Simpson: PRO e CONTRO del suo doppiaggio italiano

Homer Simpson davanti al cartello DIE - DIET
Ecco i miei pro e contro del doppiaggio italiano dei Simpson in una rapida lista che prende in considerazione alcuni buoni esempi e alcune critiche alla nostra versione italiana. Per motivi diversi è una serie apprezzabile sia in inglese che in italiano. Se avete altri pro e contro scriveteli nei commenti, mi fa piacere conoscere i vostri.

I “pro” del doppiaggio italiano dei Simpson

La bravura dei doppiatori

I doppiatori sono indubbiamente bravissimi, Monica Ward e Tonino Accolla punte di diamante. Sandro Iovino che interpreta Mr. Burns è tuttavia il mio preferito e quando guardo episodi dei Simpson in inglese sento sempre la nostalgia della sua voce (assai più malvagia e spassosa dell’originale. In inglese ha più una voce da viscido che da perfido). La qualità delle voci è pari o talvolta superiore dunque non ci possiamo certo lamentare sotto questo punto di vista.

Non di rado poi alcune frasi vengono rese più divertenti e memorabili in italiano. Il mio primo esempio è quello della voce di Lenny che ripete nella testa di Homer “convenzione odontoiatrica“. Secondo esempio: la canzone “spider pork” del film dei Simpson fa ridere, la canzone originale “spider pig” semplicemente non fa ridere e me lo conferma anche la mia amata dolce metà (che, chi ha seguito il mio blog fin ora già lo sa, è una cittadina britannica, scozzese sarda scozzese per la precisione):

ORIGINALE: Spider-pig, Spider-pig. Does whatever Spider-pig does. Can he swing from a web? No, he can’t, he’s a pig. Look out, here’s a Spider-pig.

letteralmente traducibile come: “Spider-pig, spider-pig. Fa qualunque cosa Spider-pig faccia. Può dondolarsi dalla ragnatela? No, non può perché è un maiale. Stai attento, arriva Spider-pig”.
Dire piatta è dir poco.

ITALIANO: Spider-pork, spider-pork. Il soffitto tu mi sporc’. Tu mi balli sulla test’. E mi macchi tutto il rest’. Tu qua, ti amo Spider-pork.

Homer che canta spider pig, scena dal film dei SImpson
Non è strano che in italiano sia poi diventato un tormentone. Tra le due versioni quella originale in inglese lascia indifferenti, quella italiana fa almeno sorridere, è in rima e fa anche riferimento alla scena in corso, ovvero al maiale che sta macchiando il soffitto [il film rimane tuttavia mediocre sia in inglese che in italiano].

Grattachecca e Fighetto sono un’altra memorabile alterazione che ha reso divertente il nome di Itchy & Scratchy (per un solo episodio tradotti più fedelmente come Grattino e Pruritino perché la coerenza nell’adattamento non è sempre stata una presenza costante nel doppiaggio di una serie così duratura come quella dei Simpson).

Uso dei dialetti nei Simpson

Generalmente l’uso dei dialetti nel doppiaggio italiano è una cosa che fa rabbrividire (vedi il doppiaggio di Monty Python), raramente trova ragione d’essere, ma posso comprenderne la necessità. Nei Simpson viene fatto largo uso di varie inflessioni dell’inglese ma, mentre esiste un corrispettivo in italiano dell’accento inglese, di quello indiano, e anche del modo di parlare dei bifolchi (“rednecks”), restano intraducibili gli accenti scozzesi e irlandesi per i quali non abbiamo corrispettivi nella nostra lingua. Il giardinere scozzese Willy (“Willie” in inglese) pertanto diventa sardo seppur i traduttori stessi rimarranno sempre in dubbio sulla sua origine, talvolta vien detto che si tratti di un immigrato scozzese, talvolta sardo, talvolta un sardo-scozzese (?). Che si decidano una buona volta!

La scelta del sardo non è del tutto ingiustificata. L’accento sardo è il più vicino per suono a quello scozzese e in Sardegna come in Scozia ampi territori sono dedicati alla pastorizia, inoltre l’eia è equiparable all’aye scozzese, entrambi significano “sì”, quindi un legame lo si può trovare e vi assicuro che non è campato in aria come sembra (ascoltate l’accento scozzese per rendervi conto, già gli inglesi non lo capiscono).

Gli irlandesi comparsi nella serie invece sono spesso tradotti con una parlata simil-abruzzese (folletto leprechaun compreso), qui la scelta sembra più casuale, come del resto sembra casuale anche quella del collega di Homer, Carl, che parla con accento veneto. Non ha certo molto senso ma insomma, si può sopportare essendo limitata a pochi personaggi. Nell’animazione doppiata in italiano, la presenza di dialetti usati a scopi comici risale almeno agli anni ’70 con casi più o meno sensati (es. Romeo negli Aristogatti) e casi più imbarazzanti come in Fritz il gatto.

Poca censura nella versione italiana dei Simpson

Se confrontato con “Family Guy” (in italiano “I Griffin”) possiamo considerarci molto fortunati nel poterci vedere i Simpson praticamente senza censura, cosa che invece accade in molti altri paesi. Anzi c’è da dire che nelle ultime stagioni sembra che abbiano permesso ai doppiatori di dirne di tutti i colori, ormai le parolacce non sono più un tabù (finalmente), ma anche le prime stagioni non scherzavano: tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 c’è stato un periodo dove far dire parolacce in prodotti per bambini “faceva ridere” ed era consentito (Mamma ho riperso l’aereo sia da esempio).

Grattachecca e Fichetto

 


I “contro” del doppiaggio italiano dei Simpson

Le guest-star italiane

Ovvero celebrità italiane che si improvvisano doppiatori d’eccezione per uno o più episodi. Di solito non sono attori professionisti ma celebrità da rotocalco, comici e politici italioti. Le voci stridono a confronto di quelle dei professionisti; sembrano doppiaggi fatti in casa da caricare su youtube per essere offesi in pubblica piazza!

Uno scempio criticato anche su Facebook dal gruppo chiamato “Al rogo le “guest star” nel doppiaggio italiano dei Simpson!” dai quali gentilmente prendo con un copia e incolla la cosiddetta “black list” degli ospiti indesiderati:

VALERIA MARINI, GIANFRANCO D’ANGELO, SANDRA MONDAINI, GIORGIO GORI, PAOLO LIGUORI, PAOLO BONOLIS, VITTORIO SGARBI, VERONICA PIVETTI, PAOLA BARALE, LUCIANA LITTIZZETTO, SERENA DANDINI, IGNAZIO LA RUSSA, CORRADO GUZZANTI, MICHELE FORESTA, LEO GULLOTTA, GIORGIA, ALESSANDRA MUSSOLINI, MIKE BONGIORNO, GENNARO GATTUSO, FRANCESCO TOTTI, ILARY BLASI, MARIA GRAZIA CUCINOTTA, JOVANOTTI, LUCA LAURENTI, EMILIO FEDE, MARCO MATERAZZI, AMBRA ANGIOLINI.

