• Il corvo. No, quell’altro corvo! (The Raven)

    locandina del film The Raven con John Cusack
    Di recente ho visto il trailer per The Raven, film con John Cusack il cui titolo origina da una poesia di Edgar Allan Poe. Come ormai sono solito fare di questi tempi mi sono subito chiesto perché non lo avessero intitolato “Il corvo”, cioè così come la poesia di Poe è intitolata in italiano… poi mi è subito sopraggiunta un’epifania: c’era già quell’altro di “corvo”!

    Locandina italiana del film Il corvo con Brandon Lee
    A volte bisogna proprio scendere a compromessi.

    I due corvi (The Crow e The Raven)

    Non so quanta familiarità possa avere il pubblico con la parola “raven” e direi che The Raven si sarebbe meritato perlomeno un sottotitolo in italiano, così come succede per tanti film d’importazione, ma ho la sensazione che nel genere horror i titoli in inglese senza aggiunte siano una scelta fatta per moda, più che per necessità. In più, come già detto, il titolo “Il corvo” era già occupato da un film ben più noto e riconoscibile. Quindi qual è il vero corvo? The Crow o The Raven? Il vero corvo è invero The Raven, ma si può comprendere perché negli anni ’90 The Crow diventò “il corvo”, una sua traduzione diretta sarebbe risultata inadatta al film: LA CORNACCHIA

    Per i curiosi eccovi una lista di differenze (in inglese, scusate) tra “raven” e “crow” che in italiano sono sì dei corvidi ma sarebbe improprio tradurli entrambi come “corvo”.

    Tra corvi e cornacchie

    La linguista Licia Corbolante, in un articolo pubblicato il 5 maggio 2020, riassume i vari tipi di corvidi e loro traduzioni italiane di cui riporto qui un estratto, invito per cultura a leggere l’intero articolo che, come sempre, è accurato e approfondito: Storie di uccelli neri, in inglese:

    ➤ Crow /kroʊ/può essere usato come nome generico per vari corvidi ma qui è Corvus corone, la cornacchia;
    ➤ Raven /reɪv(ə)n/ è Corvus corax, il corvo imperiale;
    ➤ Rook /rʊk/ è Corvus frugilegus, il corvo nero o corvo comune;
    ➤ Jackdaw /ˈdʒækˌdɔː/ è Corvus monedula, la taccola;
    ➤ Chough /tʃʌf/ è Pyrrhocorax pyrrhocorax, il gracchio;
    ➤ Hooded crow è Corvus cornix, la cornacchia grigia;
    ➤ Magpie
     /ˈmæɡˌpaɪ/ è Pica pica, la gazza;
    ➤ Jay/dʒeɪ/ è Garrulus glandarius, la ghiandaia europea

    Non sarà una guida a come si traducono i titoli di film per il mercato italiano (vi immaginate The Crow con il titolo “LA CORNACCHIA”?) ma rimane un utile punto di riferimento per i traduttori in generale.

  • Le migliori vignette d'apertura

    Nel caso ve ne foste persa qualcuna vi riporto una selezione di alcune delle mie vignette d’apertura. Per i nuovi arrivati, sappiate che quelle che io chiamo “vignette d’apertura” ormai sono tradizione di questo mio blog. Spesso le battute delle vignette sono correlate con quello di cui parlo nell’articolo, altre sono solo casuali.
    Le singole immagini sono collegate ai rispettivi articoli, basta fare click su di esse.
    Eccone quindi una selezione, in ordine cronologico:















  • TITOLI ITALIOTI (26^ puntata) – Fantascemenza Part Deux

    Vignetta sulla traduzione dei titoli italiani nei film
    Rieccoci ad un’altra puntata della rubrica titoli italioti, ancora una volta incentrata sui film di fantascienza. Se volete leggere il precedente episodio di “fantascemenza” potete trovarlo qui. Nonostante l’ironica “vignetta” d’apertura questa volta sono stato molto meno critico del solito, lo so, mi sto ammorbidendo. Tra film noti e meno noti, eccovi altri titoli italioti personalmente selezionati per voi:

    Fortress (1992) ⇒ 2013 – La Fortezza

    locandina italiana di 2013 La fortezza, film del 1992, a fianco della copertina originale in inglese
    Il fascino di avere l’anno di una data futura nei titoli di film di genere fantascientifico non è esclusiva italiana ma di certo qui da noi ha avuto un boom senza pari, una vera e propria tradizione italica che ha spaziato dagli anni ’60 fino agli anni ’90. Se al titolo non era premessa una data futuristica non eravamo contenti e di solito l’anno che precede il titolo vero e proprio riguardava si collocava poco prima o poco dopo il fatidico 2000… ed è subito fantascienza.

