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Independence Day: Rigenerazione – L’adattamento italiano che non risorge

Independence day rigenerazione, locandina con vignetta che chiede rigenerazione di cosa?
No, seriamente, rigenerazione di cosa? Quando sono uscito dal cinema il mio iniziale dubbio sul titolo era ancora lì. Rigenerazione di cosa? Apriamo il dizionario:

1 Azione e risultato del rigenerare o del rigenerarsi, spec. di tessuti animali o vegetali distrutti: la r. dei tessuti consente la cicatrizzazione delle ferite
SIN. riproduzione

Mmh, non ricordo tessuti animali distrutti che venivano rigenerati.

2 Rinvigorimento: un buon farmaco ricostituente è quello che ci vuole per la tua r.
|| fig. Rinascita, rinnovamento spirituale e morale: r. dal peccato; r. civile e morale del popolo

Mmh, sicuramente gli alieni avranno avuto un rinnovamento morale e spirituale pensando di poter riprendere la Terra ma non mi sembrava proprio un elemento così importante da dedicargli il titolo del film.

3 RELIG. Stato di grazia spirituale che si ottiene, per i cattolici mediante il battesimo, per i protestanti attraverso l’accettazione del vangelo

Che gli alieni tornino sulla Terra per essere battezzati? Hanno trovato il Vero Dio? Ma sono protestanti o cattolici?

4 TECN. Trattamento di una sostanza logorata o alterata dall’uso al fine di riportarla alla sua primitiva efficienza: sottoporre un materiale al processo di r.

Mmh, no.
Insomma il sottotitolo tradotto in italiano non ha senso. Vediamo cosa significa “resurgence“:

Rinascita, ripresa, ritorno, revival.
Es. “Le cause di questo ritorno della malaria sono riconducibili all’uomo”

Insomma, è uno di quei casi dove  persino un banalissimo “Independence Day – Il ritorno” avrebbe avuto più senso, perché è esattamente ciò che significa resurgence.
Independence Day – Rigenerazione è un titolo incomprensibile prima di andare a vedere il film e resta incomprensibile anche dopo averlo visto. Paradossalmente, il titolo sarebbe stato più chiaro a molte più persone se fosse rimasto in inglese, non pensavo che avrei mai potuto arrivare ad un’affermazione simile.
Anche la trama ufficiale del film è stata riportata ovunque con un ingenuo errore di traduzione:
ingenuity tradotto come ingenuità invece di ingegnosità
Se il film in italiano inizia con queste premesse, l’adattamento da yes-man dei grandi distributori americani (stessa la firma su Captain America: Winter Soldier), non delude, regalandoci un prodotto perfettamente in linea con altri pasticci moderni.

adattamento italiano di Independence Day 2

L’adattamento… se di adattamento si può parlare

È chiaro ormai che chi lavora ai cosiddetti blockbuster (non la catena di negozi), in primis il direttore di doppiaggio e così il dialoghista, hanno spesso le mani legate da scelte che altri fanno per loro e che gli vengono imposte.
Quindi non mi sorprende affatto la presenza dell’ennesimo termine immodificabile per questioni di marketing (o qualunque altro inutile motivo ne sia la scusa): la nave “harvester” deve rimanere così anche in italiano, punto. Senza contesto, senza spiegazioni. I ragazzini giocano ai videogiochi e sanno già che cosa significa (forse), non rompete le scatole voi vecchiardi che nel 1996, già da adulti, avete visto Independence Day, cazzi vostri che in vent’anni non vi siete aggiornati e non avete ancora capito che l’inglese può capitarvi tra capo e collo in qualsiasi momento mentre parlate in italiano con altri italiani (si percepisce la mia ironia? Bene). Dagli Stati Uniti diranno che non si può cambiare perché harvester è già un marchio registrato ed è un peccato sprecarlo adattandolo con altre parole che invece non di proprietà intellettuale della Fox, e poi i cartonati delle action figures sono già in stampa con quella parola… insomma va lasciata così anche in italiano.