Non tutti ma molti di questi hanno davvero rovinato interi episodi. E “chissene” se lo hanno fatto per beneficenza! Mi rovinate ab eternum interi episodi di una serie TV… per beneficenza?

Quelli che dopotutto se la sono cavata regalandoci buone interpretazioni sono attori che hanno già avuto esperienza di doppiaggio. Scommetto ad esempio che molti di voi non sapete che Leo Gullotta è un ottimo doppiatore cinematografico.

In America i Simpson hanno numerose guest star che prestano la loro voce. Se funziona da loro non significa che possa funzionare anche qui da noi. Non so se sia stata la Fox stessa a proporre l’idea di “guest star” italiane per replicare l’idea originale ma sentire Totti e la Blasi nei Simpson è una cosa atroce che ci auguriamo non capiti più nella storia dei cartoni animati e del doppiaggio in generale. A ciascuno il suo mestiere, grazie.

L’alterazione di alcuni nomi: Moe che diventa Boe

Casus belli: il nome di “Moe” che diventa “Boe” e costringe continuamente a “rititolare” l’insegna del suo bar. Moe non è un nome così difficile! Il mio collaboratore Leo suggeriva che forse è dovuto alla vicinanza con il “mo’ ” dialettale ma entrambi concordiamo sull’inutilità di tale cambiamento, anche perché la pronuncia della “o” sarebbe diversa nei due casi.

Una piccola curiosità: in un episodio Boe in italiano diceva di aver ereditato il suo bar da un certo Moe e di avergli lasciato il nome. Che ci sia stato dunque un tentativo di riparare al “danno” dovuto al cambio immotivato di nome? Anche se così fosse dovrebbero allora eliminare tutte le sovrapposizioni (per altro orrende) del nome del bar “Moe”. Più probabile che si tratti di una delle altre mille inconsistenze dell’adattamento italiano. In un doppiaggio passato di mano così tante volte e a così tante aziende diverse, è un miracolo che la famiglia stessa non abbia cambiato nomi tre o quattro volte.

Riferimenti mancati o alterati

Ahimè non di rado si perdono riferimenti culturali e di conseguenza alcune battute risultano incomprensibili. Purtroppo non c’è molto che si possa fare a riguardo, è la dura legge della traduzione e l’adattamento da altre lingue e altre culture. Altre volte battute tradotte correttamente non suonano affatto divertenti in italiano mentre lo sono in inglese. A questo si aggiunge il dramma degli “adattamenti culturali” in cui un riferimento, di solito di cultura popolare, viene cambiato da quello americano a quello italiano. Tanto per fare un esempio, in un episodio Bart criticava il festival di Sanremo (in italiano) mentre in inglese il riferimento era agli Emmy Awards (evidentemente non conosciuti in Italia all’epoca in cui fu tradotto l’episodio).

Un altro esempio: dubito che i più abbiano capito perché Homer nel film dei Simpson sbatteva tra una roccia e un edificio chiamato “A Hard Place”.

Simpson il film, Homer tra una roccia e a hard place

L’espressione “caught between a rock and a hard place” è l’equivalente italiano di “trovarsi tra incudine e martello”, in seguito Homer comincia a dondolare tra una “fork” (forchetta) e un “hard place”.

The Zesty Fork restaurant. Dal film dei simpson

Anche conoscendo la frase originale, questa scena non era certo l’apice della comicità (anzi, l’intero film aveva pochi momenti veramente divertenti) e mi rimane incomprensibile perché il pubblico italiano in sala si sganasciasse dalle risate. Forse basta che Homer si faccia male per cominciare a reggersi la pancia? Le cose che suscitano ilarità tra gran parte del pubblico italiano sono sempre le più sciocche… la maggior parte degli spettatori non ride mai alle battute argute, né alle citazioni cinematografiche, ma solo a cose triviali come rutti e flatulenze e mi domando che cosa se li guardino a fare i Simpson… vabbè, sto divagando.

Cambio dei doppiatori

Alcuni personaggi secondari non hanno purtroppo doppiatori fissi ma anche personaggi più noti, nel corso degli anni hanno cambiato voce almeno un paio di volte (Moe, Barney, Flanders ed il direttore Skinner tra i primi che mi vengono in mente). Una cosa abbastanza fastidiosa specie quando la differenza appare veramente lampante, come nelle prime stagioni.

In conclusione…

Questi erano alcuni dei miei pro e contro. Al contrario dei Griffin che ritengo siano godibili soltanto in inglese, i Simpson rimangono divertenti sia in originale che doppiati, magari non sempre negli stessi momenti ma il doppiaggio italiano di questa serie ha molto da regalare allo spettatore. Vedendoli in lingua originale ad esempio mi manca sempre la voce di Mr. Burns ma almeno capisco tutte le battute e i riferimenti, quando li guardo doppiati spesso vorrei non dovermi sentire cose come i riferimenti a “Sanremo”. È un difficile equilibrio.


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Ex-docente, blogger bilingue con il pallino per l'analisi degli adattamenti italiani e per la preservazione storica di film. Ora dialoghista per studi di doppiaggio.

58 Commenti

  • Sinjun

    8 Aprile 2011 alle 18:52

    Per il momento non mi vengono in mente altri pro e contro da aggiungere, ma mi piacerebbe lo stesso commentare quelli già presenti.
    Concordo innanzitutto sulla bravura dei doppiatori (quella di Iovino è una voce che apprezzo davvero tanto). Per fortuna però, oltre la voce di Mr Burns, anche le voci originali non mi dispiacciono affatto.
    L'uso dei dialetti poi è una cosa che proprio non sopporto. Willie infatti è l'unica eccezione che ammetto (per i motivi che hai spiegato tu, anche), mentre Carl-Veneto non lo capisco proprio. Mah.
    Sulle guest star stenderei un velo pietoso. Quegli episodi non li riesco proprio a  vedere (anche qui però ci sono le eccezioni. A me per esempio Luca Laurenti e la Pivetti non dispiacciono affatto come doppiatori).
    Se poi parliamo di Totti e Gattuso, beh… sono capaci di estinguere la voglia di vivere con la loro vitale ed entusiasmante espressività.
    Ecco, infine arriva l'adattamento culturale che è la cosa peggiore per i telefilm tradotti in italiano. Praticamente si elimina metà della bellezza di una serie straniera, secondo me.
    E' anche vero che non si può fare molto (certo, ho visto anche alcune citazioni che dovrebbero essere capite in tutto il mondo venir facilmente sostituite, ma vabè… )
    In conclusione… Niente, mi faceva piacere aggiungere la mia -inutile perchè non aggiunge niente di nuovo a quello che hai detto- opinione e complimentarmi per il blog 😀
    Sinjun

