Locandine all’Amatriciana (23) – Strange Days

Strange Days
Timido ritorno di una rubrica di successo, i prossimi saranno pubblicati probabilmente con meno regolarità di prima ma sempre meglio di niente (purtroppo sono nelle mani del mio esperto di Photoshop che è molto impegnato, come del resto lo sono io… si fa quel che si può).
STRANGE DAYS! Film dell’ex-moglie di James Cameron, storia e sceneggiatura di James Cameron… insomma è un film di James Cameron. Il titolo origina dall’omonima canzone dei Doors (che figura anche nel film come “cover”) quindi ha abbastanza senso che sia rimasto in inglese, ma solo fino ad un certo punto. Questa locandina è stata “amatricianata” per puro diletto, non ho niente contro il titolo in inglese pur trovandolo leggermente alienante verso gli italiani del 1995… ma il genere cyberpunk all’epoca era di moda pur essendo dedicato ad una nicchia di lettori e spettatori che l’inglese doveva digerirlo per forza a causa dei numerosi termini informatici che pervadevano quel genere letterario/cinematografico.


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Ex-docente, blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film. Ora dialoghista per studi di doppiaggio.

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  • Sergio Longoni

    24 Marzo 2014 alle 10:22

    bellissima locandina!
    Pensandoci quasi tutti i titili cyberpunk del periodo e precedenti sono rimasti con il titolo inglese. Mi vengono in mente: Robocop, Alien, Blade Runner e Jonny Mnemonic (Nonostante la storia breve fosse stata tradotta in Jonny Mnemonico). Precedentemente mi sembra che Rollerball fosse rimasto con il titolo originale. Certamente il remake era con il titolo originale.
    Ultimo esempio Ghost in the Shell sul quale ti segnalo il nuovo doppiaggio (quello in versione 2.0) che stravolge l’originale: il doppiaggio è a mio parere fatto dall’inglese e non dal giapponese (anche l’originale aveva questo difetto, ma si notava meno) e le cose che più saltano all’orecchio sono l’uso eccessivo di parole inglesi oltre all’eccezionale “barile della pistola” ovvero la traduzione di “barrell” probabilmente fatta da google translate…

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  • Antonio L.

    24 Marzo 2014 alle 18:00

    Sì ma ci riesci ancora Evit non temere, l’ho detto così per riderci su. Se nel film l’avessero tradotto sarebbero venute fuori frasi equivoche: “L’amatrice è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo.” Sembra una prostituta fantasma. 😀 ora la smetto di dire scempiaggini.

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