Idem con la parola “blaster” eh, basta lamentarsene! E poi ha già un precedente famosissimo e innegabile con Star Wars VII – Il risveglio della forza, quindi ormai è una parola con pedigree, accettabilissima in qualsiasi contesto sebbene in Italia non la usi nessuno nel parlato quotidiano. Troglodita chi non la accetta. Torna a zappare, Evit, che hai osato parlar male dell’adattamento di “Star Wars 7”.

Foto di una mietitrice

L’harvester con cui Evit torna alla terra

E pensare che avevo iniziato a guardare il film con pieno ottimismo verso l’adattamento italiano! Ci avete voluto lasciare i motori con il fusion drive? Benissimo! Tanto ci fanno vedere subito in cosa consiste (una specie di spintona come l’iniezione di protossido di azoto per le auto – vedi Fast & Furious, Mad Max) e il contesto aiuta. Il dialoghista, per testare le vostre conoscenze di inglese, insieme a fusion drive ci lascia anche l’hard drive, cioè due tipi diversi di drive, entrambi facilmente sostituibili con eleganza in lingua italiana ma perché sforzarsi, giusto? Il primo inteso come “spinta”, il secondo drive invece lo conoscete già, è l’abbreviazione di “hard disk drive” che oggi non va più di moda chiamarlo hard disk ma si è deciso di cambiare tipo di abbreviazione colloquiale e adesso è hard drive. Sì, l’interrogazione finale verterà anche su questi argomenti.

Come sempre, e non mi stancherò mai di dirlo né di sottolinearlo in articoli come questo, è il contesto che rende un termine inglese accettabile in un film e di dubbio gusto in un altro. Volete chiamare le armi aliene blaster anche in italiano? Bene, ho capito che oggi in italiano non si adatta più niente (a volte non si traduce nemmeno più) e in questo film tale scelta è comunque meno grave che in Star Wars 7 dove la tecnologia che sentiamo nominare aveva già un adattamento stranoto per il quale uno spettatore potrebbe anche esigere una cosetta da niente che forse avrete sentito nominare qualche volta, mi pare si chiami CONTINUITÀ. Nel precedente Independence Day non si parlava delle armi aliene (sono una novità di questo nuovo capitolo) quindi c’è stata carta bianca sull’adattamento di questo termine e, in linea con lo stile moderno, non si è adattato il termine. OK. Vedete che non sono così vetusto? Mi va bene, mi va bene.

Va bene, va tutto bene!

Va bene, va tutto bene!

Passiamo alla prossima lamentela da vetusto pedante quale posso sembrare.

Le informazioni contenute nell’hard drive di un misterioso dispositivo alieno, si poteva tranquillamente dire che fossero contenute nella sua memoria ad esempio, che poi è la soluzione più elegante a prova di obsolescenza tecnologica ma anche in questo caso vaaaaaaa bene! Va tutto bene! Si è deciso di lasciare hard drive? Bravi! Mi va bene, mi va bene, mi va be-ne [tic nervoso agli occhi]! Ma il problema in quella frase è un altro. In inglese lo scienziato parla di “proverbial hard drive” che non è, come invece hanno avuto il coraggio di tradurlo, adattarlo e doppiarlo: “il suo famoso hard drive“. Quella è la traduzione a cui potrebbe giungere chi traduce con Google Translate. Chi conosce veramente l’inglese invece riconoscerebbe che “proverbial” è usato in maniera insolita per indicare una cosa che non è propriamente un hard disk come lo intendiamo noi ma che di fatto lo è, quindi era un hard disk “di fatto”, il suo “cosiddetto” hard disk, non certo un hard disk “famoso”! Ma che cazzo stiamo sentendo?

A concentrarsi solo sulle parole inglesi ci si dimentica che le frasi italiane dovrebbero avere anche un senso. Nessuno infatti durante tutto il film aveva sentito parlare dell’hard disk di quel marchingegno alieno, quindi l’hard disk non aveva nessuna reputazione e nessuna fama, viene letteralmente introdotto dal nulla come “il famoso hard drive”. Prego, gettate cacca in direzione dello schermo.

Reazione di Jeff Goldblum in Independence Day 2

La mia reazione

Vogliamo ritornare a parlare della nave harvester? No? E invece sì.