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    • negozio488

      22 Dicembre 2016 alle 14:19

      In effetti, tante delle guest star elencate hanno ben figurato in altri doppiaggi.
      Ad esempio, Bonolis e Laurenti stessi nel doppiaggio di “Stuart Little” sono stati bravissimi: Bonolis nella parte del gatto cattivo è molto credibile e la voce non è nemmeno riconoscibilissima, mentre Laurenti, con la sua “vocina” l’ho trovato azzeccatissimo per fare la parte del topo.
      Un altro caso di guest star utilizzate molto bene è “Shark Tale”: in questo film, infatti, sono presenti Tiziano Ferro che doppia il protagonista, Cristina Parodi che doppia una giornalista, Pali e Dispari che doppiano due dj, Luca Laurenti che doppia uno squalo vegetariano (!) e Luisa Corna che doppia una specie di “femme fatale”. E la cosa bella, è che sono tutti quanti molto credibili! In particolare, Luca Laurenti (che ben si sposa con l’assurdità del personaggio) e Cristina Parodi (forse perché il personaggio, in un certo senso, la rispecchia) .
      Se i direttori del doppiaggio italiano dei Simpson si ispirassero a doppiaggi del genere, anche le puntate con guest-star dei Simpson ne uscirebbero meglio (in effetti sentire Totti e Larussa è piuttosto strano).

      Rispondi
    • Alessandro Stamera

      22 Dicembre 2016 alle 14:20

      In effetti, tante delle guest star elencate hanno ben figurato in altri doppiaggi.
      Ad esempio, Bonolis e Laurenti stessi nel doppiaggio di “Stuart Little” sono stati bravissimi: Bonolis nella parte del gatto cattivo è molto credibile e la voce non è nemmeno riconoscibilissima, mentre Laurenti, con la sua “vocina” l’ho trovato azzeccatissimo per fare la parte del topo.
      Un altro caso di guest star utilizzate molto bene è “Shark Tale”: in questo film, infatti, sono presenti Tiziano Ferro che doppia il protagonista, Cristina Parodi che doppia una giornalista, Pali e Dispari che doppiano due dj, Luca Laurenti che doppia uno squalo vegetariano (!) e Luisa Corna che doppia una specie di “femme fatale”. E la cosa bella, è che sono tutti quanti molto credibili! In particolare, Luca Laurenti (che ben si sposa con l’assurdità del personaggio) e Cristina Parodi (forse perché il personaggio, in un certo senso, la rispecchia) .
      Se i direttori del doppiaggio italiano dei Simpson si ispirassero a doppiaggi del genere, anche le puntate con guest-star dei Simpson ne uscirebbero meglio (in effetti sentire Totti e Larussa è piuttosto strano).

      Rispondi
    • Evit

      22 Dicembre 2016 alle 16:39

      Nei film grandi (e per grandi intendo per portata di distribuzione) ci stanno più attenti e il direttore di doppiaggio spesso riesce a “dirigere” bene anche chi non ha esperienza in sala di doppiaggio, è una doppia fatica per tutti ma anche nei casi peggiori viene fuori qualcosa di decente.
      In gran parte degli episodi dei Simpson con “guest stars” invece non sembra si faccia molto caso alla qualità del prodotto finale e, sebbene non tutti risultino pessimi come Totti, certamente non si tenta di integrare le loro voci con quelle del resto del cast di professionisti, al contrario sembra che vogliano assicurarsi che questo o quel “talent” lo si riconosca subito, quindi a La Russa gli faranno fare le sue tipiche espressioni, e così agli altri. Come chiamare Sgarbi e inventarsi di fargli dire “capra”, magari quest’anno strappa una risata ma di certo non sono scelte mirate ad un intrattenimento senza tempo.

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  • utente anonimo

    12 Aprile 2011 alle 19:15

    Salve; questo è il mio primo commento su questo blog scoperto per caso (era citato in un intervento sul blog di Attivissimo), ma che mi ha subito interessato.
    Esordisco pertanto dicendo la mia sul pro e contro il doppiaggio dei Simpson.
    In realtà c'è poco da aggiungere a quanto già scritto nel pezzo. Anch'io ho visto qualche puntata in lingua originale (passando l'estate in Slovenia, prendevo le tv croate, e lì sono trasmessi coi sottotitoli) ma sfortunatamente la mia conoscenza dell'inglese non è tale da capire i dialoghi (peggio che mai col croato del sottotitoli). Per cui posso "raffrontare" solo il "tipo" di voci, e devo dire che in italiano, tolti i personaggi "dialettali", sono rimaste pressoché identiche con qualche differenza (ad esempio, nonno Simpson mi dà in originale più la sensazione che parli il "vecchietto del far west").
    Visto che l'ho citato, anch'io ritengo che la scelta di usare per alcuni personaggi il dialetto tutto sommato non pesi perché effettivamente è relegata solo a qualche personaggio, con scelte a volte bizzarre (Carl parla veneto ma Lou no). Di certo non assistiamo a robe penose come con "Asterix e Cleopatra", con Numerobis che (diventa e) parla siciliano e l'antagonista addirittura in tedesco (o meglio, tetesken).
    Voglio poi dare una mia interpretazione sulle risate per la scena del film in cui Homer è fra "l'incudine e il martello": ammetto di essere stato all'oscuro del gioco di parole sottotinteso (in effetti mi ero chiesto che senso avesse l'insegna "a hard place"), ma la scena si può ritenere divertente perché abbina comunque tre diversi tipi di comicità:
    – quella facilona del ridere sulle "disgrazie" altrui, specie quando queste sono state provocate in un certo qual senso dalla vittima
    – quella derivante dal "non senso", in questo caso "fisico", vedi quando la palla s'arresta e dopo un po' si rimette ad oscillare in un evidente controsenso fisico
    – quella della comicità "a cascata", in cui una azione viene portata fino alle estreme conseguenze in un crescendo di "particolari" che paiono essere stati messi lì apposta (ad esempio io avevo interpretato in quel modo la forchetta del cartello pubblicitiario).
    La scena mi pareva assai simile a quando Homer cade in un burrone, dove regolarmente si scontra contro tutti gli ostacoli presenti, nessuno escluso, e quando pare arrestarsi nella caduta, dopo un attimo riprende colla stessa inerzia.
    Infine su Boe/Moe (non ho capito, fra l'altro, il link dell'anonimo qui sopra: almeno io finisco in un sito di videogiochi…): a memoria, ma potrei tranquillamente sbagliarmi, credo sia dovuto ad un adattamento ad una battuta in una delle primissime puntate delle serie trasmesse in Italia (ovvero, vi era una gag che funzionava se si chiamava Boe ma che non avrebbe avuto effetto coll'originale Moe). Ma, ripeto, potrei sbagliarmi.
    Rado il Figo