    Non fa eccezione 2013 – La fortezza del 1992 che in originale si intitola semplicemente “Fortress” e siamo gli unici al mondo ad avergli dato l’anno nel tiolo. Che dire, la data futuristica (almeno fino all’anno prossimo, mentre vi scrivo è il 2012) era, diciamo, necessaria. Un titolo come “La fortezza” da solo non sarebbe stato indicativo per il pubblico italiano che, ammettiamolo, nella stragrande maggioranza dei casi non si interessa di cinema e se lo fa se ne interessa solo in maniera superficiale (questo lo dico senza alcun disprezzo ma come dato di fatto), quindi un titolo deve già poter indicare il genere agli italiani così da permettere una rapida scelta del film senza doversi informare troppo, ed è qualcosa di molto pratico devo ammettere. Ben vengano dunque queste alterazioni titolistiche, dopotutto hanno un loro scopo e riescono nel loro intento, nel Regno Unito per esempio questo film non è noto come in Italia e io do la colpa proprio all’assenza del “2013” nel titolo. Un generico Fortress rischia in fatti di perdersi tra le miriadi di altri omonimi Fortress e The Fortress che esistono nel mercato cinematografico.

    Locandina di Fortress 2 La fortezza: Segregati nello spazioL’unica cosa veramente “italiota” di questo titolo è il fatto che il film si svolga nel 2017 e non nel 2013, anche se devo ammettere non ricordo alcun momento del film in cui viene dichiarata una data specifica quindi qualche giustificazione ce l’hanno.

    È curioso come il titolo italiano del suo ignominioso seguito, Fortress 2 (2000), si sia invece allontanato da quello del primo film con un anonimo “La fortezza: segregati nello spazio” che non suggerisce né che ne sia un seguito di 2013 – La fortezza né che i due film siano in qualche modo legati tra loro (eccetto per la faccia di Lambert in copertina). Sottotitolo a parte, che può anche essere accettabile, sicuramente avrebbe avuto più senso un titolo come “La fortezza 2” oppure “2020 – La fortezza 2” (il film mi pare si svolga 7 anni dopo).

    Virtuosity (1995) ⇒ Virtuality

    Locandina italiana e americana di Virtuality, titolo originale Virtuosity
    Credo che questo sia uno dei rari titoli “italiani” ad usare una differente parola in inglese che però rende il titolo più sensato dell’originale. Banale ma attinente. Credo anche di essere uno dei pochi al mondo che se lo guarda ogni volta che passa in TV, dopo una prima visione estiva di fine anni ’90 che mi catturò per sempre, e trovo che a Russell Crowe si addica la parte del cattivo. Da notare la frase di lancio, anche in questo caso più azzeccata in italiano “La realtà virtuale non è più un gioco” al posto di “La giustizia ha bisogno di un nuovo programma“.

    DeepStar Six (1989) ⇒ Creatura degli Abissi

    Locandina italiana e inglese di Creatura degli abissi, DeepStar Six
    Simile a Leviathan nelle intenzioni e nell’anno (entrambi del 1989) ma di qualità nettamente inferiore, DeepStar Six è l’ennesimo tardivo sfruttamento del concetto di Alien, ben dieci anni dopo il film di Ridley Scott, e probabilmente girato per battere Cameron sul tempo prima dell’uscita di The Abyss. Per anni ho confuso i due film, Leviathan e Creatura degli abissi, proprio per colpa di questo generico titolo che potrebbe valere per entrambi.

    A parere mio la scelta di traduzione del titolo sarebbe dovuta andare all’opposto, lasciando DeepStar Six in inglese anche per la distribuzione italiana e usando “Creatura degli abissi” o qualcosa di simile per Leviathan, o addirittura tradurre il titolo come Leviatano dal momento che “Leviathan” (pronunciato “levaiatan” anche nel doppiaggio del film) è il nome di una nave russa che gli americani trovano sul fondo del mare, questo nome lo leggono in cirillico e viene tradotto a voce quindi non capisco perché abbiano optato per dirlo all’inglese “levaiatan”. Nel caso di “DeepStar Six” invece, si tratta del nome della stazione sottomarina (americana) dove si svolgono gli eventi, per tanto poteva rimanere non tradotta anche se possiamo ammettere che “Creatura degli abissi” sia un titolo molto più immediato.