Ricordate quando parlavo del contesto? Di come certe scelte possono essere ancora accettabili e altre meno, di come ad esempio blaster è ancora accettabile qui in Independence Day ma non altrettanto accettabile in Star Wars 7, ricordate? L’ho detto un attimo fa.
Ebbene, “nave harvester” qui non ha alcun senso, porcaccia di quel dio alieno infame! (crederanno in divinità anche loro, no?)

Spieghiamolo brevemente questo contesto: un misterioso dispositivo tecnologico alieno (che ricorda la nave di 2001: Odissea nello Spazio e mille altri film di fantascienza dal 1968 fino a Oblivion passando per la Guida Galattica per Autostoppisti) ascoltava le conversazioni umane decifrandone il linguaggio in modo da poter finalmente comunicare con noi in maniera comprensibile, nel nostro caso doveva parlare agli americani, quindi in lingua inglese. Semplice, no? Logica vuole che in questo complesso mondo del doppiaggese si trasli tutto ciò alla lingua italiana. Semplice, no? No.

La scelta di fargli dire “nave harvester” è insensata nel contesto perché abbiamo un alieno che decifra la lingua inglese (per noi doppiato in italiano) e, una volta acquisita, si rivolge agli scienziati parlando loro in inglese, che viene giustamente doppiato per noi in italiano… ma con una commistione di italiano e parole anglosassoni? Ma che cazzo stiamo sentendo?

La reazione dell'attore Brent Spinner in Independence Day 2

La mia reazione

Sulla carta, quello che mi immagino essere stato un diktat dei supervisori americani “harvester ship deve rimanere nave harvester”, è purtroppo quanto di più ordinario avvenga nel doppiaggio italiano di questi tempi, almeno per i grandi film hollywoodiani, ma in certe occasioni (come questa) va proprio a stridere con l’intero concetto di adattamento introducendo un vero e proprio cortocircuito di insensatezza. Non aiuta che lo stesso androide alieno insista su questo concetto parlando anche di regina harvester nella nave harvester. Bleah! Abbiate pietà di noi poveri spettatori italioti.

La regina aliena in Independence Day 2

La regina dei raccolti

E dire che stava andando così bene, con il programma di difesa Earth Space Defense tradotto in italiano (Difesa Spazio-Terra o qualcosa del genere) e con un cast di doppiatori niente male (a parte il droide-palla alieno che sembrava l’annunciatrice sarcastica del videogioco Theme Hospital), in generale tutti capaci e se comunque avete lamentele sulla piattezza di alcune interpretazioni rifatevela con lo stile di interpretazione-fotocopia che per svariati motivi impera da una quindicina d’anni.

Nota curiosa: il ragazzo che interpreta il figlio di Will Smith sembra sia riuscito a riprodurre molto bene il modo di recitare di Will Smith, una piccola accortezza da parte dell’attore di cui ovviamente non avrete neanche il minimo sospetto guardandolo in italiano, ma ci sono qui io a togliervi dubbi e interrogativi che non sapevate neanche di avere.

La prima mezz’ora insomma procede senza problemi lessicali, poi si comincia con piccole cose come “la devastazione sull’East Coast sarà incalcolabile” e “iniziare il countdown simultaneo” che da sole non danno alcun fastidio sebbene siano di facile traduzione e lasciare questi termini in inglese non porta nessun significato addizionale (cioè, lo fate tanto per! E vabbè, se è di moda… contenti voi). Peccato però arrivare a fine film con qualche calco dall’inglese di troppo, un paio di enormi scelte insensate e quella idiozia dell’hard disk famoso, roba che non sentivamo più da decenni, da epoche passate in cui comunque l’errore umano non era facilmente risolvibile con una ricerca su internet perché internet non c’era, oggi invece si può e in tempi inferiori al minuto… sempre a patto di sapere cosa si stia cercando. È quello il guaio, la ricerchina su Internet aiuta fino ad un certo punto, oltre c’è bisogno di gente che l’inglese lo conosca per davvero. Lo stesso vale per altre lingue.