    Rispondi
  • utente anonimo

    14 Aprile 2011 alle 09:17

    "non ho capito, fra l'altro, il link dell'anonimo qui sopra: almeno io finisco in un sito di videogiochi"
    Neanch'io riesco più a collegarmi, ma pensavo fosse colpa del filtro aziendale, immaginavo che voi riusciste a vederlo. Una volta lì c'era un'intervista a Tonino Accolla, doppiatore di Homer e direttore del doppiaggio, in cui spiegava alcune scelte di traduzione (ricordo per esempio che diceva di aver inventato lui "bagarospo", anche se non ricordo perché – probabilmente NON lo spiegava!). Può darsi che abbia cambiato url o sia sparita e basta, purtroppo capita sul web. 🙁
    Ciao
    Zyk
     

    Rispondi
  • utente anonimo

    14 Aprile 2011 alle 18:04

    zyk
    grazie per la precisazione, in effetti non capivo proprio dove volessi andare a parare.
    Comunque il "bagarospo" mi fa venire in mente l'esclamazione più nota dei Simpson: "ciucciati il calzino" . Mi sono sempre chiesto come diamine siano riusciti a farlo "combaciare" nel doppiaggio, giacché l'originale è "eat my short", qualcosa tipo "mangiami i calzon(cin)i", che a naso (o meglio,a orecchio) mi pare assai più breve da pronunciare. Fra l'altro la diversa versione fa non comprendere una citazione in Futurama, dove Bender letteralmente mangia le braghette di (un pupazzo di) Bart dicendo qualcosa tipo: "perché ciucciare il calzino? È meglio mangiare i calzoni".
    p..s: esiste anche una autocitazione nella puntata vista ieri dove Marge davanti alla lavatrice dice qualcosa come: "se invece di ciucciare il calzino di Bart, qualcuno si mangiasse i suoi calzoni, potrebbe star male perché vi troverebbe…"

    Rispondi
  • Evit

    14 Aprile 2011 alle 20:23

    Me la ricordo quell'intervista. Diceva che il bagarospo fu inventato di sana pianta in quanto in realtà in inglese Homer non dice niente mentre strozza Bart. La direzione del doppiaggio pensò che fosse divertente fargli dire "qualcosa". Inoltre bagarospo è un mix di bagarozzo (scarafaggio) e rospo. Insomma un mix non piacevole.
    Ciucciati il calzino spesso combacia con eat my shorts perchè Bart il più delle volte lo pronuncia un po' più lungo di quanto si possa credere leggendolo scritto: eeeeat my shooorts. Comunque i doppiatori sono dei maghi nel far entrare molte più parole che nell'originale (vedi il post su Flash Gordon) con i cartoni poi è ancor più facile.
    Grazie, Rado il Figo.
    Vota Quimby

    Rispondi
  • utente anonimo

    15 Ottobre 2011 alle 10:25

    Mi dò al necroposting (si dice così anche riguardo ai commenti di un blog??) ritornando sull'argomento doppiaggi e adattamenti…
    Evit, non so se ho visto la stessa intervista che hai visto tu,
    http://www.youtube.com/watch?v=MR5OzrnLqpk
    qui Accolla riporta che secondo lui "Why you little…"  non significa niente. In realtà si può tranquillamente, e senza fare assurde invenzioni, tradurre come "brutto piccolo…". Ricordo che successe una volta, quando Homer strangolò Bart dicendo "brutto piccolo…" e Marge a sua volta "brutto grosso…"… or something to that effect…
    Per di più se ci si fa caso, nella prima stagione, prima che fosse inventato "brutto bagarospo.." l'espressione  "why you little.." veniva traslata come "altolà tu!!".

    Rispondi
  • Evit

    15 Ottobre 2011 alle 10:47

    Haha mi sono andato a cercare il significato di "necroposting". No non ti preoccupare, i miei thread sono "senza tempo". Anzi mi fa piacere vedere qualcuno che commenta precedenti articoli, mi da la conferma che vengono ancora letti.
     
    Mi sono ascoltato l'intervista, non capisco cosa volesse dire Accolla esattamente quando dice che "Why you little… per noi non significa assolutamente niente". La tua traduzione con "brutto piccolo…" è correttissima. Il "why you little…" è il troncamento di "why you little bastard". Forse intendeva dire che un semplice "brutto piccolo…" non sarebbe stato abbastanza significativo o di immediata comprensione in italiano. Il brutto bagarospo è al contrario immediatamente divertente perchè inaspettato e allo stesso tempo evocativo.
    Sto solo cercando di capire un minimo la scelta di traduzione di Accolla. Personalmente avrei tradotto "tu brutto piccolo…" ma non sono un traduttore professionista e la mia fantasia in tale campo è molto limitata (difatti quelli con fantasia limitata si limitano a criticare come faccio io ).
    Non ricordo la traduzione nei primi episodi… quelli sì che sono stravaganti, con cose tipo Milhouse dai capelli neri.

    Rispondi
  • Fabio

    4 Febbraio 2012 alle 01:56

    In un’intervista ad Elettra Caporello, se non erro la principale responsabile della traduzione de “I Simpson” , veniva proposta come (ipotetica) motivazione dell’accento veneto di Carl: sotto il Fascismo (o subito dopo la guerra, non ho l’intervista sotto mano) molti muratori italiani vennero mandati nelle colonie italiche in Africa per edificare le città. Poiché la maggior parte di questi muratori erano veneti insegnarono agli indigeni che venivano assunti come manodopera la loro lingua, ovvero il dialetto veneto, creando così una generazione di indigeni africani che parlavano veneto. Ma se non ricordo male questa era solo una teoria, non c’era una certezza. Per quanto riguarda Boe/Moe pare che sia stato cambiato per adattare un gioco di parole presente nella prima stagione: io ho cercato più e più volte la scena incriminata ma non l’ho mai trovata. Chiudo con i talent. E’ vero, la maggior parte sono da strapparsi le orecchie, ma ci sono delle eccezioni assolutamente da salvare ovvero Gianfranco D’Angelo sul sovrintendente Chalmers e Corrado Guzzanti su Buck McCoy, praticamente indistinguibili da dei doppiatori professionisti. Inoltre vorrei spezzare una lancia in favore di Leo Gullotta (autentico doppiatore professionista, anche se non molto attivo) che semplicemente è stato messo sul personaggio sbagliato (in originale era Kathleen Turner!) con una caratterizzazione sbagliata.

