto come The Fearless Vampire Killers o Pardon Me, But Your Teeth Are in My Neck, traducibile quest’ultimo come “Mi scusi ma i suoi denti sono nel mio collo”.
Un titolo simile al nostro lo ha adottato il Portogallo. È chiaro che per una commedia del genere un titolo “per favore” sta più che bene, il problema è che proprio grazie al successo di questo film di Polanski, adesso la strada era completamente spianata per il per favore di tutti i per favori, ovvero…

Per favore, non toccate le vecchiette (uscito in Italia nel 1971, il visto censura è del novembre 1969)
Titolo di cui già scrissi in passato nella rassegna titoli italioti 5: film di Mel Brooks. Per completezza dirò che il suo rifacimento del 2005 è arrivato in Italia con la sola aggiunta di un sottotitolo: The Producers – Una gaia commedia neonazista.

Tornando al The Producers originale, speravamo che il film di Mel Brooks fosse l’ultimo “per favore”, a tardiva conclusione di una comicità titolistica anni ’60 e invece avremmo avuto altri sporadici casi anche negli anni ’70 e addirittura negli anni ’80: a partire da Per favore ammazzami il marito, titolo dell’episodio contenuto nel film italiano Ridendo e scherzando (1978, di Marco Aleandri), a Per favore occupati di Amelia (1981), eroticomico con Barbara Bouchet; Per favore mandatemi il gorilla (Send a Gorilla, 1989) e infine a Per favore, ammazzatemi mia moglie (1986), commedia con Danny DeVito di Abrahams & Zucker (creatori di L’aereo più pazzo del mondo e simili) dal titolo originale: Ruthless People, che significa “pesone senza scrupoli”.

Insomma, questo dannato “per favore, non…” ce lo siamo sorbiti per tutti gli anni ’60 e possiamo immaginare che se Mel Brook non fosse diventato famoso con i suoi successivi film nessuno sarebbe mai tornato a ripensare a quel “per favore non toccate le vecchiette“, etichettandolo in modo superficiale come “brutta traduzione”, così come ce ne infischiamo di quei “per favore non toccate le palline“, “le modelle“, etc….

Con questo excursus dagli anni ’60 agli anni ’80 spero di aver reso più chiare le possibili ragioni di quel titolo che di primo acchito sembra un po’ campato in aria ma che ai fini pubblicitari ha funzionato per decenni, indicando con facilità il genere commedia allo spettatore italiano. Sarebbe stato poi essenzialmente soppiantato dai qualcosa “più pazzo del mondo” dopo il successo dell'”aereo” (1980).
Non sono qui per giustificare o meno la scelta di questa formula titolistica, ne sono abbastanza indifferente ad essere onesti, anzi in molti casi credo funzioni benissimo, ci tenevo piuttosto a mostrare questo titolo di Mel Brooks nel contesto della distribuzione cinematografica italiana, così da intuire quale sia stata la molla che ha spinto (sciaguratamente? No, meglio non essere così rigidi) i distributori italiani a formulare questo fantomatico “per favore, non…“.

Ci saremmo abituati facilmente anche a “i produttori” come titolo italiano? Sicuramente sì, ma la distribuzione (quindi i pubblicitari) pensano sempre e solo a vendere il film sul momento… e in quel momento storico i titoli il “per favore” tiravano molto nel genere commedia.

Docente e blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film.

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  • utente anonimo

    23 Settembre 2011 at 11:23

    Riguardo alle vecchiette, questo rimane comunque un grattacapo di difficile comprensione.
    Ma i due protagonisti non truffavano proprio delle vecchiette, proponendo loro di finanziare uno spettacolo teatrale?
    Rado il Figo

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  • Evit

    23 Settembre 2011 at 12:08

    Ricordavo qualcosa del genere ma non ne ero sicuro. Ho visto questo film probabilmente nel 1996.
    In tal caso ecco spiegato anche l'ultimo grattacapo. Ma era una scena poi cosi rilevante del film da essere lo spunto per il titolo?

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  • utente anonimo

    26 Settembre 2011 at 11:20

    Direi che è il perno centrale su cui ruota l'intero film. Oddio, vado a memoria, avendolo visto una sola volta 20 anni fa (o di più) ma Mostel e Wilder hanno l'idea di produrre uno spettacolo teatrale che deve rivelarsi talmente brutto da non essere più riproposto dopo la prima. Il motivo: intascarsi i soldi risparmiati dalle repliche non più effettuate. Soldi che sono stati loro finanziate da delle vecchiette che hanno usato i loro risparmi.
    Fra l'altro proprio sulle vecchiette ruota pure la aringa difensiva in tribunale di Wilder (più o meno "accusa" Mostel di aver ridato "speranza" a delle anziane altrimenti destinate solo ad attendere la morte).
    Rado il Figo

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  • Evit

    26 Settembre 2011 at 15:34

    Dovrò proprio rivedermelo allora. Grazie per le informazioni che completano il mio post. Sembra che non ci siano più misteri relativi al titolo di questo film. Se mi permetti potrei aggiornare il mio articolo con le tue aggiunte.

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  • utente anonimo

    26 Settembre 2011 at 15:40

    Però, come detto, anch'io ho visto il film una sola volta e più di 20 anni fa: per cui sarebbe salutare comunque rivederlo. 🙂
    Non credo tuttavia di essermi sbagliato di molto sul nodo centrale della trama.
    Rado il Figo

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