Chicche quotidiane (10) – Errori da Facebook

A volte mi domando se certe aziende di software non risparmierebbero di più a far tradurre i loro prodotti da gente scelta a caso per la strada. Anche persone pescate ad occhi chiusi probabilmente non farebbero errori come questi:

Home tradotto come Abitazione (?)
Ma chi lo ha tradotto? Solo un CANE poteva fare una cosa simile. Tenete presente che questo è un programma “ufficiale”, lo trovate nell’Ovi Store della Nokia.
Se fermate una persona qualsiasi per strada e le chiedete come si traduce “Home” per un sito web sono sicuro che moltissimi sapranno che non si traduce, si lascia “home” oppure “homepage”.

Docente e blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film.

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  • Fibrottolo

    23 Novembre 2011 at 08:54

    L’hanno dovuto perfino abbreviare perché non gli entrava!
    Comunque pare che facebook si “faccia tradurre” dai propri utenti volenterosi, così non deve spendere in traduttori seri.

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  • Andrea Sperelli

    23 Novembre 2011 at 13:38

    Ma infatti mi pare proprio che Facebook sfrutti il cosiddetto “crowdsourcing” facendosi tradurre dagli utenti… probabilmente sul sito sono più rigorosi nei controlli, nel caso invece di un’applicazione su un sistema operativo marginale (in termini di marketplace le Apps) in una lingua non molto importante probabilmente hanno controllato meno.

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  • Evit

    23 Novembre 2011 at 15:22

    Ciao Andrea, ben ritrovato (sto dando nuovamente il benvenuto a tutti quei lettori che hanno fatto il trasbordo dal “vecchio” blog su splinder).
    Non conoscevo questo termine “crowdsourcing”. A orecchio immagino sia lo stesso principio di Wikipedia. Più che facendosi tradurre dagli utenti però direi che si sono fatti tradurre dagli utonti, come dice il mio amico Fibrottolo.

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