    Rispondi
  • Evit

    4 Febbraio 2012 alle 10:23

    A me Guzzanti non piacque molto nel ruolo di Buck McCoy, mi ricordava troppo alcuni suoi personaggi. Comunque si, ci sono alcuni “ospiti” che non sono male però non sono neanche fenomenali come molti dei doppiatori di ruolo.
    Ora mi viene la curiosità di rivedere la prima stagione per cercare il motivo del Moe/Boe.
    Grazie per il tuo commento e benvenuto nel mio blog.

    Rispondi
    • Phantom Dusclops

      4 Febbraio 2012 alle 19:38

      …Era Guzzanti? Eppure non era neanche segnalato nei titoli di coda (come succede di solito)… ma non è la prima volta: ad esempio il giudice Grazia Negata è doppiata nelle sue prime due apparizioni da Luciana Litizzetto, ma è accreditata solo nei credits della prima volta.

      Rispondi
      • Phantom Dusclops

        5 Febbraio 2012 alle 19:55

        No, intendo dire che di solito quando un talent doppia un personaggio quello viene listato nei credits italiani subito dopo i doppiatori della famiglia e (nelle stagioni più recenti) in sottofondo si sente Tonino Accolla discutere dietro le quinte con il talent in questione.

  • Gaia

    25 Settembre 2012 alle 18:07

    Innanzi tutto complimenti per il blog! E’ davvero interessantissimo.
    Premetto che non sono una traduttrice professionista ma siccome mi ci sto cimentando per la prima volta nella mia tesi di laurea comincio a soffermarmi su dettagli a cui prima non avrei mai fatto caso.
    A proposito dei Simpson, ho notato alcune cose a mio avviso discutibili e mi piacerebbe avere il tuo parere.
    Undicesima stagione, episodio 13 (Febbre da cavallo galattica): é la puntata in cui Homer e Bart salvano il cavallo Duncan da una fiera in cui era costretto a tuffarsi in una piscina da un megatrampolino e decidono di farlo partecipare alle corse. La cosa che mi ha lasciato perplessa è stata la scelta di cambiare il nome “Furious D” in “Arabia D”. Dopo aver rivisto per l’ennesima volta la puntata ho deciso di indagare per capire il perché di quella decisione apparentemente assurda e a quanto pare Arabia è il nome di un cavallo di una serie di film muti del 1913. Non ho trovato altri riferimenti plausibili e non mi sembra probabile che sia solo una coincidenza. Ora io mi chiedo, perché andare a cambiare il nome con qualcosa che molto probabilmente lo spettatore medio dei Simpson (me compresa) non sa assolutamente cosa sia, senza contare che in quel modo si è andato a perdere il collegamento del soprannome originale “Furious” con l’ aspetto da “bullo” che Homer e Bart avevano voluto dare al povero Duncan per renderlo più temibile (gli tingono la criniera, gli mettono un giubbotto in pelle e usano un braccialetto di Lisa per fare l’anello al naso). Se proprio, si poteva pensare al ben più noto e recente “Furia cavallo del West” che tutti gli italiani penso conoscano bene. Dall’altro lato c’è da dire che “Furia D” o “Furioso D” non sono scorrevoli quanto “Arabia D”, ma personalmente li avrei preferiti in ogni caso.
    Dodicesima stagione, episodio 5 (Homer si gioca la dignità): è la puntata in cui Homer diventa il giullare personale di Burns per soldi e alla fine dopo essersi “redento” decide di usare il denaro datogli da Burns per comprare regali ai bambini bisognosi presso un centro commerciale (?) chiamato Mr. Costington che nel doppiaggio italiano viene reso con un imbarazzante “Signor Costatonnellate”. Ora, a meno che io non sia all’oscuro di qualche riferimento particolare ma ne dubito, mi chiedo il perché di questa traduzione assurda. E’ un nome proprio, lasciatelo in pace! Sullo stesso genere la più tristemente famosa traduzione dei Poison con “i Veleno” nella puntata del matrimonio di Otto. Suvvia, è come se a qualcuno venisse in mente di tradurre i Negramaro con “Blackbitter”, ma fatemi il piacere!
    Scusa se mi sono dilungata mostruosamente!
    Gaia

    Rispondi
    • Leo

      26 Settembre 2012 alle 11:26

      Salve Gaia, come avrai notato al momento Evit è in ferie, quindi risponderò io alla domanda, in quanto locale esperto simpsoniano 😛
      Premetto che da quando ne ho avuto la possibilità, ho evitato le imprecisioni dell’adattamento italiano dei simpson vedendomi gli episodi in inglese (senza sottotitoli). Imprecisioni che, facendo una minuscola parentesi, sono quisquilie in confronto alle gigantesche castronerie di ogni puntata doppiata di South Park; per me quello è uno show che va tassativamente visto in lingua originale, con “note a piè di pagina”.
      Dunque, dicevo, avendo visto più volte la puntata in inglese (pssst: uno dei peggiori episodi!) non ricordavo il nome “Arabia D”. Interessante scelta. Io non andrei a cercare l’origine in un oscuro riferimento al cinema muto. Per me, ti prego non te la prendere, sei completamente fuori strada. Non ce lo vedo proprio l’adattatore dei Simpson alle prese con un dilemma del genere, “come tradurre Furious D”, trovare come soluzione una citazione oscura quanto le chiappe di Lucifero. Anche perché fare una cosa del genere richiederebbe una ricerca e del tempo da sprecare, che visto la qualità di molti dei loro adattamenti, evidentemente non esiste. Come sappiamo gli adattatori per il doppiaggio televisivo lavorano in tempi sovrumanamente ristretti, e di conseguenza la qualità dell’adattamento ne risente.
      No, io andrei a cercare la soluzione in qualcosa di più semplice. Ci sono due ragioni per il nome Arabia, secondo me, entrambe altrettanto plausibili. La prima è che i cavalli arabi sono note razze purosangue, belli, eleganti, forti e perfetti per la corsa. La seconda è un possibile gioco di parole su “la rabbia”, che immaginato in un dialetto romanesco (forse idealizzato) perde una “B”. Così come Alberto Sordi diceva ” a guera”, magari qui andavano per un ” a rabia”. E’ vero, è lontano da un più comprensibile “Furia”, ma forse meno banale. Ci sono molte scelte dialettali nei Simpson e questa non sarebbe poi tanto fuoriposto.
      Per quanto riguarda Costington, inizialmente il nome fu concepito prima del personaggio. Mi spiego meglio, ricordo che prima che Mr. Costington facesse la sua prima apparizione (che non fosse anonima), il negozio era già comparso in un episodio (vado a memoria, probabilmente “Spazzatura tra i titani”) e il nome serviva solo a una gag visiva come tante dello show. L’inquadratura mostrava l’entrata del negozio, con la grossa insegna che recitava [COSTINGTON’S – Over A Century Without A Slogan”]. Tralasciando la bellissima ironia di avere quello slogan, il nome del negozio rassomiglia ad altri famosi grandi magazzini perché come denota il genitivo sassone appartiene a un tale Costington, ma non si ferma qui, perché ecco subito un gioco di parole trasparente ad occhi anglosassoni. Se togli l’apostrofo e separi “Costing” da Tons” ottieni un semplicissimo “Costing Tons”, letteralmente “Costa Tonnellate”. L’espressione “tonnellate” viene usata nella lingua inglese non solo con accezione di peso, ma informalmente per denotare una quantità spropositata di qualcosa. Nei casi più “gravi” poi parlano di “metric tons”, cioè tonnellate metriche (per distinguerla appunto da quella inglese, che è pari a 1.016,14 kg) probabilmente perché il sistema metrico è visto come strano e alieno e quindi complica le cose.
      Praticamente è un negozio nel quale le cose “Costano-un-casino”, se vogliamo usare un termine che qui ha accezioni simili perché usato fuori dal suo contesto.
      Se vogliamo parlare della goffaggine del chiamare un personaggio “Signor Costatonnellate” sono d’accordo. Poi però la domanda è “in che altro modo rendi la gag?”
      Come vedi anche io sono stato lungo. Spero di essere stato anche chiaro e/o esauriente.
      Peace out. 🙂