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Ex-docente, blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film. Ora dialoghista per studi di doppiaggio.

37 Commenti

  • Antonio L.

    15 Settembre 2016 alle 18:48

    Non ho ancora visto il film ma mi sembra di capire dal tuo articolo che “harvester” avrebbero dovuto tradurlo (adattarlo) perché non è come “Sulaco” o “Millenium Falcon”, che sono nomi di fantasia. Si tratta di una nave il cui nome va a spiegare allo spettatore il suo scopo. Mi sbaglio?

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  • McFly Gabriel

    15 Settembre 2016 alle 19:43

    Mi deprimo sempre di più. A questo punto se dovessi imbattermi in un supervisor, potrei compiere un omicidio…..scherzi a parte, stanno trasformando un’operazione culturale ,che arricchiva le opere filmiche, in un guazzabuglio che non ha senso intellettuale, né’ linguistico.
    Sono anche un po’ stufo di sentire che “non abbiamo tempo” e “costi”. È’ diventata purtroppo un’ operazione “fast food”, dettata da una marea di film e produzioni , più o meno commerciali, che vanno fruite in tempi brevi e che devono soddisfare più la pancia che il cervello.
    Come diceva qualcuno…. Continuiamo a farci del male…..

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  • Tyche

    15 Settembre 2016 alle 23:00

    Direi che la traduzione era partita male già dalla sinossi.
    Su quasi tutti i siti di film italiani hanno tradotto:
    “[…]But nothing can prepare us for the aliens’ advanced and unprecedented force. Only the INGENUITY of a few brave men and women can bring our world back from the brink of extinction.”
    con:
    “Ma nulla ci può preparare per le forze d’attacco avanzate e senza precedenti degli alieni. Solo l’INGENUITÀ di alcuni coraggiosi uomini e donne potrà salvare il nostro mondo dal baratro dell’estinzione.”
    Neanche il traduttore di Google riesce a sbagliarlo…

    Rispondi
  • Tyche

    15 Settembre 2016 alle 23:05

    Direi che l’adattamento è partito male fin dall’inizio, dato che non sono riusciti a tradurre correttamente neppure la sinossi:
    Da:
    “[…]But nothing can prepare us for the aliens’ advanced and unprecedented force. Only the INGENUITY of a few brave men and women can bring our world back from the brink of extinction.”
    siamo passati a:
    “Ma nulla ci può preparare per le forze d’attacco avanzate e senza precedenti degli alieni. Solo l’INGENUITÀ di alcuni coraggiosi uomini e donne potrà salvare il nostro mondo dal baratro dell’estinzione.”
    praticamente in tutti i siti e blog di cinema italiani…

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  • Paolo Insanity

    16 Settembre 2016 alle 11:42

    Ma che davero davero? Perché in queste grosse produzioni non spendono €4 in più per adattamento e dialoghi sensati? Farebbe davvero la differenza tra un film ed un capolavoro… ma d’altronde i ragazzini non hanno schei ed i genitori “manager” sono quelli che traducono “performance” con “performante”. Per tutte le palle luminose degli alieni quante scarpate!!! X(

    Rispondi
  • Francesco

    16 Settembre 2016 alle 12:40

    Che primo articolo del mese coi fiocchi! Che con la parola “rigenerazione” nel titolo volessero far credere al pubblico la presenza di Signori del Tempo nel film? Ah, i titoli italioti… Doppiaggio a parte, il film è guardabile o ne devo stare alla larga?

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    • Evit

      16 Settembre 2016 alle 12:57

      Il film è esattamente come me lo aspettavo. L’ho visto mercoledì scorso per 2 euro, approfittando della giornata “cinema2day” (questo slogan è un aborto di inglese tra l’altro) e per due euro pure Suicide Squad era bello ahah!
      Non so se consigliarlo in giro, noto che in generale è piaciuto poco ma temo che il problema stia nel fatto che la gente non ricordi esattamente come era il primo. Scemo e caciarone. Con le giuste aspettative potrebbe piacere anche questo. Si sente però l’assenza di Will Smith

      Rispondi
      • Evit

        16 Settembre 2016 alle 16:04

        Non ricordo niente di frustrante. C’era “Killer app”, della serie cercatevelo da soli su urban dictionary (ma mi dicono che adesso si parla così), per il resto non mi tornano in mente adattamenti inusuali. Sarà che l’ho visto alle 22.30, c’era qualcosa degno della mia attenzione?

