Chicche quotidiane (16) – Il pisello di Marmaduke

Nella puntata dei Simpson intitolata “Soldato D’Oh” (Stagione 18, episodio 5) Lenny vede Boe che scarabocchia sul Sudoku e gli chiede: “che fai Boe, disegni il pisello a Marmaduke?
Marmaduke è il nome americano dell’alano delle vignette umoristiche noto in Italia come Sansone. Perché lasciarlo in inglese è un mistero. Mi domando in quanti l’abbiano capita.

Nel 2010 ne hanno pure realizzato un film (Marmaduke) che manco a dirlo è stato intitolato Sansone in Italia (a naso direi che è stato una stronzata pazzesca, inoltre leggo che Pupo da la voce italiana a Sansone… ma questi sono dettagli).
Ma a che velocità glieli fanno tradurre questi episodi dei Simpson per fare errori così banali? Me lo immagino il dialogo negli uffici Mediaset: “Signori, lo so che sono già le 18:30 e volete andare a casa ma per domani mattina alle 8 c’è da adattare la stagione 18 dei Simpson!

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  • andreasperelli2k

    22 Marzo 2012 at 14:57

    Tra l’altro neanche “il pisello a Sansone” sarebbe stata una buona traduzione.Il nome Sansone da noi non è immediatamente associato al cane dei fumetti, in molti avrebbero pensato al Sansone della mitologia. Forse era meglio dire il “il pisello a Pluto” oppure cambiare completamente la battuta.

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    • fibrizio

      23 Marzo 2012 at 20:11

      Vabbe’ ora non penso che gli spettatori vadano proprio imboccati, dacché si perderebbe il senso della citazione, il che sarebbe equivalente al renderla incomprensibile perfino a chi conosce il personaggio, soprattutto se si tratta di qualcosa di comunque esistente nella nostra cultura.

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  • Evit

    22 Marzo 2012 at 15:50

    Era certamente adattabile in qualcosa di immediatamente noto (anche evitando Sansone). Già usando Sansone almeno una parte del pubblico avrebbe capito la battuta, con Marmaduke la comprensione è praticamente azzerata.

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  • Nikolaus

    22 Marzo 2012 at 23:41

    Oppure poteva far dire “Garfield”o al limite dire: “che fai Boe, disegni il pisello a Sansone sulla pagina dei fumetti?”

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  • Evit

    23 Marzo 2012 at 09:17

    Io ritengo che comunque il contesto avrebbe fatto comprendere perfettamente anche la parola “Sansone”. Decontestualizzato anch’io direi che Sansone non si sarebbe potuto capire al volo ma in quella scena, con Boe che scarabocchia su un giornale tipo enigmistica direi che l’associazione è quasi immediata

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  • Phantom Dusclops

    26 Marzo 2012 at 18:19

    Mi è venuto in mente un altro esempio di adattamenti strani nei Simpson: nell’episodio 1 della Stagione 11 (ignoro il titolo in questo momento, è quello dove Bart impazzisce dopo aver preso troppe pillole per la concentrazione) il commissario Winchester ferma Bart dicendogli
    “Fine dei giochi, Scugnizzo malamente!”.
    In originale, la battuta era
    “End of your Looney Tunes, Drugs Bunny!” (gioco di parole che spero di non dovervi spiegare).
    Ma la cosa curiosa è che i sottotitoli del DVD adattano la battuta in maniera più fedele all’originale rispetto al doppiaggio italiano, e cioè
    “Fine dei cartoni animati, Drogatto Silvestro!”
    Mi sembrava una cosa degna di essere citata qui.

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  • Woody Alien

    10 Luglio 2012 at 22:17

    Un altro esempio era in una gag di un vecchio episodio (non ricordo quale stagione, ma penso una delle prime) in cui i compagni di scuola di Bart giocavano con delle figurine raffiguranti i personaggi biblici e Nelson diceva una cosa tipo: “Fico, ho trovato quella di Methuselah!”
    Che poi non ho mai capito perché non l’abbiano tradotto come Matusalemme, magari per questioni di metrica (forse è un nome troppo lungo?), però resta il fatto che rimane un altro esempio di adattamento malfatto.

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    • Evit

      10 Luglio 2012 at 23:12

      Di recente ho visto un episodio dove facevano riferimento alla rivista “The Twilight Zone” senza tradurla come “Ai Confini della Realtà”. E’ vero che in Italia non è mai uscita questa rivista ma la situazione finiva col citare un episodio della serie (quello famoso con Burgess Meredith al quale si rompono gli occhiali)… motivo per cui era NECESSARIO tradurre come “ai confini della realtà”

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  • Fabrizio Mazzotta

    10 Maggio 2014 at 09:01

    Voi sopravalutate la cultura di certi dialoghisti…. E ne sopravalutate anche la voglia di lavorare, il loro impegno, la loro elasticità mentale. E sottovalutate le amicizie che hanno.
    Non tutti gli adattatori, sia chiaro. Ma qualcuno, invece…….. ^_^

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    • Evit

      10 Maggio 2014 at 09:10

      Ciao Fabrizio, che onore vederti commentare nel mio blog (stai navigando a ritroso nella cronologia dei miei articoli? Doppiamente onorato!).
      Riguardo alla cultura, la voglia e l’impegno di certi dialoghisti, qualunque sia l’amicizia che gli ha permesso di ottenere il posto di lavoro, è imperdonabile che non abbiano neanche voglia di usare Google. Di questi tempi il lavoro è davvero semplificato da internet e Wikipedia, ma forse è proprio per questo che i raccomandatori sentono di poterci mettere chiunque a fare questi lavori. 🙁

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