      Rispondi
      • Gaia

        26 Settembre 2012 alle 12:08

        Chiarissimo! Grazie mille. 🙂
        Per quanto riguarda la scelta di Arabia in effetti mi pareva un po’ strano che potessero essere andati a ripescare una cosa così vecchia ma a volte mi lascio trasportare da eccessive macchinazioni mentali (sarà colpa di tutti quei noiosissimi libri sulle teorie della traduzione che mi è toccato leggere per la tesi?).
        La puntata dove appare l’insegna “COSTINGTON’S – Over A Century Without A Slogan” credo di averla vista ma non avevo realizzato il gioco di parole, che in effetti è piuttosto rognoso da rendere. A questo punto però non so quanto una traduzione letterale come quella che hanno fatto venga recepita dallo spettatore italiano (io stessa, che ho una buona conoscenza dell’inglese, non avevo certo collegato “costatonnellate” con qualcosa che costa molto). Piuttosto o lo lasci in inglese perdendo il gioco di parole ma almeno non risulti ridicolo, oppure cerchi una soluzione accettabile in italiano.
        Chiaramente però mi rendo conto che coi tempi ristretti che hanno non possono certo perdersi dietro alla traduzione di una parola. E qui si potrebbe (ma meglio di no) aprire una discussione infinita su come i cartoni animati in Italia vengano secondo me trattati con sufficienza certe volte, come se non meritassero la stessa attenzione di film e serie tv. Ma forse andremmo decisamente off topic. 😉

      • Evit

        26 Settembre 2012 alle 23:59

        Eccellente risposta Leo. E’ per questo che ti tengo come collaboratore 😉
        PS io avrei inventato “Sigor Costansacco”, nah scherzo. Carina quella del Costinton’s, io me la ricordavo solo in inglese quella battuta.
        Tutta questa faccenda mi ricorda l’episodio dei Griffin dove Peter aveva un pupazzetto fatto con un calzino e lo aveva chiamato “Mr Sockerby”. In italiano lo hanno lasciato identico, perdendo il riferimento al calzino “sock”… del resto si sa che Family Guy (I Griffin) viene adattato con i piedi alle volte… troppi riferimenti e troppo poco tempo per fare un lavoro di fino.

      • Rado il Figo

        2 Ottobre 2012 alle 19:23

        “Costatanto”, magari inventandosi il prenome “Costanzo Costatanto”, sarebbe stato troppo brutto?

  • Phantom Dusclops

    25 Settembre 2012 alle 18:49

    Mi viene anche da parlare di varie incasinazioni del doppiaggio italiano dei Simpson. Tipo Snake che una volta lo chiamano Serpente, un’altra Serpe e un’altra ancora Vipera, O l’elefante di Bart, che nella puntata originale lo chiamavano Zampone, poi in un altra puntata veniva nominato come Zampata e in un altro aveva il nome originale Stampy.

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  • Woody Alien

    12 Novembre 2012 alle 12:06

    Riguardo alla questione Moe/Boe, ricordo che nella puntata “Il pulmino per bambini” (che di per sé è un titolo assurdo, dato che in originale era “Das Bus”, come parodia di “Das Boot”) gli alunni della scuola finiscono su un’isola deserta e nel finale un narratore dice: “and they were saved by… let’s say, Moe”. In italiano l’hanno messa come “e furono salvati da… Boe”. Io infatti rimanevo sempre perplesso perché capivo “e furono salvati da… boh?”, e non capivo se era l’ennesima battuta nonsense di un episodio già strampalato o se era una parodia della tendenza delle sitcom e cartoni animati di riportare tutto alla normalità anche quando sarebbe impossibile.
    Insomma, attribuivo alla battuta un livello di lettura che probabilmente non c’era neanche in originale, e tutto questo a causa di un’assonanza.

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  • Carmelo

    23 Giugno 2014 alle 15:34

    Adoro i Griffin, talvolta li guardo in originale, più spesso in Italiano perché trovo le voci italiane di Peter e Brian siano esilaranti in confronto al piatto inglese, di cui adoro la voce di Lois, più da “Bad girl” rispetto a quella italiana
    Gli episodi in inglese che ricordo sono “Brian e Stewie” e “Jesus, Mary and Joseph”

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    • Evit

      23 Giugno 2014 alle 15:42

      Non posso che concordare al 100% con ciò che hai appena detto. Anche io trovo più divertente il nostro Peter e Brian mentre Lois è più memorabile e divertente in inglese. Peccato solo che in italiano la serie sia tempestata di riferimenti mancati o incuranza (come doppiare Alf con voce normale, senza neanche azzardare una imitazione), senza dimenticare poi alcune scelte “comiche” di dubbio gusto nell’adattamento italiano, come quella di dare una voce maschile alla cameriera messicana che difatti in italiano non si può proprio sentire, né perdonare.

      Rispondi
    • Evit

      24 Giugno 2014 alle 12:46

      Si, Consuela ha una voce chiaramente maschile. Credo che a qualcuno sia venuta l’idea “geniale” che una signora messicana faccia ridere se parlasse come un travestito.