    • Evit

      16 Settembre 2016 alle 17:47

      Anche io avevo avuto quella impressione. Peccato non vedremo le scritte localizzate in italiano nel DVD/BluRay… ma del resto chi se lo comprerà mai in home video quel film? 😛

      Rispondi
    • Andrea87

      17 Settembre 2016 alle 00:03

      infatti ero stato io a consigliarlo 1 mesetto fa!
      Doppiaggio “old school” con niente lasciato in originale (“triple post offense” giustamente adattato con “attacco a triangolo” per esempio!), esempio di come, volendo, si possa ancora adattare tutto!

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  • Cassidy

    16 Settembre 2016 alle 20:33

    Pezzo fantastico complimenti, ma ancora doppiano hard drive? Capre! 😉 Ho visto il film in inglese, nei sottotitoli disponibili hanno pensato di tradurre “Regina sterminatrice” che non è corretto, ma per una bestia incazzata di 20 metri risulta almeno un nome cazzuto 😉 Cheers

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    • Evit

      16 Settembre 2016 alle 20:40

      Cazzo, meglio sterminatrice che harvester che mia madre non ha idea di che cosa significhi. Uso sempre i miei genitori come esempio ma sono sicuro che ci siano tanti italiani molto più giovani ma ugualmente non a loro agio con l’inglese.
      Per l’hard drive zappa sui piedi perché non era né famoso né un vero e proprio hard drive.
      Non voglio passare per fondamentalista che non accetta parole come hard drive, il contesto è sempre necessario. Se me lo usano in guerre stellari invece mi incazzo. Eppure anche lì sono stato criticato da dei decerebrati.

      Rispondi
  • Achille Mirmidoni

    17 Settembre 2016 alle 19:01

    Più leggo questo blog, più mi convinco che chi ci scrive sia un coglioncello saccente a cui rode il culo perché, essendo convinto di essere l’unico al mondo a sapere sia l’italiano che l’inglese, dovrebbe spettargli di diritto il compito di tradurre e adattare i film invece che starsene a casa a farsi le pippe guardando “The Lady”.

    Rispondi
  • Mahatma K. B.

    18 Settembre 2016 alle 01:26

    …e quando a Evit parte il bestemmione intergalattico si puo’ stare certi che l’adattamento di un film fa DAVVERO schifo.
    Articolo bellissimo, nulla da aggiungere.

    Rispondi
  • Woody Alien

    18 Settembre 2016 alle 12:53

    Purtroppo quella di non tradurre più niente è una tendenza, come giustamente dici tu, dovuta al predominio di marketing e diritti d’autore… Le prime avvisaglie le abbiamo avute coi film Disney degli anni ’90, in cui i titoli dovevano rimanere “Aladdin” e “Hercules” per ragioni di lotta alle imitazioni, così dicevano loro. Oggi non si salvano più neanche gli slogan, se hai notato quello di una nota carta di credito non dice più “Non ha prezzo”, bensì “Priceless”… In un certo senso comprensibile, ma sempre vergognoso.

    Rispondi
    • Evit

      18 Settembre 2016 alle 13:13

      L’ho sentita quella del “priceless” che tra l’altro ignora la popolarità di uno slogan pubblicitario che ormai in Italia conoscono tutti da decenni. Forse uno dei più noti di sempre.

      Rispondi
  • David Pellegrini

    23 Agosto 2019 alle 14:58

    Ma…Marco Guadagno? Che è meglio? ?? Non era il puffo Quattrocchi che “sotuttoio” ???

    E comunque sono morto con questo articolo ahahah infatti anche a me sembrava un titolo così stupido che non me lo spiegavo!!