    Locandine di La cosa degli abissi e Alien degli abissi
    Entrambi sono da non confondere con Alien degli abissi, sempre del 1989, la solita vaccata italiana mirata a fare soldi facili fallendo miseramente come sempre quando cercano di creare in locandina dei sequel fasulli o apocrifi. Anche qui da non confondersi con La “COSA” degli abissi (The Rift, 1990) di produzione USA/Spagna, anche questo una boiata pazzesca. Da notare come “COSA” sia tra virgolette, un imbarazzante occhiolino a La cosa di Carpenter.

    Gattaca (1997) ⇒ Gattaca – La porta dell’universo

    locandina italiana di Gattaca, la porta dell'universo
    Sono passati molti anni da quando vidi questo film ma non ricordo alcuna porta dell’universo. Sì, il film parla anche di una missione spaziale nella quale il protagonista vorrebbe prendere parte, ma secondo me i distributori hanno meschinamente cercato di sfruttare l’immenso successo di Stargate di pochi anni prima; difatti “la porta dell’universo” a stento riguarda la trama di GATTACA (le maiuscole sono necessarie come vedrete) e come sottotitolo è del tutto futile e fuorviante. In GATTACA – La porta dell’universo infatti non c’è alcuna porta dell’universo, così come in Pandorum – L’Universo parallelo non c’era alcun universo parallelo, o almeno cosi mi dicono quelli che hanno visto il film. Sulla pagina Wikipedia di Pandorum viene spiegato che “Il titolo del film si riferisce ad una condizione psicologica a cui sono soggetti gli astronauti che viaggiano nello spazio profondo“. In Portogallo hanno un titolo identico: Pandorum – Universo Paralelo. Ammetto che possa essere un po’ fuorviante ma rimane più attinente della porta dell’universo di Gattaca.

    Una nota sul titolo Gattaca, che non a caso prima ho scritto tutto in lettere maiuscole: GATTACA deriva da una combinazione “leggibile” di sigle di basi azotate che compongono il DNA. Questo l’ho letto su Wikipedia altrimenti non ci sarei mai arrivato, infatti nel 1997 mi domandavo che cavolo significasse il titolo e che cosa avesse a che fare col film. Una scelta quanto mai infelice per gli italiani ai quali il titolo al massimo può solo ricordare qualcosa che si avvicina ad un felino. Magari in qualche dialetto regionale “gattaca” vuol dire proprio “gattaccia”. Che Uma Thurman fosse la “gattaca” del titolo? La domanda nel 1997, ovvero prima di Wikipedia, era lecita e devo ammettere che proprio a causa del titolo per anni non mi sono mai interessato al film, a riprova che i titoli hanno la loro importanza culturale e governano la scelta di interessarsi o meno ad un film.

    The Fly (1958) ⇒ L’esperimento del Dottor K

    Locandina di The Fly del 1958, tradotto in italiano come L'esperimento del dottor k
    Basandosi solo sui titoli della distribuzione italiana, sarebbe impossibile intuire che La mosca di Cronenberg del 1986 sia un remake di questo L’esperimento del Dottor K,  questo proprio per via del suo titolo, molto distante e molto meno esplicito dell’originale (The Fly), seppur devo ammettere rimanga accattivante e tipico dell’era in cui fu distribuito.

    La titolazione italiana del suo seguito, The Return of the Fly (1959), è rimasta fedele al predecessore e il film è ci è arrivato come La vendetta del Dottor K. I riferimenti a questo Dottor K vengono tuttavia a mancare dal terzo capitolo della serie, Curse of the Fly (1965), che abbandona il nostro dottore in favore di una traduzione tardivamente attinente: La maledizione della mosca; e mo’ da dove esce questa mosca? A questo punto sarebbe stato meglio continuare coerentemente con una maledizione del Dottor K.

    Rimane nell’elenco dei titoli italioti non soltanto per via del suo allontanarsi nettamente da quello originale “The Fly” ma anche perché nella trama del film non si parla di nessun Dottor K, lo scienziato in questione si chiama invece Andrè Delambre.


    E con questa nuova puntata di Titoli italioti concludo per oggi. Alla prossima!