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  • michelet

    11 Ottobre 2014 alle 09:51

    Simpson e doppiaggio secondo me fanno storia a se, perche’ sono un cartone animato, e quindi non paragonabile alle scelte di doppiaggio dei film (il labiale nei cartoni non e’ fondamentale) e per la natura particolare dei Simpson. Il discorso dei dialetti per esempio, e’ necessario nei simpson perche’ sono un cartone e perche’ e’ l’unico modo per rendere i diversi ‘accent’ originali. Non sono solo Willie e Carl, Wiggum (Winchester) e’ napoletano, Lou e’ barese, Snake e’ romano, la Caprapall e’ emiliana. E non sono neanche scelti a caso (esemplare il tuo paragone tra la Scozia e la Sardegna). Polizia e Carabinieri in Italia sono spesso meridionali anche al nord, perche’ emigrati. La dizione emiliana e’ spesso presa ad esempio, ecco quindi essere assegnata ad un’insegnante. Il discorso adattamento dialoghi e’ come al solito una linea sottile che va presa caso per caso. “I’ve got a pain in me gulliver” diventa “me fasce male la capa” detta in napoletano da Bart. Entrambi efficaci e divertenti, ma nella versione italiana si perde il riferimento ad Arancia Meccanica. Qui sarebbe stato meglio cercare una traduzione piu’ simile all’originale. “Non farti infartare” e “ciucciati il calzino” invece sono una giusta alternativa a “don’t have a cow man” e “eat my shorts” , sposa un po’ la tesi di quasi tutti i tuoi post, soprattutto in riferimento ai film anni 80, quando erano bravi a trovare un equivalente italiano che rendesse la stessa battuta senza tradurla alla lettera (che mi trova d’accordo). Poi purtroppo ci troviamo a sentire “fammi vedere almeno canale 5” invece di Fox o “marco columbro” invece di un tv-host americano, che fanno rabbrividire. Io direi che la linea da seguire dovrebbe essere quella di star vicini all’originale quando in ballo ci sono citazioni culturali e trovare un equivalente quando i riferimenti sono geolocali non comprensibili all’estero. Anche se con 26 stagioni alle spalle e la dipartita di Accolla e’ un po’ tardi per correggere il tiro.

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  • Phantom Dusclops'92

    17 Gennaio 2015 alle 21:49

    Un altro caso di adattamento indebito nei Simpsons che mi viene in mente:
    In “Questa pazza, pazza, pazza Marge” (l’episodio già citato sopra da Leo in cui i Poison vengono chiamati “Veleno”), all’inizio della puntata Bart e Lisa stanno facendo un filmino per un progetto scolastico, e Lisa se ne aproffitta e rivela un segreto imbarazzante di Bart.
    In originale diceva “Bart dorme con l’orsacchiotto”, frase assolutamente normale e comprensibile dal pubblico italiano: per quale motivo l’adattamento italiano ha dovuto cambiarla in “Bart dorme con il Cicciobello”? In Italia gli orsacchiotti sono considerati virili per caso? E poi, da quando in qua Cicciobello è noto fuori dall’Italia? Almeno i già citati riferimenti a Sanremo e a Marco Columbro erano nelle primissime stagioni, qui si parla dell’UNDICESIMA STAGIONE, perdiana!

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  • Matt

    5 Aprile 2015 alle 21:45

    Ottimo articolo! Riguardo all’ uso dei talent ,per me non è un problema, però solo se si scelgono con cura infatti, come detto da Massimo Giuliani, il doppiatore di John Belushi, attori come Claudio Bisio e Leo Gullotta se usati bene creano dei bei doppiaggi! (mi riferisco al doppiaggio dell’Era Glaciale)

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    • Evit

      5 Aprile 2015 alle 21:48

      Gullotta adesso doppia Woody Allen e non credo che sia nuovo al mondo del doppiaggio, se non altro perché ha lavorato molto negli anni 70-80 dove era abitudine doppiare se stessi in post.

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  • Matt

    5 Aprile 2015 alle 22:50

    Non è certo nuovo e lo so!!L’ho scritto perché tu l’hai menzionato. Però in Squadra Antiscippo se non sbaglio ,Gullotta veniva doppiato dal sopracitato Massimo Giuliani. uhmm…..

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  • Andrea87

    15 Aprile 2015 alle 16:21

    il cambio di “moe” in “boe” non l’ho capito veramente nemmeno io. Tanto più che nelle ultime stagioni (ultime = dopo la 17-18… insomma quando ho smesso di vedere le nuove puntate per me è tutto un calderone indefinito che bollo con “ultime” nonostante abbiano prodotto quasi altre 10 stagioni) hanno ulteriormente cambiato il nome in “BOH” (giuro, compreso l’insegna… ci sono rimasto!)
    Conosco naturalmente la “leggenda” dell’adattamento dovuto ad un dialogo. La chiamo leggenda, perchè a memoria si tratta di un episodio successivo, parliamo già della S03E10, quando Homer inventa il flambè homer e il barista glielo ruba… mentre è a tavola con la famiglia praticamente impazzisce e trasforma tutti i discorsi in “BOE”, perfino un ruttino di Maggie…
    vedi da 18.14 in poi:
    http://www.simpsonitastreaming.altervista.org/stagioni/stagione-3/03×10-flambe-boe.html

    Rispondi
  • Panza

    7 Luglio 2015 alle 22:42

    Ho avuto il dispiacere di notare che in una puntata recente dei simpson Tony Ciccione nel doppiaggio italiano è stato lasciato come Tony Fat!
    Mi sembra che anche nella stessa puntata o Secco o Patata o Jones fossero nominati con il loro nome americano! Allucinante!

    Rispondi
    • Andrea87

      8 Luglio 2015 alle 21:13

      non vorrei sbagliare, ma c’è una puntata in cui Fat Tony muore e lo sostituisce suo fratello palestrato Fit Tony solo che “la bella vita da mafioso” lo fa ingrassare e diventa fisicamente il gemello del defunto. Per cui Fat Tony è stato una de-non-traduzione obbligata credo…
      Negli anni, quando c’era ancora il Fat Tony originale, comunque abbiamo sentito anche un Tony Ciccio…

      Rispondi
  • SAM

    27 Agosto 2021 alle 10:37

    “Le cose che suscitano ilarità tra gran parte del pubblico italiano sono sempre le più sciocche… la maggior parte degli spettatori non ride mai alle battute argute, né alle citazioni cinematografiche, ma solo a cose triviali come rutti e flatulenze e mi domando che cosa se li guardino a fare i Simpson… vabbè, sto divagando.”
    A giudicare dal successo mondiale dei i Griffin ( che odio) , azzarderei che non solo il pubblico italiano è così babbione.
    Parolacce nei Simpson ?
    Io non ricordo ci fossero in originale, ma che sono state un invenzione italiana della prima ( e seconda ?) stagione per dare un che di trasgressivo alla serie ( voi siete troppo giovani, ma al tempo , prima che arrivasse in italia, veniva descritta nei giornali come una roba zozza che manco ” Friz il gatto” ), tanto che la trasmisero in seconda serata .
    Ricordiamo che noi eravamo il paese che trasmetteva i cartoni giapponesi più violenti e/o erotici del Mondo in tv senza censure, i quindi i Simpson non avrebbero certo scandalizzato lo smaliziato pubblico italiano dell’ epoca.
    Bisognava pepare il tutto per insaporire la pietanza ( come fecero poi con Elvira).
    Ma quand’è che Gianfranco d’ Angelo avrebbe doppiato i Simpson ?
    Episodio, please.

