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TITOLI ITALIOTI (29^ PUNTATA) – La trilogia della porta… senza porte


Di recente il canale televisivo IRIS ha trasmesso il film “Il Treno” (1989). Un film dal sapore europeo (difatti una co-produzione Italia-Jugoslavia-USA) e così strampalato che me lo sono visto fino in fondo (andando poi a letto dopo le 2 di notte) soltanto per la curiosità di vedere come poteva mai andare a finire. Un gruppo di giovini in visita nei balcani si ritrovano bloccati all’interno di un inarrestabile treno a vapore posseduto. E’ il diavolo che ci ha messo la coda e vuole possedere la solita vergine per generare l’anticristo… per fare ciò intraprende il piano diabolico più complicato del mondo, ovvero la trasporta coattamente via treno fino ad un cimitero in una palude dove una setta satanica è pronta ad eseguire il rituale ad hoc.
Se la trama di primo acchito può sembrare interessante non vi illudete, il film è una palla tremenda ed è montato in modo artisticheggiante in cui il 60% delle riprese mostrano il treno a vapore in viaggio sui binari e, nel mezzo di tutto ciò, vengono gettate lì lì un paio di scene “gore” proprie dell’horror all’italiana e probabilmente le uniche che il budget risicato potesse permettere (giusto per garantirgli lo status di “film horror”), il resto dei soldi saranno stati spesi per l’affitto del treno a vapore e per l’acquisto di qualche modellino. Gli attori secondo me erano stagisti non retribuiti, molte comparse invece erano contadini raccattati dalle campagne serbe circostanti.
Durante il film vi erano anche delle scene in serbo che non sono state sottotitolate per la trasmissione televisiva (proprio come successe per Quel Maledetto Treno Blindato) ma il senso si capiva lo stesso: due o tre persone in una sala di controllo con decine di monitor senza segnale video rappresentavano “il governo” che cerca di fermare il treno a tutti i costi. Prima ordinano di togliere i binari per farlo deragliare ma il treno posseduto se ne fotte di simili trucchi e procede nella sua corsa non curante. Allora dalla sala comando viene ordinato di far intervenire l’esercito che si presenta con due camion merci e un’autocisterna (evidentemente il budget non ha consentito l’affitto di camion che rassomigliassero quelli dell’esercito, manco una mimetica, niente) e la loro unica idea geniale è quella di piazzare i suddetti camion sul tracciato del treno… si sorprenderanno nel vederli esplodere senza tuttavia aver fermato il treno. Chissà che cosa si aspettavano. L’autista certo sembrava sorpreso nel realizzare all’ultimo momento che il suo gesto avrebbe avuto delle conseguenze.
In fine c’è il sacrificio di un civile, la salvezza viene dalla classe operaia come nei più bei film socialisti: un vecchio macchinista è vittima di un faccia a faccia [CORREZIONE: a quanto pare non è andata proprio così, la prima visione era molto distratta] tra la sua locomotiva diesel e lo sferragliante malefico treno a vapore così mettendo fine (mi pare) alla corsa ferroviaria più improbabile del mondo. Non poteva scendere e lasciare che la sua locomotiva procedesse da sola? No, nei paesi socialisti tutti devono rendersi utili!
Da quel momento la trama compie un salto pindarico che ci porta in un cimitero pieno di cliché, nebbia e streghe slave. Il diavolo avrà quello che desidera?
Detto questo, credo che me lo rivedrò appena possibile perché mi voglio proprio male.
Se mi sono messo a raccontare tutto ciò è solo per condividere con voi alcune impressioni su tale oscuro film e anche per parlare del titolo. Difatti dato che il titolo mi sembrava troppo strano per essere vero sono andato a farmi la mia ricerchina e ho scoperto che il suo titolo originale è in realtà “Beyond the Door III” e che “Il Treno” è il titolo che invece passa in TV. Mi domando quindi a quale porta si riferisca visto che nel film c’è solo un treno come protagonista indiscusso, quindi mi cerco gli altri titoli della serie scoprendo che:
Beyond the Door –> Chi Sei? (anche noto come “La cosa è tra noi“)
Beyond the Door II –> Schock (ma con un titolo provvisorio di “Al 33 di Via Orologio fa sempre freddo“)
Beyond the Door III –> Il Treno
Tenete conto che si tratta di tutti film praticamente italiani con cast e fondi internazionali, quindi in realtà reputo i titoli italiani come “veri titoli” e i loro corrispettivi in inglese come “titoli anglioti” (al posto del solito “italioti”).
E’ ovvio che si tratta di uno dei tantissimi casi in cui a film horror diversi viene affibbiato un nome comune facendo finta che si tratti di una serie. In questo caso i titoli italiani sono molto più sensati del loro corrispettivo internazionale. Ancora più sensati sono quelli del Regno Unito dove “Il Treno” è intitolato più appropriatamente “Death Train” e “Chi sei?” come “The Devil Within Her”.
Non perdetevi le recensioni dei lettori pubblicate sul sito del Davinotti… alcune sono delle perle.


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Ex-docente, blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film. Ora dialoghista per studi di doppiaggio.

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