    Rispondi
  • rinoceronteobeso

    1 Ottobre 2020 alle 16:14

    Questa però non te la passo.
    Non conosco il contesto in cui compare la frase originale, ma “proverbial” vuol dire proprio quello e in molti, molti anni non ne ho mai incontrato un uso diverso in inglese: https://www.merriam-webster.com/dictionary/proverbial

    e.g. “The proverbial smoking gun”.

    La frase originale sembra avere dato qualche grattacapo anche ai parlanti nativi: https://uk.answers.yahoo.com/question/index?qid=20160829100213AA6jlke

    Rispondi
    • Evit

      1 Ottobre 2020 alle 16:18

      Mi pare sia spiegato tutto molto bene nell’articolo. Aprire il dizionario e fermarsi alla prima definizione di proverbial è esattamente quello che ha fatto il dialoghista senza considerare il contesto. Non è un uso tipico ma conoscere la lingua vuol dire anche poter identificare usi atipici. Altrimenti Google translate potrebbe dialogare tutti i film senza problemi.

      Rispondi
      • rinoceronteobeso

        1 Ottobre 2020 alle 16:56

        Non posso davvero biasimare il dialoghista, qui.

        Sono andato a vedere la sceneggiatura e… lo sceneggiatore originale usa una parola che di significato accettato ne ha uno solo.

        Ora, tu, spettatore, socchiudi gli occhi, fai un cospicuo sforzo interpretativo e capisci che il personaggio intende dire “hard drive di fatto”.
        A questo punto non mi sembra eccepibile se anche lo spettatore italiano deve fare la stessa operazione.

        Se c’è da muovere una critica, non è quella della troppa letteralità: mi sembra che qui, anzi, il dialoghista abbia privilegiato l’aver senso della frase (“il famoso hard drive”) alla traduzione letterale (“il proverbiale hard drive”).

        Situazione da cui, onestamente, era difficilissimo uscire: il dialogo originale è semplicemente inspiegabile.
        Lamentiamoci, per una volta, con lo sceneggiatore.

        P.s.: In una puntata della serie Buffy, di cui già si parlò su questo blog, la protagonista incita l’attempato Giles a far andare più veloce “your alleged car” (una Renault 2CV nella California degli anni ’90).
        Chissà come l’hanno tradotta – “proverbiale auto” o, buon Dio, “auto supposta”? 😉

      • Evit

        1 Ottobre 2020 alle 19:07

        ‘Famoso hard drive’ non ha alcun senso nel discorso, nel film e nel contesto, proprio zero, e proverbial non era così difficile da capire. Non c’era niente di difficile in quel dialogo (se uno la lingua la conosce da professionista e non da improvvisato, e ha presente il contesto in cui è detta), non vedo cosa c’entri alleged, altra frase, di altri personaggi, in altro contesto, in altra situazione.
        Famoso è un errore. Non ha niente di famoso, né era mai stato menzionato prima.

  • rinoceronteobeso

    1 Ottobre 2020 alle 21:01

    Stavo per scrivere “ma anche ‘proverbial hard drive’ non ha alcun senso nel discorso”.

    Ma oggi ho imparato una cosa, in conseguenza della quale ti devo le mie scuse.

    Ho fatto un po’ di ricerche, e pare che negli ultimi 10 anni si sia iniziato a dire “proverbial X” per indicare “metaforico X” – non conosco fortunatamente nessuno che lo dice e non figura nei dizionari, ma l’uso è attestato a stampa.

    Credo sia una di quelle inspiegabili corruzioni del senso accettato delle parole che si diffondono a macchia d’olio, un po’ come nell’italiano aziendalese dei tardi anni ’90 “stato dell’arte” ha improvvisamente iniziato a voler dire “stato di avanzamento dei lavori” (o come l’uso della sconosciuta parola “resiliente” è esploso dopo il 2012 sotto l’influenza dell’inglese, fino ad arrivare al il titolo di una canzone di Rita Pavone a Sanremo).

    Va comunque detto che altri due parlanti nativi di buona istruzione che avevo sottomano non comprendevano il significato di “proverbial hard drive”, e quell’espressione ha dato fastidio ad altri, cercando con Google, quindi continuo a voler dare la sospensione della pena e la non menzione nel casellario all’adattatore.

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