    Rispondi
    • Evit

      27 Agosto 2021 alle 11:11

      Parolacce, dove ho scritto che fossero anche nella versione originale?

      Sono abbastanza grandicello da aver visto i Simpson in prima TV in seconda serata e ricordare che i genitori avevano qualche reticenza a farcelo vedere nei primi anni della serie, ma forse qui confondiamo pubblico di adolescenti con il pubblico di bambini. Quella delle parolacce nei prodotti accessibili anche ai bambini sembra essere stata una caratteristica comune ad alcuni prodotti doppiati in quel preciso periodo ’90-’91. Al contrario di Fritz il gatto che è sempre stato vietato ai minori e non era così facilmente accessibile a tutti.

      Per Gianfranco D’Angelo, parrebbe essere nell’episodio 5×19 (fonte: ricerca su Google di 0,38 secondi)

      Rispondi
      • SAM

        27 Agosto 2021 alle 12:07

        Sulle parolacce errore mio : da come scrivevi “ormai le parolacce non sono più un tabù (finalmente), ma anche le prime stagioni non scherzavano” paragonandolo ai i Griffin, sembrava intendessi che le parolacce ci fossero sempre state in originale e che finalmente gli adattatori le usassero.
        Cmq, non è che una volta fosse consono mettere parolacce nei prodotti “accessibili ai bambini “: anzi, le parolel in un cartone tv erano cosa rarissima al tempo,.
        Come ho scritto prima, serviva a dare al prodotto un chè di trasgressivo ( dato che lo show, prima ancora di arrivare in italia, aveva una pessima fama ).
        Semplicemente, c’era questa mentalità che solo i cartoni dovevano essere privi di parolacce e/o scene di violenza/sesso (almeno sulle reti importanti) , mentre tutto il resto era consentito fare/dire di tutto e di più.
        Basti pensare che la tv italiana degli anni 80 era la tv più libera del Mondo ( e lo è ancora , per molti versi) che faceva vedere nel pomeriggio, cose che neppure i nipponici osavano trasmettere.
        Se pensiamo che noi oggi, vediamo i Griffin integrali su italia 2 ( ma spesso pure su Italia 1 ) , quando invece in USA li vedi integrali solo su canali a pagamento e a orari notturni, è tutto dire.

        P.S. non c’entra nulla, ma visto che lavori per Boing, non puoi rompere le balotas a qualcuno perché mandi in onda le vecchie serie dei Thundercats, Silver Hawks, Tiger Shark , i Pirati dell’ acqua nera e i Gatti volanti ?

      • Evit

        27 Agosto 2021 alle 12:55

        Ahah, non lavoro per Boing, devi trovare qualcuno che si occupi di programmazione televisiva alla Mediaset. Io ricevo copioni, li adatto, li rimando allo studio di doppiaggio, e non mi dicono nemmeno quando andranno in onda perché non lo sanno loro, quello lo decide il committente (Mediaset).

        Concordo certamente che l’introduzione di parolacce in prodotti per bambini serviva per fare il prodotto ‘trasgressivo’, come certamente potevano sembrare I Simpson al loro primo arrivo, anche se ancora non mi spiego quel “fottuto” in Mamma ho riperso l’aereo. Per carità, fa ridere e non vorrei che lo cambiassero mai, probabilmente è uno strascico di anni ’80 quando, come dici tu, c’era più libertà e forse meno “comitati di genitori” che rompevano le palle e che per anni hanno infierito su Mediaset stessa per censurare questo o quel cartone.

  • SAM

    27 Agosto 2021 alle 13:17

    Sei sicuro che in Mamma ecc.. si sentisse solo ” fottuto” come parolaccia ?
    Invece ne “la sirenetta” di Disney di sentiva “sgualdrinella” che mi colpì molto !
    Certo, qualche parolaccia si sentiva nei cartoni giapponesi dei bei tempi che fu : per esempio, ho scoperto di recente, dopo 40 anni che nessuno se ne era accorto , che in Mimì e le ragazze della pallavolo” si sente un “cazzarola ” :ho postato una clip sul tubo

    https://www.youtube.com/watch?v=9Vuh6HMbstY
    E mi ricordo un episodio di Ape Magà dove dicevano “scorregge ”
    Ma i Simpson sono stati ridoppiati su Fox ?
    Ho visto unavecchia clip di un episodio sul Tubo ( e che non trovo più ) che affermava ciò, e si vedeva lo spezzone di un vecchio episodio dove il vecchio marinaio aveva la voce di PAOLO BUGLIONI.
    Gli altri doppiatori sembravano gli stessi ( sembrava un ridoppiaggio parziale).
    Siccome il doppiaggio iniziale era curato di Mediaset, e solo dopo Fox ha realizzato in prima persona il doppiaggio, la cosa mi sembra probabile.
    Chiedo lumi.

    Rispondi
    • Evit

      27 Agosto 2021 alle 13:23

      Forse rimaneva più impressa di altre perché “fottuto” lo diceva proprio il bambino. Un po’ più diretta e brutale di parole derivative tipo cazzarola. ?

      A me rimaneva sempre impresso il “bastardo!” di Tom e Jerry. Lì scoprii il significato di bastardo ?

      Non so di ridoppiaggi dei Simpson, forse parziale ma in quel caso non ne sospetto il motivo. Magari qualche esperto di Simpson ci saprà dire di più.

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    • SAM

      27 Agosto 2021 alle 13:22

      Scusate, la clip pare un errore : il ridoppiaggio riguarda un flashback.
      Mi domando se pure l’altra clip che ho visto riguardasse un flashback…..

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  • Apostolo

    25 Ottobre 2022 alle 12:54

    Il titolo italiano del episodio ”Nati per essere sfrenati” deriva dal titolo di lavorazione ”Bjorn to Be Wild”, questo perché l’amante di Marge doveva essere inizialmente un tennista svedese (poi cambiato in francese).

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  • Giuseppe Coluccia

    28 Agosto 2023 alle 17:29

    La battuta su Rock and Hard Place l’avevo notata da una canzone dei Rolling Stones, non sapevo fosse un modo di dire… per quanto riguarda le guest star, qualcuno si salvicchia (ma proprio tirato) ma la puntata con Totti e Gattuso è qualcosa di “indimenticabile”…

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